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Croce Verde premia i volontari a 115 anni dalla fondazione

 

Medaglia d’oro “Olivetti” all’intero Corpo Militi per il grande lavoro durante la pandemia e

Premio “Scifo” a Massimo Melis, esempio di professionalità e gentilezza

La Pubblica Assistenza Anpas Croce Verde Torino il 22 maggio al Teatro Alfieri di Torino ha celebrato il suo 115° anniversario di fondazione con la premiazione dei 1.400 volontarie e volontarie alla presenza del sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, del presidente Croce Verde Torino, Mario Paolo Moiso, del presidente Anpas Piemonte, Andrea Bonizzoli, del prefetto di Torino, Raffaele Ruberto, dell’assessora Comunale, Giovanna Pentenero, del vicepresidente del Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Torino e consigliere regionale Silvio Magliano, dei sindaci dei comuni dove hanno sede le sezioni distaccate della Croce Verde Torino e delle autorità cittadine e regionali.

Alla cerimonia al Teatro Alfieri erano inoltre presenti le consorelle Anpas Croce Verde Rivoli, Croce Bianca Orbassano, Volontari del Soccorso di Caravino e la Croce Verde di Verbania; oltre la Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Piemonte e la Croce Rossa di Torino.

Mario Paolo Moiso, presidente Croce Verde Torino: «Centoquindici anni è già storia, ma per noi non è storia, è una tradizione e una grande festa. Oltre 1.400 volontari e circa 100 dipendenti che si ritrovano per ricordare che ci siamo sempre. Il volontariato per noi è una grande risorsa, anzi oggi è stata anche l’occasione per invitare altri volontari a venire con noi. La ricchezza del nostro Ente sono le persone che danno il loro tempo a disposizione della collettività. Ringraziamo non solo i volontari e i dipendenti, ma anche le loro famiglie e i loro amici che ogni tanto sono d’accordo a rinunciare alla loro presenza, per permettergli di fare questo servizio assolutamente ineguagliabile per il territorio».

 

Il presidente Anpas Piemonte, Andrea Bonizzoli: «Sono felice di essere presente alla celebrazione del 115° Anniversario della Croce Verde Torino in rappresentanza delle altre 81 associazioni Anpas del Piemonte e dei restanti 9mila volontari, per ringraziare tutti i volontari e le volontarie di Croce Verde Torino che, dal 1907, sono sempre al servizio della Città e del territorio, soprattutto in questi due anni di grande lavoro e fatica; con questa pandemia non si sono mai sottratti, anzi si sono dedicati ancora di più al servizio della comunità».

Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: «Il 115° Anniversario di Fondazione della Croce Verde Torino è per tutta la Città un giorno di festa. La presenza della Croce Verde, dei volontari che da tanti anni accompagnano le grandi iniziative della Città, oltre che il pubblico soccorso, sono per noi motivo di grande orgoglio e soprattutto riportano al centro il valore della gratuità del volontariato come elemento qualificante la cittadinanza. Ed è proprio questa l’anima di Torino fatta di donne e uomini che hanno disponibilità di poter fornire un po’ del loro tempo e delle loro capacità al servizio per gli altri. Quindi, davvero un buon compleanno alla Croce Verde di Torino».

Dopo i saluti istituzionali in video dal presidente onorario Croce Verde Torino, Paolo Emilio Ferreri e dal presidente nazionale Anpas, Fabrizio Pregliasco si sono svolte le premiazioni.

Un momento di festa condiviso con le volontarie e i volontari che hanno maturato una pluriennale e continuativa attività di servizio. Per 65 anni di servizio attivo medaglia a Rocco Galetto, per 64 anni di servizio attivo medaglia a Teresio Merlo, per 52 anni di servizio attivo medaglia a Gian Beppe Gatti, per 51 anni di servizio attivo medaglia a Giorgio Merlino, per 50 anni di servizio attivo medaglia a Giuliano Tondo e Pier Mario Rosso.

