ilTorinese

Muore sul lavoro a 41 anni nel cantiere di Torino Esposizioni

/

Tragedia sul lavoro questa mattina nel cantiere di Torino Esposizioni, in corso Massimo d’Azeglio, dove un operaio di 41 anni di origine egiziana è morto. Secondo le prime informazioni è andato in arresto cardiaco a seguito di un incidente. Nonostante i sanitari abbiano  effettuato le manovre di rianimazione non è stato possibile salvarlo.

Il cordoglio del sindaco Stefano Lo Russo: “La Città di Torino, partecipe nel dolore, si stringe intorno al cordoglio della famiglia di Andy Mwachoko, il lavoratore che ha perso la vita questa mattina nel cantiere di Torino Esposizioni.
Ai suoi cari va il pensiero di tutta la nostra comunità”.

Città Metropolitana interviene sugli istituti superiori di Cirié

Giovedì 16 ottobre scorso il vicesindaco della Città Metropolitana  di Torino Jacopo Suppo e la consigliere delegata all’Istruzione Caterina Greco hanno visitato due importanti realtà scolastiche del territorio, l’Istituto di Istruzione Superiore  “Tommaso d’Oria” di via Prévert, e l’Istituto di Istruzione Superiore “Fermi-Galilei”, in via Giovanni Bosco, insieme alla Sindaca di Cirié Loredana Devietti, accolti dai rispettivi dirigenti scolastici Mauro Felice Masera per il D’Oria e Vincenzo Giammalva per il Fermi-Galilei.

L’istituto D’Oria accoglie  940 studenti tra sede centrale e succursale  di via Battitore, propone indirizzi tecnici e professionali tra cui chimica, materiali e biotecnologie, oltre a percorsi personalizzanti e laboratori innovativi. L’istituto è  stato oggetto  negli ultimi anni di un importante piano di adeguamento normativo, sismico ed energetico coordinato dalla  Direzione edilizia scolastica della Città Metropolitana di Torino per un totale di circa 2,4 milioni di euro di investimenti.
L’intervento principale concluso nel 2024 è stato finanziato dalla Regione Piemonte  per un importo di 1,5 milioni di euro e ha riguardato la realizzazione di setti strutturali, il rifacimento dei controsoffitti dell’istituto e la tinteggiatura delle scale interne. Con i fondi propri dellà Città Metropolitana di Torino, per un valore di 230 mila euro, sono stati eseguiti ulteriori lavori di tinteggiatura, il rifacimento dell’area esterna e un intervento di impermeabilizzazione della copertura. Si sono inoltre conclusi i lavori di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza finanziati con fondi PNRR, per un importo di 730 mila euro, che hanno previsto la sostituzione del serramento portante del secondo ingresso, la sostituzione di un ascensore e la tinteggiatura esterna dell’edificio. Durante la visita è stata visionata anche la palestra dell’istituto, recentemente collaudata dal CONI, e la succursale di via Battitore, che ospita parte delle attività didattiche del D’Oria.
L’Istituto Fermi-Galilei, specializzato in indirizzi scientifici, tecnologici e informatici, con particolare attenzione a laboratori di fisica, informatica e nuove tecnologie applicate, conta circa 1200 studenti ed è  stato interessato da un ampio programma di ristrutturazione e manutenzione straordinaria, adeguamento normativo e messa in sicurezza, per un importo complessivo di oltre 1,3 milioni di euro. Gli interventi,  conclusisi nel 2024, hanno riguardato l’adeguamento antincendio, la messa in sicurezza dei solai con installazione di elementi antisfondamento e la sostituzione delle lampade nelle aule interessate dai lavori. È  stata effettuata la posa di isolante termico in lana di roccia e il potenziamento delle luci antincendio e delle uscite di emergenza, completando altresi  l’adeguamento per il superamento delle barriere architettoniche,  con la realizzazione di un’infermeria, bagni per persone con disabilità  e nuove rampe di accesso.
Con i fondi PNRR nel plesso Fermi è stata realizzata l’applicazione di pellicole di sicurezza sui serramenti lato cortile, mentre nel plesso Galilei è stata effettuata la sostituzione dei serramenti.
Durante la visita il vicesindaco Jacopo Suppo e la consigliere Caterina Greco hanno sottolineato come gli interventi effettuati a Cirié  rientrino in una strategia di lungo periodo di riqualificazione del patrimonio scolastico, metropolitano, che coinvolge progttisti, imprese e comunità scolastiche.

Mara Martellotta

Volontari soccorritori con Croce Bianca Rivalta

Due serate informative aperte a tutti: lunedì 20 e 27 ottobre a Rivalta

 

La Croce Bianca Rivalta, associazione di volontariato aderente ad Anpas, apre le porte a chi desidera mettersi in gioco per la comunità e diventare volontario o volontaria soccorritrice.

Per presentare il nuovo corso gratuito di formazione, l’associazione organizza due serate informative aperte al pubblico, entrambe alle ore 21:

  • Lunedì 20 ottobre presso il Mulino di Rivalta (via Balegno 2)
  • Lunedì 27 ottobre presso la sede della Croce Bianca Rivalta (via Toti 4)

Durante gli incontri saranno illustrate le modalità di partecipazione al corso gratuito per soccorritori di emergenza, riconosciuto e certificato dalla Regione Piemonte secondo lo standard formativo regionale. Il percorso prevede anche la formazione e l’abilitazione all’uso del defibrillatore semiautomatico (DAE) in ambito extraospedaliero.

Il corso prenderà il via lunedì 10 novembre alle ore 20.30 e si svolgerà con cadenza bisettimanale, ogni lunedì e giovedì dalle 20.30 alle 23.30.

