ilTorinese

Ruba lenzuola dall’hotel e aggredisce la proprietaria

A Verbania la polizia ha arrestato un turista svizzero di 42 anni che ha  aggredito la titolare dell’hotel dove era alloggiato  e un dipendente, ed è accusato di rapina impropria. L’uomo, mentre  stava lasciando l’albergo è stato visto  da un dipendente che avrebbe riconosciuto come propri alcuni capi d’abbigliamento indossati dall’ospite. Il dipendente lo ha fermato ed è riuscito dopo un diverbio a farsi riconsegnare i propri effetti personali. Poi  la titolare dell’albergo è intervenuta e ha visto nell’auto del turista  lenzuola e federe dell’hotel. Quando ha cercato di recuperarle è stata spinta contro un muro dal cliente, che ha inoltre colpito il dipendente, intervenuto per fermarlo. È quindi giunta la polizia, che ha fermato il turista e lo ha arrestato.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Confagricoltura: ottima annata per il peperone di Carmagnola

Grande interesse per gli show cooking di Cascine Piemontesi e Confagricoltura Torino alla 73^ Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola

 

Ha avuto successo, richiamando un folto pubblico di appassionati e buongustai lo show cooking realizzato martedì 6 settembre  da Cascine Piemontesi in collaborazione con Confagricoltura Torino per promuovere le produzioni agroalimentari del nostro territorio, nell’ambito della Fiera del Peperone di Carmagnola.

Sono stati presentati “Gli gnocchi al Corno di Bue rosso, polvere di acciughe e clorofilla al prezzemolo” preparati dallo chef Sergio Leggero e dal figlio Lorenzo del ristorante “Celestino” di Piobesi Torinese, in abbinamento con il vino Pinerolese Doc Doux d’Henry della cantina La Rivà di Bricherasio.

Particolarmente interessata la partecipazione del pubblico, che ha confermato il successo della scorsa edizione, apprezzando le varietà di peperone esposte.

La coltura del peperone, arrivata in Piemonte all’inizio del XX secolo, si è estesa velocemente nella regione grazie alle caratteristiche favorevoli del terreno di alcuni particolari areali. Il ciclo vegetativo del peperone ha inizio alla fine di marzo, mentre la raccolta avviene a partire dalla fine di luglio fino a ottobre.

“Nel 2021 – spiega Tommaso Visca, presidente di Confagricoltura Torino – la produzione di peperone nell’area del Carmagnolese è stata di 180 – 200 quintali a giornata piemontese, pari a 470 – 520 quintali per ettaro.Nel 2022, a causa della perdurante siccità, la perdita di produzione rispetto allo scorso anno varia tra il 20 ed il 30%; i raccolti si assestano quindi a circa 300 – 360 quintali per ettaro, a seconda delle zone”.

Anche i costi di produzione sono aumentati del circa 20-30% a causa del rincaro dei fertilizzanti e del gasolio agricolo.

Il prezzo dei peperoni all’ingrosso è aumentato da 50 a 70 centesimi al chilo rispetto allo scorso anno, raggiungendo gli il valore di 1,70 euro al chilo, compensando in parte i maggiori costi di produzione.

La qualità è buona: la scarsità delle precipitazioni ha frenato il diffondersi di malattie fungine; le elevate temperature hanno però creato problemi durante l’allegagione provocando un calo nella produzione, come si è riscontrato per tutto il settore agricolo.

Alla Fiera del Peperone di Carmagnola, venerdì 9 settembre  dalle 18 alle 22, in occasione del secondo show cooking, Cascine Piemontesi e Confagricoltura Torino presenteranno il “Carnaroli ai peperoni e acciughe”, opera dello chef Lorenzo Bechis del ristorante “La Rosa Bianca” di Chieri, accompagnato questa volta dal Freisa di Chieri Doc dell’azienda agricola Emanuele Miglioretti di Pino Torinese.