Croce Verde Torino ha conferito la Medaglia d’oro “Olivetti”, la più importante onorificenza prevista dalle sue norme costitutive, all’intero Corpo Militi, intendendo esprimere piena gratitudine a tutte le volontarie e i volontari che, dovendo fare fronte all’emergenza provocata dalla pandemia, hanno garantito senza alcuna interruzione le attività di soccorso e trasporto dei malati con la consueta efficienza, capacità e serietà professionale. «Lo slancio di tutti gli appartenenti al Corpo Militi, – si legge nella motivazione – unito alla loro capacità di adattarsi a condizioni di servizio del tutto nuove e particolarmente impegnative, ha consentito di superare una sfida rivelatasi per molti aspetti impegnativa, mantenendo la piena efficienza dei servizi di assistenza agli infermi che da sempre incarnano i valori di solidarietà della Croce Verde Torino».

Il Premio “Scifo” è stato conferito a Massimo Melis in quanto ha fatto molto per la Croce Verde Torino, ben più di quanto sia necessario nell’ambito di un rapporto di lavoro; per questo tutte le componenti dell’Associazione hanno desiderato testimoniare il loro ricordo e la vicinanza ai suoi familiari attraverso questo riconoscimento. Massimo Melis ha sempre dimostrato disponibilità per le esigenze dei pazienti, dei colleghi e dei volontari, offrendo un grande esempio di professionalità, gentilezza e attenzione che rimarrà sempre nel cuore di chi lo ha conosciuto.

La Medaglia “Stroppiana” con la quale la Croce Verde Torino intende attestare pubblicamente la propria riconoscenza nei confronti di chi ne ha supportato l’attività con contributi economici o materiali, particolarmente preziosi nei tempi difficili che stiamo tutti vivendo è andata all’azienda Lavazza SpA e alla socia Croce Verde Torino, Ivana Pellissetti.

Croce Verde Torino in collaborazione con Cus Torino (Centro Universitario Sportivo Torino), organizzatore di Just The Woman I Am, ha omaggiato i propri soci con un termos celebrativo che permetterà di finanziare un progetto di ricerca sul cancro dell’Università di Torino.

In occasione del 115° anniversario di fondazione al Teatro Alfieri è stata inoltre presentata la nuova campagna di comunicazione per la ricerca di volontari.

Oggi i volontari soccorritori della Croce Verde Torino sono oltre millequattrocento, organizzati in squadre notturne e diurne che affiancano circa 100 dipendenti, senza dimenticare la Squadra di Montagna, attiva da 95 anni per il soccorso sulle piste da sci e la Scuola guida per conducenti mezzi di soccorso “Luigi Vigna – Ilario Naretto”.

La Croce Verde Torino aderente all’Anpas, Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze grazie ai suoi 1.432 volontari, di cui 590 donne, e 100 dipendenti effettua oltre 78mila servizi annui. Si tratta di trasporti in emergenza urgenza 118, prestazioni convenzionate con le Aziende sanitarie locali, assistenza sanitaria a eventi e manifestazioni sportive con una percorrenza di oltre 1.400.000 chilometri. La Croce Verde Torino conta cinque sedi operative distaccate nei comuni di Alpignano, Borgaro-Caselle, Ciriè, San Mauro Torinese e Venaria Reale, dispone di 55 ambulanze, 5 mezzi attrezzati al trasporto disabili e 20 autoveicoli per servizi socio sanitari e di protezione civile. Dal 1907 insieme ai cittadini nello spirito di “Ci siamo sempre … Incontriamoci mai”.

L’Anpas Comitato Regionale Piemonte rappresenta oggi 82 associazioni di volontariato con 10 sezioni distaccate, 10.425 volontari (di cui 4.062 donne), 5.753 soci, 640 dipendenti, di cui 71 amministrativi che, con 436 autoambulanze, 226 automezzi per il trasporto disabili, 261 automezzi per il trasporto persone e di protezione civile e 2 imbarcazioni, svolgono annualmente 534.170 servizi con una percorrenza complessiva di 17.942.379 chilometri.

