ilTorinese

Gianduja e Giacometta in visita a Palazzo Lascaris

Anche quest’anno si è rinnovato a Palazzo Lascaris l’appuntamento con le maschere della tradizione piemontese e torinese in particolare. Gianduja e Giacometta dell’associazione Famija Turinèisa, guidata dalla presidente Daniela Piazza, sono state accolte dal presidente del Consiglio regionale Davide Nicco e dal consigliere segretario Fabio Carosso per uno scambio di saluti in occasione dell’avvio delle settimane di festeggiamenti del Carnevale.

Nicco e Carosso si sono congratulati con i due personaggi e con l’associazione per l’attività culturale svolta, fortemente radicata nell’identità piemontese.

Gianduja, impersonato da Marco Raiteri, e la moglie Giacometta, interpretata da Tina Scavuzzo, hanno raccontato alcune curiosità sulle origini ottocentesche delle loro maschere, rilanciate poi dalla Famija Turinèisa cent’anni fa quali alfieri del folclore piemontese. Gianduja ha intrattenuto i presenti con alcuni aneddoti, come quello riferito al cioccolatino gianduiotto che, oltre a prendere il nome dalla maschera, si ispira nella forma alla sezione trasversale del suo caratteristico copricapo a tricorno.

Ufficio stampa CRP

Tra scrittura e montaggio, il grande mondo della Scuola Holden è rivolto al futuro

La vita si mette in scena da sola. È questo che bisogna osservare” è la frase di Agnès Varda (la regista di Cléo dalle 5 alle 7, di Sans toit ni loi, di Garage Demy) che campeggia in questa nuova sala, dai caldi toni arancio, a lei dedicata e ricavata dal rimaneggiamento degli ambienti della Scuola Holden, meno uffici più aule per gli studenti, quegli stessi studenti che – dice Alberico Guerzoni, da un anno direttore generale del Polo Education Feltrinelli – sono in quelle aule “per aiutare, per migliorare il mondo del futuro”, nume tutelare di sempre Alessandro Baricco, inteso come stella polare o come un faro che guida il generale orientamento. Più che un laboratorio di idee, una fucina di novità e contenuti, un far apprendere sotto forme alte, “insegnare a raccontare le storie partendo da una contaminazione di vari linguaggi”, è il pensiero avvolto d’entusiasmo di Martino Gozzi, nelle vesti di Direttore didattico, capace di rappresentare il tutto come un grande quanto significativo “gioco”, una sorta di vita scolastica tipo giardini medicei di San Marco, la scuola vissuta, in una piò o meno intensa giornata, come un festival continuo, un alternarsi di lezioni dove apprendere a inventare nuove storie e poi un panino per l’intervallo e poi quelle sedie di legno – leggi vecchi cinema di periferia, il profumo di un tempo, mai troppo lodati alla faccia delle comodità, e oggi scomparsi, un vecchio cinema paradiso della memoria – proprio della Sala Varda per riflettere su titoli che hanno fatto la storia, su cicli (dal primo marzo, cinque titoli ognuno, il primo curato dal signor preside, altri nomi a seguire, dal lunedì al venerdì, con ferreo orario scolastico dalle 9 del mattino) che cambieranno di mese in mese.

In questo anno accademico 2026/27, accanto ad Academy Scrivere che ha avuto il proprio input ormai sei anni fa, nasce Academy Cinema, tre anni in egual misura pronti a sfociare in una laurea triennale al Dams, un percorso triennale focalizzato sulla sceneggiatura e sulla narrazione per immagini, l’intento quello di “formare gli sceneggiatori del futuro, autori versatili e sfaccettati”, profondamente consapevoli di quanto la loro professione stia alla base della settima arte – usciamo personalmente dall’ultimo Joachim Trier e ci rendiamo conto una volta in più quanto ogni attimo, il peso di ogni singola parola, l’accenno abbandonato e richiamato a nuova forza meritino un’attenta scrittura. La Scuola Holden, in questo percorso, non vuole certo essere un’isola felice chiusa nel proprio bozzolo, vuole dialogare con le grandi realtà pubbliche, dal Museo Nazionale del Cinema al Torino Film Festival, dal TorinoFilmLab alla Film Commission Torino Piemonte, in un lavoro costante, di riflessi, di specchi, di sguardi costruttivi.

