ilTorinese

Nuovo Liceo Musicale di Ivrea APS-ETS, rinnovo organi

Si è svolta nei giorni scorsi l’assemblea dei soci dell’associazione Nuovo Liceo Musicale di Ivrea APS-ETS, convocata per il rinnovo degli organi statutari.

Nel corso dei lavori l’assemblea ha provveduto alla nomina del nuovo consiglio di direttivo, formato dai seguenti nove soci:

Luca Basile

Architetto, si è laureato al Politecnico di Torino nel 2010. Ha maturato un’esperienza articolata nel campo della grafica editoriale, collaborando con case editrici italiane e internazionali dell’editoria ludica. Opera come libero professionista nel brand e packaging design ed è attivo anche nell’insegnamento nella scuola secondaria e nella formazione docenti, in particolare nell’ambito dei progetti PNRR.

Giancarlo Bonzo

Giurista di formazione, ha maturato una lunga esperienza nel mondo associativo, della comunicazione e delle relazioni istituzionali, operando per realtà di primo piano del sistema imprenditoriale piemontese; è stato amministratore delegato del Centro Congressi dell’Unione Industriale di Torino, sviluppandone anche una significativa vocazione culturale. Specialista in divulgazione culturale e pubbliche relazioni, ricopre incarichi in enti e istituzioni culturali del territorio ed è consigliere del Liceo Musicale di Ivrea dal 2019.

Gregorio Fracchia

Chitarrista e studioso, si è formato tra Torino e L’Aquila, diplomandosi e laureandosi con il massimo dei voti in chitarra e perfezionandosi all’Accademia Chigiana di Siena. Laureato in filosofia teoretica, ha conseguito un dottorato di ricerca con esperienze accademiche internazionali. Svolge un’intensa attività artistica e culturale come interprete, compositore e autore, con all’attivo incisioni discografiche e pubblicazioni.

Solidarietà dei cittadini di Vanchiglia alla polizia che presidia Askatasuna

Nelle giornate tra Natale e Santo Stefano, alcuni cittadini del quartiere Vanchiglia, nonostante il maltempo e nel senso di riconoscenza per l’operato apportato quotidianamente dalle forze dell’ordine, hanno donato panettoni e pandori al personale della Polizia di Stato impegnato nel presidio fisso alla palazzina fino a qualche giorno fa occupata dal centro sociale Askatasuna, per poi fare insieme un brindisi natalizio.

Il giorno di Natale, a loro si è unito anche Giovanni Berardi, figlio del poliziotto Rosario Berardi ucciso dalle Brigate Rosse nel 1977 a Torino, nonché presidente dell’Asevit – Associazione europea vittime del terrorismo, il quale ha espresso sinceri ringraziamenti e portato auguri di un sentito Natale a tutti i poliziotti impegnati a tutela della collettività in questi giorni di festività.

“Vogliamo ringraziare i tanti cittadini di Torino che in questi giorni, e in particolare il 25 dicembre, hanno voluto dimostrare vicinanza e sostegno ai colleghi impegnati nel quartiere Vanchiglia, dove si trova l’edificio che era stato occupato dal centro sociale Askatasuna”. Ad affermarlo è il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni.

Durante le festività sia i colleghi di Torino che decine di altri agenti provenienti da altre città sono stati impegnati h24 per garantire la sicurezza nel quartiere messo a ferro e fuoco a seguito dello sgombero di Askatasuna. Durante le festività, sono stati numerosi i messaggi di vicinanza espressi dai cittadini, molti dei quali hanno anche portato ai colleghi in servizio panettoni, spumante e dolcetti come gesto concreto di stima e vicinanza.

“Si tratta di gesti importanti, specie in un periodo così delicato dopo gli scontri avvenuti a seguito dello sgombero dei locali occupati da Askatasuna. Gesti che dimostrano il supporto alle forze dell’ordine e che il costante impegno di centinaia di uomini e donne della polizia viene riconosciuto dalla maggior parte dei residenti. A volte un gesto vale più di mille parole. GRAZIE”conclude Paoloni.

