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Borello Supermercati apre a Venaria Reale

IMPRESE E TERRITORIO/ LA FORZA DI UNA FAMIGLIA

La tradizione si rinnova con l’impegno di Gianluca e Aurora, figli del fondatore Fiorenzo

Oggi, 18 giugno 2026, si è aperto un nuovo capitolo nella storia della famiglia Borello con l’inaugurazione del nuovo punto vendita di Venaria Reale, in piazza Michelangelo Buonarroti 1. Un traguardo significativo per Gianluca e Aurora Borello, che danno avvio alla loro prima esperienza imprenditoriale diretta nel settore della distribuzione alimentare, nel segno dei valori trasmessi dal padre Fiorenzo Borello. All’inaugurazione erano presenti, tra le autorità,  il sindaco Fabio Giulivi, l’assessore regionale Andrea Tronzano, la presidente ASCOM Maria Luisa Coppa.

Il nuovo supermercato dispone di una superficie di vendita di circa 320 metri quadrati e propone oltre 3.000 referenze, con un’offerta costruita attorno a qualità, convenienza, servizio al cliente e valorizzazione delle produzioni locali, elementi che da sempre contraddistinguono il marchio Borello.

L’apertura assume un significato che va oltre quello commerciale. Rappresenta infatti la prosecuzione di una storia imprenditoriale profondamente radicata nel territorio piemontese, costruita negli anni da Fiorenzo Borello e portata avanti oggi dai figli insieme a una squadra di collaboratori che continua a condividere gli stessi principi di serietà, affidabilità e attenzione alle persone.

Tra i punti di forza del nuovo negozio figurano i reparti dedicati ai prodotti freschi e freschissimi. La macelleria, disponibile sia con servizio assistito sia in modalità self-service, si affianca a una gastronomia ricca di specialità piemontesi, salumi, formaggi e piatti pronti. Completano l’offerta panetteria, pasticceria e ortofrutta con una particolare attenzione ai prodotti del territorio, alle filiere locali e alle produzioni biologiche.

Sugli scaffali trovano inoltre spazio le principali linee a marchio del gruppo, pensate per soddisfare le diverse esigenze dei consumatori e garantire un elevato rapporto tra qualità e prezzo.

Per la famiglia Borello questa inaugurazione è soprattutto il simbolo di una continuità generazionale che guarda al futuro senza dimenticare le proprie origini. Gianluca e Aurora raccolgono l’esperienza e gli insegnamenti del padre Fiorenzo, contribuendo a mantenere vivo un marchio che nel tempo ha saputo conquistare la fiducia di migliaia di clienti.

In un mercato in continua evoluzione, con la nuova realtà societaria di MiTo e l’alleanza con Unes, il nome Borello continua infatti a rappresentare una garanzia di qualità, attenzione alla clientela e legame con il territorio. Valori che restano il punto di riferimento di questa nuova avventura imprenditoriale e che costituiscono il vero patrimonio lasciato da Fiorenzo Borello alle nuove generazioni.

(Servizio fotografico: il Torinese)

Summer Solstice III – Luce suono

L’ “Arena Paolini” e lo “Spazio del Contemporaneo” della “GAM” di Torino ospitano anche quest’anno l’evento conclusivo di “Accademia della Luce”

Domenica 21 giugno, dalle 18,30

Promessa! Sarà una grande serata di musicaricerca sonora e sperimentazione vocale. All’insegna del tema “Luce e Suono”, l’edizione 2025/’26 di “Summer Solstice”, l’evento conclusivo di “Accademia della Luce”, il “public program” della 28^ edizione di “Luci d’Artista” ( a cura di Antonio Grulli), ci dà anche quest’anno appuntamento alla “GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea” (via Magenta 31, a Torino), nella serata di domenica 21 giugno (a partire dalle 18,30), con ingresso gratuito e negli spazi esterni ed interni del Museo, inclusa l’“Arena Paolini – Anni Luce”, installazione pavimentale “en plein air” dell’artista concettuale di origini genovesi, perfettamente inserita in quella sorta di “Sculpture Garden” che sono i Giardini all’aperto della “GAM” e concepita come “spazio espositivo di performance e meditazione”.

Ad animare la serata, secondo visioni d’arte assolutamente singolari, saranno tre artisti e “performer”, invitati a concepire lavori atti ad esplorare “le affinità fisiche, percettive ed intellettuali tra luce e suono: fenomeni inafferrabili, capaci di attraversare i corpi e trasformare gli spazi”. I loro nomi: Luciano Chessa (Sassari, 1971), artista audiovisivo e performativo, compositore e storico dell’arte, attivo tra Europa e Stati Uniti; Nina Baietta (Padova, 1997), ricercatrice vocale con base a Venezia ed Enrico Malatesta (Cesena, 1985) attivo in ambiti sperimentali posti tra musica, performance ed indagine territoriale.

