ilTorinese

Lutto per l’improvvisa morte dall’avvocata 55enne

Cinzia Galvagno, nata nel 1967, avvocato di Cuneo,  è morta mentre si trovava in vacanza in Portogallo. Le cause sono ancora in via di accertamento. Nubile,  il suo studio era in via Antonio Bassignano. La donna è stata ricoverata d’urgenza ma è deceduta dopo poche ore. Cordoglio nel capoluogo della Granda dove era molto conosciuta come civilista e penalista.

I rischi del bodyshaming

A chi non è capitato di essere preso in giro, dai compagni di scuola o dagli amici o dai colleghi di lavoro perché grasso o calvo, affetto da acne o forfora, o perché indossa occhiali spessi o perché balbetta?

Negli ultimi anni, per fortuna, alcuni “difetti” non sono più presi in esame dai denigratori, anche perché gli occhiali spessi sono stati sostituiti da lenti a contatto quasi invisibili, l’acne si cura più facilmente di un tempo, il sovrappeso, specie nelle donne, è diventato “curvy” ed è la nuova tendenza della fotografia di ritratto.
Non sempre, tuttavia, è così e non sempre l’illazione si limita a qualche battuta sporadica: alcune persone, soprattutto se miti, pacifiche, vengono osteggiate per il loro aspetto fisico, denigrate e vengono loro precluse molte possibilità sociali e lavorative perché il loro aspetto fisico non rientra tra i canoni estetici di moda in quel momento.
Per tale comportamento denigratorio è stato creato il termine bodyshaming, dall’inglese body (corpo) e shaming (umiliazione, mortificazione), ovvero la denigrazione di un individuo a causa del suo aspetto.
L’avvento dei social e la diffusione della comunicazione multimediale ha peggiorato questo stato di cose, perché una persona, specie se famosa, viene mortificata per non aver perso i chili assunti durante la gravidanza o per aver perso peso durante la chemioterapia e in pochi giorni centinaia di migliaia di internauti si uniranno nel denigrarla, ridicolizzarla elevandosi al grado di censori quando, come spesso avviene, hanno gli stessi problemi fisici e, è evidente, ben più gravi problemi psichici del denigrato.
La cultura dell’effimero, dell’immagine ha portato con sé anche questi problemi: conta l’apparenza, l’adesione a schemi voluti dai media, il ricalcare ruoli stereotipati mentre il discostarsene, anche per breve periodo, per malattia o qualsiasi altra ragione, ti fanno passare immediatamente tra i diversi, i negativi, quelli out.
Non conta chi sei o cosa fai: conta come ti presenti; pochissimi, incontrando una persona insolita per aspetto si domandano cosa vi sia dietro a tale disagio, tale difformità dagli schemi imposti dalla società limitandosi a catalogare fra i buoni o i cattivi, tra quelli da frequentare oppure no, tra quelli da prendere ad esempio o da additare quale esempio da evitare.
E’ una difetto tipicamente italiano quello di guardare, a volte neppure troppo velatamente, l’aspetto di chi incontriamo, il suo abbigliamento, il suo incedere; nei Paesi scandinavi, già negli anni ’70, girarsi per guardare chi era passato, per giudicarlo o commentare, era fuori da ogni immaginazione perché ognuno dev’essere libero di fare ciò che vuole se non danneggia o limita gli altri e comportarsi in modo diverso rappresentava un vero e proprio stigma, come non dare la precedenza ai pedoni sulle strisce in Svizzera.
Nel libro Ishah – Elogio della donna di Sergio Motta è espresso bene il sentimento che spinge alcune donne a non accettarsi perché, inseguendo i canoni estetici imposti dalla società, ci si sente accettate, inserite in un contesto solamente se si rispecchiano alcuni parametri: assenza di rughe, capelli bianchi sempre nascosti, peso entro limiti ben precisi, depilazione costante di braccia, gambe, viso, ascelle.
Questo perché nelle società occidentali il corpo femminile è continuamente sottoposto a valutazione in quanto oggetto sessuale, a discapito della persona nella sua totalità e di fatto almeno una donna su due è vittima di “haters” che denigrano particolari fisici anche irrilevanti.
Anche se gli uomini sembrano essere meno colpiti dal disagio di un corpo non perfetto (pur non esistendo un canone assoluto di bellezza) risentono comunque delle pressioni sociali in tal senso. Si registra così un aumento generale del consumo di steroidi, della ricerca del più efficace piano dietetico iperproteico e della dedizione a sessioni estenuanti in palestra. Il tutto rivolto all’aumento della massa muscolare inseguendo l’idea che un corpo muscoloso sia percepito come più desiderabile.
