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Niente nella realtà è come appare, è tutto un gioco di illusioni in cui spesso le persone hanno delle maschere per nascondere quello che sono…
“Un caso difficile per l’ispettrice Falcri: ombre dal passato”
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Niente nella realtà è come appare, è tutto un gioco di illusioni in cui spesso le persone hanno delle maschere per nascondere quello che sono…
“Un caso difficile per l’ispettrice Falcri: ombre dal passato”
Cecilia Falcri sta passando un periodo difficile. Si è presa un periodo di aspettativa dal lavoro in Commissariato a Torino, dove è Ispettrice, dopo che il suo bambino di cinque anni è stato ucciso in una sparatoria a seguito di un rapimento. E’ divorata dal senso di colpa per non essere riuscita a salvarlo. Si è allontanata da tutti, persino dal marito Alessandro, come se volesse autopunirsi. Il commissario Berardi riesce a convincerla a tornare al lavoro ed anche il marito, piano piano, si riavvicina alla moglie. L’Ispettrice si trova subito davanti ad un caso di omicidio e poi ad un caso di un rapimento di un ragazzino. E’ da questo momento che Cecilia inizia a ricevere delle lettere anonime allusive al rapimento del suo bambino, in cui l’autore sembra volerla sfidare. Comincia a fare anche degli incubi più insistenti nei quali sente anche la voce del figlio che la chiama. E’ come se lei stessa si sentisse coinvolta in tutta la vicenda. La situazione cambia con un terzo omicidio, questa volta di un barbone. Cecilia scopre che vicino al luogo dove era stato lasciato il corpo, venivano fatti dei rituali con simboli Celtici. I sogni sembrano guidarla verso una direzione. Scoprirà che niente nella realtà è come appare, è tutto un gioco di illusioni in cui spesso le persone hanno delle maschere per nascondere quello che sono.
Cecilia riprende il lavoro dopo il periodo di maternità.
Da cittadino sono preoccupato per la possibile imminente perdita di un’occasione importante per Mirafiori Sud.
Il padiglione ex vigili urbani di Via Morandi 10 a Mirafiori Sud è abbandonato da quando vi fu la scellerata scelta di chiudere quel presidio di sicurezza per il territorio. A maggio 2023 la Fondazione ITS Piemonte Energia (ente di formazione che realizza corsi specializzati nei settori dell’energia, dell’energia rinnovabile, della bioedilizia e dell’edilizia sostenibile) sottoscrive un contratto di locazione con ATC, gestore degli spazi del padiglione e presenta (anche al quartiere nell’ambito di un incontro da me moderato ad AmMira Festival) il suo progetto concreto: portare a Mirafiori Sud la sua sede e riqualificare interamente gli spazi abbandonati di Via Morandi 10 per realizzarvi corsi di formazione capaci di coinvolgere circa 200 allievi a stagionalità. Un progetto di significativa importanza, tanto che si presenta l’opportunità di ampliarlo attraverso una quota dei fondi messi a disposizione dal PNRR per gli ITS: 3,5 milioni di euro che l’ITS potrebbe dedicare a questo progetto. Emerge, però, l’esigenza di avere ulteriori mq da dedicare alla formazione, con la prospettiva di accogliere oltre 400 allievi a stagionalità e dare vita ad un vero e proprio campus formativo di alta specializzazione attraverso l’insediamento definitivo con investimenti a lunga scadenza. Ecco che il progetto iniziale raddoppia e si presenta come un’occasione irripetibile non solo per riqualificare questi spazi pubblici ma per portare a Mirafiori Sud nuova linfa e vitalità.
Gli spazi aggiuntivi da inserire nel progetto ITS ci sono: il secondo padiglione che si trova a fianco di quello ex vigili urbani. Spazi che vengono da tempo utilizzati quale sede del centro anziani e che diventando parte della progettualità beneficerebbero anch’essi dell’azione di riqualificazione strutturale.
A quanto pare dall’estate scorsa non si è trovata una soluzione che potesse rendere disponibili per il progetto gli spazi del secondo padiglione, trovando una nuova collocazione in quartiere per il centro anziani. Sembra che i tentativi per ora messi in campo, in particolare dalla circoscrizione, non siano andati a buon fine.
