ilTorinese

Bilancio Sagat, superati i 5 milioni di passeggeri

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Ricavi netti consolidati a 63,5 milioni di euro

  • Traffico passeggeri: 5,01 milioni di passeggeri, +6,7% sul 2024
  • Ricavi netti consolidati: 63,5 milioni di euro +4,7% sul 2024
  • Risultato netto: 6,8 milioni di euro
  • Investimenti: 11,1 milioni di euro
  • Posizione Finanziaria Netta: –7,4 milioni di euro

Nel 2025 l’Aeroporto di Torino ha registrato il proprio record storico di traffico, superando per la prima volta la soglia dei 5 milioni di passeggeri trasportati (5.006.169), in crescita del +6,7% rispetto al 2024. I ricavi netti consolidati del Gruppo SAGAT si sono attestati a 63,5 milioni di euro, in aumento del +4,7% rispetto al 2024.

 

 Il Consiglio di Amministrazione di SAGAT S.p.A., riunitosi oggi sotto la Presidenza di Roberta Neri, ha approvato il Progetto di Bilancio 2025 della Capogruppo e il Bilancio Consolidato 2025 del Gruppo SAGAT.

Andamento del traffico

Nel 2025 l’Aeroporto di Torino ha trasportato 5.006.169 passeggeri, registrando un incremento di 312.192 passeggeri, pari al +6,7% rispetto al 2024 e al +26,7% rispetto al 2019, anno pre‑pandemico.
Il segmento internazionale ha rappresentato il 52% del traffico complessivo, crescendo dell’8,2%, mentre il segmento nazionale, pari al 48%, ha registrato un aumento del +5,3%.

Lo sviluppo del traffico è stato sostenuto dall’arrivo del terzo aeromobile Ryanair in base, che ha consentito oltre all’avvio di nuove rotte, il rafforzamento in termini di frequenze su destinazioni già servite.  Tra le novità introdotte nel corso del 2025 si ricordano: Dublino servita da Aer Lingus (nuovo vettore); Budapest e Chisinau servite da Wizzair e quest’ultima anche da Flyone; Liverpool servita da Ryanair; Sharm el-Sheikh, servita da Neos per il tour operator Alpitour World. Si aggiungono Comiso e Foggia di Aeroitalia e Olbia, operato da Ita Airways nel picco della stagione estiva.

Nel corso del 2025 sono state complessivamente 47 le destinazioni internazionali collegate con voli diretti, mentre sul fronte nazionale sono state servite 17 destinazioni.
La rotta più trafficata si conferma Catania, seguita da Roma e Londra. Tra le principali destinazioni internazionali, dopo Londra, si collocano Barcellona, Parigi, Monaco e Tirana. Prosegue inoltre la crescita del traffico neve dai mercati di Gran Bretagna, Irlanda e Nord Europa.

 

Andamento economico‑finanziario consolidato

Nel 2025 i ricavi totali netti consolidati del Gruppo SAGAT ammontano a 63,5 milioni di euro, in aumento del +4,7% rispetto al 2024. I ricavi aviation netti si attestano a 26,9 milioni di euro (+1,8%), mentre i ricavi extra‑aviation crescono del +11,4%, sostenuti dall’incremento dei volumi di traffico e dallo sviluppo delle attività commerciali e dei servizi.

L’EBITDA consolidato raggiunge 11,9 milioni di euro, mentre il risultato netto si attesta a 6,8 milioni di euro, includendo l’effetto positivo della componente straordinaria, pari a 4 milioni di euro, legata alla cessione della partecipazione detenuta in Aeroporto di Bologna.

Nel corso dell’esercizio 2025 gli investimenti del Gruppo SAGAT sono stati pari a 11,1 milioni di euro, principalmente destinati all’ammodernamento delle infrastrutture, alla sostenibilità ambientale, all’efficienza energetica, alla digitalizzazione e al rafforzamento della cybersecurity.

La Posizione Finanziaria Netta del Gruppo, calcolata come disponibilità liquide al netto dei debiti finanziari, si attesta a –7,4 milioni di euro.