Un lavoro, amplificato, che sta nelle parole di Annalisa Ambrosio, Direttrice didattica Academy, quando parla di un piano di studi, dove coabitano il corso di sceneggiatura come pure le tecniche di montaggio e la narrazione, il sound design e e i linguaggi diversi televisivi, i mestieri legati alla produzione cinematografica e all’industria dell’audiovisivo, con un lavoro in classe che sarà per la maggior parte pratico e collettivo.Tre sinora i maestri di Cinema confermati, Davide Serino, “maestro di Sceneggiatura”, già candidato al David di Donatello per Esterno notte di Bellocchio, a cui si devono tra l’altro le serie 1992 e 1993 come M – Il figlio del secolo, regista Joe Wright e interprete Luca Marinelli, Adriano Valerio che sarà “maestro di Sguardo” e Andrea Campajola, autore della colonna sonora del documentario Cercando la grande bellezza di Gianluca Jodice sul film di Sorrentino. Come saranno da tenere sotto una lente di ingrandimento il biennio in tecniche della narrazione “Original”, il rinnovamento del percorso “Fondamenta” in otto weekend e di corsi brevi del “General Store” e la creazione dei “Master semestrali: nonché quei progetti speciali che prendono il nome di “Gettoni”, omaggiando la collana editoriale pensata dal binomio Calvino/Vittorini negli anni Cinquanta all’interno dell’Einaudi, antico raccoglitore di quelle opere di giovani letterati contemporanei, soprattutto italiani, ai quali s’offriva la conoscenza al pubblico come la valorizzazione di un personale lavoro.

La stagione 26/27 vedrà anche una più profonda attenzione al diritto allo studio, con le molte facilitazioni per il pagamento delle rette, laddove il costo annuale cambierà in base a tre fasce di reddito: le borse di studio, che saranno assegnate a ogni data dei test d’ammissione, sono passate da 64 a 88 in totale, 44 per chi frequenterà Academy e altrettante per chi s’affiderà a Original. Come nell’assegnazione delle borse la Holden terrà conto di eventuali disabilità, per cui chi l’ha documentata superiore al 66% potrà ottenere un’esenzione parziale della retta. Altra importante novità le sei borse di studio che copriranno il 100% della retta, che si avvalgono di un importante partenariato non soltanto a livello locale, come la Città di Torino, il Salone Internazionale del Libro di Torino, la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Netflix e Fandango e che saranno assegnate durante le sezioni di test fa marzo a maggio. Il prossimo autunno vedrà l’inizio di tre nuovi Master semestrali: sul lavoro editoriale in comunione con Feltrinelli Editore, sulle “narrazioni per il digitale” che vedrà l’utilizzo degli strumenti digitali e in particolare l’AI e sullo “scrivere per la tv”, con la collaborazione dell’autrice televisiva Katiuscia Salerno e con la società di produzione Blu Yazmine.

Nei festeggiamenti – nuovi indirizzi, nuovi corsi, altre nuove sale come la Kubrick e la Dottor Zivago – si inizia alle 18, come per i successivi appuntamenti, di oggi pomeriggio con una tavola rotonda attorno a cui siederanno il regista Nicolangelo Gelormini (che ha scritto la sceneggiatura con Benedetta Mori, già allieva della Holden) e gli interpreti Valeria Golino e Saul Nanni per parlare del film La Gioia” – l’omicidio della professoressa Gloria Rosboch di Castellamonte, nel torinese, da parte di un suo ex allievo di cui si era invaghita -, in uscita domani sugli schermi, il 20 febbraio, con la collaborazione del Lago Film Fest – Piattaforma Lago, interverrà il regista Francesco Sossai, autore di quella Città di pianura che è stato campione d’incassi e di passaparola soprattutto, con un incontro dal titolo “I bar del cinema”, il 3 marzo Margherita Vicario, artista poliedrica, attrice cantautrice e regista, tre David di Donatello per Gloria!, con “Nascita di un’idea”, il 13 aprile la presenza di Francesco Piccolo – esempio tra i più perfetti di contaminazione, sceneggiatore e scrittore, suoi recenti successi La Storia della Archibugi e La bella confusione su quel 1963 che vide il duplice set di due capolavori, del “Gattopardo” e di “8 e mezzo”, la Cardinale a mutare d’abito e di prospettive, di pagina scritta e di sogno – che partirà da Flaubert e da “Madame Bovary si accostò al camino”. In finale di stagione, a maggio, l’arrivo del regista francese Michel Gondry, recente “Stella della Mole”, acclamato autore di Se mi lasci ti cancello, che in occasione di una retrospettiva omaggiatagli dal Museo del Cinema darà spazio a un laboratorio di dieci giorni, tutti cinematografici naturalmente: piccoli gruppi di persone avranno la missione di scrivere, girare, montare e proiettare il loro cortometraggio in un tempo record di tre ore, occasione altresì per dare vita a quattordici set, costruiti con materiali di recupero, la carrozza di un treno, un ufficio, una camera da letto, una discoteca, una stazione di polizia, una prigione. Prenderà corpo “L’Usine de Films Amateurs”, anche negli spazi della Holden, un’occasione che ha già fatto tappa in 22 città di 14 paesi del mondo e che come in una grande avventura ha coinvolto 65.000 partecipanti, portando alla realizzazione di 5.000 film.

