ilTorinese

Da Torino al Ponente ligure 18 treni in più

Tutti i fine settimana da venerdì 15 aprile 18 treni in più da Torino al ponente ligure per un’offerta di oltre 23 mila posti

 

Dal prossimo weekend 18 treni in più con oltre 23 mila posti collegheranno il Piemonte alla riviera ligure di ponente.

Trenitalia (Gruppo FS Italiane), in accordo con la Regione Piemonte e l’Agenzia per la Mobilità Piemontese, potenzierà i collegamenti tra Torino e Savona, Albenga e Imperia con ulteriori treni rispetto alla programmazione attuale, in anticipo rispetto allo scorso anno.

I treni del mare circoleranno tutti i fine settimana, da venerdì 15 aprile e si aggiungono ai 20 collegamenti giornalieri tra Torino e Savona, di cui 6 proseguono fino a Ventimiglia.

23mila posti offerti in più permetteranno per tutta l’estate ai piemontesi di raggiungere comodamente le spiagge liguri lasciando a casa l’auto senza lo stress del traffico e del parcheggio.

In particolare, saranno due i collegamenti che il venerdì viaggiano dal capoluogo piemontese a Savona e viceversa, cinque i treni nelle giornate di sabato (1 Torino-Savona, 2 sulla linea Torino-Imperia e 2 tra Torino e Albenga), undici i collegamenti della domenica (1 Torino-Savona, 2 tra Savona e Torino, 2 tra Torino e Imperia e 6 tra Torino, Albenga e ritorno).

 

Tutti i canali di vendita Trenitalia sono aggiornati con la nuova offerta.

 

I NUOVI TRENI DEL MARE ATTIVI DA VENERDÌ 15 APRILE

 

VENERDÌ        
NUMERO TRENO STAZIONE PARTENZA ORARIO PARTENZA STAZIONE ARRIVO ORARIO ARRIVO
3193 Torino Porta Nuova 14:00 Savona 16:08
3194 Savona 17:55 Torino Porta Nuova 20:00
         
         
SABATO        
NUMERO TRENO STAZIONE PARTENZA ORARIO PARTENZA STAZIONE ARRIVO ORARIO ARRIVO
3177 Torino Porta Nuova 06:55 Imperia 10:45
3169 Torino Porta Nuova 08:50 Albenga 12:25
3193 Torino Porta Nuova 14:00 Savona 16:08
3191 Imperia 16:20 Torino Porta Nuova 20:00
3187 Albenga 18:06 Torino Porta Nuova 21:10
         
         
DOMENICA        
NUMERO TRENO STAZIONE PARTENZA ORARIO PARTENZA STAZIONE ARRIVO ORARIO ARRIVO
3173 Torino Porta Nuova 06:10 Albenga 09:00
3175 Torino Porta Nuova 06:55 Imperia 10:52
3179 Torino Porta Nuova 07:50 Albenga 10:50
3171 Torino Porta Nuova 08:50 Albenga 11:55
3193 Torino Porta Nuova 14:00 Savona 16:08
3181 Albenga 15:48 Torino Porta Nuova 18:50
3183 Albenga 17:05 Torino Porta Nuova 20:00
3198 Savona 18:00 Torino Porta Nuova 20:40
3185 Albenga 18:06 Torino Porta Nuova 21:10
3189 Imperia 19:14 Torino Porta Nuova 22:50
3196 Savona 21:45 Torino Porta Nuova 23:58

Altre auto incendiate e danneggiate

In un tratto di strada privata tra Corso Cincinnato e strada Altessano altre due auto bruciate. Non è la prima volta. I residenti si lamentano anche per le vetture scassinate durante le partite al vicino Stadium. Un problema che la polizia municipale dovrebbe affrontare con particolare attenzione.

Niente taser: siamo amministratori torinesi politicamente corretti

“E sette, sette e sette fanno ventuno/arriva la volante e non c’è nessuno”. Un piccolo frammento di “Porta Romana”, canzone popolare milanese.

È cambiato il numero di telefono per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine ma, a Torino, il risultato non è cambiato. Nei giorni scorsi, dopo l’ennesima rissa tra gruppi di grandi risorse, le auto della polizia sono arrivate quando sulla scena non c’era ormai più nessuno.