Il Torino cade ancora in casa e lo fa nella 17ª giornata di Serie A, sconfitto 2-1 dal Cagliari

Sprofondo Toro
Il Torino cade ancora in casa e lo fa nella 17ª giornata di Serie A, sconfitto 2-1 dal Cagliari all’Olimpico Grande Torino. Un ko che conferma la discontinuità della squadra di Baroni, incapace di dare continuità dopo due vittorie consecutive.
I granata partono bene e trovano il vantaggio con Vlasic, ma col passare dei minuti abbassano ritmo e attenzione. Il Cagliari ne approfitta, cresce e trova il pareggio con Prati, prima di completare la rimonta nella ripresa grazie a Koliçsoy, decisivo nel punire una difesa troppo fragile.
Per il Torino è uno stop che lascia l’amaro in bocca, l’ennesimo passo falso di una stagione altalenante. Per il Cagliari, invece, tre punti pesantissimi in chiave salvezza: vittoria di carattere e fiducia per la squadra di Pisacane.
Per i granata di Baroni è obbligatorio e doveroso guardarsi alle spalle.
La serie B è sempre dietro l’angolo.

Enzo Grassano

Imprese piemontesi ottimiste sul 2026: investimenti in crescita nonostante le incertezze

L’indagine trimestrale basata sulle previsioni di circa 1.200 aziende piemontesi fotografa un clima di fiducia complessivamente positivo. A trainare le performance migliori sono commercio, turismo, ICT, alimentare e trasporti, mentre il manifatturiero continua a mostrare segnali di difficoltà.

Le imprese piemontesi guardano al primo trimestre 2026 con un atteggiamento nel complesso ottimistico, in continuità con la precedente rilevazione. Un segnale della solidità del sistema economico regionale e della sua capacità di resistere a una fase prolungata di incertezza. Dietro al dato aggregato si conferma però una dinamica divergente tra manifatturiero e terziario, ormai evidente da oltre due anni.

Il comparto manifatturiero risente in modo particolare della crisi della metalmeccanica e del tessile-abbigliamento, registrando indicatori negativi su produzione, ordini, redditività ed export. Di segno opposto l’andamento del terziario che, dopo la fase più critica del Covid, ha saputo riorganizzarsi e ripartire, mostrando da allora segnali di crescita costante. È quanto emerge dall’indagine congiunturale condotta a dicembre dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino su un campione di circa 1.200 imprese manifatturiere e dei servizi del sistema confindustriale piemontese.

“Le imprese piemontesi approcciano il 2026 confermando la volontà di investire per far crescere e sviluppare le proprie imprese. Non è una scommessa, ma un vero grande gesto di fiducia che va colto e valorizzato da tutti coloro che compongono il nostro tessuto economico. Quello che ci aspetta sarà un altro anno molto sfidante proprio come il 2025 che dopo molti, forse troppi, timori ha invece registrato un andamento più sostenuto del previsto negli ultimi mesi. Un risultato ottenuto grazie alla capacità delle nostre imprese di sapersi adattate velocemente al mercato, sia come sbocchi commerciali che come offerta di prodotti, processi e tecnologia. Chi guarda al Piemonte sa di poter trovare in questo territorio risposte efficenti e avanzate, una qualità che ci riconoscono partner italiani e stranieri, in maniera trasversale ai settori e alle filiere”, commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.

Nel dettaglio, le attese risultano complessivamente positive per occupazione (saldo ottimisti/pessimisti pari a +6,0%), produzione (+3,2%) e ordini totali. Rimangono invece negativi i consuntivi relativi a export (-5,3%) e redditività (-1,0%). Cresce di 3,1 punti percentuali la propensione a investire, che coinvolge il 77,1% delle imprese rispondenti; il 25,3% ha inoltre programmato l’acquisto di nuovi impianti, in aumento di 1,8 punti rispetto a settembre. Stabile al 77% il tasso di utilizzo di impianti e risorse, mentre varia poco il ricorso alla CIG, attivata dal 10,9% del campione. Nel manifatturiero la percentuale sale al 14,9%, in lieve calo (-0,4 punti) rispetto alla precedente rilevazione.

Il quadro settoriale piemontese resta fortemente differenziato. Il manifatturiero, che rappresenta circa due terzi del campione, continua a segnare saldi negativi su tutti i principali indicatori: produzione (-3,9%), nuovi ordini (-4,5%), redditività (-6,8%) ed export (-6,0%). Particolarmente in difficoltà il comparto metalmeccanico, dove il saldo sulla produzione è negativo da dieci trimestri consecutivi (-7,5%), soprattutto nei settori automotive e metallurgia. Segno meno anche per le manifatture varie, come gioielli e giocattoli (-24,0%), e per il cartario-grafico (4,8%). Appaiono prudenti le attese del tessile-abbigliamento (0,0%), mentre risultano più fiduciosi i comparti gomma-plastica (+2,3%), alimentare (+11,9%), edilizia (+4,5%) e impiantisti (+16,7%).

