ilTorinese

La vita della marchesa Gozzani di San Giorgio

La vita della marchesa Gozzani di San Giorgio Monferrato attraversata da Napoleone, individuata dalle genealogie di Francesco Guasco e documentata da Idro Grignolio.

Armano Luigi Gozzano ricostruisce le vicende di Sofia nata a Torino il 28-12-1759 nel palazzo di famiglia detto ” della Palma”, sesta dei dieci figli di Alessandro Eleazaro di Ciriè e di Maria Cristina Damiano di Priocca. Battezzata nella chiesa di S.Eusebio,ebbe come padrini due poveri tra i più miserabili del quartiere scelti dai suoi genitori e ricevette come anche i suoi fratelli un nome di origine greco orientale.Sua madre morì nella cittadella di Torino,governata dal marito fin dal 1781.Il casato dei D’Oria titolare di Oneglia,nel 1576 con Giovanni Gerolamo lo scambiò con Ciriè con interesse specifico diretto di Emanuele Filiberto di Savoia,che così ottenne un secondo sbocco al mare oltre a Nizza.All’occasione il D’Oria ricevette la nomina di ciambellano di corte.
Nel 1700   i D’Oria possedevano il patrimonio del marchesato di Cavaglià,la contea di Casalmaggiore,il contado di Faule,due palazzi a Torino e il palazzo di Ciriè che venne utilizzato per la villeggiatura come già per i Savoia.Sofia nel 1782 sposò a Casale il marchese di San Giorgio Carlo Antonio Gozzani (1756-1791), luogotenente del reggimento provinciale.La dote di Sofia fu di
45000 lire comprese altre 5000 lire per il corredo matrimoniale.Nel 1784 Carlo Antonio era stato nominato gentiluomo di bocca del re e si era trasferito con la moglie a Torino nel palazzo San Giorgio in via Bogino 31, edificato dal padre Giovanni Battista dove ospitò l’imperatore Giuseppe II
nel 1769.Il palazzo fu poi rifatto dal barone Ignazio Alliaudi di Tavigliano allievo dello Juvarra,dove morì il conte Bogino nel 1837.
Dopo la vittoria di Marengo e mediante l’armistizio di Alessandria il Piemonte diventò territorio francese, inquadrato nella
27° divisione.Intanto Casale si stava trasformando,cambiavano i nomi delle strade e porte principali, venivano eliminati i conventi,i tesori delle chiese erano venduti all’asta e la città impoverita ridotta ad un villaggio.Il ministro dell’interno Champagny scelse come soggiorno di Napoleone e Giuseppina il palazzo Gozzani San Giorgio, proprietà di Sofia.Per questo motivo Sofia si trasferì nel proprio castello di San Giorgio,sollecitata dal sindaco Rivetta e dal proprio cognato Evasio Gozzani definito il pazzo marchese,entrato nelle segreterie di Roma come ministro del principe Camillo Borghese e della moglie Paolina Bonaparte.
Forse agí per orgoglio ma non figurò nella lista degli invitati a palazzo da Napoleone, avvertita anche dalla zia Maria Enrichetta monaca di Pinerolo che lo aveva definito un diavolo.Napoleone giunse a Casale il 6-7-1805 e soggiornò brevemente nella sala gialla del palazzo Gozzani per poi ripartire per la strada di Morano verso Torino. Sofia non partecipò neppure nel 1708 durante la visita a Casale del principe Borghese governatore del Piemonte.Carlo Giovanni Gozzani (1788-1843),unico figlio di Sofia,vide
incrementarsi il già notevole patrimonio con il palazzo di Torino e le tenute di Lucedio e
Castelmerlino.Capitano del reggimento cavalleria e guardia del corpo del re Carlo Felice,molto eccentrico e libertino, lasciò l’enorme patrimonio di 7000000 di lire al cugino austriaco Felice Carlo,in disaccordo con il cugino Giuseppe Gozzani figlio di Evasio per aver sposato una nobile tedesca di Dresda.In mancanza dei primogeniti austriaci la famiglia D’Oria e il manicomio di Torino impugnarono il testamento senza riuscirvi.Carlo Giovanni fu socio fondatore nel 1837 della Società Italiana del Gas per l’illuminazione di Torino.Non regalando una buona nuora e un nipote da accudire non riuscì a rendere felice la madre ,ormai vedova da 42 anni,morta il 24-1-1833 nel suo castello di San Giorgio.Il figlio morì a Torino nel 1843 e le cronache raccontano del ritrovamento delle tre tombe nella parte inferiore della chiesa di San Giorgio,sepolte in posizione verticale con ai piedi i nomi incisi su targhe in metallo.
Altro legame tra Ciriè e Casale é rappresentato dal matrimonio della marchesa Antonia Maria Emilia Deodata D’Oria (1826-1906),figlia dell’ultimo marchese di Ciriè Emanuele Filippo,con l’avvocato casalese Silvio Braccio.L’avvocato Luigi,figlio di Silvio, ritrovò nella biblioteca di Ciriè le lettere di Sofia scritte in francese al padre all’età di 10 anni e i documenti per poter ricostruire la genealogia della mamma Antonia,che riposa accanto al marito nel sepolcreto di famiglia di Casale.Il ritratto giovanile di Sofia nella quadreria D’Oria di Ciriè é firmato dal pittore Giovanni Panealbo (1742-1815) ritrattista di casa Savoia.I ritratti di Sofia e del marito nel palazzo Gozzani San Giorgio di Casale sono attribuiti a Vittorio Amedeo Grassi di Agliè  (1724-1800) pittore ufficiale di corte a Torino.
Un quadro del Grassi, l’angelo custode, spicca nel museo parrocchiale di Moncalvo.Nel palazzo Gozzani Treville di Casale potrebbe esistere un ritratto di Sofia di autore sconosciuto.Altri ritratti della famiglia Gozzani esistevano nel palazzo di Torino e nel castello di San Giorgio,ma sono andati perduti nei cambiamenti di proprietà.Nel 2010 a Villa Borghese venne allestita una visita virtuale con due guide d’eccezione, Paolina Bonaparte ed Evasio Gozzani, all’epoca curatore delle mostre nella galleria Borghese di Roma.
Giuliana Romano Bussola

