“La scuola di montagna è peculiare, diversa, viva. Lo diciamo sempre e lo ribadiamo oggi alla partenza dell’anno scolastico in Piemonte. Senza retorica. Salvare le scuole, salva il paese. Ma affinché paesi e scuole si salvino, occorre intraprendere strade nuove. Che sono diverse da quelle del passato. Non solo edifici ristrutturati – molto belli quelli di Torre Pellice ed Ala di Stura per dirne due, o quello in partenza come asilo nido a Val di Chy – non solo aule spazi più belli. Che sono necessari a portare nuovi modelli di didattica, verso un patto educativo che riguarda i nostri Enti locali, il terzo settore, le imprese, tutti i cittadini. Sulla didattica, vogliamo studiare esempi alpini europei, di altri Paesi, essere noi modello, per capire insieme come si può innovare. Si parla molto di scuola senza voti, senza zaino, senza compiti… tutto bello e moderno probabilmente. Ma nella scuola di montagna, sempre più unita tra diversi paesi, sempre più di valle, serve un metodo specifico che vorremmo studiare con Ministero, Regione, Indire, Dirigenti e Insegnanti. Ci crediamo e vorremmo trovare specificità ordinaria, per i paesi che insieme si muovono e che determinano il futuro delle valli, con studenti, con una sinergie con le famiglie che hanno non solo nuovi efficaci servizi, meno dispersivi degli attuali, ma anche un protagonismo nel patto educativo che Uncem da sempre vuole costruire”.
Lo afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.
Tutto è già stato detto e scritto sull’icona Jane Birkin, trovata morta all’alba del 16 luglio
Non è stata solo l’esile ragazza che girava con l’enorme cesta di paglia in ogni stagione, e neppure solo la suggeritrice della famosa Birkin di Hermes, tutt’oggi un autentico investimento.
Poi le prime esperienze lavorative, dalle piccole parti in “Blow Up” di Michelangelo Antonioni e “La piscina” con Romy Schneider e Alain Delon. Nel diario racconta le sue giornate sui set, al cospetto di attori e attrici di grande valore come Vanessa Redgrave.
Poi la Birkin si innamora del regista Jacques Dillon col quale va a vivere nel 1980 e nascerà Lou; molte pagine del diario raccontano l’amore infinito di Jane per la nuova creatura. Ma anche stavolta c’è il disperato dissolversi nell’altro, l’ennesimo compagno tossico che dopo la fiammata iniziale perde interesse….e Jane ancora una volta dovrà raccogliere i frantumi di un’unione folle e sbilanciata. Fatica a restare a galla; si ancora più che mai alle tre figlie che grondano talento e diventano fotografe, attrici e cantanti. Ognuna a modo suo alla ricerca di uno spazio significativo nella vita.
Questo è il dialogo di una coppia in crisi. Una scena di vita, diventata anche una commedia teatrale autobiografica di Jane Birkin in Francia negli anni 90, poi un film per la televisione diretto dall’autrice.