La prima fase prevede 54 ore di lezioni teorico-pratiche, seguite da 100 ore di tirocinio protetto presso la Pubblica Assistenza, dove gli aspiranti soccorritori potranno affiancare personale esperto nei servizi di emergenza e nei trasporti sociosanitari. Al termine del percorso, dopo il superamento dell’esame finale, sarà rilasciata la certificazione di abilitazione.

Le lezioni affronteranno numerosi temi fondamentali, tra cui i codici d’intervento, l’uso dei mezzi di soccorso, le comunicazioni radio, la gestione dell’emergenza, la rianimazione cardiopolmonare, il trattamento del paziente traumatizzato e gli aspetti psicologici dell’assistenza alla persona soccorsa.

Diventare volontario o volontaria della Croce Bianca Rivalta significa non solo apprendere competenze tecniche di primo soccorso, ma anche vivere un’esperienza di crescita personale e umana, fondata su empatia, rispetto e spirito di squadra. È un modo concreto per fare la differenza nella propria comunità, donando tempo ed energia per aiutare chi ha bisogno.

La Croce Bianca Rivalta di Torino, forte di 161 volontarie e volontari attivi, ogni anno effettua oltre 13.000 servizi percorrendo circa 325.000 chilometri. L’associazione è impegnata in interventi di emergenza 118, trasporti sanitari e interospedalieri, assistenza a eventi pubblici, accompagnamento di persone con disabilità e attività di protezione civile. Inoltre, promuove la formazione sanitaria nelle scuole e organizza corsi di primo soccorso per la popolazione. Per informazioni e iscrizioni: tel. 011 9012924 – info@crocebiancarivalta.it.

L’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta 81 associazioni di volontariato, con 16 sezioni distaccate, 10.695 volontari (di cui 4.242 donne), 5.388 soci e socie e 741 dipendenti (di cui 86 amministrativi). Dispone di 472 autoambulanze, 265 automezzi per il trasporto di persone in situazione di disabilità, 242 mezzi per il trasporto persone e per la protezione civile, oltre a 4 imbarcazioni. Complessivamente, ogni anno svolge 594.623 servizi, di cui 200.399 in emergenza-urgenza 118, percorrendo 20.209.167 chilometri, di cui 4.765.067 legati ai servizi di emergenza.

Un’ottima annata: la vendemmia 2025 per il Barolo delle colline Unesco

Barolo, 14 ottobre 2025

Bilancio estremamente positivo per la vendemmia 2025 tra le vigne delle colline Unesco, Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Nove produttori — Azelia, Cordero di Montezemolo, Luciano Sandrone, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto e Vietti
riuniti nell’associazione Deditus dal 2011 per valorizzare un’eccellenza: il Barolo.
Un lavoro quotidiano di passione che quest’anno ha dato grandi frutti e promette di essere ricompensato da un’ottima annata.
Il buon clima estivo e le grandi riserve idriche accumulate nell’inverno precedente hanno infatti permesso alle piante di crescere in piena forma e in perfetto equilibrio fino alla vendemmia.
Dal punto di vista climatico, le esperienze maturate nelle annate più difficili hanno consentono di affrontare le fasi di cambiamento climatico con l’obiettivo costante di migliorare la qualità dei vini.
L’annata 2025 è iniziata con un germogliamento anticipato del Nebbiolo, rapido e regolare, un anticipo fenologico che si è mantenuto per tutto il corso della stagione.
L’inverno precedente, mite ma ricco di pioggia, ha garantito eccellenti riserve idriche per affrontare al meglio la calda estate 2025, caratterizzata da una seconda ondata di caldo africano. Tra fine luglio e metà agosto le temperature massime hanno sfiorato i 40°C.
Questo è stato il momento decisivo dell’annata, poiché le piante hanno affrontato uno stress intenso al quale hanno potuto resistere grazie a una buona dotazione idrica accumulata negli strati del terreno utili all’apparato radicale ed a strategie mirate di gestione del vigneto: apporto di sostanza organica al terreno tramite ammendanti e sovescio, gestione attenta della chioma evitando sfogliature eccessive, mantenimento della cotica erbosa negli interfilari per ridurre la temperatura del suolo.
Il mese di settembre, asciutto e stabile, con gli ultimi 20 giorni con giornate di grande luminosità ed escursione termica  notevole tra notti fredde (da8 a 10°C) e giorno miti 20-22°C ha offerto condizioni ideali per la maturazione del Nebbiolo, favorendo una concentrazione equilibrata di zuccheri e aromi, con gradazioni alcoliche mai eccessive. Con queste condizioni climatiche I vigneti di Nebbiolo nelle Langhe hanno raggiunto per primi la piena maturità tecnologica e fenolica che si traduce in una lenta e completa maturazione dei tannini quindi di altissima qualità , con uve dall’equilibrio straordinario.
Un risultato agevolato anche da un carico produttivo contenuto, dovuto principalmente a una scarsa fertilità delle gemme già osservata in primavera. Il clima particolarmente caldo ha permesso al Nebbiolo di completare la maturazione senza stress particolari.
Le uve raccolte presentano condizioni ottimali, sia sotto il profilo sanitario sia in termini di parametri analitici. La raccolta, molto ben cadenzata vigna per vigna, lascia prevedere la formazione di bouquet complessi e vini di grande longevità ed eleganza.
Per quanto concerne la quantità, le stime fatte durante la raccolta indicano una produzione leggermente inferiore rispetto alla media, ma con una qualità indiscutibile.
Come sottolinea Gianni Gagliardo, Presidente dell’associazione Deditus«Le caratteristiche riscontrate in questa vendemmia preannunciano vini di grandissima qualità, con ottime prospettive di maturazione e affinamento. Le uve hanno raggiunto gradazioni alcoliche corrette e un equilibrio ideale tra freschezza e componenti polifenolici, ben estraibili e armonici. L’annata 2025 contribuirà sicuramente a rafforzare la reputazione delle Langhe come regione produttrice di vini di più alto livello al mondo».
Oggi il Barolo esprime appieno il suo potenziale di eleganza, struttura e profondità. Le famiglie storiche riunite in Deditus condividono la missione di promuovere un profilo di Barolo autentico e riconoscibile, fondato su tradizione, conduzione familiare e vigneti di proprietà, nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale e della terra che lo genera. È un modello produttivo che tutela l’identità storica del Re dei Vini e la rinnova con dedizione e coerenza.
Il Mondo del Vino sta attraversando una fase di trasformazione profonda. I consumatori mostrano oggi maggiore attenzione verso uno stile di vita salutare, scelte di consumo consapevoli e prodotti di valore reale. In questo contesto, sostenibilità, trasparenza e autenticità sono elementi imprescindibili.
La zona del Barolo può contare su una unicità varietale e territoriale straordinaria, su paesaggi iconici e su un legame profondo tra vino e cultura, che continuano a conquistare i mercati internazionali.
L’enoturismo in Langa Roero e Monferrato, diventate zone Unesco dal 2014, è in costante crescita e sta diventando un punto di forza solido rispetto ad altre zone vitivinicole del mondo in quanto la concomitanza di paesaggi naturali straordinaria per un turismo green unita con  grandi denominazioni come il Barolo e il Barbaresco, l’ospitalità di alto livello, il tartufo d’Alba e la grande ristorazione fanno di questo territorio un “unicum”.
Le vendite restano solide, le bottiglie si vendono: i consumatori comprendono e apprezzano ciò che viene offerto.
si tratta di perseguire una crescita sostenibile, capace di garantire stabilità e benessere futuro.
Come un antico detto Piemontese “meglio poco e buono che tanto e mediocre”.
Associazione Deditus conferma il proprio ruolo di luogo di confronto, riflessione e coesione tra le famiglie produttrici, custodi del Barolo e delle sue colline Unesco.
Deditus
Deditus è l’associazione nata nel 2011 che raccoglie l’esperienza e l’incondizionata dedizione al Barolo di famiglie storiche produttrici della denominazione: Azelia, Cordero di Montezemolo, Luciano Sandrone, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Poderi Gianni Gagliardo, Poderi Luigi Einaudi, Prunotto, Vietti.
Mission dell’associazione Deditus è quella di identificare e promuovere un profilo di Barolo con caratteristiche distintive, basate su tre principali cardini: tradizione, vigneti di proprietà e famiglia.
Ed ecco alcuni commenti ” integrali ” dei produttori di Barolo ….

