ilTorinese

Playoff UEFA Mondiali 2026. Spiegazione breve dopo la matematica qualificazione dell’Italia di Gattuso

L’Europa ha 16 posti al Mondiale 2026.
13 vanno ai vincitori dei gironi di qualificazione.
Gli ultimi 3 posti si decidono con i playoff.
Chi partecipa ai playoff?
10 seconde classificate dei gironi.
2 squadre dalla Nations League 2024/25 (tra le migliori non ancora qualificate).
Come funzionano?
12 squadre divise in 3 percorsi da 4.
Ogni percorso ha:
2 semifinali secche
1 finale secca
Le 3 vincitrici vanno al Mondiale.
Quando?
Marzo 2026

Enzo Grassano

Unione Industriali Torino, Marco Gay: “L’Italia deve tornare a crescere investendo su industria e innovazione”

Davanti a oltre 800 tra imprenditori e manager, si è svolta questa mattina l’assemblea annuale dell’Unione Industriali Torino. All’evento hanno partecipato il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.

La relazione del presidente Marco Gay si è aperta con un suggestivo video, realizzato con l’intelligenza artificiale, che immaginava la Torino del 2100. Le immagini si sono concluse con una panoramica sul pubblico in sala: “Questo video inizia qui. Inizia qui perché abbiamo una certezza: la nostra ambizione e il nostro impegno sono gli stessi con cui ci siamo lasciati un anno fa (…). Mettere in campo ogni sforzo e ogni energia per contribuire a rendere la nostra città e il nostro territorio luoghi di crescita e innovazione”.

Nel suo intervento, Gay ha espresso preoccupazione per il quadro geopolitico internazionale: “Al di là dell’Atlantico si sta imponendo un nuovo codice nel linguaggio diplomatico (…). Ciò che più ci preoccupa è la costante incertezza di quello che è e che sarà”, pur riconoscendo come “in Italia godiamo di stabilità politica: per noi imprenditori è essenziale”. Ribadendo l’importanza dell’Europa, ha ammonito che “dobbiamo riformare le politiche, non i princìpi”, invitando a ridurre frammentazioni e burocrazia: “Siamo fermi a guardare cosa fanno gli altri”.

Riguardo alla Legge di Bilancio, il presidente ha richiamato la necessità di un equilibrio tra vincoli e crescita: “Il rispetto dei vincoli comunitari non deve diventare il motivo per non fare (…). Una crescita dello 0,5% non è una vera crescita”. E ha aggiunto: “Gli equilibri di finanza pubblica non si tengono senza investimenti e senza crescita”, sottolineando l’urgenza di agire su innovazione, intelligenza artificiale, fiscalità e costo dell’energia.

Sul fronte industriale, Gay ha ricordato che il settore “vale 510 miliardi di euro, pari al 23,4% del PIL nazionale e al 26% a Torino”, invitando gli imprenditori a una scelta chiara: “Vogliamo essere ambiziosi o continuare a difenderci?”.

“Al nostro Paese serve una politica industriale con una visione almeno triennale (…). Ma non è pensabile di fare sviluppo e crescita con queste risorse”, ha osservato riferendosi ai limiti del bilancio statale e alla misura del superammortamento.

Guardando a Torino, Gay ha sottolineato come “è già da tempo il momento del coraggio”, rilanciando il tema della mobilità: “Abbiamo la filiera, il know how, l’ingegneria e allora abbiamo bisogno che tutti si prendano degli impegni chiari”.

Ha poi ricordato i progressi del tessuto produttivo locale: “In dieci anni le aziende di Torino sopra i 5 milioni di fatturato sono cresciute del 37% e i dipendenti del 24% (…). È il segnale che nessuno sta ‘divorando’ il presente, ma stiamo investendo sul domani”.

Proiettandosi verso il 2030, Gay ha indicato i settori chiave della crescita globale — aerospazio, robotica, chip, energia, medicina, nanomateriali e alimentazione — e il ruolo strategico che Torino può giocare: “Essere la città dove uomo e macchina convivono in un prodotto industriale di eccellenza (…). Vogliamo essere centro sperimentale per il volo dei droni e per la medicina del futuro”.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla formazione: “La rivoluzione tecnologica comporta una rivoluzione che è anche culturale (…). Dobbiamo superare tutte le resistenze per rafforzare la collaborazione tra sistema educativo e sistema produttivo”. E ancora: “I giovani sono il nostro presente e a loro dobbiamo prima di tutto l’attenzione delle nostre scelte”.

