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E’ morto Gianni Vattimo, maestro del pensiero debole

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
È’ morto Gianni Vattimo all’età di 87 anni dopo anni travagliati e difficili. E’ fatale per chi appartiene alla mia generazione riandare ai  miei ricordi universitari. Il mio primo esame all’Universita’ di Torino fu quello  di Estetica, sostenuto con Gianni Vattimo che fu molto buono con me: mi fece parlare liberamente , vide la mia emotività al primo esame   e mi promosse con un 27 non meritato. Ho poi avuto diverse occasioni di incontrarlo e di ascoltarlo, anche se le sue scelte sono sempre state distanti dalle mie. Ci furono occasioni di dialogo, senza mai andare oltre ad una certa formalità. Un discorso diverso quello con Luigi Payreson e con Giuseppe Riconda di cui sono diventato amico. Una mia collega “filosofa “ presento’ negli anni ‘80 Vattimo come un maestro di laicità perché il suo “pensiero debole “poteva prestarsi ad essere letto come il rifiuto delle metafisiche religiose. In effetti il suo  non fu un rifiuto delle metafisiche ideologiche  e delle vulgate. In Vattimo
anzi ci fu un’adesione sempre più’ marcata alla sinistra ideologica e giacobina con ampio recupero del pensiero di Marx .   Il suo iniziale cattolicesimo che lo portò ad essere dirigente dell’Azione cattolica, era rimasto in fondo al suo pensiero soprattutto quello degli ultimi anni. L’adesione ad una sinistra  radicale  Vattimo la senti non in contraddizione con  un cattolicesimo che trovava in Papa Francesco una visione religiosa a cui Vattimo si sentiva vicino. Ci fu anche un tempo in cui Vattimo  fu un seguace provvisorio di Pannella , ma la sua adesione ai radicali fu breve perché essenzialmente legata  alla dichiarazione  pubblica della sua omosessualità quando era preside della Facoltà di Lettere. Vattimo e Pannella furono profondamente diversi , direi incompatibili . Il liberalismo di Pannella fu estraneo al pensiero di Vattimo. Ad esempio, le posizioni contro Israele lo stanno a dimostrare. Credo che il pensiero di Vattimo sia destinato ad entrare nella storia della filosofia come neppure Abbagnano e’ riuscito a fare malgrado gli intenti apologetici dei suoi allievi e presunti continuatori.  In quale misura il suo pensiero abbia  inciso, lo vedremo sui tempi lunghi . Oggi il suo migliore allievo, Maurizio Ferraris, ha di gran lunga superato il maestro. L’impegno militante come deputato europeo ha un po’ guastato il percorso filosofico di  Vattimo. L’ultima volta che ci incontrammo fu in un negozio di computer di Via Mazzini: discutemmo piacevolmente di laicità e laicismo
e ci trovammo ancora una volta  in dissenso. Io sostenni la tesi di Bobbio sul laicismo incompatibile con la laicità, Vattimo ritenne che le mie posizioni fossero troppo rigide , anche io gli obiettai che il marxismo era una scelta agli antipodi della laicità. Resta una grande  figura dell’ateneo torinese che vede in lui un maestro di fama internazionale che ha oscurato gli allievi di Abbagnano Rossi  e Viano. Vattimo fu anche coraggiosamente contrario a certe esibizioni LGBT  che riteneva volgari. Anche in questa occasione ebbe il coraggio di andare controcorrente . Il suo pensiero critico ci mancherà.