L’attività del Corecom Piemonte

Giovedì 30 marzo alle ore 11, presso l’Ufficio relazioni con il pubblico del Consiglio regionale del Piemonte, a Torino, nel corso di una conferenza stampa verrà presentata ai giornalisti l’attività del Corecom Piemonte.
Intervengono:
Vincenzo Lilli – presidente del Corecom Piemonte
Alessia Caserio – vicepresidente del Corecom Piemonte
Marco Briamonte – commissario Corecom Piemonte

Torino ricorda Bruno Caccia e promuove la cultura della legalità

 

Dichiara il Sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “Bruno Caccia fu una figura di spicco della lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, la cui incorruttibilità e dedizione alle istituzioni possono ancora oggi essere fonte di ispirazione per i cittadini. Insieme alle associazioni impegnate nell’educazione alla legalità abbiamo voluto organizzare numerose iniziative per celebrare il suo coraggio, il suo senso dello stato e dare un senso al suo sacrificio. Ricordarlo oggi vuol dire celebrare la sua stretta e rigida osservanza alla sola legge e affermare che la legalità non è un concetto astratto ma è pratica quotidiana di tutti coloro che hanno a cuore i valori democratici”.

Le iniziative sono state presentate nel corso di una conferenza stampa che ha visto come relatori la Vicesindaca e assessora alla Legalità Michela Favaro e la figlia del magistrato, Paola Caccia.

“Noi familiari – dichiara Paola Caccia– siamo profondamente grati alla Città per l’impegno profuso nell’onorare la memoria di nostro padre. Ci sembra che le iniziative in programma vadano nella giusta direzione: non solo cerimonie ed elogi, ma impegno a rendere i cittadini più consapevoli di chi è stato Bruno Caccia, del suo coraggio nel condurre indagini scomode, di come è stato stroncato  “nel pieno della sua lotta contro il crimine”, come è scritto sulla lapide che ne ricorda il sacrificio in via Sommacampagna. È poi importante che gran parte delle iniziative siano rivolte alle nuove generazioni, sperando che facciano tesoro del suo esempio per tenere alta la guardia contro l’illegalità, la corruzione, l’indifferenza”.

“Stiamo lavorando molto sul tema della legalità – spiega la Vicesindaca Michela Favaro – a partire dall’interno della macchina comunale, rinforzando controlli e protocolli di prevenzione della corruzione e formando adeguatamente il personale. Ma avevamo bisogno di allargare questa attenzione a tutta la Città, in particolare ai più giovani. Per questo, cogliendo l’occasione di un anniversario importante e dell’esempio altissimo rappresentato da Bruno Caccia, con la famiglia e le associazioni del territorio abbiamo lavorato ad un programma intenso di iniziative finalizzate a coinvolgere enti, cittadini, mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport accanto alle istituzioni che quotidianamente compiono il proprio dovere per contrastare l’illegalità”.

