Otto giornate intense e appassionanti, 759 atleti, 68 delegazioni sportive, circa 10.000 presenze complessive sugli spalti, due medaglie conquistate dalla Nazionale italiana e innumerevoli attestazioni di stima da parte delle Federazioni internazionali. L’edizione 2026 dei Campionati Mondiali Giovanili di arrampicata sportiva, ospitata ad Arco e organizzata dalla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana in collaborazione con World Climbing, si è conclusa con un bilancio estremamente positivo sotto il profilo sportivo, organizzativo, istituzionale e territoriale. Il Centro Tecnico Federale FASI e il suo Climbing Stadium, inseriti nella straordinaria cornice paesaggistica del Garda Trentino, hanno accolto nel migliore dei modi atleti, tecnici e accompagnatori provenienti da ogni parte del mondo, confermando ancora una volta Arco come una delle capitali internazionali dell’arrampicata sportiva. Dalla cerimonia inaugurale del 17 luglio alla grande festa conclusiva del 25 luglio, lo staff federale ha curato ogni aspetto della manifestazione: dall’accoglienza delle delegazioni alla gestione delle gare, dalla sicurezza all’ospitalità per il pubblico, fino alla creazione di occasioni di incontro e condivisione capaci di trasformare lo sport in uno straordinario strumento di unione. DUE MEDAGLIE E NUMEROSI PIAZZAMENTI DI PRESTIGIO PER L’ITALIADal punto di vista agonistico, la squadra azzurra ha concluso il Mondiale con due medaglie nella categoria Under 19: l’argento di Andrea Ludovico Chelleris nella Lead e il bronzo di Matteo Reusa nel Boulder. Nella finale Lead U19, disputata su una via estremamente impegnativa e priva di reali possibilità di recupero, Chelleris ha offerto una prova di altissimo livello. Il Campione Italiano Giovanile e argento nella classifica generale di Coppa Italia Senior ha scalato con fluidità, precisione e grande controllo, facendo sognare il pubblico di casa e conquistando il titolo di Vice Campione del Mondo Giovanile. Il suo risultato ha portato sulla scena internazionale il talento, la completezza tecnica e la solidità mentale di uno dei giovani più promettenti del movimento italiano. La seconda medaglia è arrivata nell’ultima giornata di gare grazie a Matteo Reusa. Il Campione Italiano Boulder Senior e Giovanile ha affrontato con forza, tecnica e determinazione i quattro blocchi della finale Under 19, conquistando uno splendido bronzo mondiale tra le ovazioni del pubblico del Climbing Stadium. Una medaglia arrivata nell’ultimo atto della manifestazione e capace di regalare alla squadra italiana e ai tifosi un’ultima, straordinaria emozione. Accanto ai due podi, la Nazionale ha ottenuto numerosi piazzamenti che testimoniano la competitività del gruppo in tutte e tre le specialità. Jacopo Titi ha sfiorato il podio nella Speed U17, chiudendo al quarto posto dopo aver stabilito il proprio primato personale in qualificazione. Quarta posizione mondiale anche per la quattordicenne Chiara Franceschi nel Boulder U17, alla sua prima stagione internazionale con la maglia azzurra. Nella Speed U19, Francesco Ponzinibio ha terminato al quinto posto dopo aver realizzato il miglior tempo delle qualifiche. Leonardo Donola ha raggiunto la finale Boulder U17, chiudendo ottavo, mentre Sara Strocchi si è classificata nona nella Speed U19. A un passo dalla finale sono rimasti anche Sofia Brenna, nona nella Lead U19, e Giovanni Bagnoli, nono nel Boulder U19. Numerosi altri atleti italiani hanno concluso il proprio Mondiale nella top 15: Margherita Pernigotti nella Lead U19; Pietro Franzoni, Emiliano Zingrini e Carolina Gradaschi nel Boulder U17; Eva Mengoli nella Speed U19. Nel complesso, i risultati ottenuti hanno confermato la crescita e la profondità della squadra azzurra, capace di esprimere atleti competitivi nella Lead, nella Speed e nel Boulder, sia nella categoria Under 17 sia nella Under 19. IL GRANDE LIVELLO DELLE NAZIONALI ASIATICHELe competizioni hanno mostrato ancora una volta l’altissimo livello raggiunto dalle nazionali asiatiche, con Corea, Giappone e Cina protagoniste in tutte le specialità. Tra i risultati più significativi, il giapponese Kazuki Nakata ha conquistato due titoli mondiali, imponendosi sia nella Lead sia nel Boulder U17. Il coreano Chanjin Jung ha ottenuto l’oro nella Lead U19 e l’argento nel Boulder U19. Il