A tutto Tango: Lessolo, la Milonga del Nazionale

La piccola storia di tango al Nazionale è iniziata nel 2010 con il Maestro Giovanni Bermond des Ambrois. Nel 2017, dopo la sua prematura scomparsa, è seguito un capitolo di “tango ferito (orfano)”. In quel periodo così particolare, i maestri Adrian Aragon ed Erika Boaglio (in arrivo da Buenos Aires) hanno curato la nostra milonga come una sorta di sogno, invitando le Stelle del Tango internazionali.
Abbiamo poi incontrato altri amici di grande talento, riuniti nel gruppo torinese Carma Tango Academy, autori di progetti intorno al tango interessanti e in arrivo al Nazionale per la nuova stagione 2023/24.
Domenica, 24 settembre 2023, è in programma, alle ore 21:00, un’edizione straordinaria della milonga del Nazionale: la serata di inaugurazione della nuova stagione con show di Letizia Messina e Demetrio Scafaria. La coppia, impegnata in un tour internazionale, porterà anche al Nazionale uno show rappresentativo del carattere avvolgente e vellutato del tango argentino, con la selezione musicale di Giacomo Bombonato.
In breve, la stagione annuncia quindi, con la regia di Oreste Valente spettacoli di Tango Show; milonghe con ospiti speciali e un corso dedicato ai principianti del tango.
Con il tango argentino diamo spazio e voce a una terra lontana, l’Argentina, ma tanto vicina a chi vuole incrociare festosamente culture diverse, legate da una storia condivisa. E, proprio la musica e il ballo, invitando all’abbraccio, cancellano ogni distanza.
Il gruppo di ballerini del Carma Tango, Francesca Riva, Zena Brasiello e Fabrizio Monni saranno i primi interpreti nel dare forma a tante ambizioni con la “forza” di una semplice idea: “Chiudi l’abbraccio, apri la mente”.
In questa cornice nasce il corso di tango argentino per principianti destinato a chi sente crescere una passione da condividere con qualcuno di speciale, in un posto speciale e con uno staff speciale.
Il corso è aperto a tutti anche, ovviamente, a chi non ha mai ballato. Fin dalle prime lezioni i futuri “Tangueri” impareranno la postura, i primi passi e le tecniche per guidare e seguire, in modo da potersi divertire fin dall’inizio.
Il calendario del corso di tango argentino per principianti.
Primo trimestre:
Sabato dalle 19 alle 20:30. Date: 14 ottobre – 11 novembre – 2 dicembre
Venerdì dalle 19 alle 21:00. Date: 20 ottobre – 24 novembre – 15 dicembre

Per ulteriori informazioni per l’iscrizione contattare il seguente numero del locale “Il Nazionale” sala da ballo di Lessolo: 3473478156

MASSIMO IARETTI

Addio al filosofo Gianni Vattimo

È morto il filosofo Gianni Vattimo. Aveva 87 anni ed era ricoverato da giorni in ospedale a Rivoli. Nato a Torino il 4 gennaio 1936, è stato un importante filosofo e docente  all’Università di Torino. È stato conosciuto a livello internazionale per gli studi filosofici  sul pensiero debole.

Una nuova boutique per Giovanni Raspini a Torino

Una nuova boutique per Giovanni Raspini: a Torino nella zona più esclusiva dello shopping cittadino, via Roma 44.

Uno spazio contemporaneo dove l’arredamento in rovere nero e cristallo dialoga col pavimento di marmo bianco. Un grande schermo dedicato ai contenuti video e i numerosi lightbox con maxi immagini completano l’arredo, regalando un’atmosfera sobria, e allo stesso tempo dinamica e di assoluta modernità.

Alla porta la tradizionale maniglia su cui si appoggia il coccodrillo, elemento iconografico che da sempre fa parte dell’identità del marchio; una vera scultura realizzata in fusione a cera persa.

“È una grande soddisfazione aver aperto proprio nel capoluogo piemontese” commenta Giovanni Raspini ricordandoci come “Torino sia una delle città più dinamiche ed eleganti del nostro Paese, luogo fondamentale per lo sviluppo economico e sociale italiano degli anni d’oro. La città dell’automobile e del design, del cioccolato e del vermut, del museo egizio e di quello del cinema nella Mole Antonelliana…”. 

Il Comune di Torino: “Più sicurezza nelle scuole”

Occorre promuovere una cultura della sicurezza e lavorare sugli atteggiamenti per ridurre i rischi, trattando il tema in “modo ragionevole”.