Gli “haters” che si dedicano alla denigrazione di qualsiasi particolare imperfetto di un corpo hanno ampio terreno a disposizione per i propri attacchi sia per la facilità ad individuare particolari su cui focalizzarsi (tutti abbiamo una o più parti del corpo su cui ironizzare anche in maniera bonaria) sia per l’effetto spesso devastante che, con poche parole mirate, possono provocare sulla psiche del proprio bersaglio. Al tempo stesso sono proprio loro le prime vittime, in quanto hanno in prima persona interiorizzato l’auto-oggettivazione del corpo e soffrono per la loro non perfezione oltre che per la mancanza di capacità di costruire relazioni soddisfacenti, non essendo in grado di entrare in empatia con gli altri per comprendere la sofferenza che causano con i loro atti denigratori.
Far vergognare qualcuno per il proprio aspetto fisico provoca nelle vittime sensi di colpa o di vergogna che minano l’autostima, il modo in cui le persone si percepiscono, il senso di sicurezza e la fiducia in se stessi. Impedisce alle vittime di rispecchiarsi negli altri e sentirsi parte di un gruppo, promuovendo, di contro, l’esclusione sociale. Tutto questo può sfociare, ad esempio, in sintomi ansiosi dovuti ad una rappresentazione mentale distorta del proprio corpo e in sintomi depressivi fino ad idee suicidarie. Altre conseguenze sono rabbia, disturbi alimentari quali anoressia e bulimia oltre al ricorso eccessivo a trattamenti estetici, compresa la chirurgia.
Tra i disturbi alimentari il “binge eating”, il disturbo da alimentazione incontrollata caratterizzato da abbuffate e senso di vergogna verso se stessi, è una delle conseguenze più frequenti del body shaming subìto durante l’infanzia e l’adolescenza, momenti cruciali nello sviluppo della personalità di un individuo. Anche alcune forme di anoressia possono svilupparsi non solo come conseguenza di un rifiuto del proprio aspetto fisico in seguito alle denigrazioni altrui ma anche come modo per assumere fermamente il controllo sul proprio corpo non potendo controllare gli attacchi degli haters.
L’immagine corporea che abbiamo di noi stessi è cruciale nella costruzione dell’immagine di sé e del senso di autostima come anche dei rapporti con gli altri. L’instaurarsi di un’immagine di sé come “sbagliata”, non aderente ai canoni estetici della cultura in cui siamo immersi, instilla l’idea di non essere adeguati e non degni di essere guardati, apprezzati, desiderati, amati.
Per aiutare le vittime del bodyshaming diventa fondamentale incentivare la sensibilità verso l’autenticità e la libertà di sentirsi unici, in modo tale che le influenze esterne non vadano ad intaccare la consapevolezza delle proprie risorse e del proprio valore.
Ciascuno di noi è molto più di un semplice involucro e non è un volto dalla pelle perfetta, un numero sulla bilancia, la circonferenza di un bicipite o la taglia del vestito ad identificarci. La consapevolezza di ciò che siamo, delle nostre potenzialità e dei nostri limiti, di ciò che possiamo fare per gli altri e per noi stessi, la cura e il tempo impiegati nel coltivare i nostri interessi e le nostre qualità così da rendere questo nostro “passaggio sulla Terra” significativo e il più possibile piacevole è l’obiettivo da tenere sempre presente.
Quando ci accorgiamo di giudicare negativamente le altre persone o di essere troppo severi con noi stessi, forse dovremmo fermarci un attimo a riflettere e partire da questa consapevolezza per rimodulare il nostro atteggiamento anche con l’aiuto di uno psicologo se il disagio diventa troppo invadente da compromettere la serenità quotidiana.
Non dimentichiamoci che la società è composta dall’insieme di tutti gli individui e se ciascuno si prende cura del proprio sistema di valori centrandolo su cardini meno legati all’esteriorità e più rivolti all’apprendimento, alla cultura, alla valorizzazione delle qualità individuali mettendole al servizio degli altri, anche la società nel suo complesso non può che evolvere e cambiare in meglio.