connazionale Hayool Lee ha vinto il bronzo nel Boulder U17 e l’argento nella Lead U17. Due medaglie anche per la cinese Meini Li, bronzo nella Lead e nel Boulder U17, mentre il giapponese Taketo Saiki ha conquistato l’argento nel Boulder e il bronzo nella Lead U17. Nel Team Ranking Lead si è imposta la squadra giapponese, davanti a Corea e Cina, con l’Italia al settimo posto. La classifica generale del Boulder ha premiato la Corea, seguita dal Giappone e da una splendida Italia in terza posizione. Nella Speed ha dominato la Cina, davanti agli Stati Uniti e al Giappone. L’Italia ha concluso al quarto posto, un risultato di grande rilievo all’interno di una competizione che ha coinvolto 68 delegazioni. ARCO AL CENTRO DELL’ARRAMPICATA MONDIALEIl successo della manifestazione è stato possibile grazie al fondamentale supporto della Provincia Autonoma di Trento, con il sostegno di Garda Trentino e del Comune di Arco. La cerimonia inaugurale si è svolta alla presenza del Presidente di World Climbing Marco Scolaris, del Presidente FASI Davide Battistella e del Vicesindaco del Comune di Arco Marco Piantoni. Le rappresentative nazionali hanno sfilato accompagnate dalla Lega Sbandieratori, prima di essere accolte da uno spettacolo della Scuola di Danza di Arco: un momento suggestivo che ha dato ufficialmente il via a otto giorni di sport, incontro e condivisione. Altrettanto significativa la cerimonia di chiusura, alla quale hanno assistito circa 1.500 spettatori. Sullo sfondo delle pareti del Climbing Stadium, un affascinante spettacolo di danza aerea ha accompagnato il pubblico verso l’ultima premiazione del Mondiale. La cerimonia conclusiva, resa ancora più emozionante dalla presenza di Matteo Reusa sul podio, si è svolta alla presenza dell’Assessore della Provincia Autonoma di Trento Giulia Zanotelli, della Presidente del CONI di Trento Paola Mora e dei consiglieri comunali Paola Arcese e Carlo Pedergnana. Dopo la proclamazione degli ultimi Campioni Mondiali Giovanili, la piazza del Village, circondata dalle bandiere delle 68 delegazioni, ha ospitato una cena conviviale offerta dalla FASI. Pasta al ragù e arrosticini, serviti dai volontari, hanno riunito simbolicamente tutte le squadre attorno a un’unica grande tavolata, accompagnata dalla musica dal vivo di una band locale. Un ultimo momento di festa e amicizia che ha rappresentato pienamente lo spirito dell’intera manifestazione. ORGANIZZAZIONE, ACCOGLIENZA E LAVORO DI SQUADRAIl valore dell’organizzazione è stato riconosciuto dai numerosi messaggi ricevuti dalle Federazioni internazionali, che hanno ringraziato la FASI per l’ospitalità, la disponibilità, la qualità delle strutture e l’attenzione dimostrata da tutto il personale impegnato. Un contributo determinante è arrivato dai dipendenti federali, dai tecnici, dai tracciatori, dai giudici FASI e internazionali, dagli ufficiali di gara e dai volontari, che per l’intera durata dell’evento hanno lavorato con professionalità, passione e spirito di collaborazione. La Federazione rivolge inoltre un sentito ringraziamento al servizio di security e alle Forze dell’Ordine, in particolare a Carabinieri e Polizia, che hanno garantito la sicurezza e il regolare svolgimento della manifestazione. Le Forze Armate hanno fornito anche il supporto degli assicuratori di gara impegnati durante le diverse fasi della specialità Lead. Fondamentale anche la presenza della Pubblica Assistenza, pronta a intervenire con tempestività nei pochi casi in cui si è reso necessario il suo supporto. DIECIMILA PRESENZE E UN IMPORTANTE INDOTTO PER IL TERRITORIOLe presenze complessive durante gli otto giorni sono state stimate in circa 10.000 unità, con oltre 1.500 spettatori registrati in ciascuna delle serate dedicate alle finali. La permanenza di centinaia di atleti, tecnici, familiari e accompagnatori ha generato un indotto significativo per il territorio, coinvolgendo strutture ricettive, ristoranti, negozi e attività legate al turismo e al tempo libero. L’evento ha così rappresentato non soltanto una straordinaria vetrina sportiva, ma anche un’importante opportunità di promozione internazionale per Arco, il Garda Trentino e l’intero territorio provinciale. |
E’ un grande traguardo, frutto del lavoro che anche se dell’opposizione siamo riusciti a portare avanti in questi due anni di Legislatura.