 

Elementi distintivi dell’esercizio 2025

  • Servizi e riconoscimenti: per il terzo anno consecutivo Torino Airport ha ottenuto il premio “Airport with the Most Dedicated Staff in Europe” nell’ambito del programma ASQ di ACI World. Sempre nell’ambito degli ASQ-Airport Service Quality Awards, è anche stato riconosciuto l’impegno di Torino Airport nel garantire la pulizia dell’aerostazione, sulla base dei giudizi espressi dai passeggeri in partenza.
  • Nuovi operatori commerciali: la crescita del traffico ha favorito l’ampliamento delle superfici commerciali e l’ingresso di nuovi operatori nei comparti food, retail e mobility.
  • Torino Green Airport: nel 2025 la copertura del fabbisogno energetico da fonti rinnovabili ha raggiunto il 17%, grazie all’ampliamento dell’impianto fotovoltaico. L’aeroporto ha mantenuto la certificazione ACA Livello 3+ “Neutrality” e ha avviato le attività propedeutiche al raggiungimento del Livello 4+.
  • Progetti europei e innovazione: prosegue la partecipazione al progetto europeo TULIPS e l’avvio del progetto CREAlab per sistemi di accumulo energetico innovativi.

 

Evoluzione prevedibile della gestione

Nei primi due mesi del 2026 il traffico presso l’Aeroporto di Torino ha registrato una crescita del +15,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Per il prosieguo del 2026 si prevede un ulteriore aumento dei volumi di traffico, sostenuto dall’avvio di nuove rotte e dal rafforzamento di quelle già operative, in un contesto macroeconomico e geopolitico caratterizzato da elementi di incertezza.

Il Gruppo SAGAT continuerà a investire per migliorare la connettività del territorio e la qualità dei servizi, perseguendo la sostenibilità economica, sociale e ambientale nel lungo periodo.

Il Consiglio di Amministrazione ha convocato l’Assemblea degli Azionisti il 30 aprile e il 26 maggio 2026, rispettivamente in prima e seconda convocazione.

Asma e allergie respiratorie nei bambini, incontro al Koelliker

Giovedì 16 aprile | ore 18 Ospedale Koelliker | Corso Galileo Ferraris, 247-255 | 

Con l’arrivo della primavera, i bambini più sensibili ai pollini e agli allergeni possono manifestare sintomi respiratori che, se trascurati, rischiano di peggiorare. Per aiutare le famiglie a riconoscere e gestire queste condizioni, l’Ospedale Koelliker di Torino prosegue il ciclo di incontri Giovedì della Prevenzione, dedicato alla cultura della prevenzione e all’informazione sanitaria. Il prossimo appuntamento, giovedì 16 aprile, sarà incentrato su asma e allergie respiratorie nei bambini, condizioni molto diffuse in età pediatrica che possono incidere sulla qualità della vita dei più piccoli e delle loro famiglie. Riconoscere i segnali e intervenire per tempo Asma e allergie respiratorie possono manifestarsi con sintomi come tosse persistente, respiro sibilante, difficoltà respiratoria, naso chiuso o rinite ricorrente. Spesso confusi con disturbi stagionali, questi segnali richiedono una diagnosi accurata per impostare percorsi di cura efficaci e prevenire complicazioni. Durante l’incontro, gli specialisti spiegheranno in modo chiaro come identificare i campanelli d’allarme, conoscere i fattori scatenanti e comprendere l’evoluzione di queste patologie nel tempo. Interverranno: • il dott. Gian Maria Terragni, pneumologo e allergologo pediatrico • il dott. Fausto Bona, allergologo pediatrico Gli esperti illustreranno strumenti diagnostici, strategie terapeutiche personalizzate e buone pratiche per la gestione quotidiana dei sintomi, dall’uso corretto dei farmaci alla riduzione dell’esposizione agli allergeni, fino al coinvolgimento attivo della famiglia nel percorso di cura. Riconoscere precocemente asma e allergie respiratorie permette di intervenire tempestivamente, migliorando il controllo dei sintomi e la qualità della vita del bambino. L’incontro offrirà indicazioni concrete per affrontare queste condizioni nella quotidianità, con consigli pratici dedicati ai genitori. Un momento di confronto aperto alle famiglie Come in tutti i Giovedì della Prevenzione, la serata sarà un’occasione per ascoltare gli specialisti, chiarire dubbi e porre domande in un contesto divulgativo e scientificamente rigoroso. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione. Per informazioni e prenotazioni:

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI • 21 maggio – I pericoli del fumo e della sigaretta elettronica • 11 giugno – I pericoli dei social network Ospedale Koelliker Corso Galileo Ferraris, 247-255 | Torino www.osp-koelliker.it eventi@osp-koelliker.it

“Le Università per Giulio Regeni”, adesione di PoliTo

Il 21 maggio alle ore 16.30, presso l’Aula Magna del Politecnico di Torino (corso Duca degli Abruzzi 24), si terrà una proiezione speciale del documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, accompagnata da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca. L’evento è organizzato dal Politecnico di Torino nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore: 76 università, 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca.

L’iniziativa, presentata oggi in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi, consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini.


La proiezione del documentario
“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

L’iniziativa è organizzata dalla Consulta Giovani del Politecnico di Torino.

Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeniche coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui”.

L’hashtag scelto per i social è #UniversitàperGiulio.

L’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni” è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.

Agriturismi nel Torinese e crisi internazionale, per Pasqua un calo del 20% degli stranieri extra UE

 

Per le vacanze pasquali, negli agriturismi del Torinese si preannuncia un forte calo dei turisti stranieri extra UE e dei turisti nazionali provenienti dalle località più lontane. Una flessione che vale circa il 20% sul totale ed è dovuta alla crisi del turismo mondiale determinata dalla situazione internazionale ma anche all’impennata dei costi dei voli. Una situazione che genera incertezza tra gli operatori che confidano in una compensazione dei cali con una crescita dei turisti che si muoveranno in un raggio di spostamento in auto.

Inoltre, si segnala un calo delle prenotazioni “per tempo” a favore di scelte sempre più last minute, sia per i soggiorni veri e propri che per i pranzi di Pasqua e Pasquetta.

Il settore agrituristico torinese vede una prevalenza di offerta per i comuni montani. In tutto (dati 2024 dell’Osservatorio turistico regionale) sono 147 le aziende agrituristiche del Torinese con una offerta di 1.797 posti letto e oltre 7.300 posti a tavola per oltre 800 occupati nel settore.

Nel 2024 negli agriturismi del Torinese hanno soggiornato oltre 15mila turisti per un totale di 39mila notti coperte.

«Le date di Pasqua e Pasquetta di quest’anno arrivano a chiudere una stagione invernale eccezionale» osserva, Jacopo Barone, presidente di Terranostra Torino, l’associazione di Campagna Amica-Coldiretti che raggruppa gli agriturismi italiani. «Abbiamo avuto un innevamento straordinario e costante che ha rilanciato il turismo della neve in tutte le nostre vallate».

Le previsioni meteo dovrebbero garantire neve primaverile stabile condizione ideale per le ultime ciaspolate e per il pieno della stagione dello scialpinismo.

I territori di collina e di pianura sono, invece, a disposizione per soggiorni in campagna da dedicare ai percorsi di cicloturismo o anche semplicemente al benessere e al riposo.

«Un soggiorno in agriturismo è la migliore risposta per chi è stanco della ressa delle città d’arte, ormai tutte in pieno overtourism. È l’ideale per chi ricerca forma fisica, contatto con la natura, benessere e cibi genuini. Ma il vero punto di forza dei nostri agriturismi è il rapporto diretto tra il cliente e la famiglia contadina che gestisce l’azienda agrituristica. In un agriturismo non ci sono il direttore d’albergo, l’addetto alla reception e il cameriere. Da noi ci sono solo agricoltori che raccolgono, mungono, cucinano e servono ai tavoli».

Un successo i “Monumentini” di Chieri

Fino a domenica 3 maggio 2026

 

Nella settimana di Pasqua la mostra resterà aperta tutti i giorni

da mercoledì 1 aprile a martedì 7 aprile 2026 dalle ore 10 alle ore 19

 

Un grande successo per le opere di Luca Petraglia, uno dei più raffinati LEGO® Artist italiani! Nei primi tre week end di apertura la mostra “MONUMENTINI” è stata visitata da 1159 persone.