Sergio Motta
Cristiana Francesia

Ubriaco, prende a bastonate la compagna

Con un arresto per maltrattamenti in famiglia si è conclusa l’ennesima lite in una famiglia di Novara.

La polizia è intervenuta dopo la  segnalazione di alcuni vicini che avevano sentito richieste di aiuto di una donna da un appartamento.

I poliziotti hanno trovato una donna che piangeva, con segni sul corpo riconducibili a percosse. Nella casa in  disordine e piena di oggetti in frantumi, c’era anche un uomo in stato di agitazione e ubriaco.

La donna ha dichiarato  di essere stata vittima anche in altre occasioni di violenze fisiche e psicologiche. In questo ultimo episodio  sarebbe stata picchiata dall’uomo con un bastone.

Sanità, trasporti, economia: quale futuro per il Canavese?

Gianluca Gavazza, oggi consigliere segretario del Consiglio regionale del Piemonte, è uno degli esponenti della Lega, eletti a Palazzo Lascaris. Residente a Torrazza Piemonte è stato eletto nel collegio di Torino e Città Metropolitana.

Con lui ‘Canavesanoedintorni.it’ ha avuto un lungo colloquio nel suo ufficio a Torino, affrontando molti temi, a partire, naturalmente dal territorio, non mancando di affrontare quello sul quale si è particolarmente impegnato, la ‘battaglia’ per la riapertura della linea ferroviaria Chivasso-Asti. Ed è stata davvero una chiacchierata a tutto tondo, nella quale Gavazza non si è mai sottratto alle risposte.

 

Consigliere a Ivrea la questione ‘calda’ è quella dell’ospedale …

Sarà un investimento importante per una struttura ospedaliera che dirà la sua, andando anche a servire la Valle d’Aosta. Attualmente è aperta la questione sulla scelta del sito, da un lato c’è l’area Montefibre che consentirebbe un recupero di una zona industriale dismessa e si troverebbe a 400 metri dalla stazione ferroviaria e ad un chilometro della bretella autostradale e in questo modo ci sarebbe un collegamento anche in direzione di parte del Vercellese e del Biellese, dall’altro c’è l’ipotesi di Pavone Canavese.

 

Per Chivasso, invece, cosa bolle in pentola ?

Il ponte di Sant’Anna che lo chiede da tempo. E’ stato fatto nel 1870 per essere percorso da carretti con cavalli. Dal 2007 c’è un progetto che rimbalza da una parte all’altra. E’ un’opera che va fatta perché, a largo raggio, collega Aosta con Genova per la logistica. Il territorio si sviluppa quando ci sono le strutture.

 

In questa ottica possiamo vedere anche il collegamento ferroviario Chivasso – Asti, interrotto da anni ?

Si lavora per fare partire un progetto pilota che durerà per un anno per riattivare questa tratta sino a Montiglio Monferrato. Il principio è lo stesso del ponte, che nello specifico interessa in prima persona i Comuni di Verolengo e di Crescentino, la Città Metropolitana di Torino e la Provincia di Vercelli. Dicevo il principio è lo stesso: è inutile parlare di insediamenti industriali se non ci sono le infrastrutture. Ecco perché serve la linea ferroviaria attiva. Poi c’è il discorso che questa è utile anche per il turismo con i treni storici: nulla vieta di caricare le bici sui treni e poi seguire dei percorsi dalle stazioni ai bricchi.