A Bruno Caccia verrà intitolato l’Istituto Comprensivo “D’Azeglio-Nievo” che raggruppa sei plessi scolastici. La cerimonia di intitolazione, il prossimo 5 aprile, si terrà nella sede di uno degli istituti del plesso, la “Ippolito Nievo” di via Mentana. Per tutto il 2023 le sedi istituzionali della Città, a cominciare da Palazzo Civico, la Prefettura, gli uffici pubblici e molte scuole ospiteranno una mostra fotografica itinerante sulla figura del procuratore e la sua storia, promossa dalla famiglia con la collaborazione dell’archivio storico del quotidiano La Stampa e l’associazione Libera Piemonte. Alla sua memoria sarà dedicato un concerto di musica classica organizzato dal conservatorio “Giuseppe Verdi”, in calendario per il 9 giugno.  L’associazione Libera Piemonte, da sempre in prima fila nella promozione della cultura della legalità, propone il “Festival Armonia, l’arte libera il bene”, con una serie di iniziative culturali realizzate alla cascina Caccia, immobile confiscato alla ‘ndrangheta a San Sebastiano da Po e già intitolato al procuratore, in calendario dal 23 al 25 giugno.

Il 26 giugno, giorno in cui ricorrerà il 40esimo anniversario della scomparsa, la Città e le altre istituzioni ricorderanno Bruno Caccia con una serie di iniziative istituzionali aperte ai cittadini.

Il programma si concluderà il 6 e 7 ottobre con le Giornate della Legalità promosse dalla Città di Torino e realizzate dalla Fondazione per la Cultura in collaborazione con Libera Piemonte, Avviso Pubblico e numerosi partner istituzionali e privati, per aumentare la consapevolezza dei cittadini sulle attività di contrasto alla criminalità, aprendo loro i luoghi che ogni giorno sono simbolo di questo impegno: la Prefettura, il Tribunale, gli immobili confiscati alla criminalità organizzata. Si alterneranno conferenze, spettacoli, visite guidate, giochi, mostre, attività e laboratori aperti a tutti.  In questa occasione sarà assegnato il premio “Bruno Caccia”, destinato a giovani che si siano distinti per il loro impegno nella promozione della legalità sul territorio e verranno presentate le attività realizzate nell’ambito del bando omonimo promosso dall’assessorato alla Legalità della Città. Il bando, alla sua prima edizione e realizzato da Fondazione per la Cultura, mette a disposizione 85mila euro destinati a iniziative di educazione alla legalità democratica e alla cittadinanza attiva per ragazzi da 8 a 25 anni. Sempre in questo contesto sarà celebrata anche la Giornata della Trasparenza, un’occasione di formazione rivolta ai dipendenti della Città, agli amministratori pubblici e alle parti sociali dedicata al Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza, dove condividere esperienze e buone pratiche.

Carola Quaglia

Iannò: “Problemi in via Traves?”

DA PALAZZO CIVICO

“Ci è stato segnalato che da mercoledì scorso – racconta Pino Iannò di Torino Libero Pensiero – ai volontari che operano in via Traves 7, è fatto divieto di entrare, in quanto pare ci sia un’epidemia di scabbia all’interno della struttura. Nella casa di prima accoglienza che offre ospitalità temporanea gratuita a persone prive di reddito o dimora, con 70 posti all’interno di container, promiscuità, vita di comunità, precarie condizioni igienico sanitarie evidentemente hanno contribuito a generare questa situazione. Mi chiedo, se siano state adottate tutte le buone pratiche igieniche da chi gestisce e opera nella struttura, tenendo gli ambienti puliti e disinfettati. Vorrei sapere chi gestisce via Traves 7, soprattutto da chi vengono effettuati i controlli sulla situazione igienico-sanitaria. Non per ultimo, l’Amministrazione comunale è intervenuta e le persone presenti nella struttura dove sono state dirottate e ospitate?”

Assessore Rosatelli se ci sei batti un colpo!

Giuseppe IANNO’

Torino Libero Pensiero

Truffe anziani, attenzione ai falsi ispettori Coldiretti

Per raggirare gli anziani ora si tira in ballo anche il loro passato contadino e la loro attività di imprenditori agricoli. Dopo i falsi ispettori Inps, i falsi funzionari dell’Enel o del Comune la fantasia dei truffatori include anche i falsi inviati di Coldiretti.