Elio Rabbione

Nelle immagini, l’insegna della nuova sala Agnès Varda, lo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo (credits Musacchio Ianniello&Pasqualini), una scena de “La Gioia” (credits Maria Vernetti), il regista Michel Gondry (credits Ariane Rousselier)

Asse Torino-Lione, avanti sul tratto Avigliana-Orbassano: opera da 3 miliardi

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Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS), in accordo con il Commissario straordinario Calogero Mauceri, ha convocato oggi la Conferenza dei Servizi per l’approvazione del progetto definitivo della tratta Avigliana–Orbassano dell’asse ferroviario Torino-Lione.

Alla Conferenza sono stati invitati i sindaci degli undici Comuni coinvolti dall’intervento, oltre ai rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero della Cultura, del Ministero della Difesa, della Regione Piemonte, della Città Metropolitana e degli enti gestori delle interferenze infrastrutturali.

All’incontro hanno preso parte anche la vicepresidente della Regione Piemonte Elena Chiorino, l’assessore regionale alle Infrastrutture Strategiche Enrico Bussalino, il vicesindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo, insieme ai rappresentanti di RFI e FS Engineering (Gruppo FS).lione

Il progetto si inserisce nel quadro del completamento del Corridoio Europeo Mediterraneo della rete TEN-T e punta a favorire il trasferimento del trasporto merci dalla gomma alla ferrovia, oltre allo spostamento del traffico merci dalla linea storica alla nuova infrastruttura. L’intervento è destinato a produrre effetti anche sul Servizio Ferroviario Metropolitano torinese.

Il progetto definitivo della tratta nazionale Avigliana-Orbassano bivio Pronda prevede la realizzazione di una nuova linea in variante lunga complessivamente 24 chilometri, con arrivo allo scalo merci di Orbassano.

Il tracciato include un attraversamento in galleria naturale di circa 8 chilometri sotto la Collina Morenica, seguito da una galleria artificiale di circa 4 chilometri. La linea prosegue poi con un tratto allo scoperto che consente l’ingresso e l’attraversamento dello scalo di Orbassano, fino al collegamento con la linea esistente di accesso al nodo ferroviario di Torino.

Il costo complessivo aggiornato dell’opera è stimato in circa 3 miliardi di euro, dei quali risultano già finanziati 827 milioni.

Nel corso della Conferenza dei Servizi, i soggetti coinvolti potranno esprimere pareri, segnalare eventuali criticità, formulare prescrizioni e proporre possibili modifiche progettuali.

La progettazione ha già ottenuto il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, mentre è in fase di approvazione la Procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Al termine dell’iter autorizzativo, RFI potrà avviare le attività necessarie per le procedure negoziali, subordinatamente alla copertura finanziaria completa dell’intervento.

Una tonnellata e mezza di rame e metalli “sospetti”: due arresti

Un cittadino albanese di 40 anni, arrestato per furto aggravato.

Alle prime ore del mattino, percorrendo via Stampini, gli agenti della Squadra Volante notavano un furgone che alla vista della volante aumentava la velocità invadendo la corsia di marcia opposta e superando diversi incroci con il semaforo rosso prima che gli agenti riuscissero ad arrestarne la corsa e a fermare il cittadino rumeno alla guida. All’interno del veicolo, gli agenti trovavano una tonnellata e mezza di metalli di dubbia provenienza e due targhe di veicoli francesi.

Solo poche ore dopo, gli agenti del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna intervenivano in un cantiere di via Verolengo dove l’attenzione dei poliziotti veniva attirata da un furgone parcheggiato nei pressi del cantiere, ma con il motore acceso. All’interno un cittadino albanese di quarant’anni che veniva prontamente bloccato dai poliziotti. Occultati nel mezzo vi erano 5 bobine di rame del valore complessivo superiore ai 25.000 euro. A seguito di accertamenti, è emerso che il quarantenne era un dipendente di una ditta che operava nel cantiere.

