ilTorinese

La deriva di sinistra del centrosinistra e la realtà trumpiana

Landini continua ad urlare ma mi sa che la Cgil è isolata da Uil e Cisl. Magari hanno torto, ma chi è isolata è la Cgil. Sembrerebbe molto peggio di quel che si pensi. Oramai il quasi 70% degli iscritti sono pensionati e gli unici compagni di strada sono i Cobas grandi amici dei centri sociali.  Deriva di sinistra del centro sinistra. Con i riformisti del PD che , riuniti a Milano cercano di modificare la rotta puntando al centro. E tante ma tante liste civiche  che vogliono dire la loro. Come il mio amico Pino Demichele che rispolvera i vecchi tempi di oltre 30 anni fa con Alleanza per Torino che  espresse il primo sindaco laico, il Prof Castellani. Ora la missione è blindare il Sindaco attuale Lo Russo e per l’appunto cercare di spostare l’asse politico al centro.
Chi non ci sta assolutamente è Chiara Appendino. Si è pure dimessa da vice nazionale pentastellata. Al grido opposizione opposizione! Una Chiara Appendino tutt’altro che isolata.  Tra i suoi sodali Bossuto, del resto mio carissimo amico da oltre 20 anni e da più di 35 in politica ed ottimo scrittore. Va  bene… contenti tutti.
Per ora, mi pare, tanta confusione. Non che a destra il clima sia migliore. Sulla finanziaria tre posizioni diverse. Da una parte Salvini dall’altra Tajani e la Meloni sempre più innamorata di Trump. Del resto, come si è sempre detto: al cuore non si comanda. L’amore ha sempre avuto una dimensione onirica ed irrazionale. Amore ricambiato da Trump. Ogni volta che si incontrano baci e abbracci. Sono soddisfazioni. Ed entrambi che sostengono di essere la coppia più bella del mondo.  Sarebbe bello che questo amore fosse fondamentale per fare la Pace nel Mondo. E qui sta la “genialità” del Presidente Usa: basta inventarsi tutto e poi.., altra genialata dire: la verità non esiste più, c’è la post-verita’. Ho cercato nella mia memoria di studi liceali di filosofia ma un concetto simile è la prima volta che lo sento. Tradotto: loro fanno quello che vogliono e quando vogliono. Basta inventarsi la realtà, altro che interpretarla. Con l’intelligenza artificiale e le false notizie il gioco è fatto.  Siamo proprio messi male. Continua la guerra in Palestina e continua in Ucraina e per Trump il gioco è semplice. Colpa degli altri. Soprattutto quello che dice oggi viene smentito domani e nessuno si può permettere di sottolinearlo. Viceversa subito bollato di essere un nemico della Patria. Siamo proprio, proprio messi male. Ultima cosa. Il giornalista Ranucci è giustamente diventato un eroe. Concretamente per essere solidali con lui basta ritirare le 220 querele che pendono sulla sua testa. Vedremo che succederà.
PATRIZIO TOSETTO

Il Karate nel segno dei fratelli Dainotti. La scuola Dojo Sugiyama Torino 

Il Monferrato sportivo degli anni ’70, oltre alle discipline tradizionali che continuano ancora oggi ad essere protagoniste, vide la nascita di antiche pratiche agonistiche meno popolari. Tra queste nuove realtà figura il Karate, percorso sportivo educativo che richiede costante allenamento, molto coraggio e grande determinazione. I fratelli Edoardo e Francesco Dainotti, affermati campioni di valore nazionale e internazionale, sono i protagonisti di questa affascinante e vertiginosa ascesa sportiva.

Da ragazzo Edoardo era il playmaker delle formazioni Junior Basket, Faema Junior, Derthona Basket e Casale Basket, attività abbandonata nel 1974 diventando allievo di Karate di Sergio Ceresa, maestro di quasi tutti i Karateka di Casale che nel 1967 tenne il primo corso nel seminterrato dell’Acli sotto la guida del maestro Bottero di Voghera. A Verbania, Edoardo fu il primo atleta casalese in assoluto a diventare campione piemontese delle cinture marroni e nere al limite dei 65 kg, battendo nella finale del 1976 il padrone di casa e campione d’Italia Roberto Guerra che aveva come coach il maestro Yoshioka, allenatore della Nazionale Italiana.

Nelle eliminatorie Edoardo aveva già ottenuto un grande risultato battendo Angelo Quattrini, vincitore della Coppa Italia. Gli insegnamenti dei maestri giapponesi Soshi Masaru Miura, direttore tecnico SKI Italia ed Europa e Shoji Sugiyama, fondatore della scuola Shoji Sugiyama Torino, furono fondamentali per Sergio Ceresa e per l’allievo Edoardo che arricchì il suo curriculum con cinque titoli piemontesi conquistati con la federazione Filpjk e due terzi posti, due quinti posti e due settimi posti in campionati nazionali. Il 2 gennaio 1982 i fratelli Dainotti fondarono in completa autonomia la scuola Dojo Kendo Karate, con sede nella palestra  della scuola IV Novembre ed in seguito nella palestra dell’Istituto Lanza. L’impatto dei valori in pedana e il fascino dell’insegnamento consentirono di interpretare perfettamente il passato come scuola del futuro.