Organizzata da Brick Expo“MONUMENTINI” è ospitata fino a domenica 3 maggio 2026 presso l’Imbiancheria del Vajro, dove si possono ammirare 25 capolavori, tra i quali la ciminiera dell’Imbiancheria, distrutta nel 2019 da una tromba d’aria.

 

Mattoncino dopo mattoncino i più rappresentativi monumenti italiani rivivono nelle reinterpretazioni in scala realizzate da Luca Petraglia, frutto di una lunga ricerca e di un meticoloso lavoro di progettazione contraddistinto da un rispetto profondo per l’architettura originale. Utilizzando più di un milione mattoncini LEGO®, Luca Petraglia ha riprodotto la Mole Antonelliana, la Fontana di Trevi, il Teatro San Carlo di Napoli, la Casina Vanvitelliana, il Duomo di Milano, il Ponte di Rialto, Piazza del Campidoglio…

La passione di Luca Petraglia (Milano, 1991) per i LEGO® nasce all’età di 4 anni, con la sua prima confezione di mattoncini. Si cimenta da subito nella costruzione di chiese interamente ideate da lui, traendo ispirazione da quelle che vede ogni giorno per strada o nei libri di storia dell’arte. Passione per LEGO® e passione per l’arte crescono di pari passo e si alimentano a vicenda durante il corso degli anni, fino ad arrivare, nel 2013, a realizzare il suo primo progetto vero e proprio: il Teatro Alla Scala di Milano, che lo consacra come vero e proprio artista del LEGO®.

«Ognuna delle sue opere-spiega Luca Bartolucci di Brick Expo -è pensata come strumento di divulgazione culturale, capace di raccontare storia, arte e ingegneria in forma accessibile e immediata, stimolando curiosità e senso di appartenenza al patrimonio collettivo».

Dichiara l’assessora alla Cultura, Eventi e alla Promozione del Territorio Antonella Giordano: «Siamo orgogliosi di ospitare a Chieri una selezione di alcuni tra i modelli più iconici di Luca Petraglia. Alla base del suo lavoro c’è sempre una ricerca storica accurata, che gli permette di restituire l’essenza autentica dei luoghi. Costruisce architetture complesse, modellate con tecniche LEGO® raffinate, e le arricchisce con giochi di luce che trasformano ogni opera in una piccola scenografia. Il risultato è sorprendente: “Monumentini” che catturano lo sguardo e raccontano una storia con precisione e poesia. All’Imbiancheria del Vajro le installazioni di Luca Petraglia dialogheranno con gli antichi strumenti di filatura, intrecciando la storia dell’architettura italiana con la tradizione tessile chierese, con un risultato dal grande impatto visivo. Tra le architetture che l’Artista predilige ci sono quelle barocche, pertanto si sentirà a casa in una città come Chieri».

Mostra “Monumentini”

Imbiancheria del Vajro

Via Imbiancheria, 12  – Chieri (Torino)

Fino a domenica 3 maggio 2026gli orari d’apertura saranno i seguenti:

VEN                            dalle ore 15 alle ore 19

SAB-DOM                  dalle ore 10 alle ore 19 con orario continuato

 Dal lunedì al giovedì la mostra sarà aperta solo su appuntamento per le scolaresche 

(gruppi organizzati di minimo 10 alunni con un accompagnatore)

Nella settimana di Pasqua la mostra resterà aperta tutti i giorni da mercoledì 1 aprile a martedì 7 aprile 2026 dalle ore 10 alle ore 19

I prezzi dei biglietti:

I BAMBINI FINO A 10 ANNI E LE PERSONE CON DISABILITÀ ENTRANO GRATIS

BIGLIETTO INTERO (dai 15 ai 69 anni)                                                             13 euro

BIGLIETTO RIDOTTO (ragazzi dagli 11 ai 14 anni)                                             9 euro

BIGLIETTO RIDOTTO  (over 70)                                                                         10 euro

BIGLIETTO FAMIGLIA 2+1 (due adulti e un minore dagli 11 ai 14 anni)           32 euro

BIGLIETTO FAMIGLIA 2+2 (due adulti e due minori dagli 11 ai 14 anni)          40 euro

BIGLIETTO SCUOLE (Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado)  5 euro ad alunno + una gratuità ogni 10 ingressi

 

Per informazioni  scrivere una mail a info@brickexpo.net o un messaggio whatsapp al numero 3793136221

Prenotazioni online su

https://monumentini.madeticket.it/it/shop/biglietti-chieri

I biglietti saranno acquistabili anche in cassa, all’ingresso dell’Imbiancheria del Vajro

 

 

Pompeo (PD): “Non possiamo lasciare soli i nostri ragazzi”

“Diritto allo studio universitario: che cosa intende fare la Regione per continuare a garantire le borse di studio?”