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Dove si possono gustare i migliori gelati a Torino Mirafiori

Con l’arrivo della primavera giunge anche la voglia di stare più all’aria aperta, e tra gli immancabili appuntamenti della bella stagione non può mancare quello con il gelato.

C’è chi lo sceglie solo quando le temperature si assestano oltre i 20° avviando con “il primo gelato della stagione” una lunga serie di appuntamenti con creme, cialde coni e coppette variegate e chi, indifferentemente dalla temperatura, dal clima e dal fatto che si indossino già le magliette a maniche corte invece lo degusta in tutti i mesi dell’anno.

In città vi sono diverse e rinomate botteghe dove poter degustare gelati artigianali. E anche nel quartiere di Mirafiori si possono trovare alcune delle migliori bar gelaterie di Torino.

Gelato Dok Dell’Agnese – Corso Unione Sovietica 417

Uno dei migliori gelati artigianali di Torino si nasconde nel quartiere di Mirafiori, lontanissimo dal centro. Se la maggior parte dei maestri gelatieri scelgono per le proprie creazioni il cuore storico del capoluogo piemontese la Pasticceria dell’Agnese (anch’essa storica quasi come il centro torinese) invece non si è mai mossa dalla sua zona a sud del capoluogo sabaudo e nel suo laboratorio di gelateria con passione ha creato una “Carta” dei gelati di estrema bontà e qualità, con ingredienti che rispettano sempre la propria stagionalità.

Tra i vari gusti da provare assolutamente in coppetta o cono gelato vi sono la Meringata Dell’Agnese (fior di latte con meringa friabile ricetta Dell’Agnese), il Gianduiotto, il gusto Meliga e Cioccolato e la Nocciola.

Gelati Torino – Via Monastir 34

Tutta l’arte e la passione per il gelato si possono assaporare nelle gustosissime creazioni gastronomiche di questa piccola gelateria del quartiere di Mirafiori di Torino. Da alcuni questo avamposto del buon gelato è considerato una delle migliori gelaterie di Torino. I motivi sono molteplici. Innanzitutto la qualità del gelato artigianale realizzato e poi il fatto che vi è una vasta gamma di gusti da cui poter scegliere: oltre a quelli più tradizionali ve ne sono di molto particolari e anche molte opzioni senza latte e uova adatte quindi a chi ha scelto una dieta vegana.
Infine un fattore non meno importante per scegliere questa gelateria a Torino sud è la gentilezza ed il buonumore, a quanto pare sempre presente, dei proprietari.

Tra i gusti più consigliati vi sono il cremino, il fondente di modica e l’arachide tostata ma molto apprezzate sono anche le gustosissime torte gelate.

Dolce Mania dei Fratelli Lepori – Via Guido Reni 205
Una storica gelateria artigianale e di alta qualità racchiusa nel quartiere Mirafiori di Torino che proprio da poco ha festeggiato i suoi primi 30 anni di attività. Dal marzo del 1992 infatti i maestri gelatieri Raffaele e Marco Lepori hanno dato vita ad un piccolo angolo di eccellenza e di gusto nella zona sud di Torino.

Il loro rinomato gelato è senza lattosio ed è sempre realizzato con materie prime selezionate e certificate biologiche. Inoltre i fratelli Lepori da sempre sviluppano una ricerca continua ed uno studio sull’arte del gelato tanto che la Camera di Commercio di Torino gli ha conferito il premio di “Maestri del gusto”, un riconoscimento che viene assegnato proprio alle attività alimentari capaci di primeggiare nel loro settore.

Tra le ricette uniche ed esclusive che si possono degustare nella loro bottega la crema al Mascarpone e Caffè Illy con granella di amaretto croccante, il gusto Panettone che fa capolino durante le festività natalizie e l’Irish coffee, una crema di panna e mascarpone al whisky irlandese.

La Coppa D’oro Torino – Corso Unione Sovietica, 527

Lucio e Stefania, i proprietari di questa stuzzicante gelateria nel quartiere di Mirafiori hanno aperto nel lontano 2003 il loro laboratorio artigianale con l’idea di porre sempre l’accento sulla qualità: oltre ad uno studio continuo sulla tradizione gelatiera italiana i due chef gelatieri torinesi hanno voluto sviluppare innovazione e sperimentazione, sia delle materie prime che della produzione. Ed nel loro “Gelato Fatto Bene” tutto questo si può assaporare alla prima leccata.