I procedimenti penali si trovano attualmente nella fase delle indagini preliminari e vige, pertanto, la presunzione di non colpevolezza degli indagati, sino alla sentenza definitiva.

CPR, AVS-SE: Ci stringiamo alla famiglia di Moussa

I CPR sono buchi neri del diritto, vanno chiusi.

“I nostri pensieri vanno innanzitutto alla famiglia di Moussa, a partire dal fratello Thierno, che in questi anni di processo è stata accolta a Torino da una rete solidale sempre più ampia. Una rete che, proprio a partire da quella terribile vicenda, sta lanciando un messaggio chiaro: nelle nostre città non dovrebbero esistere buchi neri del diritto come i CPR, che calpestano la dignità delle persone solo perché straniere. La sentenza di primo grado sul suicidio di Balde nel CPR di Torino conferma – al di là delle singole responsabilità penali, da accertare nei tre gradi di giudizio – che il sistema CPR e il fermo amministrativo dei migranti sono una vergogna di Stato. In quei luoghi peggiori delle carceri vengono reclusi, contro le stesse previsioni normative, soggetti con vulnerabilità psicologiche e fisiche che non dovrebbero essere sottoposti a quelle terribili e ingiustificate condizioni di detenzione, origine di un numero altissimo di atti di autolesionismo e anticonservativi. L’autunno scorso il Consiglio di Stato ha evidenziato che gli attuali capitolati d’appalto per la gestione dei CPR sono inadeguati dal punto di vista di sanitario. Per questo, dal Consiglio Regionale, abbiamo inserito nel Piano socio-sanitario la previsione che le ASL aumentino le verifiche sulle condizioni di detenzione e sullo stato psico-fisico delle persone trattenute. Eppure, il Governo Meloni tira dritto sulle politiche punitive nei confronti dei migranti, dall’esportazione in Albania dell’arcipelago-CPR al blocco navale imposto mentre nel Mediterraneo si cercano mille dispersi. Un orrore senza fine” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi (fra i testimoni della difesa), la Capogruppo di AVS in Regione Piemonte, Alice Ravinale, e la Capogruppo al Comune di Torino di Sinistra Ecologista, Sara Diena.

Askatasuna, il Consiglio impegna la Regione a costituirsi parte civile

Dopo un lungo dibattito, l’aula consiliare nella seduta del 10 febbraio ha approvato quattro ordini del giorno presentati dai gruppi di centrodestra, relativi ai gravi fatti di violenza che si sono verificati a Torino nelle ultime settimane ad opera del centro sociale Askatasuna. Tutti gli atti di indirizzo sono stati votati con i soli voti della maggioranza.

I primi tre presentati rispettivamente da:  Carlo Riva Vercellotti “n.573 Condanna dei fenomeni eversivi di piazza verificatisi a Torino in occasione della manifestazione per Askatasuna e impegni conseguenti per la tutela dell’ordine pubblico e delle forze dell’ordine”, Fabrizio Ricca “n.571 Solidarietà alle Forze dell’ordine e ai giornalisti aggrediti durante la manifestazione del 31.01.2026 a Torino” e da  Sergio Ebarnabo “n.412 Costituzione della Regione Piemonte quale parte civile nei procedimenti relativi a manifestazioni degeneranti in  violenze e danneggiamenti”, impegnano  la Giunta regionale, a costituirsi parte civile nei procedimenti giudiziari che saranno avviati in relazione ai gravi fatti accaduti nella giornata del 31 gennaio, nei pressi dell’edificio sgomberato in corso Regina Margherita a Torino dalle forze dell’ordine nel mese di dicembre, occupato abusivamente per 30 anni dal centro sociale Askatasuna.

Gli atti di indirizzo prevedono altresì che la Regione Piemonte esprima al Governo ed al Parlamento la sollecitazione perché venga adottato con la massima urgenza il decreto sicurezza e vengano rafforzati gli strumenti di tutela penale delle forze dell’ordine. Gli Odg approvati, impegnano inoltre la Giunta a garantire che nessuna risorsa regionale, diretta o indiretta, possa essere destinata a soggetti, associazioni o realtà coinvolte in atti di violenza o in condotte incompatibili con i principi di legalità, sicurezza pubblica e rispetto delle istituzioni.