Il terziario conferma invece un clima di fiducia stabilmente espansivo, favorito da una minore esposizione alle oscillazioni dei mercati esteri. Tutti i comparti esprimono aspettative positive, seppur con intensità diverse. Spiccano in particolare commercio e turismo (+30%), servizi alle imprese (+24,2%), ICT (+10,0%) e trasporto di merci e persone (+8,7%).

In un contesto internazionale complesso, la positività delle attese risulta inversamente proporzionale al peso dell’export sul fatturato. Le aziende meno orientate ai mercati esteri mostrano le aspettative più ottimistiche sulla produzione (+8,9% per chi esporta meno del 10% del fatturato). In equilibrio le attese delle imprese con una quota di export compresa tra il 10 e il 30% (saldo pari a 0,0%), mentre diventano negative per le fasce successive: -5,6% per le aziende che esportano tra il 30 e il 60% e -3,9% per quelle oltre il 60%.

Dopo pochi mesi già chiusa l’edicola di Porta Nuova

Non sono ancora passati 4 mesi dalla riapertura dell’edicola all’interno della stazione ferroviaria di Porta Nuova, che già l’attività ha chiuso i battenti. Certo sembra impossibile che in una delle grandi stazioni italiane, con migliaia e migliaia di passaggi al giorno,  non vi siano le condizioni per consentire a un giornalaio di poter sostenere un esercizio commerciale.

Bravo Angela, ma metà della Città sta peggio di come sembra

Caro Direttore,
La trasmissione su Torino di Alberto Angela è stata molto bella e per la nostra Città è stato un grande spot pubblicitario come mi hanno confermato  parecchi amici e imprenditori dei trasporti di altre regioni che ho conosciuto bene quando sono stato al Governo come Sottosegretario di Stato ai Trasporti. La bellezza delle nostre Piazze e dei nostri Palazzi è emersa nel suo fulgore.
Invece di parlare di Olimpiadi invernali avrei parlato di più sul grande contributo dato da Torino alla rinascita italiana del secondo dopoguerra con l’industria dell’auto e l’epoca di Italia 61. Parlare dell’industria dell’auto avrebbe dato un messaggio a Roma e alla Europa sulle decisioni che si stanno prendendo. Per rilanciare l’economia nazionale l’industria torinese infatti è più importante persino di Milano perché dieci regioni almeno sono condizionate dall’andamento della produzione delle auto.  Parlare della mobilità del futuro collegata al nuovo Centro per la IA sarebbe stato utile anche per attrarre i neo laureati che invece pensano di andare all’estero a cercare occasioni di lavoro.  Certo per la metà della nostra Città che non se la sta passando bene e che vive nei quartieri come Barriera e Aurora  si sarebbe potuto sottolineare la necessità di interventi di ristrutturazione delle periferie e di un Piano casa importante come fu il Piano Casa di Fanfani. Sono cose su cui si deve parlare urgentemente perché metà della Città che non se la passa bene dovrebbe essere in cima ai pensieri delle forze politiche cittadine. Sicurezza, lavoro e i quartieri periferici sono gli argomenti che noi, eredi della storia democristiana, ci portiamo come priorità nel prossimo 2026 che già a gennaio dovrà confrontarsi con le problematiche di Askatasuna lasciate incancrenire dalle amministrazioni di sinistra e gestite male dalla attuale Amministrazione comunale.
Mino Giachino

In cantiere la nuova edizione del libro dedicato alla storia di Antenna 3

L’autore Cristiano Bussola sta già lavorando alla nuova edizione del volume (recensito sul “Corriere della sera” da Aldo Grasso), in vista del 50° compleanno della leggendaria emittente televisiva. Nel 2027 cadrà anche il 40° anniversario dell’assoluzione di Enzo Tortora, fondatore della tv lombarda

Sul Corriere della Sera il critico televisivo per antonomasia,  Aldo Grasso,  aveva dedicato tempo fa la sua prestigiosa rubrica “A fil di rete” al libro intitolato “Una fetta di sorriso” scritto da Cristiano Bussola, direttore del “Torinese” –  Paola Caramella editrice –  incentrato sull’epica storia di Antenna 3 Lombardia che,  negli anni Settanta, rivoluzionò il modo di fare televisione in Italia.