Nel Torinese si stanno, infatti, aggirando finti impiegati della più rappresentativa associazione agricola che battono cascine e case sparse per presentarsi ai campanelli cogliendo gli anziani di sorpresa e incalzarli con richieste di verifiche di versamento di quote o contributi. La strategia è quella classica: riuscire a entrare nelle case degli anziani, in quel momento soli, per fare aprire cassetti e magari riuscire a rimanere soli anche per un attimo e potere così frugare e derubare.

«La tattica di questi delinquenti – denuncia il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – si è affinata fino a cercare di sfruttare il rapporto di fiducia tra Coldiretti e i propri soci anziani. Per fortuna tra i nostri uffici e i soci c’è una relazione stretta al punto che ci conosciamo tutti. Ricordiamo che, quando i nostri dipendenti hanno necessità di visitare un socio, prendono appuntamento qualificandosi in modo corretto, sicuro e verificabile».

Ma la destrezza dei truffatori nello sfruttare la buona fede delle persone può essere molto raffinata, per questo è meglio diffidare sempre e verificare. «Gli episodi di cui siamo a conoscenza ci sono stati comunicati da nostri soci anziani che non sono caduti nella trappola e ci hanno subito chiamati. Ad ogni caso sospetto, anche con i truffatori sulla porta, l’invito è di chiamare i nostri uffici di zona prima di aprire porte o cancelli per riferire tutto ai nostri funzionari per poi, naturalmente, chiamare il 112 per allertare le forze dell’ordine. In ogni caso, i nostri uffici di zona sono a disposizione per assistere i soci anziani nello sporgere denuncia».

“Microbi” e “innovazioni digitali”

Doppio appuntamento alla “Fondazione E. di Mirafiore” di Serralunga d’Alba con l’infettivologo Matteo Bassetti e il country manager Michele Centemero

Venerdì 31 marzo e sabato 1° aprile

Serralunga d’Alba (Cuneo)

Due proposte di strettissima attualità e con personaggi di assoluto rilievo, quelle in agenda per il “Laboratorio di Resistenza Permanente” organizzato all’interno del “Villaggio Narrante” in Fontanafredda a Serralunga d’Alba (Cn), in via Alba 15, dalla “Fondazione E. di Mirafiore”.

Il primo appuntamento (venerdì 31 marzo, ore 19) vedrà sul palco del Teatro il noto medico genovese Matteo Bassetti, in un incontro dal titolo “Il meraviglioso, intrigante e minaccioso mondo dei microbi”. Infettivologo, ricercatore e Primario del reparto di malattie infettive all’Ospedale “San Martino” di Genova, Bassetti è fra i nomi e i volti che il grande pubblico ha imparato a conoscere, negli anni e nei mesi scorsi, nel periodo più delicato della “pandemia”. Così noto per le sue (e non solo sue, per fortuna) prese di posizione a difesa dei medici che lavorano per lo Stato e a favore di una corretta campagna vaccinale, da essere fortemente preso di mira dai cosiddetti “leoni da tastiera” con pesanti minacce e intollerabili opere di stalkeraggio. Premessa all’incontro con Bassetti è la consapevolezza che in questi anni i batteri e virus sono diventati sempre più potenti“Sono loro i veri padroni del mondo, ci precedono e a noi sopravvivono, sono con noi anche dove pensiamo di essere al sicuro, perfino nei luoghi sterili. E siamo stati noi a renderli più pericolosi con le nostre abitudini. Per esempio con l’uso (o l’abuso) sconsiderato degli antibiotici”.
Come si può, allora, convivere con questi nemici invisibili? Quali rimedi o accortezze ci offre la medicina? Bisogna capire cosa fare, cambiare il presente per salvare il futuro, “perché le nostre scelte condizioneranno in maniera irreversibile la vita delle prossime generazioni”. Matteo Bassetti risponderà a questi quesiti e a queste inquietanti certezze, portandoci dentro il “mondo dei microbi” e spiegandoci, in forma semplice, le complessità di una materia con cui tutti stiamo facendo i conti”.