“Accademia della Luce” – progetto della “Città di Torino” in gestione a “Fondazione Torino Musei” – dopo il grande successo degli scorsi anni, arriva così all’ultimo appuntamento della sua terza edizione. Il progetto si collega simbolicamente alle tradizioni del “solstizio estivo” (per l’appunto, domenica prossima 21 giugno, ore 10,24) legate alla luce, al sole e al fuoco, e alle celebrazioni torinesi dedicate a San Giovanni Battista, patrono della città.

L’evento vedrà anche la presenza di un “angolo bar” e “food truck” organizzato e gestito da “Bar Baglio”, la nuova caffetteria della “GAM”.

Le mostre e la collezione resteranno chiuse al pubblico per tutta la durata dell’evento.

 

I tre protagonisti

Luciano Chessa sarà presente allo “Spazio del Contemporaneo” ( piano -1, ore 19) con “Trasmissioni Plastiche”, lavoro che deriva da un’esperienza sviluppata durante recenti “residenze” dell’artista presso la “Lou Harrison House” di Joshua Tree, in California, e la “Direction des Affaires Culturelles” del Principato di Monaco. Attraverso “corde elastiche” che attivano dispositivi sonori collocati a distanze inconsuete, questa scultura “diffonde meccanicamente il suono in contrappunto con una corda eccitata da un motore elettrico che danza investita da un fascio di luce, rivelando nodi e antinodi d’onda”. La proiezione congiunta di “luce” e “suono” svela la natura “scultoreo-plastica” di questi corpi vibranti, simultaneamente relativizzando le nozioni di prossimità e lontananza.

Nina Baietta presenta (con Paola MichelettiLiliana Sommarriva e Denise Tosato“Oscillo”, nell’“Arena Paolini” (ore 20). Si tratta di un lavoro per “quattro voci” e “quattro speaker” basato su una “drammaturgia dell’assenza in cui lo spettatore viene guidato da una dimensione acustica e corporea ad una dimensione amplificata e invisibile”. La performance “esplicita il passaggio di stato insito nella pratica stessa, reso manifesto dalla dissoluzione del corpo in un altro spazio-tempo e dalla massima esasperazione della voce in una dimensione particellare, ingigantita all’interno degli speaker”. L’utilizzo della “quadrifonia” conduce performer e spettatore verso un altrove condiviso in uno spazio di “risonanza totalizzante” in cui il corpo, scomparendo, si fa ovunque.

“Circolo del sorgere e del dissolversi” è infine il titolo del progetto di Enrico Malatesta presentato nello “Spazio del Contemporaneo” (piano -1, ore 21), in cui l’artista propone una “rilettura artistica” del potenziale sonico  delle “Campane Tibetane”, creando “una risonanza che sovrasta la visione e innesta screpolature nella relazione tra ascolto e spazio”. Gli oggetti sonori – oltre alle campane, altoparlanti, pietre, walkman, tessuti – vengono presentati come agenti capaci di modificare concretamente l’ambiente acustico: “la loro risonanza diventa un campo di relazione in cui emergono tensioni, attriti e densità materiche, tanto armoniche quanto dissonanti”.

Visionarietà, ardite sperimentazioni e ricerche accompagnate sempre dalla meticolosità dello studio e dalla meraviglia di musica, suoni e voci composte in atmosfere surreali dove proprio “luce” e “suono” paiono voler simboleggiare l’abbondanza creativa di un tempo “minimo” che si fa “solstitium – sole fermo” per un giorno solo. Ma il giorno più lungo dell’anno.

Per infowww.gamtorino.it

g.m.

Nelle foto: Immagine guida; Luciano Chessa; Nina Baietta ed Enrico Malatesta

Regione Piemonte e Prefettura di Torino fanno squadra contro gli illeciti ambientali

Nasce il primo Osservatorio regionale in Italia dedicato al monitoraggio e al contrasto dei reati ambientali. Presentati anche i nuovi mezzi acquistati grazie al Patto per la Sicurezza Urbana finanziato dalla Regione con 2,3 milioni di euro.

Un nuovo strumento per rafforzare la tutela del territorio e rendere più efficace la lotta agli illeciti ambientali. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dal prefetto di Torino Donato Giovanni Cafagna.

L’accordo dà vita all’Osservatorio regionale per il monitoraggio e la prevenzione degli illeciti ambientali, una struttura permanente che opererà attraverso un Tavolo interistituzionale coordinato dalla Prefettura di Torino. Si tratta della prima esperienza di questo tipo a livello regionale in Italia.

Negli ultimi anni i reati legati all’ambiente hanno mostrato una crescita significativa, in particolare nei settori della gestione dei rifiuti, delle bonifiche, dell’edilizia e dei siti contaminati. Da qui la scelta di mettere in rete istituzioni, forze dell’ordine ed enti tecnici per migliorare la capacità di prevenzione, controllo e intervento.

«Con la firma di questo protocollo – hanno sottolineato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Marnati – Regione Piemonte e Prefettura di Torino hanno deciso di rafforzare l’impegno per la tutela dell’ambiente e la promozione della legalità ricorrendo a un’azione coordinata, basata su dati, prevenzione e collaborazione istituzionale. Riservare particolare attenzione ai settori più a rischio, quali gestione dei rifiuti, bonifiche e siti contaminati, edilizia, terre e rocce da scavo, significa accrescere la sicurezza dei cittadini e del territorio e contrastare sempre più l’illegalità e le organizzazioni criminali».

