ilTorinese

Panathlon Ivrea/Canavese, riprendono gli appuntamenti

Terminate le vacanze estive riprendono gli appuntamenti con il mondo dello sport organizzati da Francesco Rao, Presidente di Panathlon Ivrea/Canavese. Una serata quasi imperdibile quella di giovedì 28 settembre presso il Bistrot Crotte di Strambino. Si metterà in luce una disciplina avvincente e al tempo stesso appassionante: il CLIMBING, ovvero l’arrampicata sulla roccia. Dal lontano 2009, l’Associazione senza scopo di lucro PAN & SPORT, gestita con dedizione da un gruppo di volontari e con sede a Quincinetto(To), si è dedicata principalmente alla promozione e divulgazione dell’Arrampicata Sportiva e alla sala BOULDER, la quale rappresenta un’innovativa forma di arrampicata senza l’uso di corde. Questa struttura è ormai diventata la palestra di riferimento per gli appassionati del Canavese e della Vicina Valle D’Aosta.

La sala Boulder offre una straordinaria superficie arrampicabile di circa 400 metri quadrati, progettata per sfidare gli arrampicatori di tutti i livelli, dai principianti agli esperti. L’arrampicata su pareti verticali, strapiombi e tratti impegnativi è un’esperienza che mette alla prova la forza, l’equilibrio e la determinazione di chi la pratica. L’evento del 28 settembre rappresenterà un’opportunità unica per scoprire il mondo affascinante dell’Arrampicata Sportiva e della sala Boulder. Oltre a Mauro Zoppo, ideatore e organizzatore, saranno presenti esperti del settore, arrampicatori di talento e istruttori qualificati che condivideranno la loro passione e esperienza con il pubblico presente. La serata offrirà anche l’occasione di discutere le opportunità di partecipazione ai corsi di arrampicata e di iscrizione presso la sala BOULDER di Pan & Sport di Quincinetto(To). Sarà inoltre possibile ricevere informazioni dettagliate sulle attività offerte dall’Associazione e come entrare a far parte di questa emozionante comunità di arrampicatori. Assolutamente da non perdere questo appuntamento con il CLIMBING, occasione quasi unica per scoprire una disciplina sportiva affascinante e per entrare a far parte della vibrante comunità di appassionati dell’Arrampicata Sportiva. L’appuntamento è quindi per giovedì 28 settembre al Bistrot Crotte di Strambino per un evento che promette di essere originale e foriero di emozioni. Si comincia intorno alle 20.00.

Alla fine il pubblico potrà intervenire con domande riguardanti gli argomenti trattati.

INFORMAZIONI: 349 55 91 345. La serata è aperta anche ai non soci previa prenotazione allo stesso numero.

Aumento gasolio, allarme anche in Piemonte tra le imprese dell’autotrasporto

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Giovanni Rosso (Presidente di Confartigianato Piemonte Trasporti): Il costo del carburante aumenta in modo esponenziale: sta venendo meno il guadagno delle aziende”.

L’ennesimo aumento del costo del carburante sta andando a incidere sul futuro delle oltre 6.000 imprese artigiane del Piemonte che creano lavoro per circa 15mila addetti, con una dimensione media per azienda di 2,8 addetti per ogni realtà.

 

Infatti, il prezzo del gasolio è arrivato alla soglia di 2 euro al litro e negli ultimi due mesi il suo costo è aumentato del 12 per cento, con un trend in crescita di 1,5 centesimi al giorno.

Secondo una rilevazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato, in Italia i prezzi alla pompa dei carburanti rimangono tra i più elevati in Europa: siamo al 6° posto nell’Ue a 27 sia per la benzina che per il gasolio. I rincari, per la benzina, sono stati del 14,4% rispetto allo scorso anno, mentre per quelli del gasolio l’aumento si ferma al 2,7%. In Italia il prezzo dei carburanti alla pompa supera del 6,6% la media dell’Ue a 27.

“Considerato che la spesa per i carburanti incide sul totale dei costi per il 30% – commenta Giovanni Rosso, Presidente di Confartigianato Piemonte Trasporti – se il prezzo del gasolio continua a salire, rischia di venir meno il guadagno, mettendo a dura prova anche la stabilità delle diverse filiere produttive del Piemonte”.