Lo screening neonatale esteso è realtà anche in Piemonte. Cosa significa esteso? Che sarà allargato a patologie come l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA), per cui una diagnosi precoce può cambiare il decorso della malattia e la vita dei bambini e delle loro famiglie.
Dopo la nostra mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale nel 2024, l’Assessore alla Sanità ha avviato un gruppo di lavoro per estendere lo screening neonatale. E non abbiamo mai smesso di insistere, con interrogazioni e, solo pochi mesi fa, con emendamenti che ne hanno permesso l’inserimento all’interno del Piano Socio-Sanitario (il più importante atto di programmazione della sanità regionale!).
Oggi quel percorso è finalmente diventato realtà. Il numero delle patologie individuabili alla nascita passerà da 49 a 65, e 7 di queste (come la MLD) non sono comprese nei LEA nazionali, il cui aggiornamento è ancora in corso.
Con una semplice goccia di sangue sarà possibile diagnosticare precocemente queste patologie e iniziare subito le cure, offrendo a tanti bambini una prospettiva di vita diversa.
Vittoria Nallo
Consigliera Regionale IV – SUE
IG
https://www.instagram.com/reel/DbqMEN1IU8J/?igsh=bmp1bWhkeXg5Y2Fn
FB
https://www.facebook.com/share/r/1DCvnr5yBD/?mibextid=wwXIfr
Hiroschima e Nagasaki: per non dimenticare
Domani, giovedì 6 agosto 2026, alle h, 21.00 in Piazza Carignano si terrà la commemorazione delle tragedia di Hiroschima e Nagasaki.

Dal 3 agosto 2026 la carta d’identità cartacea non può più essere utilizzata per viaggiare nei Paesi dell’Unione Europea. Per questo motivo è necessario sostituirla con la Carta d’Identità Elettronica (CIE). In alcuni casi particolari, però, il documento cartaceo può ancora essere usato in Italia fino al 31 gennaio 2027, grazie a una proroga prevista dal Governo.
Per evitare lunghe attese, il Comune di Torino aveva inviato ai cittadini una lettera con un appuntamento già fissato presso gli uffici anagrafici. Chi non poteva presentarsi aveva la possibilità di modificarlo o confermarlo online.
Se avete perso quell’appuntamento, nessun problema: potete prenotarne un altro direttamente sul portale del Comune di Torino accedendo con lo SPID. Ogni giorno possono liberarsi nuovi posti a causa delle rinunce, quindi conviene controllare spesso.
Il giorno dell’appuntamento dovrete portare:
- una fototessera recente;
- la vecchia carta d’identità cartacea;
- 22,20 euro, pagabili sia in contanti sia con carta.

Per motivi urgenti è possibile presentarsi senza prenotazione all’anagrafe centrale di Via Ignazio Giulio 22. La motivazione dev’essere documentata e può riguardare: assenza completa di altri documenti validi, motivi di salute, un viaggio imminente, o se siete in procinto di sostenere un esame di Stato o un concorso pubblico.