«L’Osservatorio regionale sugli illeciti ambientali in Piemonte nasce dalla volontà di realizzare, su un tema così cruciale come la tutela dell’ambiente, un approccio multifattoriale – ha affermato il prefetto Cafagna – Unisce le forti competenze acquisite dalla Direzione Ambiente della Regione, da Arpa Piemonte e dall’Asl con quelle di chi, a partire dalle Forze dell’Ordine, opera quotidianamente sul fronte della sicurezza e del contrasto ai reati. Un modello che consentirà di affrontare in modo più efficace problematiche complesse come il ciclo dei rifiuti, l’abusivismo edilizio, la tutela del patrimonio boschivo e le infiltrazioni della criminalità organizzata».

Tra i compiti dell’Osservatorio figurano la raccolta e l’analisi dei dati sugli illeciti ambientali, l’individuazione delle aree maggiormente esposte ai rischi, la pianificazione di attività coordinate di controllo, la promozione di percorsi formativi comuni e il coinvolgimento delle associazioni impegnate sui temi della legalità e della difesa dell’ambiente. È inoltre prevista la pubblicazione di rapporti periodici sull’attività svolta.

La firma del protocollo è stata anche l’occasione per presentare i nuovi veicoli destinati alle Forze dell’Ordine e alla Polizia Locale nell’ambito del Patto per la Sicurezza Urbana siglato da Regione Piemonte, Prefettura e Comune di Torino.

Grazie a un primo finanziamento di un milione di euro sono stati acquistati nove autovetture e tre motocicli destinati a Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Polizia Locale. Complessivamente il Patto è sostenuto dalla Regione con uno stanziamento di 2,3 milioni di euro.

È già allo studio una seconda fase dell’iniziativa che prevede il rafforzamento della videosorveglianza cittadina attraverso nuove telecamere e tecnologie di controllo, l’acquisto di ulteriori mezzi operativi, incentivi a favore delle attività commerciali e maggiori risorse per incrementare i controlli, compresi quelli sui mezzi del trasporto pubblico.

«Con la seconda fase del Patto per la Sicurezza Urbana vogliamo compiere un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della sicurezza a Torino – hanno dichiarato il presidente Cirio, il vicepresidente Marrone e l’assessore Bussalino -. Oltre all’investimento per acquisire ulteriori mezzi, l’attenzione sarà rivolta al potenziamento delle tecnologie per il controllo del territorio, all’ampliamento e all’integrazione dei sistemi di videosorveglianza e al rafforzamento della collaborazione tra tutti i soggetti impegnati nella tutela della sicurezza pubblica».

«Proseguiamo in un lavoro di rafforzamento del presidio del territorio – ha concluso il prefetto Cafagna – dando priorità alle zone rosse e alle aree che esprimono una maggiore domanda di sicurezza. Agli interventi delle Forze di Polizia si affiancheranno ulteriori investimenti nella videosorveglianza a beneficio dei cittadini e delle attività economiche».

Al via la terza edizione di “Sotto i portici del Risorgimento!”

Un’estate di giochi, cultura, letture, performance e musica per ragazzi e famiglie al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Torino, 18 giugno 2026 – Torna per l’estate 2026 Sotto i portici del Risorgimento (giugno–settembre 2026), la rassegna di giochi estivi, iniziative culturali e didattiche giunta alla sua terza edizione, ideata dal Museo Nazionale del Risorgimento Italiano per coinvolgere ragazzi e famiglie. Forte delle oltre 19.000 presenze registrate nel 2025, il programma si arricchisce e si consolida come punto di riferimento culturale dell’estate torinese.
L’iniziativa si apre il 18 giugno in occasione della Giornata degli Scacchi: tornei simultanei, lezioni ed esibizioni animeranno i portici di Palazzo Carignano, grazie alla collaborazione con l’Associazione Scacchistica di Torino.

Il portico e l’atrio di Palazzo Carignano si trasformano ancora una volta in uno spazio temporaneo dedicato al gioco, alla lettura, alla socialità e alla partecipazione culturale, accessibile dal martedì alla domenica dalle 10.15 alle 18.00. Tra le novità di questa edizione, le sale del Museo saranno animate da una mostra dedicata al tema del gioco: “In gioco. Arte e gioco dal Risorgimento a oggi”, che rafforzerà la dimensione ludica e pedagogica dell’offerta estiva del Museo. Saranno inoltre predisposti spazi ludici permanenti con giochi storici e contemporanei — tra cui un nuovo gioco dell’Oca del Risorgimento realizzato appositamente per questa edizione —, scacchi, rubabandiera e giochi pavimentali per bambini, oltre ad aree di sosta per il relax e la lettura.

Il Museo organizzerà inoltre attività didattiche e di animazione a cura del proprio personale, con proposte di lettura rivolte al pubblico dei più piccini, e fungerà da snodo di partenza per le attività dell’estate ragazzi della Bella Stagione di Fondazione Compagnia di San Paolo.