Sul mondo delle imprese, Gay ha annunciato il progetto “Destinazione crescita”: “La crescita dimensionale sarà un requisito per stare nel futuro da protagonisti (…). Ma la crescita non è un fatto individuale. È un esercizio collettivo”, ribadendo l’importanza delle grandi infrastrutture e delle misure straordinarie per la competitività.

In chiusura, un appello alla responsabilità e all’ottimismo: “Noi abbiamo la responsabilità di proporre, è il nostro compito (…). È il momento di recuperare e alimentare quell’ottimismo industriale che ha sempre distinto la nostra città (…). Un posto dove l’industria c’è, ma certamente la nuova industria continuerà a esserci e troverà casa”.

Rapina in pieno giorno ai Murazzi, coppia aggredita con spray al peperoncino

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Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino tre giovani per rapina aggravata in concorso.

Attorno alle due mezza di domenica, una coppia di amici a passeggio lungo la riva del Po è stata avvicinata, all’altezza di via Sineo, da tre giovani cittadini egiziani che, dopo aver chiesto loro una sigaretta, li hanno aggrediti utilizzando uno spray urticante.

I tre, tutti di 20 anni, sono riusciti a impossessarsi della borsetta della ragazza e dello zaino del ragazzo, per poi fuggire in direzione di via Balbo.

I poliziotti dei “Falchi” della Squadra Mobile torinese, acquisite le descrizioni, hanno svolto attive ricerche in zona, fino a quando hanno notato il gruppetto in Viale dei Partigiani e, seguendoli fino a via XX Settembre, dove li hanno fermati.

Addosso ai giovani, gli investigatori hanno rinvenuto alcuni documenti sottratti a una delle vittime, che le sono stati riconsegnati, nonché un coltello a lama fissa e lo spray urticante utilizzato durante la rapina.

Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria, che ha disposto come misura l’obbligo di presentazione alla P.G.

Gli studenti del Politecnico in mostra a Urban lab per immaginare la Torino del futuro

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Dodici mesi di lavoro, 52 luoghi, 14 atelier, 543 studenti coinvolti, 41 docenti e 46 tutor. Questi i numeri di “Scenario Torino”, la 2ª edizione della mostra realizzata da alcuni studenti del Politecnico su come immaginano il futuro di Torino e che sarà inaugurata alle 18 di oggi, presso la sede di Urban Lab e sotto i portici di piazza Palazzo di Città.

Ieri si è svolta un’anteprima riservata ai giornalisti che hanno potuto apprezzare il lavoro degli studenti dei corsi di Laurea Triennale, Laurea Magistrale in Architettura, Design, Pianificazione urbanistica e territoriale e Architettura del paesaggio del Politecnico di Torino. I futuri architetti si sono cimentati con esercizi progettuali su diverse aree urbane e tematiche di lavoro, a stretto contatto con l’Amministrazione comunale e in particolare con l’assessorato all’urbanistica della città di Torino. Gli esiti di questa stimolante mostra saranno visibili a tutti proprio da questo pomeriggio. Le fotografie sotto i portici della piazza illustrano i luoghi di progetto. Negli spazi di Urban Lab, invece, analisi, disegni e modelli mettono in mostra molteplici possibili destini per edifici, isolati e intere zone di una Torino che si immagina più sostenibile e accessibile.

La Città di Torino sta affrontando un momento di straordinario cambiamento: rilevanti investimenti pubblici e privati hanno avviato una nuova stagione di rigenerazione e ripensamento del territorio. Il numero delle trasformazioni urbane che si stanno avviando sul territorio comunale e le sfide attuali, mettono in luce la possibilità di ragionare in termini esplorativi intorno alla trasformazione di aree, edifici, brani di città. E il nuovo Piano regolatore presentato lo scorso 14 ottobre alla ESCP Business School ne è un esempio.

«Il lavoro che si fa con “Scenario Torino” – spiega l’assessore all’urbanistica Paolo Mazzoleni – è straordinario per noi e per gli studenti che si mettono all’opera su aree esistenti della città con progetti migliorativi che riqualificano interi quartieri. È un esercizio utilissimo per la città da cui poter prendere anche spunto ed è interessante capire come gli studenti immaginino la loro visione della città con modellini fisici e disegni tecnici. Un enorme mole di lavoro per gli studenti e i loro tutor e docenti del Politecnico che ringrazio».