Non si tratta di mettere in contrapposizione l’importanza del centro anziani con il nuovo progetto dell’ITS, come purtroppo qualcuno in questi mesi ha tentato di fare. Si tratta di impegnarsi tutti affinchè Mirafiori Sud non perda l’occasione di accogliere questo nuovo importante progetto che potrà avere ricadute di lungo periodo sul quartiere. In quartiere ci sono moltissimi spazi abbandonati o inutilizzati che potrebbero essere messi in uso come nuova sede del centro anziani.
Conosco diversi residenti che frequentano il centro anziani, molti sono nonni e la gran parte di loro sono attenti al presente e al futuro del quartiere. Sono sicuro che potranno concordare sul fatto che questo progetto è un’opportunità da non perdere né per il quartiere né per il futuro delle ragazze e dei ragazzi che potranno formarsi grazie all’ITS.
Purtroppo il rischio di perdere questa opportunità è concreto e imminente (metà febbraio), visti i tempi stretti del PNRR e tutti i mesi passati dalla scorsa estate senza giungere ad una soluzione. Mirafiori Sud non può permetterselo: facciamo uno sforzo come comunità per trovare una soluzione nell’interesse del territorio.
Il presidente Alberto Cirio: “Un servizio che tutela i piemontesi, e soprattutto le fasce deboli”
“Un progetto di successo e un modello la cui efficacia è stata citata anche ieri, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario a Torino. Un esempio di buona amministrazione che avvicina i servizi ai cittadini, soprattutto alle fasce deboli, superando la necessità di recarsi presso gli uffici giudiziari che spesso sono lontani e di difficile accesso. È un modello replicabile per il quale il Piemonte si candida a proseguire la sperimentazione per rendere gli uffici ancora più capillari e efficienti per le nostre comunità”: è quanto dichiara il presidente Alberto Cirio riferendosi agli Uffici di Prossimità, iniziativa promossa dal Ministero della Giustizia per la cui realizzazione il Piemonte è una Regione pilota a livello nazionale.
Nell’ambito del Programma operativo nazionale Governance, cofinanziato dal Fondo sociale europeo (FSE), dal Fondo europeo di Sviluppo regionale (FESR) e dal Ministero della Giustizia, dal 2019 la Regione ha realizzato, con un investimento complessivo di oltre 3 milioni di euro, un piano che migliora l’efficienza e le prestazioni degli uffici giudiziari mediante l’utilizzo dell’innovazione tecnologica e la fornitura di un supporto organizzativo all’informatizzazione e alla digitalizzazione.
L’attivazione di Uffici di Prossimità, in collaborazione con gli enti locali e territoriali, consente infatti di delocalizzare alcune attività che prima potevano essere effettuate esclusivamente presso gli uffici giudiziari, integrando così i servizi a tutela specialmente delle fasce deboli. Si ottiene anche il risultato complementare di decongestionare le attività degli uffici giudiziari.
Il ruolo della Regione Piemonte è stato quello di definire il modello organizzativo/procedurale e il modello formativo che forniscono l’impalcatura per la diffusione su tutto il territorio di tali innovativi servizi al cittadino.
La rete del Piemonte
Si è così creata una rete dove si può ottenere aiuto e orientamento senza doversi recare presso una sede di Tribunale.
Ad oggi sono 9 i Tribunali coinvolti, 25 gli Uffici di prossimità avviati che coprono un bacino di utenza formato da circa 500 Comuni e 650.000 abitanti. I contatti sono stati finora più di 6.000, gli utenti serviti 3.500, i servizi erogati 4.350, di cui il 40% per il deposito di atti in tribunale e il 60% per informazioni e altre richieste. Gli 80 operatori presenti nel territorio a supporto del cittadino sono in grado di rispondere ad ogni richiesta grazie alle 15.000 ore di formazione e assistenza sul campo.
Attualmente le sedi sono così dislocate:
– in provincia di Alessandria ad Acqui Terme, Casale Monferrato, Spigno Monferrato e Tortona
– in provincia di Asti a Canelli, Castel Boglione e Vesime
– in provincia di Biella a Viverone
– in provincia di Cuneo ad Alba, Bra, Saluzzo e Villafalletto
– in provincia di Novara a Grignasco
– in provincia di Torino ad Avigliana, Caluso, Carmagnola, Ciriè, Moncalieri, Pinerolo, Pont Canavese, Susa e Venaria Reale
– in provincia di Vercelli a Santhià e Varallo Sesia
– nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola a Cannobio.