Sotto i portici del Risorgimento è resa possibile grazie al contributo di BPER Banca, main sponsor dell’iniziativa, al patrocinio della Città di Torino, alla partnership con Biraghi e alla collaborazione con importanti realtà culturali e istituzionali: Residenze Reali Sabaude, Direzione Regionale Musei Nazionali Piemonte, Associazione Scacchistica Torinese, Balletto Teatro di Torino, Circolo dei Lettori, Contrametric Ensemble, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Libreria Internazionale Luxemburg, MITO SettembreMusica, MUSLI – Museo della Scuola, Sotto18+ Film Festival, Unione Culturale Franco Antonicelli, Teatro e Società.

«Con Sotto i portici del Risorgimento vogliamo continuare a rafforzare l’idea del museo come spazio vivo e aperto, capace di offrire occasioni di incontro, apprendimento e condivisione. Crediamo che sia fondamentale creare luoghi culturali che siano anche spazi di comunità, dove bambini, famiglie, residenti e turisti possano ritrovarsi e riscoprire la storia come esperienza attuale e partecipata», hanno dichiarato Luisa Papotti, presidente del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano e il direttore, Alessandro Bollo.

Gli appuntamenti in programma:

Si comincia il 18 giugno con una giornata doppiamente speciale: i portici di Palazzo Carignano si trasformano già da subito in un grande scacchiere a cielo aperto. La Giornata degli scacchi,

 organizzata con l’Associazione Scacchistica di Torino, porta in scena tornei simultanei, lezioni e sfide aperte a tutti — principianti compresi — e dà il via alla rassegna nel segno del gioco, della strategia e della condivisione.

Il 24 giugno — Festa di San Giovanni, patrono di Torino — il Museo ricorda il 24 giugno 1859, giorno della battaglia di Solferino e San Martino che ispirò la nascita della Croce Rossa. Il personale del Corpo Militare Volontario della CRI guiderà il pubblico in visite tematiche alle ore 11.00 e alle ore 16.00, in un dialogo inedito tra storia e presente.

Il cuore dell’estate batte il 2 luglio, con la Maratona di lettura – Pinocchio: nel bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Dalle 10.15 alle 20.00, lettori di ogni età si passano il testimone nella lettura ad alta voce dell’intero romanzo, in un’esperienza corale e trascinante che invade portici e diverse realtà torinesi. Un’iniziativa realizzata insieme al Circolo dei Lettori, Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, Sotto18+ Film Festival, Libreria Internazionale Luxemburg e MUSLI.

Il 9 luglio la parola si fa musica con Musicante: Federico Sirianni porta in scena un reading autorale intimo e potente, in collaborazione con la Circoscrizione 1 del Comune di Torino.

Il programma continua il 19 luglio con una serata dedicata alla grande lirica: Opera in Poche Parole presenta la Tosca di Giacomo Puccini nell’ambito della stagione “Ri-Generazione” di Contrametric Ensemble. Gabriele Colombo sarà narratore e interprete in una trascrizione cameristica per oboe/corno inglese e quartetto d’archi. Un’occasione per avvicinarsi all’opera lirica senza barriere, lasciandosi trasportare dalla forza delle sue emozioni.  E mentre la città si svuota per le vacanze, il 15 agosto il Museo è uno dei pochi luoghi dove vale la pena restare: le visite guidate teatralizzate “Liberi tutti!”, a cura di Teatro e Società e dei Servizi Educativi, trasformano il Ferragosto in una piccola festa collettiva.

Con settembre arriva la musica d’autore: l’11 settembre il Trio 2 giugno ’46 porta in scena Musica al Femminile, nell’ambito del prestigioso festival MITO SettembreMusica. A chiudere la rassegna, il 22 settembre, è la danza: Gioco di Corpi, spettacolo del BTT – Balletto Teatro di Torino con Bailey Kager, Noa Chatton e Noa Van Tichel, porta nell’Aula della Camera un’ultima, sorprendente trasformazione dello spazio.

Ex Westinghouse, una nuova prospettiva per Torino: proposta congiunta di Politecnico ed Esselunga 

 

La Città di Torino ha ricevuto da parte del Politecnico di Torino e di Esselunga S.p.A. una istanza congiunta relativa all’area ex Westinghouse, ricompresa nell’Accordo di Programma “Spina 2”. La proposta si colloca nel solco dell’originaria operazione urbanistica e la arricchisce, attualizzandola. Essa aggiunge, infatti, una nuova prospettiva di sviluppo per uno degli ambiti centrali più strategici della città e ne rafforza la vocazione universitaria, scientifica e innovativa, integrando funzioni di didattica, ricerca e servizi urbani.

Tra gli elementi qualificanti della proposta ricevuta figurano il coinvolgimento diretto del Politecnico di Torino nello sviluppo dell’area, la realizzazione di nuovi spazi per la didattica e la ricerca, un centro congressi di nuova generazione. L’istanza prevede la completa salvaguardia del parco Artiglieri di Montagna, integralmente preservato e valorizzato come spazio pubblico al servizio del quartiere e della città.