 

Pur essendo un consigliere eletto in Città Metropolitana, che legami ha con la Valcerrina ?

Quando ero giovane e lavoravo nel settore commerciale/agricolo caricavo uva, fieno, paglia, bestiame in Valle. Ero spesso a caricare fieno a Casalino di Mombello e la pesatura era a Cerrina, ma andavo anche ad Odalengo Grande, Odalengo Piccolo. E poi avevamo la terra a Grana, in Provincia di Asti e d’estate ero sempre lì.

 

Ritiene che il Canavese sia penalizzato come territorio rispetto alla Città Metropolitana. Cosa ne pensa dell’ipotesi di una Provincia del Canavese che ogni tanto riaffiora ed è stata in passato anche oggetto di proposte di legge al Parlamento, mai però approdate ad una discussione ?

 

Il mio partito ha una suddivisione territoriale che fa capo da un lato a Torino, dall’altro al Canavese che è una realtà di circa 400mila persone. Ritengo che le tradizioni, le identità territoriali, vadano sempre e comunque rispettate. Ma quando si va a parlare in contesti di grandi dimensioni non è opportuno andare a frazionare. Settimo Torinese ha bisogno di Balme come Balme ha bisogno di Settimo Torinese.

 

A cosa sta lavorando sotto l’aspetto legislativo ?

 

Una proposta di legge che porti l’Iva sull’acqua naturale, non quella gassata, al 4% anziché al 22%. Poi si sta mettendo mano ad una normativa sul benessere animale. Se è vero che si vuole abolire la catena al cane, con qualche problema per le aziende agriocole è giusto però che chi lo vuole tenere in appartamento gli metta a disposizione degli spazi minimi per legge. Naturalmente sarebbe una disposizione che non tocca chi è già proprietario di un cane ma troverebbe applicazione dalla sua approvazione in poi.  Certamente è un argomento che va approfondito con tutta la serietà e la cautela del caso.

 

Massimo Iaretti

 

 

 

 

Torna Bardonecchia Arp Festival

All’interno del ricco programma di Scenario Montagna, la rassegna estiva delle valli piemontesi giunta alla sua 18ª edizione e dedicata a chi ama stare all’aria aperta e nutrirsi di natura, musica, cultura e scoperte, torna  BardonecchiArp Festival, uno dei più importanti appuntamenti italiani dedicati all’arpa celtica.

Immancabile dal 2013, BardonecchiArp Festival quest’anno ritorna in “full presence” (conservando un modulo speciale online) dal 16 al 21 agosto a Bardonecchia. Una Masterclass internazionale con i migliori artisti e performer e con corsi per tutti i livelli. Per migliorarsi o avvicinarsi per la prima volta a questo affascinante strumento, anche i principianti (dotati di arpe fornite dall’organizzazione) potranno scoprire tutti i “colori” dell’arpa celtica. Un viaggio in stili, tecniche e sonorità ognuna diversa dall’altra.

Tra gli artisti-docenti, la cinese Yuan Deng con il suo Gu zheng, l’arpa cinese dal suono ipnotico, Vanessa D’Aversa, la più importante performer italiana di arpa cromatica e arpa jazz, Mario Lipparini, grande mae-stro dell’arpa irlandese, Silvia Marmasti, nome di punta a livello nazionale dell’Arpaterapia.

Ma il Bardonecchiarp Festival non è solo fatto di masterclass e lezioni ma anche di un fitto programma di concerti serali al Palazzo delle Feste, eventi speciali, escursioni musicali nei boschi, aperti a tutti!

www.bardonecchiarp.eu 

 

In casa la “fabbrica” della droga

 Materiale per taglio e confezionamento, arrestato dalla Polizia di Stato

L’indagine svolta dagli agenti del Commissariato di P.S. “San Donato”

Alcuni giorni addietro si presentava presso il Commissariato di P.S. “San Donato” una donna per  denunciare di essere stata vittima in strada di rapina con la sottrazione del proprio cellulare.

