ilTorinese

Comprensorio Rossolago, storia di una tatuatrice curiosa

TORINO
Mercoledì 14 gennaio, ore 18.30
Binaria
via Sestriere, 34

Sentimentalmente disastrosa, socialmente imbarazzante, fisicamente imbattibile, è stata
addestrata a lottare come un ninja, ma non è una poliziotta né una detective. È solo una
tatuatrice molto curiosa con un talento innato per risolvere misteri.

Chiara Moscardelli ha pubblicato Volevo essere una gatta morta, La vita non è un film,
Quando meno te lo aspetti, Volevo solo andare a letto presto, Volevo essere una vedova,
Extravergine, Teresa Papavero e la maledizione di Strangolagalli, Teresa Papavero e lo
scheletro nell’intercapedine e Teresa Papavero e i fantasmi del passato. Per la serie che ha
come protagonista Olga Bellomo ha scritto con Einaudi Stile Libero La ragazza che cancellava
i ricordi.

 

CHIARA MOSCARDELLI a Torino in occasione della pubblicazione del suo nuovo libro
Comprensorio Rossolago

Stile Libero Big / pp. 272 / € 18,50
https://www.einaudi.it/catalogo-libri/narrativa-italiana/narrativa-italiana-contemporanea/comprensoriorossolago-chiara-moscardelli-9788806256241/
Interviene con l’autrice Loredana Cella

Prevenzione del suicidio nel Piano Socio Sanitario,  emendamento di Magliano (Lista Cirio)

Condiviso e sottoscritto da tutti i Capigruppo: “I nostri giovani sono un patrimonio da tutelare, a partire dal Bilancio di Previsione 2026-2028”

Quasi quattromila vittime di suicidio nel 2022, più che per gli incidenti stradali. Di questi, quasi quattrocento sono giovani, tra i 15 e i 29 anni, secondo i dati de La Tazza Blu, Ente del Terzo Settore attivo nell’ambito del contrasto ai suicidi e della tutela delle famiglie. Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità un emendamento al PSSR a prima firma di Silvio Magliano, Capogruppo della Lista Civica Cirio Presidente PML, firmato da tutti i Capigruppo, per la costruzione di una rete che, sul territorio e con il coinvolgimento dei servizi scolastici, educativi e sociali, si occupi di intercettare eventuali criticità e prevedere interventi tempestivi.

«Lavoreremo affinché quanto previsto nel PSSR grazie a questo emendamento trovi attuazione al più presto, già a partire dal Bilancio di Previsione 2026-2028 in discussione in questi giorni – spiega Magliano -. Nello specifico, l’emendamento a mia prima firma, nato da una condivisione e da un lavoro comune con tutti i Capigruppo e con tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale, approvato all’unanimità e recepito nel Piano Socio Sanitario, prevede la strutturazione dei servizi con lo scopo di favorire un intervento precoce in tema di suicidio, di promuovere la formazione specifica degli operatori, anche in ambito scolastico, per permettere l’identificazione precoce dei segnali, di implementare reti territoriali integrate e l’adozione di protocolli operativi condivisi, finalizzate a garantire una presa in carico tempestiva e appropriata delle persone con ideazione suicidaria».

«I nostri giovani sono un patrimonio da tutelare – conclude Magliano -, così come le famiglie: con il nuovo Piano Socio Sanitario la Regione si pone al loro fianco nel compito, a volte arduo, di intercettare e prevenire il rischio suicidario, sempre più presente nella nostra società e nelle giovani generazioni, come dimostrano i dati degli Enti del Terzo Settore attivi nell’ambito. L’unico modo di conseguire questo risultato è lavorare insieme e costruire una rete che coinvolga famiglie, scuole e e servizi socio-sanitari per metterli in grado di riconoscere i segnali e intervenire tempestivamente, ma anche per agevolare il dialogo e lo scambio di esperienze, in modo da mettere in una relazione profonda l’ambiente famigliare con quello scolastico, dove i ragazzi trascorrono gran parte del loro tempo. Dalla condivisione di queste considerazioni con tutti i Capigruppo del Consiglio regionale è derivato l’inserimento esplicito di un paragrafo dedicato alla prevenzione del rischio di suicidio, in particolare tra i giovani, all’interno del PSSR».