Oltre alla qualità nel loro laboratorio artigianale non manca la quantità perché si può scegliere tra 32 gusti di gelato differenti e 60 ricette totali che ruotano in base ai periodi dell’anno.

I gusti assolutamente da non perdersi in questa gelateria nel cuore di Mirafiori sono il Gran Torino, l’Amarena Meringa, il gustosissimo Bonet e lo sfizioso croccantino al rhum.

Gelaterie Conte Cavour – Corso Traiano 27
“Le cose buone che ti viziano”. Con questo leit motiv esordisce questo locale situato nel cuore di Mirafiori Nord a Torino e che oltre ad essere una gelateria di qualità è anche un locale aperto per le prime colazioni, per i pranzi e gli aperitivi.

La qualità del gelato – ma anche degli altri dolci presenti in questo laboratorio di pasticceria è sicuramente uno dei fattori che rendono la gelateria una delle migliori della zona se non di tutta Torino ma vi sono anche altri elementi che giocano a suo favore: un buon rapporto qualità -prezzo dei prodotti venduti ed il fatto che all’interno del locale vi è una zona attrezzata per l’area gioco bimbi, indispensabile benefit per alcune tipologie di clienti come le famiglie.
Tra la vasta gamma di gusti tra cui scegliere i più consigliati sono nocciola, crema sabauda, gianduiotto Cavour e arachidi salate.

Rossella Carluccio

 

14 aprile 2012. Addio a Piermario Morosini

ACCADDE OGGI

La storia del calcio italiano e mondiale è colma di storie liete e purtroppo di altre tragiche Oggi ricordiamo il bravo calciatore Piermario Morosini a 10 anni dalla sua scomparsa,avvenuta,accasciandosi su un campo di calcio,per arresto cardiaco.Aveva solo 26 anni.Dopo mezz’ora di gioco in Pescara-Livorno, durante la trentacinquesima giornata del campionato di Serie B, il centrocampista cade a terra, ma non si tratta di uno scivolone, quando il ragazzo prova a rialzarsi dal terreno di gioco crolla di nuovo. Era il 14 aprile 2012.Il bravo centrocampista centrale ed anche valido cursore di fascia Morosini, cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, ha indossato la maglia del Vicenza sia nella stagione 2007/08 che nel 2011 prima dell’ultima stagione nel Livorno, oltre a quelle di Bologna, Reggina, Padova.

Enzo Grassano

Il cane antidroga scopre 140 chili di hashish, valore un milione di euro

Torino: arrestata dalla Guardia di Finanza una trentenne di origini marocchine. All’interno della sua cantina occultati 140 chilogrammi di droga: avrebbe potuto fruttare sul mercato oltre un milione di euro.

 

La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato una donna trentenne di origini marocchine, titolare di regolare permesso di soggiorno, con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti.

 

I Finanzieri Gruppo Pronto Impiego ha controllato un’abitazione, nonché le pertinenze annesse, nel Comune di Piossasco (TO), ove la cittadina è residente.

 

Il Pastore Belga Malinois “Loca”, giovane cane antidroga delle Fiamme Gialle torinesi, ha subito segnalato, con particolare convinzione, la presenza delle sostanze stupefacenti all’interno della cantina di proprietà della donna. I successivi controlli eseguiti hanno effettivamente consentito ai finanzieri di rinvenire 1.385 panetti di cellophane pari a 140 chilogrammi di hashish, abilmente occultati dietro alcune scaffalature. 

 

La sostanza stupefacente, sottoposta a sequestro, avrebbe potuto fruttare sul mercato oltre un milione di euro di illeciti profitti.

 

La donna, dopo essere stata tratta in arresto in flagranza di reato, fatta salva la presunzione di innocenza fino a compiuto accertamento delle responsabilità, è stata condotta presso la casa circondariale di Torino, ove è tuttora a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

 

Artigianato: allarme per occupazione e produzione

122^ INDAGINE CONGIUNTURALE

(2° TRIMESTRE 2022)

 

Dalla seconda indagine trimestrale congiunturale del 2022 elaborata da Confartigianato Imprese Piemonte emerge un’accentuazione del pessimismo, confermando le preoccupazioni rilevate nella precedente indagine.