Immediate sono scattate le indagini da parte degli operatori dell’Ufficio di Polizia Giudiziaria  del Commissariato, i quali sulla base delle testimonianze acquisite  e degli elementi di fatto raccolti, sono risaliti all’identità del presunto responsabile del delitto di rapina, un cittadino extracomunitario di 33 anni.

L’attività di osservazione e pedinamento ha consentito nei giorni successivi di fermare il soggetto a bordo di un’autovettura per un controllo, circostanza che consentiva di rinvenire nel suo possesso il cellulare oggetto di denuncia.

Durante l’attività investigativa sono stati, inoltre, raccolti gravi indizi di colpevolezza circa il coinvolgimento dell’indiziato nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, avvalorati dal ritrovamento nella sua abitazione di crack e cocaina per un totale di circa 130 dosi già confezionate nonché materiale da taglio e per il confezionamento.

Sulla base degli elementi raccolti, dunque, l’uomo è stato arrestato sabato scorso per spaccio di sostanze stupefacenti e portato in carcere; per quanto riguarda invece il suo presunto coinvolgimento nella rapina avvenuta pochi giorni prima, è stato denunciato a piede libero.

Sanità, Azione: “Assumere personale sanitario nei comuni montani per non vanificare fondi Pnrr”

“La mancanza di medici di base, di medici specializzati come i pediatri e di guardie mediche notturne nei comuni montani e’ un problema che va risolto per tutto l’anno e non solo durante le stagioni con maggior afflusso di turisti. Non possiamo assolutamente lasciare senza assistenza medica le persone che hanno scelto di vivere in territori bellissimi ma anche difficili”. Dichiara in una nota la deputata di Azione, Daniela Ruffino. “Sostengo il giusto appello dei tanti sindaci che incontro e ricordo che le assunzioni in sanità vanno fatte quanto prima se non vogliamo vanificare poi l’effetto positivo che avranno i fondi del Pnrr per il comparto. Così si otterranno due importanti risultati, posti di lavoro e risoluzione di un problema serio per le valli e i piccoli centri urbani del nostro territorio”, conclude.

La mancata ossigenazione del cervello e le NDE, un mistero che affascina gli studiosi

Quando si affronta l’argomento del trauma cerebrale, si pensa, in genere a un episodio violento, da impatto, derivanti per lo più da urto importante, come quello causato da gravi incidenti stradali o da caduta, eventi capaci di causare gravi deficit nell’apporto di ossigeno trasportato dal sangue alle cellule cerebrali, ma non vi sono solo i traumi diretti o indiretti; gli infarti, gli ictus possono determinare un grave stato di ipossia cerebrale.

Una situazione analoga si verifica quando una quantità insufficiente di sangue raggiunge il cervello, come quando si è costretti a respirare fumo o monossido di carbonio, ma anche nei principi di annegamento, o nei casi di abuso di farmaci o droghe, nelle gravi emorragie o nella complicazione di interventi chirurgici, o come nelle mancanze acute di ossigeno derivanti da problematiche legate all’anestesia.

La mancata ossigenazione del cervello è un’emergenza medica che può essere responsabile di lesioni cerebrali irreversibili e se tale condizione perdura senza che si possa intervenire, possono verificarsi morte cerebrale e coma.

Secondo MedlinePlus, una pubblicazione della National Library of Medicine degli Stati Uniti,

“Le cellule cerebrali sono molto sensibili alla mancanza di ossigeno. Alcune cellule cerebrali iniziano a morire meno di cinque minuti dopo la scomparsa dell’ossigeno. Di conseguenza, l’ipossia cerebrale può causare rapidamente gravi danni al cervello o la morte”.