“Per questo a livello nazionale – prosegue Rosso – abbiamo sollecitato interventi per tenere sotto controllo i prezzi ed evitare speculazioni ma anche per ridurre la componente fiscale. Infatti, in valore assoluto, l’Italia presenta la più elevata tassazione sui carburanti tra i 27 paesi dell’Ue: pesa per il 53,4% del prezzo alla pompa, superiore di oltre tre punti percentuali al 49,8% dell’Eurozona”.

Secondo le analisi di Confartigianato Trasporti, secondo le migliori performance aziendali, ormai la marginalità delle aziende dell’autotrasporto non supera il 4%.

“Il problema è che le aziende, dell’autotrasporto e di tutti gli altri settori – sottolinea Rosso – non riescono più a “spalmare” gli aumenti, fino a ora tenuti al minimo e suddivisi tra aziende, committenti e utenti finali. Il rischio è che quelle realtà meno strutturate, potrebbero non farcela a reggere il secondo inverno con i costi così elevati e con i ricavi così limitati”.

 “L’aver sfiorato la soglia di 2 euro per litro di carburante è insostenibile per gli autotrasportatori, tra i quali si sta diffondendo forte preoccupazione – conclude Rosso – è necessario adoperarsi per calmierare il costo del gasolio ed evitare una chiusura in massa dovuta all’impossibilità di continuare ad operare. Occorrono interventi mirati come i crediti d’imposta verso gli operatori professionali. Voglio ricordare che il combinato tra costi delle accise e l’Iva  sulle accise potrebbe sortire un effetto dirompente sul comparto”.

Incontro con Luca Scarlini alla gam

LA GAM PER “LA CULTURA DIETRO L’ANGOLO” Feste d’Autunno

L’apparenza inganna: un viaggio tra immagini dell’altrove alla GAM

Venerdì 22 settembre alle 18:00

BEEOZANAM, Madonna di Campagna,

via Foligno, 14 Torino

ingresso libero

     

Le collezioni di un museo sono evidenti e allo stesso tempo segrete, il luogo stesso è evidente e misterioso, perché è impossibile padroneggiarlo in tutti gli angoli, a ogni svolta e corridoio. Non per caso i musei sono spesso ambientazione di film gotici o thriller.

Luca Scarlini disegna un racconto tra opere che esplorano luoghi dell’altrove nelle collezioni torinesi.

Per La cultura dietro l’angolo la GAM ha invitato tre intellettuali a interrogarsi sulle ragioni per le quali varcare, magari per la prima volta, la soglia di un museo d’arte moderna e contemporanea come la GAM di Torino e scoprirne le collezioni e le esposizioni. Questa seconda conversazione pensata per le “Feste d’autunno” vede protagonista Luca Scarlini, scrittore, drammaturgo, performance artist.

Raccontatore d’arte, collabora con numerosi musei e insegna tecniche narrative presso la Scuola Holden di Torino, IED e ha collaborato con numerose istituzioni teatrali italiane e europee, tra cui il National Theatre di Londra, la compagnia Lod a Ghent, il Festival Opera XXI a Anversa, La Batie e il theatre amstramgram a Ginevra. Da sempre crea racconti per spazi museali.

GUARDA IL VIDEO

Seguirà un momento musicale a cura di Mito per la Città con il quartetto di sassofoni Kosobate Quartet: Micaela Stroffolino, sassofono soprano, Mariagrazia Massanova, sassofono contralto, Sofia Ferraro, sassofono tenore, Eugenio Enria, sassofono baritono (scuola di sassofono di Pietro Marchetti). Musiche di Johann Sebastian Bach, Edward Elgar, Jean Baptiste Singelée, Pedro Iturralde, John Kander, John Williams, Jean Matitia.

Le Feste d’autunno di La cultura dietro l’angolo si svolgono a Torino da giovedì 21 a sabato 23 settembre 2023. Le case del quartiere, le biblioteche civiche e i presidi del territorio si animeranno di spettacoli teatrali, performance artistiche, incontri, letture, appuntamenti di divulgazione scientifica e molto altro ancora. Tra le novità di questa edizione, vi è la sinergia con Mito per la Città che arricchirà le feste con alcuni momenti musicali: le melodie di Bach, Wagner ed Ennio Morricone accompagneranno il pubblico in un viaggio musicale e si incontreranno nei quartieri con l’arte contemporanea, la fotografia, la storia egizia e i classici della poesia.