 

Esaminando l’andamento occupazionale, la negatività del saldo si accentua, passando dal – 5,08% al – 6,72%.

Con riferimento alle ipotesi di assunzione di apprendisti, il saldo è ancora più negativo, scendendo dal – 19,58% al – 20,16%.

Per quanto riguarda le previsioni della produzione totale, la negatività del saldo diventa più marcata: dal – 7,18% al – 10,62%.

Analogamente, il saldo relativo all’acquisizione di nuovi ordini peggiora, passando dal   – 6,32% al – 10,78%.

Le previsioni di carnet ordini sufficienti per meno di 1 mese salgono dal 37,42% al 38,13%; quelle di carnet da uno a tre mesi scendono dal 45,11% al 39,38%; quelle di carnet superiore ai tre mesi aumentano dal 17,47% al 22,50%, valore in controtendenza rispetto al peggioramento complessivo delle previsioni.

Le proiezioni di investimenti per ampliamenti crescono dal 8,80% al 9,38%, quelle per sostituzioni si riducono dal 18,71% al 15,47%. Infine, gli intervistati che non hanno programmato investimenti aumentano dal 72,49% al 75,15%.

In riferimento alle previsioni di acquisizione di nuovi ordini per esportazioni, la negatività del saldo si rafforza, passando dal – 32,84 % al – 34,37%.

Le previsioni di regolarità negli incassi si riducono lievemente, passando dal 65,55% al 65,31%; le stime di ritardi salgono dal 33,71 % al 34,38%.

 

“Le aspettative degli artigiani – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – sono improntate ad un accentuato pessimismo rispetto al trimestre precedente. Le cause principali sono da ricercare nel peso eccessivo dei costi delle materie prime, in particolare dell’energia, su cui ha ulteriormente inciso la situazione geopolitica che apre scenari di estrema incertezza e di grande preoccupazione, sia dal punto di vista politico che economico.

Quindi, riteniamo indispensabile un confronto permanente tra le Parti sociali e le Istituzioni, per condividere rapidamente soluzioni utili a fronteggiare le conseguenze della guerra in Ucraina. Il sostegno a famiglie e imprese passa necessariamente anche attraverso una ridiscussione del Patto di stabilità. Non è il momento di pensare a politiche fiscali restrittive. Deve essere mantenuto il sostegno della BCE, garantendo liquidità ai Paesi dell’Unione europea”.

“Per la nostra regione – conclude Felici – lo stanziamento di quattro miliardi di euro promesso dal Governo per la città di Torino costituisce un’imperdibile occasione da cogliere per produrre un effetto leva anche per il Piemonte. Tale opportunità, con il coinvolgimento delle Parti sociali, tra cui il mondo delle piccole imprese, potrà consentire al nostro territorio di superare le profonde crisi innescate dalla pandemia ed acuite dalla crisi ucraina”.

 

L’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte ha redatto la seconda indagine trimestrale 2022 utilizzando un questionario telematico rivolto ad un campione significativo di 2.250 imprese selezionate nei comparti di produzione e di servizi che rappresentano maggiormente l’artigianato della nostra regione.

Frida Malan crea problemi alla commissione toponomastica?

IL COMMENTO  di Pier Franco Quaglieni 

 