 

Donna in bici travolta da auto: è grave in ospedale

La polizia locale sta visionando le immagini delle telecamere di sorveglianza per verificare la dinamica dell’incidente nel quale una donna è stata travolta da una Fiat 600 in via per Casale a Verolengo. Mentre era in sella alla sua bici la vettura l’ha urtata e fatta cadere. Immediati i soccorsi. La donna ora è grave in prognosi riservata al Cto di Torino.

Enrico Letta a Torino

Il segretario del Pd Enrico Letta sarà questa sera a Torino per la campagna elettorale. Il comizio si terrà alle 18,30 in Piazza d’armi nell’area adiacente al Punto verde.

Vermi nel panino, denunciato panettiere

SPORCIZIA E ALIMENTI MAL CONSERVATI

 

Aveva comprato un pezzo di pizza e due panini dolci in una panetteria a ridosso del mercato di piazza della Repubblica e, nel momento in cui stava per mangiare uno dei due pezzi di pane, si è accorta che sulla crosta dorata era presente un verme cotto.

Incredula, la donna si è subito recata al vicino Comando della Polizia Locale di Porta Palazzo per denunciare il fatto, lasciando interdetti gli agenti di turno che, alla vista della prova di quanto esposto dalla donna, si sono immediatamente recati nel negozio dove erano stati acquistati i prodotti da forno.

All’interno del laboratorio di panificazione, gli agenti hanno riscontrato la presenza di sporcizia e alcuni alimenti in cattivo stato di conservazione. In uno dei 3 frigoriferi utilizzati per la congelazione, i ‘civich’ hanno trovato prodotti alimentari (pani, pizze, impasti e condimenti) privi di etichettatura, posti a contatto fra di loro e ricoperti da spessi strati di ghiaccio.

Il titolare, un uomo di nazionalità italiana di 61 anni, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà per detenzione, finalizzata alla vendita, di alimenti in cattivo stato di conservazione.

I prodotti alimentari sono stati posti sotto sequestro, sigillati all’interno del congelatore ove già si trovavano, e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Inter-Torino, il match della verità

Sesta giornata di campionato serie A
Inter -Torino
Sabato 10 settembre 2022
Ore 18 stadio Meazza di Milano

Formazioni
INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Dimarco; Dumfries, Barella, Brozovic, Mkhitaryan, Darmian; Lautaro Martinez, Dzeko.

TORINO (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Djidji, Buongiorno, Ricardo Rodríguez; Aina, Lukic, Linetty, Vojvoda; Vlasic, Radonjic; Sanabria.

Una gara molto importante quella tra Inter e Torino nell’anticipo di sabato 10 settembre.Nerazzurri in piena crisi di gioco e risultati di fronte ai granata,forti di un’ottima classifica che può farli ambire ad un posto in Europa.
Un vero esame di maturità per gli uomini di Juric,desiderosi di continuare il notevole percorso di crescita intrapreso l’anno scorso proprio con l’avvento del tecnico croato.
I milanesi sono ottavi in classifica con 9 punti, frutto di 3 vittorie e 2 sconfitte, i granata invece occupano il 6° posto a quota 10 con un cammino di 3 vittorie, un pareggio e una sconfitta.
Il Toro non batte l’Inter in trasferta dal 3 aprile 2016, quando la squadra guidata da Gian Piero Ventura si impose 1-2 al Meazza con le reti di Molinaro e Belotti che rimontarono il vantaggio iniziale dei padroni di casa con Icardi. Da allora ci sono stati 4 successi dell’Inter e 2 pareggi.
Nel computo storico delle sfide in serie A dal 1930,anno della nascita del campionato a girone unico,ad oggi
nerazzurri e granata
si sono affrontati 78 volte in casa dell’Inter, con un bilancio favorevole ai nerazzurri di 41 vittorie, 26 pareggi e 11 successi del Torino.

Enzo Grassano

Nel giardino segreto con Giulio

LE CENE DI BEATRICE

In una Torino che indossa ancora i guanti e non telefona mai agli orari dei pasti, si snoda la rubrica Le cene di Beatrice”. Recensioni eno-gastronomiche dai toni umoristici . Luoghi di punta e luoghi nascosti faranno da sentiero di mattoni dorato alla ricerca di “quello giusto”. In questo connubio di piatti, vini e appuntamenti torinesi, la voce della scrittrice Elena Varaldo tratterà le farfalle nello stomaco in un modo del tutto nuovo. Il cuore ha le sue ragioni, che la pancia conosce bene.