La proposta prevede inoltre una ridefinizione dell’assetto delle funzioni e delle proprietà: il parziale subentro del Politecnico nel diritto di superficie dell’area con l’acquisizione dei diritti edificatori per le strutture universitarie, la ricerca e il centro congressi e una rimodulazione della componente commerciale di Esselunga che, in coerenza con il nuovo assetto funzionale dell’intervento e con l’ingresso delle funzioni universitarie, vedrebbe la realizzazione di una media struttura di vendita in luogo della grande struttura originariamente prevista e già autorizzata, nell’ambito di una più equilibrata distribuzione delle destinazioni insediate nell’area.

La proposta appare coerente con la strumentazione urbanistica e con l’assetto patrimoniale vigenti. Secondo l’istanza, la destinazione universitaria rientra tra quelle già ammesse dalle regole prescrittive dell’ambito e non comporta variante al Piano Regolatore; l’operazione si colloca nell’assetto proprietario esistente e aggiorna le obbligazioni già definite dall’Accordo di Programma, a partire da quella relativa al centro congressi.

Alla luce dei contenuti presentati, la Città di Torino ha richiesto al presidente della Regione Piemonte la convocazione del Collegio di vigilanza dell’Accordo di Programma, organismo competente a esaminare le proposte di modifica e a valutare gli sviluppi dell’intervento.

L’avvio del confronto istituzionale consentirà di approfondire i contenuti dell’istanza e di verificare le condizioni per accompagnare la trasformazione dell’area ex Westinghouse in un nuovo progetto coerente anche con gli obiettivi di sviluppo, innovazione, qualità urbana e sostenibilità ambientale perseguiti dalla città.

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, dichiara: “L’area ex Westinghouse è una delle più importanti opportunità di trasformazione urbana per il futuro di Torino. La nuova proposta formulata da Politecnico ed Esselunga interpreta una delle vocazioni strategiche della città — la conoscenza, la ricerca, la formazione universitaria, l’innovazione — e ne irrobustisce il ruolo di grande città universitaria e internazionale, rafforzandone la vocazione congressuale e garantendo la piena tutela e valorizzazione del parco Artiglieri di Montagna. La sua integrale conservazione, così come la riduzione significativa delle superfici commerciali originariamente previste, rappresentano elementi molto qualificanti della nuova proposta. Il confronto tra le istituzioni coinvolte rappresenta un passaggio importante per accompagnare una nuova fase di sviluppo dell’area. Stiamo lavorando con determinazione per stimolare progetti capaci di generare crescita, attrarre talenti e investimenti, creare opportunità per i giovani e migliorare la qualità urbana, ambientale e sociale: l’area ex Westinghouse può diventare uno dei luoghi simbolo di questa nuova visione urbana che vogliamo portare avanti in un dialogo costruttivo e proficuo con tutte le realtà interessate”.

Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, aggiunge: “Il comprensorio urbano dell’area ex Westinghouse risulta strategico per lo sviluppo del Campus delle Ingegnerie del Politecnico di Torino, sia per la sua contiguità sia per le possibili integrazioni edilizie, pienamente coerenti con l’implementazione del Masterplan di Ateneo, espressione del programma di questo mandato rettorale. Le interlocuzioni avviate con Esselunga, in un clima pienamente collaborativo e fattivo, hanno consentito di condividere un concept progettuale che attribuisce all’area una chiara vocazione ai servizi per la comunità del Politecnico, favorendo al contempo il radicamento di una cultura dell’innovazione non solo tecnologica, ma anche orientata al benessere e alla promozione di sani stili di vita. Con questo passaggio concertato con Esselunga, il Politecnico rafforzerà la propria apertura verso la città, configurandosi sempre più come un campus aperto, integrato, accogliente e innovativo”.

Alberto Gaudio, direttore Affari Legali e Societari e Relazioni Istituzionali di Esselunga, commenta: “Esselunga ha accolto con grande favore l’interesse manifestato dal Politecnico ad acquisire una parte dell’area per la realizzazione di strutture a servizio dell’Ateneo e dei suoi studenti, in linea con le finalità istituzionali dell’Università. Per Esselunga, la riqualificazione di un’area centrale della città in collaborazione con il Politecnico rappresenta una significativa opportunità per contribuire alla creazione di valore per il territorio e la comunità”.

L’area ex Westinghouse si conferma così al centro del percorso di rigenerazione urbana e sviluppo strategico della città, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Torino come città universitaria, attrattiva e aperta alle sfide contemporanee.

Paolo Mazzoleni, assessore all’Urbanistica della Città di Torino, sottolinea: “Il nuovo Piano Regolatore Generale riconosce l’area ex Westinghouse come parte del Centro Innovazione, la Figura di Ricomposizione Urbana che tiene insieme Porta Susa, le OGR e il Politecnico. È Spina 2, una delle trasformazioni che hanno dato a Torino un secondo centro. La proposta di Politecnico ed Esselunga trova nel Piano i criteri con cui va misurata — la qualità degli spazi pubblici, la salvaguardia del parco, il rapporto tra funzioni universitarie e città, il riuso di suolo già urbanizzato senza nuovo consumo. Il Collegio di vigilanza è la sede in cui questo confronto si apre”.

