Oggi, nel pomeriggio , si è verificato un incidente stradale mortale sulla tangenziale nord di Torino. Si sono scontrati un’automobile e uno scooter, vicino allo svincolo autostradale per Borgaro Torinese. Sul posto le ambulanze del 118 Azienda Zero, ma il personale medico non è riuscito a salvare l’uomo alla guida della moto, che è deceduto sul colpo. Agli agenti della Polizia Stradale di Torino – Settimo il compito di determinare la dinamica dello scontro.
La parte immediatamente finanziabile sarà destinata soprattutto al funzionamento delle Unioni montane e al personale impegnato nelle funzioni delegate dalla Regione. In particolare, 2,8 milioni di euro andranno a coprire una parte delle spese per il personale dipendente, mentre 2,3 milioni di euro saranno destinati alle spese di funzionamento degli enti montani. Sono previsti inoltre 50 mila euro per le attività concordate con il Club Alpino Italiano, riguardanti il rilievo, l’accatastamento e la manutenzione della rete escursionistica e delle strutture alpine, e 15 mila euro per il sostegno al tradizionale Concerto di Ferragosto, evento considerato strategico per la promozione della montagna piemontese.
Le ulteriori risorse, come spiegato, una volta disponibili, saranno utilizzate secondo un ordine di priorità: prima il completamento del finanziamento delle spese di funzionamento delle Unioni montane, poi il sostegno ai progetti presentati dagli stessi enti nell’ambito del Programma annuale della montagna e infine gli interventi destinati allo sviluppo, alla promozione e alla valorizzazione dei territori montani.
Il riparto tiene conto di diversi elementi: la popolazione residente, la superficie dei territori interessati, le fasce altimetriche e anche l’Indice composito di fragilità comunale elaborato dall’Istat, uno strumento che misura la situazione di debolezza dei comuni sotto il profilo territoriale, ambientale e socio-economico. Tra i criteri adottati figurano quindi anche quelli legati alle maggiori difficoltà che caratterizzano alcune aree interne e marginali.
Il provvedimento, come sottolineato da Gallo, rappresenta uno degli strumenti principali attraverso cui il Piemonte sostiene la vita amministrativa dei territori montani e promuove iniziative legate alla tutela dell’ambiente, al turismo, alla cultura e allo sviluppo economico delle vallate alpine.
Per delucidazioni sono intervenuti Monica Canalis (Pd), Marco Protopapa (Lega), Alice Ravinale (Avs) e Giulia Marro (Avs).
Ufficio stampa CRP
Le fotografie inedite, in bianco e nero, tratte dall’“Archivio” di uno fra i massimi fotografi e fotoreporter italiani del Novecento
Fino a domenica 18 ottobre
Bard (Aosta)
In parete ci sono gli scatti dei grandi fotoreportage realizzati cavalcando “campi di lavoro” (spesso teatro di gravi crisi sociali e politiche mai prive di reali contingenti e ben calcolati pericoli) che dall’Europa lo spinsero all’etica documentazione dei “fatti” storicamente fondamentali e “rivoluzionari” dell’Africa “post-coloniale”, non meno che dell’America Latina, di Medio Oriente e Asia: dal racconto, per immagini e parole, del “regime dittatoriale” (1965 – 1997) di Mobutu (Sese Seko) nella “Repubblica Democratica del Congo” alla Libia della “Jamahiriya” di Mu’ammar Gheddafi e alla Persia – Iran dell’ultimo “Scià degli Scià” Mohammad Reza Pahlavi ritratto al fianco della moglie, l’imperatrice Farah Diba, e del figlio primogenito Reza Pahlavi, da decenni in esilio negli States. E ancora, dalla Grecia dei Colonnelli e dalla Spagna Franchista al “Muro” di Berlino e alla Russia post-sovietica. Senza mai cedere ad effetti di voluto sensazionalismo, ecco la “grande” Storia. Ma anche quella di quotidiane (ma quanto importanti!) “minuzie” e immense “verità”: dal sorriso delicato e lieve del “sarto” di quella Baghdad il cui nome (ironia della sorte) storicamente significa “donato da Dio” e che invece è da anni e anni crogiolo di conflitti, atti terroristici, criminalità e tensioni geopolitiche tali da renderla oggi una delle terre più insicure al mondo fino alla “nostrana” piccola Scuola di quel “Piccolo mondo antico” raccontato nella “Scolarizzazione con la Tv” in quel di Reggio Emilia , negli Anni ’50 e ’60, allorché contro la piaga, assai diffusa nelle zone rurali, dell’analfabetismo, insieme alla “Televisione di Stato” (“Programma Ministeriale Telescuola”), un ruolo politico e sociale fondamentale svolse anche il cosiddetto “Reggio Emilia Approach” o progetto dei “cento linguaggi” (celebre ancor oggi in tutto il mondo) sotto la guida del pedagogista Loris Malaguzzi.