“Il 36% degli infermieri desidera lasciare il proprio luogo di lavoro”

L’INDAGINE RIGUARDA ANCHE TORINO E IL PIEMONTE

Sanità, Nursing Up De Palma: e di questi il 33% medita di lasciare addirittura la professione. 

Gli autorevoli dati che emergono dall’indagine condotta dallo studio RN4CAST (Registered Nurse forecasting in Europe) raccontano e soprattutto asseverano in modo schiacciante le nostre denunce sulla preoccupante condizione di disagio degli infermieri italiani, giunta drammaticamente sull’orlo di un baratro».

«Vivono un vero e proprio tormento interiore. Lo stress fisico e psicologico cresce ogni giorno di più, fino a diventare un macigno insostenibile, fino a condurli ad una decisione estrema che anni prima non avrebbero mai immaginato di poter prendere.

Si trovano di fronte ad una valorizzazione economica lontana anni luce, con uno stipendio che li relega addirittura alle soglie della povertà nel nostro paese, con la spada di Damocle dei rincari e dell’inflazione che, negli ultimi mesi, a fronte di retribuzioni ferme al palo da anni, non ha fatto altro che aggravare in modo esponenziale il disagio quotidiano che li affligge.

E poi ci sono le aggressioni subite nelle corsie da parte dei pazienti e dei parenti dei pazienti, che scatenano, su di loro, una rabbia incontrollata, una furia cieca, come in un incubo senza fine, con la totale mancanza di sicurezza nei luoghi dove lavorano, a causa di un sistema che non tutela in alcun modo i suoi professionisti migliori, quelli che i paesi stranieri vicini fanno a gara per assumere.

Cosa sta accadendo? Vi stiamo raccontando di quello “il quadro a tinte fosche” della vita di ogni giorno dei nostri infermieri italiani, prima di tutto uomini e donne, e poi professionisti, coloro che hanno combattuto gli ultimi due anni faccia a faccia con la morte, e che non hanno avuto un minimo di esitazione nello scegliere tra anteporre la salute dei cittadini rispetto alla loro.

Ebbene oggi, molti, moltissimi di loro, stanno decidendo di abbandonare la nostra nobile professione.

Noi lo denunciamo da 2 anni ormai, in tutte le piazze, ed ora lo asseverano gli autorevoli dati che emergono dall’indagine effettuata dallo studio della RN4CAST, (Registered Nurse forecasting in Europe), che tra i tanti Paesi su cui ha lavorato, ha effettuato sondaggi anche in Italia, lasciando emergere numeri e contenuti davvero preoccupanti.

In Italia il 36% degli infermieri dichiara di voler lasciare il luogo di lavoro entro 12 mesi; di questi il 33% dichiara di voler lasciare addirittura la professione, dato che corrisponde a circa l’11% del campione generale. Sono dati che riguardano una tendenza confermata anche da studi successivi effettuati in altri paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti».

Così Antonio De Palma, Presidente Nazionale del Nursing Up.

«Gli infermieri impegnati nei nostri servizi, nei nostri reparti del servizio sanitario nazionale, vessati quotidianamente da una organizzazione che non li valorizza da tempo immemore, che non li considera, che li relega amaramente all’ultimo posto, meditano legittimamente, in un primo momento, di cambiare luogo di lavoro, chiedendo, magari, all’inizio, ad esempio, di lasciare il caos dei pronto soccorsi per trasferirsi in reparti dove sperano che le condizioni di lavoro possano essere meno stressanti e più dignitose per la loro professionalità.