Lo ha affermato la consigliera Lorenza Patriarca (PD), presentando il 18 settembre 2023 in Sala Rossa una mozione presentata con il collega consigliere Luca Pidello (PD) per incrementare buone pratiche per la sicurezza a scuola, poi approvata dal Consiglio Comunale di Torino all’unanimità (27 voti favorevoli su 27 consigliere e consiglieri presenti).

Il confronto preventivo, la diffusione di buone prassi e il coinvolgimento in prima persona di docenti, studenti e studentesse – ha spiegato Luca Pidello (PD) – sono fondamentali per poter fruire in sicurezza gli spazi scolastici, che devono anche essere aperti ad attività extra-scolastiche.

La mozione impegna Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale a promuovere la costituzione, in seno alla Commissione sicurezza ed edilizia scolastica della Conferenza delle Autonomie Scolastiche, di un Tavolo di confronto tra il Servizio Edilizia Scolastica del Comune, l’analogo Servizio della Città Metropolitana, l’Usr Piemonte, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco e l’Asl Città di Torino, con l’eventuale coinvolgimento di tecnici esperti, per definire linee di interpretazione comuni sulle attuali norme in materia antincendio e igienico-sanitaria che valorizzino la valutazione del rischio, consentendo l’utilizzo in sicurezza e i cambi di destinazione d’uso degli ambienti scolastici in funzione delle mutate esigenze didattiche delle scuole, compatibilmente con le risorse dell’ente.

Si chiede altresì di promuovere attività di informazione e formazione in un’ottica di “pedagogia del rischio” per formare innanzitutto alla consapevolezza delle situazioni di rischio, alla loro corretta gestione e all’importanza dei propri comportamenti.

La mozione propone anche un confronto preventivo a richiesta sui documenti relativi alla sicurezza elaborati dalle scuole.

Il documento, infine, chiede anche di valutare la possibilità di organizzare ogni anno, in collaborazione con tutti i soggetti interessati e le istituzioni preposti alla sicurezza, una settimana dedicata alla sicurezza nelle scuole, in occasione dell’anniversario della tragedia del Cinema Statuto.

Nel dibattito il aula, il consigliere Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) ha affermato che la formazione è fondamentale, in particolare per prevenire gli incendi e saper gestire le situazioni di emergenza.

Bisogna tradurre la burocrazia in effettiva conoscenza – ha dichiarato Alice Ravinale (Sinistra Ecologista), condividendo lo spirito del documento.

Il rischio zero non esiste, ma bisogna lavorare per educare alla politica della sicurezza anche i nostri bambini e le nostre bambine – ha aggiunto Dorotea Castiglione (M5S).

La polizia sequestra beni per un milione alla criminalità

La Divisione Polizia Anticrimine della Questura di Torino ha sequestrato beni mobili ed immobili, il cui valore è stato stimato in un milione di euro, riconducibili a B.V. elemento di spicco della criminalità locale, dedito da molti anni alla commissione di delitti e principalmente al reato di usura.

Il provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca dei beni è stato emesso dal Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione su proposta del Questore di Torino e ha riguardato nr.3 appartamenti ubicati in Venaria Reale e Torino, nr. 3 box auto, nr. 3 autovetture, 1 motociclo e 14 rapporti bancari tra conti correnti, titoli e cassette di sicurezza, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

B.V. si è reso responsabile di diversi reati di natura predatoria già dal principio degli anni ’70. Negli anni seguenti, si è reso responsabile di una serie di gravi delitti contro il patrimonio e la persona tanto da essere sottoposto alla sorveglianza speciale di p.s.

Negli anni ‘80, subiva la sua prima condanna per una serie di furti aggravati e poi ancora, a distanza di poco più di un anno, veniva condannato dal Tribunale di Torino alla pena di anni 6 di reclusione per aver commesso 2 rapine ai danni di gioiellerie ubicate in questo capoluogo.

Dopo un periodo di carcerazione, tornato in libertà, si rendeva nuovamente responsabile di numerose rapine commesse nelle province di Firenze e Torino inserendosi, poi, in un contesto criminale riguardante prestiti di denaro ad elevato tasso di usura.

