COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30
LA SITUAZIONE DEI CONTAGI
Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 88 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 36 dopo test antigenico), pari allo 0,5% di 18.680 tamponi eseguiti, di cui 16.935 antigenici. Degli 88 nuovi casi, gli asintomatici sono 65 (73,9%).
I casi sono così ripartiti: 41 screening, 43 contatti di caso, 4 con indagine in corso.
Il totale dei casi positivi diventa quindi 389.083,così suddivisi su base provinciale: 32.072 Alessandria, 18.620 Asti, 12.239 Biella, 56.051 Cuneo, 30.131 Novara, 207.215 Torino, 14.476 Vercelli, 13.811 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.606 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.862 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.
I ricoverati in terapia intensiva sono 21 (+2 rispetto a ieri).
I ricoverati non in terapia intensiva sono 188 (+10 rispetto a ieri).
Le persone in isolamento domiciliare sono 4.050
I tamponi diagnostici finora processati sono 8.360.923 (+18.680rispetto a ieri), di cui 2.371.734 risultati negativi.
I DECESSI DIVENTANO 11.814
Un decesso di persona positiva al test del Covid-19, nessuno di oggi, è stato comunicato dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).
Il totale diventa quindi di 11.814 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.582 Alessandria, 723Asti, 436 Biella, 1.467 Cuneo, 950 Novara,5.644 Torino, 533 Vercelli, 377 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 102 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.
373.010 GUARITI
I pazienti guariti diventano complessivamente 373.010 (+78 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 30.120 Alessandria, 17.720 Asti, 11.726 Biella, 53.926 Cuneo, 29.032 Novara, 199.294 Torino, 13.779 Vercelli, 13.346 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.511 extraregione e 2.556 in fase di definizione.
Le classi Terza, Quarta e Quinta Agraria di Crescentino dell’Istituto di Istruzione Superiore ‘Galileo Ferraris’ di Vercelli, dirigente Cinzia Ferrara, hanno preso parte nei giorni scorsi ad Eima – Esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura ed il giardinaggio a Bologna. I ragazzi erano accompagnati dai docenti Matteo Robutti, Paolo Mosca, Serena Trombini, Flaminia Barbero e dall’
E’ stata un’esperienz
“Ennesimo rave party con migliaia di partecipanti si consuma sotto il naso della Lamorgese, il sindacato denucia persino il ferimento di alcuni agenti. Quanto accaduto tra Nichelino e Beinasco è un’offesa alle tante persone perbene che in questi mesi hanno rispettato le regole anti contagio, nonché la dimostrazione che nel nostro Paese c’è un problema di sicurezza. Serve prevenzione, lo abbiamo già detto ormai in troppe occasioni”.
Nei giorni scorsi erano stati notati nella zona alcuni furgoni con targa francese. E il sospetto che l’area golenale ed alluvionale della Piagera nel Comune di Gabiano potesse diventare meta di un rave party si era fatto avanti. Così l’attività di prevenzione delle forze dell’ordine è scattata con n attento monitoraggio del territorio. E sabato quando tra le 18.30 e le 23 sono arrivati una decina di furgoni con targa d’Oltralpe polizia e carabinieri, in testa quelli della locale stazione di Gabiano, erano ad attenderli. Di qui una serie di controlli sulle persone che stavano a bordo ed un’opera di convincimento da parte delle forze dell’ordine svoltasi in un contesto civile, al termine del quale i promotori dell’iniziativa hanno desistito. Nel frattempo il sindaco di Gabiano, Domenico Priora, sul posto insieme al vicesindaco Giuseppe Gagliardone, hanno provveduto a sbarrare la strada sul ponte del Rio Marca di accesso all’area che sarebbe stata interessata dalla fastidiosa ‘festa’. Il comune di Gabiano, ed in particolare l’area della Piagera, si trova in una zona non densamente popolata ma al confine di quattro province, Alessandria, Asti, Vercelli (dall’altro lato del Po) e la Città metropolitana di Torino

Anche una mostra d’arte può essere “partecipazione”. Impieghiamo tecniche personali, le più diverse, cerchiamo di guardare dentro quegli occhi, in tutta la loro profondità, ricordiamo la saggezza e la felicità di un tempo, diamo vita ai volti oscurati, alle sensazioni e alle emozioni, ai dolori che crescono di giorno in giorno e alle fughe sperate, alle urla e alle marce di quelle donne che ancora tentano la loro flebile rivoluzione, ma fino a quando?, alla nutrizione che viene sempre meno e ai volti dei bambini che cercano cibo, allo strazio di quelle madri e di quei padri costretti a vendere un figlio per poter sfamare gli altri rimasti a casa. Affidiamo allora a venti artisti, con la scultura, con l’acquerello, con la pittura, con la ceramica raku, l’idea e il compito di guardare a quell’universo femminile. Sono Franca Baralis, Ines Daniela Bertolino, Nadia Brunori, Raffaella Brusaglino, Luca Ciavarella, Luisella Cottino (di rilievo il suo acquerello “Non solo macchie blu”, la fuga di tre donne in un oscuro paesaggio di solitudine e rovine), Giuliana Cusino (i suoi colori – “Dalla finestra” – anche nella forzata reclusione), Piero Della Betta, Elisa Donetti, Maria José Etzi, Giuseppe Garau, Sonia Girotto, Susanna Locatelli (“Fatima”, una terracotta), Enrico Massimino, Mahtab Moosavi (significativa l’idea arabeggiante e soprattutto prosciugata di “Guardami” e “Abbandonatemi”), Patrizia Moretti, Oscar Pennacino, Elena Piacentini (ancora una fuga, in un panorama che sa di guerra e distruzione, di una madre con i suoi figli), Mara Tonso e Nino Ventura.