La procedura dura pochi minuti: si compilano i moduli, vengono rilevate le impronte digitali e si effettua il pagamento.
La nuova Carta d’Identità Elettronica non viene consegnata subito: arriva direttamente a casa nei giorni successivi.
La CIE può essere utilizzata anche per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, proprio come lo SPID. Questo, però, non significa che lo SPID venga abolito: entrambi i sistemi continuano a essere validi.
Se avete avuto difficoltà a prenotare l’appuntamento o avete riscontrato altri problemi, raccontateci la vostra esperienza nei commenti.
Lori Barozzino
Ci ha lasciati Giuliana Gardini, 83 anni, una protagonista autentica del mondo del giornalismo torinese, capace di coniugare un’eleganza mai ostentata al fiuto per le notizie. Torinese, iniziò la propria attività giornalistica collaborando con il Journal de Genève. Nel 1973 entrò a far parte della redazione del neonato mensile Week-End, progetto editoriale promosso da Alberto Bolaffi e Mondadori, e due anni più tardi, nel 1975, si iscrisse all’Ordine dei Giornalisti. Il trasferimento a Milano segnò l’inizio di un’intensa stagione professionale, caratterizzata da numerosi viaggi di studio che le permisero di conoscere da vicino il fenomeno, allora agli albori, delle televisioni private.
Tra le esperienze più significative vi fu un soggiorno in Giamaica, dal quale trasse ispirazione per realizzare, una volta rientrata a Torino, Tele Torino International, emittente che introdusse un nuovo modo di fare informazione locale, con un’impostazione innovativa e in anticipo sui tempi.
Nel 1978 assunse la direzione di GRP, contribuendo alla crescita di una realtà televisiva che rappresentò una vera palestra per numerosi protagonisti dello spettacolo e del giornalismo. Tra coloro che vi mossero i primi passi figurano Piero Chiambretti, Alba Parietti, Felice Andreasi e Giovanni Arpino.
Parallelamente all’attività giornalistica, che la vide collaborare con La Gazzetta del Popolo, Il Giornale di Indro Montanelli e altre testate, sviluppò una lunga carriera nella comunicazione istituzionale. Ricoprì infatti il ruolo di responsabile dell’ufficio stampa dell’ATM, poi GTT, del CTO, del Castello di Rivoli e, dal 2003, della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. Per oltre vent’anni lavorò al fianco di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, contribuendo alla crescita della Fondazione e al suo consolidamento come uno dei principali punti di riferimento italiani e internazionali nel panorama dell’arte contemporanea.
Mara Martellotta
Ecco le foto di un ciclo di Dipinti Murali realizzati da Silvia Marchionne e da Gianluca Cresciani due anni fa, in via Rocciamelone (tratto fra via Rivara e via San Rocchetto) in Borgo Vecchio Campidoglio a Torino. L’opera si chiama “Vedute del/dal Rocciamelone” da un’idea di Gianluca Cresciani, a cura di CASADART&CRESCIANI, realizzato dagli artisti Gianluca Cresciani e Silvia Marchionne con una parte finale di esecuzione laboratoriale. I Dipinti NON fanno parte del circuito del MAU ma di “Well-Come-TO-MyCity” un Progetto partecipato di Rigenerazione Urbana basato sulla Toponomastica e sul Decorum “Site specific” che ha avuto il patrocinio ed il contributo della Circoscrizione 4.


L’assessore Bussalino: “Investimento che rafforzerà sicurezza e presenza dello Stato sui territori”
La Regione Piemonte e il Comando Regionale Piemonte-Valle d’Aosta della Guardia di Finanza hanno sottoscritto un accordo finalizzato a sostenere il miglioramento funzionale delle infrastrutture del Corpo presenti sul territorio piemontese, alla presenza dell’assessore regionale all’Autonomia, Sicurezza e Polizia Locale Enrico Bussalino e del Comandante Regionale Piemonte-Valle d’Aosta della Guardia di Finanza, generale di divisione Giovanni Avitabile.