31 marzo 2026 – “I fondi del PNRR hanno, sicuramente, consentito, di compiere un importante salto di qualità al sistema del diritto allo studio attraverso un aumento delle borse di studio e del loro valore, con la piena copertura di tutti gli aventi diritto. Tuttavia, questo importante obiettivo che è stato raggiunto deve essere mantenuto e la Giunta regionale deve compiere scelte chiare e precise. Per capire in quale direzione la Regione si sta muovendo ho presentato un’interrogazione in Consiglio regionale” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“Entro il 2026 termineranno i fondi PNRR e questo determinerà una mancanza di risorse che, secondo le attuali stime potrebbero ammontare a 20 milioni di euro e dubito che l’attuale programmazione regionale possa coprire totalmente questa carenza. Occorre, pertanto, che, fin d’ora, la Giunta cerchi una soluzione oppure molti ragazzi che contano su questo sostegno, ne resteranno privi” aggiunge Laura Pompeo.

“Voglio risposte tempestive e chiare dall’Assessore regionale competente – conclude Pompeo – per capire se può già stimare quanto occorrerà stanziare per garantire la piena copertura delle borse di studio a iniziare dall’anno accademico 2026/2027 e quali misure si intendano adottare nel bilancio pluriennale per assicurare stabilità al sistema. Inoltre, voglio comprendere se sia stato avviato un confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca per rendere strutturale il rafforzamento del Fondo Integrativo Statale. In un momento in cui l’abbandono scolastico registra dati allarmanti, bisogna fare di tutto per aiutare i nostri ragazzi a proseguire il ciclo di studi. Per molti di loro poter contare su un sussidio rappresenta l’unico modo per non dover rinunciare a terminare l’università”.

Disordini in carcere, tre agenti intossicati

Tre agenti di polizia penitenziaria sono rimasti intossicati dal fumo questa mattina nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino. Qui nel padiglione B alcuni detenuti hanno dato vita a disordini. Secondo quanto reso noto dal sindacato Osapp, nella nona sezione sono stati incendiati materassi e suppellettili e altri oggetti sono stati lanciati contro gli agenti.

“Torino 4×4. Fotografie di una nuova era”

Dal 2 aprile al 2 giugno, la Corte di Palazzo Carignano ospita la mostra “Torino 4×4. Fotografie di una nuova era”, promossa da Fondazione Boscolo e Camera.

L’esposizione nasce come un progetto fotografico che intreccia arte, comunicazione e impegno sociale. Il titolo rende omaggio al lavoro quotidiano delle quattro realtà torinesi coinvolte, attive in contesti complessi e segnati da fragilità.

In mostra, gli scatti di Fabio Bucciarelli raccontano le esperienze sportive delle squadre degli Insuperabili, dove il calcio diventa strumento di inclusione e socializzazione. Le fotografie di Enrico Gili danno voce ai sogni e alle speranze delle persone accompagnate da Progetto Tenda, impegnato dal 1999 nel sostegno a chi vive situazioni di emergenza abitativa. Deka Mohamed Osman propone invece una serie di still life che reinterpretano, con creatività e colore, gli strumenti sviluppati da Hackability, associazione che promuove l’inclusione delle persone con disabilità attraverso soluzioni tecnologiche su misura. Infine, le immagini di Marco Rubiola lasciano spazio all’immaginazione dei giovani seguiti da Nove ¾, progetto della Fondazione Gruppo Abele dedicato a chi vive condizioni di ritiro sociale.

La mostra è il risultato della collaborazione tra Fondazione Boscolo, Camera Torino e la factory PiazzaSanMarco, con l’obiettivo di valorizzare arte e cultura come strumenti di espressione e, soprattutto, come motori di trasformazione e rigenerazione sociale, capaci di generare consapevolezza e cambiamento.