Francesco Dainotti, maestro di Kendo cintura nera quarto dan, frequentò l’Accademia Nazionale di Scherma come allievo di Luciano Bergamini e iniziò l’attività agonistica con la forte formazione del Novara, conquistando nel 1987 e nel 1992 il titolo italiano a squadre e nel 1994 la Coppa Italia, gareggiando con la Confederazione Italiana Arti Marziali. Queste vittorie gli consentirono di debuttare con la Nazionale Italiana a squadre, conquistando un terzo posto agli Europei di Malmoe nel 1987 e partecipando ai Mondiali di Seul nel 1988, agli Europei di Amsterdam nel 1989 e ai Mondiali di Parigi nel 1995, la maggior gloria che Casale abbia avuto nel settore.
Nel 1978 Edoardo fu l’atleta che a Pisa si  aggiudicò la cintura nera agonistica nel corso di una gara a livello nazionale svolta annualmente, gareggiando per l’Accademia Arti Marziali di Casale. Maestro di Karate cintura nera settimo dan, partecipò a diverse finali nazionali ottenendo ottimi risultati. In palestra conobbe la futura moglie Rosanna Sabatini, maestra di Karate cintura nera con il grado di sesto dan, consegnata per l’occasione da Aldo Garofalo, presidente della Federazione GIAKAM-ASI. Parallelamente all’attività sportiva, negli anni ’60 Edoardo intraprese l’altra grande passione, la musica, esibendosi con eccellenti doti da solista nei gruppi rock amatoriali utilizzando le sei chitarre elettriche che custodisce gelosamente. Dagli anni ’90 si dedica alla pittura e disegni digitali.
Armano Luigi Gozzano 

Il colpo del secolo: Dantès & Balzac alla conquista della Gioconda

Parigi, mezzanotte. La luna si specchia sulla Senna, e due ombre si
muovono furtive lungo il Quai du Louvre. Uno Yorkshire terrier dal pelo
lucente e lo sguardo da stratega — Dantès — guida l’operazione. Al suo
fianco, un Jack Russell terrier a pelo ruvido, irriverente e geniale —
Balzac — armeggia con un piccolo zaino pieno di attrezzi da scasso in
miniatura. «Balzac, il piano è semplice: entriamo dal condotto d’aria,
evitiamo
i laser, e ci portiamo via la Gioconda. Nessuno sospetterà di due
cani». «Geniale, Dantès. Ma se ci beccano, voglio almeno una cella con
vista sulla Senna». Il Louvre dorme, ma non del tutto. I due ladri si
infilano nel museo con l’agilità di due acrobati da circo. Superano
sensori, telecamere e persino un robot di sorveglianza che confonde
Balzac per un peluche abbandonato. Arrivano finalmente davanti alla teca
della Gioconda. «È più piccola di quanto pensassi»,sussurra Balzac. «Ma
il bottino più grande è il mistero che porta con sé» ,replica Dantès,
già intento a disattivare il sistema di allarme. Ma proprio quando la
teca si apre con un sibilo… CLANG! Una grata scende dal soffitto. Luci
accecanti. Sirene. E un ringhio profondo. «Avete il diritto di rimanere
in silenzio», abbaia un pastore tedesco in uniforme, con medaglie al
petto e un cappello da gendarme. Si chiama Gérard, e non ha mai fallito
una cattura. I due vengono rinchiusi alla Conciergerie, l’antica
prigione dei re e dei rivoluzionari.
La cella è umida, ma Dantès non
perde il suo aplomb. Balzac, invece, disegna piani di fuga con un osso
rosicchiato. «Come Lupin, dobbiamo pensare in grande» , dice Dantès.
«Non basta evadere. Dobbiamo farlo con stile». E così, mentre Gérard
dorme con un occhio aperto e l’altro su un manuale di tattiche canine, i
due mettono in atto il piano. Balzac finge un attacco di nostalgia,
attirando l’attenzione del secondino. Dantès, nel frattempo, usa un filo
di pelo per aprire la serratura. Gérard, che nonostante tutto non ha un
cuore di pietra, va nella sua guardiola a preparare una tisana per il
giovane Jack Russell. Una distrazione fatale In pochi minuti, i due sono
fuori. Ma non fuggono subito. Prima, lasciano un biglietto sul tavolo di
Gérard: “La Gioconda è al sicuro. Ma il mistero… quello è nostro.
Dantès & Balzac”. La mattina dopo, Parigi è in subbuglio. I giornali
titolano: “Due cani evadono dalla Conciergerie. La Gioconda salva, ma il
Louvre ha perso la sua inviolabilità”. E Dantès e Balzac? Si dice che
siano tornati a passeggiare lungo il Canal Saint-Martin, in cerca del
prossimo colpo. Magari la Torre Eiffel. O forse solo una baguette rubata
da un bistrot.
Marco Travaglini