L’ultimo ordine del giorno approvato, primo firmatario Roberto Ravello “n.527 “Ferma condanna delle intimidazioni e delle violenze antagoniste presso l’Università degli Studi di Torino. Solidarietà istituzionale alla Rettrice, al Senato accademico, agli studenti e all’intera comunità universitaria”, impegna la Giunta regionale ad esprimere formalmente alla Rettrice e agli organi di governo dell’Università di Torino, la vicinanza del Consiglio regionale e della Regione Piemonte e il sostegno alle decisioni assunte a tutela della sicurezza e della legalità e a promuovere ogni iniziativa utile affinché le Università piemontesi possano operare in condizioni di serenità, sicurezza e piena autonomia, contrastando con determinazione ogni forma di violenza, intimidazione o occupazione abusiva.

Durante la discussione generale iniziata la scorsa settimana, i molti consiglieri intervenuti hanno tutti condannato le violenze ed espresso solidarietà alle forze di polizia

Tra le fila della maggioranza, i gruppi di Fratelli d’ItaliaLega e Forza Italia hanno sottolineato come la stessa Askatasuna abbia rivendicato il fatto che non ci sia stato alcun infiltrato e che abbia scelto deliberatamente lo scontro, alimentando violenze a cui hanno partecipato soggetti appartenenti a circuiti antagonisti violenti, rispetto ai quali ogni forma di dialogo democratico risulta impraticabile. Pertanto, l’auspicio è che tutte le forze politiche, a ogni livello istituzionale, assumano una posizione chiara, esplicita e senza ambiguità di condanna dei fatti accaduti, respingendo qualsiasi tentativo di giustificazione o legittimazione politica della violenza.

Le opposizioni nello stigmatizzare le violenze perpetrate alla fine della manifestazione contro le forze di polizia, hanno criticano però un’eccessiva strumentalizzazione mediatica dei gravi fatti avvenuti a margine del corteo. Il Partito Democratico ha invitato ad abbassare i toni e a fare rientrare le discussioni in aula in un alveo più istituzionale e meno rivendicativo, con l’auspicio che il Governo stanzi maggiori risorse per le forze dell’ordine sia in termini di organici che in dotazioni per combattere la criminalità. Alleanza Verdi Sinistra ha rigettato l’accusa di partito violento, rivendicando il diritto a manifestare il legittimo dissenso in modo pacifico e ha difeso il percorso che aveva strutturato il Comune di Torino per riportare alla legalità l’immobile di corso Regina Margherita. Il Movimento 5 Stelle, infine, punta il dito contro il Ministro degli Interni Piantedosi, chiedendone le dimissioni, “colpevole di non essere capace di gestire l’ordine pubblico durante le manifestazioni di piazza”.

Uffico stampa CRP

Presentato il report d’impatto quadriennale sulle attività di Fondazione AIEF

AIEF IMPACT

Oltre 165 tra questionari e interviste confermano il successo del modello promosso da Fondazione AIEF, sostenuto da oltre 50 imprese del territorio e dalla Fondazione Sviluppo e Crescita CRT: a fronte di 1,4 milioni di euro raccolti, il valore economico restituito supera i 4 milioni. Il 79% dei beneficiari dichiara un netto miglioramento della qualità della vita.

TORINO – Fondazione AIEF presenta “AIEF Impact 2022-2025”, il report quadriennale che misura i risultati sociali ed economici prodotti dalla trasformazione in poli di comunità e innovazione sociale degli spazi abbandonati del Centro AIEF a Mirafiori Sud e del Castello di Lucento. Sono stati raccolti e investiti 1,4 milioni di Euro, che hanno generato un impatto sociale ed economico complessivo superiore a 4 milioni di Euro, attivando 12 progetti sociali, che ogni anno accolgono centinaia di beneficiari, e creando 25 posti di lavoro.

Il modello di Fondazione AIEF si basa sulla collaborazione partecipata di una rete di soggetti pubblici, privati e del terzo settore, con l’obiettivo di abilitare progetti di economia sociale sostenibile. La Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, ente impact oriented della Fondazione CRT, ha sostenuto fin dalla nascita il modello di rigenerazione AIEF, anche attraverso il monitoraggio dei progetti e dei processi.  Il modello AIEF è riconosciuto come buona pratica nazionale ed europea, segnalato nel 2024 dal Philea Forum e nel 2025 dalla Commissione Periferie della Camera dei Deputati e dal Future4Cities di Torino.

