La Juventus chiude il 2025 con il sorriso e centra la terza vittoria consecutiva in campionato: alla 17ª giornata di Serie A i bianconeri espugnano Pisa con un solido 2-0. Una trasferta tutt’altro che semplice, giocata sul filo dell’equilibrio e decisa nella ripresa.
Nel primo tempo la Juve crea con Openda e Koopmeiners, ma rischia grosso quando Moreo e Tramoni fanno tremare la porta, fermati solo da traversa e palo. Nella ripresa il copione non cambia subito: anche Kelly colpisce un legno, segno di una partita bloccata e nervosa.
La svolta arriva dalla panchina. L’ingresso di Zhegrova accende l’attacco e al 73’ Kalulu è il più rapido di tutti a trovare la deviazione vincente sotto porta. Nel recupero Yildiz firma il raddoppio in contropiede, chiudendo i conti.
Una vittoria di carattere, più che di spettacolo. Ma è da qui che passa la rinascita.
Enzo Grassano

Non c’è neppure il mito della Fiat distrutto da Elkann di cui Christillin vuole diventare il custode testamentario, avendo accumulato esperienza con le mummie egizie. Mi ha colpito che lei stessa si è definita “storica” .Da quando? Non sapevo. Angela ha anche reso quasi equanime omaggio alle due squadre di calcio torinesi, ma di questi temi non dico perché sono acalcistico ed asportivo. E’ mancato un richiamo benché minimo al Liberty, una parte di storia torinese fondamentale che è stata trascurata proprio dai torinesi e dai vari assessori disattenti alla cultura. Al contrario è stato richiamato in modo insistito la Ferrari che con Torino non ha legami perché la casa di Maranello è presente al Museo dell’ automobile ,ma non nella storia della città. Meritava invece al Museo un accenno alla Lancia, fagocitata dalla Fiat, incapace anche solo di imitare lo stile del concorrente che ebbe anche lui la disgrazia di un discendente non all’altezza. La Littizzetto ha evitato le solite volgarità e si è inventata gastronoma: bagna cauda, bicerin e altro, secondo un copione banale trito e ritrito che anche i telespettatori di Canicattì conoscono, senza bisogno delle sue mediazioni televisive. Angela ha parlato di Museo Egizio e di Museo del Risorgimento e di Basilica di Superga. I monarchici in collegamento , mentre si sentivano orgogliosi del passato , non potevano non sentirsi in imbarazzo per un presente non proprio esemplare che farebbe infuriare l’ultimo Sovrano Umberto II ricordato anche lui da Angela . Sulle macerie della Fiat svetta la Torino dei grandi Savoia da Emanuele Filiberto a Vittorio Amedeo ll, al Conte Verde al Conte Rosso . Noi siamo alle prese con Askatasuna e con lo snobismo delle madamine. Che tristezza!

LETTERE 



