Le emozioni e la magia del pattinaggio di figura tornano a far battere forte il cuore del PalaVela di Torino. Nel fine settimana, ad un mese di distanza appena dallo spettacolo del Gran Premio d’Italia, l’elegante impianto sabaudo ospita infatti i Campionati Italiani Assoluti 2022. A sfidarsi sul ghiaccio piemontese, dunque, saranno tutti i migliori atleti del panorama tricolore, in una competizione che mette in palio il titolo nazionale e che impone una verifica verso i prossimi appuntamenti in calendario, dagli Europei ai Mondiali fino alle Olimpiadi di Pechino 2022.
In programma le gare di uomini, donne, danza e coppie di artistico per la categoria Senior, mentre nella danza è prevista anche la competizione Junior. Divertimento assicurato, insomma, in questa due giorni organizzata dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio insieme al CUS Torino, e con il fondamentale supporto dei main sponsor dell’evento Suzuki e Grana Padano. La manifestazione, sia per le gare che per gli allenamenti, sarà aperta gratuitamente al pubblico dotato di Green Pass, previa prenotazione obbligatoria al seguente link: https://www.custorino.it/assoluti-pattinaggio/. Per tutti, in ogni caso, la possibilità di seguire le gare del sabato in streaming sul canale YouTube della Federghiaccio e quelle della domenica su Rai Sport Web.
Sabato 4 dicembre 2021
Ore 13.00: rhythm dance Senior
Ore 13.45: rhythm dance Junior
Ore 15.10: corto donne
Ore 16.35: corto coppie di artistico
Ore 17.35: corto uomini
Ore 18.55: free dance
Domenica 5 dicembre 2021
Ore 12.15: free dance Junior
Ore 13.45: libero donne
Ore 15.25: libero coppie di artistico
Ore 16.40: libero uomini
L’agile libretto edito dalla novarese Segni e Parole propone trentasei composizioni di questo poeta, pittore, scultore, gastronomo e designer nato a Omegna, sulla punta settentrionale del lago d’Orta. Una miscela di sensazioni, ricordi, visioni che si inseguono secondo un ordine alfabetico che non offusca l’anarchica originalità, la fantasiosa irriverenza o la malinconia struggente, spaziando dai luoghi in cui è nato a lidi più lontani anche se ,come una falena attratta dalla luce, ritorna sempre a specchiarsi nelle acque del lago d’Orta, rese cangianti dai riverberi delle luci delle albe, dei tramonti e delle notti di luna. Ci accompagna sul sentiero delle carline all’alpe Devero per poi scendere verso la sua casa di Crusinallo dove, nella notte di San Lorenzo, scruta il cielo alla ricerca delle stelle cadenti “dove la grande mano dell’universo sparge negli occhi di sognatori bambini illusioni di caramello”. Omaggia la memoria di Alda Merini che aveva un rapporto molto stretto e personale con Omegna (“Quando i poeti se ne vanno è come l’esaurirsi di una sorgente..”) e non manca di elogiare con i suoi versi in rigoroso dialetto la mitica moka, eccellente caffettiera nata nella città dove vide la luce anche Gianni Rodari, fedele compagna che elargisce il primo caffè del mattino (..”gh’è mia un ‘auta machineta…gnanca cula dal George Clooney c’la batt cula dal Bialett”). In Ode del suicidio lacustre riecheggia la stessa intensità dei versi cari del poeta ortese Augusto Mazzetti (“Oh, lago, lago, lago! Sciogliermi infine con te, per essere un giorno pescato come un antico luccio”) e il legame indissolubile con le acque del Cusio quando scrive “come piatto ciottolo, esaurita l’energia del braccio, scenderò dondolando dolcemente nella profondità ”. Cita sovente le onde, il profumo di quella terra tra lago e montagne, il fiato grigio delle brume che se ne stanno sospese a fior d’acqua in certe stagioni. Sotto l’antico tiglio ricorda riti antichi, musiche e baldorie popolari, scampoli d’infanzia mentre le primule, declinate anch’esse in dialetto omegnese, fanno ripensare al giallo del risotto alla milanese rievocandone profumo e sapore. Ogni poesia nasconde frammenti di storie, memorie vicine o lontane, narrate con parole essenziali e asciutte. Una poesia ci ricorda che ci stiamo affacciando sulla soglia dell’inverno e s’intitola Al buio nell’aria della notte. Eccola: “Ho sentito il profumo della neve. Che non è il profumo del pane appena sfornato, delle rose di maggio, della pelle di una donna, del fieno appena tagliato, dell’uva della toppia, del mio lago, del calicantus d’inverno, dell’olea fragrans d’autunno, dei narcisi di primavera, della sigaretta e del caffè del mattino, del profumo del pelo delle mie cagne bagnato, della stufa che và a legna. E’ il profumo dell’innocenza”. In poche righe svela le sue radici. Ci sono tratti della personalità di questo artista eclettico, figlio di una tradizione popolare e dei “poeti maledetti” del lago d’Orta, Ernesto Ragazzoni e Augusto Mazzetti. Onde, Ondine, Onde anomale regalano, centellinandolo come il buon vino, l’incanto delle parole, il gusto dei versi. Privarsene sarebbe uno sbaglio, un imperdonabile errore.