Accade, però, che la maggior parte dei nostri professionisti si rende conto, dopo un po’ di tempo, anche secondo nostre indagini che portiamo avanti da tempo e che corroborano lo studio di cui parliamo, che nonostante i loro spostamenti ben poco è destinato a cambiare. Ed ecco che, quando si conferma il disagio dell’inadeguatezza nel riconoscere le loro qualità di professionisti da parte di un sistema sempre più lontano rispetto alle esigenze legittime degli operatori sanitari di casa nostra, si passa in quell’altra percentuale di chi vuole abbandonare addirittura e per sempre la nostra sanità, decidendo in modo irrevocabile di cambiare vita.

Siamo al 33%, un dato pauroso, preoccupante, che deve far tremare, soprattutto se si pensa che in Italia già mancano 85000 infermieri.

Fattori fondamentali di questa pericolosissima disaffezione che si genera negli infermieri italiani, tanto da condurli a dimissioni irrevocabili e volontarie, sono quelli che denunciamo da anni, ovvero organizzazioni manageriali inesistenti, condizioni economiche e contrattuali in alcun modo dignitose, stress che arriva allo spasimo fino ad arrivare ad esplodere in malattie vere e proprie come la sindrome di bourn-out.

Eccoli, e non sono certo solo questi, i fattori dell’abbandono della professione infermieristica, oltre a stipendi che non sono più in grado, per molte famiglie di operatori sanitari, di reggere l’impatto con i nuovi contraccolpi della crisi.

Arriviamo fino alla nostra recentissima denuncia sugli straordinari non pagati e sulle decine di giorni di ferie messe nel dimenticatoio e negate da mesi, con le nostre battaglie che porteranno gli infermieri, inevitabilmente, dagli ospedali alle aule dei tribunali.

Chiediamoci allora, come faceva il celebre professore Bellavista, personaggio partorito dalla mente dell’indimenticato genio di Luciano De Crescenzo, se davvero vale la pena vivere in questo modo. La risposta è amaramente scontata!», chiosa De Palma.

Il dolore degli amici al funerale del motociclista

Ieri hanno  partecipato decine di motociclisti presso la chiesa della Madonna della Fiducia e di San Damiano a Nichelino, ai funerali di Sebastiano Rosa, il meccanico 54enne morto domenica scorsa a Carmagnola in un incidente stradale. Nello Diabolik, così era chiamato dagli amici, apparteneva al gruppo di centauri Tre Merli Sotto Shock. I partecipanti hanno legato alle moto  un nastro rosso per chiedere maggior sicurezza e porre fine alle morti sulle strade.

Juve vacanziera! Fiorentina-Juventus 2-0

38esima ed ultima giornata di campionato serie A

Duncan

N.Gonzalez (r)

La Juventus chiude malissimo il campionato: tanti assenti e nessun obiettivo da raggiungere contro una Fiorentina affamata ed alla ricerca di un posto in Europa che manca da cinque anni. Finisce 2-0 per la viola, con il gol di Duncan e il rigore di Gonzalez, per un settimo posto che significa Conference League. La Juventus, già in vacanza, incassa l’ottava sconfitta stagionale e saluta molti protagonisti: da Chiellini, rimasto in campo per 45′, a Bernardeschi, fino a Dybala che lascia la Juve con indossata la fascia da capitano. Ora i pensieri si concentrano sul mercato, con Pogba e Di Maria primi obiettivi da portare a casa,assieme ad Acerbi e Perisic.Giocatori esperti per una Juve già pronta per tornare a vincere secondo i dettami del tecnico bianconero Max Allegri.

Enzo Grassano

Si sente male in casa, muore a 44 anni

E’ morto il 44enne Alessandro Di Stefano, dipendente della Westport Fuel Systems Italia di Cherasco. Attore non professionista, appassionato di montagna, molto conosciuto nel Cuneese, è stato colto da malore ieri nella propria abitazione a Cuneo in via Valle Bronda. Lascia la moglie Daniela, i figli Jacopo, Gioele e Arianna Catlina, i genitori, i fratelli e i nipoti.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Passione bambole

L’Associazione No Profit Malaika Angels Onlus propone una mostra di bambole antiche dal 26 al 29 maggio presso i saloni della Prefettura di Torino

 

Dal 26 al 29 maggio, l’Associazione Malaika Angels Onlus organizza “Passione bambole”, una mostra ad ingresso gratuito di bambole antiche (biscuit, francesi e tedesche e italiane pannolenci – Lenci), presso i prestigiosi saloni della Prefettura di Torino.