L’indagine patrimoniale svolta dalla Divisione Polizia Anticrimine di Torino ha evidenziato l’ingente patrimonio accumulato dal predetto nel corso della sua vita, ritenuto frutto della sua attività delittuosa.

Nei confronti dello stesso è stata avanzata anche la richiesta, al vaglio del Tribunale, di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per anni quattro con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.

Moncalieri, condomino con tanica di benzina tenta di dare fuoco al palazzo

In un condominio  in strada Torino  a Moncalieri, è stato appiccato un incendio nelle cantine.  Grazie ai Vigili del Fuoco, chiamati dai condomini, è stato evitato il peggio. Ad appiccare l’incendio sarebbe stato un quarantenne che abita nel palazzo: sarebbe stato visto entrare in cantina con una tanica di benzina e un accendino.

“Together 2023”: la politica si fa con la politica

A confronto il consigliere regionale Silvio Magliano e il parlamentare europeo Massimiliano Salini nel primo incontro della seconda edizione del Ciclo Together 2023”. Tema: la politica si fa con la politica,  la politica al centro il centro della politica “


Ha preso il via lunedì 18 settembre scorso alle 18 il primo degli incontri del ciclo Together 2023, presso la Tecnostruttura dell’area pedonale in via Jacopo Durandi 13, a ingresso libero.

L’incontro, dal titolo “La politica si fa con la politica, la politica al centro, il centro della politica” è  stato arricchito dagli interventi del Consigliere della Regione Piemonte Silvio Magliano e del Membro del Parlamento Europeo Massimiliano Salini, con l’introduzione e la moderazione affidati al Presidente del Centro Culturale  Pier Giorgio Frassati, Marco Giorgio.

“Quando ho iniziato a far politica -ha spiegato Silvio Magliano -, volevo vivere questa esperienza  come  vocazione e attenzione alla vita della polis, come era stato per Mauro Mauro, dal cui excursus politico avevo tratto ispirazione e insegnamento. Per me fare politica significa occuparsi delle reali necessità delle persone, di quei problemi che mi fanno  capire ancora più  a fondo la nostra società,  i suoi pregi ma anche le sue carenze. A me si sono rivolte, per esempio, persone che hanno conosciuto la malattia, ma non hanno ancora ricevuto un piano terapeutico adeguato, oppure coppie con ristrettezze economiche tali da non permettere loro di poter costruire una famiglia.

Sono contento di essermi adoperato perché  la Regione Piemonte  emanasse una legge sulla fibromialgia, un male ancora oscuro, di cui  poco si conosce,  ma che paralizza la vita della persona che ne è  malata, privandola delle forze fisiche e psicologiche”.

“La politica si fa con la politica- aggiunge il consigliere Silvio Magliano – e non con il populismo o con il tecnicismo. Serve a questo Paese  che ciascuno, sia che abbia sia che non abbia un ruolo nelle istituzioni,  si senta protagonista del proprio contesto, sia da stimolo a proposte e idee.

La buona politica deve avere un obiettivo, il bene di tutti, della polis, della persona, lontano da ogni deriva populista e tecnocratica. Deve essere un esercizio di democrazia”.

“Il populismo e la tecnocrazia- spiega il parlamentare europeo del PPE Massimiliano Salini – rappresentano i due modi con cui si è cercato di riempire il vuoto lasciato in passato dalla politica. Questi due aspetti hanno portato alla paura dello straniero, della fine del mondo per cause dovute alla strumentazione militare. La tecnocrazia cerca di giocarsi la partita con il potere sulla base delle tecniche e del tecnicismo. Ma c’è  qualcosa che viene prima del tecnicismo ed è  la visione globale della politica come rispetto della comunità  e come anelito alla libertà.

La politica non può  prescindere dalla passione, dal rispetto della libertà  e della gratuità . Ci può essere politica soltanto se non si escludono le libertà dell’uomo e del cittadino”.

MARA MARTELLOTTA

Gallo (Pd): “Seduta sconvocata. Il centrodestra dov’è?”

 “E’ QUESTO IL RISPETTO DI CIRIO PER IL PIEMONTE?”