Il prof. Quaglieni

Davvero singolare un’intitolazione all’ex assessore Fiorenzo Alfieri, morto due anni fa e già celebrato al “Regio” lo scorso anno, di una piazzetta dove il direttore didattico della scuola elementare “Tommaseo” era dirigente, su proposta dell’attuale dirigente della medesima scuola che è anche consigliera comunale.  Specie se si confronta la decisione con il fatto che è stata bloccata l’intitolazione di un qualche angolo di città ad una donna davvero fuori ordinanza come la prof. Frida Malan, mancata nel 2002, partigiana combattente, consigliere comunale e assessore comunale di Torino per il PSI per 15 anni, esponente di rilievo della Comunità valdese, animatrice dell’associazionismo laico torinese a partire dalla FNISM. Sandro Galante Garrone per gli 80 anni di Frida la paragono’ ad Ada Gobetti, sopravvalutando quest’ultima. Nel 1975 fu “rottamata” alle elezioni per consentire ai nuovi rampanti di essere eletti consiglieri comunali ,pur non avendo i consensi e l’autorevolezza necessari. Chi scrive ha avuto una lunga amicizia e una forte collaborazione con Frida che apparteneva al circolo eletto dei Bobbio, dei Perelli, dei Gliozzi, dei Quazza che divennero anche miei amici e maestri. Frida fu ben consapevole dello sfascio rappresentato dal ‘68 nella vita scolastica a cui aveva dedicato con spirito mazziniano la sua dedizione come un dovere etico. Originariamente giellista ,non commise mai l’errore del pregiudizio favorevole verso i comunisti che sicuramente non glielo perdonarono. Rimase sempre una socialista liberale alla maniera di Rosselli e di Garosci anche negli anni in cui il partito socialista prima di Craxi Fini’ di diventare molto simile al PCI, a tal punto da rinnegare l’autonomismo nenniano faticosamente raggiunto dopo l’invasione dell’ Ungheria nel 1956 anche per merito di Giuseppe Saragat che con Nenni tento’  l’effimera riunificazione socialista a cui aveva creduto anche Bobbio. Chi conosce la vita politica e culturale torinese del secolo scorso non può ignorare Frida Malan che merita l’ammirazione di tutti:  una socialista laica ed evangelica, una donna schierata da sempre per la causa della parità uomo-donna ,una donna a cui venne interdetto il Parlamento come prima esclusa, perché il PSI aveva paracadutato a Torino Scalfari, genero di De Benedetti direttore della “Stampa” che mise a disposizione del genero il quotidiano. Sarei davvero curioso di conoscere le obiezioni avanzate e chi ha osato porre in discussione la Malan che valeva mille volte di più di una sindaca di transizione che occupo’ il posto lasciato libero da Zanone a cui invece è stato dedicato uno spazio urbano. A questo proposito, molto meglio di Alfieri sarebbe stato proprio Zanone ministro, leader politico del PLI, autentico uomo di cultura e sindaco di Torino per due anni. Il rinvio, spero provvisorio, di Frida Malan è un pessimo esordio della Commissione Toponomastica di Torino.

Torino, Porta Nuova e Banksy. Quando il liberty del passato incontra il contemporaneo

Era da un poche non mi capitava di essere in anticipo. 

Forse una giornata con meno impegni del solito, oppure qualche ingorgo meglio gestito per le strade, magari linaspettata puntualità dei trasporti pubblici, fatto sta che mi sono ritrovata a Porta Nuova quasi unora prima del previsto.
Ho subito pensato ad un articolo letto in precedenza riguardo allesposizione “The World of Banksy The immersive experience”, dedicata allo “street artist “più famoso al mondo: come non approfittarne?
Cerco la Sala degli Stemmi, spazio che rientra nel più ampio progetto di rinnovamento che coinvolge anche il piano superiore della stazione, dedicato allarea “lounge”.
Mi divincolo tra la folla che si muove in maniera vettoriale, il ritmo generale è sostenuto, chi controlla ancora una volta il tabellone degli orari, chi è appena sceso dal treno e non vede lora di uscire allaria aperta; vi sono anche delle scolaresche, mi fermo a guardare i piccoli delle elementari che addentano bramosi il proprio panino, mentre le maestre li osservano attente, in piedi, vicine al pianoforte.
Gli altri passanti non notano quella scena, passano oltre indifferenti, così come si fa con i bisognosi sotto i portici o con “i tipi loschi” vicino ai binari.
Le medesime cose che ignoriamo sono quelle che giudichiamo con più fervore.
Mi ridesto dai pensieri, scanso un paio di passanti che altrimenti mi avrebbero investita, con la loro valigia trolley rumorosa e lo sguardo fisso di chi deve compiere unimpresa impossibile da cui dipende la salvezza dellumanità. Arrivo finalmente a destinazione, e mi accingo a intraprendere il percorso espositivo.
Un tappeto rosso a terra e delle cordicelle dorate mi indicano lingresso, nonostante la pienezza di Porta Nuova, non c’è nessuno in coda.
Le opere esposte non sono originali, si tratta di copie  e riproposizioni di “murales” realizzzati da giovani “street artists”: assolutamente nessun problema, poiché siamo ben lontani dallideologia di Foucault, secondo cui “lautore/artista” si erge su un piedistallo di intuizione creativa che lo eleva in un rapporto gerarchico con la gente comune”, al contrario, allepoca attuale della riproducibilità dellopera darte, “vince” il pensiero barthesiano: con Banksy  ci troviamo di fronte “alla morte stessa” dell’ “autore/artista”.