E’ davvero l’“Archivio di un partigiano dell’umano” – titolo della mostra a cura di Claudio Composti – il progetto fotografico dedicato a Mario Dondero (Milano 1928 – Petritoli di Fermo, 2015) in programma, fino a domenica 18 ottobre, nelle “Sale delle Cantine” del valdostano “Forte di Bard”. L’esposizione rivela, per la prima volta, un “corpus” di fotografie inedite tratte dall’“Archivio” (conservato, in larga parte dalla “Fototeca Provinciale” di Fermo ad Altidona e riordinato, con intensa passione, anche dall’ultima compagna di vita del fotografo, Laura Strappa) di uno dei maggiori fotoreporter e “testimoni civili” del nostro tempo. Tutte rigorosamente in bianco e nero.

“Il colore – scriveva Dondero – distrae. Fotografare una guerra a colori mi pare immorale”. E ci pare proprio avesse ragione. Lui che non solo è stato un eccezionale fotoreporter, ma anche un “cronista militante” della stampa politica italiana del dopoguerra (da “Lavoro Nuovo” all’“Avanti!” dall’“Unità” a “Le Ore”) e, soprattutto, un “testimone” attento e coraggioso che ha ben saputo scegliere, in ogni istante della sua vita, da che parte stare. Fin dagli anni giovanili, che lo videro fervente partigiano sulle alture della Val d’Ossola. Partigiano di fatto e, in arte, “Partigiano dell’Umano”. Raccontava: “Mi interesso a tutto quello che interviene nella nostra vita”. E scrive, in tal senso, il curatore Composti: “Un operaio sudamericano o un rifugiato asiatico avevano per lui lo stesso peso di Sartre, Beckett, Giacometti o Pasolini, intellettuali e artisti amici che ritrasse con la stessa misura: nessuno mai in posa, il potere sempre disarmato, l’eroismo mai esibito”.

Molte delle stampe vintage selezionate per questa mostra (e distribuite in tre macro-sezioni tematiche, da “Memorie del presente” a “Verso il mondo” passando per “Sguardi politici”) recano sul retro, annotazioni a penna o a matita, riflettendo per Dondero l’inseparabilità tra scrittura e immagine, due forme complementari – e “mai neutrali” – di testimonianza. Proprio come i suoi oltre duecento quaderni di appunti, pieni di frasi interrotte, osservazioni sul presente, brevi racconti di ciò che leggeva o di cui era testimone. “I fotografi – annotava in uno di essi – di solito non scrivono e neppure parlano. Sono come i pesci, muti anch’essi nel vasto mare silente”. Lui era la “bella” eccezione. “Mi auguro – sempre parole di Dondero – che le mie fotografie, mosse dalla simpatia, colgano nel segno lo spirito dei luoghi e l’umanità intensa delle persone”. Frase totalmente emblematica rispetto alla sua “poetica”. “In un tempo che tende a trasformare tutto in icona e consumo visivo – scrive ancora Composti – i suoi inediti riaffermano la fotografia non come semplice memoria visiva, ma come esercizio critico. L’archivio politico di un ‘partigiano dell’umano’ che continua a parlare di uomini agli uomini”.