L’autore sta già lavorando a una nuova edizione del volume, in vista del 2027, quando l’emittente lombarda compirà 50 anni di vita. Nello stesso anno cadrà anche il 40° anniversario dell’assoluzione di Enzo Tortora che fu uno dei fondatori della stazione tv nata a Legnano.

“È stata una piacevole sorpresa – commenta il nostro direttore Bussola – poter leggere sul Corriere un pezzo dedicato al mio libro scritto dalla penna arguta e celebre di Aldo Grasso, che ha evidenziato gli aspetti più importanti del testo e, quindi, la figura di Renzo Villa che, nel 1977, insieme a Enzo Tortora e attraverso una forma di azionariato popolare, diede vita alla prima televisione commerciale italiana. Ora sto lavorando a un aggiornamento del libro con nuove interviste per festeggiare  il mezzo secolo di vita di Antenna 3, fondata il 3 novembre 1977″.

Cristiano Bussola con il Telegatto assegnato ad Antenna 3 negli anni 80

Fu Villa il primo a intuire che proprio gli sponsor, dai mobilieri, ai salumificio, alle case vinicole, ad Aiazzone certamente, dovevano costituire un tutt’uno con lo show”. Bussola nel libro ricorda come si debba, infatti, a Renzo Villa la nascita di programmi come “Il bingooo”, “La bustarella” “Dire, fare, baciare”” Bucce di banana”, “Il pomofiore” e “Non lo sapessi ma lo so”.

“Se da quella televisione di Legnano passarono molti comici destinati a diventare famosi, – scrive Aldo Grasso -come la coppia Massimo Boldi- Teo Teocoli, Walter Chiari, Ric & Gian, Giorgio Faletti, oggi di questo mondo ormai scomparso rimane comunque un testimone, Alessandro di Milia, che lavora ancora in un angolo dell’edificio ormai fatiscente a Legnano e si dedica a un lavoro molto prezioso, riversare in digitale le vecchie cassette dei programmi, dando nuova vita ai nastri che conservano i primi passi di grandi comici e giornalisti come Enzo Tortora”.

Il libro di Bussola sarà citato tra le voci dell’Enciclopedia della Televisione italiana scritta dal critico Massimo Emanuelli.

MARA MARTELLOTTA

Hamas, Zangrillo: “Chi sostiene il terrorismo è un terrorista”

“Ancora una volta emerge con chiarezza un dato che non può più essere ignorato: dietro una retorica sedicente umanitaria e slogan di solidarietà strumentalmente utilizzati a fini politici, si celano in realtà strutture organizzate che alimentano e sostengono il terrorismo. La propaganda pro-Pal, quando diventa copertura ideologica e finanziaria per gruppi terroristici, smette di essere espressione di opinione e diventa complicità. Nascosto da una presunta attività umanitaria si nascondeva un sistema strutturato di raccolta e trasferimento di risorse economiche a favore di un’organizzazione terroristica responsabile di violenze, morte e destabilizzazione. È un tradimento inaccettabile dei valori di solidarietà e di convivenza civile su cui si fonda il nostro Paese. L’eccellente lavoro delle Forze dell’Ordine e della magistratura dimostra che l’Italia non abbassa la guardia e continuerà a colpire senza esitazioni ogni rete di sostegno al terrorismo, ovunque essa si annidi”. Così il Ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, in merito ai nove arresti in seguito ai finanziamenti ad Hamas. Il Ministro ha poi concluso: “Chi finanzia il terrorismo è parte integrante della minaccia alla sicurezza nazionale. Non esistono attenuanti, zone grigie o ambiguità: sostenere economicamente un’organizzazione terroristica significa essere terroristi. Lo Stato risponderà con la massima fermezza. Nessuna tolleranza né indulgenza verso chi utilizza il nostro territorio, le nostre leggi e la buona fede dei cittadini per alimentare odio e violenza”.

