ilTorinese

Chiamata diretta per la terza dose di vaccino

In Piemonte chi deve  ricevere la terza dose del vaccino anti-Covid ricevera’ una chiamata diretta con l’appuntamento da parte della Regione.

Non ci si dovrà quindi prenotare sul portale, così la Regione potrà dare la precedenza alle categorie maggiormente a rischio.

E’ quanto ha detto il governatore Alberto Cirio  in conferenza stampa con l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi.  “Fino a oggi – ha spiegato Cirio – il cittadino riceveva un messaggio che gli ricordava che erano trascorsi 5 mesi dall’ultima inoculazione e che poteva prenotarsi sul portale. Ciò teoricamente comportava che un diciottenne poteva prenotarsi tanto quanto  una persona di 75 anni. Per evitarlo  e mettere in sicurezza prima di tutto i più fragili, abbiamo adottato un sistema per cui il cittadino ricevera’ un messaggio con la convocazione direttamente. In questo modo potremo graduare le fasce di priorità”.


La nota della Regione

TERZA DOSE: CONVOCAZIONE DIRETTA IN BASE ALLE CATEGORIE PRIORITARIE DEL PIANO NAZIONALE

Maturati i termini arriverà un sms dell’Asl con la data dell’appuntamento, mentre sarà sempre possibile prenotare in farmacia o dal medico famiglia

Garantito l’accesso diretto per prime dosi, obbligo vaccinale e green pass in scadenza entro 72 ore

Alla luce delle nuove disposizioni del Governo che hanno fortemente ampliato le platee di questa nuova fase della campagna vaccinale, la Regione Piemonte ha stabilito un aggiornamento delle modalità d’accesso alla vaccinazione, al fine di garantire l’ordine stabilito dal Piano nazionale, che prevede priorità massima per immunodepressi, fragili, ospiti e operatori RSA, over80, personale sanitario e a seguire per over60 e caregiver, proseguendo poi con le fasce d’età più giovani.

Per quando riguarda la terza dose, quindi, rispetto al meccanismo della prenotazione verrà avviata la convocazione diretta, dando priorità sugli appuntamenti ai più anziani e ai soggetti fragili. Maturati i 5 mesi (150 giorni) dal completamento del ciclo vaccinale (con monodose o doppia dose) al cittadino verrà inviato un sms con la proposta di data per ricevere la dose “booster” entro la finestra temporale di validità del proprio green pass. Un’eventuale modifica della data sarà possibile tramite il portale www.ilPiemontetivaccina.it.

Sarà possibile modificare la data o prenotare autonomamente anche nelle farmacie aderenti o dal proprio medico di famiglia se vaccinatore.

Sempre per garantire la somministrazione immediata alle categorie più urgenti, dal 1° dicembre sarà consentito l’accesso diretto ai centri vaccinali a coloro a cui scade il green pass entro le 72 ore successive ed ai soggetti con obbligo vaccinale (personale del comparto sanitario e socio-assistenziale, personale scolastico docente e non docente, forze dell’ordine, del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico). L’elenco dei punti vaccinali dedicati sarà pubblicato mercoledì sul portale regionale.

L’accesso diretto resta sempre valido anche per chi intende ricevere la prima dose (l’elenco degli hub dedicati è sul portale regionale).

La macchina vaccinale verrà potenziata mediante l’attivazione in ogni Asl di un superhub capace di somministrare un minimo 500 vaccini al giorno, un maggiore coinvolgimento di medici di famiglia e farmacie, la riattivazione di hub in strutture sanitarie e socio-assistenziali private e degli hub privati e aziendali, l’organizzazione di Open day su prenotazione per specifici target di persone.

“Le disposizioni nazionali hanno generato in poche ore una grande accelerazione della campagna vaccinale – ha sottolineato il presidente della Regione Alberto Cirio illustrando le novità insieme all’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi e al consulente strategico Covid della Regione Piemonte Pietro Presti -. L’obiettivo è di procedere spediti ma a partire dalle categorie individuate come prioritarie dell’autorità nazionale, cioè anziani e soggetti fragili, facendo però anche in modo di garantire chi ha il green pass in scadenza o l’obbligo della vaccinazione. Ci riassesteremo velocemente su 30-35 mila vaccini al giorno e ringraziamo le nostre aziende sanitarie per lo sforzo enorme che stanno mettendo in campo. Il fatto che il Piemonte svetti ancora tra le prime Regioni in Italia per terze dose somministrate ci inorgoglisce e allo stesso tempo ci responsabilizza nel seguire in modo scrupoloso le disposizioni nazionali. Ho già informato di questa modalità operativa il generale Figliuolo, che l’ha apprezzata, confermando ancora una volta la grande attenzione verso la nostra regione”