L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle politiche regionali per la sicurezza integrata e dà attuazione agli indirizzi della Giunta regionale volti a rafforzare l’efficienza delle strutture operative impegnate quotidianamente nella tutela della legalità e della sicurezza dei cittadini.
Per il 2026 la Regione Piemonte ha destinato un contributo di 330 mila euro che sarà impiegato dalla Guardia di Finanza per la progettazione e la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria, adeguamento e miglioramento funzionale delle infrastrutture in uso al Corpo. Gli interventi interesseranno le caserme di Torino, Alessandria, Bardonecchia, Biella, Bra, Cuneo e Novara.
“Con questo accordo – dichiara l’assessore regionale Enrico Bussalino – confermiamo la volontà della Regione Piemonte di sostenere concretamente il lavoro delle Forze dell’ordine, investendo nel miglioramento delle strutture che ogni giorno ospitano donne e uomini impegnati a garantire legalità, sicurezza e tutela dell’economia del nostro territorio. Disporre di infrastrutture moderne, sicure ed efficienti significa mettere il personale nelle migliori condizioni per svolgere il proprio servizio e rafforzare la presenza dello Stato sul territorio. La collaborazione istituzionale tra Regione e Guardia di Finanza rappresenta un modello virtuoso che contribuisce ad accrescere l’efficacia dell’azione pubblica a beneficio delle comunità piemontesi.”
Una notte di arte, creatività e divertimento sotto le stelle
L’estate a Ivrea si illumina con un appuntamento dedicato all’arte, alla condivisione e alla creatività. Sabato 8 agosto 2026, dalle ore 21.00, Daniela Borla Dabò e Luca Stratta invitano tutta la cittadinanza a partecipare a San Lorenzo ArtDabò, un evento gratuito e aperto a tutti che trasformerà via Arduino in un laboratorio artistico a cielo aperto. Protagonista della serata sarà un grande live painting collettivo. Una maxi tela bianca verrà installata direttamente all’esterno dell’Atelier ArtDabò e chiunque potrà contribuire alla sua realizzazione. Non servono competenze artistiche, basterà prendere un pennello, scegliere un colore e lasciare il proprio segno, diventando “artista per una notte”. Ogni partecipante sarà protagonista dell’evento anche sui canali social dell’atelier: fotografie, tag e contenuti dedicati racconteranno i volti e i gesti di chi avrà contribuito alla realizzazione dell’opera. Al termine della serata sarà inoltre realizzato un video ufficiale, che verrà pubblicato sul canale YouTube dell’Atelier ArtDabò. Una volta completata e asciutta, la grande tela collettiva sarà esposta nella vetrina dell’atelier come testimonianza permanente di una serata vissuta insieme, all’insegna della creatività e della partecipazione.
San Lorenzo ArtDabò dedica un momento speciale anche ai bambini con una maxi gara luminosa di nascondino a premi, che si svolgerà nelle vie limitrofe all’atelier. Ogni partecipante riceverà un bastoncino LED luminoso che, al calare della sera, trasformerà i bambini in tante piccole stelle, creando un’atmosfera magica e suggestiva nella notte di San Lorenzo. Non mancheranno premi, divertimento e tante sorprese. Con questa iniziativa l’Atelier ArtDabò rinnova il proprio impegno nel promuovere un’arte aperta, inclusiva e partecipata, capace di uscire dagli spazi espositivi per incontrare direttamente il pubblico e trasformarsi in un’esperienza condivisa.
“L’Originale. L’Arte ad Ivrea” è molto più di uno slogan: è un invito a vivere la creatività come occasione di incontro, gioco e comunità. La tela è bianca. Il prossimo segno potrebbe essere il tuo. L’ingresso e la partecipazione a tutte le attività sono completamente gratuiti. Porta la tua famiglia, gli amici, la tua curiosità e la voglia di metterti in gioco.
L’appuntamento è per sabato 8 agosto 2026, dalle ore 21.00, all’Atelier ArtDabò, in Via Arduino 37 a Ivrea.