Questa prima edizione di “4×4”, curata da Marco Rubiola insieme a François Hébel, segna l’avvio di un progetto più ampio volto a mappare le realtà virtuose del territorio, che proseguirà anche il prossimo anno.

L’esposizione rientra nel programma di Exposed Torino Photo Festival 2026.

“Torino 4×4. Fotografie di una nuova era”
2 aprile – 2 giugno 2026
Corte di Palazzo Carignano

Mara Martellotta

Furti e danni alle auto: un arresto e tre denunce

Un’ondata di furti e danni ad auto parcheggiate si è conclusa con un arresto e tre denunce. È  successo a Nichelino durante i controlli di rafforzamento della polizia locale e dei carabinieri nelle ultime due settimane.

L’arresto risale alla metà del mese: un uomo di 50 anni è stato colto sul fatto mentre forzava la portiera di un’auto parcheggiata. Fermato immediatamente dagli agenti, è stato arrestato in flagranza di reato. A pochi giorni di distanza, due giovani sono stati denunciati per ricettazione: viaggiavano in via Vernea su un veicolo rubato.

L’ultimo colpo è datato venerdì scorso: un altro individuo è stato sorpreso mentre forzava un veicolo nei pressi della sede della Croce Rossa. Anche in questo caso, i controlli serrati hanno permesso l’identificazione e la denuncia. Secondo la polizia locale, i controlli saranno ancora più intensi per tutelare la sicurezza e contrastare reati di questo tipo.

VI.G

L’arte del Sodoma, “alla conquista del Rinascimento” tra Spanzotti, Leonardo e Raffaello

Nelle sale della Fondazione Accorsi-Ometto, sino al 6 settembre

A circa vent’anni dalla morte del pittore, Giorgio Vasari nelle sue “Vite” scriveva: “Ma Agostino (Chigi)… gli diede a dipingere nel suo palazzo di Trastevere in una sua camera principale la storia d’Alessandro quando va a dormire con Rosana: nella quale opera, oltre all’altre figure, vi fece un buon numero d’Amori… E vicino al camino fece un Vulcano, il quale fabbrica saette, che allora fu tenuta assai buona e lodata opera.” Uno scrittore che tramanda notizie per il sapere dei posteri, in tutta tranquillità. Invece. Invece Giovanni Antonio Bazzi, chissà per quale ragione, a Vasari doveva stare proprio sullo stomaco – e la condanna condita di tanta ferocia dovette decretargli un lungo ostracismo: sul versante critico, “il capolavoro fioriva tratto tratto, in mezzo ai dipinti mediocri”, come su quello comportamentale, “era celebratore della vita, nelle gioiose gagliardie del cuore e del senso, pagano spirito giocondo… l’irruenza di carattere, la scapigliata trascuranza dello studio, l’indocile e indomata libertà… mutava voglie e modi, cercava motivo di festa e di chiasso anche nell’arte: godeva a godere.” Il quadretto di un tale uomo “chiassoso e vagabondo” che scendeva nei sussurri del gossip quando gli affibbiava e l’accresceva di quel titolo di Sodoma per cui il Bazzi ci è stato tramandato, in tempi non facili per i cultori del “vizietto” (anche Leonardo si vide trascinato in tribunale per un’accusa), anche se a dar retta all’autore delle “Vite” il pittore non faceva nulla per far tacere quell’etichetta che gli era stata appiccicata addosso (“non che si prendesse noia o sdegno, se ne gloriava”): anche se poi quella sorte (al tempo) grama o tollerata, considerata altresì la bisessualità del mondo artistico, fu acquietata con il pensiero che fosse l’intercalare piemontese da qualcuno storpiato, “sù, ‘nduma”, o il risultato frainteso di un “so domà” detto da un pittore che aveva tra le proprie doti la passione per i cavalli.