Alberto Gagliardo – Poderi Gianni Gagliardo

Per la Poderi Gianni Gagliardo la 2025 è stata un’annata viticola che oggi possiamo definire strepitosa. Annata che è iniziata con germogliamento anticipato su nebbiolo ma veloce e regolare, anticipo fenologico che si è poi mantenuto per tutto il corso dell’annata. Il buon clima estivo e le ottime riserve idriche accumulate nell’inverno precedente hanno fatto sì che le piante volassero letteralmente in piena forma ed in grande equilibrio fino alla vendemmia. Il clima autunnale con tempo soleggiato e marcata escursione termica hanno permesso una maturazione fenolica pressoché perfetta con uve dal grande equilibrio e tannini di altissima qualità. 
Le prospettive per il futuro sono ovviamente molto positive, le conoscenze maturate nelle annate più difficili ci permettono oggi di affrontare queste fasi di cambiamento climatico con l’obiettivo di migliorare sempre la qualità dei nostri vini.
 
 

Alberto Cordero – Cordero di Montezemolo

Il Mondo del Vino è in una fase evolutiva, evidente a tutti gli operatori del settore. Consumi più cauti, diete più salutari e attenzione al reale valore dei prodotti sono il fulcro di questo cambiamento. Gestione prudente del portafogli, sostenibilità, contenuti validi della narrazione sono, di conseguenza, elementi da considerare con riguardo. La nostra zona, per fortuna, gode di unicità varietali, di forte identità del territorio con la tradizione, di paesaggi e storie che colpiscono il cuore dei consumatori. Siamo fortunati e pertanto una crisi forte e sconvolgente non la stiamo vivendo come altre zone, le vendite magari sono rallentate e la crescita si è stabilizzata, ma le bottiglie si vendono, i consumatori comprendono ciò che si offre; ma “non è tutto oro ciò che luccica”, non bisogna credere di essere indenni ai cambiamenti del mercato. È necessaria un maggior consapevolezza dei propri mezzi e soprattutto dei propri fini. Tra istituzione e produttori ci vuole dialogo per capire che limite porsi e quale condotta adottare per evitare di farsi prendere dalla smania di crescere perennemente e senza strategia a lungo termine. Non vuol dire chiudere tutto e bloccare ogni opportunità di crescita, che sarebbero scelte dannose per le ambizioni ed i sogni di molti, soprattutto dei più giovani, ma vuol dire avere maggior consapevolezza dei tempi che questa terra, queste persone e il mercato stesso necessita ed esige, per garantire stabilità e benessere futuro: il vecchio detto “meglio poco e buono che tanto e mediocre” più che mai deve essere la fonte di ispirazione delle scelte di tutti noi produttori nei prossimi anni. Sono molteplici gli aspetti da considerare ed è opportuno sentire più campane. Anche per questo un’associazione come Deditus è utile per creare confronto e riflessione tra i produttori.