Sabato 1° aprile, alle 18.30,  ospite della “Fondazione” sarà Michele CentemeroCountry Manager per Italia di “Mastercard”, che tratterà di “Come semplificare la vita di tutti i giorni con il digitale”, illustrando come le innovazioni digitali possano semplificare la vita degli utenti finali. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’importante accelerazione della “digitalizzazione nella quotidianità” dei consumatori. E, come racconta Centemero in una recente intervista “le persone si sono rese conto che possedevano uno strumento fondamentale in tasca e hanno capito che non aveva alcun senso fare la coda per prelevare fisicamente allo sportello per poi farne un’altra al supermercato e allungare i tempi di pagamento”.
Insomma, il mercato evolve senza sosta e le carte ormai sono solo uno degli strumenti di pagamento: è sempre più diffusa la tendenza a fare acquisti con un device tra le mani (oggi è uno smartphone ma il futuro ci riserverà anche nuove tecnologie).
da qui non si torna indietro, si potrà solo evolvere e in meglio, sempre nell’ottica di semplificare la vita di tutti i giorni”.

Si ricorda che la partecipazione agli eventi della “Fondazione” è gratuita, ma è obbligatoria la prenotazione tramite il sito www.fondazionemirafiore.it. Gli incontri si possono anche seguire in diretta streaming sempre dal sito della “Fondazione Mirafiore”.

g.m.

Nelle foto:

–       Matteo Bassetti

–       Michele Centemero

E’ morto Franco Rosso il torinese re del turismo

Franco Rosso, torinese, re dei tour operator e dei viaggi organizzati è morto a Lugano all’età di 94 anni. Nel 1953 apri’ il suo primo ufficio turistico. Alle origini specializzato nei viaggi in Europa, ha poi aperto il mercato dell’Africa diventando leader nel settore.

“E volo volo volo con i piedi nell’acqua e un caffè nella pancia…”

Music Tales, la rubrica musicale 

“E volo volo volo con i piedi nell’acqua

e un caffè nella pancia

per mangiare con te”

Figlia d’arte (il padre, Gino Malanima, era un clarinettista), Nada Malanima è nata a Gabbro, una frazione di Rosignano Marittimo in provincia di Livorno (Toscana) il 17 novembre 1953.

Ci credereste che fu la madre, Viviana Fenzi, a scegliere l’insolito nome quando una zingara le predisse, leggendole la mano, che avrebbe avuto una figlia e che questa avrebbe viaggiato e avuto successo.

Viviana, chiedendole cosa potesse fare per ringraziarla, ricevette come risposta “Nada, nada”, cioè “niente” in spagnolo.

 Viene scoperta da Roberto Davini, ex cantante divenuto talent-scout dell’RCA Italiana.

Dopo un primo 45 giri contenente una cover in italiano di “Les bicyclettes de Belsize”, a soli quindici anni debutta al Festival di Sanremo 1969 con “Ma che freddo fa” (in abbinamento con i Rokes), singolo inciso per la RCA Talent che la spinge al primo posto in hit-parade per cinque settimane regalandole un’enorme e improvvisa popolarità in Italia, Spagna, Giappone e altri paesi;

viene soprannominata Il pulcino del Gabbro per la sua giovanissima età.

Sempre nel 1969 pubblica il suo primo album Nada.

Ma Nada è anche attrice.

Nei primi anni settanta frequenta la scuola di recitazione di Alessandro Fersen e la scuola di ballo di Nadia Chiatti che le consentono una preparazione artistica più completa. Perchè un tempo se non sapevi fare non facevi (n.d.r.)

Il suo curriculum di attrice vanta anche collaborazioni teatrali di successo con Dario Fo ne “L’opera dello Sghignazzo” e con Marco Messeri in “Amore e Vapore”.

Le hanno dedicato un film:

«La bambina che non voleva cantare»

Il film racconta la storia della vita di Nada, una ragazza che viene dalla provincia toscana e che, grazie alla sua incredibile voce e al suo timbro unico, diventa una delle protagoniste del panorama musicale italiano, diventandone una vera e propria icona.

 Siamo negli anni Sessanta nella campagna toscana, dove vive Nada, insieme all’amatissima nonna Mora, alla sorella Miria, al papà Gino, e alla mamma Viviana, che soffre di una forte depressione, che la tengono lontana dalla figlia e dal mondo in generale.

 Il talento di Nada viene scoperto da suor Margherita, e la ragazzina si convince che la sua voce possa guarire la mamma.