L’iniziativa è stata curata dai docenti Caterina Barioglio, Nadia Caruso, Valerio Della Scala e Saskia Gribling, e ha coinvolto più di 14 insegnamenti di Ateneo.

Un’opportunità unica, che ha consentito da una parte ai ragazzi e alle ragazze di confrontare le proprie conoscenze teoriche con le sfide reali dell’urbanistica contemporanea, e dall’altra alla Città di Torino di beneficiare di una serie più variegata di immaginari ed esplorazioni meta-progettuali sul territorio e sulla sua trasformazione.

La mostra sarà visitabile fino all’8 novembre 2025 dal mercoledì al venerdì, dalle 14 alle 18 e il sabato dalle 12 alle 19.

All’inaugurazione sono previsti gli interventi di Paolo Mazzoleni, Assessore all’Urbanistica della Città di Torino, Andrea Bocco, Direttore del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST del Politecnico di Torino, Michele Bonino, Direttore del Dipartimento di Architettura e Design-DAD del Politecnico di Torino e Piero Boccardo, Presidente di Urban Lab.

Soggetti coinvolti:

Assessorato all’Urbanistica della Città di Torino
Urban Lab
Dipartimento DAD (Architettura e Design) del Politecnico di Torino
Dipartimento DIST (Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio) del Politecnico di Torino.

TORINO CLICK

La simpatia e la passione di una avanzata terza età

Nel cartellone del Festival delle Colline

Bien sympa!, potrebbe essere il giudizio da dare a “La vie secrète des vieux” visto al Festival delle Colline, una fitta coproduzione tra tante realtà teatrali, a cominciare dal Festival d’Autumne di Parigi o dal Théâtre National Wallonie di Bruxelles, dal Festival d’Avignon o dalla Comédie de Genève, una sorta di Villa Arzilla dove un gruppetto sempre meno fitto di orgogliosi vegliardi si mette a informare un pubblico – alla fine divertitissimo – delle proprie ancora prodezze sessuali. Dico “meno fitto” dal momento che da una precedente distribuzione si contavano, “in ordine di longevità” capace di superare il secolo, ben tredici rappresentanti mentre l’altra sera, sul vasto palcoscenico dell’Astra, sgambettavano soltanto più in sei, qualcuno sicuramente perso per la strada, con conseguente differenza di durata dello spettacolo, una visibile su un piccolo schermo, ex annunciatrice di una qualche tivù, un paio, Anna e Georges, deceduti negli ultimissimi anni, i compagni pronti di lui a mettere in bella mostra l’urna delle ceneri perché sia ancora lì a prendere parte in qualche modo allo spettacolo.

Ed eccoli lì allora, guidate e guidati dall’affetto (e dalla realizzazione) di Mohamed El Khatib, sotto le cure e le altrettante narrazioni e attenzioni di una giovane accompagnatrice, che terminerà a cantare come Céline Dion sul ponte del Titanic in uno slancio canoro e non soltanto, affettuoso ognuno all’insegna del the show must go on, i vari Micheline Chille Jean-Pierre Annette Jean Paul, a dire dei propri corpi che non sono più quelli di un tempo, di quel vicino di stanza per cui una passione rimane, del primo orgasmo avuto a 65 anni, dei baci rubati su una panchina, del piacere di una sauna (con tanto d’indirizzo, tra i presenti non si sa mai…) con quei ragazzi che possono trovare piacere con un vecchio e lui con loro, di una serie d’amori etero felicemente stabilizzati in una relazione lesbica. Il desiderio che si può vestire di nuovi abiti, il reinventare la propria sessualità, intimità, chiacchiere, affettuosità, amori, divertissements solitari che coinvolgono l’uno e l’altro sesso, sorrisi e risate, allegria e confessioni aperte, fragilità e ribellioni pronte a combattere contro la cerchia familiare, gli “attori” (ma una sola lo è di professione, tutti gli altri non hanno nessun curriculum alle spalle) a divertirsi e a divertire, non esclusi canzoni e passi di ballo: vita vissuta o almeno crediamo presa a prestito, un documentario di parole, esperienze da trasmettere, tutto molto simpatico, dicevamo all’inizio. Non abbiamo partecipato a una serata “teatrale” ma ci siamo divertiti.