***

Tutto promettente.  La camicia bianca rimasta tale, i connotati di Giulio, il ristorante scelto per l’occasione. Di buon auspicio anche la telefonata di Anna “Dai Bea, magari questo non è male

Magari.


Come tutti sapranno,
pescare dal mare del dating online e avventurarsi a cena spesso risulta essere più rischioso di un lancio in parapendio.

Quasi in egual misura lo è tentare un ristorante nuovo. Buffi noi torinesi, versatili vacanzieri da giugno ad agosto ma abitudinari poltroni da settembre a maggio.

Svoltare su piazza Bodoni interrompe il flusso di pensieri: Ci siamo.

Per piacere di narrazione terrò in borsetta Giulio per tutto il tempo che intercorre tra lo shock e la camminata verso il tavolo.

Uno sguardo al personale, sorridente, dritto e impeccabilmente tirato a lustro. Uno sguardo alle fotografie appese ai muri. Arredamento industriale, volte in pietra, illuminazione perfetta, vini ovunque. Bello.  

Mi siedo e l’attenzione torna sul mio compagno di pasto nuovo di zecca.

“Dai Bea, magari questo non è male

In effetti, non lo è. Almeno all’apparenza.

Alto, snello, biondo e dallo sguardo vispo. Sarebbe delizioso poter affermare che le buone impressioni siano rimaste bianche come la camicia, ma se così fosse, non ci sarebbe alcuna storia.

Si manifesta quasi immediatamente il tipico protagonismo di chi, temendo di non essere abbastanza interessante, si addentra in infiniti monologhi narrativi: Dall’asilo ai giorni nostri, ottenendo ahimè il risultato temuto.

Ho appena avuto modo di notare la quantità eccessiva di gel fra i capelli che Giulio termina il resoconto sulla vacanza a Gallipoli e mi domanda “E tu cosa mi racconti?”

Play on play off baby. I principi della comunicazione, questi sconosciuti.

Fosse cosi semplice gli avrei  messo il muto sin da subito.

Con un cenno solidale, arriva in soccorso la ragazza, da qui in poi chiamata “la salvatrice” e mi porge la cruda di fassona ricoperta da tartufo e crema di robiola, a tutti gli effetti, la prima gioia della serata.

La guardo in quell’alfabeto che solo il genere femminile può comprendere

“Grazie. Menomale che ci sei tu, ma.. quanto tartufo c’è qua sopra?

Lei coglie al volo sbattendo rapida le ciglia “Ehi, ci mancherebbe. Te lo meriti tutto quel tartufo, resisti.”

Intanto Giulio, scarso nell’arte del discorrere, si rivela dal canto suo un intenditore in termini vinicoli e soddisfattoalza su il calice di Nebbiolo “Angelo” del 2020 della cantina Mauro Veglio, invitandomi ad un brindisi.

“A noi”

Poco più in la, sul volto della mia salvatrice, un soffocato sorriso.

La cena procede a ritmo variopinto e spedito; Vitello tonnato alla piemontese, agnolotti di ortica con pomodoro San Marzano e burrata, gnocchetti con ragù di vitello e tartufo nero estivo.

 

Per concludere accompagno un barolo chinato al tortino cuore caldo al cioccolato, per golosità e per analogia.

Nella piccola interruzione che precede  il dolce, la mia salvatrice ci conduce nel giardino interno del ristorante per due boccate di nicotina. Giardino che si rivela un’intimabomboniera segreta e floreale. Svelata l’analogia.

Più tardi e sebbene con un certo dispiacere, Giulio intinge i suoi biscotti nello zabaione mentre io mi trovo crudelmente a confessare che no, proprio non ci sarebbe stato seguito.

Perché?

Troppo gel. Troppe parole. Non amo lo zabaione.