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Borgo Vittoria: sorpreso con attrezzi da scasso, arrestato

La Polizia di Stato ha arrestato in flagranza, nel quartiere Borgo Vittoria di Torino, un cittadino portoghese di 31 anni per tentato furto aggravato. L’uomo è stato anche denunciato per porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere.
L’intervento è scattato a seguito di una segnalazione pervenuta alla locale Centrale Operativa da parte di un cittadino che riferiva della presenza di un individuo intento a infrangere la finestra di un prefabbricato destinato a futura abitazione.
Gli agenti del Commissariato di P.S. Mirafiori, inviati dalla Centrale Operativa sul posto, hanno sorpreso e fermato l’uomo mentre cercava di allargare il foro sul vetro utilizzando una tenaglia.
I successivi accertamenti hanno consentito di rinvenire e sequestrare a carico del trentunenne, oltre alla tenaglia che impugnava, anche una chiave esagonale, un grosso bullone e un pezzo di ferro, strumenti presumibilmente utilizzati per forzare gli accessi e infrangere le vetrate dell’autorimessa sottostante.
Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe colpito ripetutamente le finestre sia del prefabbricato sia dell’autorimessa sottostante, dove erano custoditi materiali e attrezzature edili.
Al termine degli accertamenti di rito, il trentunenne è stato condotto, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Mille marchi storici di interesse nazionale: durare a lungo è anche una responsabilità

Informazione promozionale

 

Il 15 aprile 2026, a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è stato presentato un rapporto con un numero tondo in copertina.

Il Registro speciale dei marchi storici di interesse nazionale ha appena tagliato il traguardo dei mille marchi iscritti: stando ai dati diffusi dal Ministero, si tratta di circa 780 imprese titolari, per un fatturato complessivo di 93,6 miliardi di euro e oltre 363.000 addetti.

Dietro la cifra c’è uno strumento poco conosciuto fuori dagli addetti ai lavori. Il registro, istituito nel 2019 e gestito dall’Ufficio italiano brevetti e marchi, raccoglie i marchi registrati o usati senza interruzioni da almeno cinquant’anni da imprese produttive radicate nel territorio nazionale. Una volta iscritte, queste aziende possono fregiarsi del logo “Marchio storico”. Sulla carta è un riconoscimento di longevità. A guardarlo meglio, dice qualcosa anche su come quelle imprese stanno al mondo.

Più di una targa celebrativa

La legge che ha creato il marchio storico non lo tratta come un fregio decorativo. Lo lega in modo esplicito alla responsabilità verso chi lavora e verso il territorio. Un’impresa iscritta che intenda chiudere o spostare all’estero la propria produzione è tenuta a informarne in anticipo il Ministero, che può attivarsi per salvaguardare i livelli occupazionali e la continuità dell’attività in Italia.

È una clausola che racconta lo spirito dell’istituto. La storicità di un marchio non si esaurisce nei decenni accumulati: quei decenni hanno tenuto insieme un’azienda, le sue maestranze e un pezzo di comunità. Riconoscere il valore del primo significa farsi carico anche del secondo.

La responsabilità ha allargato il campo

Negli ultimi anni, del resto, l’idea stessa di responsabilità d’impresa si è allargata. Accanto alla tenuta economica e occupazionale sono entrati l’impatto ambientale, la sicurezza di chi sta in reparto, l’equilibrio tra uomini e donne in organico.

Il marchio storico fotografa il passato di un’azienda, la sua capacità di durare. Per misurare la condotta del presente servono altri strumenti, costruiti per essere verificati da un soggetto esterno: le certificazioni ambientali e sulla sicurezza, e di recente quelle dedicate alla parità di genere. Sono questi a dire, indicatori alla mano, come un’impresa tratta oggi le persone che ha dentro, al di là di quanto a lungo è esistita.

Quando le due cose si incontrano

Un caso in cui storia e condotta presente si saldano arriva dal Piemonte. Tra i mille marchi del registro figura anche Zeca, iscritta nel 2022. Produce avvolgicavo, avvolgitubo, lampade da lavoro e bilanciatori per chi opera in officina, è arrivata alla quarta generazione della stessa famiglia e lavora in un comparto, la metalmeccanica, tra i più maschili dell’industria italiana.

Sul fronte della responsabilità l’azienda non si è fermata all’eredità ricevuta. Ha coperto i propri stabilimenti di Feletto con un impianto fotovoltaico, si è data un codice etico e ha scelto di sottoporre a misura anche l’equità interna. Nel 2025 quel terreno ha affrontato una verifica esterna: un organismo accreditato ne ha esaminato le prassi su carriere, retribuzioni e conciliazione, riconoscendole la UNI/PdR 125, la prassi italiana che attesta la parità di genere.

Letti insieme, l’ingresso tra i marchi storici e una certificazione del 2025 dicono due cose distinte sullo stesso soggetto: che è durato a lungo, e che di quella durata oggi prova a essere all’altezza.

La storia non basta da sola

Per chi compra, seleziona fornitori o cerca un datore di lavoro, qui sta l’informazione utile. Un marchio storico attesta che un’azienda ha attraversato le epoche senza sparire, un risultato che il tessuto produttivo italiano, fatto di imprese spesso piccole e familiari, conosce bene. Da solo, però, racconta metà della storia.

L’altra metà è ciò che quell’azienda fa adesso: come tratta l’ambiente, come protegge chi lavora, quanto è equa al proprio interno. Le radici dicono da quanto tempo si è lì; i frutti dicono se vale la pena restarci. Il primo dato lo certifica un registro nazionale, il secondo se lo guadagna ogni anno chi continua a meritarselo.

Piscina Monumentale, scuole e uffici: 6,2 milioni per l’efficientamento

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La Piscina Monumentale è al centro dei nuovi interventi di riqualificazione energetica approvati questa mattina dalla Giunta comunale su proposta dell’Assessora alla Transizione Ecologica e Digitale Chiara Foglietta: con quasi 2 milioni di euro è il cantiere di maggior rilievo tra quelli previsti nelle due delibere che autorizzano opere per oltre 6,2 milioni di euro complessivi su dieci edifici del patrimonio comunale, nell’ambito del Piano EfficienTO.

Per lo storico impianto di corso Ferraris è in programma un rinnovamento dell’intero edificio: verranno sostituite le finestre, isolato il tetto, rinnovati gli impianti elettrici e idraulici, introdotta l’illuminazione a LED e installati sistemi di regolazione avanzata dei consumi energetici.

Gli altri nove edifici coinvolti comprendono quattro istituti scolastici: l’I.C. Manzoni-Rayneri di corso Marconi 28, la scuola media Mila di via Germonio 12, la scuola media Pola di via Foglizzo 15 e il complesso scolastico di corso Vercelli 147; tre sedi di uffici comunali in piazza Palazzo di Città 7, via Stradella 192 e via Ormea 45; la Cascina Roccafranca di via Gaidano 76 e la Biblioteca Civica Italo Calvino di Lungo Dora Agrigento 94. A seconda delle esigenze di ciascun edificio, i lavori intervengono sugli impianti, sull’illuminazione, sull’isolamento e sugli infissi: nelle scuole sono previsti il collegamento alla rete del teleriscaldamento, l’installazione di pannelli fotovoltaici, luci a LED e sistemi digitali per la gestione intelligente dei consumi; negli uffici comunali, a Cascina Roccafranca e alla Biblioteca Calvino verrà rinnovato l’impianto di climatizzazione con apparecchiature di nuova generazione a maggiore efficienza.
Nel loro complesso, questi interventi consentiranno un risparmio energetico annuo pari a oltre 580 tonnellate di CO2, equivalente alla piantumazione di circa 28 mila alberi.

I progetti rientrano nel Piano EfficienTO, il programma pluriennale avviato dalla Città di Torino che punta a migliorare le prestazioni energetiche di circa 850 immobili comunali entro il 2030, attraverso un investimento complessivo di 110 milioni di euro a carico del partner privato Iren Smart Solutions , contribuendo agli obiettivi di decarbonizzazione e neutralità climatica.

Area 12 Shopping Center: arriva l’Esercito Italiano

Domenica 28 giugno ad Area 12 Shopping Center arriva l’Esercito Italiano, per un’attività di orientamento volta ai ragazzi più giovani.Comunicato Stampa Dall’apertura del centro alle ore 9 e fino alla sua chiusura alle ore 20.30, all’ingresso principale, dietro la maglietta simbolo di Area 12, sarà allestito un info-point dove esponenti del Comando Militare Esercito Piemonte illustreranno agli interessati le opportunità di carriera nell’Esercito. Da una parte il percorso da Ufficiale, che prevede un percorso universitario di cinque anni, potendo scegliere tra gli indirizzi di Scienze Strategiche, Ingegneria e Medicina. Dall’altra quello da Sottufficiale, che prevede un percorso di tre anni con un indirizzo in Scienze politiche.

Oppure un inizio come “VFI”, ossia volontario in ferma iniziale nell’Esercito, della durata di tre anni. “Le carriere – spiega il Grd. Antonio Scopelliti – sono accessibili sia per i ragazzi che per le ragazze con età compresa tra i diciassette e i ventiquattro anni di età. L’attività di orientamento è ormai attiva sul territorio da oltre sedici anni, includendo tanti istituti scolastici interessati. Il team presente domenica 28 giugno sarà a disposizione del pubblico per soddisfare qualsiasi curiosità; per chi fosse interessato a ricevere informazioni più dettagliate poi il Comando Militare Esercito Piemonte si trova a Torino in Corso Vinzaglio 6. Ad Area 12 siamo onorati di presentare anche un nostro mezzo ufficiale.” Al centro sarà infatti esposto uno dei nuovi mezzi tattici “VTML Lince”, veicolo utilizzato in tutti i teatri di operazione internazionale, soprattutto per le scorte e il supporto logistico. Progettato per unire mobilità e altissima sopravvivenza, la sua cellula abitativa di sicurezza è blindata e staccabile dal resto del telaio in caso di esplosione. Spinto da un motore turbo diesel F1C da 3.0 litri, con una potenza da 195 a 220 cavalli, trasmissione 4×4 e tre differenziali autobloccanti meccanici, può raggiungere una velocità di 130 chilometri orari. Il Lince sarà schierato in mostra statica e sarà visitabile dal pubblico.

Gaetano Maugeri, Direttore di Area12 Shopping Center, racconta: “Quando abbiamo ricevuto la proposta dell’Esercito Italiano abbiamo ritenuto un onore e un dovere accoglierla. Lo scopo principale dell’Esercito è di difendere lo Stato, supportando la collettività e garantendo la sicurezza nazionale ed internazionale. Se tra i giovani esistono ancora persone coraggiose e di cuore che vogliano intraprendere questo percorso è giusto aiutarle e affiancarle. Un primo orientamento può avvenire a scuola, ma anche nel posto più comune: un centro commerciale dove si va a fare shopping.”

 

RECRUITING DAY

Domenica 28 giugno – dalle ore 9

Area12 Shopping Center

Strada Altessano 141 – Torino

 

 

 

Dossier EuroPride 2027. A Torino attesi fino a 300mila partecipanti

 

Torino si prepara ad accogliere EuroPride 2027, la più grande manifestazione europea dedicata ai diritti LGBTQIA+, in programma dal 18 al 26 giugno: un appuntamento di rilevanza internazionale che punta ad attrarre fino a 300mila presenze e generare ricadute economiche e culturali significative per la città e il territorio.

A presentare il dossier previsionale sulle ricadute è stato il presidente del Comitato organizzatore, Alessandro Battaglia, che ha sottolineato la necessità di una partecipazione ampia: un invito rivolto non solo alle istituzioni pubbliche, già coinvolte nel sostegno alla manifestazione, ma anche alle aziende – grandi e piccole, locali e multinazionali – e ai privati, chiamati a contribuire alla realizzazione dell’evento.

Alla presentazione del documento è intervenuto il sindaco Stefano Lo Russo, che ha dichiarato :“La Città di Torino ha sostenuto sin dal primo momento la candidatura ad ospitare l’Europride, consapevole dell’importanza che questo evento riveste non solo dal punto di vista delle ricadute turistiche ed economiche ma prima di tutto dal punto di vista valoriale, nella battaglia per il riconoscimento dei diritti.
Il tema dei diritti è sotto attacco a livello internazionale ed essere sindaco di una città che ospiterà l’Europride è un orgoglio ma anche una grande responsabilità. Come città siamo da sempre in prima fila e siamo consapevoli che sia necessario continuare a lottare per la conquista di nuovi diritti, a partire dal matrimonio egualitario”.

L’assegnazione di EuroPride a Torino risale al 2024, quando l’Assemblea generale dell’EPOA ha scelto il capoluogo piemontese grazie al lavoro di accreditamento internazionale portato avanti dal Coordinamento Torino Pride.

Per la prima volta in Italia, un Pride si dota di un dossier previsionale sulle ricadute. Commissionato dal Comitato e asseverato dall’Università degli Studi di Milano, le stime presentate nel documento indicano un afflusso compreso tra 40mila e 60mila turisti internazionali, con un totale di partecipanti che potrebbe raggiungere tra le 150mila e le 300mila presenze nell’arco della settimana, e una spesa diretta generata compresa tra i 15 e i 25 milioni di euro, con un impatto complessivo che potrebbe arrivare fino a 50 milioni, a beneficio dell’intero sistema economico locale, dalle strutture ricettive alla ristorazione, fino al commercio e ai servizi culturali.

EuroPride 2027 si articolerà in un fitto calendario di eventi culturali, artistici, sociali e politici. Tra gli appuntamenti principali, una conferenza internazionale sui diritti umani, ospitata al Teatro Carignano e al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, e un programma che coinvolgerà numerose istituzioni culturali cittadine e che avrà tra i suoi punti di accoglienza Palazzo Madama.

Tra le iniziative previste anche Cromatica, il festival nazionale dei cori LGBTQIA+, che porterà in città circa 700 coristi provenienti da tutta Italia, con esibizioni diffuse negli spazi urbani e un galà finale aperto gratuitamente al pubblico. In collaborazione con la Città di Torino e la Fondazione Torino Musei è inoltre in progettazione una nuova opera di Luci d’Artista, pensata come eredità culturale permanente dell’evento.

Particolare attenzione è dedicata anche al turismo LGBTQIA+, con azioni di promozione internazionale già in corso e la partecipazione alle principali fiere di settore di Londra, Madrid e Berlino. La sicurezza e l’accoglienza si confermano elementi centrali, in linea con le dinamiche di un target che privilegia destinazioni percepite come inclusive e affidabili.

Infine, la candidatura torinese si inserisce in una rete nazionale ampia, sostenuta dai principali Pride italiani e dalla rete RE.A.DY, che promuoverà una serie di iniziative su tutto il territorio nazionale in avvicinamento all’evento, rafforzando il calendario e la visibilità di EuroPride 2027.

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