Donna avvolta dalle fiamme gravissima al Cto

Un’anziana gravemente ustionata nella sua abitazione, a Chiavazza, a causa  di un incendio le cui  cause sono da verificare è ricoverata in fin di vita al Cto. Sul posto i vigili del fuoco e il 118  hanno prestato i primi soccorsi alla donna, 86 anni, che ha ustioni sul 90 per cento del corpo.

 

La leggenda di Josephine Baker entrerà al Pantheon il 30 novembre

Emmanuel Macron: “Née Américaine et ayant choisi la France, par ses engagements et combats, Joséphine Baker a porté haut la devise de la République française. Le 30 novembre 2021, elle entrera au Panthéon.”

Il 12 aprile 1975 si spegneva per un’emorragia cerebrale a Parigi colei che era stata definita da Ernest Hemingway “la donna più sensazionale che si fosse mai vista o si vedrà. Alta, pelle color caffè, occhi d’ebano, gambe di paradiso, un sorriso da cancellare tutti gli altri sorrisi”: Josèphine Baker. Soltanto il giorno prima si era esibita in una rappresentazione della sua ultima revue, calcando le scene fino all’ultimo respiro. Questa straordinaria artista e questa donna leggendaria il prossimo 30 novembre farà il suo ingresso, simbolicamente, al Pantheon, il luogo che venne scelto dai rivoluzionari francesi per celebrare “les grands hommes” della Patria. Il suo corpo, infatti, per volontà della famiglia, continuerà a riposare nel cimitero del Principato di Monaco.
“Attraverso questo destino la Francia distingue una personalità eccezionale che, nata americana, ha scelto, nel nome di una battaglia che combatterà per tutta la sua vita per la libertà e per l’emancipazione, l’eterna Francia dell’Illuminismo universale”. Questa è la motivazione con la quale l’Eliseo ha riconosciuto alla Baker questo diritto, ponendo l’accento sul suo impegno nella Resistenza e nella lotta al razzismo e sottolineando come questa donna, durante tutta la sua vita, sia stata “l’incarnation de l’esprit français”. Joséphine Baker è la sesta donna a entrare al Pantheon, un universo estremamente maschile. La prima è stata la scienziata Sophie Barthelot, nel 1907, ma soltanto perché potesse riposare accanto al marito. Bisogna attendere il 1995 perché venga concesso a una donna di riposare nel Panthéon per il proprio lavoro e per i propri meriti. Si tratta di Marie Curie, la scopritrice della radioattività, la sola scienziata ad avere ricevuto due premi Nobel in due diverse discipline: la fisica e la chimica. Nel 2015 la seguono due eroine della Resistenza: Germaine Tillion e Geneviève de Gaulle-Anthonioz. Infine, nel 2018 il Presidente Macron concede l’onore del Panthéon a Simone Veil, ebrea francese, che, dopo la deportazione a Auschwitz a soli 16 anni, ha intrapreso una brillante carriera politica e istituzionale, diventando magistrato e poi Ministro della Sanità e Presidente del Parlamento Europeo, e che “con il suo esempio ha reso la Francia più grande e più forte”.