“Dai Bea, magari questo non è male

Non lo è, ma con tutto quel gel si corre il rischio di rimanere appiccicati come accade alla lingua al contatto con una stalattite.

Piccolo spoiler? Accadde. Ma questa è un’altra storia, di un altro ristorante, per un altro giorno.

Ad avere garanzia nel seguito è certamente il ristorante, dove si è rivelato il senso stretto del loro tortino al cioccolato.

Nella casa del Barolo di piazza Bodoni, il cuore caldo è dato dal personale, dalla pioggia di tartufo e da quel giardino interno. Perfetto e segretissimo.

Elena Varaldo

 

 

 

Elisabetta II e quel viaggio a Torino

Ieri, all’età di 96 anni, si è spenta nel castello di Balmoral la regina Elisabetta. Nel 1961 visitò Torino e lasciò in città un ricordo indelebile.

Dov’eri tu quando hai saputo che è mancata la Regina Elisabetta? Ieri, 8 Settembre, siamo incappati inconsapevolmente in un evento epocale. Di quelli che lasciano il segno e che si congelano nella nostra memoria. Come per John Lennon o per l’attacco alle torri gemelle, nei prossimi anni ricorderemo esattamente dov’eravamo e cosa stavamo facendo quando abbiamo saputo che Sua Maestà Elisabetta II è spirata nel suo castello di Balmoral.

Nessuno se lo sarebbe immaginato. Innanzitutto perché Elisabetta II ha incarnato la tenacia più di qualunque altro. Quando è stata investita del ruolo di regnante, a soli 25 anni, ha giurato fedeltà alla corona e ai suoi sudditi. Ha promesso che mai avrebbe lasciato quell’incarico e così ha fatto sino a due giorni fa quando ha dato udienza al nuovo Primo Ministro del Regno Unito, la Tory Liz Truss. In 70 anni di regno, il più lungo che la storia inglese possa ricordare, non è mai venuta meno al suo giuramento.

 La notizia ha iniziato a circolare sui social nel primo pomeriggio quando i canali ufficiali della sovrana hanno riferito la preoccupazione dei medici per le sue condizioni di salute. Su Twitter molti utenti hanno espresso sgomento. C’è stato chi ha ammesso di “non essere pronto” perché Elisabetta ci ricorda la nostra nonna, una mamma, una presenza dolcemente familiare.  E così c’è chi ha espresso angoscia e chi ha pregato che la notizia non fosse vera.

Invece intorno alle 19, la famiglia reale ha ufficializzato la notizia. “La Regina è morta in pace a Balmoral questo pomeriggio. Il re e la regina Consorte (Carlo e Camilla NdA) resteranno a Balmoral questa sera e domani faranno ritorno a Londra”. L’ipotesi si è fatta realtà, è ufficialmente è partita una serie di eventi chiamati London Bridge e Operazione Unicorno che sfoceranno nei funerali di stato.

Il ricordo del passaggio a Torino di Elisabetta II è ancora vivido nei torinesi.  Nel 1961, in occasione delle celebrazioni per l’Unità d’Italia, la Regina e suo marito, il Principe Filippo, fecero un tour della penisola. Visitarono Cagliari, Napoli, Roma, Firenze, Milano e conclusero il tour proprio nel capoluogo Piemontese.

Il 10 Maggio Elisabetta si affacciò al balcone di Palazzo Madama, sotto una folla letteralmente in delirio. Si recò anche in visita a Italia 61 e incontrò l’avvocato Gianni Agnelli. E proprio in merito a quest’ultimo si ricordava, in Fiat, un aneddoto avvolto da mistero.