 “La seduta del Consiglio regionale di oggi è stata sconvocata a causa della mancanza del numero legale. Il centrodestra, ancora una volta, ha dimostrato un profondo disinteresse per i lavori istituzionali e per i cittadini piemontesi che hanno assegnato ai Consiglieri il mandato a rappresentarli” dichiara il Presidente del Gruppo Pd in Consiglio regionale Raffaele Gallo.

“Dov’è il centrodestra? Ha già iniziato la campagna elettorale e ha deciso di disertare l’Aula di Palazzo Lascaris? Un comportamento simile è vergognoso e denota una mancanza di rispetto per le Istituzioni da parte di Cirio e della sua maggioranza, una maggioranza ridotta a brandelli che non fa partire neanche i lavori!” conclude Gallo.

A San Mauro Torinese Jessica Pasqualon racconta la Siria e i bimbi che non sanno sorridere

Inaugura oggi 19 Settembre presso il Cinema Teatro Gobetti, in Via Martiri della Libertà 17, alle 18 la mostra fotografica sulla Siria della reporter Ansa Jessica Pasqualon.

 

Jessica Pasqualon è una fotoreporter e quello che inaugura al Cinema Teatro Gobetti di San Mauro è un viaggio per immagini del reportage realizzato in Siria per l’Agenzia Ansa, con cui collabora.

Lo scopo del viaggio era quello di documentare gli effetti del terremoto del febbraio 2023 che ha colpito Turchia e Siria. Le stime ufficiali parlano di 57.000 morti a causa del sisma, 7.250 solo quelli in Siria. Le aree più colpite dal sisma sono state nella zona nord occidentale. Aleppo ha contato oltre 4.000 decessi e Latakia, a 15 km dal confine con la Turchia e da Ankara, il suo epicentro. Il terremoto è stato devastante, ma altrettanto devastanti le successive scosse di assestamento che hanno raggiunto picchi di 6 gradi di magnitudo. Anche queste hanno provocato morti, soprattutto per infarto a causa della paura o per schiacciamento dovuto a nuovi crolli. Degli effetti e delle vittime sappiamo molto poco a causa di una dittatura che rende impossibile il passaggio di informazioni e soccorsi.

Stiamo parlando di un Paese già compromesso dalla guerra, che ha fatto 610 mila morti in dieci anni di conflitto civile. Sono 4 mila i bambini curati ad Aleppo nell’ospedale dove hanno aperto una campagna di aiuto alle famiglie per i bambini malnutriti. A raccontarcelo è la stessa Jessica.

Quando sei stata in Siria e come hai fatto ad arrivarci?

In tanto siamo partite in due grazie all’ONG Terre des Hommes Italia, lo scorso aprile 2023.

Loro conoscono bene quelle zone e dunque mi hanno aiutato a partire e poi mi hanno anche ospitato. Della Siria sappiamo davvero poco. Io stessa prima del viaggio ho fatto fatica a documentarmi.

Perché hai deciso di partire?

L’intento del mio viaggio era quello di raccontare il terremoto in un paese dove i soccorsi non sono arrivati a causa delle sanzioni e della dittatura. Anche se loro non vogliono che si parli di dittatura. Subito dopo il sisma la gente ha letteralmente scavato con le mani per tirare fuori dalle macerie quante più persone possibili senza avere un supporto da nessuno e sentendosi abbandonati dal momento che non potevano sapere perché nessuno arrivasse in loro soccorso.

Volevo capire cosa fosse successo e capire come fosse la situazione e invece ho raccontato molto altro.

E com’è la situazione?

 

Molto complessa perché hanno una situazione politica di rapporti con i paesi limitrofi che cambia nel giro di quarantott’ore.  Lì ogni giorno è diverso da quello precedente perché saltano gli accordi, gli eventi si susseguono velocemente e al paese non viene garantita nessuna stabilità nonostante la dittatura vada avanti da 50 anni. La sensazione che ho avuto è che lì si compie la storia tutti i giorni.