Una gestione più efficiente della raccolta differenziata, controlli uniformi sulla qualità dei materiali conferiti e un coordinamento condiviso tra enti pubblici per rafforzare l’economia circolare. Sono gli obiettivi dell’intesa sottoscritta dalla Città metropolitana di Torino insieme all’Autorità Rifiuti Piemonte, ai Consorzi di Area Vasta CCS del Chierese, al Consorzio Intercomunale di Servizi per l’Ambiente (CISA), al COVAR14, che riunisce diciannove Comuni dell’area sud del Torinese, e alle società pubbliche ACSEL e Società Canavesana Servizi.
L’accordo individua nell’IPLA – Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente – il soggetto incaricato di effettuare le analisi merceologiche dei rifiuti raccolti. In qualità di organismo pubblico indipendente, l’Istituto avrà il compito di verificare la composizione dei materiali destinati agli impianti di selezione, assicurando controlli omogenei e imparziali.
L’iniziativa punta a incrementare la qualità della raccolta differenziata, limitando la presenza di materiali non conformi che finiscono erroneamente nei contenitori dedicati al riciclo. Una riduzione delle cosiddette frazioni estranee consente infatti di aumentare le quantità di rifiuti effettivamente recuperabili, in linea con gli obiettivi fissati dalla normativa europea, e di contenere i costi legati allo smaltimento degli scarti.
Una raccolta più pulita produce anche vantaggi economici. Materiali di migliore qualità permettono infatti di accedere a maggiori corrispettivi riconosciuti dai consorzi nazionali di filiera, tra cui COREPLA e CORIPET, oltre a ridurre le spese sostenute per il trattamento dei rifiuti non riciclabili. Benefici che possono tradursi in un alleggerimento dei costi a carico delle amministrazioni comunali e, nel tempo, incidere anche sulla determinazione della tassa sui rifiuti.
“Con questo provvedimento dimostriamo il valore della Città metropolitana come cabina di regia al servizio del territorio,” spiega Alessandro Sicchiero, consigliere di Città metropolitana di Torino delegato all’Ambiente. “Mettere insieme consorzi, aziende pubbliche e un centro di ricerca indipendente come IPLA è la strada giusta per vincere la sfida della sostenibilità. Non stiamo solo seguendo le regole europee, ma stiamo creando una gestione efficiente che punta a far funzionare davvero l’economia circolare, con benefici concreti per i bilanci dei Comuni del nostro territorio”.
Sono la “Sala Crivelli” e la “Sala Principini”: inaugurate a maggio entrano nel percorso di visita della juvarriana “Residenza Sabauda”
Nichelino (Torino)
Se mai ce ne fosse stato bisogno, c’è oggi un motivo in più per debitamente visitare quello splendore “Barocco” – “Rococò” che è la sabauda “Palazzina di Caccia” di Stupinigi, progettata nel 1729 da Filippo Juvarra per volere di Vittorio Amedeo II di Savoia e principalmente adibita, come ben si sa, alle sfarzose “battute di caccia” e alle grandi, sontuose feste e ricevimenti di corte. Nel mese di maggio, tra storiche “quadrerie”, nature morte, pitture di animali e ritrattistica infantile di corte, sono state infatti inaugurate due nuove magnifiche “Sale” che raccontano un capitolo poco conosciuto del “Museo dell’Arte e dell’Ammobiliamento”, ospitato nella “Palazzina” e composto da oltre duecento opere (datate tra XVII e XIX secolo) giunte a Stupinigi negli Anni Venti del Novecento proprio per l’allestimento del succitato “Museo”. Due nuove “Sale”, si diceva: la “Sala Crivelli” e la “Sala Principini”. Davvero due magnifiche “scoperte”, regalate alla Città e destinate ad arricchire oltremodo gli splendori della “Palazzina”, “Patrimonio UNESCO”.