Nuovi fondi regionali per gli Ecomusei del Piemonte

IN ARRIVO 432 MILA EURO

L’Assessore alla Cultura, Marina Chiarelli: “Gli Ecomusei sono una rete preziosa per la nostra regione, sostenere il loro lavoro significa investire nelle comunità locali”

 

La Regione Piemonte conferma il proprio impegno a favore della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale diffuso attraverso il sostegno al sistema degli Ecomusei. Con determinazione dirigenziale del Settore Valorizzazione del Patrimonio culturale, Musei e Siti UNESCO sono stati assegnati contributi per complessivi 432.000 euro a favore dei soggetti gestori degli Ecomusei piemontesi per le attività svolte nel corso del 2025 il cui contributo è erogato a seguito della rendicontazione delle attività svolte.

Le risorse, stanziate sono destinate a sostenere la gestione ordinaria, i programmi di attività e le azioni di sviluppo e valorizzazione del Sistema regionale degli Ecomusei, che oggi conta 25 realtà riconosciute su tutto il territorio piemontese. Nel dettaglio, i finanziamenti prevedono: 297.000 euro a favore dei soggetti gestori pubblici (enti locali); 135.000 euro destinati ai soggetti gestori privati (associazioni e fondazioni).

Hanno presentato domanda 24 soggetti gestori, di cui 19 pubblici e 5 privati, le cui istanze sono state valutate da una Commissione appositamente costituita, sulla base dei programmi di attività presentati e in coerenza con gli indirizzi del Programma Triennale della Cultura 2025–2027.

«Gli Ecomusei rappresentano una rete preziosa per la salvaguardia dell’identità dei territori e per la trasmissione della memoria collettiva – sottolinea l’Assessore alla Cultura Marina Chiarelli –. Sostenere il loro lavoro significa investire nelle comunità locali, nella partecipazione attiva dei cittadini e in un modello di sviluppo culturale sostenibile e diffuso».

I contributi regionali sono finalizzati esclusivamente alla realizzazione delle attività istituzionali dichiarate dai beneficiari e dovranno essere rendicontati secondo le modalità e la modulistica approvate con il provvedimento. Con questo intervento, la Regione Piemonte rafforza il proprio impegno a favore di una cultura radicata nei territori, capace di connettere patrimonio materiale e immateriale, paesaggio, tradizioni e innovazione sociale.

Città di Torino e Politecnico rilanciano l’innovazione digitale nelle scuole 

 

Con una presentazione di obiettivi e risultati raggiunti fin qui, dalla scuola secondaria di I grado Ada Negri, Torino ha rilanciato Openscuola, il progetto congiunto di Città di Torino e Politecnico di Torino finalizzato alla creazione e al potenziamento di laboratori informatici nelle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio cittadino.

Attivo dal 2013, Openscuola nasce dall’esigenza manifestata da numerosi istituti scolastici di rendere pienamente funzionali e aggiornati i propri laboratori informatici, offrendo a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, nuove opportunità di apprendimento e di accesso consapevole alle tecnologie digitali, e contribuendo al tempo stesso alla diffusione della cultura scientifica e tecnologica e alla promozione di percorsi educativi inclusivi e sostenibili.

Nel corso degli anni, grazie al progetto – noto anche come Scuola 2.0 – sono già stati realizzati 53 laboratori informatici, mentre numerose ulteriori richieste di installazione sono pervenute da altre scuole del I ciclo. Un risultato significativo, ottenuto attraverso il riutilizzo e la rigenerazione di hardware dismesso, opportunamente ricondizionato sia dal punto di vista hardware che software, e l’impiego di soluzioni open source: un approccio che consente di allestire interi laboratori a costi contenuti, spesso a partire da un unico computer docente dotato di sistema operativo e applicativi dedicati.

Il Politecnico di Torino fornisce supporto informatico per l’installazione, la gestione e la manutenzione dei PC, garantendo l’aggiornamento del software e la piena operatività dei laboratori nel tempo. I sistemi adottati prevedono un’amministrazione centralizzata che consente il monitoraggio e la gestione da remoto delle postazioni in modo scalabile e semplificato. Le attività tecniche sono svolte da personale specializzato dell’Ateneo, con il coinvolgimento di studenti e studentesse selezionati tramite borse di studio e assegni di ricerca, favorendo la formazione sul campo e il trasferimento di competenze.