La cultura dietro l’angolo è un programma della Fondazione Compagnia di San Paolo realizzato con la collaborazione della Città di Torino e propone attività ed eventi diffusi nelle circoscrizioni della città. Da maggio a dicembre la cultura sarà a poca distanza da casa, ovunque si abiti, con nuove occasioni di relazione, condivisione e partecipazione.

ULTIMO GIORNO – “Florilegium”. Segni e colori per raccontare la magia della natura

In mostra alla “Precettoria” di Sant’Antonio di Ranverso, le immagini “floreali” di Ines Daniela Bertolino

Dal 22 luglio al 24 settembre

Buttigliera Alta (Torino)

Acrilici e acquerelli sono i grandi “alleati” della pittura di Ines Daniela Bertolino. Tecniche, l’acquerello in particolare, di assai difficile gestazione, in cui la pittrice torinese riesce a dare tutto il meglio – e di più – di sé, nel campo di una procedura artistica dov’è ben difficile bleffare, dove il mestiere ti impone di muoverti seguendo certe regole in vista di determinati risultati che non lasciano margini a sotterfugi. O ad attenuanti. E allora il mestiere o ce l’hai o non te lo puoi inventare.

Se ce l’hai, è lì ben evidente davanti a tutti. Ma se non ce l’hai è un disastro, che (ahinoi!) è comunque e sempre lì davanti a tutti. Non capita per la Bertolino. Artista vera, non improvvisata, per  la quale fare arte non significa voler sbalordire a tutti i costi con le più strane interpretazioni del “raccontare per segni e colori”. Fare arte significa poggiare ben bene, e mai dimenticarlo, su solide basi accademiche per poi permettersi di seguire voli fantastici e improvvisazioni emotive che liberano il “soggetto” dagli stretti vincoli terreni per dargli ali capaci di portarlo a rappresentare sogni, fantasie e giochi di poesia che sono manna vitale per la vera opera artistica. In questi spazi si colloca la pittura della Bertolino, forte di studi ben assimilati (dopo il  Liceo Artistico”) all’“Accademia di Belle Arti” di Torino, a “Scuole di grafica pubblicitaria” (che la portano, fra l’altro, a lavorare presso studi pubblicitari, serigrafici e laboratori di ceramica) fino al “Corso Internazionale per l’incisione artistica” presso l’“ISIA-Istituto Superiore per le Industrie Artistiche” di Urbino. Un lungo serio tirocinio che emerge con piena evidenzia nella rassegna a lei dedicata presso l’antica (ultimi anni del XII secolo) “Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso”, a Buttigliera Alta, fino a domenica 24 settembre.

Rinascimentale il titolo della mostra“Florilegium”, vuole subito indicarci che trattasi di una ben accurata raccolta antologica (una ventina di acrilici su tela e tavola) delle tantissime opere dedicate dall’artista alla natura, alle “sue” piante, ai “suoi” fiori, a paesaggi che guardano al cielo, in un connubio di “naturale” e “spirituale” che contraddistingue sempre la poetica delicatezza della sua cifra stilistica e della sua narrativa. Dove la perfezione delle forme lascia, pur anche, spazio a certa piacevolissima immediata informalità compositiva e alla trasparenza di dettati cromatici che inducono a oniriche fantasiose o immaginifiche interpretazioni dei soggetti. Che bello quel “Trittico” di piante – sovrani e maestosi guardiani del bosco – che si ergono verso l’alto in tutta la loro maestosità, quasi sospese da terra e lasciate andare in volo verso l’azzurro intenso del cielo. Pochi colori. Sempre (spesso) l’azzurro o il blu raccolto in tutte le sue più variegate sfumature, da quelle più intense a quelle più diluite. Alla Bertolino piace, è stato fatto notare, il blu, fra i colori primari più usati fin dall’antichità: dall’arte bizantina, a quella egizia fino al Medioevo, a Giotto (pensiamo all’inimitabile volta della patavina “Cappella degli Scrovegni”, oggi “Patrimonio Mondiale Unesco”), via via fino agli impressionisti a Renoir a Matisse (“un certo blu penetra nella tua anima”), al blu “oltremare profondo” di Klein. Van Goghdiceva che il blu “è un colore divino e non c’è nulla di così bello per mettere l’atmosfera intorno alle cose”; per la moderna Psicologia, il blu è il colore dell’affidabilità e consegna all’uomo sicurezza interiore e fiducia in sé. Non fu così per il grande Picasso che, nel famoso “periodo blu” lo usava affiancato spesso al verde per esprimere un profondo stato di malinconia e sofferenza, dopo il suicidio del  caro amico Carlos Casagemas.