Le bambole sono rappresentative del periodo storico che va dal 1890 al 1930. Sono state costruite dai più famosi artisti dell’epoca: Jumeau, Schmitt et fills Sfbj, Unis, PetitCollin, Simon&Halbig, Kammer&Reinhardt, Si, Schoenau Hoffmeister,  Steiner, Lenci, Bodoni, Furga.

L’Associazione Malaika Angels è una ONLUS nata a Torino, il 19 novembre 2013, con lo scopo essenziale di combattere la povertà, in Italia e nei paesi più poveri del mondo, garantendo sostegno sanitario, nutrizionale e scolastico.

“Con questa Mostra, il nostro intento è diretto non solo alla raccolta fondi per la realizzazione di futuri progetti, costruzione scuola e costruzione di un centro farmaceutico – alimentare, ma anche a far conoscere ai bambini, il fantastico mondo dei giochi infantili, appartenente ad un’epoca ricca di arte e romanticismo”, afferma il Presidente, Caterina

McDonald’s cerca 15 persone per il suo ristorante di Pavone Canavese

C’è tempo fino al 17 giugno per partecipare alle selezioni online per entrare a far parte del team McDonald’s

 

McDonald’s cerca 15 nuovi candidati per rafforzare lo staff del suo ristorante di Pavone Canavese; c’è tempo fino al 17 giugno per presentare la propria candidatura.

Voglia di mettersi in gioco, capacità di lavorare in squadra e a contatto con i clienti, rappresentano alcune delle principali caratteristiche che l’azienda ricerca nelle persone che lavorano nei suoi ristoranti. McDonald’s offre un’opportunità di lavoro concreta, grazie a contratti stabili (che rappresentano il 92% del totale) e possibilità di crescita professionale rapida. Entrare in McDonald’s significa lavorare in un contesto dalla forte identità di gruppo, giovane, inclusivo e meritocratico, capace di garantire a tutti i dipendenti le medesime opportunità.

È possibile inviare la propria candidatura direttamente sul sito (McDonald’s.it), attraverso la compilazione di un questionario circa diverse tematiche, tra cui la disponibilità oraria e il tipo di mansioni a cui si è interessati e il caricamento del CV. I candidati ritenuti idonei verranno contattati da McDonald’s e invitati a un colloquio individuale, che sarà anche l’occasione per ottenere tutte le informazioni sull’azienda e sul lavoro in McDonald’s.

Salone del Libro: un successo il Rights Centre 2022 

450 partecipanti, 21 paesi, 50 case di produzione cinematografiche

 

Annunciato anche l’Aficionado Award

Nuovo premio rivolto alle iniziative editoriali, nato dalla collaborazione tra il Salone del Libro, la Fiera del Libro di Francoforte e l’Helsinki Group

 

 

Al Salone Internazionale del Libro di Torino è tornato il Rights Centre, da mercoledì 18 maggio a venerdì 20 maggio negli spazi del Centro Congressi Lingotto. L’area ha ospitato oltre 450 partecipanti provenienti da 21 paesi, di cui 50 rappresentanti di case di produzione cinematografica. Il Rights Centre è uno spazio e un momento di confronto professionale per favorire il mercato, ma per la XXXIV edizione è diventato anche un’occasione di festa, grazie a cui l’intera industria ha potuto incontrarsi dopo una lunga pausa.