Ben oltre quanto rimane gossip, Giovanni Antonio Bazzi è al centro della mostra – composta “con uno sforzo non indifferente”, avvertono i responsabili – che nel titolo si estende in un significativo “Alla conquista del Rinascimento”, che ha la curatela di Serena D’Italia, Luca Mana (direttore del Museo Accorsi) e Vittorio Natale e il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino e che sino al 6 settembre occuperà le sale della Fondazione Accorsi-Ometto, importante appuntamento a circa ottant’anni dall’ultima grande retrospettiva che interessò il museo Borgogna di Vercelli e la Pinacoteca Nazionale di Siena (al termine del percorso è l’affiche di quella mostra che fu il primo risultato della lunga produzione di Armando Testa). Esposizione volta, quella odierna, ad analizzare e a porre all’attenzione del pubblico che la visiterà la produzione iniziale del pittore, la precocità e il praticantato di un umile ragazzotto, figlio di un calzolaio di Biandrate, che lo “ha posto e vincolato” nella bottega del casalese Martino Spanzotti (il contratto originale è qui esposto, datato 28 novembre 1490) e da protrarsi per interi anni sette ma che non fu mai completato se il non ancora ventenne Bazzi prendeva nel ’96 già la strada per Siena: continuando a tessere lodi al suo benefattore Francesco de’ Tizzoni, fattosi testimone e mallevadore di quegli anni. Primi anni che non vanno disgiunti dall’altro fatto importante della mostra, “abbiamo voluto organizzare un’occasione che mette in luce la grande ricchezza del patrimonio artistico del nostro territorio, posto in dialogo con gli importanti centri del Rinascimento italiano”, sottolinea la curatrice D’Italia. Oltre cinquanta opere a coprire un lungo periodo, alcune inedite, suddivise in sette sezioni, provenienti – in un elenco di prestiti veramente importante – da collezioni private e da istituzioni pubbliche, da Brera alla Galleria Borghese al Vaticano, dalla Capitolina romana alla collezione Chigi Saracini alla Parrocchia Spirito Santo di Sommariva Perno, dalla Sabauda torinese all’Albertina alla Pinacoteca di Varallo, da Siena da Perugia da Vercelli, dal Musée Jacquemart-André della capitale francese.

All’inizio del prezioso allestimento curato dallo Studio LLTT Architetti Associati, con l’apporto dell’architetto Loredana Iacopino, di un rosa antico che pare a memoria discostarsi da quelli che abbiamo visto sinora, è l’(innocuo) autoritratto del Sodoma (pare che l’uomo accanto a Raffaello nella “Scuola d’Atene” per questioni anagrafiche non sia più il Nostro, come mi insegnò il liceo) ricavato dal Chiostro Grande dell’Abbazia di Monte Uliveto (questo aveva davanti Vasari e ancora per un attimo leggete un’altra sua spina nel fianco dell’odiato: “un volto di uomo innamorato dello sfarzo, conscio d’ogni piacere, dall’occhio brillante e scaltro, dal naso maschio espanso al fiuto, dalle labbra serrate su lo scherzo grasso e la risata mordace”, ritrattino che nemmeno a spingerlo a forza rientra nel giovin signore che ci ritroviamo davanti), avvicinato all’”Ecce Homo” del 1510 che mette in evidenza gli esiti raggiunti e l’arte della maturità di un artista tra i più interessanti dell’epoca aurea della pittura. Nel proseguire attraverso le sale, si toccano le città – del Piemonte, Milano, Mantova, Siena, Roma: dove lo troviamo nel 1508 a fianco di Raffaello nella Stanza della Segnatura con l’incarico di papa Giulio II – che saggiarono la produzione del Bazzi, dando a lui la possibilità di incrociare geni del suo tempo: Bazzi s’immette prepotentemente – assorbendolo appieno – in un panorama lombardo, ne sono testimonianza il “Compianto su Cristo morto” (1503), di collezione privata, che nel taglio visivo – pasoliniano, all’occorrenza, per “Accattone” – s’allinea al Mantegna di Brera e, a pieno diritto, la “Pietà” (dalla Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto a Roma) che in quella diversità e completezza di tratti e di sentimenti e di dolore è un’altra immagine dell’affermazione del pittore che, già a Roma, guarda ancora ai modelli del nord. Aveva ormai alle spalle le prove dei primissimi anni di bottega, una “Sacra Famiglia” che “si nota essere ancora acerba” dice Serena d’Italia.