Joséphine Baker, tuttavia, sarà la prima artista e la prima donna di colore a ricevere questo onore. Cantante e danzatrice, la Baker diventa in breve tempo una delle più acclamate vedette di Parigi. Musa dei cubisti e dei surrealisti, anima la Parigi degli Anni Trenta, e affascina e seduce personalità come Ernest Hemingway, George Simenon, Picasso e Jean Cocteau. La Baker ottiene la nazionalità francese nel 1937 e, nel corso della Seconda Guerra Mondiale ricopre un ruolo importante nel controspionaggio francese della Francia Libera. Al termine del conflitto viene decorata da Charles De Gaulle con la Legion d’onore. Negli anni del Dopoguerra l’artista è in prima linea nella lotta contro il razzismo e a favore dell’emancipazione dei neri e affianca Martin Luther King nella lotta per i diritti civili. Nel 1963 prende parte alla marcia di Washington e, indossando la sua uniforme della Resistenza francese, è l’unica donna, insieme a Daisy Bates, a prendere la parola. Il suo intervento segue quello di Martin Luther King che, in quell’occasione pronuncia il suo discorso “I have a dream”, e non rappresenta soltanto un appello a lottare per i diritti e per l’uguaglianza, ma anche una dichiarazione d’amore nei confronti della Francia, la nazione che l’ha accolta. “Ero spaventata e sono scappata. Sono fuggita lontano in un luogo chiamato Francia. Molti di voi non ci sono mai stati e molti non ci andranno mai. Ma devo dirvi, signore e signori, che in quel Paese non ho mai avuto paura. Era un luogo da fiaba”.

Anche il suo desiderio di maternità è dominato dal quel bisogno di uguaglianza, dalla necessità di dimostrare al mondo come la convivenza tra razze diverse non sia un’utopia, ma una possibilità: adotta, infatti, insieme al marito, dodici bambini provenienti dai cinque continenti e la definisce la “mia tribù arcobaleno”, un altro modo per dire no al razzismo e per testimoniare la potenza dell’amore. Un cenotafio all’interno del Pantheon ricorderà questa grande donna che con il suo esempio e la sua forza ha incarnato i valori della Rivoluzione francese: Liberté, Égalité, Fraternité . Sarà riempito con la terra proveniente dalla sua città natale, Saint-Louis, con quella di Parigi che la consacrò stella dello spettacolo, con quella del Principato di Monaco e con quella del castello des Milandes in Dordogna, dove visse insieme alla sua famiglia. Sarà la leggenda della Baker a riposare tra i grandi, esattamente come è accaduto per Antoine de Saint-Exupery che, scomparso misteriosamente nel 1944 in una missione aerea e mai ritrovato, proprio nel Panthéon è ricordato e evocato da una lapide. Sono i simboli, infatti, a contare perché continuano a ricordarci le grandi storie, i grandi esempi e le grandi vite.

Barbara Castellaro

29 novembre 1899: nasce il Barcellona, 122 anni di successi

Accadde oggi.

Nella nostra rubrica accadde oggi è una giornata importante per gli appassionati del mondo del calcio e delle statistiche: è il compleanno del Barcellona che compie 122 anni. La squadra catalana fu fondata il 29 novembre del 1899 da un gruppo di calciatori guidato da Joan Gamper,poi presidente dal 1908 al 1925. I primi successi arrivarono alla fine degli anni trenta.Nel corso della storia del glorioso club sono due gli  allenatori che hanno lasciato un’impronta indelebile nel Barca:Johan Cruijff (protagonista anche come calciatore) e Josep ‘Pep’ Guardiola.
Ha militato per tanti anni nel club spagnolo Leo Messi,ora al Paris Saint Germain,uno dei calciatori più forti nella storia del calcio mondiale.
Anche senza di lui la leggenda del Barcellona continua.

Ecco il ricchissimo albo d’oro:
26 campionati spagnoli
31 coppe di Spagna
13 supercoppe di spagna
5 Champions League
3 Europa League
5 supercoppe UEFA
4 coppa delle Coppe
2 coppe Latine

Vincenzo Grassano

Frode fiscale: la Gdf sequestra tre aziende, uno yacht e 4 milioni e mezzo

Guardia di Finanza Torino, operazione “Tabula Rasa”: sequestrati nei confronti di due imprenditori 3 complessi aziendali, 10 immobili, 1 terreno, 13 conti correnti, dei quali 10 accesi all’estero, 2 autovetture, una imbarcazione da diporto battente bandiera slovacca e denaro per un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro.

 

Frode fiscale, bancarotta e autoriciclaggio con proiezione internazionale: società, costituite ad hoc, alcune delle quali aventi proiezione e ramificazione in più Stati (Regno Unito, Romania e Marocco) e paradisi fiscali (Panama).

 

La Guardia di Finanza di Torino ha eseguito la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro, emessa dal Tribunale del capoluogo piemontese, nei confronti di due imprenditori pinerolesi gravati da precedenti penali per reati fiscali, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.