L’edizione 2022 del Rights Centre ha registrato più di 5200 richieste di appuntamento soltanto nella fase preliminare dei lavori. Sono stati 150 i tavoli allestiti e utilizzati da agenzie letterarie, case di produzione cinematografiche e case editrici. Questi i 21 Paesi da cui sono arrivati i partecipanti: Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Stati Uniti d’America, Paesi Bassi, Albania, Polonia, Turchia, Slovenia, Egitto, Croazia, Canada, Taiwan, Serbia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Cina e Austria.

L’area ha ospitato diversi spazi professionali, ognuno dedicato a un diverso ambito dei mestieri editoriali. Book to Book è lo spazio per il mercato dei diritti editoriali, la cui fellowship è confermata anche per il 2022 grazie al supporto di ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane e alla sua rete di uffici all’estero, dedicata ad agenti, editor, editori, responsabili dei diritti e scout. Book to Screen, poi, è la sezione specializzata nei diritti editoriali per lo sviluppo cinematografico e televisivo. Entrambe le aree sono state ampliate per questa edizione.

Novità del 2022 è Book to Audio, spazio di approfondimento dedicato al mondo dei podcast e degli audiolibri, per la prima volta inserito nel Rights Centre.

 

Sono stati molti i momenti di riflessione collettiva, alcuni dei quali organizzati attorno a panel. Nella sezione Book to Book, il panel Publishing Today. Public and private initiatives to support the trade and the people within the industry ha visto partecipare rappresentanti di spicco delle più importanti istituzioni e agenzie internazionali, tra cui il Director of Strategic Project Development, Cooperations & Programme della Fiera del Libro di Francoforte. Tra gli incontri del Book to Audio, il dialogo tra Broccoli Productions, Chora Media e il podcast letterario Backlisted. Anche la sezione Book to Screen ha ospitato un confronto sui temi dell’adattamento cinematografico dei libri, a cui hanno partecipato, tra i vari, il Creative Executive di Apple Tv+, l’agente letteraria di ICM Partners e il produttore di Movimenti Production Ita.

 

Tra le iniziative nate nel quadro di questa ricca edizione del Rights Centre un nuovo e importante premio, che prenderà il nome di Aficionado Award. Nato dalla collaborazione tra il Salone, la Fiera del Libro di Francoforte e l’Helsinki Group, l’Aficionado Award è il primo premio internazionale dedicato alle iniziative e collaborazioni editoriali originali capaci di ispirare nuove prospettive. L’Aficionado Award nasce da un confronto di lunga data sulla natura e sulle esigenze del mondo editoriale e ha l’obiettivo di offrire un riconoscimento e un tributo alle persone, aziende e iniziative capaci di promuovere collaborazioni originali e di migliorare la qualità dello scenario editoriale internazionale.

 

Al link di seguito il presskit digitale con il comunicato e alcune immagini.

Grazie dell’attenzione.

22 maggio: la liberazione di Torino da parte degli austro russi nel 1799

Riceviamo e pubblichiamo. Inviate commenti e opinioni a redazioneweb@iltorinese.it


Una pagina memorabile ma proscritta della storia della città.

 

Il 22 maggio è una data che non dice nulla alla stragrande maggioranza dei torinesi. Eppure, 223 anni orsono, la nostra città visse una pagina memorabile della propria storia che vogliamo qui ricostruire. Piemonte, ultimi anni del 1700. Lo Stato sabaudo è stato travolto dal dilagare della rivoluzione francese. Sorretto dalle baionette delle armate repubblicane, a Torino s’installa un governo giacobino. Il nuovo regime raccoglie consensi fra le sole élite cittadine mentre è profondamente inviso alla massa della popolazione che lo identifica con l’occupazione e le ruberie dell’esercito francese.

Approfittando dell’assenza di Napoleone in Egitto, nella primavera del 1799 Austria e Russia formano una coalizione anti-francese per cacciare i giacobini dal norddell’Italia. Il comando delle truppe alleate è offerto al Feldmaresciallo Aleksandr Vasil’evič Suvorov (1729–1800).