Tra la gioia di veder la madre finalmente felice e la paura che la malattia si possa riaffacciare all’orizzonte, Nada cresce accettando ciò che Viviana desidera per lei, fino a quando quel grande talento sopravvivrà persino alle sue stesse paure,

Di lei, forse se stessa, dice: “In casa erano tutti preoccupati, qualcuno pensava che fossi ritardata o che avessi problemi di salute, nessuno riusciva a indovinare lo stato di ebrezza in cui mi trovavo, e leggevo e leggevo. (…) Scrivevo poesie tristi, dolorose, la mia faccia assunse un’espressione malinconica, sospesa chissà dove (…) Iniziai a dormire di giorno perché volevo sognare (…) parlavo nel sogno di notte e anche di giorno (…) nessuno riusciva a trovare una giusta soluzione, e alla fine mia madre disse: uccidiamola.”

Buon ascolto di “abbassando” che pochi forse conoscono

CHIARA DE CARLO

https://www.youtube.com/watch?v=tKUkkCjFL8s&ab_channel=Mannick73

scrivete a musictales@libero.it se volete segnalare eventi o notizie musicali!

Ecco a voi gli eventi da non perdere!

GIOVEDÌ 30 MARZO H. 21 

Rareș live – open act: Maelstrom

Rares torna in tour per presentare Femmina, un nuovo album che è un vero e proprio coming out artistico, tra pop e sperimentazione. Femmina è un prisma luminoso in cui si rifrangono l’electro pop, il punk, il romanticismo e l’hyperpop che incontrano l’eclettismo alla Frank Zappa. Questo nuovo lavoro mette insieme materiali nati di getto, da improvvisazioni istintive, assieme a composizioni che già facevano parte del suo canzoniere ai tempi dei primi lavori. Femmina è un terzo lavoro che ha l’urgenza di un esordio e il cesello del capolavoro. Verrà presentato in formazione completa al Magazzino sul Po.

Ingresso 7€ con tessera Arci

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“Credici un po’, sei su Radiofreccia…guardati in faccia!” 🎶 Radiofreccia in trio acustico, la tribute band di Ligabue, ti aspetta nel nostro Sapori&Sorrisi giovedì 6 aprile! Dai un’occhiata al programma della serata ⤵️

🔸 Alle 19:30 cena con noi con un delizioso menù, a soli 19,90€ (bevande escluse):

🤍Lasagnette bianche con zucchine e prosciutto cotto
🦑Calamarata con asparagi e toma
🐮Stracotto di manzo con porri e mandorle
💚Tortino di zucchine e seirass con vellutata di gorgonzola e noci
🥦Contorno di stagione
🍮Dolce

🔸 Alle 20:30 goditi lo spettacolo della tribute band e canta con noi!

📞 Prenota al numero 3519652883!

 

 

 

Ginnastica ritmica, le ragazze di Eurogymnica qualificate per la finale di Torino

 

Le ragazze dell’Eurogymnica si sono qualificate per la Final Six di Ginnastica Ritmica che si terrà al Pala Gianni Asti il 29 e il 30 aprile. Le atlete guidate dalla direttrice tecnica Tiziana Colognese hanno raggiunto il prestigioso obiettivo sabato scorso al termine della terza e ultima tappa della stagione regolare del Campionato Nazionale di Serie A1. Per la società piemontese il raggiungimento della finale è una primizia in assoluto e questo traguardo ripaga tutti dell’ottimo lavoro svolto in questi anni, soprattutto nel far crescere in modo sano e competitivo le proprie ginnaste.  Si sono qualificate per la finale anche la Ginnastica Fabriano, l’ASU Udine, la Motto Viareggio, la Polisportiva Varese e l’Armonia d’Abruzzo.

La gioia per la qualificazione è stata manifestata dal direttore sportivo Marco Napoli che ha voluto sottolineare come la società biancoblu abbia investito tanto, quest’anno, sulle atlete giovani e sul futuro di Eurogymnica. In ultimo ha voluto elogiare il lavoro di Tiziana Colognese e di Elisa Vaccaro, protagoniste assieme alle ragazze di un grande traguardo. Il lavoro di Marco Napoli non finisce qui, perché sarà proprio lui a guidare la squadra formata da volontari, genitori, ginnaste e collaboratori per organizzare al meglio la Final Six di Torino.

Per chi volesse assistere all’evento è già possibile acquistare i tagliandi scrivendo a biglietteria.eurogymnica@gmail.com o accedendo al sito internet www.eurogymnica.com. Per la giornata di sabato 29 aprile (Play off e out di Serie B e C a partire dalle 17.00) i biglietti costano 10 euro (ridotti fino a 10 anni compresi) e 15 interi. Domenica 30 aprile (Play off di Serie A2 e Final Six di A1 a partire dalle ore 12.00) 15 euro (ridotti fino a 10 anni compresi) e 20 interi.

Marco Aceto