“Sala Crivelli”
A completamento della visita dell’“Appartamento del Re”, la nuova saletta restaurata (ai tempi destinata a piccola camera da letto) è dedicata a un nucleo di quindici dipinti, opera di Angelo Maria Crivelli, detto il “Crivellone”, e del figlio Giovanni, il “Crivellino”, tra i più apprezzati interpreti lombardi della pittura di “animali” e “nature morte” tra la fine del Seicento e la metà del Settecento. Padre e figlio lavorarono molto insieme, con uno stile di chiara “matrice fiamminga” il primo, più attento a giochi di rigoroso e suggestivo “virtuosismo espressivo” il secondo, chiamato nel 1733 da Filippo Juvarra a realizzare gli “otto paracamini” del “Salone Centrale” della Palazzina, a tutt’oggi conservati. Le opere esposte – provenienti dal “Castello di Moncalieri” e successivamente confluite nelle raccolte di Stupinigi – raccontano un genere molto presente nelle Residenze Sabaude: scene di cortile, selvaggina, pesci, paesaggi boschivi e composizioni floreali costruite con attenzione naturalistica e forte impatto decorativo. Due opere di grandi dimensioni della stessa serie, raffiguranti “animali da cortile”, sono conservate, pare, nello “Studio” del “Presidente della Repubblica” al Quirinale.
I dipinti del “Crivellone” si concentrano in prevalenza su “scene di caccia”, animali selvatici e da cortile colti con grande minuzia di segno e svolazzi cromatici all’aperto, “in un dialogo continuo tra osservazione del dato reale e costruzione scenografica dell’immagine”. Nelle opere del “Crivellino” (forse più apprezzato, rispetto al padre, dalla Corte Sabauda) prevalgono invece le grandi “nature morte” di pesci, soprattutto, arricchite da conchiglie, funghi, verdure e dettagli naturalistici. Pittura più complessa nella struttura scenografica e nella scelta tematica. Esposte tra il 2024 e il 2025 le opere dei Crivelli sono state in parte restaurate, grazie al contributo di “AON spa”, a cura di “Open Care – Servizi per l’Arte” di Milano. Un ultimo intervento di manutenzione straordinaria sulle opere non ancora restaurate è stato recentemente eseguito dal “Centro Conservazione e Restauro” de “La Venaria Reale”.

“Sala Principini”
Nelle sale del “Gabinetto di toeletta” dell’“Appartamento della Regina” e nella “sala successiva” sono presentati 23 ritratti (XVII – XVIII secolo) di “bambini” e “infanti” diretti discendenti della “Casa Savoia” o ad essa correlati: dipinti di raffinata qualità pittorica, che nel tempo sono stati studiati ed esposti in molte occasioni singolarmente. Le firme vanno da autori di pregio della corte sabauda (da Francesco Cairo a Maria Giovanna Battista Clementi – “La Clementina” a Giuseppe Duprà) a pittori francesi della cerchia di Nicolas de Largillière e Pierre Gobert, loro i ritratti dei principi di Lorena. La nuova “Sala” rappresenta, inoltre, due serie omogenee di ritratti: da una parte i figli di Carlo Emanuele III di Savoia (1701-1773) e, dall’altra la serie dei figli di Vittorio Amedeo III e Maria Antonia Ferdinanda di Spagna, il cui ritratto recentemente restaurato (con il sostegno del “Rotary Club Distretto 2031”) rappresenta il primo recupero delle immagini delle “dame di corte” che affianca quello dei piccoli “principi”. Figlia di Filippo V, re di Spagna, e di Isabella Farnese, Maria Antonia Ferdinanda di Borbone-Spagna sposò nel 1750 il principe Vittorio Amedeo, futuro Vittorio Amedeo III, entrando a far parte della “corte sabauda” in una fase di profondo rinnovamento politico e culturale. “Regina di Sardegna” dal 1773 al 1796, soggiornò a lungo nei mesi estivi alla “Palazzina” di Stupinigi, animandola con “feste” e “battute di caccia”.
Per info: “Palazzina di Caccia”, piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi-Nichelino (Torino); tel. 011/6200601 o www.ordinemauriziano.it
Gianni Milani
Nelle foto: Allestimenti (particolari) “Sala Crivelli” e “Sala Principini” (Ph. Mariano Dallago)