Dopo la sospensione dovuta alla pandemia, Openscuola è stato rilanciato con un ampliamento degli obiettivi. Accanto al supporto tecnico, il progetto prevede un potenziamento delle attività di assistenza e formazione rivolte agli insegnanti, per accompagnare l’evoluzione dei metodi di insegnamento e apprendimento e promuovere un utilizzo efficace e consapevole delle tecnologie digitali nella didattica. L’accesso a infrastrutture adeguate e a connessioni a banda larga rappresenta infatti un elemento chiave per sostenere la didattica digitale e la condivisione di materiali e saperi.

Le richieste di adesione al progetto sono raccolte e gestite dalla Città di Torino, tramite un apposito form (https://www.comune.torino.it/schede-informative/progetto-openscuola ). Compito dell’amministrazione è anche il continuare a sostenere e promuovere Openscuola presso le scuole cittadine, favorendone diffusione e conoscenza. Oltre a questo, dalla stessa pagina del sito istituzionale è possibile arrivare ad un’altra pagina dedicata, utile al monitoraggio delle attività e sulla quale è possibile vedere tutte le scuole che hanno già potuto beneficiare del progetto, come anche quelle che hanno fatto richiesta e sono al momento in attesa di intervento.

«Siamo felici di aver dato, con il supporto del Politecnico, nuovo impulso al progetto Openscuola – sottolinea Carlotta Salerno, assessora alle Politiche educative della Città di Torino –, un passo importante che conferma l’impegno della Città nella costruzione di ambienti educativi capaci di accompagnare studenti e docenti nello sviluppo delle competenze digitali. Abbiamo fortemente voluto all’interno dei laboratori informatici non solo strumentazioni base utili alla comunità scolastica, ma anche e soprattutto dei software open source, per diffondere una cultura della condivisione e della trasparenza, stimolare autonomia e pensiero critico e contribuire a un’innovazione tecnologica più sostenibile e accessibile per l’intera comunità scolastica».

A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il professor Marco Mellia, Project Manager IT per l’Ateneo, che dichiara: “Openscuola è un progetto di lunga data, che ha visto il supporto a oltre 50 scuole nell’aiutarle a installare e soprattutto gestire i loro laboratori informatici. Il coinvolgimento dei nostri studenti è fondamentale sia per dare loro l’opportunità di imparare sul campo, sia per le scuole che vedono ragazzi entusiasti, spesso loro ex allievi, dare supporto con entusiasmo. Openscuola è un esempio concreto di collaborazione tra enti pubblici che ci auguriamo prosegua e rafforzi le sinergie con il territorio”.

Con Openscuola 2025, la Città di Torino e il Politecnico di Torino confermano il proprio impegno nella realizzazione di progetti a forte valenza sociale e culturale, capaci di favorire la crescita della comunità territoriale e di accompagnare la scuola nelle sfide dell’innovazione digitale.

TorinoClick

Educatori sportivi a San Maurizio Canavese

Si è svolto nel Palazzetto dello Sport di San Maurizio Canavese (Torino), il corso gratuito di “EDUCATORE SPORTIVO FIBS” organizzato dal C.R. Piemonte ed aperto ai NON tecnici, ad atleti, ex atleti e dirigenti.
Sono stati ventuno i partecipanti i quali sotto le sapienti indicazioni del tecnico Alessandro Rosa Colombo, pitching coach della Nazionale Italiana Under 12 di Baseball, hanno trascorso un pomeriggio di formazione al termine del quale è stato rilasciato un attestato valido per operare in ambito scolastico.
Per la buona riuscita dell’evento oltre a ringraziare i partecipanti ed il tecnico Alessandro Rosa Colombo, preme soffermarsi sulla disponibilità della società PGS San Maurizio Sport Team e delle Polisportive Giovanili Salesiane l’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI.

I Popolari dell’ultima sezione sturziana per il sì al referendum

Operativa dal 30 aprile 1919, riconosciuta e raccontata durante l’ultimo simposio sui cattolici associati in Italia nel 2025, legata alla resistenza popolare intorno a Alberto Monticone e Gerardo Bianco, senza dimenticare Mino Martinazzoli, coerente mentre tanti andavano a destra e sinistra, l’ultima sezione popolare sturziana operativa d’Italia, la “Alfredo Rista” di Moncalieri (To), si prepara a lanciare l’appello popolare nazionale per il sì al referendum sulla giustizia, coerente con la propria storia esplicitamente richiamata.