Si è lasciato alle spalle gli artisti vercellesi e casalesi con cui è venuto negli anni precedenti a contatto, che qui pongono in bella carrellata santi e madonne piene di fascino – Alvise De Donati, Eleazaro Oldoni, Aimo e Balzarino Volpi, Bernardo Zenale (con quest’ultimo si combatté l’attribuzione per il “Martirio di San Sebastiano”, in mostra, fuori di ogni certezza, con un più vago “pittore attivo nel Ducato di Milano”, eccellente studio per un nudo maschile, mentre la persona di colore accovacciata a legare le caviglie del santo vanta ricordi ed espressioni più antiche, mentre ancora una volta andiamo a indagare l’azzurrino sfumato del paesaggio che strizza l’occhio a Leonardo e ai fiamminghi), l’eccellente Boltraffio, certamente Spanzotti (tra le sue opere presenti, una magnifica “Madonna con Gesù Bambino e due angeli”, circa 1490, della torinese Albertina) e Defendente ed Eusebio (“Angelo annunciante”, circa 1506, Museo Borgogna di Vercelli) Ferrari. Il centro della penisola dopo il nord, dove il nome per eccellenza – oltre all’urbinate sempre ammirato e cercato – è quello del Pinturicchio, in omaggio al quale Luca Mana ha creato con i suoi colleghi una mostra nella mostra. Introdotto dalle parole di Rabelais, prese a prestito da una lettera del 15 febbraio 1536 inviata a Monsignor de Maillezais (“papa Paolo Farnese aveva una sorella bella a meraviglia: tuttora si mostra nel palazzo Vaticano, nel corpo di fabbrica in cui risiedono i Sommisti, una figura della Madonna, che si dice sia stata fatta a immagine e somiglianza di costei”), del perugino Bernardino di Betto Betti, proveniente dal Vaticano, è visibile – ambientato in un duplice percorso storico e artistico – il frammento di un affresco, già in bella mostra appunto nell’appartamento privato di papa Alessandro VI, il Bambino benedicente che fu un giorno circondato dalle presenze del pontefice e della Vergine, due reperti a lato a testimoniarlo. Mentre, ancora alla ricerca dell’intensità degli scambi che interagiscono con il nord, tra la fine del Quattro e gli inizi del Cinquecento, s’ammira la “Madonna col Bambino in trono tra i santi Nicola di Bari e Martino” di Macrino d’Alba (“cartina tornasole” lo definisce Luca Mana), proveniente dalla Pinacoteca Capitolina di Roma, come una inedita predella con Cristo benedicente tra gli apostoli, prestito della residenza papale di Castelgandolfo.

Ancora tra le opere giovanili del pittore, eseguite nel primo decennio del XVI secolo, andando a guardare sul versante profano, abbiamo l’”Allegoria dell’Amor Celeste”, dalla collezione Chigi Saracini di Siena mentre dalla torinese galleria Sabauda proviene la “Morte di Lucrezia”, tema in molti esempi caro al Sodoma. Anni di successi e di grande produzione, importanti committenze – i fratelli Chigi, in primo luogo, i ricchi banchieri romani -, anni che lo videro nell’impegno dei grandi cicli d’affreschi che sono in Sant’Anna in Camprena (1503-1504), vicino Pienza, ricchi di quei motivi a grottesca che si andavano ammirando con la scoperta della Domus Aurea neroniana (“motivi fantastici” li ricorda Vittorio Natale) e delle storie di Santa Caterina che lo avvicinano per molti versi a certi lavori del Bramantino in castello Sforzesco e, ancora, del Pinturicchio; e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), nel senese, succeduto a Luca Signorelli (che era stato chiamato ad Orvieto per la cappella di san Brizio) a illustrare le storie di San Benedetto, basate sul racconto di san Gregorio Magno, ventisei episodiche lunette a completare quello che è da tutti considerato un vero e significativo capolavoro dell’arte rinascimentale del nostro paese.

Elio Rabbione

Nelle immagini, Sodoma, “Compianto sul Cristo morto”; Macrino d’Alba, “Madonna col Bambino in trono con i santi Nicola di Bari e Martino”; Sodoma, “Morte di Lucrezia”; Sodoma, “Allegoria dell’Amore Celeste”.