La casa cosmeceutica di Palazzo Rosa è un’azienda green che utilizza soltanto prodotti naturali, che non inquinano e sono sostenibili.
“I nostri prodotti – spiega Carlo Rosa, fondatore della linea Palazzo Rosa Le Stanze della Cosmetica – sono integralmente italiani nel senso che seguono ricette italiane, in quanto come azienda crediamo fortemente nel nostro Paese. Il risultato è quello di prodotti biocertificabili, creati alla luce delle ultime ricerche scientifiche e attenti al trend della cosmeceutica internazionale.
Una parola centrale del nostro brand è sicuramente quella della sostenibilità, caratteristica che rende i processi di Palazzo Rosa tali da poter essere mantenuti a livello costante indefinitamente.
Per Palazzo Rosa lo sviluppo sostenibile coincide con l’equilibrio fra il soddisfacimento delle esigenze attuali, senza compromettere le opportunità per le future generazioni di reperire le proprie risorse, nella totale salvaguardia delle risorse e dell’ambiente.
Per questo l’azienda analizza costantemente tutta la sostenibilità dei processi di produzione, a partire dalla materie prime utilizzate, fino ai semilavorati e ai prodotti finiti”.
“Una delle novità di Palazzo Rosa – spiega il fondatore Carlo Rosa – è rappresentata dalla sinergia che abbiamo creato con Faire, la grande azienda americana che promuove i brand di lusso nei piccoli negozi di nicchia.
I negozi che entro l’ 11 marzo ordinino tramite il link https://palazzorosa.faire.com riceveranno 300 euro di merce gratis, quale valore all’ingrosso, e trasporto gratuito per un anno. Se ordineranno più di 300 euro, la differenza verrà pagata a 60 giorni”.
“Sono molte l’offerta di creme di Palazzo Rosa – aggiunge Carlo Rosa – comprensive della linea viso, della linea corpo e gli autoabbronzanti. Attualmente risulta fondamentale proteggere la pelle dalle aggressioni della vita quotidiana e dell’invecchiamento. La Tripla Protezione 24 rappresenta una nuova formulazione che rende questa crema maggiormente spalmabile e più facile da applicare. Si tratta di un prodotto che protegge dai raggi del computer, i blue ray, dai raggi del sole ( la protezione 30 effettiva lascia passare soltanto un trentesimo dei raggi solari), e dall’inquinamento, dalle polveri sottili, dai batteri e dai virus”.
“Le Stanze della Cosmetica – spiega Carlo Rosa- non hanno solo una dimensione torinese ma, grazie a Faire, hanno raggiunto spazi internazionali e in Italia località suggestive quali Ortigia, dove il negozio di Elisabeth Megiesi, che produce make up naturali partendo dagli ingredienti naturali della Sicilia, propone nelle sue cinque vetrine i prodotti di Palazzo Rosa, sia in consumer sia in cabina.
Palazzo Rosa esporrà al Cosmoprime Bologna dal 28 aprile al 1 maggio prossimo al Padiglione 14 G23
Mara Martellotta

Gli anni giovanili sono formativi sia in campo figurativo che creativo e a 14 anni si trasferisce a Torino per seguire i corsi di Belle Arti alternati a studi di progettazione tecnica. A 17 anni entra, chiamato da Dante Giacosa nel Centro Stile Fiat come apprendista designer e nel 1959 Nuccio Bertone affida al designer la responsabilità di gestire il Centro Stile della sua omonima carrozzeria. Dopo cinque anni dirige il Centro Stile e Progetti della Ghia e nel 1968 con Aldo Mantovani fonda a Torino la Italdesign, una società indipendente concepita con una formula innovativa per offrire ai costruttori mondiali i servizi di creatività, engineering e di avviamento alla produzione. Giorgetto Giugiaro ha progettato, con questo marchio, oltre 200 modelli entrati in produzione per un totale di circa 50 milioni di auto circolanti. Portano la sua firma le vetture Volkswagen degli anni ‘70 – Golf, Scirocco e Passat -, del gruppo FIAT ha creato la Lancia Delta, Thema, Prisma e le Fiat Panda, Uno, Croma, Punto. Seguono le Maserati Coupé e Spyder, la nuova Croma, la Grande Punto, la Fiat Sedici, la più recente famiglia di modelli dell’Alfa Romeo e la mitica DeLorean DMC-12 – quella del film “Ritorno al Futuro”. Nel 1972 fonda un’unità di disegno industriale, strutturata sotto il marchio Giugiaro Design, per realizzare progetti destinati ai più disparati settori del transport, dei beni durevoli e di consumo (come veicoli industriali e commerciali, trattori e macchine agricole, treni, imbarcazioni, moto, biciclette, elettrodomestici etc). Nel 2010 Italdesign Giugiaro entra a far parte di Volkswagen Group come centro italiano di stile e ingegneria che dà lavoro a quasi mille maestranze; nel 2015 cede le sue ultime quote in azienda e, alla fine dello stesso anno, fonda con il figlio Fabrizio Giugiaro GFG Style, che oggi prova a ridefinire i concetti della mobilità contemporanea attraverso design sbalorditivi, come la Bandini Dora Barchetta, sportiva a due posti con motore elettrico dedicata al marchio forlivese di Ilario Bandini.

Le sue opere sono realizzate con legni tinti e denotano una grande ricchezza di sintesi, in cui le forme geometriche paiono mosaici e vivono all’interno di una evoluzione di simboli e di un equilibrato rapporto prospettico, che non è mai fine a se stesso.
Tecnica ad olio e spatola su tela sono i due registri su cui si fonda l’opera di Davide Tornielli, che unisce diversi valori contenutisticia una gestualità dinamica e vivace, con le quale ottiene importanti risultati tecnici stilistici. Il segno è ben ritmato, graffiante, di larghe stesure, animato da una resa materica incisiva, capace di porre in risalto una creatività molto originale e una notevole libertà di forma. I soggetti sono prevalentemente naturalistici, in grado di assumere valori umano-sociali di grande ricchezza esistenziale. L’intonazione cromatica risulta estrosa, alternata al movimento scenico vitale e incisivo, arricchito di un importante aspetto simbolico.
Una venatura mistica è presente nelle opere di Gennaro Trematerra, in cui vive un’atmosfera densa di fascino e di magia. Si tratta di una pittura che evoca riflessioni ricorrenti in cui lo stile raffinato e l’impianto strutturale, di forte valenza formale, offrono al visitatore un’interpretazione narrativa molto significativa. Nelle opere di questo artista il colore risulta mutevole e crea innumerevoli effetti che si coordinano in una prospettiva spaziale suggestiva e ricca di simbolismo. Il linguaggio utilizzato da Gennaro Trematerra è rivolto a una profonda ricerca interiore e a un vero lirismo, dove l’aspetto delle immagini reali o irreali testimonia un’arte in cui la creatività si sposa allo spessore culturale. In queste opere emergono armonia cromatica e sapienti velature, in cui i giochi chiaroscurali e i movimenti materici raggiungono un enorme spessore tecnico e un’ampiezza altrettanto significativa.
Il percorso formativo di questo artista comunica allo spettatore una ricerca scandita da una descrizione di denso valore umano contraddistinta da una forma libera e da una personalità di ampio respiro. Egli usa un colore definibile quale “esoterico”, in grado di elevarsi in uno spazio illuminato da giochi di luce e da un’esecuzione tecnica ricca di continue vibrazioni. Il dialogo che instaura con lo spettatore è percorso da un profondo esistenzialismo e emerge in tutte le sue creazioni, evidenziando valori tanto visivi quanto contenutistici.



