Sabato 6 novembre 2021 Apertura straordinaria fino alle 23 di GAM, MAO e Palazzo Madama e ingresso a 1 € dalle 18 alle 23
Torna la Notte delle Arti Contemporanee, l’appuntamento promosso da Contemporary Art Torino Piemonte in occasione del mese dell’arte contemporanea, e GAM, MAO e Palazzo Madama aderiscono all’iniziativa proponendo per la serata di sabato 6 novembre un’apertura straordinaria dalle 18 alle 23 con biglietto a 1€ per le collezioni e alcune delle mostre temporanee (ultimo ingresso alle 22).
Tante le esposizioni da visitare:
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea
dalle 18 alle 23 ingresso a €1 alle collezioni e alle mostre:
UNA COLLEZIONE SENZA CONFINI. Arte internazionale dal 1990 (Sala -1)
LUIGI ONTANI. Alam Jiwa & Vanitas (Wunderkammer)
CLAUDIO PARMIGGIANI (VideotecaGAM)
ALESSANDRO SCIARAFFA. Sinfonia (Sala 1)
La mostra FATTORI. Capolavori e aperture sul ’900 è visitabile a tariffa ordinaria
MAO MUSEO D’ARTE ORIENTALE
dalle 18 alle 23 ingresso a €1 alle collezioni e alle mostre:
FERNANDO SINAGA. Il Libro delle Sorti e dei Mutamenti
HUB INDIA Classical Radical. Residues & Resonance
PALAZZO MADAMA – MUSEO CIVICO D’ARTE ANTICA
dalle 18 alle 23 ingresso a €1 alle mostre:
CARLO D’ORIA. Sentinelle
HUB INDIA Classical Radical. Disruptive Confluences
La mostra Il Rinascimento europeo di Antoine de Lonhy è visitabile a tariffa ordinaria.
Il biglietto speciale a 1 € si applica anche ai possessori di Abbonamento Musei Torino e Piemonte.
Tutte le informazioni sul sito http://www.fondazionetorinomusei.it/it
Doppia inaugurazione nei giorni scorsi alla “GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea” di Torino. Con la prima si é inteso presentare il nuovo allestimento delle Collezioni permanenti del “Contemporaneo” alla luce di un rafforzato percorso che mette in mostra 56 opere (molte delle quali mai esposte negli ultimi anni, se non per brevi periodi) a firma di 33 grandi artisti di diverse generazioni, appartenenti alla più blasonata scena artistica dell’avanguardia internazionale: dalla serba naturalizzata statunitense Marina Abramovic, la “nonna della performance art” (sua autodefinizione), al sudafricano William Kentridge, al cubano Kcho, fino al britannico Liam Gillick, solo per citarne alcuni. La seconda, dal titolo “Luigi Ontani. Alam Jiwa & Vanitas”, ha invece focalizzato l’attenzione su oltre 130 opere su carta alle quali l’artista settantottenne di Vergato ha rimesso mano negli ultimi due anni. La personale di Ontani, visitabile fino al 30 gennaio del prossimo anno, a cura di Elena Volpato, è un “meraviglioso” gioiello di istrionica fantasia che non poteva che trovare spazio nella “Wunderkammer” del Museo di via Magegenta.
coerentemente nei decenni successivi, come già dimostrato con la mostra “Strangers. Tra informale e pop dalle collezioni GAM”, realizzata nel 2012. Non solo. Se infatti, fino a pochi decenni fa, era normale, in certo senso, aprirsi in primis all’arte parigina e a quella americana, negli ultimi 25-30 anni nella collezione GAM sono altresì entrate, accanto ad opere di provenienza europea, altre arrivate da culture e linguaggi espressivi estremamente diversi – dalla Cina, da Cuba e dall’Africa ad esempio – ormai itineranti e ampiamente accolte nel più sofisticato circuito artistico globale.
Con “Alam Jiwa & Vanitas” Luigi Ontani porta in mostra 130 opere su carta, che sono una rivisitazione pittorica di disegni a china realizzati fra gli anni Ottanta e Novanta: un affascinate “microcosmo intriso del suo immaginario”, cui già ci aveva abituato con i celebri “tableaux vivants” e con la “Stanza delle Similitudini”. Qui si aggiungono estranianti elementi di “sacro” e “profano”, cui non poco deve avere influito il suo ritiro a Bali durante il periodo del lockdown. “Anche questa mostra – scrive Elena Volpato – è un ambiente-mondo attraversato da un’unica ghirlanda allegorica di innumerevoli figure e significati, sacri e profani, della cultura d’Oriente e d’Occidente”. Il tutto sotto il segno della “Natura dell’anima” (come recita il titolo dal balinese) e della “Vanità”. Segni da scoprire “come una cifra nascosta, tra le sinuose linee dell’opera di Ontani”.