Certo, nell’antologica alla “Precettoria”, Ines Daniela Bertolino dà prova di una rara sapienza nell’uso di cromie in cui, se blu e azzurro necessariamente compaiono a far da quinta celeste alle sue composizioni floreali, pur non tralasciano ricche variazioni sul tema fra grovigli di rosso, rosa, verde e blu (“Le rose di Rocco”) o fra l’arancio e il rosso della peruviana “Nastruzio” così come fra le varie sfumature di rosa, bianco e rosso delle più semplici “Pratoline” o delle tenere “Primule”che fanno capolino al primo svanir della  neve. Magnifico quel piccolo nido “Tra i filari nascosti”, fra informali intrecci di arbusti, che fanno da riparo a vite nascenti osservate, fra luci e ombre, da un cielo azzurro che ispira pace, serenità e vicinanza umana. Che meraviglia! E il cielo sa quanto ne abbiamo, oggi più che mai, bisogno!

Per info e prenotazioni: “Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso”, Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (Torino); tel. 011/9367450 (da mercoledì a domenica) o ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

Gianni Milani

Nelle foto:

–       “Trittico”

–       “Le rose di Rocco”

–       “Nasturzio”

–       “Tra i filari nascosti”

I funerali di Gianni Vattimo sabato in piazza Castello

I funerali del filosofo Gianni Vattimo si terranno sabato mattina alle 10 in piazza Castello a Torino nella Real chiesa di San Lorenzo. Ad officiate il rito sarà il rettore Don Giovanni Ferretti, filosofo e amico di Vattimo. La camera ardente si tiene nell’aula magna del Rettorato dell’Università in via Po oggi e domani  dalle 10.30 alle 18. Proprio in quell’aula Vattimo il 14 ottobre del 2008 tenne la sua ultima lezione prima del pensionamento.

Al Chicago Gourmet Festival la cucina torinese dello Chef Ambassador Niccolò Giugni

In occasione del Chicago Gourmet Festival, che si svolge dal 21 al 24 settembre, the “Windy City” è  pronta  a diventare la capitale gastronomica americana alla presenza di numerosi chef internazionali tra cui Niccolò Giugni, torinese di adozione, chef del ristorante Razzo, selezionato  grazie alla collaborazione tra Turismo Torino, IFSE Culinary Institute di Piobesi, Città  di Torino e l’Illinois Restaurant Association.

La città di Torino e quella di Chicago fanno parte di Dèlice Network, la rete di città internazionale cui aderiscono 26 metropoli da tutto il mondo con l’obiettivo da un  lato di elevare la gastronomia locale a volano economico e culturale di una destinazione turistica, e dall’altra di creare collaborazioni insolite tra “chef ambassadors” di diversi territori.

Per l’evento clou del festival lo chef Giugni e lo chef Fabio Viviani, una delle stelle nel panorama culinario di Chicago, delizieranno gli ospiti con una cena a quattro mani. Saranno impegnati nella preparazione del Filetto di manzo, crema al tartufo nero, mumble di nocciole al pepe e rucola, esaltando gli ingredienti tipici del territorio.

Niccolò Giugni nella sua carriera annovera numerose collaborazioni  con ristoranti stellati torinesi e milanesi e ha acquisito negli anni notorietà per la sua abilità nel portare in tavola i sapori autentici della cucina torinese, ma con un tocco di modernità, abbinando sapori classici a gusti contemporanei.

Fabio Viviani, originario di Firenze, si è  guadagnato fama negli Stati Uniti grazie alla sua partecipazione alla quarta stagione di “Top Chef”, uno dei programmi culinari più  noti nel Paese.