 

Il provvedimento giudiziario è giunto a conclusione di articolate indagini di polizia giudiziaria che hanno visto impegnati, per oltre due anni, i finanzieri della Compagnia Pinerolo con la costante direzione della Procura della Repubblica di Torino.  Le indagini, hanno tratto origine da tre verifiche fiscali eseguite, negli anni scorsi, nei confronti di altrettante società operanti nei settori dei rottami e della vendita di autovetture usate, all’esito delle quali erano state accertate plurime violazioni alla normativa tributaria, con la constatazione, complessivamente, di oltre 10 milioni di imposte sui redditi e imposta sul valore aggiunto evase, ed in materia fallimentare.

 

I successivi approfondimenti delegati dal magistrato inquirente, effettuati attraverso l’espletamento di indagini finanziarie, patrimoniali e tecniche, avevano consentito di scoprire  un vasto e intricato sistema criminoso, messo in piedi dai due soggetti i quali, dopo aver proceduto al sistematico e fraudolento depauperamento dei patrimoni aziendali delle 3 imprese, si erano adoperati, avvalendosi della fattiva collaborazione di un commercialista di stanza nella provincia di Novara e di una collaboratrice di quest’ultimo, per reimpiegarli in nuove società, costituite ad hoc, alcune delle quali aventi proiezione e ramificazione in più Stati (Regno Unito, Romania e Marocco) e paradisi fiscali (Panama).

 

Per tali condotte di autoriciclaggio, il GIP presso il Tribunale di Torino, accogliendo la richiesta del pubblico ministero titolare del fascicolo processuale, aveva emesso un provvedimento cautelare preventivo, finalizzato alla confisca, nei confronti degli indagati, sulla cui base erano stati sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili per oltre 4 milioni di euro, quali profitto del reato.

 

Sulla base di tali evidenze, i Finanzieri hanno sviluppato mirati accertamenti di natura economico-patrimoniale, che hanno fatto emergere una rilevante sproporzione tra il profilo patrimoniale e quello reddituale dei due imprenditori i quali, pur avendo percepito per anni minimi emolumenti, sono risultati direttamente o indirettamente intestatari di numerosi beni mobili e immobili, acquistati nel tempo attraverso l’impiego dei capitali di matrice illecita.

 

Tenuto conto, quindi, dei riscontri emersi nel corso delle investigazioni e alla luce dei diversi capi di imputazione gravanti sugli imprenditori, l’Autorità giudiziaria, condividendo le proposte avanzate dalle Fiamme Gialle, ha disposto, in armonia con la normativa recata dal “Codice antimafia”, il sequestro di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie, quale misura di prevenzione patrimoniale propedeutica alla successiva confisca.

 

L’odierna attività ha, così, consentito di cautelare 3 complessi aziendali, 10 immobili, 1 terreno, 13 conti correnti, dei quali 10 accesi all’estero, 2 autovetture, una imbarcazione da diporto battente bandiera slovacca e denaro per un valore complessivo di circa 4,5 milioni di euro.

Tom Cruise nostrani tra politica e Covid

C’è del marcio in Danimarca. O perlomeno qualcosa non torna. Non riguarda solo il covid. Ma partiamo dal covid. Oramai (purtroppo) è acclamato, siamo alla quarta crisi pandemica. Forse stavolta l’ Italia è un  cicinin meglio messa degli stati europei. Stupisce la Germania. Ma non si può sempre essere i migliori. Anche da noi ci sono le criticità. Come a Biella che per potenziare le vaccinazioni hanno ridotto i centri vaccinali ad uno solo. Geniali,  direi. Ammettendo l’errore vogliono correre ai ripari. Insomma ce n’è sempre una. Ora la principale è che non aspettandosi la nuova  ondata hanno depotenziato tutto l’apparato per vaccinanare, ma non finisce qui. Abbiamo il mostro Tom Cruise (Stefano lo Russo) alle prese con la sua quotidiana giornata di missione impossibile. Da 5 anni vacante il posto di Direttore generale in comune. Del resto che dovrebbe dirigere se mancano oltre 5mila dipendenti. Anagrafe fuori controllo e piazza Baldissera sempre intasata. Sulla raccolta rifiuti la situazione non è quella di Roma, ma ci siamo quasi. Ed intanto Chiaretta prenota, grazie a Conte, un posto per Roma… onorevole s’intende. Qui le cose si complicano un po’ per tutti i partiti.
Tanti pretendenti e meno 40 % dei posti assegnabili. Il più grande rimane Gianni Letta.
Non ha dubbi:  c’è solo il pd senza correnti.
Eppure, noi siamo convinti del contrario. Ci sono le correnti e non il Pd. E già, però noi non siamo segretario nazionale del partito. Del resto è come chiedere al macellaio se la sua carne è buona. Ma un anno è lunghetto.
Presidente della Repubblica? Si fa strada l’idea di una donna. Fa fine e non impegna  più di tanto. Ma che faranno i deputati? Contratteranno. Se mi chiedi questo mi devi dare quest’ altro. Su questo, magari ci sarà il ritorno in carrozza  del Toscanaccio Matteo Renzi. Lui di servizi segreti ed Emirati arabi se ne intende. E se ne intende anche sui modi di finanziare la politica. Sia ben chiaro tutto legale! Sa bene tutto il nostro Gianni letta. Per gli amici solo Gianni. Dai Matteuccio, non fare lo stupidino. Un accordo ci sta sempre bene. Di altro avviso Calenda che da Cuneo lancia la sua crociata contro il renzismo. Scegliete tra me o lui. Sono o no il primo partito a Roma?
Non meglio vanno le cose nel centro destra.
Salvini e Meloni hanno strizzato l’occhio ai no vax. Ma gli è andata male, molto male. Hanno avuto tutti contro, compresi i loro. Giorgetti ha abbozzato, qualche discussione in più e poi : avanti con il governo. Purtroppo non c è solo la politica o il covid. Sia a Roma come a Torino mancano i tecnici e professionisti per gestire i fondi europei. Tradotto:  come correttamente spendere i soldi. E i progetti come sono stati predisposti ? Magari un tanto al chilo. Tanto c’era Mario Draghi che garantiva e garantisce. Un Mario Draghi sempre più stanco. Oramai gli tocca. Obbligatorio andare avanti. Necessario andare avanti. Così abbiamo due Tom Cruise. Uno a Torino e uno a Roma. Stefano Lo Russo e Mario Draghi con storie diverse ma un destino comune. Difficile, molto difficile. Ma tanto necessario per poter contare in un futuro. Abbiamo bisogno di sperare. Tanto bisogno.

Patrizio Tosetto

Colletta alimentare: un successo. A Torino e in Piemonte donate 548 tonnellate di cibo

In attesa dei dati finali che comprenderanno anche le donazioni con la Charity Card e la spesa online, questo il risultato della Colletta Alimentare di sabato 27 novembre, nei supermercati di Torino e del Piemonte: 548 tonnellate di cibo donato

 

Nonostante la pandemia ancora in corso, che ha impedito ad alcuni supermercati di aderire, la risposta è quindi stata grande. La cosa più bella è stato lo spirito della partecipazione, l’entusiasmo e la gioia che c’erano tra i volontari e anche tra chi ha voluto donare. Si è percepito, infatti, il desiderio di condividere, di fare un gesto concreto per gli altri, ma anche per sentire di nuovo se stessi. 

 

Speriamo quindi la generosità continui con la Charity Card disponibile nei supermercati fino al 5 dicembre e la spesa online su Esselunga, fino al 10 dicembre.

 

Come afferma il Presidente Salvatore Collarino: “Essere riusciti a fare la Colletta Alimentare con la pandemia in forte ripresa è un grande risultato, reso possibile dall’impegno e dalla dedizione di tutti. È stata una grande giornata piena di persone con il cuore lieto e di questo possiamo solo esserne grati! È con questa considerazione che guardiamo al risultato di 548 tonnellate di cibo raccolte in Piemonte non come un paragone al 2019 ma come al primo anno di Colletta Alimentare nella pandemia. Un grazie di cuore a tutti.