Torino investe sul futuro, rinnovate le scuole King e Vian

La Città di Torino continua nel suo impegno per restituire alla comunità scuole più moderne, efficienti e sostenibili, attraverso un programma di interventi che coinvolge oltre 100 istituti scolastici su tutto il territorio cittadino, con un investimento complessivo che supera i 125 milioni di euro: un vasto piano di riqualificazione volto a migliorare la qualità degli ambienti educativi e a mettere al centro dell’azione amministrativa il benessere di studenti, famiglie e personale scolastico.

In questo contesto si è tenuta nei giorni scorsi una doppia inaugurazione, a conclusione dei lavori che hanno interessato due istituti: la scuola primaria King di via Germonio e la scuola secondaria di primo grado Ignazio Vian di via Stampini.

A tagliare il nastro delle due scuole rinnovate, assieme alla comunità scolastica, e a sottolineare l’importanza strategica di questi interventi per la comunità, è stata Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino, che ha dichiarato: «L’inaugurazione delle scuole King e Vian rappresenta un passo significativo nel processo di trasformazione urbana e di rinnovamento dell’edilizia scolastica che la Città di Torino sta portando avanti. Il lavoro che stiamo conducendo riconosce nella scuola un presidio fondamentale per la crescita delle nuove generazioni e mira a valorizzarla quale luogo di inclusione, socialità e sviluppo. La rigenerazione degli edifici scolastici non è solo un’opera edilizia, ma un investimento sociale e culturale che guarda al futuro, e che contribuisce a costruire comunità più coese e inclusive».

Scuola primaria King

Costruita nel 1963, in una zona allora periferica ma in rapida espansione del quartiere di Pozzo Strada, la scuola primaria King ha da sempre rappresentato un punto di riferimento per il quartiere, ma a seguito di problemi strutturali rilevati nel 2014 l’edificio era stato dichiarato inagibile, privando la comunità di un nodo fondamentale di socialità e inclusione.

L’intervento di recupero funzionale e consolidamento strutturale ha restituito una scuola completamente rinnovata, grazie ad un finanziamento di oltre 6 milioni di euro di fondi del Programma Triennale Nazionale 2018-2020 per l’edilizia scolastica (di cui circa mezzo milione stanziato dalla Città con risorse proprie).

Sono stati effettuati importanti lavori di messa in sicurezza strutturale, con il consolidamento delle fondazioni, il rinforzo di pilastri e travi, l’installazione di controventi antisismici in acciaio, oltre alla realizzazione di un giunto sismico a separare il blocco della palestra da quello delle aule. L’intervento ha previsto anche l’adeguamento antincendio e la messa in sicurezza della scala metallica esterna, nonché il consolidamento di solai e cornicioni.

Dal punto di vista energetico, l’edificio è stato dotato di un cappotto termico che riveste l’intero involucro esterno, con l’isolamento e l’impermeabilizzazione delle coperture e la sostituzione degli infissi con nuovi serramenti ad alto rendimento termico. Sono stati rifatti completamente gli impianti elettrici e termici ed è stata installata un’unità di trattamento aria nel locale refettorio per garantire un ambiente salubre e confortevole.

Le opere edili interne hanno riguardato il rifacimento dei servizi igienici, l’eliminazione delle barriere architettoniche grazie alla realizzazione di una nuova rampa di accesso e bagni per persone con disabilità, la riqualificazione della palestra e degli spogliatoi annessi, oltre alla posa di nuove pavimentazioni, la tinteggiatura delle pareti e la sostituzione delle porte interne delle aule.

Un’importante novità riguarda l’attivazione di un servizio mensa interno: grazie alla realizzazione di una cucina nella scuola, gli alunni possono ora gustare pasti preparati quotidianamente in loco.

L’allestimento della nuova cucina interna rientra nel nuovo appalto di ristorazione scolastica, che su tutto il territorio cittadino prevede l’utilizzo di prodotti di qualità freschi, biologici e a km0: un’attenzione particolare al benessere e alla salute degli studenti, oltre che alla sostenibilità.

Con questo intervento, la scuola King torna a essere un luogo vivo e centrale per il quartiere, un presidio educativo e sociale in grado di favorire coesione e partecipazione.

TORINO CLICK

L’arte erotica prende forma a Torino

Dal 28 ottobre al 2 novembre, negli spazi di Corso Palermo 55, torna la seconda edizione della rassegna di arte erotica. Opere di artisti e artiste emergenti o già affermati e affermate ma anche talk, workshop/laboratori e un ricco programma di spettacoli, concerti e djset. Da quest’anno il Festival pubblicherà anche la rivista Posizioni Magazine.