Elio Rabbione

Alessi (FdI): “Landini vergognoso su Meloni: si dimetta”

LA PRESA DI POSIZIONE DELLA VICE PRESIDENTE COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA’ DELLA REGIONE

Il segretario generale della Cgil Landini ha definito in televisione il Presidente del Consiglio “Cortigiana di Trump”, che come ha scritto su un post Giorgia Meloni “cortigiana” viene definita dal dizionario Oxford “donna di facili costumi, prostituta” e così anche in altri dizionari.
Un sindacato di sinistra dove a parole vogliono la parità e le quote rosa, ma in realtà hanno come priorità solo le desinenze al femminile: Ministra, Assessora, Avvocata…
Infatti non sanno apprezzare una donna che è diventata Presidente del Consiglio grazie alle sue capacità. Forse è proprio questo che dà tanto fastidio alla sinistra e sanno solo denigrare e insultare una donna che è un apprezzato Presidente del Consiglio in tutto il mondo, tanti uomini nel suo ruolo non ne sono stati capaci.
Unica cosa che può fare Landini è vergognarsi e chiedere scusa.
Il contrasto ad ogni forma di violenza e discriminazione sono elementi fondamentali per la Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte, dove come componente abbiamo anche una rappresentante della Cgil
Tutte le donne e anche gli uomini della Cgil dovrebbero prendere le distanze da ciò che ha detto il loro segretario generale e chiederne le dimissioni, ma non lo faranno mai anzi saranno orgogliose di lui.
Se non chiedete le dimissioni del vostro segretario generale, “vergognatevi”! conclude Patrizia Alessi, capogruppo di FdI in Circoscrizione 7 e Vice Presidente Commissione Pari Opportunità della Regione Piemonte

Ecco perchè l’Assemblea degli Industriali torinesi può essere molto importante 

Giachino: “Il Confronto col Governo avverrà prima della presentazione della Legge di Bilancio. Si presentano i dati reali della economia torinese e piemontese se si vogliono chiedere misure importanti. Urso va sostenuto.  Se Riparte Torino aumenterà anche la crescita economica italiana”