Di tuttaltro spessore è la figura che rappresenta lartista britannico, egli è uno sciamano che incarna la coscienza collettiva archetipica del “clan”, le sue opere sono la materializzazione dei nostri dubbi, dei nostri pensieri, quando guardiamo i suoi lavori in realtà ci troviamo a fronteggiare le nostre stesse domande, senza tuttavia trovare risposte. Larte di Bansky offre spunti di riflessione senza compromessi, attraverso semplici e diretti “stencil egli annulla le differenze di classe e di “status” sociali, pone gli spettatori tutti sullo stesso piano, ci rende individui pensanti, membri di una medesima società.
I suoi graffiti sono ironici, intelligenti, immediati, talvolta giudicati eccessivi e accusati di minare letica e lestetica di icone culturali e personaggi così “eroici” da divenire “cliché” ( “Kissing Copper” o “Mother Theresa”). Personalmente non condivido tale chiave di lettura, solamente non siamo abituati ad una “terapia durto dello spettatore”, non trovo Bansky poco rispettoso, anche perché egli stesso è ben consapevole del suo ruolo nella psiche culturale, al contrario è un artista attento e brillante, e il cinismo delle sue parole deve spingerci a rifiutare latteggiamento tipico dei “buoni borghesi” –parafrasando De Andrè-.
“I più grandi crimini del mondo non sono commessi da persone che infrangono le regole, ma da persone che seguono le regole. Perché le persone che obbediscono agli ordini lanciano bombe e massacrano villaggi. Per prevenire crimini gravi, è nostro sacro dovere non fare ciò che ci viene comandato di fare, questa è lunica certezza.” ( Banksy, “Wall and Piece”, p.50)
Non è il primo a scagliarsi contro la razionalità che porta alla distruzione, i Dada di Henri Cartier Bresson combattevano la logica che aveva lasciato alla gente gli orrori della guerra, essi sostenevano che “l’unica via di salvezza era il rifiuto della logica per abbracciare l’anarchia e l’irrazionalità”. Con Banksy  non si arriva a tanto, lirrazionale che egli rappresenta non è altro che la realtà dei fatti raffigurata spoglia di perbenismo e talvolta mutuata in metafora – i “ratti” ripresi da Blek le Rat non sono altro che raffigurazioni animalesche dell’ “uomo comune”. –  Ho trovato del Dada in questa mostra, ma ovviamente nel significato profondo insito nelle opere proposte, non nellestetica delle raffigurazioni: qui le figure sono vivide e pulsanti, protagoniste di un contemporaneo “realismo sociale” che si staglia sulle pareti e si riflette nel nostro sguardo, le creazioni di Banksy  fissano lo spettatore e –attraverso unironica pena del contrappasso – lo mettono spalle al muro, lo rendono impotente e incapace di discostarsi.
Lintera opera dellautore britannico può essere osservata da più punti di vista: in “continuum” con la nascita della Street Art, come emblema di un filone artistico che tuttora stenta ad essere riconosciuto come arte a tutti gli effetti e come mezzo di diffusione di notizie attuali, le sue raffigurazioni infatti compaiono allimprovviso e si diffondono con la stessa rapidità di un messaggio su internet.
Le origini delloperato di Banksy  vanno ricercate a Bristol, dove intorno agli anni Ottanta compaiono le prime tracce di questa specifica espressione artistica, tipica di giovani esponenti appartenenti alla media e bassa classe urbana. Nel medesimo luogo si forma il “Barton Youth Club”, noto come sorta di “rifugio per delinquenti”, si tratta di un gruppo di giovani che fanno riferimento a John Nation. Questultimo rimane affascinato dai numerosi e colorati “murales” di Amsterdam, osservati durante un viaggio di lavoro; il suo interesse presto si tramuta in “reportage” fotografico, poi decide di condividere la sua scoperta con i giovani del Club, mostrando loro le medesime immagini scattate di suo pugno. Delloriginario gruppo di artisti di Bristol fanno parte, tra i tanti, 3D, Zboys, SP27, Mr Jago e lo stesso Bansky.
Allinizio i membri della compagnia utilizzano la medesima tecnica, sia per concretizzare le opere, sia per apporre le loro firme ( il “tagging”): il colore viene spruzzato sui muri o sui supporti attraverso un “aerosol”.
È proprio Banksy  ad allontanarsi dalla consuetudine, differenziandosi per lutilizzo degli “stensil”, strumenti che andranno a caratterizzare i suoi elaborati.
Mentre ci si avvicina alla mostra, non solo vanno tenute in considerazione tutte le riflessioni di cui sopra, ma in più non va dimenticata lantica lezione duchampiana, che ha in effetti cambiato – e stravolto- la storia dellarte: con i suoi “ready-made”, il sommo artista Dada abolisce qualsiasi significato o valore alla manualità dell’artista, l’artista, non è più colui che sa fare cose con le proprie mani, ma colui che sa proporre nuovi significati alle cose, anche per quelle già esistenti.
Come si suol dire, cari lettori, me la sono proprio goduta questa esposizione.
Oltrepassato il tappeto rosso, mi addentro nel percorso segnato dalle pareti appositamente erette per ospitare “murales” a grandezza naturale e copie incorniciate; predispongo il giusto stato danimo, ossia quello di osservare la realtà con i suoi contrasti, con le sue ironie e con la follia crudele tipica della specie umana.
Tutti i lavori che vedo mi colpiscono, tutti meriterebbero una lunga e attenta riflessione, ma il tempo scorre spietato, mi riservo di ritornare su ciò che più mi coinvolge al termine del percorso, come spesso faccio alle mostre che visito.
Tra le varie riproduzioni scelgo su quali risoffermarmi: in primisLaugh now”, evidente riferimento ad un “cult” del cinema per i coscritti della generazione di Bansky, “Planet of Apes”, lopera ci spinge a riflettere sul tema delloppressione. Le scimmie, nostri predecessori secondo la teoria evoluzionistica di Darwin, vengono esposte negli zoo e sottoposte a orribili esperimenti, è questo il rispetto che mostriamo ai nostri antichi antenati? È davvero quella umana la specie più evoluta?
In Sales ends” lautore invita a esaminare lattuale società dei consumi. Diverse figure velate, riferibili alliconografia religiosa, si disperano e pregano davanti ad una scritta pubblicitaria: “Lo sconto finisce oggi”, con questo gesto drammatico le astanti rappresentano lo zelo con cui le società contemporanee riconoscono i prodotti di consumo. Sempre alla stessa tematica appartiene “Christ with shopping”, attacco clamoroso non solo al consumismo in generale, ma, nello specifico, al Natale, festa cristiana volta allesaltazione della pace e degli affetti, ora tramutata in occasione di isteria consumistica di massa.