Dopo il successo di pubblico dello scorso anno, torna la seconda edizione di “Posizioni Festival” la rassegna indipendente di arte, grafica e fotografia erotica a cura dell’Associazione Direzioni in collaborazione con il team di Soluzioni Festival e dell’Associazione Orticola del Piemonte.

L’appuntamento è da martedì 28 ottobre a domenica 2 novembre (orari dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 24.00, il sabato dalle 15.00 alle 24.00 e la domenica dalle 12.00 alle 24.00) presso un’ex officina, attualmente inutilizzata, in corso Palermo 55 a Torino, uno spazio ampio in grado di regalare un’ambientazione affascinante e post-industriale in una zona della città dove si sta concentrando la creatività torinese.

L’obiettivo che si pone Posizioni Festival è quello di stimolare, attraverso un percorso che unisce esposizioni artistiche, talk e divulgazione, il dialogo sull’arte erotica, abbattendo tabù e aprendo nuove prospettive, in un ambiente aperto e rispettoso dove l’espressione della sessualità possa essere interpretata come una forma d’arte capace di arricchire il panorama culturale contemporaneo.

Un progetto ambizioso che si pone come occasione di crescita culturale e sociale, offrendo al pubblico la possibilità di fruire di opere d’arte e al contempo di confrontarsi, informarsi e riflettere su temi che riguardano l’identità, le relazioni, la parità di genere e l’evoluzione dei linguaggi della sessualità nel contemporaneo. In questo senso, Posizioni Festival vuole essere un vero e proprio laboratorio aperto alla città, capace di stimolare dibattito, abbattere tabù e arricchire il panorama artistico con nuove narrazioni.

Cuore centrale di Posizioni Festival sarà l’esposizione artistica composta da illustrazioni, fumetti, fotografie, installazioni e grafiche a tema erotico a cura di 14 artisti e artiste fra emergenti, affermati e affermate. Tra questi l’illustratrice e artista visiva torinese Elisa SeitzingerFrancesca Pignataro, art director di Ossì Fanzine e l’italian painter and muralist Luca Ledda. Molto atteso anche il ritorno di Senza Futuro Studio, che metterà in mostra alcune scenografiche installazioni a tema erotico. Tra le opere in esposizione anche i vasi del ceramista Fausto Saltetti arricchiti dalle illustrazioni dell’artista visivo torinese Marco Latagliata. Da segnalare anche i lavori del fotografo milanese Tobia Faverio.

Il mondo dell’erotismo non sarà raffigurato ed esplorato soltanto attraverso le opere esposte ma diventerà anche argomento di analisi, dibattito e scoperta attraverso un programma culturale di talk, workshop/laboratori e spettacoli che vuole interrogarsi su come sta evolvendo l’approccio alla sessualità nelle sue varie forme.

Posizioni Festival affronterà ogni giorno un tema diverso: dalla “Genitorialità erotica” con Malvina Rossetti e Matteo Baldin de L’Associazione La Cedraia a “Corpo, nudità e consenso” a cura di Le Sex en Rose, divulgatori in ambito sessuale e promotori del naturismo; dal tema “Drag Queen” con il Collettivo SorellArse fino all’approfondimento sulle produzioni indipendenti dall’arte all’editoria, e molto altro ancora.

Ogni serata del Festival sarà poi animata con concerti e djset. Tra le artiste e gli artisti sul palco il duo musicale italiano Queen of Saba, composto da Sara Santi, cantante e paroliere non binario insieme al percussionista Lorenzo Battistel, e il deejay Andrea Passenger, che presenterà il suo set musicale “The Love Tapes”.

Quest’anno Posizioni diventerà anche una rivista dal respiro internazionale, disponibile a partire da fine anno e che sarà presentata in anteprima martedì 28 ottobre in occasione della prima giornata del Festival. La rivista Posizioni, che sarà tradotta in tre lingue (oltre l’italiano anche in inglese e in giapponese), vedrà il contributo di autrici e autori che tratteranno il tema dell’erotismo da punti di vista sempre nuovi e interessanti.

Informazioni utili

Posizioni Festival è organizzato dall’Associazione Direzioni in collaborazione con il team di Soluzioni Festival e dell’Associazione Orticola del Piemonte.

Si svolge da martedì 28 ottobre a domenica 2 novembre (orari dal martedì al venerdì dalle 17.00 alle 24.00, il sabato dalle 15.00 alle 24.00 e la domenica dalle 12.00 alle 24.00) in Corso Palermo 55 a Torino.

L’evento è riservato a un solo pubblico adulto.

L’accesso alla mostra è possibile previa iscrizione all’Associazione Culturale Direzioni alla pagina Posizioni Festival – Pre-iscrizione

Il costo della tessera d’iscrizione è compreso nel prezzo del biglietto.