L’esperienza di questi quattro anni di intensa implementazione di attività e ascolto del territorio è raccolta ed elaborata nel report “AIEF Impact 2022-2025”, frutto del sostegno di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e della Fondazione Cottino, in collaborazione con Cottino Social Impact Campus e CeVIS – Centro di Competenze per la Valutazione e Misurazione dell’Impatto. La rilevazione, condotta tra marzo e dicembre 2025, si è basata su 165 questionari e decine di interviste qualitative a beneficiari e stakeholder, analizzando sei ambiti di impatto.

“Dietro ogni numero e ogni parola ci sono volti, fragilità accolte e autonomie ritrovate”, commenta Tommaso Varaldo, presidente di Fondazione AIEF. “AIEF Impact 2022-2025 non racconta solo i progetti realizzati, ma le relazioni costruite, le comunità rafforzate e le speranze accese. Il nostro impegno dimostra che investire nelle persone e nella cura dei luoghi significa generare valore duraturo e opportunità di crescita”, conclude.

La Fondazione AIEF è stata fondata nel 2021 da Tommaso Varaldo, grazie alla donazione delle opere d’arte di Eugenio Bolley, e si dedica al sostegno delle persone fragili e alla promozione di comunità inclusive e solidali nella Città di Torino.

“La mission di Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, fin dalla sua nascita nel 2007, è rivolta agli investimenti a impatto sociale, con un notevole impegno nella rigenerazione territoriale, anche attraverso lo strumento imprescindibile del monitoraggio e della misurazione dell’impatto prodotto”, afferma Cristina Di Bari, Presidente della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT “Il processo seguito da Fondazione AIEF nella costruzione dei progetti illustrati nel report, rappresenta un modello di economia sociale affine alle logiche dell’impact investing che ci contraddistinguono, in particolare per la capacità di generare valore economico e sociale a beneficio di tutti.”

GLI SPAZI URBANI RIQUALIFICATI E LE PERSONE ACCOLTE

Da Mangianuvole Caffetteria Sociale, progetto di formazione e inserimento lavorativo per giovani con disabilità, al Centro Diurno del Castello di Lucento che accoglie minori con psicopatologie in rete con le neuropsichiatrie infantili del territorio, all’orto didattico con i percorsi di autonomia, al Centro Diurno di Mirafiori per la prevenzione delle malattie neurodegenerative, alla Cartoleria Sospesa che ogni anno raggiunge oltre 500 bambini della città. Sono alcuni dei dodici progetti della Fondazione che ogni giorno trovano sede al Centro AIEF di Mirafiori e al Castello di Lucento, quest’ultimo concesso da IpI SpA in comodato ad AIEF e ristrutturato grazie alle donazioni raccolte da oltre 50 aziende e fondazioni del territorio. Due luoghi che fino a pochi anni fa erano abbandonati e oggi sono poli di comunità e innovazione sociale, riconosciuti come Centri di Protagonismo Giovanile dalla Città di Torino. Nei primi quattro anni di attività hanno accolto 219 minori con fragilità, 512 persone vulnerabili, 1.650 bambini in povertà economica, 3.800 studenti in percorsi educativi e oltre 2.470 nuclei familiari, sviluppando una rete di 23 istituti scolastici, 51 enti del terzo settore e 56 aziende e fondazioni partner. La continuità delle attività garantisce cura, bellezza e opportunità concrete, costruendo reti di autonomia, cultura e solidarietà.

IMPATTI SOCIALI: IL 79% DELLE PERSONE ACCOLTE NEI PROGETTI DICHIARA UN NETTO MIGLIORAMENTO DELLA PROPRIA QUALITÀ DELLA VITA

Le attività della Fondazione hanno migliorato relazioni, partecipazione alla vita di comunità, accesso a cultura ed educazione e benessere individuale. Il 94% dei cittadini segnala un maggiore senso di appartenenza al quartiere, il 70% a Mirafiori e il 65% a Lucento ha ampliato la propria rete sociale, il 63% percepisce più sicurezza negli spazi circostanti. L’84% ritiene che le attività abbiano potenziato l’offerta culturale ed educativa, il 42% degli anziani dichiara un aumento del benessere e della socialità, l’80% dei giovani segnala maggiore autonomia e fiducia e il 26% dei ragazzi tra 15 e 26 anni riconosce un supporto concreto nei momenti di difficoltà. Complessivamente, il 69% a Mirafiori e il 79% a Lucento dichiara che la partecipazione ai progetti della Fondazione ha generato in loro un miglioramento della qualità della vita.