Ancora una volta liconografia religiosa viene usata per riflettere sulla scomoda e terrificante realtà dei fatti: “Toxic Mary” è una serigrafia in cui la Vergine sfama il Bambino con una bottiglietta di rifiuti tossici, con questa peculiare e terrificante Sacra Rappresentazione Banksy denuncia i conflitti bellici combattuti per ovvi motivi economici, nascosti da motivazioni religiose sfocianti nel fanatismo.
Di particolare impatto è “Napalm (cantt beat that feeling)”, realizzata con olio ed emulsione su tela; impossibile non riconoscere la ripresa della celeberrima fotografia di Kim Phuc, scattata durante la guerra del Vietnam. La bambina al centro dellopera di Banksy – e centrale anche nella foto di Phuc-  è tenuta per mano da due conosciutissime icone culturali. Topolino e Ronald McDonald avanzano imperterriti, sorridono mentre la vittima si dispera e quasi inavvertitamente si fanno beffe del disastro della guerra. I due personaggi ci distraggono, attirano la nostra attenzione e dirigono la simpatia dellosservatore dalla vittima alloppressore.
Non vi accompagnerò, cari lettori, opera dopo opera, commentando ogni singola raffigurazione, al contrario, spero con queste indicazioni di avervi incuriosito e di avervi fornito una generale chiave di lettura per approcciarvi ad un genere artistico così peculiare come quello della Street Art.
Tuttavia sarebbe ingiusto terminare tale pezzo senza menzionare una delle immagini più iconiche di Banksy : “Girl with balloon”.
Il lavoro è stato scoperto sul muro della scalinata della South Bank di Londra nel 2002;   lelemento chiave dellelaborato è la speranza, che si erge vittoriosa nonostante le cupe e avverse condizioni di vita degli individui. Bansky volutamente utilizza ambienti sporchi  e trascurati per rappresentare gli attuali tempi difficili, ma al contempo egli sottolinea come la felicità sopravviva imperterrita alla sofferenza.
Lamore predicato dallanonimo streeet artist è il palloncino rosso sangue che vola leggero nel vento, non sappiamo se la bambina lo ha perso, non sappiamo se una qualche folata lo sta portando verso la manina tesa ad afferrarlo, sappiamo però che esso rappresenta un bisogno umano fondamentale, motivo per cui esso merita e deve essere coltivato.
Non vi sono risposte che si possano trarre dalle opere di Banksy , solo sollecitazioni a migliorare noi stessi, in nome di unumanità che sia degna di portare questo nome.