“Sono onorato di rappresentare la cucina torinese al Chicago Gourmet Festival – ha affermato Niccolò Giugni, Chef Ambassador – e di condividere la mia passione per i sapori autentici con il pubblico americano. Collaborare con il talentuoso chef Fabio Viviani sarà un’occasione stimolante per unire le nostre forze culinarie in un’unica esperienza gastronomica”.

MARA MARTELLOTTA

Al via Art Side Festival, dialogo tra arte e luoghi della storia e dell’impresa

Ha preso il via Art Side Festival! Una rassegna che si dedica da anni a creare un dialogo tra l’arte contemporanea ed i luoghi della storia e dell’impresa. La nona edizione è dedicata all’ambiente ed al cambiamento climatico e prevede sino al 18 dicembre un fitto calendario di performance, incontri e spettacoli teatrali tra Torino, Govone e Alessandria. Si parte da Torino: al Museo Storico della Reale Mutua a Palazzo Biandrate, in via Garibaldi 22, è ospitata “Labyrinth”, un’installazione tutta in tessuto dell’artista argentina Elisabeth Aro, mentre “Sei stata tu?” è il titolo della proposta di Marco Cordero al Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti, in via Pietro Giuria 15.

Un progetto avviato dall’artista cuneese nel 2009 che partendo dalla sezione verticale di una mela con il volto di Eva scolpito per affrontare il concetto di “colpa”, oggi acquista nuovi significati nel dialogo con la preziosa collezione del Museo della Frutta creando un’unica installazione. Partendo dalla relazione tra mela e parola l’artista che da anni “scolpisce” libri, e non solo, sviluppa lungo tutto il percorso un sottile gioco di rimandi.

 

In ogni ambiente del museo c’è una traccia da scoprire come se Cordero “gettasse un seme” in ogni sala. Un itinerario da percorrere.

Igino Macagno

Il viaggio del Papa in Mongolia, il cardinale Marengo alla Consolata

Tornano al Santuario della Consolata, per iniziativa del settimanale “La Voce e il Tempo”, gli incontri pubblici sui grandi temi di attualità. Lunedì 25 settembre alle ore 21.00 in Santuario il cardinale Giorgio Marengo, Prefetto apostolico di Ulan Bator (Mongolia), dialoga sul tema: “Il viaggio profetico del Papa in Mongolia”. L’ingresso è libero.

Siti Unesco, a Torino il Salone mondiale del turismo culturale sostenibile

Prende il via dal Piemonte e dall’Italia – nazione con il maggior numero al mondo di riconoscimenti Unesco, ben 58 – la sfida per la promozione di un turismo sostenibile e consapevole nei siti Patrimonio dell’Umanità in grado di garantire la tutela dei beni stessi.

Dal 21 al 23 settembre sarà il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino ad ospitare la 14aedizione del “World Tourism Event – Salone Mondiale del Turismo nei siti Patrimonio Mondiale”.

L’evento è realizzato con il contributo e la collaborazione della Regione Piemonte e il patrocinio del Ministero della Cultura e del Ministero del Turismo. Il patrocinio e la collaborazione di: Enit – Agenzia Nazionale del Turismo; Associazione Italiana Beni Patrimonio Mondiale; Visit Piemonte; Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura; Federazione Italiana Club Unesco; Federazione Europea Associazioni e Club Unesco; Fiavet – Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo; Icomos Italia – Consiglio Internazionale dei Monumenti e dei Siti Comitato Nazionale Italiano.

La scelta del capoluogo piemontese come sede del WTE è motivata dall’ampia offerta di beni e siti che si fregiano di questi riconoscimento nella città e nel Piemonte: i 5 riconoscimenti Patrimonio mondiale(le Residenze Sabaude, i Sacri Monti, I Siti palafitticoli preistorici, I Paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato, Ivrea Città Industriale del XX Secolo), i 4 riconoscimenti immateriali (L’arte della costruzione dei muretti a secco, l’Alpinismo, l’Arte musicale dei suonatori del corno da caccia, Cerca e cavatura del tartufo), le 3 riserve della biosfera (Ticino Val Grande, Monviso, Collina del Po), il Geoparco Sesia Val Grande. Completano il panorama Unesco piemontese le 3 città creative: Alba (Creative Cities per la Gastronomia), Biella (Creative Cities of Crafts&Folk Art) e Torino (Creative Cities per il Design).

«Siamo orgogliosi di ospitare per la prima volta il World Tourism Event a Torino – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Turismo Vittoria Poggio – Un appuntamento importante che ci permetterà di dare visibilità all’incredibile e meraviglioso patrimonio del territorio, ricco di storia, arte, cultura, conoscenza e tradizioni. Stiamo lavorando alla valorizzazione e alla tutela dei beni Patrimonio mondiale, di cui siamo custodi e che abbiamo il dovere di preservare e proteggere per le generazioni future».

«Quest’anno – aggiunge l’assessore – ricorre il ventennale della convenzione per il Patrimonio immateriale. Intendiamo trasmettere questi valori soprattutto ai giovani perché possano farsene, a loro volta, ambasciatori. È a loro che il WTE riserverà una particolare attenzione coinvolgendo le scuole».

Il programma

Il Salone darà vita a una 3 giorni a ingresso gratuito alla scoperta dei siti Unesco dove i partecipanti potranno trovare informazioni sul Patrimonio mondiale e sull’offerta turistico-ricettiva, oltre a entrare in contatto con enti del turismo e operatori per scoprire esperienze da vivere in vacanza.

La Sala Plebisciti e la Sala Codici ospiteranno l’area Eventi ed esperienze, dedicata all’approfondimento e all’animazione con l’alternarsi di dibattiti e confronti su temi di particolare interesse con dimostrazioni e presentazioni di siti Patrimonio mondiale.

All’ampia offerta dei beni e siti piemontesi si aggiunge la partecipazione di 100 siti Unesco di 6 Paesi quali Cuba, Dalmazia (prima volta), Giappone (prima volta), Giordania, Gran Canaria e Svizzera (prima volta) e di 7 regioni italiane. Oltre al Piemonte, infatti, saranno presenti la Campania, la Calabria, il Lazio, la Toscana, l’Umbria, il Veneto e la Sicilia. Si uniscono a queste numerose città d’arte dal nord al sud Italia.

Tra i vari appuntamenti si segnalano:

il 21 un workshop b2b per gli operatori del settore turistico-commerciale con l’incontro tra 50 buyer italiani e internazionali provenienti da Australia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Svizzera, Spagna e Stati Uniti – selezionati in collaborazione con ENIT Agenzia Nazionale per il Turismo – e oltre 70 venditori delle aree inserite nella World Heritage List Unesco per conoscerne e acquistarne le esperienze;

– focus specifici dedicati alle scuole per sensibilizzare le nuove generazioni alla tutela dei beni Unesco e offrire loro nuove opportunità di crescita e di lavoro;

– ‘Fam Trip’ per i buyer organizzati e offerti dalleAgenzie turistiche Locali.

Un evento rinnovato che vedrà un’attenzione particolare al Patrimonio culturale immateriale in virtù del 20° anniversario dell’adozione della Convenzione di salvaguardia. Ricorrenza che verrà celebrata sabato 23 settembre con delle performance all’esterno di Palazzo Carignano.

In occasione del WTE, il Museo Nazionale del Risorgimento propone in via straordinaria il biglietto d’ingresso ridotto a 8 euro. Un’occasione per visitare il suo percorso espositivo in cui, attraverso oggetti, cimeli e opere d’arte, viene raccontato il processo storico che ha portato alla nascita del nostro Paese.

La pittura innovativa (ma con uno sguardo al passato) di Ilio Burruni

ILIO BURRUNI  (Ghilarza / OR, 25 aprile 1917 – Bioglio / BI, 20 febbraio 2016)

Se, in Piemonte, il Novecento letterario vede le pagine diCesare Pavese impallidire al confronto con quelle diAlbert Camus, la pittura còlta di Felice Casorati,riferimento robusto agli insegnamenti di Piero della Francesca, nulla dovrà a quella di Amedeo Modigliani,pittore giovane, poco attento al passato e maledetto, incline all’alcool e alla droga qui però varrà la pena di soffermarci sui pittori che, in gioventù, frequentarono lo studio di Pavarolo perché genuine espressioni di quella Scuola…

Riprendo le pagine che per Ilio scrissi in momentiprossimi alla sua despedida: poco prima di allora, mi aveva pregato con insistenza di andare nel biellese da lui per potermi parlare più a lungo e senza interruzioni. Purtroppo, però, non avrei potuto farlo, ché, da tempo, ho, per poca salute, rinunciato a ogni mia trasferta!

Burruni lo vidi la prima volta all’Istituto Italiano di Cultura di Rio de Janeiro!

Ero arrivato da Brasilia e stavo cercando un mio ufficio in quella sede (spazio che avrei trovato in anticamera, cioè quasi sul pianerottolo del quarto piano), e sarebbe diventato un ambiente gradevole perché tutti mi passavano davanti ma pochi si trattenevano, così io lavoravo tranquillo, senza sentirmi isolato dal mondo!

Ilio aveva sulle spalle Rodolfo ancora piccolo e la mia collega Marilda me lo presentò, dicendomi che era unpittore di Torino (come me) e che, poco prima che io arrivassi tra loro, aveva esposto i suoi quadri nel grande salone dell’Istituto.

Qualche tempo dopo, ebbi davanti a me il primo quadro di Burruni: uno scorcio di Chieri dai toni caldi dei laterizi e dei tetti in coppo. Fu nell’appartamento di Morosi, il professore addetto all’Istituto che avevatrovato per noi una casa nel palazzo stesso in cui viveva.A prima vista, con i suoi colori e le sue forme, quella tela mi parlava di un ambiente noto, infatti avevo insegnato tutta una stagione in quella cittadina.

Ilio, lo seppi poi, era sardo di nascita e giovanissimo era arrivato a Chieri con i suoi e di là, aveva frequentato a Pavarolo la scuola di Casorati. Questi, non solo gli aveva fatto amare la pittura ma aveva indirizzato i suoi studialla facoltà di giurisprudenza, e là, come il Maestro, anche Ilio si era laureato.

Burruni, però, in diversi momenti della sua vita, avevatratto la sua vitalità proprio dal sud America. Ne parlò durante una visita, che gli facemmo a Botafogo, in un caldo pomeriggio assolato. Là nell’appartamento in cui viveva e dipingeva, eravamo con lui adulti Adele, Carmen ed io, e il piccolo Rodolfo.

Raccontò anche del Brasile della sua gioventù, quando alla Urcala zona di Rio ai piedi del Pão de Açucaraffrescò enormi spazi in alcuni palazzi di abitazione e, tra un lavoro e l’altro, si era concesso dei buoni periodi di vacanza in Europa… E mi parlò anche dell’Argentina di prima dell’ultima guerra, delle ceramiche che aveva realizzato, e mi mostrò alcuni dei suoi lavori su carta:portavano ben visibili i timbri e le scritte delle autorità di quel paese che, insieme con il suo, autorizzavano il loro l’espatrio ... poi ancora parlò della sua Costa Azzurra...

Ma furono i quadri ai quali stava lavorando a prendersitutta la mia attenzione.

Ne ricordo due, in particolare: il cesto di frutta dalCaravaggio e un autoritratto, con zuccotto rosso in testa,dipinto alla maniera di Antonello da Messina. Opere ad acrilico di grande valenza artistica, in cui una bella tavolozza, ricca di gradazioni cromatiche, dà vita a delle pitture dense davvero di significato.

Credo che, nel rileggere i quadri del passato, Ilio abbia realizzato un progetto originale, unico e esclusivo quanto impegnativo e proficuo, per i risultati ottenuti e leinterpretazioni personali che si è concesso. Infatti i fruttidi ispirazione caravaggesca, che nel cesto si ritagliano un loro spazio di luce, sono l’esito di una profonda lettura critica dell’opera del Pittore lombardo e quel quadro, che nella produzione del Merisi costituisce un unico, pieno com’è di chiare luminosità, ben si è offertoagli occhi di Burruni, per una lettura nuova.

Nel secondo quadro poi, la figura di sé, che Ilio ci ha lasciato sotto forma di autoritratto, è un’icona dall’emblematico significato simbolico, dipinta con eccezionale bravura, il cui risultato la pone tra i quadri più ‘moderni’ dei nostri contemporanei. Le luci e i colori rivelano un processo creativo, certamente non veloce, frutto di minuziose sperimentazioni, e, se verrebbe da porla subito tra le riproduzioni, un esame più attento cipermette di rilevare i più reconditi passaggi creativi, nessun ripensamento trascurando, tra quelli che l’Artista del passato ebbe nel realizzare il capolavoro. Questo è il risultato più intenso, il messaggio più completo della Pittura di Burruni: una pittura delicata e còlta che,insieme a unattenta rivisitazione del Passato, creaimmagini innovative, perché non esiste una proposta artistica nuova, senza una (ri)lettura attenta del passato.

Ilio, nel ricordo mio infine, poiché, anche quando,ritornato a Torino, mi capitava di pensare a lui, ecco che,di repente, c’era un quadro, in fotografia o in cornice, asegnalarmi la sua vicinanza, quasi ad avvisarmi lanciandomi un suo personalissimo son qua (aTorino) eccomi! Così in Via Po la locandina per la mostra alla Galleria di Piazza Hermada (nostro primo incontro italiano!), quindi una mia vista al Borgo San Dalmazzo… poi, ancora, nei locali di una Circoscrizione di Torino, dove un’esposizione di panfili e velieri dipinti, costituiva un vero e proprio contraltare per le chiese del Brasile coloniale, altre sue opere che davvero ben conoscevo (e quadri tutti, i cui colori, giocati tra i bianco-grigi e gli azzurri intensi, rimangono esemplariper la sua tavolozza)! Infine, per ultimo, perché ha favorito i nostri ultimi contatti, il quadro dei re Magi(che fu per me sorpresa vedere esposto all’Istituto San Giuseppe) anch’esso impostato sui grigi e sugli azzurri:momento culminante di un crescente interesse di Burruniper l’arte sacra!

Con i suoi ritorni, quasi in sordina, egli chiamava l’attenzione, sempre con discrezione, e, con la sua presenza bonaria, sapeva dire tanto in amicizia vera. Laddove, più che parlare, egli amava fare, e fare bene, efacendo, beneficiava in primo luogo sé stesso poi tutti gli altri, perché con i suoi quadri trasmette ancora serenità, a prescindere dal fatto che, nei periodi più lontani, quelli si facessero carico di travagli espressionisti. Ora però, in un lento processo alchemico – solo questo termine permette di spiegare il lavorio della sua arte – la lezione degli antichi l’ha portato a una figurazione essenziale più sintetica. Sarà così che, vero trait d’union tra l’uno e gli altri, l’artista puro, con fede, agisce in rapporto di continuità con chi l’ha preceduto. Perché qualcosa di grande fa da sottofondo all’essenzialità dell’arte, ed è meno intuibile per sua complessità nel processo creativo! Ora però, senza approfondire questo assioma, concluderò che Ilio era davvero una persona rara perché,ad ogni sua comparsa, rinnovava la gioia dell’incontro,sempre dandogli un senso di immediatezza più che una dimensione di consuetudine. Ed era la sua presenzasenza formalismi, quasi scanzonata, cordiale, verasempre e vivace, come si addice a una persona bella, dallo sguardo più che incantevole incantato e, ad un tempo, intenso e puro!

In Italia, sono diminuite le occasioni che, in Brasile,c’erano di incontrare Persone eccezionali ma, cosciente di questo, custodisco il ricordo di alcuni personaggi che,tuttora, mi fanno compagnia. C’è, a San Paolo, Pietro Maria Bardi che mi accoglie nel suo MASP; a Brasilia, lungo i corridoi dell’Ambasciata italiana, Marcello Candia, Uomo che la Chiesa già annovera tra i Venerabili, che mi esprime il suo piacere di conversarecon me; e, a Rio, ecco c’èIlio Burruni – senza allargarmi a quei brasiliani, scrittori e artisti, che ho visto e rivisto quando ero in Goiás – amici cari che il tempo ha avvicinato a me nessuno scalfirà mai i nostri ricordi:essi rimarranno perfetti, senza patire danno da parte di chi intenda portarceli via!

Carlo Alfonso Maria Burdet