IMPATTI ECONOMICI: DA 1,4 MILIONI DI EURO DI DONAZIONI RACCOLTE GENERATO VALORE ECONOMICO COMPLESSIVO PER OLTRE 4 MILIONI DI EURO

Accanto agli impatti sociali, il report evidenzia il valore economico generato. I benefici diretti per persone fragili, minori, anziani e giovani ammontano a 435.480 euro, mentre quelli indiretti per famiglie, caregiver e comunità locali raggiungono 562.000 euro, grazie a minori costi assistenziali e maggior benessere sociale. Il valore legato alla rigenerazione e all’uso continuativo dei poli di Mirafiori e Lucento è stimato in 1.760.000 euro, a cui si aggiungono 1.451.300 euro di impatti di sistema legati a partecipazione civica, presidio sociale e produzione culturale. A fronte di 1,4 milioni di donazioni raccolte, il valore complessivo generato è stimato in 4.208.780 euro, prudenzialmente ricondotto a 3.367.000 euro, confermando un impatto ampiamente superiore alle risorse investite.

Per consultare il Report completo: https://www.fondazioneaief.org/#aief-impact


DALLE INTERVISTE ALLE ISTITUZIONI E AI BENEFICIARI

Il Report pubblica anche le interviste fatte alle Istituzioni e ai beneficiari. Di seguito estrapolati alcuni incisi.

Le iniziative AIEF hanno un effetto molto positivo sui quartieri e sulla qualità della vita dei cittadini. Dare il proprio contributo nel riqualificare spazi come il Punto 13 o il Castello di Lucento non significa solo restituire edifici alla comunità: significa creare luoghi di incontro, cultura e sostegno, dove le persone possono sentirsi accolte e parte attiva della vita del quartiere”, ha dichiarato Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino.

Per il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio “AIEF ha avuto due intuizioni: la capacità di leggere i bisogni delle comunità e quella di dare risposte rapide. Interviene nei quartieri più fragili, restituendo spazi, relazioni e dignità per prevenire fragilità. È questa la vera innovazione: non limitarsi a curare i problemi, ma lavorare per evitarli, partendo dalla prossimità, dalla vita quotidiana delle persone”.

“Il modello ponte tra ospedale e territorio rafforza i percorsi riabilitativi e costruisce reti di prevenzione attiva. Il Centro Diurno per minori della Fondazione AIEF offre interventi specializzati per adolescenti, con uno sguardo integrato sulla persona e sulla famiglia. La bellezza e la qualità degli spazi favoriscono benessere, fiducia e relazioni positive tra pazienti, famiglie e operatori.”, commenta Franca Fagioli, Direttore dell’Ospedale Infantile Regina Margherita.

Per Carlo Picco, Direttore Generale ASL Città di Torino, “Il modello AIEF dimostra come pubblico e privato possano affrontare insieme le emergenze giovanili sempre più diffuse. La collaborazione tra sanità e terzo settore ha permesso di ampliare le prese in carico e accreditare nuove strutture, ottenendo risultati concreti. Le attività di AIEF, inserite in contesti ludici ed educativi, riducono il disagio giovanile, favoriscono la socializzazione e offrono sollievo alle famiglie, confermando l’importanza di sostenere e sviluppare questi percorsi”.

“Quando lavoro al Castello mi sento felice ed appagato, quando vedo gente nuova al Castello sono sempre più felice perché so che piano piano si è sparsa la voce del fatto che il Castello è stato riqualificato e dentro ci siamo noi con la nostra Caffetteria Sociale dove ogni giorno impariamo a fare qualcosa di nuovo ed a migliorarci sempre più”, racconta Fabio, dipendente della Caffetteria Sociale.

Tutto esaurito per lo Ski Show a Sauze d’Oulx 

Pubblico delle grandi occasioni sabato 7 febbraio scorso a Campetto Clotes, con una folla di persone che non si vedeva da fine anno. Una dimostrazione del successo del ritorno dello Ski Show Sauze d’Oulx.
Si è trattato di una grande festa della neve fortissimamente voluta dal Consorzio turistico Fortur con il Comune di Sauze d’Oulx e la collaborazione dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, dell’Ufficio del Turismo, della Sestriere Spa, delle Scuole di Sci e Sci Club di Sauze , per celebrare tre eventi di cui ricorrono anniversari importanti in questo 2026.
Sabato sera al Campetto Clotes si sono festeggiati, infatti, i 120 anni dalla nascita di Sauze d’Oulx quale stazione turistica, i cinquanta anni dalla medaglia d’oro di Piero Gros in slalom speciale alle Olimpiadi di Innsbruck ed i venti anni dalle Olimpiadi di Torino 2006.