Il cervello utilizza circa un quinto dell’apporto totale di ossigeno dell’organismo il gas che inaliamo senza interruzione con il respiro, elemento di importanza fondamentale per la nostra vita perché permette la normale trasmissione degli impulsi nervosi in tutto l’organismo.

Un trattamento rapido può aiutare le persone che hanno lesioni cerebrali dovute all’ipossia cerebrale, ma nessuno può ripristinare la funzionalità di cellule cerebrali morte o invertire una lesione cerebrale; una simile condizione può causare danni cerebrali per tutta la vita. Se continua troppo a lungo, può essere fatale.

I pazienti, superata la fase acuta grazie alle idonee terapie, che vanno iniziate fin dai primi istanti della crisi ipossica, presentano una respirazione veloce e superficiale, appaiono disorientati, le pupille sono dilatate e possono avere una crisi convulsiva, e possono non essere in grado di ricordare il loro nome ed altri elementi legati alla loro vita privata.

Se non si supera la fase acuta, le funzioni principali governate dal cervello, quali la respirazione ed il battito cardiaco si arrestano e solo un intervento rapido e preciso da parte di professionisti attrezzati e capaci può salvare la vita del paziente.

Mentre ormai conosciamo in ogni dettaglio quali sono i fenomeni fisici che conducono al disfacimento corporeo, sappiamo ancora relativamente poco cosa avviene alla mente umana quando la vita termina.

L’arresto cardiaco è la fase finale del processo di morte, indipendentemente dalla causa; studi recenti condotti su pazienti che si sono ripresi e tornati ad una vita normale hanno dimostrato che, di norma, ricordino poco o nulla dell’evento.

Di questi pazienti circa il dieci per ccento sviluppa ricordi molto particolari e suggestivi, coerenti con quelle che oggi sono descritte come tipiche esperienze di premorte. Queste includono la capacità di “vedere” e ricordare descrizioni dettagliate della rianimazione, come verificato dal personale che ha praticato le manovre necessarie a rianimare il soggetto. Molti studi condotti sull’uomo e sugli animali hanno indicato che la funzione cerebrale cessa durante l’arresto cardiaco: si viene così portati a chiedersi come possano verificarsi processi di pensiero tanto lucidi e ben strutturati, con ragionamento e formazione di memoria, in un momento in cui, in base a quanto sappiamo, il cervello non dovrebbe essere più in grado di funzionare.

Le esperienze riferite si somigliano tutte; ad ogni latitudine vengono riferite la sensazione di abbandonare il proprio corpo incosciente e fluttuare al di sopra di questo, salendo verso una luce brillante visibile al fondo di un tunnel, mentre scompaiono le sofferenze e si assapora un profondo stato di calma e benessere.

Più di un soggetto ha riferito incontri con esseri spirituali e con le persone care già morte, in un ambiente meraviglioso che faticano a descrivere.

Se il trauma viene risolto e l’ossigenazione cerebrale e le normali funzioni vitali riprendono, viene riferito un potente richiamo a rientrare nel corpo fisico, abbandonando, a fatica quel luogo di delizie.

A questa successione di eventi si è dato il nome di NDE, Near Death Experiences, una serie di esperienze da cui la vita delle persone che hanno sperimentato simili fenomeni, rimane profondamente influenzata. Nella maggior parte dei casi viene vinta la paura della morte, e maturano la coscienza che la loro esperienza sia stata reale

Dopo una NDE, la vita di molte persone viene profondamente cambiata, spesso portando a cambiamenti nella carriera e nelle relazioni.

Il problema, dibattuto da scienziati di tutto il mondo, è se si sia trattata di una vera e propria esperienza metafisica o, se quanto raccontato da persone che hanno sfiorato la morte, dipenda da una forma di stress cerebrale secondario ad una carenza di ossigeno, un cervello che ha insito in sé una sorta di programma in grado di alleviare la paura del distacco mente-corpo, imponendo all’organismo una risposta che, come detto, è praticamente uguale nelle persone, in ogni parte del mondo.