Gianni Milani
“Mario Dondero. Inediti – L’archivio di un partigiano dell’umano”
“Forte di Bard”, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it . Fino al 18 ottobre. Orari: da mart. a ven. 10/18, sab. dom. e festivi 10/19
Nelle foto da “Archivio Mario Dondero”: “Mobutu”, “Scià di Persia con Farah Diba e figlio”, “Reggio Emilia Scolarizzazione con la Tv”, “Il sarto di Baghdad”, “Gheddafi”
POTENZIATI I COLLEGAMENTI VERSO LA COLLINA
Corse aggiuntive di bus e apertura straordinaria della tranvia Sassi-Superga per facilitare l’accesso ai migliori punti di osservazione
Il 12 agosto Torino sarà teatro di un’eclissi parziale di Sole di rara intensità, che prenderà avvio a ridosso delle 19:30, per poi toccare il suo apice — con il disco solare oscurato al 93% — intorno alle 20:21. Un evento di questa portata non si verificava da tempo, e non tornerà a ripetersi presto con la stessa intensità: la prossima occasione utile, nel 2027, arriverà infatti a coprire solo circa metà del Sole. Un’occasione da non perdere, difficile da ripetersi nei prossimi anni.
Chi ricorda l’ultima grande eclissi vista in città, quella dell’11 agosto 1999, troverà però questa volta una condizione diversa. Allora il fenomeno si era verificato in piena mattinata, con il Sole alto sull’orizzonte e visibile praticamente da ogni angolo della città. Questa volta, invece, l’eclissi coinciderà quasi con il tramonto, con il Sole basso e orientato verso ovest: per assistervi sarà quindi necessario trovarsi in un punto con visuale libera in quella direzione, condizione che i luoghi più panoramici della città — in particolare la collina torinese e la zona di Superga — permettono di soddisfare senza difficoltà.
Per permettere a cittadini e visitatori di raggiungere questi luoghi in modo semplice e sostenibile, Città di Torino e GTT hanno predisposto un rafforzamento dei collegamenti con la collina, che si affianca al progetto dei Corridoi Verdi avviato per incentivare la mobilità sostenibile verso le aree collinari.
Il servizio della linea 79B metterà a disposizione più corse lungo la serata, con partenze da Sassi alle ore 18:00, 19:00 (entrambe con prolungamento a Baldissero Torinese), 19:13, 19:47, 20:00, 20:52, 21:00 e 21:33. Da Superga si potrà ripartire alle ore 18:38, 19:30, 19:38, 20:30, 20:40, 21:09, 21:30 e 22:00; per le partenze delle 18:38 e 19:38 la fermata da utilizzare sarà il Bivio Tabaccaio. In base all’afflusso di pubblico, anche il percorso delle altre corse potrà essere rimodulato con capolinea al Bivio Tabaccaio, la gestione dell’esercizio sarà coordinata sul posto da personale dedicato. La fermata di riferimento è “Geisser”: la n. 2690 in direzione Superga e la n. 3323 in direzione Sassi.
Sarà attiva con apertura straordinaria anche la storica tranvia a cremagliera Sassi-Superga, che offrirà corse ogni ora — da Sassi dalle 10:00 alle 21:00 e da Superga dalle 10:30 alle 21:30 — permettendo di salire in collina in comodità e senza auto. La stazione Sassi della tranvia si raggiunge facilmente con il tram 15 e i bus 61 e 68. Le fermate sono in corso Casale 327 (fermata n. 590 – “Sassi Superga”) e in corso Casale 332/B (fermata n. 589 – “Sassi Superga”).
L’obiettivo è consentire al maggior numero possibile di persone di vivere questo appuntamento eccezionale, riducendo al tempo stesso l’impatto del traffico sulla collina. Per questo la Polizia Locale monitorerà l’andamento della viabilità nelle aree di Superga e Cavoretto e, se necessario, adotterà misure temporanee per garantire sicurezza e fluidità della circolazione.
Per una sera Superga e la collina diventeranno il punto di osservazione privilegiato dell’eclissi: un’occasione per riscoprire Torino da una prospettiva diversa e assistere a uno spettacolo che difficilmente si ripeterà con queste caratteristiche nei prossimi anni.
Il movente dell’assassinio di Daniela Florea sarebbe il rifiuto da parte dell’uomo della fine della relazione. L’uomo, un romeno di 45 anni, sospettato fortemente del delitto, era già indagato e continuava a controllarla.
La Polizia di Stato ha eseguito nella mattinata di ieri , 5 agosto 2026, un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino romeno, classe 1981, gravemente indiziato di maltrattamenti in famiglia aggravati, femminicidio e occultamento di cadavere. Il provvedimento, emesso dalla Procura della Repubblica di Torino, arriva al termine di un’intensa attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vittima, una donna nata nel 1990, sarebbe stata uccisa nella notte tra il 9 e il 10 luglio all’interno dell’appartamento di via Paisiello 17, nel quartiere Barriera di Milano, dove si era trasferita insieme al figlio minorenne dopo la fine della relazione con l’ex compagno.