L’ Assemblea degli industriali torinesi, tenuto conto della debolezza politica del Consiglio Comunale e del Consiglio regionale , sarà il momento più importante dell’anno per Torino. L’Italia ,come ha detto il Fondo Monetario , quest’anno e il prossimo anno vedrà il suo PIL crescere la metà della media europea. La bassa crescita della economia torinese sicuramente è una delle cause della bassa crescita italiana. Ecco perché la Assemblea di quest’anno che vedrà intervenire mezzo Governo sarà questa volta più importante della Assemblea degli industriali lombardi, per influire sulla azione del Governo e sulla prossima Legge di Bilancio . Se riparte Torino ne avrà benefici importanti la economia nazionale.
Torino e’ la capitale della filiera industriale più importante del Paese e di questa filiera oggi è il centro della crisi. A Torino e in Piemonte oltre a Mirafiori opera un terzo dell’indotto dell’auto . Un settore che ha trainato lo sviluppo del dopoguerra , anche se poco amato dai torinesi e dagli italiani . Nel 1989 al termine dell’era GHIDELLA in Italia si producevano 1.900.000 auto e la FIAT era la prima per quota di mercato in Europa. Errori della Famiglia,  in primis la cacciata di Ghidella, errori della Città che, dando  per scontato nel 93 che l’industria non sarebbe stata così più importante ,punto’ tutto sul turismo, sulla cultura e sul loisir senza accorgersi che il valore aggiunto dell’industria per la nostra economia era molto più alto. Dal 2001 al 2019 Torino ha perso 19 punti di PIL rispetto a Bologna.
La colpa maggiore delle Amministrazioni fu capire in grave ritardo che la crisi della industria non era assolutamente pareggiata né dal turismo né dai nuovi settori.
 Nessuna Città europea ha difeso così poco la sua grande azienda come Torino. Nessun Paese ha difeso così poco la sua filiera industriale più importante . In Spagna lo scorso anno si son prodotte due milioni di auto. Tutti responsabili dal Comune al sindacato. Il primo sciopero a aprile 2023. Usati male anche gli incentivi statali su cui mi ero battuto molto . Il governo giallorosso addirittura non disse nulla al momento della vendita ai francesi. Il disimpegno della famiglia da Torino è forse la pagina meno bella della sua storia. L’avvocato Agnelli non sarà assolutamente contento. Io conto molto sull’impegno di Urso e del Governo perché venga corretta in Europa la sciagurata direttiva green fortemente voluta dalla sinistra e perché si riduca con forza il costo della energia se si vuole recuperare competitività . La crisi del settore auto il settore che ha la più grande ricaduta economica sul territorio incide sicuramente nella bassa crescita della economia italiana .Gli effetti su Torino sono più importanti perché qui la “fabbrica delle fabbriche” come è meglio definire il settore ha generato un sistema industriale in grado di costruire un’auto intera. Le amministrazioni comunali si sono illuse , sbagliando, di sostituire ciò che si stava perdendo nel settore col turismo, la cultura e gli eventi ma non è stato così. Non è bastata neanche la forte crescita dell’aerospazio  e così Torino da venticinque anni cresce meno della media nazionale. Aver capito tardi la o bassa crescita ha impoverito la Città . I ritardi gravi nella costruzione della TAV e del Terzo Valico , il mancato completamento della tangenziale hanno impedito la crescita della logistica in Piemonte , un settore importante che in Germania invece ha più del doppio della occupazione rispetto all’Italia. Il calo della economia torinese che vale il 55% della economia piemontese colloca la nostra Regione , che trent’anni fa era seconda alla Lombardia , tra l’ottavo e il decimo posto tra le regioni italiane. Il calo della crescita economica ha penalizzato soprattutto i redditi più bassi e ha fatto aumentare le diseguaglianze cosicché oggi la metà della Città che sta male sta peggio di quattro anni fa. Torino e’ la capitale della disoccupazione e tra le prime per disoccupazione giovanile. Torino soffre economicamente e socialmente ma ha ancora grandi potenzialità nel suo know how, nella qualità del suo Politecnico , della sua Università e nei suoi Centri di ricerche privati.
Ecco perché il Governo deve puntare anche su Torino e sulle sue potenzialità  per rilanciare la crescita della economia nazionale . E’ stato importante assegnare alla nostra Città il Centro per la Intelligenza artificiale che potrà essere strategico anche nello sviluppo della nuova mobilità , dalla guida autonoma in la.
Alla difesa del settore auto Torino deve aggiungere un grande sforzo nelle Infrastrutture.
La TAV ,l’opera più importante,va avanti troppo lentamente  e l’entrata in esercizio solo nel  2033-34 e’ obiettivamente grave. Paghiamo un prezzo alto alle lotte dei NOTAV, alla forte opposizione della sinistra , agli errori di chi ha l’incarico di realizzarla. Qualcuno non capisce che i ritardi costano molto alla economia piemontese e determinano cambiamenti nelle decisioni degli investimenti in logistica . Se 2/3 delle nostre esportazioni vanno in Europa e’chiaro che TAV, Monte Bianco , Terzo Valico , Brennero sono L priorità’ assolute.
Il Piemonte paga anche i ritardi nella costruzione del Terzo Valico così come il mancato completamento della Tangenziale di Torino costa molto ai pendolari e alla nostra economia . Anche le Banche debbono fare di più nella difesa del nostro settore industriale  Non capisco perché non si sia istituito un forte Fondo garanzia al credito per il settore dell’indotto auto il settore che sta pagando di più la folle delibera europea. Ecco perché sono convinto che la Assemblea degli Industriali di Torino non sarà solo una passerella. Quella del 2013 fece sua la mia proposta di portare a Torino la Autorità dei Trasporti. Quella di quest’anno mi auguro porti a un Patto per Torino nel quale Governo , Enti Locali e imprenditori si impegnino per rilanciare economia e lavoro cosicché i detentori torinesi dei capitali decidano di scommettere sulla nostra Città come ha chiesto giustamente il Cardinal Repole.
Mino GIACHINO
SITAV SILAVORO già sottosegretario alle Infrastrutture

La pensione è poca, il furto è tanto

FRECCIATE

C’è un limite all’indecenza? Probabilmente no, almeno a giudicare da questa realtà che non risparmia neanche i più deboli. Un uomo di 54 anni, reduce da un ictus, viene derubato della sua carrozzella elettrica, come riporta la cronaca torinese di Repubblica: il suo strumento di autonomia, comprato a caro prezzo, tre volte la sua misera pensione. Il figlio urla, giustamente: “Non è un gioco”. E infatti non lo è. È la cruda realtà di un mondo dove la pietà sembra un optional, dove la miseria si mescola all’irrazionalità, e chi osserva resta impotente, sbalordito e disgustato di fronte a tanta crudeltà.

