L’incontro ha portato a termine un percorso migliorativo delle condizioni contrattuali delle lavoratrici che si occupano dell’assistenza all’educativa all’interno dell’asilo nido comunale Donini.
A seguito del cambio appalto le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la decurtazione di 6 ore giornaliere sul servizio; questo problema si aggiungeva a criticità che da anni venivano evidenziate come ad esempio la mancanza di una formazione utile a portare le lavoratrici ad acquisire la qualifica di assistenti all’educativa con il corretto relativo inquadramento.
Grazie al percorso effettuato e con la disponibilità dell’amministrazione, degli uffici comunali, delle sigle sindacali e della Cooperativa Frassati vincitrice dell’appalto si è giunti alla risoluzione delle problematiche.
L’accordo ha portato ai seguenti obiettivi:
– al ripristino totale delle 35 ore giornaliere comprendendo nella distribuzione tutte le lavoratrici
– formazione per tutte le lavoratrici destinata all’ottenimento della qualifica di assistente all’educativa con costo sostenuto dalla Cooperativa Frassati
– Estensione ulteriore delle ore lavorative su base volontaria in relazione ai servizi aggiuntivi che l’amministrazione ha previsto in momenti ulteriori rispetto all’orario di funzionamento del servizio
– Aumento contrattuale come previsto dal contratto nazionale assorbito dalla Cooperativa Frassati per tutte le lavoratrici senza creare criticità nell’appalto nei confronti del Comune
A seguito dell’accordo raggiunto il Sindaco esprime soddisfazione sui risultati che andranno a migliorare notevolmente le condizioni contrattuali, economiche e lavorative delle dipendenti non solo dopo il cambio appalto, ma anche su temi attesi da anni.
Inoltre sottolinea che tale miglioramento avviene soprattutto nell’erogazione del servizio a vantaggio delle famiglie. Grazie a questo incremento di ore il servizio erogato migliorerà con maggior presenza, attenzione e servizi nei confronti dei bambini che frequentano il nido. L’impegno dell’amministrazione continua un lavoro iniziato fin da subito nel porre l’attenzione sul servizio pubblico degli asili nido comunali, colonna principale del programma di mandato. Riteniamo che la scuola dell’infanzia sia parte fondamentale del percorso educativo dei bambini della nostra Città e nel contesto del sistema integrato 0-6. Ad oggi i nostri due asili sono a piena capacità erogando un servizio completo che va incontro alle esigenze delle famiglie anche dal punto di vista economico, poiché segue le fasce ISEE e pone un tetto massimo di 300€ al mese a quelle più alte.
Nella stessa giornata per sottolineare l’importanza di un accordo che in modo più ampio possa tutelare le parti negli appalti del comune, viene concordato e firmato il “Protocollo di intesa che definisce le linee guida in materia di appalti pubblici di forniture e servizi e procedure di accreditamento di competenza esclusiva del Comune”. Un passaggio fondamentale per gli appalti del nostro Comune, afferma il Sindaco Alessandro Errigo, per garantire condizioni contrattuali corrette nei confronti dei lavoratori, per migliorare la sicurezza nei luoghi di lavoro e per salvaguardare i livelli retributivi.
Le organizzazioni sindacali con i rappresentanti confederali Giovanni Milesi CGIL, Sabatino Basile CISL, Francesco Lo Grasso UIL, si dichiarano soddisfatti dell’esito del lungo e fitto confronto che ha garantito la qualità del lavoro e dei salari alle lavoratrici impiegate e la qualità del servizio erogato alla comunità. Questo momento è stato anche utile per sottolineare come sia importante la centralità della contrattazione ai vari livelli che tutela l’applicazione dei contratti stipulati tra le organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e territoriale.







La presentazione a Susa del libro sul giovane missino Ramelli massacrato di botte che gli hanno procurato la morte, ha suscitato polemiche aspre e presidi antifascisti che hanno portato la polizia a presidiare, a sua volta, la biblioteca di Susa. Forse è stato un misto di antifascismo e di No Tav a creare la miscela della intolleranza. Culicchia non è certo un autore con simpatie fasciste; ha scritto anche l’esaltazione del cugino brigatista rosso Walter Alasia pluriomicida. Adesso racconta la storia Ramelli vittima della furia degli anni di piombo e dell’odio politico, quando si riteneva che uccidere un fascista non fosse reato. Non so se Culicchia abbia saputo storicizzare quell’evento drammatico, ma non credo che il suo libro sia meramente apologetico. La mobilitazione a Susa appare del tutto immotivata. Forse Culicchia non doveva farsi presentare dall’assessore della destra radicale Marrone, ma scegliere uno storico o almeno un giornalista con cui interloquire. Che la presentazione si sia svolta perché la polizia lo ha consentito, è un fatto che induce alla tristezza perché il clima politico sta precipitando nell’estremismo illiberale che non ammette il pluralismo delle idee. In realtà la mancanza di pluralismo, specie su fatti legati al passato, fa pensare al fascismo, non all’antifascismo. La figura di Ramelli va rispettata da tutti perché è stato vittima della violenza. Chi la pensa in modo diverso, recupera visioni politiche nefaste che speravamo fossero solo il ricordo di un passato da guerra civile che faticosamente venne superato.