A settant’anni Suvorov è riconosciuto quale uno dei più grandi geni della storia militare. Egli conduce la campagna secondo una propria linea che lo mette in contrasto con gli alleati austriaci, desiderosi di sfruttare gli eventi

Per estendere i domini dell’Impero nell’area padana. Suvorov invece fa appello ai sentimenti legittimisti e religiosi della popolazione per suscitare sollevazionipatriottiche. Mettendo in rotta, uno dopo l’altro i generali francesi che confluiscono per sbarrargli la strada, dopo Verona e Milano Suvorov giunge a fine maggio a Torinodove ordina immediatamente di issare la bandiera del Regno di Sardegna. La città accoglie il vecchio generale quale liberatore dal regime giacobino e dalle sue vessazioni e gli reputa accoglienza ed onori degni di un imperatore. Portato in trionfo dalla popolazione,

Suvorov viene celebrato in Duomo dal vescovo Buronzo che lo chiama “novello Ciro”. La municipalità gli dedica un inno e pubblica la sua biografia in italiano.

Si trattò di un’esperienza effimera ma intensa e significativa. Prima della fine dell’anno, lo Zar Paolo I richiamò le sue truppe. Il Piemonte fu lasciato

all’ingombrante tutela austriaca e venne presto riconquistato da Napoleone. Tuttavia, contro il volere austriaco, la presenza russa cercò di favorire l’indipendenza del Piemonte, richiamando il Re Carlo Emanuele IV dall’esilio imposto e ricostituendo l’esercito nazionale. Per questi servigi, il Re conferì a Suvorov il titolo di Principe di Casa Savoia.

E sorprendente che nell’odierna Torino non sia presente alcun segno visibile a commemorazione di una pagina di storia cittadina di una tale intensità.

Conto tenuto dell’accoglienza e dell’ammirazione che i torinesi gli dedicarono, una figura storica quale quella di Suvorov meriterebbe una via od un monumento a memoria di quei giorni. Al contrario, quanto descritto viene mantenuto nell’oblio

 

L’auspicio è che nel futuro questo episodio trovi la collocazione che merita, anche perché ciò

contribuirebbe a porre le relazioni fra Italia e Russia in una più ampia prospettiva storica e a superare l’odierno clima da “nuova guerra fredda” causato dall’attuale crisi in Ucraina.

 

Fabrizio Vielmini

 

Il premio Grecia all’ippodromo di Vinovo

La settimana del compleanno di Varenne, che giovedì ha tagliato il traguardo dei suoi primi 27 anni e a Vinovo sarà sempre di casa, si conclude sulla pista torinese con una bella riunione fatta di otto corse e tanto eventi di contorno.

Domenica 22 maggio al centro del programma il Premio Grecia riservato ai 4 anni. Un doppio km con i cavalli al via su due nastri. In prima fila soprattutto Can Plus Mede Sm, allievo di Fausto Barelli, affidato nell’occasione a Simone Mollo. Favori del pronostico, nonostante il primo numero della seconda fila, per Cupido Cup con Santo Mollo, reduce da un bel successo la scorsa settimana con suo fratello Fabio. Accanto a lui il maggiore avversario Coeur Joyeuse in coppia con Andrea Guzzinati. Ma anche Capitan Harlock insieme ad Andrea Farolfi e Chris Evert Treb affidato a Francesco Di Stefano meritano attenzione. In mezzo al resto del programma spazio anche per i Gentlemen nel Premio Corinto per cavalli anziani sul doppio km: Michele Bechis con il suo Zar Dei Baba è il faro della corsa.

A far compagnia ai bambini ci saranno i Pony della Horse House con la supervisione di Elisa Mosca per il battesimo della sella gratuito, ma anche i gonfiabili. Con un piccolo contributo i più giovani potranno divertirsi per tutto il pomeriggio. Aperta al solito sulla terrazza panoramica l’Hippo-Trattoria. Via delle corse alle 14.50 e come sempre l’ingresso sarà gratuito.