Cessare di vivere non deve essere certo un’esperienza piacevole; si suppone pertanto che l’organismo, in quei momenti, possa rilasciare una serie di sostanze ( endorfine?) che possono attenuare la paura, rendendo assai meno traumatico il decesso.

Da alcuni decenni la scoperta di questa reazione di fronte ad un evento tragico ha suscitato, e continua a suscitare, un notevole interesse fra i neurofisiologi, particolarmente attenti a cercare di comprendere quale possa essere il rapporto fra coscienza e cervello, una connessione tutt’ora sconosciuta che, nonostante i mezzi di cui disponiamo in quest’epoca che vogliamo moderna, rimane senza una risposta soddisfacente.

Rodolfo Alessandro Neri

“La Città esclusa dalla scelta dei Candidati che in Parlamento dovranno difendere Torino a Roma”

Caro Direttore, 

Il 25 settembre voteremo il nuovo Parlamento che speriamo riesca finalmente a rilanciare economia e lavoro e a ridurre le grandi diseguaglianze che ci sono nel Paese e in particolare a Torino. Stamane è uscita una classifica sulla media degli stipendi percepiti nelle varie Città italiane e Torino è decima su dieci Città . Nella Sicurezza siamo agli ultimi posti così nel lavoro , Torino è prima per disoccupazione giovanile.
Anche se chi ha amministrato , sinistra e grillini , non lo ha detto, Torino da 25 anni cresce meno della media nazionale dopo che per 100 anni aveva trainato la economia del Paese.
Una volta Torino a Roma ,attraverso i suoi politici, contava e avevamo finanziamenti per i trafori autostradali oltre che per Case, Scuole e Servizi assistenziali. Ma allora avevamo politici eletti nei vari partiti di assoluta qualità. Gli ultimi aiuti li abbiamo avuti per le Olimpiadi e recentemente per il settore auto.  Per il Centro della Intelligenza artificiale alla fine è stato ridotto a un quarto. I fondi per l’area di crisi sono arrivati con tre anni di ritardo e tagliati. Per salvare la TAV abbiamo dovuto scendere in piazza noi torinesi grazie alla mia iniziativa e a quella delle madamin.
Ma in Parlamento pare che ritornino quelli che c’erano anche se in numero ridotto.
L’unica novità forse sarà rappresentata dalla candidatura di Paolo DAMILANO , basterà?
Torino può perdere questa occasione per rinnovare i propri rappresentanti in Parlamento. Paradossalmente c’è più rinnovamento nelle squadre di calcio che nei candidati presentati dai vari partiti.
Eppure nessun uomo di cultura , nessuna testa pensante che si lamenti di questa situazione. Lo faccio io che negli ultimi dieci anni per Torino mi sono battuto molto di più di quelli che a Roma incassavano 14.000 euro al mese. In fondo sia per la Autorità dei trasporti trasferita da Roma a Torino, per la TAV organizzando una manifestazione che passerà alla storia, e per il settore auto, il mio contributo da cittadino che si occupa del destino della sua Città e della sua gente, è stato decisivo.
Come diceva  Max Weber nel suo celebre discorso di Monaco sono tre le qualità del politico migliore: passione, senso di responsabilità, lungimiranza.
Io aggiungo anche coraggio perché la differenza con i SITAV da salotto, perennemente sconfitti dai NOTAV, io e le Madamin abbiamo avuto il coraggio di chiamare la gente per bene e le imprese di Torino in Piazza e con quella Piazza piena abbiamo sconfitto la stagione dei NO a TUTTO.
Mino GIACHINO 
SiTAV

Schianto sulla strada “Reale”, muore motociclista

Oggi pomeriggio un motociclista di 69 anni è morto a Cavallermaggiore, nel Cuneese, in un incidente stradale avvenuto sulla provinciale 165, la cosiddetta strada “Reale”. La sua moto e un’auto, sulla quale viaggiavano due persone feritesi lievemente, si sono scontrate per cause da accertare.