Quali sono i temi ricorrenti di questo lavoro?

 

Ho cercato di documentare la guerra. Un conflitto lungo di cui ora non si riesce nemmeno più a ricordare come sia scaturito. Quella che doveva essere una grande ribellione iniziale non è andata in porto. I piani non sono andati come previsto. Dal 2018 non ci sono bombardamenti ma la situazione è tutt’altro che tranquilla.

La guerra ha decimato vite, ha devastato e distrutto città e chi prima si è trovato senza casa a causa della guerra ora si ritrova senza casa per via del terremoto.

Ma c’è anche chi è tornato a vivere in edifici pericolanti. Dunque vedi condomini giganti senza mura ma con le luci di coloro che ci vivono.

Te lo aspettavi?

No, affatto. Sono cose che se non le vedi, difficilmente riesci a immaginarle. È una situazione davvero complessa.

Nel viaggio ho visitato la parte nord ovest del paese. Siam partiti da Damasco e siamo stati ad Aleppo. Abbiamo anche attraversato zone in mano all’Isis. E infine siamo stati a Latakia, a soli 15 km dall’epicentro del terremoto, in zona turca.

Ad Aleppo cos’avete trovato?

 

Ad Aleppo abbiamo visitato un ospedale gestito dalla Croce Rossa Internazionale. Lì curano bambini mal nutriti. Questi bambini, che giungevano con le famiglie dalle zone rurali, oltre ai traumi riportati dal terremoto, dai crolli, presentavano forte malnutrizione.

Ho scattato foto a questi bimbi per documentare come vengono curati, a partire dalla terapia intensiva sino alle dimissioni. Il primario mi ha detto una frase che descrive in pieno il dramma di questo paese. Mi ha detto che quei bimbi non sanno sorridere. Sono talmente affamati che tendono a mordersi le labbra e le tengono serrate. Quando vengono nutriti e curati, e riprendono le forze, ecco che imparano a sorridere. Imparano a curvare le labbra.

Ho la pelle d’oca a raccontartelo. Ci sono foto di un bimbo molto piccolo nel letto con la mamma e poi ne ho una dello stesso bimbo che sorride poco prima di essere dimesso.

Immagino che sia stato anche pericoloso.

 

Si, siamo entrati a Ma’aarrat, una città deserta e i militari dei presidi ci hanno esortato a non scendere per via di possibili mine inesplose. È stato impressionante sentire che, nonostante i bombardamenti siano finiti nel 2018, si sente ancora chiaramente odore di bruciato in quegli edifici dove circola meno aria. Siamo entrati in una moschea e abbiamo visto dei corani abbandonati. Io non sono religiosa ma sono stata colpita dal fatto che nonostante le macerie quei corani sono rimasti intatti. La nostra guida si è fiondata a toccarli e baciarli. Sono rimasta toccata e profondamente colpita.

La mostra comprende 10 fotografie e racconta intensamente con altrettante didascalie il racconto di Jessica. È patrocinata dal comune di San Mauro Torinese e vede la collaborazione di E20inscena e Un sasso nello stagno, associazioni culturali locali. L’ingresso è libero e la mostra resterà aperta un mese, salvo proroghe.

In esposizione è possibile trovare anche “Aleppo: nonostante la guerra un mercato”, un dipinto della pittrice sanmaurese Tina Iuorio. Alcuni anni fa, ispirata dalle cronache in arrivo dalla Siria è rimasta colpita da alcune immagini in cui si vedevano spiragli di vita “normale” in scenari imbruttiti dalla guerra e ha deciso di interpretare le sue sensazioni nel suo stile artistico. Appena ha saputo della mostra di Pasqualon si è data disponibile per mettere in mostra il suo dipinto.

Cinema Teatro Gobetti, in Via Martiri della Libertà 17, San Mauro Torinese.

Gli orari:

Martedì dalle 16 alle 19

Mercoledì dalle 17.30 alle 19.30

Giovedì dalle 19 alle 22

Venerdì e sabato dalle 17 alle 22

Domenica dalle 15 alle 20.

Lori Barozzino