Zvonimir Jurkovic – Poderi Einaudi

“La vendemmia si distingue per la grande qualità delle uve che, in poche altre occasioni, sono state così sane e perfettamente mature, ma anche per la produzione più bassa.
Ciò, ha garantito un elevato sviluppo di zucchero (fruttosio), phed acidità totale molto equilibrate.
Le fermentazioni sono al momento reattive e veloci, ed i colori intensi. Il quadro complessivo della situazione porta a pensare che otterremo vini estremamente complessi, strutturati ed adatti a durare nel tempo; ma anche ricchi di eleganza, e bevibilità immediata.”

Eugenio Palumbo – VIETTI

Come azienda abbiamo vigne in diversi territori del Piemonte, dai Colli Tortonesi, nell’astigiano, all’albese. I primi riscontri della vendemmia 2025 ci hanno fatto capire che c’è una maturazione completa in tutte queste zone e di conseguenza i vini hanno un grande equilibrio ed espressione varietale fin dai primi giorni di vita.

Stefano Chiarlo – Michele Chiarlo

La vendemmia 2025 dell’uva Nebbiolo da Barolo si presenta come una grande annata leggermente anticipata, scarsa in quantità ma con caratteristiche climatiche che la fanno annoverare tra le grandi annate classiche.
Questo perché dopo un inizio vegetativo precoce e una primavera piovosa vi è stata una lunga estate con periodi caldi intervallati da qualche episodio piovoso, mai estremo, che non ha mai portato la vite in stress idrico.
Negli ultimi 20/25 giorni a ridosso della vendemmia si sono verificate rare condizioni climatiche con un fine settembre con temperature diurne estive e grandi escursioni termiche notte giorno (più di 12/14 gradi di differenza) con giornate asciutte e luminose che hanno consentito una lenta e ricca maturazione dei tannini e la formazione di precursori degli aromi; fattori che solitamente concorrono per la formazione di bouquet complessi e vini di estrema longevità ed eleganza. Anche le gradazioni alcoliche ottime, mai esagerate ed in perfetto equilibrio con acidità e PH.

Lorenzo Scavino – Azelia

La vendemmia 2025 è stata la 46esima di mio padre e la 105esima della nostra azienda. Ne siamo veramente orgogliosi. Anche perché si è rivelata eccellente. Un ritorno all’equilibrio ed alle condizioni ideali sia dal punto di vista meteorologico che da quello della maturazione dell’uva. Dopo una primavera con condizioni climatiche variabili, e pigne abbondanti, l’estate è stata molto lunga, regolare, calda con alcuni picchi, ma non eccessivamente, con notti fresche. Settembre è stato asciutto, stabile, proprio come idealmente sarebbe utile per la maturazione del Nebbiolo.  La concentrazione di zuccheri e aromi è importante, con gradazioni alcoliche mai eccessive . Abbiamo raccolto le uve con un grado di sanità massimo.
Le rese per la maggior parte delle varietà si sono rivelate leggermente più basse, ma di questo non ce ne lamentiamo siccome la concentrazione dell’uva è maggiore. L’annata 2025 contribuirà sicuramente a rafforzare la reputazione delle Langhe come regione produttrice di vini di più alto livello al mondo. Riguardo ai mercati, la situazione è complicata e multifattoriale. Tutti i fattori di incertezza sono esterni: tensioni internazionali, guerre, dazi, frammentazione dei mercati. Ciononostante, stiamo assistendo ad un turismo in Langa sempre in crescita, con appassionati che arrivano in vista da tutto il modo, con entusiasmo sempre più fresco.
Noi continuiamo ad investire nella nostra regione, stiamo infatti completando la costruzione dell’espansione della nostra cantina ipogea. Un progetto di quasi 10 anni siccome, essendo a Castiglione Falletto, in piena zona core UNESCO, abbiamo atteso i permessi dalla commissione per circa 4 anni, ed ora siamo quasi al quarto anno di costruzione. La nuova struttura ci permetterà di lavorare con più agilità, migliorando la nostra logistica. La produzione rimarrà invariata, non intendiamo aumentarla ma focalizzarci sempre di più sulle nostre nostre quantità di nicchia.
 