NUMERI PIEMONTE

ASSISTITI (anno 2021)

111.249 persone aiutate

Minori: 23.820

> 64 anni: 7.528

Migranti-stranieri: 36.366

Persone con disabilità: 1.743

Senza fissa dimora: 1.206
STRUTURE CARITATIVE CONVENZIONAT: 605

 

TONNELLATE DI CIBO RACCOLTE dal 1/1/2021 al 31/10/2021

7.614 (+11% rispetto ad ottobre 2020)

Poliziotto suicida in ufficio trovato dai colleghi

Dolore e shock in questura a Torino per un agente della Digos  che si è ucciso nel suo ufficio sparandosi un colpo con la propria pistola d’ordinanza. Il corpo senza vita dell’agente è stato scoperto dai colleghi, ieri sera. I poliziotti sono arrivati in serata  e hanno trovato la porta dell’ufficio chiusa, anche se la morte potrebbe risalire ad alcune  ore prima. L’uomo, 50 anni, potrebbe aver compiuto il drammatico gesto dopo aver terminato il turno. Ha scritto  una lettera lasciata sulla scrivania in cui  si fa capire che il suicidio è dovuto a motivazioni sentimentali. L’agente prestava spesso servizio in tribunale.  Aveva quattro figli.

Medaglia d’oro al vermouth torinese Arudi

All’edizione 2021 di Spirits Selectionby Concours Mondial de Bruxelles l’Italia si è aggiudicata 4 Gran Medaglie d’Oro: una è stata attribuita al nostro Arudi Vermouth di Torino Bianco.

ARUDI VERMOUTH & BITTERS, con sede a Torino, porta avanti un progetto legato alla riscoperta di un marchio dei primi del Novecento, famoso per la produzione di Vermouth.

Ci ha appassionato la storia della fu Martino Balbo che aveva sede in Trofarello, fondata nel 1916, che con il suo Vermouth divenne fornitore del Granduca di Genova (cenno storico riportato anche nel libro  ‘Il Vermouth di Torino’ di Fulvio Piccinino. Ed. Graphot) ed abbiamo deciso di riportarla in vita. Abbiamo rintracciato gli utlimieredi e, tra antichi documenti, etichette ed altri memorabilia abbiamo ritrovato un raro libro di liquoristica, pubblicato nel 1923, ad opera di Giulio Arudi, un aromatiere, che raccoglieva la summa del sapere sulla liquoristica del periodo.

Le ricette del Vermouth e del bitter ci sono sembrate da subito veramente particolari per la scelta delle botaniche e per metodi di lavorazione, così abbiamo deciso di riattualizzarle appoggiandoci ad una Distilleria Piemontese (molto rinomata per la produzione di Vermouth e di bitter, sicuramente tra le eccellenze del campo). Le abbiamo poi battezzate con il nome dell’aromatiere autore dell’antico libro rispettando, per i Vermouth, il Disciplinare ‘Vermouth di Torino’.

Dal 2021 il marchio Arudi è tra i 23 soci che compongono il Consorzio Vermouth di Torino.

Cesana Torinese: una cena tra vini delle montagne torinesi e formaggi del territorio

CESANA TORINESE – Il Formont Valsusa che unisce l’istruzione alla cultura del territorio, organizza giovedì 30 dicembre una cena a Cesana Torinese alla scoperta dei vini di montagna prodotti nell’area della Città Metropolitana di Torino. Il titolo ha qualcosa tra il curioso e il carattere tipico della montagna: “Vini e formaggi di montagna“.

I PRODOTTI

La serata avrà una prima parte d’introduzione con l’ausilio di proiezioni di immagini sulle tre aree della Città Metropolitana di Torino interessate dalla viticoltura di montagna che sono: Carema, la Val Chisone e la Valsusa. Ci sarà poi una degustazione guidata dei vini prodotti nelle aree con l’abbinamento di formaggi e salumi prodotti nel territorio della Città Metropolitana di Torino. Ci sarà l’introduzione e la degustazione guidata dall’Agronomo Marcello Striano con l’ausilio degli allievi del Formont Valsusa che faranno servizio durante la cena. “Sarà l’occasione per conoscere e apprezzare i prodotti di qualità del territorio e avvicinare il mondo della formazione alla produzione. Avremo in tavola la Grisa Roussa della Valsusa, il Valsusa DocAvanà il Doc Ramiè il Valsusa Doc Biquet e il Carema Doc. Formaggi tipici e salumi saranno il companatico della serata“.

INFORMAZIONI

Alcune informazioni, il prezzo è di 25 Euro a persona e per motivi organizzativi la prenotazione è obbligatoria al numero di telefono 0122.832227 o all’indirizzo mail.  Formont ValsusaCorso Montenero, 57 Oulx.