Nel 1969 Peter Collison scelse Torino per girare “The Italian Job”, che da noi fu tradotto con “Colpo all’italiana”. Il film, un vero cult movie per gli inglesi che ancora visitano Torino per ripercorrere i luoghi dove furono girate le scene più spettacolari, vide le Mini Cooper protagoniste di avvincenti inseguimenti. Venuto a conoscenza del progetto, l’Avvocato offrì le Fiat 500 alla produzione, a titolo gratuito. Una mossa di marketing ben assestata che fu però ostacolata da una donna. La regina Elisabetta disse infatti al regista che un film inglese doveva avere per protagoniste vetture inglesi. Gianni Agnelli, da galantuomo, non solo cedette ma aprì le porte degli stabilimenti di Mirafiori e Lingotto per girare le scene, e fornì altre vetture da usare, sempre a titolo gratuito. Quello fu l’unico caso in cui vetture non Fiat ebbero il permesso di scorrazzare in stabilimento.  Insomma, nessuno, sembra aver mai resistito al fascino di una regina che dedicato una vita al suo paese, intrecciato relazioni e incarnato la figura della donna instancabile e sempre presente.

È già, forse per questo ora sto ricevendo messaggi di amici dispiaciuti per la sua morte. Elisabetta per noi non era una figura politica. Piuttosto è entrata nell’immaginario comune come la nonna che ti rimprovera quando non ti comporti bene. Ricordiamo tutti quando diede una gomitata al nipote William per dirgli di tirarsi su mentre si affacciavano al balcone di Buckingham Palace.  Ma era anche la nonna accogliente e pronta ad essere tua complice. Harry la coinvolse nello spot per pubblicizzare i suoi Invictus, evento sportivo dedicato ai veterani di guerra che han riportato disabilità permanenti. Nel video scherzavano e si spalleggiavano con occhiate birichine per lanciare una sfida ai coniugi Obama.

Non entro nel merito del ruolo pubblico e del personaggio storico. Quest’analisi la lasceremo alle settimane a venire.  Non essendo suoi sudditi, a noi resta l’immagine iconica della donna sempre sorridente, instancabile, rassicurante. Vestita con colori sgargianti non rinunciava mai alla borsetta che, con messaggi in codice, usava anche per comunicare con i suoi valletti. Stringeva mani, elargiva sorrisi e riceveva mazzi di fiori. Senza mai sottrarsi. Aveva l’umiltà di ricordare come su questa terra siamo ospiti, creature di passaggio.

Avevo una cara zia che le assomigliava come una goccia d’acqua. Glielo ripetevamo continuamente: “Zia Titina, sei identica alla Regina Elisabetta”. E la somiglianza non si limitava all’aspetto. Mia zia condivideva la stessa tempra di quelle donne che il tempo non riesce a scalfire e che solo la morte può fermare.

Lori Barozzino

Lazzarino: “Ecco le risorse che il PNRR potrà destinare al CAAT”

“I rincari di luce e gas, che si stanno palesando in maniera dirompente sulle bollette, in seguito alla guerra russo-ucraina – spiega il presidente del CAAT Marco Lazzarino – rischiano di avere un impatto devastante su tutto il settore e sulla filiera agroalimentare.

Per quanto concerne il CAAT, inoltre, purtroppo non siamo stati ricompresi tra i settori energivori, che beneficianodi crediti di imposta.

Sono, tuttavia, presenti dei costi enormi nel settore dei grandi centri agroalimentari causati dalle celle frigorifere, che sono estremamente energivore. Un esempio può essere rappresentato da un grossista, che l’anno scorso abbia ricevuto una fattura di 7800 euro e che quest’anno ne riceve una dell’importo di 20 mila euro”.

“Un primo tema che ritengo di fondamentale importanza – aggiunge il presidente del CAAT Marco Lazzarino –  riguarda, quindi, l’emergenza energetica. Italmercati, l’associazionenazionale dei mercati all’ingrosso, ha avanzato più volte pressanti richieste al governo centrale per far fronte a questa situazione e avviato azioni di sensibilizzazione in quanto il settore agroalimentare risulta di fondamentale importanza per gli utenti finali, rappresentati dalle famiglie. Il rischio più  grave è che le aziende chiudano o che i rincari, eccessivamente onerosi, si trasferiscano proprio sugli utenti finali. Ci troveremmo, così, costretti a constatare degli aumenti da parte degli operatori, trasferiti sui prodotti. Come CAAT abbiamo, fin dall’anno scorso,adottato una strategia di riduzione dei consumi elettrici, con investimenti mirati quali, ad esempio, il passaggio all’illuminazione a Led; nonostante ciò, la bolletta del CAAT passa da 540.000 euro a 1 milione di euro.