Claudio Pirra – Pio Cesare

La vendemmia 2025 si è rivelata un’annata impegnativa dal punto di vista climatico ma affrontata con successo grazie a una gestione agronomica precisa e mirata. Dopo un inverno mite ma molto piovoso, che ha permesso al terreno di accumulare buone riserve idriche, l’estate è stata particolarmente calda, con temperature elevate e precipitazioni scarse. Questo ha sottoposto le viti a uno stress significativo, mitigato però da pratiche agronomiche avanzate come la gestione equilibrata della chioma, il mantenimento dell’erba tra i filari, l’uso di reti antigrandine e l’apporto di sostanza organica al suolo.
La maturazione delle uve è stata accelerata dalle alte temperature, portando a una vendemmia anticipata per molte varietà. Il Nebbiolo, in particolare, ha raggiunto una piena maturazione fenolica anche in vigneti ad alta quota, come quello di Cissone a 600 metri, segno che l’altitudine può rappresentare una risorsa importante per il futuro. Nonostante la produzione sia stata ridotta, la qualità delle uve è stata eccellente, con vini bianchi dotati di struttura e freschezza e vini rossi già molto colorati, equilibrati e promettenti in termini di longevità. Il produttore parla chiaramente di “tutti gli ingredienti per una grandissima annata”.
Lo sguardo dell’azienda è rivolto anche al futuro, con l’ampliamento della cantina ad Alba per migliorare l’efficienza e un’attenzione crescente verso i vini bianchi, su cui si investe da tempo. Si prosegue inoltre con nuovi impianti in Alta Langa per adattarsi al cambiamento climatico e osservare comportamenti vegetativi più lenti, simili a quelli del passato. L’azienda sta adottando tecnologie innovative in vigneto, come l’utilizzo di raggi UV per rinforzare le difese naturali delle piante, e portando avanti una selezione attenta di cloni, portainnesti e pratiche agronomiche più sostenibili.
Dal punto di vista commerciale, il mercato italiano sta mostrando segnali di ripresa, mentre negli Stati Uniti le vendite restano buone, anche se l’effetto dei dazi è ancora incerto. Più problematica la situazione in Asia, mentre si registra un crescente interesse da parte di mercati meno tradizionali come Francia, Sud Africa, Sud America e altri paesi europei. L’enoturismo è in forte espansione e l’azienda punta a valorizzarlo offrendo ai visitatori l’opportunità di degustare non solo annate recenti, ma anche vecchie annate di Barolo, Barbaresco e Chardonnay, per raccontare a fondo la ricchezza e il potenziale del territorio.
 

Gianluca Torrengo – Prunotto

I Baroli dell’annata 2025 sono sicuramente un’ulteriore dimostrazione che la vite è una pianta estremamente robusta e forse è una di quelle che meglio si adatta agli estremi climatici degli ultimi anni. Enologicamente, si può anticipare che i Baroli 2025 hanno profumi molto interessanti, con una componente floreale evidente. Un’abbondanza di polifenoli rende il colore pieno e profondo. Corpo: la solita evidente tannicità del Barolo ma con tannini dolci, armoniosi e molto piacevoli. Si può affermare che, ad oggi, sono vini ricchissimi ma con le varie componenti in equilibrio. È sicuramente una bellissima annata ma è prematuro dire se potrà diventare una grande annata.
 

Luca Sandrone – Sandrone

Un’ annata in cui fioritura ed invaiatura sono avvenuti in una finestra temporale molto stretta grazie a condizioni meteo ottimali, questo ha portato ad una perfetta omogeneità in maturazione che insieme al bel tempo in vendemmia ci ha messo in condizione di spalmare raccolta e vinificazione a nostro piacimento. Tra l’altro oltre ad un perfetto equilibrio ritroviamo delle gradazioni più contenute rispetto al passato recente.
Una cosa che voglio sottolineare è che nel corso delle mie quaranta vendemmie sono cambiate tante cose, sia dal punto di vista climatico sia nel modo di lavorare e interagire con la vite, e nel caso specifico del nebbiolo quello che una volta poteva sembrare un limite, vedi il vigore e il ciclo molto lungo, oggi sono da considerare una qualità che insieme alla resilienza dimostrata rendono ancora più grande questo vitigno. Anche l’approccio agronomico è cambiato, lavorazioni mirate del terreno, ricerca nell’equilibrio della sostanza organica, inerbimenti, sovesci, l’attenzione al microbioma… .tutte operazioni che unite alla disponibilità di personale specializzato per agire con interventi mirati nei momenti giusti ci consentono vendemmia dopo vendemmia di confermare la grandezza del nostro territorio.Langa, Nebbiolo, Uomo, continuano ad essere una conferma.
Alla prossima !
LUCA GANDIN

Donna aggredita a Porta Palazzo: salvata da agenti e passante

Stava per essere rapinata nei pressi di Porta Palazzo, ma il pronto intervento di un coraggioso passante e di una pattuglia in borghese della Polizia Locale ha permesso di sventare il furto e arrestare uno dei rapinatori.

È successo mercoledì 14 ottobre tra corso Regina Margherita e via Ariosto. Una pattuglia di motociclisti in borghese del Reparto Radiomobile, che effettuava un servizio comandato di controllo della viabilità cittadina, si è accorta di una donna che urlava, strattonata da due giovani.

Gli agenti, un uomo e una donna, hanno subito invertito la marcia, attivando le sirene delle motociclette e mettendo in fuga i rapinatori che erano stati nel frattempo raggiunti anche da un uomo, un quarantenne di origine senegalese, accorso in aiuto della donna. Il passante e i motociclisti si sono così messi ad inseguire i due rapinatori.

La fuga è proseguita verso Borgo Dora, lungo le vie Lanino, Mameli, Borgo Dora e San Simone. Qui i due giovani si sono separati: uno dei due ha cercato di nascondersi, mentre l’altro ha proseguito la fuga, riuscendo a dileguarsi. Gli agenti sono riusciti a rintracciare ed arrestare il primo, che tentava di nascondersi dietro una siepe ornamentale. Poi hanno raccolto la testimonianza dell’uomo che ha raccontato di aver visto i due giovani strattonare la donna per strapparle di dosso una collana e la borsa e che nella fuga uno dei due ragazzi aveva anche rotto una bottiglia di vetro agitandone i cocci per intimorirlo e farlo desistere dall’inseguimento.

Gli agenti, raggiunti nel frattempo da rinforzi hanno poi cercato, invano, la donna che aveva subito il tentativo di rapina e che si era nel frattempo allontanata.

Il giovane arrestato, 31 enne originario del Marocco, è stato deferito all’autorità giudiziaria per gli artt. 56, 628 e 110 del Codice Penale e portato alla casa circondariale.