“La nostra aspirazione rimane, oggi come nel testo di Mino Martinazzoli e Gabriele De Rosa ‘Il nuovo Partito Popolare Italiano’ (Roma, 18-22 gennaio 1994), ancorata ad un’ ‘azione necessaria e prioritaria di approntamento di una giustizia civile, penale e amministrativa pronta ed equa, capace di tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini e quelli fatti valere dallo Stato a difesa della società’. Confermiamo grande importanza nei modi di reclutamento, formazione, aggiornamento e carriera dei magistrati. Su queste premesse chiare il presente appello ribadisce il sostegno alla difesa dell’indipendenza dell’intera Magistratura e del ruolo del C.S.M., ma senza scorie corporative e consentendo alla separazione delle carriere del giudice e del pubblico ministero, come fu ribadito dagli emendamenti presentati nel 1997 dai parlamentari del Ppi in sede di Bicamerale.
Consapevoli che la riforma costituzionale, su cui gli italiani sono chiamati ad esprimersi, non solo completa la Riforma Vassalli del processo con cui ci fu il passaggio all’impianto accusatorio, ma richiama sia alla necessità di andare oltre la polarizzazione che ha retto gli ultimi decenni e, dunque, oltre la politicizzazione della magistratura attraverso la scelta del metodo dell’estrazione come sistema elettorale del CSM, sia come popolari che rispondono alla sollecitazione dell’ultima sezione sturziana operativa d’Italia a trasmettere il pensiero del padre del popolarismo, don Luigi Sturzo, che avvertiva del rischio di una magistratura ‘più pericolo che presidio’, se non adeguatamente bilanciata. Il voto favorevole alla riforma conferma la nostra storia e il rispetto per ogni potere sancito, tutelato e limitato dalla Costituzione”.

Su www.popolaritaliani.it, a breve, sarà possibile sottoscrivere l’appello.

Mara Martellotta

Collanina rubata a un festival in Belgio: arrestati a Torino due italiani

Mandato di arresto europeo per rapina, associazione a delinquere e minaccia: arrestati due italiani. I fatti risalgono a luglio 2024, quando due italiani, di 27 e 37 anni, si trovavano a Boom, in Belgio, durante il festival internazionale di musica elettronica Tomorrowland. Secondo le ricostruzioni investigative, i due, insieme a una terza persona tuttora latitante, avevano rubato una collanina a un partecipante all’evento.

Su mandato di arresto emesso lo scorso settembre dalle autorità di Anversa, gli investigatori della squadra mobile della polizia di Torino hanno individuato i fuggitivi: il 27enne in Val di Susa e il 37enne nella prima cintura torinese. Entrambi sono stati arrestati e ora attendono l’estradizione.

I due sono stati condannati in via definitiva e dovranno scontare due anni di reclusione oltre a pagare una multa di 1.600 euro.

VI.G

Il silenzio che parla: Jeff Wall illumina le Gallerie d’Italia  

Le Gallerie d’Italia di Torino (Piazza S. Carlo, 156) dedicano fino al 1° febbraio 2026 una grande mostra a Jeff Wall, maestro della fotografia messa in scena e narratore raffinato del quotidiano. Le sale accompagnano il visitatore in un percorso che attraversa quarant’anni di ricerca, tra immagini monumentali e momenti di sospesa intimità, dove ogni dettaglio sembra parlare.

Un osservatore del nostro tempo

L’esposizione racconta Jeff Wall come uno dei più acuti osservatori e cronisti visivi dell’epoca contemporanea, capace di trasformare gesti minimi e situazioni ordinarie in immagini dense di significato. Le sue fotografie nascono spesso da lunghi processi di preparazione e collaborazione, ma mantengono una calma apparente che invita lo spettatore a immergersi come in una lettura silenziosa.

Wall lavora su scene che sembrano frammenti di vita quotidiana, ma costruite con la precisione di un set cinematografico: figure immobili, atmosfere sospese, tensioni sottili che affiorano nella luce. In mostra si alternano momenti insieme enigmatici e contemplativi, nei quali la fotografia diventa uno spazio di riflessione sulle difficoltà della vita, sulle sue micro-drammaticità e sulle sue zone di mistero.