Il biglietto giornaliero è di 10 €

L’abbonamento per i 6 giorni è di 20€

Maggiori informazioni su programma, iscrizioni e prezzi al sito www.posizionifestival.it

Quattro artiste a confronto, tra favola e realismo

Alla Galleria d’arte Malinpensa by La Telaccia, sino al 31 ottobre

Quattro donne, tre pittrici e una scultrice che amano il mondo dell’arte e lo vivono, diversi interessi e più o meno lunghi personali percorsi, linguaggi in piena autonomia, acquerelli e oli, bronzi e terrecotte, intenzioni e suggestioni da offrire a chi guarda, una bella scelta da parte di Monia Malinpensa curatrice che le presenta e con felice intuizione le amalgama, sino a venerdì 31 ottobre, nella propria galleria “by La Telaccia” di corso Inghilterra 51 (orari: 10,30-12,30 / 16-19) con la mostra “Le donne nell’Arte”: sono Daniela Rosso (in arte Prin), Licia Martini, Serenella Rossi, Federica Caprioglio.

Di Daniela Rosso – torinese, allieva di Dino Pasquero maestro delle nevi, affronta pennello e spatola, apprezzati riconoscimenti a Milano e Firenze e Montecarlo, Ivrea e Guarene e Acqui Terme, “osserva, elabora e reinterpreta interessi e momenti di vita vissuta” -, non convincono soltanto la vivacità e la ricchezza dei colori ma il disteso impianto scenico delle proprie tele, le atmosfere che sa imprimere, quei silenzi che abbondano e si impossessano di un mondo reale. L’avvince la natura (“Primi fiori” del 2023, una natura dove sono le macchie di giallo e di verde a predominare, impressionisticamente, e il recente “Fiori di campo” con felici tratti cromatici), nella scrittura del sentimento e della sensibilità ma altresì di una concretezza che a tratti s’impone senza allontanare da sé la poesia, fuoriuscendo in ogni tela quel versante intimistico che la fa apprezzare. Non dimenticando, nel proprio lavoro, la partecipazione di un’umanità, forse appartata, nascosta nei grovigli verdi e intricati della natura, quel viso di bimbo (presenza maggiormente contemporanea) che spunta inaspettato tra il folto di “Simbiosi” (2022) o, con uno sguardo al contrario, quella natura che nel “Terzo paradiso” (2023) tenta di rimpossessarsi della cemetificazione che viviamo ormai quotidianamente, uno sguardo efficace e di piena maturità. Di Licia Martini, di origini cuneesi, diremmo dalla doppia patria se si pensa ai lunghi trascorsi e all’attività svolta come insegnante e alle tante iniziative culturali e sociali svolte al Cairo, sembra, nella stesura dell’acquerello, con ricchezza e bella disposizione di colori, in forma felicemente attuale quanto originale, fantasiosa, far propria anche lei con “Foliage” l’ispirazione legata alla ricchezza della natura mentre, in una bella sequenza di ricordi, di emozioni, di luoghi e tempi trascorsi, lascia prevalere proprio il mondo dell’”Egitto” (2024), tra simboli e dettagli ed equilibri, fatti di angoli della memoria, passando altresì alla vivacità e all’autentica istantanea delle “Oche di Amsterdam” o alla tragicità di “Mattanza” (2022), dove sotto un sole caldo ma lontano, in perfetta astrazione, tra linee curve e colori ancora squillanti, la pittrice esprime quel mondo di “necessità” sanguinosa che da secoli si perpetua in mare.

Serenella Sossi, di Imperia, diplomata al Liceo Artistico genovese (ha realizzato quattro anni fa, installata sul molo di Imperia Oneglia, la scultura in bronzo “Forma Sirena”, commissionatale dalla Città di Imperia e finanziata dalla Fondazione Carige di Genova), abitando da anni a Nizza, sur la côte, ha felicemente attinto a entrambe le culture. Tra il filosofico e lo spirituale, legata strettamente a una quotidiana intimità, come la collega ha guardato a un mondo antico, per molti versi immerso in una civiltà dove molto nei giorni nostri ha ancora da essere svelato, con i vari “Scriba”, in diversi materiali e posizioni, in una sintesi perfetta di ricordi e di nuove scoperte. Ne mette in bella presenza la gestualità, l’importanza, l’ufficialità, alla riscoperta della Storia, figure con garbo inserite nello spazio, essenziali tra vuoti e pieni, ricordi non soltanto scolastici ma rivolti umanamente a popoli antichi, alle prime prove dell’uomo, a un universo arcaico. Come, non dimenticando le proprie origini “di mare”, mostra “Delfini” e “Sirene”, sinuose queste (“Forma di sirena”, 2022, acefala, posta all’ingresso della galleria, estremamente suggestiva), quasi danzanti, leggere, visibilmente guizzanti quelli, in un fluttuare continuo di code e di corpi, testimonianza della padronanza da parte della scultrice dei materiali, terracotta anche patinata e ferro, marmo e bronzo, di piccole dimensioni che incantano.

Last but not least, il mondo fiabesco, logicamente surreale, di Federica Caprioglio, che prende le età diverse di chi guarda. Per le invenzioni, per la fantasia che si sprigiona riuscendo a non far parte soltanto del mondo dei più piccoli ma altresì degli adulti (come non incantarsi davanti ai rimandi del rinascimentale Hieronymus Bosch o del moderno e nostro Romano Gazzera dai fiori gigante? per non tacere delle radici che sono alla base dell’attività dell’acquerellista, le “scuole” di Valeria Tomasi e di Roberto Andreoli), per il sogno che supera la più semplice fantasia, per il ripensamento della natura, per quell’antropomorfismo che invade le opere in piena originalità. Tutto è racchiuso dai colori e dalla poesia e dal gusto per l’avventura, senza che ci sia la volontà di porre limiti. In ogni opera un racconto, quasi andassimo a rileggere Grimm o Perrault, felicemente sperduti in quelle selve di alberi che diventano esseri viventi o magari viceversa: nascono “La danza del mattino” (2019) con gli alberi “in veste femminile” che tanta parte devono al cinema d’animazione, o “Prospettive diverse” o “Sguardo diritto” (2016) con un coniglio che è frutto della penna di Lewis Carroll (in buona compagnia di “Topo tremendo”, 2017) e un alto monte dal sembiante umano; saremmo infine tentati di parlare di piccolo capolavoro per “Incontri al confine” (2020), lettura di un mondo dall’orizzonte dai colori lividi e da un paesaggio popolato di tronchi nodosi, di ruderi medievali su cui veglia una imperiosa civetta, di picchi e serpenti, di pulcini con la sella, di pellicani “chiocciolati” e di pesci bendati che paiono davvero usciti dalla tavolozza del maestro fiammingo.

Elio Rabbione

Nell’immagini, nell’ordine, “Simbiosi” di Daniela Rosso Prin; “La mattanza” di Licia Martini; “Lo scriba” di Serenella Sossi; e “Incontri al confine” di Federica Caprioglio.

Omicidio di Collegno, è caccia all’assassino

Nessuna ipotesi è  tralasciata dai carabinieri e dagli inquirenti per dare un’identità all’assassino di Marco Veronese, il 39enne  ucciso a coltellate nella notte tra mercoledì e giovedì a Collegno. Gli investigatori hanno visionato  le immagini delle telecamere di sorveglianza in via Sabotino, dove l’uomo è stato aggredito, e in corso Francia per individuare l’omicida. Sono stati  ascoltati amici, familiari, vicini di casa e tutte le persone che conoscevano la vittima o che abitano nella zona dove è avvenuto il delitto.

 

Torino lancia ToMove4Future: nuove sperimentazioni per la mobilità urbana del futuro

 

A pochi giorni dal debutto della navetta autonoma on demand, il Living Lab ToMove della Città di Torino accelera e rilancia.

Con la Call ToMove4Future, la città amplia il proprio ecosistema di sperimentazione con 13 nuovi progetti che trasformeranno Torino in un laboratorio diffuso dell’innovazione per la mobilità urbana del futuro.

Le nuove sperimentazioni – presentate  nella Sala Lauree Rossa del Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino – spaziano dall’intelligenza artificiale alla sensoristica, dai veicoli autonomi alle piattaforme digitali, con un obiettivo comune: rendere la mobilità più efficiente, sicura, sostenibile e centrata sulle persone.

“L’innovazione non è un traguardo, ma un percorso – sottolinea l’assessora all’Innovazione e alla Mobilità della Città di Torino, Chiara Foglietta –. Con ToMove4Future vogliamo mettere alla prova idee che rendano la città più accessibile, inclusiva e sostenibile. Non si tratta solo di tecnologia, ma di costruire, insieme,  una mobilità che migliori la qualità della vita di chi vive e attraversa Torino ogni giorno.”

Torino laboratorio europeo per la mobilità del futuro

Promosso dalla Città di Torino e finanziato dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari al PNRR (PNC – Misura 1.4.6 “Mobility as a Service for Italy”), il Living Lab ToMove è il contesto di sperimentazione urbana che unisce istituzioni, imprese, ricerca e cittadini per testare nuove forme di mobilità cooperativa, connessa e autonoma (CCAM) e nuove soluzioni applicate al paradigma del MaaS – Mobility as a Service.

Nel Living Lab, Torino mette in campo una visione integrata in cui dati, infrastrutture e servizi dialogano per costruire politiche urbane sempre più evidence-based.

Le attività avviate – dal digital twin urbano, alla navetta autonoma on demand, fino ai test sulla logistica dell’ultimo miglio – hanno già reso la città un punto di riferimento nazionale per la sperimentazione MaaS-ready, capace di integrare i nuovi servizi digitali nel sistema di mobilità quotidiana.