ALESSIA CAGNOTTO

Controllo di stabilità degli alberi, verifiche in Piazza d’Armi e al Parco del Valentino

In queste settimane si stanno completando i controlli della prima tranche di alberi, circa 17000, previsti dall’ultimo appalto di controllo fitostatico del patrimonio arboreo torinese, operativo dallo scorso autunno ed affidato ad un pool di professionisti di comprovata competenza ed esperienza pluridecennale.

 

Tra gli ambiti sottoposti a verifica vi sono il Parco del Valentino ed il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto (Piazza d’Armi), due tra le aree verdi più frequentate e che vengono periodicamente sottoposte a controlli di stabilità del patrimonio arboreo. I controlli nei due parchi sono stati anticipati di alcuni mesi rispetto alle previsioni iniziali, con lo scopo di ridurre il rischio e di garantire condizioni di sicurezza ottimali alle tante persone che li frequenteranno durante le attività legate all’Eurovision Song Festival.

Gli esiti dei controlli hanno evidenziato buone condizioni complessive degli alberi, con un numero limitato di piante che presentano problemi di stabilità e che rappresentano una fonte di potenziale pericolo. Nel dettaglio gli alberi risultati non recuperabili sono risultati 7 nel parco di Piazza d’Armi (su circa 1000 alberi presenti) e 15 nel Parco del Valentino (su oltre 1300 alberi).

A breve le aree saranno interessate dagli allestimenti dell’evento e pertanto gli interventi prescritti dai professionisti incaricati dei controlli (potature, consolidamenti con cavi e dove non evitabile abbattimenti) sono in corso in questi giorni. Come da prassi le operazioni sono costantemente seguite e coordinate in campo dai tecnici del Verde Pubblico della Città, e con l’occasione si stanno anche rimuovendo dagli alberi i rami secchi che potrebbero costituire un pericolo in caso di caduta.

I controlli di stabilità in altre aree della città continueranno nelle prossime settimane. Tra le strategie di gestione della “foresta urbana” torinese (costituita da oltre 150 mila alberi della Città di Torino a cui si aggiungono 220 mila alberi presenti nei boschi collinari di proprietà comunale) questi tipo di verifiche rappresenta un tassello fondamentale ed indispensabile, che consente di avere una fotografia aggiornata e precisa delle condizioni di salute e stabilità degli alberi, una risorsa ambientale unica che deve essere salvaguardata ed incrementata.

Particolarmente critici per gli alberi sono i fenomeni meteorologici estremi, come le piogge intense e i venti forti, che negli ultimi anni si stanno verificando con sempre maggiore frequenza anche nella nostra città. Nell’ultimo fine settimana, con un allerta meteo per vento forte con raffiche superiori ai 70 km/h per tre giorni consecutivi, si è verificata la caduta di un paio di alberi (con danni materiali e senza il coinvolgimento di persone), mentre alcune piante (6 o 7, gli accertamenti sono ancora in corso) dovranno essere abbattute perché i danni a livello della chioma non ne consentono il mantenimento.