Per questo lanciamo un ulteriore allarme perché le istituzioni possano muoversi in maniera tempestiva per risolvere la situazione”.

“Le aziende – aggiunge il Presidente del CAAT Marco Lazzarino – rischiano di chiudere o di scaricare gli aumenti sui consumatori finali e solo il governo risulta in grado di dare un valido aiuto, in questo frangente.

Nell’ambito dei fondi previsti dal PNRR sono state stanziateimportanti risorse per sviluppare e proiettare nel futuro i Centri agroalimentari. Questo risultato è stato raggiunto grazie dall’intenso e costante rapporto intercorso tra i Centri Agroalimentari e il MIPAAF, il Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Grazie ad una positiva interlocuzione con questo Ministero è stata riconosciuta l’importanza strategica dei mercati all’ingrosso quali il CAAT ed è stato deciso da parte del Ministero di stanziare una dotazione finanziaria a fondo perduto di 150 milioni di euro, spalmati su tutti i mercati all’ingrosso nazionali.

Per ogni singolo progetto verranno stanziati fino a 10 milioni di euro; il decreto è già stato emesso e, a breve, verrà pubblicato il bando per l’assegnazione dei fondi.

Come CAAT ci eravamo portati avanti ed abbiamo nel cassetto progetti riguardanti la digitalizzazione, l’efficientamento energetico, l’ammodernamento della struttura e della logistica. Sono per questo ottimista circa la possibilità da parte nostra di poter accedere ai finanziamenti del PNRR.

Questo stanziamento è fondamentale per lo sviluppo di questa struttura e il CAAT approfitterà dei fondi messi a disposizione dalPNRR,  che dovranno essere erogati entro il 31 dicembre.

Il nostro scopo è quello di restituire un nuovo CAAT, capace di sfruttare appieno le potenzialità nel campo della digitalizzazione e di efficientamento energetico, attraverso impianti fotovoltaici e coibentazione della struttura”.

 

“Il Cda del CAAT – conclude il suo Presidente – si riunirà entro la fine del mese di settembre per analizzare e deliberare circa la strategia che consenta di sfruttare al massimo l’opportunità  offerta dai fondi del PNRR.

Il decreto di stanziamento dei fondi è già noto e entro novembre dovranno essere presentati i progetti, in quanto i fondi verranno assegnati entro il 31 dicembre di quest’anno “.

Nonostante le difficoltà dello scenario attuale sono fiducioso che il futuro del CAAT presenti grandi opportunità di crescita e di innovazione”.

 

Mara Martellotta

Bollette insostenibili, a dicembre le piscine rischiano di chiudere

Ristori e esenzione Iva per lo sport. Sono le richieste del presidente della Fin (Federazione italiana nuoto) Piemonte e Valle d’Aosta, Gianluca Albonico: “E’ un grido di allarme, sono molti gli impianti che a dicembre chiuderanno per l’attuale costo delle utenze energetiche.

“Dopo un Campionato europeo che ha visto le nostre Nazionali protagoniste assolute, risultando nel medagliere finale al primo posto – dice  Albonico – e dopo un’estate che ha visto di nuovo le piscine popolate, oggi la quasi totalità dei gestori si trova obbligato a chiudere gli impianti nei mesi più freddi. Un impianto medio spende qui al Nord 120.000 – 150.000 euro tra energia elettrica e termica e questa voce sarà moltiplicata per 3-4 volte, la matematica non ci lascia scampo”.

Si consideri poi che a gennaio entrerà in vigore una parte della riforma sullo sport che paradossalmente porterà ancora più costi alle società. Una riforma necessaria (ad esempio per la tutela dei tanti istruttori e tecnici) che purtroppo però aggiunge costi a una situazione già deficitaria”.
“Il rammarico – conclude Albonico – è che impianti così energivori non siano stati inseriti ad esempio nelle agevolazioni del 110% “