Il Natale nel mondo: tradizioni e curiosità

Il Natale e’ una festa che coinvolge tutto il globo, da oriente ad occidente i cristiani celebrano l’anniversario della nascita di Gesu’. Le tradizioni e i simboli di Natale sono diversi come la decorazione dell’albero, il presepe con i suoi personaggi piu’ importanti, il tanto atteso scambio di regali, i baci sotto al vischio con l’augurio di abbondanza e prosperita’, l’auspicio di buona fortuna con l’agrifoglio e poi i canti di Natale che tutti conosciamo sin da bambini. Come non aggiungere, poi, alle consuetudini natalizie anche quelle culinarie come il delizioso panettone, farcito in mille modi, il pandoro, il torrone o il mandorlato meglio se accompagnati da bollicine, vin brule’ o cidro caldo? Le luci, inoltre, decorano le nostre citta’ e le scaldano, c’e’ aria di festa e un tripudio di rosso, oro, verde e argento, tutto sembra un fiaba, una sospensione dalla realta’, un momento di magia.

Le tradizioni e i riti della festa piu’ amata cambiano o si aggiungono se si butta uno sguardo in giro per il mondo; alcuni di questi sono molto curiosi e bizzarri, mentre altri decisamente spiacevoli, soprattutto se si pensa che molti sono rivolti ai piu’ piccoli.

In Islanda, per esempio, i bambini che si sono comportati bene avranno dentro le scarpe, posizionate sul davanzale di casa, un dolce o un regalino, chi invece e’ stato non troppo bravo trovera’ una patata. Sono i Jólasveinar (ragazzi del Natale), figli dell’orchessa Grýla, a ricordare loro queste due possibilita’ ed a spingerli a comportarsi bene.

In Lettonia si usa chiudere con le sfortune e gli eventi negativi passati e lo si fa con uno speciale ceppo natalizio che assorbe le cose brutte dell’anno appena trascorso. Il ceppo viene poi bruciato come simbolo del passato che va via e da’ il benvenuto al futuro e alle cose belle.

A Caracas, in Venezuela, dal 15 al 23 dicembre si va alla messa giornaliera, chiamata Misa de Aguinaldo con i pattini a rotelle. E’ una abitudine molto praticata tanto che molte strade chiudono al traffico per permettere ai pattinatori di muoversi in sicurezza.

In Guatemala, invece, le pulizie non si fanno a Pasqua, ma a Natale. In questo paese si crede che il diavolo e gli spiriti maligni si nascondano tra la sporcizia e nel periodo delle feste, quindi, si puliscono a fondo le proprie case, la spazzatura viene poi ammassata in una pila e una immagine del diavolo viene posizionata sulla cima, il tutto poi viene bruciato come segno di purificazione.

In Messico, nella regione di Oaxaca, si celebra la Noche de Rabanos, la Notte dei Ravanelli. Tutti gli anni, il 23 dicembre, gli artigiani competono per la scultura piu’ bella, fatta di ravanelli appunto, che viene premiata con una somma di denaro che servira’ anche per continuare a perpetuare questa tradizione.

In Estonia il 24 dicembre non si fa il cenone, la famiglia, invece, si riunisce in sauna. Niente brindisi , grandi mangiate e tombola, il popolo estone passa ore ed ore al caldo umido nudi e sudati, tutti insieme: genitori, figli, zii, nipoti e nonni. Niente calorie, solo detox e relax.

In molti paesi europei, soprattutto dell’est, esiste il Babbo Cattivo, il Krampus, che “punisce” i bambini che non si sono comportati bene e che ha un nome diverso nei diversi paesi: Parkelj in Slovenia e Croazia, Père Fouettard in Francia, Hans Trapp in Alsazia, Zwarte Piet nei Paesi Bassi, Houseker in Lussemburgo, Schmutzli in Svizzera. In Austria e in Germania al posto della calza appesa al camino si lascia uno stivale fuori dalla porta: i bambini buoni riceveranno un regalo mentre a quelli “cattivi” il Krampus, un demone abbastanza brutto e inquitante, lascerà solo un bastoncino di legno.

MARIA LA BARBERA

Lite al pranzo di Natale: due accoltellati al ristorante

Una discussione tra vicini di tavolo in un ristorante di Pino Torinese al pranzo natalizio è finita a coltellate. Come riporta Torino Today, un avventore si è a un certo punto alzato e ha ferito a coltellate due uomini, padre e figlio, che pranzavano al tavolo vicino. Sono arrivati i carabinieri che hanno arrestato l’aggressore e accerteranno i motivi della lite sfociata in violenza.