Con ToMove4Future, questo ecosistema si arricchisce di nuovi progetti sperimentali, sviluppati da imprese e startup selezionate attraverso una call pubblica e pronti a testare idee innovative direttamente in campo reale.

Anche in questo caso, è stato e sarà cruciale l’apporto del Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in raccordo con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: non solo per il finanziamento che ha consentito di attivare le sperimentazioni, mettendo in campo circa 1,4 milioni di euro a parziale cofinanziamento delle imprese selezionate; ma anche per il supporto fornito attraverso “Sperimentazione Italia” che rende possibile l’attivazione di test in deroga alla normativa vigente e la valutazione diretta delle tecnologie in campo.

Un contributo fondamentale per favorire la sperimentazione delle tecnologie CCAM e delle nuove soluzioni applicate al paradigma del MaaS, accelerando al tempo stesso l’evoluzione normativa e regolatoria necessaria a sostenerne la diffusione su scala nazionale.

I 13 progetti vincitori della Call ToMove4Future

Ogni progetto racconta un pezzo del futuro della mobilità torinese, affrontando temi cruciali come la sicurezza, la sostenibilità ambientale, l’accessibilità e la digitalizzazione del trasporto pubblico.

Caboto – LUMOS
Sperimentazione di un sistema innovativo di monitoraggio urbano basato su sensori LiDAR e edge computing, capace di contare e classificare in modo anonimo pedoni, biciclette, mezzi privati e pubblici presso fermate, incroci e stazioni.

ClearBox AI – Replica Torino
Realizzazione di una piattaforma che restituisce una popolazione sintetica realistica della città di Torino, tramite tecnologie di AI generativa e data modeling, per simulare comportamenti urbani e valutare l’impatto di nuove politiche di mobilità.

Latitudo 40 – Urban Green Navigator
Applicazione che suggerisce percorsi a basso impatto ambientale integrando dati satellitari e algoritmi di intelligenza artificiale su qualità dell’aria, isole di calore e rischio inondazione.

Voltaage.IO – HYDRA
Piattaforma di intelligenza artificiale geospaziale che ottimizza la rete di ricarica per i veicoli elettrici, individuando le aree strategiche per l’installazione di nuove colonnine e prevedendo la domanda di ricarica.

Dropper
Sensori Wi-Fi e a infrarossi installati a bordo di autobus per analizzare, in forma anonima, gli spostamenti dei passeggeri e generare matrici origine-destinazione utili a migliorare la pianificazione del trasporto pubblico.

Hitachi Rail STS / Zenabyte
Soluzioni di business intelligence e ottimizzazione avanzata per migliorare efficienza e affidabilità del trasporto pubblico, attraverso l’analisi dei dati di posizione e affollamento dei mezzi.

Lucian / Btinkeeng – MOVE WISE
App mobile che, grazie al machine learning, analizza i trend di spostamento e incentiva comportamenti di mobilità sostenibile con tecniche di nudging e gamification.

WeTechnology / Auriga / AWorld – STAR
Servizio innovativo di trasporto notturno a chiamata integrato nella piattaforma MaaS cittadina. Il test prevede l’uso di navette elettriche GTT e un sistema di monitoraggio ambientale.

Willeasy / TeamDev – AccessiNeTEx
Piattaforma per la raccolta e gestione di dati real-time sull’accessibilità del trasporto pubblico per persone con disabilità, con rilascio in formato standard aperto NeTEx 5.

Alba Robot – CAREBOT
Veicolo elettrico autonomo progettato per il trasporto sicuro di persone a mobilità ridotta, già sperimentato in ambienti indoor e ora testato in contesto urbano esterno.

Next G Cloud / Quandopasso – Edge Data 4 Safety
Sistema integrato per la sicurezza stradale che combina un’app per segnalazioni vocali in tempo reale, un nodo edge cloud per analisi predittive e l’integrazione con il digital twin cittadino.

Lifetouch – MOVEO on the road
Rover autonomo elettrico per la logistica dell’ultimo miglio, in sperimentazione nell’area pedonale del Politecnico di Torino, per ridurre traffico e inquinamento e validare la soluzione in condizioni reali.

Bylogix / Technomill Eng – LastMed
Sperimentazione di un sistema di consegna contactless di medicinali a soggetti fragili, attraverso un rover a guida autonoma operante nel contesto urbano di Torino.

Torino, capitale della mobilità intelligente

Con ToMove4Future, Torino consolida il proprio ruolo di capitale europea dell’innovazione e di riferimento per la smart mobility in Europa.

Un percorso che unisce tecnologia e visione, sperimentazione e cittadinanza, trasformando la città in un luogo dove il futuro della mobilità si costruisce ogni giorno, su strada.