Scontro tra auto e cinghiale: grave ragazzo di 24 anni

Scontro fra un’auto e un cinghiale nel territorio di Basaluzzo, in provincia di Alessandria, sulla strada provinciale 157 . Sul posto  i sanitari del 118, I carabinieri e i vigili del fuoco. Sulla vettura c’erano tre persone e un ragazzo di 24 anni è stato trasportato, in codice rosso, all’ospedale di Alessandria.

 

Quella straziante foto di Yohanna

All’ “Accademia delle Belle Arti” di Torino, incontro con Cinzia Canneri, unica fotografa italiana fra i vincitori dell’ “World Press Photo”

Venerdì 24 ottobre, ore 18

Addis Abeba – Etiopia, 31 ottobre 2017. Un povero “interno”. Su uno stropicciato telo di stoffa, riposa, con la madre accanto che affettuosamente la tiene – accarezza per un braccio, Yohanna, giovane eritrea di soli 22 anni, colpita dalla polizia  al confine di Shambuko (in Eritrea), e risvegliatasi in un ospedale in Etiopia, dove ha scoperto che le era stato asportato un rene. In suo possesso, nessuna cartella clinica o documento scritto che giustifichi l’intervento chirurgico e l’asportazione dell’organo. Sull’addome, il segno di una lunga cicatrice. Forse meno dolorosa di quelle crude e disumane che Yohanna si porta e si porterà dentro per sempre negli anfratti più intimi della memoria e dell’anima. Lo scatto fa parte del progetto “Women’s bodies as battlefields” che definisce, in qualche modo, la stessa carriera artistica della fotografa, toscana di Follonica, Cinzia Canneri, autrice dello scatto ed unica italiana tra i vincitori di quest’anno dell’“World Press Photo”, il concorso di fotogiornalismo e fotografia documentaria (con sede ad Amsterdam) più prestigioso al mondo. Laureata in Psicologia e fra i fotoreporter più brillanti della nuova generazione, Cinzia è da sempre, e in ogni modo, impegnata nel “sociale”. Il suo progetto è stato premiato tra quelli “a lungo termine”: Canneri ha infatti seguito, macchina a tracolla, le vite di alcune donne in fuga dal regime repressivo in Eritrea e dal recente conflitto in Etiopia, la cosiddetta “Guerra del Tigré”, ufficialmente terminato nel 2022 ma con tensioni che continuano a causa di irrisolte dispute territoriali. Narrazioni, le sue, fissate nel tempo e specchio “impietoso” di atrocità che raccontano di corpi femminili vergognosamente e spietatamente ridotti a “campi di battaglia”.

A parlarne, venerdì 24 ottobre (alle 18), sarà la stessa Cinzia Canneri a Torino, in un incontro, moderato dalla giornalista Chiara Priante, in programma nel “Salone d’Onore” dell’“Accademia Albertina delle Belle Arti” (che, fino a lunedì 8 dicembre, espone ben 144 immagini di 42 fotografi selezionati nell’ambito dell’“World Press Photo Exhibition”), in via Accademia Albertina 6, con ingresso gratuito. Insieme a lei, ci sarà anche Meseret Hadush, etnomusicologa nata e cresciuta in Etiopia, “Ceo” e fondatrice di “HIWYET TIGRAY Charity Association”, attivista contro la violenza di genere e operatrice umanitaria. Vincitrice del “Bremen Solidarity Award 2025”, Hadush è stata proprio il riferimento di Canneri nel Tigray (la più settentrionale delle dieci regioni dell’Etiopia) e le ha permesso di svolgere il suo lavoro sul posto. L’incontro, organizzato all’“Accademia Albertina delle Belle Arti” di Torino, sarà dunque l’occasione per parlare di queste esperienze di vita e di lotta (in cui si trovano solidamente accomunate la Canneri e Hadush), ma anche di “fotografia”, di “libertà di stampa” e del “ruolo dei fotoreporter” in scenari meno narrati dai quotidiani.

Nel 2017,  Cinzia Canneri ha iniziato a documentare le esperienze delle donne eritree in fuga dal loro Paese e in cerca di rifugio in Etiopia, per sfuggire a un regime repressivo che ha implementato di fatto una coscrizione obbligatoria a tempo indeterminato. Molte di loro, fermate alle frontiere sono state assalite, violentate o colpite all’addome dalla polizia nazionale per impedire loro di avere figli. Mentre la guerra tra le forze governative etiopi contro il “Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè – TPLF” si diffondeva nella regione del Tigrè, l’attenzione di Canneri si è ampliata includendo anche le donne “tigrine”, che si stavano ora unendo alle donne eritree nella fuga dall’Etiopia verso i campi profughi ad Addis Abeba o in Sudan. Entrambi i gruppi sono stati bersaglio di violenza sessuale sistematica – stupri, sparatorie, torture – che, a causa dello stigma sociale, delle strutture sanitarie limitate e del limitato accesso di giornalisti nel Paese, rimane insufficientemente riportata dai media e compresa dal mondo in generale.

Nel gennaio 2024, Canneri ha peraltro co-fondato “Cross Looks”, un collettivo di donne italiane, eritree, tigrine e sudanesi che sta costruendo “una narrativa intersezionale sui temi di genere, classe, razza e altre forme di disuguaglianza sociale”.