Il corpo della donna era stato scoperto la sera del 20 luglio, nascosto all’interno del contenitore del letto matrimoniale e avvolto in un lenzuolo. A far scattare l’allarme era stato un amico della vittima che, non riuscendo più a contattarla da circa dieci giorni, si era recato nell’abitazione utilizzando un mazzo di chiavi consegnatogli dal proprietario dell’immobile. Una volta entrato, il forte odore proveniente dall’appartamento lo aveva spinto a uscire immediatamente e ad allertare la Polizia, che aveva poi rinvenuto il cadavere.
L’autopsia ha accertato che la morte è stata causata da un grave politraumatismo cranico associato a una violenta compressione di bocca e collo, compatibile con un’asfissia meccanica. Gli accertamenti medico-legali hanno inoltre collocato il decesso indicativamente a una decina di giorni prima del ritrovamento.
La sera stessa del rinvenimento del corpo, gli investigatori avevano rintracciato l’ex compagno della donna nella sua abitazione, sempre nel quartiere Barriera di Milano, in compagnia del figlio minorenne della vittima. Pur respingendo ogni addebito, l’uomo avrebbe fornito versioni ritenute contraddittorie sugli ultimi contatti avuti con la donna, circostanza che aveva portato la Procura a iscriverlo nel registro degli indagati per omicidio.
Da quel momento la Squadra Mobile ha avviato una complessa attività investigativa per ricostruire gli ultimi giorni di vita della vittima. Gli accertamenti hanno incluso l’audizione di numerosi testimoni, l’analisi dei tabulati telefonici, l’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona dell’abitazione e ulteriori approfondimenti tecnici.
Il quadro indiziario raccolto ha quindi portato il pubblico ministero titolare dell’inchiesta a disporre il fermo dell’indagato, ritenuto gravemente sospettato dell’omicidio dell’ex compagna.
Secondo l’ipotesi investigativa, il movente sarebbe riconducibile alla mancata accettazione, da parte dell’uomo, della fine della relazione sentimentale. La decisione della donna di interrompere il rapporto risalirebbe a diversi mesi prima e, stando alle testimonianze raccolte, l’indagato avrebbe continuato a esercitare un costante controllo nei suoi confronti.
Il fermo è stato eseguito nella mattinata odierna presso l’abitazione dell’uomo a Torino. Le indagini proseguono sotto il coordinamento della Procura della Repubblica
L’abbazia di Santa Fede
A cura di Piemonteitalia.eu
Posta nel cuore del Monferrato, a poco più di un chilometro dall’abitato di Cavagnolo, in un luogo che invita al raccoglimento e alla spiritualità, l’abbazia di Santa Fede un tempo faceva parte di un vasto sistema di accoglienza ai pellegrini e ai viandanti, tra cui molti provenienti dalle Alpi Occidentali…
Leggi l’articolo:
https://www.piemonteitalia.eu/it/cultura/abbazie-e-chiese/abbazia-di-santa-fede
De Marchi tra i 50 di Radio Cortina
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Sformatini di peperoni ricetta light
Contorno insolito o antipasto sfizioso, si preparano in poco tempo in tutta facilita’. Sono deliziosi, delicati, privi di grassi, cremosi e scenografici.
Ingredienti
2 peperoni gialli di Carmagnola
2 uova intere
200gr. di ricotta
Sale, pepe, prezzemolo
4 noci
Olio evo, una noce di burro
Lavare i peperoni, punzecchiarli con i rebbi di una forchetta e grigliarli su una piastra di ghisa calda. Lasciar raffreddare e pelare.
Nel mixer frullare le falde di peperone, la ricotta, le uova, il sale ed il pepe.
Imburrare 6 stampini in acciaio, versare la crema e cuocere a bagnomaria a fuoco bassissimo per circa 30 minuti.
Preparare la salsina mescolando il prezzemolo tritato con una noce tritata, sale e olio evo.
Togliere gli sformatini dagli stampi con l’aiuto della lama di un coltello, impiattare guarnendo con l’emulsione di olio ed un gheriglio di noce. Servire tiepido.
Paperita Patty