Indirizzi, contatti e orari di apertura sono consultabili su https://bit.ly/3HuQFvr
Cosa puoi fare in un Ufficio di Prossimità?
I servizi offerti sono numerosi e vengono erogati grazie alla collaborazione tra i Tribunali e gli enti locali.
È infatti possibile risolvere le difficoltà che spesso nascono per venire a capo di moduli, documenti, formalità sconosciute.
Inoltre si evitano code, perdite di tempo e scomode trasferte.
Puoi ricevere:
* Assistenza per la predisposizione degli atti che le parti e gli ausiliari del giudice possono redigere senza l’ausilio di un avvocato
* Supporto nella compilazione della modulistica del Tribunale di riferimento
* Informazioni e supporto sull’avvio di procedimenti davanti al Tribunale in materia tutelare
* Consulenza sugli istituti di protezione giuridica
Puoi richiedere:
* L’inoltro delle pratiche sull’Amministrazione di Sostegno
* L’autorizzazione al rilascio di documenti validi per l’espatrio per il minore
* La trasmissione di istanze al giudice tutelare
* La trasmissione delle pratiche per la nomina di un curatore speciale
Federico Montesano, nato a Monza nel 1990, si è diplomato e specializzato in Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, e ha frequentato il corso di Scenografia dell’Accademia del teatro alla Scala. Da sempre opera nel campo delle arti visive, spaziando tra pittura, disegno e installazioni, oltre che nel campo della scenografia. Ha partecipato con successo a diverse mostre, tra cui quella collettiva al museo-fondazione Luciana Matalon, e a numerosi concorsi che l’hanno visto vincitore di alcuni premi. A Milano ha esposto alla Zoia Gallery, alla galleria Spazioporpora e presso Arnaout Spazio Arte. Ha partecipato alle mostre dell’associazione culturale Circuiti dinamici ed è stato finalista al Premio Arte 2016 a Palazzo Reale di Milano. Con le sue opere ha preso parte ad eventi internazionali quali il Convegno Geometry et Fine Arts and Design Faculties-Fine Arts of the University di Porto. Ha conseguito il premio Paris Artexpo 2021 presso la galleria Thuillier di Parigi e ha preso parte alla nona Biennale di Montecarlo. In passato ha già partecipato a una mostra presso la galleria torinese Malinpensa by La Telaccia nella collettiva “In scena la natura”. Nel 2022 ha debuttato alla galleria Magenta nella personale “Cavalleresco contemporaneo”. Nel 2023, sempre alla galleria Malinpensa by La Telaccia è stato protagonista della mostra personale dal titolo “Stanze introspettive”.

Le opere di Federico Montesano trasportano lo spettatore in una dimensione onirica altamente suggestiva, in quanto capaci di cogliere l’immediatezza del tempo e di comunicare emozioni e contenuti di vera intensità poetica che coinvolgono interamente il fruitore della sua arte. Le sue vedute paesaggistiche, dalla “Tematica” a “Transito metafisico” di chiara valenza simbolica, oltrepassano la realtà andando al di là del soggetto, per rappresentare l’essenzialità, la spiritualità e il grande mistero dell’esistenza. L’artista Federico Montesano si dedica ad un ampio progetto che comprende anche i disegni su carta e le opere in plexiglass, dimostrando sempre una accurata analisi sia nella resa formale sia negli effetti scenici e strutturali. Le tematiche “Oltre lo spazio fisico” e “Racconto introspettivo” fanno emergere una propria individualità e una rinnovata espressività che si traducono nei materiali quali la tela, la carta, l’acrilico, la garza e il plexiglass. Tutti in grado di mettere in rilievo la sua ricerca e il suo rigoroso impegno.