Impegno “sociale” a tutto campo. Che non solo ha portato la Canneri a lavorare a lungo, sui temi succitati, nel Corno d’Africa, ma anche, fra l’altro, sulla coraggiosa documentazione di questioni sociali legate ad esempio allo “sfruttamento dei lavoratori”. Basti pensare, in proposito, che nel 2016 un suo Progetto, “Like Two Wings” sulle vittime dell’amianto ha ricevuto un “Premio di eccellenza” al “POYi Science and Natural History Picture Story” (presso la “Missouri School of Journalism”) e il primo premio all’“Umbria Fest” in Italia. Scatti, i suoi, che hanno trovato “casa” sulle pagine delle più prestigiose riviste internazionali, dal “New York Times”, al “Days Japan”, fino all’“Obs”, al norvegese “Aftenposten”, al “The Washington Post”, all’“Internazionale” e all’“Espresso”.

Gianni Milani

Nelle foto: Cinzia Canneri da “Women’s bodies as battlefields”; Cinzia Canneri

Il Centro non è la sommatoria delle liste civiche

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

Da che mondo è mondo, come si suol dire, in politica difficilmente si possono sommare le pere
con le mele. Fuor di metafora, le elezioni locali – comunali o regionali che siano non fa differenza
alcuna – non possono mai essere confuse con le elezioni politiche nazionali. E questo per una
ragione persin troppo semplice da spiegare. Il voto nazionale, infatti, prescinde radicalmente dalle
dinamiche locali e gli stessi protagonisti e leader sono diversi. Molto diversi. Una regola talmente
ovvia e scontata che, quasi puntualmente, chi vince le elezioni locali poi, di norma, anche se non
sempre, perde quelle nazionali. Per le semplici ragioni che ho poc’anzi ricordato.

Ma c’è un’altra regola, altrettanto scontata perchè ha trovato ripetutamente conferma, che porta
a non confondere mai le liste civiche locali con il concreto orientamento di voto di quegli elettori
sul versante nazionale. Del resto, chi si riconosce in una lista civica locale, di norma, somma
esperienze e candidature trasversali riconducibili ad un programma definito e ad un preciso
candidato. Esperienza che, come capita puntualmente, non si ripete nella consultazione nazionale
perchè vengono a mancare quegli elementi decisivi che hanno caratterizzato, appunto, quel voto
locale.

Ora, e partendo proprio dalle ultime elezioni regionali – quella più contesa nelle Marche e quella
del tutto scontata in Toscana – c’è una ulteriore illusione che campeggia. E che riguarda la
coalizione di sinistra e progressista. E cioè, com’è capitato in Toscana, sommare in un ipotetico e
del tutto virtuale Centro a livello nazionale i voti ottenuti dalla lista del Presidente Giani. Lista
legata esclusivamente al profilo politico, civico ed amministrativo del Presidente con l’apporto di
partiti, movimenti, gruppi e associazioni che si riconoscono, appunto, nella sua persona e nel suo
programma. Sommare tutto ciò e trasferirlo meccanicamente in un partito che ufficialmente non è
ancora neanche nato – come ha fatto il capo del partito personale di Italia Viva, Renzi,
sostenendo che il peso di “Casa riformista” e quindi del Centro nella coalizione di sinistra e
progressista a livello nazionale è pari ai voti ottenuti dalla lista del Presidente della Regione
Toscana – più che un ragionamento politico è un esercizio folkloristico. Come, del resto, ha
sostenuto in un’intervista ad un quotidiano nazionale lo stesso Presidente Giani.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, è sempre consigliabile – soprattutto quando si parla di
elezioni locali e di consultazioni nazionali – non confondere i piani. E, meno che mai, pensare che
il consenso ad un partito nazionale possa decollare sommando semplicemente tutto il civismo. E
questo perchè il civismo appartiene rigorosamente e storicamente nel nostro paese alle
esperienze locali mentre le dinamiche nazionali, com’è altrettanto ovvio, sono riconducibili ad altri
criteri e, soprattutto, rispondono ad altre priorità politiche e programmatiche. Come, del resto,
capita da sempre.

Gli Stati generali della frutticoltura piemontese

Analisi del mercato, finanziamenti pubblici, gestione del rischio e innovazione si discuteranno nel convegno di venerdì 24 ottobre prossimo a Manta

L’evento degli Stati generali della frutticoltura è in programma venerdì 24 ottobre prossimo alle ore 14 e si svolgerà presso il Centro Sperimentale per la frutticoltura di Fondazione Agrion, in via Falicetto 24, a Manta, nel Cuneese. L’incontro si propone come un vero e proprio momento di approfondimento e dialogo che vedrà la partecipazione di esperti del settore agricolo, rappresentanti della filiera e istituzioni. Riunirà, infatti, rappresentanti della ricerca e della filiera produttiva  per approfondire le sfide e le prospettive di uno dei comparti più strategici per l’agricoltura piemontese.
A dare il via all’evento, alle 14, sarà l’inaugurazione del nuovo Digi Open lab di Fondazione Agrion, nato per offrire al settore un laboratorio di alto livello e ospitare università, centri di ricerca e aziende che nei prossimi anni vorranno dedicarsi allo sviluppo di tecnologie a servizio dei produttori frutticoli. Un vero e proprio polo di attrazione dove le migliori competenze, la creatività di ricercatori e il fabbisogno del comparto frutta si possono incontrare per dare vita a progetti  di sviluppo di nuove tecnologie, in grado di rispondere alle sfide del momento: salute delle piante e qualità dei prodotti, produttività costante  e elevata, calo del fabbisogno  di manodopera, ulteriore limitazione dell’utilizzo dei principali fattori di produzione e agrofarmaci, riduzione dei costi energetici e incremento delle fonti di energia rinnovabile, efficientamento dei sistemi di conservazione e stoccaggio. Si tratta di un lavoro importante per il quale il Piemonte può candidarsi ed essere riferimento a livello nazionale e europeo nel fornire alle imprese agricole soluzioni tecnologiche e pratiche agronomiche innovative tali da consentire l’efficientamento dei processi produttivi, l’ottimizzazione dell’organizzazione del lavoro e la sostenibilità economica dell’impresa.
Nell’occasione sarà anche firmato un protocollo d’intesa con i principali poli universitari piemontesi, a testimonianza dell’impegno congiunto per sostenere il comparto agricolo.