Iago Antonelli

Sequestrano un minore per debiti di droga

Nelle scorse ore, la Polizia di Stato ha arrestato a Torino un quarantenne italiano e un ventottenne cittadino rumeno, per sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso.

L’attività ha avuto inizio dopo la segnalazione di un uomo per la scomparsa del nipote. Dopo due giorni, lo stesso viene contattato, sulla piattaforma Instagram, da un utente sconosciuto; all’altro capo, però, c’è il nipote scomparso, il quale dice allo zio di attenersi alle indicazioni che gli verranno riferite; a questo punto, nella conversazione subentra una terza persona che chiede all’uomo una somma di denaro per ripianare un debito contratto dal proprio nipote. Lo zio contatta quindi il numero di emergenza 112 NUE e, insieme a personale della Squadra Volanti della Questura di Torino, si reca presso il Parco Sempione, luogo concordato per l’incontro. Lì individua il nipote, tallonato da due uomini, i quali, accortisi della presenza del personale di Polizia, hanno tentato di allontanarsi ma sono stati bloccati dagli operatori, dislocati strategicamente sulle vie di fuga del parco.

Da una prima ricostruzione dei fatti, ancora al vaglio degli inquirenti, è emerso come il minore, per un debito di droga di 50 euro maturato due giorni prima e da estinguere, fosse stato trattenuto contro la sua volontà all’interno del Parco Sempione per due giorni, sotto minaccia di ripercussioni, sino all’intervento del personale della Polizia.

Gli arresti sono stato convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Ex Ilva, Pd: “Solidarietà ai lavoratori”

“MENTRE I GOVERNI NAZIONALE E PIEMONTESE FANNO PAROLE L’ITALIA RISCHIA DI PERDERE IL SUO PATRIMONIO INDUSTRIALE”

16 ottobre 2025 – “Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori dell’ex Ilva che oggi hanno manifestato a Novi Ligure come a Taranto, con dignità e determinazione, per difendere il proprio diritto al lavoro e il futuro industriale del nostro Paese. La loro voce è chiara: non vogliono cassa integrazione, vogliono lavorare. E noi siamo al loro fianco” dichiarano il Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti, che, questa mattina ha preso parte alla mobilitazione dei tanti lavoratori dello stabilimento di Novi Ligure che stanno chiedendo risposte concrete sul destino dello stabilimento e dell’intero comparto siderurgico, e la Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Gianna Pentenero.

“Non possiamo permettere che i lavoratori e le loro famiglie continuino a vivere nell’incertezza, né che l’Italia rinunci a una filiera strategica come quella dell’acciaio. Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità e intervenire con urgenza, mettendo in campo un piano industriale serio, sostenibile e condiviso con le parti sociali. È il momento del coraggio, non dell’attesa. L’abbiamo ribadito più volte e continueremo a farlo” proseguono gli esponenti dem.

“Il Presidente Cirio ha affermato che la Regione non sarà spettatrice e che vuole fare la sua parte con determinazione e senso di responsabilità, per costruire un futuro industriale degno del Piemonte e dell’Italia. Peccato che, come il Partito Democratico, ha sottolineato più volte, anche durante la scorsa legislatura, le crisi industriali si susseguano, testimoniando drammaticamente che è necessario ripensare, sia a livello nazionale che regionale, a una politica industriale seria, che oggi continua a mancare e la Giunta di centrodestra sia rimasta a guardare mentre i lavoratori attendevano proposte e soluzioni. Ogni volta che scoppia una crisi industriale Cirio costruisce un tavolo, ma gli vogliamo ricordare che il suo ruolo è quello di Presidente della Regione, non di falegname e che, invece, di limitarsi a convocare le parti interessate dovrebbe dire ai Ministri del suo stesso schieramento politico che occorre un piano industriale serio e innovativo che guardi al futuro. Intanto mentre in Piemonte e a Roma si discute l’Italia sta perdendo il proprio patrimonio industriale” concludono Ravetti e Pentenero.