Tra natura e concetto si respira un silenzio universale in cui la terra, a volte inaridita da sole, priva di vegetazione o presenza umana, emette un’azione dinamica della luce di notevole elaborazione, capace di scandire l’immagine di un valore sentimentale e di un vedutismo scenografico unico e personale. Questo dimostra una sua alta manualità e intellettualità. La solarità atmosferica, accentuata da bagliori e dettagli di pennellate incisive dal forte tonalismo riescono a creare un gioco da cui nasce un contrasto vivace di cromatismi di rara narrativa pittorica. Le accentuazioni luministiche e la spazialità del segno si diffondono in uno scenario di alta qualità estetica e di solida modalità tecnica. Colore, luci e ombre sono ben calibrati nell’opera e generano caldi riflessi cromatici in cui i gialli e i colori ocra fanno da contrappunto, nell’opera, con il blu del cielo, definendo il suo percorso ricco di studio e di coerenza. Ogni sua opera è avvolta da una soluzione straordinaria dal punto di vista formale, che assume un diverso impatto visivo e si carica di una notevole forza vitale. Si tratta di una realtà affascinante interpretata con un preciso stile compositivo, in cui la pittura diventa un puro stato d’animo e esprime una sensibilità diffusa.

Gli accordi armonici, il senso volumetrico, l’ampiezza prospettica vengono alimentati da una ricerca ininterrotta che si concretizza in un risultato artistico tangibile che è sempre capace di comunicare, nel fruitore, delle emozioni. I movimenti della luce, che nell’opera di Montesano si accendono di una vibrazione assolutamente unica, svelano una pittura intrisa di effetti chiaroscurali magistrali, dall’ampia risonanza e dal forte impatto emotivo. La natura, maestosa nelle sue opere, si sublima di una forza descrittiva e di una evidente simbologia, diventando spazio dell’anima e inserendosi in una struttura pittorica vibrante di grande rilievo estetico e emotivo. L’originalità dell’arte di Federico Montesano consiste, quindi, nella fluidità della materia ad acrilico su tela, nei toni preziosi del colore e nella strutturazione del disegno, capaci di accendere la sua opera di emozioni.
Galleria Malinpensa by La Telaccia, C.so Inghilterra 51, Torino
Orario: 10:30/12:30 – 16:00/19:00
Contatti: 011 5628220
Mara Martellotta






Sabato 3 febbraio alle 20.45 nella Chiesa della Piccola Casa di Torino
Sabato 3 febbraio 2024 alle ore 20.45 nella Chiesa della Piccola Casa di Torino (via Cottolengo 12) si terrà il concerto del Quartetto d’archi Viotti ensemble – Paolo Giolo (Violino), Marco Lamberti (Violino), Alberto Giolo (Viola) e Giacomo Berutti (Violoncello).
Ingresso ad offerta libera.
Il ricavato sarà devoluto a favore del progetto “Un volto nuovo al Day Hospital oncologico” dell’Ospedale Cottolengo che ha lo scopo di dare un’accoglienza calorosa alle pazienti e rendere più confortevoli gli ambienti dove si effettuano le terapie.”
cfr: https://www.cottolengo.org/2024/01/12/concerto-darchi-per-il-progetto-un-volto-nuovo-al-day-hospital-oncologico/?fbclid=IwAR0qqS_sSskXTJamS7rcGsWY1Cvb_iAINKH7wNJdT501i-ApJNbFU4k-1Us
Cottolengo Cottolengo news Ospedale Cottolengo
Si chiama Sgarbuglio lo sportello nuovo punto di riferimento per il sostegno e la tutela economica e legale per persone con disturbo da gioco d’azzardo e per i loro familiari.
La sede è nei locali di Città metropolitana di Torino in corso Inghilterra 7 a Torino; la AslTo3 è capofila del progetto regionale, finanziato attraverso il Piano per il contrasto al gioco d’azzardo patologico di Regione Piemonte.
Il servizio è rivolto ai pazienti residenti nel territorio metropolitano torinese.
Sgarbuglio è gestito dal personale sociale ed educativo dei servizi per il gioco d’azzardo piemontesi e lavora in rete con gli uffici giudiziari competenti, si avvale della consulenza di un avvocato, un commercialista e un giurista esperto per offrire un supporto professionale specifico e individualizzato, ai singoli e alle famiglie coinvolte nelle drammatiche conseguenze del gioco d’azzardo.
Se ne è parlato durante un seminario rivolto agli amministratori di sostegno: “dobbiamo creare una rete istituzionale per tutelare il patrimonio delle persone, economico e relazionale” h adetto la consigliera metropolitana Valentina Cera aprendo i lavori.
Per accedere al servizio Sgarbuglio è necessario rivolgersi agli ambulatori per il trattamento del Disturbo da Gioco d’Azzardo presso la propria Asl di competenza: l’accesso è gratuito e non è richiesta l’impegnativa del medico di medicina generale.
#giocodazzardo #giocodazzardopatologico
Nei giorni scorsi è stato approvato in Sala Rossa un documento (prima firmataria, Elena Apollonio) sulla promozione dell’educazione alla sicurezza stradale. L’ordine del giorno ricorda tra l’altro come una mozione del Consiglio comunale del novembre 2022 abbia impegnato la Città a portare il limite di velocità a 30 km/h e a proclamare Torino “Città 30 all’ora”. È quello approvato di recente è un nuovo documento che va nella stessa direzione. Inoltre, sottolinea come l’anno scorso si siano verificati in città 4132 incidenti stradali, con 22 persone decedute e 2755 ferite.
All’Amministrazione si richiede la promozione di ulteriori azioni ed interventi a sostegno della sicurezza stradale. Fra i provvedimenti portati ad esempio, la realizzazione della Città 30 all’ora, così come avvenuto a Bologna non senza polemiche. Poi, il monitoraggio degli attraversamenti con scarsa visibilità, l’adeguamento dei limiti di velocità alle condizioni di visibilità, la creazione di isole salvagente al centro delle carreggiate “ed ogni utile azione e iniziativa che favorisca la cultura della sicurezza stradale del pedone”.
Inoltre, all’esecutivo di Palazzo Civico si chiede di sollecitare la Regione Piemonte, di concerto con Amministrazioni comunali e Ufficio Regionale Scolastico (coinvolgendo inoltre le Associazioni per la mobilità ciclabile e sostenibile), a un investimento straordinario sull’educazione dei giovani, in particolare studenti degli ultimi due anni delle scuole medie superiori. Occorre inoltre, sottolinea il testo approvato in aula, una sensibilizzazione a larga scala per combattere le cause delle morti, quali eccesso di velocità, uso dei telefonini e distrazione, guida sotto gli effetti dovuti all’assunzione di bevande alcoliche o droghe.
Presso il centro sportivo Bottagino sul fiume Adige, tutte le squadre partecipanti avranno modo di perfezionare la tecnica e resistenza nelle discipline di discesa e slalom. Il raduno permette a tutti di confrontarsi e vedere la propria crescita agonistica sotto la guida attenta del direttore tecnico federale Paolo Benciolini. Tecnica tra le porte, percorsi lunghi e prove di qualifica saranno al centro di due giorni impegnativi ma necessari per arrivare pronti ai campionati assoluti italiani e le qualifiche per europei e mondiali che si terranno a Ivrea nel mese di maggio.
Nicolò e Matteo Balma, Davide Montaldo, Viola Gambella, Lorenzo Guenno, Stefano Gambella, Enea Beltrando, Alessandra Conti, Leonardo Ferraris e Elia Ciardullo sono gli atleti convocati per il raduno scaligero. Dieci ragazzi guidati dal tecnico Guglielmo Piatti e suddivisi in tre equipaggi con una collaborazione tutta al femminile con il Saluggia.
Matteo Cerrano, diretto tecnico del centro: “dopo il raduno a Ivrea nei primi giorni di gennaio, andiamo a Verona per affinare la tecnica e lavorare sull’equipaggio al fine di perfezionare la sintonia tra gli atleti. Sarà importante lavorare come squadra e costruire il giusto percorso per meritarci la maglia azzurra nelle selezioni di questa primavera”.
Ivrea Canoa Club
Debutterà martedì 30 gennaio al teatro Carignano di Torino, alle 19.30, ‘Nozze di sangue’ di Federico Garcia Lorca, per l’adattamento e la regia di Lluis Pasqual. In scena, accanto a una straordinaria Lina Sastri, Giacinto Palmarini, Giovanni Arezzo, Alessandra Costanzo, Ludovico Caldarera, Roberta Amato, Floriana Patti, Gaia lo vecchio, Alessandro Pizzuto, Sonny Rizzo, Elvio la Pira e insieme ai musicisti Riccardo Garcia Rubi (chitarra) Carmine Nobile (chitarra), Gabriele Gagliarini(percussioni). La coreografia è di Nuria Castejon, le scene sono di Marta Crisolini Malatesta, i costumi di Franco Squarciapino, le luci di Pascal Merat.
Lo spettacolo è coprodotto dal teatro Stabile di Catania, teatro Stabile di Torino, Teatro Nazionale, Teatro di Napoli, Teatro nazionale e Teatro Biondo di Palermo e resterà in scena per la stagione del teatro Stabile in abbonamento fino a domenica 11 febbraio prossimo.
Nel dramma di Garcìa Lorca solo uno dei personaggi ha un nome, gli altri sono ruoli, funzioni sociali, archetipi di una società chiusa e violenta, in cui le passioni sono soffocate nel sangue. Limitazioni alla libertà personale, sessismo, clima opprimente e repressivo non erano estranei al poeta e drammaturgo spagnolo, destinato a una tragica fine tre anni dopo il debutto dell’opera. Essa risulta ispirata a un vero fatto di cronaca, e questa storia datata 1943 è diventata un urlo contro qualsiasi convenzion nel campo dell’amore, un grido di libertà nel seguire le proprie passioni che bruciano due cuori e due corpi in una stessa fiamma.Lluis Pasqual, massimo esperto vivente di Lorca, realizza una contaminazione tra prosa, danza e canto, basandosi sulle eccentriche capacità di Lina Sastri.
“Nozze di sangue – spiega Lluis Pasqual – rappresenta uni dei titoli più folgoranti della storia del teatro del Novecento europeo e altro non è che un fatto di cronaca di vita raccontato da un poeta. A pochi chilometri da Granada, in una campagna secca, la sposa fugge con un lontano parente. Lo sposo, tradito, li insegue con un gruppo dei suoi e il tutto finisce a coltellate e morti. La notizia appare sui giornali e nella mente del poeta questa storia vera compie un viaggio profondo e scuro. Il ‘suo’ racconto dei fatti diventa un urlo contro qualsiasi convenzione nel campo dell’amore e un grido di libertà nel seguire la passione che brucia due corpi e due cuori nella stessa fiamma. Nel corso del racconto Garcia Lorca crea due personaggi enormi, due vittime, due donne, la fidanzata e la madre. Quelle che restano e che dovranno trascinarsi a vita il dolore e le ferite causate da questo cainismospagnolo, fratello contro fratello divisi fino alla morte.
La frase materna “Qui adesso ci sono due bande, tu con i tuoi, io con i miei” non faceva altro che annunciare la disumana guerra civile che di lì a poco sarebbe scoppiata in Spagna. Poi il poeta è morto, la guerra è passata, sono trascorsi tanti anni e, in una piccola parte del mondo occidentale, la donna ha conquistato quella libertà per la quale il poeta si era battuto. La metafora sulla passione e sull’amore, che Garcìa Lorca ha fatto diventare immortale in questo testo bruciante, è ancora molto viva e attuale in tante civiltà che non appartengono alla nostra cultura europea. Ed è, senza dubbio, anche dentro le nostre frontiere piene di intolleranza e di odio. E queste parole le scrivo mentre in Europa viviamo la più irrazionale guerra della storia dell’uomo. Quanti volti si spose e di madri abbiamo visto in televisione? Come quelli che ha sognato Lorca. Non è un caso che abbia scelto, come in tante sue opere, la donna, la vittima per mostrare la violenza degli uomini. Il poeta, ancora una volta, guarderà dalla parte dellevittime, la sposa, la madre.
Isabel Garcia Lorca, la sorella di Federico, mi ha raccontato che nel momento in cui Lorca scriveva ‘Nozze di Sangue’ erano a Granada, a la Huerta de san Vicente, la bella casa dove trascorrevano l’estate. A Federico era arrivato un disco di una cantata di Bach che faceva suonare al grammofono e che ascoltava ossessivamente per ore tutti i giorni finché un giorno glielo hanno nascosto.
In ‘Nozze di sangue’ c’è tanta musica scritta anche da lui, che è stato un grandissimo musicista. Una musica che non è Bach, ma ha una sua geometria. Proviene piuttosto dal “cante jondo” che vuol dire canto scuro e profondo, che è una variante del flamenco. Questa musica, presente nel testo, scorre come un fiume scuro e bisogna farla sentire perché riempie il suo corpo, la sua anima, il suo orecchio in una terra secca circondata dal mare. Nel Meridione della cosiddetta civiltà. In Andalusia come in Sicilia non vi è grande differenza.
Nozze di sangue di Federico Garcia Lorca
Teatro Carignano piazza Carignano 6, Torino
30 gennaio-11 febbraio 2024
Mara Martellotta