La fotografia come racconto

I testi di sala spiegano come molte opere derivino dalla letteratura: lavori come After “Spring Snow” by Yukio Mishima, chapter 34 e Informant sono definiti dall’artista “incidenti di lettura“, immagini che nascono dallo scontro fra parola scritta e visione. La fotografia diventa così una traduzione visiva di emozioni di atmosfere letterarie, nate appunto dalle appassionate letture del fotografo ma messe visivamente a disposizione dello spettatore.

Ph: Andrea Guermani

Altre immagini affrontano invece temi sociali e psicologici, raccontando spazi e relazioni attraverso la costruzione rigorosa dell’inquadratura. Opere come Changing RoomIvan Sayers e Sunseeker esplorano l’abbigliamento femminile e la rappresentazione di sé, interrogando il confine fra identità privata e messa in scena pubblica. Pair of interiorsStaircase e Two rooms aprono ambienti domestici e luoghi di passaggio, trasformando lo spettatore in un testimone discreto di situazioni che sembrano sul punto di cambiare da un momento all’altro.

Luce, grande formato e “quasi documentario”

Fin dalla fine degli anni Settanta Jeff Wall presenta molte sue opere come grandi diapositive retroilluminate: i celebri lightbox, che rendono l’immagine luminosa dall’interno, vicina all’impatto del cinema e della pubblicità. La fotografia appare così come una superficie seducente e insieme straniante, dove la luce è protagonista assoluta e condizione stessa di esistenza dell’immagine.

Ph: Andrea Guermani

Accanto alle scene più visionarie – come quelle ispirate a racconti fantastici, da The Thinker a The Giant e After “Invisible Man” by Ralph Ellison, the Prologue – la mostra affianca lavori che Wall definisce “quasi un documentario”. Qui l’artista collabora con attori o modelli che mettono in scena gesti apparentemente quotidiani, ma talvolta coinvolge anche persone che semplicemente svolgono il proprio lavoro, come accade in Morning Cleaning, dove l’addetta alle pulizie appare al lavoro nel padiglione di Mies van der Rohe a Barcellona.

La mostra a Torino

Alle Gallerie d’Italia di Torino, l’allestimento valorizza le grandi dimensioni delle opere e la loro natura “luminescente”, inserendo i lightbox in un percorso che alterna pareti dense di immagini a spazi più raccolti, dove il visitatore può sostare davanti a una singola scena.  Il risultato è una mostra che invita a guardare con lentezza: i volti, i corpi, gli oggetti e le strade fotografate da Jeff Wall rivelano un fascino profondo per l’aspetto delle cose, per la loro presenza silenziosa nel mondo. In questo equilibrio  la fotografia si conferma per Wall un mezzo capace di tenere insieme pittura, cinema, letteratura, moda e architettura, trasformando ogni immagine in un racconto aperto che continua nella mente di chi osserva.

Valeria Rombolà

Amore per i poveri: Suor Smerilli alla Piccola Casa Cottolengo 

Nella Piccola Casa Cottolengo di Torino, il 12 gennaio scorso, in mattinata, Suor Alessandra Smerilli, Figlia di Maria Ausiliatrice, Segretaria del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha presentato l’Esortazione Apostolica di Papa Leone XIV “Dilexi Te” sull’Amore verso i poveri. In una sala affollata dalla Famiglia Cottolenghina, insieme a numerosi religiosi e religiose di altre congregazioni, a diversi movimenti ecclesiali e a fedeli della Diocesi di Torino, ha introdotto Padre Carmine Arice, Padre Generale della Piccola Casa, che ha sottolineato come il documento sia particolarmente prezioso per la Famiglia Cottolenghina proprio perché parla della missione evangelica della Piccola Casa della Divina Provvidenza fondata dal Santo Cottolengo. Suor Smerilli ha evidenziato come il documento, iniziato da Papa Francesco e concluso e firmato da Papa Leone XIV, inviti a percepire la connessione tra l’Amore di Cristo e la chiamata ad avvicinarci ai poveri. L’esortazione, in particolare, mostra come l’impegno a favore dei poveri per eliminare le cause strutturali della povertà sia insufficiente.

“Serve un cambio di mentalità – ha osservato Suor Smerilli – per spezzare il ciclo di una cultura che scarta. Rispetto ai progressi degli scorsi decenni nella lotta alla fame nel mondo stiamo tornando indietro. Vediamo un aumento di povertà e disuguaglianza. Sono anni che il benessere economico è nelle mani di pochi”.