Un ecosistema che innova insieme

Il Living Lab ToMove è promosso dalla Città di Torino con il contributo di un ampio partenariato pubblico-privato che riunisce competenze tecnologiche, scientifiche e operative:

  • GTT S.p.A., per la co-progettazione e la gestione del servizio di trasporto autonomo on demand;
  • 5T S.r.l., che gestisce la centrale di infomobilità e supporta l’integrazione dei nuovi servizi nei sistemi MaaS;
  • Politecnico di Torino, Università di Torino e Fondazione LINKS, impegnati nella ricerca applicata, nel monitoraggio tecnico-strategico e nella valutazione dell’accettabilità sociale;
  • Fondazione Piemonte Innova, coordinatore del Polo ICT e del Cluster Smart Communities, per il raccordo con imprese e centri di ricerca.

 

TORINO CLICK

Serie A, Ottava Giornata: Torino-Genoa 2-1 — Cuore Toro e rimonta da sogno

Il Torino di Baroni firma una vittoria dal sapore speciale contro il Genoa: sotto di un gol, i granata reagiscono con orgoglio e ribaltano la partita imponendosi 2-1. A segno per il Grifone Thorsby, ma il Toro non si arrende e pareggia grazie a una sfortunata autorete di Sabelli. Poi, a completare la rimonta, arriva il gran gol del difensore Maripán, che da vero attaccante finalizza l’azione del sorpasso.
Nel finale, Paleari si erge a protagonista assoluto: due parate straordinarie nei tre minuti di recupero mantengono il risultato e consegnano ai granata tre punti pesantissimi.
Con questa vittoria il Torino vola in classifica e può iniziare a sognare traguardi più ambiziosi. Male invece il Genoa di Vieira, che resta ultimo e dovrà cambiare marcia per uscire dalla crisi.
Cuore, grinta e spirito di squadra: il Toro di Baroni convince e infiamma i suoi tifosi.

Enzo Grassano

Via Carcano, esposto di FdI contro il “suk”

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“CONTRO LA PROROGA ILLEGITTIMA”

“Questa mattina abbiamo voluto effettuare un sopralluogo con i cittadini in via Carcano dal momento che sono formalmente scadute le giornate permesse per l’apertura del Suk. Lo abbiamo trovato aperto e con molti venditori senza cartellino esposto. Per questo motivo abbiamo pronto l’esposto penale presso la Procura della Repubblica di Torino relativo alla proroga illegittima della concessione di via Carcano – ad annunciarlo sono la vicecapogruppo di Fdi alla Camera Augusta Montaruli e i consiglieri di Fratelli d’Italia della Circoscrizione 7, con la capogruppo Patrizia Alessi, Domenico Giovannini e Francesco Caria.

“Chiediamo alla magistratura di accertare eventuali reati connessi alla proroga del servizio di gestione affidato all’associazione ViviBalon – spiegano – in violazione della legge regionale 28/1999, così come modificata dalla L.r. 9/2025, che limita a 12 giornate annue le aperture dei cosiddetti mercatini dell’usato su area pubblica, salvo specifica deroga approvata dalla Giunta regionale. Dopo il 19 ottobre, dodicesima giornata consentita, ogni apertura ulteriore rappresenta una violazione della legge regionale.”

Nel documento depositato si evidenzia che il Comune di Torino, con una determinazione dirigenziale del 14 agosto 2025, ha prorogato di un anno la concessione del mercato in via Carcano “alle condizioni previste dalla concessione vigente”, cioè per oltre cento giornate annue e fino a 400 stalli per espositori. “Un atto – proseguono i consiglieri – che l’Amministrazione Lo Russo ha adottato sapendo che la nuova normativa regionale, in vigore dal 25 luglio, non consente più di dodici giornate l’anno. È scritto nero su bianco nelle premesse del provvedimento, eppure il Comune ha deciso di procedere ugualmente, senza alcuna deroga approvata dalla Regione Piemonte.”

“Chiediamo che la Procura – continuano Montaruli, Alessi, Giovannini e Caria – accerti se vi siano gli estremi di abuso d’ufficio, omissione o rifiuto di atti d’ufficio, violazioni delle norme sulla concorrenza e sulla corretta gestione delle concessioni pubbliche, nonché eventuali condotte agevolanti attività di commercio non autorizzato o di vendita di merce di provenienza illecita.”

Dall’esposto emerge inoltre che, secondo le stime economiche, la prosecuzione del mercato oltre i limiti di legge potrebbe determinare un illecito arricchimento per l’associazione concessionaria stimabile in oltre 6.000 euro per giornata di apertura, pari a circa 624.000 euro annui derivanti dai pagamenti di espositori e ticket giornalieri.

“Non è accettabile – concludono gli esponenti di Fratelli d’Italia – che il Comune di Torino proroghi un’attività in piena violazione di legge, favorendo un soggetto privato e ignorando i vincoli regionali. Il Suk di via Carcano deve chiudere: la legge è chiara, e da oggi la parola passa alla magistratura. Ci auguriamo che anche l’associazione ViviBalon voglia prendere atto della situazione e interrompere spontaneamente un’attività che, da metà ottobre, si svolge senza alcun titolo legittimo.”