A fare gli onori di casa il sindaco Mauro Meneguzzi accompagnato dal vicesindaco Marco Tintinelli e dall’Assessore Davide Allemand che per questo evento tanto si è  speso. È  stato un evento costruito assieme alla Sestrieres SPA. La sinergia è  stata suggellata dalla presenza del presidente Massimo Feira che ha portato il suo saluto accompagnato dall’AD Luisella Bourlot.
A presentare la serata Giulia Gros, affiancata da Marco Capitanio e da James Hanson, che ha fatto la presentazione in inglese. Per la storia dello sci anche un intervento dello storico Amedeo Macagno.

Quindi il via alle evoluzioni partendo da una discesa in abiti d’epoca, passando per il telemark per approdare al momento clou della serata con i salti. In mezzo spazio ai grandi protagonisti dello sci di Sauze d’Oulx come le sorelle Alessandra e Barbara Merlin, che hanno vissuto da protagoniste in pista le emozioni delle Olimpiadi, l’istruttore nazionale  Simone Eydallin, la danzatrice Monica Biondi e il saluto web di Matteo Eydallin. Gran finale con il progetto Sciabile Onlus presentato dal presidente Valter Perron e con la bandiera dello sci di Sauze e primo istruttore Nazionale  di Sauze Giuliano Vitton ad aprire la fiaccolata finale seguito dai ragazzi degli Sci Club e Scuole di Sci.

“Il ritorno dello Ski Show dopo tanti anni è stato un grande successo – ha dichiarato il sindaco di Sauze Mauro Meneguzzi – Vedere Campetto Clotes così pieno di gente è sempre una grande emozione. Un grazie da parte dell’Amministrazione Comunale a tutti coloro che hanno lavorato per la riuscita di questo evento a partire dal Consorzio Fortur. Un grazie va poi alla Sestrieres Spa che ha voluto essere presente con il suo presidente Massimo Feira e l’amministratore delegato Luisella Bourlot, a conferma dell’ottima sinergia presente tra società degli impianti e pubbliche amministrazioni. Un grazie ai maestri di sci e ai nostri campioni  che questa sera si sono cimentati sulla neve di Clotes, offrendo il ventaglio completo dell’offerta sciistica e facendoci rivivere lo spirito Olimpico.

Mara Martellotta

Marina Bassani racconta la vera storia di Rosa Luxemburg 

Approda al teatro Baretti di Torino da mercoledì 11 febbraio a venerdì 13 febbraio alle 20.45, l’attrice di origine milanese, ma torinese d’adozione Marina Bassani interpretando la figura di Rosa Luxemburg e dando vita alla pièce teatrale dal titolo “Rosa la Rossa. La vera storia di Rosa Luxemburg”, un monologo dedicato a una delle figure più  carismatiche del  Novecento, politica e rivoluzionaria polacca.

Lo spettacolo è accompagnato dal musicista Nunzio Barbieri, chitarrista di Paolo Conte, e dal clarinetto  di Django Barbieri, e ripercorre gli ultimi giorni di vita di Rosa Luxemburg,  quelli che la donna trascorse in attesa di essere arrestata.

Partita da Zamosh per studiare all’Università di Zurigo, l’unica che accoglieva le donne, si stabilì poi a Berlino, una delle città più industrializzate d’Europa, entrando a far parte del partito socialdemocratico. Presto si trovò in dissenso  e contraria alla prima guerra mondiale ormai alle porte, si schierò contro molti suoi compagni di partito, venendo più volte chiusa in carcere per incitamento allo sciopero e alla disobbedienza.  Dettò dal carcere anche un manifesto  detto della Lega Spartachista.  Nella prigione di Wronki, in Polonia, ebbe il permesso di curare un piccolo giardino  e la natura  rimase lo spazio entro il quale si rifugiò con il suo pensiero.
In scena i suoi ultimi giorni, in attesa dell’arresto , ha ‘solo il cielo sopra di sé e la musica che le tiene compagnia ‘.

Marina Bassani, nata a Milano, ma residente a Torino, si è diplomata all’Accademia dei Filodrammatici  di Milano. Laureata in filosofia, si è  specializzata in monologhi e dialoghi teatrali. Allieva di Ernesto Calindri e del maestro russo Jurji Alschitz, è  stata la fondatrice del teatro Selig nel 1996, inaugurando una lunga serie di ritratti femminili.

Cineteatro Baretti via Baretti 4, Torino

Mara Martellotta