Seguirà il convegno introdotto dall’assessore al Commercio, Agricoltura e cibo, Parchi, Caccia e pesca, Peste Suina, Turismo, Sport e post olimpico Paolo Bongioanni e del presidente della Fondazione Agrion Giacomo Ballari, che vedrà gli interventi di esperti quali Angelo  Frascarelli, professore di Economia e Politica Agraria all’Università di Perugia, Luca Nari, responsabile dell’area tecnica di Fondazione Agrion, Bruno Mezzetti, professore ordinario di Arboricultura Generale e Coltivazioni Arboree all’Università politecnica delle Marche, Andrea Berti, direttore di Asnacodi ed Elisa Macchi , direttrice del Cso Italy.
Particolare attenzione sarà data al tavolo di confronto con la filiera, che coinvolgerà protagonisti dell’imprenditoria e della distribuzione ortofrutticola, tra cui Marco Rivoira, Ceo del gruppo Rivoira, Domenico Sacchetto,  presidente AOP Piemonte, Fabrizio Galliati, presidente del Caat di Torino e Domenico Paschetta di Orbita SB.
Durante la giornata sarà consegnata a giornalisti e istituzioni la Carta della frutticoltura, un documento di analisi e proposte realizzato e condiviso da tutti gli attori della frutticoltura piemontese, che delinea in modo chiaro le priorità future e le proposte strategiche su cui si chiede un forte impegno di tutti a livello regionale, nazionale e europeo. I suoi contenuti saranno esposti direttamente dagli attori della filiera presenti durante la giornata e potranno essere arricchiti dal dibattito e intervento degli esperti. Si tratta di una carta che vuole contribuire a definire una strategia chiara e condivisa per il Piemonte, ma che si candida ad essere un documento di riferimento per le altre principali regioni frutticoltura italiane ed europee.
Le conclusioni saranno affidate al direttore dell’Assessorato Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte, Paolo Balocco.

Mara Martellotta

2° Motoraduno Lions della Solidarietà e Screening Sanitari

Domenica 19 ottobre 2025 tra Pianezza e Galliate campus medici e una giornata su due ruote per scoprire il patrimonio del territorio

Domenica 19 ottobre con inizio dalle 8.30 a Pianezza, il Distretto Lions 108 Ia1 organizza il 2° Motoraduno Lions della Solidarietà con “Campus Medici”.

Un’iniziativa aperta a tutti tipi di moto, che abbina la voglia di condivisione delle 2 ruote e visite al nostro patrimonio storico con la solidarietà e la prevenzione sanitaria gratuita. Una giornata tra motociclette e medici volontari, tra passione per le due ruote e impegno per il bene comune. Il ricavato del Motoraduno, infatti, dedotte le spese, verrà devoluto per un service a favore di un progetto di educativa specialistica per i bambini autistici gestito dal Comune di Pianezza e per un service in favore dei bambini autistici gestito dall’Associazione NOICOMEVOI di Galliate.

Il programma della giornata:

  • Ritrovo alle ore 8.30 e verifica iscrizioni a Pianezza in Piazza Napoleone Leuman fino alla partenza verso l’esposizione delle moto in via Giolitti

  • Alle ore 10 partenza del Run in moto fino al Castello Visconteo-Sforzesco di Galliate, a seguire pranzo allestito nel quadriportico del Castello Visconteo-Sforzesco di Galliate.

  • Fiera a Pianezza dalle 9 alle 17 Fiera Antichi Mestieri, Fattoria Didattica e Trucca Bimbi nel Parco del Municipio

Screening sanitari gratuiti:

A Pianezza Campus Medico dalle 9 alle 13 e dalle 14.30 alle 17, effettuazione screening sanitari gratuiti a cura della storica Villa Leumann sede del Municipio di Pianezza: ecocolordoppler carotide; visita cardiologica; visita optometrica e controllo visivo; prevenzione disturbi uditivi; consulenza nutrizionale; elettrocardiogramma; screening glicemia; misurazione saturazione; misurazione pressione; dimostrazione tecniche di primo soccorso (manovre di disostruzione o utilizzo del Dae) e solamente alla mattina dalle 9 alle 13: screening benessere mentale e visita dermatologica.

A Galliate screening sanitari gratuiti dalle 11 alle 13 e dalle 14 alle 16, presso Castello Visconteo-Sforzesco di Galliate: attività di educazione sanitaria nella prevenzione dei tumori (LILT); accertamenti per ambliopia; accertamenti per osteoporosi; informativa cardiologica; benessere e salute mentale (solo al pomeriggio).

L’iniziativa, promossa dal Distretto Lions 108 Ia1, è in partnership con l’Amministrazione Comunale di Pianezza ed in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Galliate, con l’Avgvsta Tavrinorvm Chapter Italy – Harley Davidson, le Pro Loco di Pianezza e Galliate, con i Giovanniti, la Croce Rossa Italiana Comitato di Rivoli ed altre numerose Associazioni di volontariato e con l’aiuto ed il contributo dei medici e dei volontari Lions,

Con i patrocini del Consiglio Regionale del Piemonte, del Comune di Pianezza, del Comune di Galliate e dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino.