Con la cerimonia di apertura ieri sono cominciati i Campionati Europei di pallavolo dedicati alle Polizie Municipali che si svolgono al Pala Gianni Asti fino a venerdì 23. Alla fase finale hanno avuto accesso otto Nazionali, fra cui anche l’Italia che è stata inserita nel Gruppo A assieme a Repubblica Ceca, Finlandia e Germania. Nel raggruppamento B fanno Bulgaria, Francia, Grecia e Belgio.
Alla presentazione dell’evento è intervenuto l’assessore allo Sport Domenico Carretta, il presidente dell’USPE (Union Sportive des Polices d’Europe) Georgios Tzatzakis e il presidente del Gruppo Sportivo della Polizia Municipale di Torino, Massimo Re. “Sono molto contento che quest’evento si svolga a Torino – ha sottolineato l’assessore Carretta, sottolineando la grande vocazione sportiva della nostra città – . Torino e la pallavolo hanno un legame stretto – ha proseguito –: recentemente abbiamo ospitato le finali femminile e maschile di Champions League, adesso l’Europeo USPE e a fine agosto due partite della Nazionale femminile”. L’assessore ha poi concluso augurando gli atleti i migliori risultati.
Le partite si giocano tutte nell’impianto sportivo di parco Ruffini con ingresso gratuito per tutto l’arco della manifestazione. A partire da oggi e fino a martedì è in programma la fase a gironi, giovedì e venerdì si disputeranno le semifinali e le finali che assegneranno il titolo continentale.



RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
Occorre precisare subito che “I ragazzi di sessant’anni” è il nome del protagonista, un plurale singolare che simbolicamente include il capitolo di vita dei 60enni. E’ sposato con Stefania, ha due figli, un buon lavoro. Nato nei primi anni Sessanta è il prototipo emblematico di chi è cresciuto nella fase del boom economico, ha attraversato oltre mezzo secolo, ed ora è un professionista disincantato, a tratti cinico.
Le parole sono le vere protagoniste di questo corposo romanzo dell’autore che ha ottenuto un enorme successo con il precedente “Treno per Lisbona” (da cui è stato tratto anche l’omonimo film).
Philip Roth, nato nel 1933 e morto nel 2018, è un pilastro della letteratura americana, direi anche di quella mondiale. E questa monumentale biografia di Blake Bailey è il risultato portentoso di 10 anni di incontri, ricerche, centinaia di ore di interviste.
Lisa Halliday è una scrittrice americana che da anni vive a Milano, questo suo libro è stato tradotto in italiano e pubblicato nel 2018; ne parlo perché è collegato a Philip Roth, col quale la Halliday ebbe una relazione poi declinata in amicizia fino alla morte dello scrittore.