La religiosa ha richiamato alcuni elementi da cui il documento “Dilexi Te” mette in guardia: la cultura dell’accumulo, i sistemi economici ingiusti, l’esclusione e l’indifferenza sociale.

“L’esortazione-ha continuato Suor Smerilli- ci richiama al fatto che la condizione dei poveri rappresenta un grido che interpella la nostra società tutta. Dio si prende cura dei poveri e degli oppressi, ed è per questo che la Chiesa non deve avere tentennamenti in questa scelta che riguarda i poveri. Sulla povertà non dobbiamo abbassare la guardia”.

Suor Smerilli si è poi soffermata sulla denuncia che il documento fa alla deviazione dalla cultura della meritocrazia, dietro cui possono celarsi delle ideologie.

“Se fondiamo le società sul merito, dividiamo tra meritevoli e non  -ha evidenziato Suor Smerilli – ovvero arriviamo a pensare che i poveri si siano meritati la propria condizione. Il disprezzo del povero, del migrante e dell’emarginato diventa il risultato del ‘te lo sei meritato’. I cristiani sono chiamati a disfarsi delle ideologie e indagare le cause strutturali della povertà”.

Fra esse certamente vi è la mancanza di reti relazionali che portano le persone sull’orlo del precipizio.

La Segretaria del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha poi  toccato il tema della destinazione universale dei beni.

“Abbiamo il dovere di comprendere di cosa abbiano bisogno le persone che, solo per essere nate in una parte del mondo, sono destinate a morire di fame a causa delle guerre. Quale dei conflitti oggi nel mondo non dipende dall’economia e dallo sfruttamento delle risorse? E cosa c’entrano i bambini e le famiglie che ne sono vittime?”.

Da qui la domanda “cosa possiamo fare noi?”. Infine, l’invito del Papa a lasciarsi evangelizzare dai poveri come testimonianza dell’amore di Dio, e dunque le parole conclusive del documento: “Una chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno”.

Padre Arice, dopo un ampio dibattito, ha richiamato alcune conclusioni per la Famiglia Cottolenghina: nella Piccola Casa siamo al cuore del Vangelo, vigiliamo per rimanerci avendo il coraggio per riformarci; nella Piccola Casa, attraverso i poveri, tocchiamo la carne di Cristo, il gesto di cura ed educazione è già annuncio del Vangelo. Da qui la responsabilità di farlo bene e in modo integrale. Servire il povero significa promuovere una cultura della cura, da qui l’invito a cambiare mentalità. In tempi di crisi e buio, è necessario che ci siano segni come anticorpi per guarire dalla cultura dello scarto e dell’indifferenza.

Mara Martellotta

 

 

Demolizione del commissariato Borgo Po e ricostruzione 

Nel rispetto delle normative in materia di sicurezza il commissariato di Borgo Po in via Sabaudia 36 sarà demolito e ricostruito nello stesso luogo. Lo ha definito la conferenza dei Servizi lo scorso ottobre. Dopo l’esame della Commissione Urbanistica  dei giorni scorsi oggi pomeriggio il Consiglio comunale ha approvato la delibera di presa d’atto.

La nuova sede non avrà più un piano interrato come l’attuale edificio data la presenza del Rio Pattonera a pochi metri dalla struttura. La prossima primavera gli agenti in servizio in via Sabaudia saranno trasferiti nel commissariato di corso Spezia fino alla riapertura della sede precollinare prevista nel 2028.

Sempre in materia urbanistica l’assemblea di Palazzo Civico ha approvato la delibera di permesso di costruzione in deroga ( Legge 106/2011) in corso Rosselli 234/236 dove i fabbricati dell’ex falegnameria Gardino sono inutilizzati dal 1996 e anche la parte residenziale risulta inoccupata.

Dalla demolizione dei fabbricati esistenti dell’area sarà edificato un palazzo residenziale,  con autorimesse interrate e box auto nel piano cortile, ampio 1500 mq. Di SLP. La Città incamera 187 mila euro di contributo di costruzione e 160 mila euro di contributo di costruzione.

I proponenti realizzeranno opere di urbanizzazione: conservazione del glicine di via Oronzo, abbattimento delle barriere architettoniche, depavimentazione del pavimento in asfalto con aiuole, nuovi marciapiedi, nuovi alberi nel giardino Piredda in prossimità dell’area cani.