ilTorinese

Usi l’assegno? Devi firmare due volte

Buongiorno, qui è l’agenzia UNICREDIT, dovrebbe passare con urgenza per regolarizzare un’operazione”. La voce dell’addetto è gentile ma ferma e non ammette molte possibilità: è la viglia di Natale, fa un freddo pungente, tira vento, ma bisogna correre per “regolarizzare”.

 

Timoroso che si trattasse di un tentativo di addebito pirata, mi sono precipitato in agenzia, scoprendo con stupore che si trattava di ben altro.

“E’ arrivato un assegno sul suo conto, è necessario firmare una manleva per l’addebito perché il QR code non ha riconosciuto la sua firma”.

Casco dalle nuvole, chiedo di esaminare l’assegno che compare a video: tutto regolare, firma ovviamente autentica (avevo pagato una polizza assicurativa il giorno prima), ma operazione bloccata.

Ho chiesto chiarimenti e mi sono state fornite giustificazioni a dir poco puerili: “E’ nel suo interesse, se la macchina non riconosce la firma, potrebbe addebitarle un assegno irregolare”.

Cerchiamo di capire: gli assegni arrivano in agenzia e non sono esaminati da un impiegato che controlla data, importo, beneficiario, firma, ma da un misterioso algoritmo; e se la firma non gli sembra conforme, blocca tutto.

Il solerte impiegato, da me richiesto di riconoscere la mia firma, ha ammesso che era tutto a posto; “Ma non si sa mai, se il QR code non autorizza, non possiamo procedere”.

Nel mio interesse, ovviamente.

Quindi secondo lui è ipotizzabile che uno sconosciuto abbia trovato il mio libretto di assegni per terra, lo abbia riconosciuto come mio, abbia falsificato la mia firma per pagare una sua polizza assicurativa; ovviamente con la complicità della compagnia che gli ha dato quietanza contro un assegno con firma falsa di un’altra persona…

Posso avanzare un’ipotesi provocatoria (ma che temo realistica?): le banche non vogliono che usiamo gli assegni per obbligarci ad usare bancomat e carte di credito sulle quali percepiscono belle commissioni e trovano sistemi per renderci la vita difficile.

Ho dovuto cedere al ricatto firmando una manleva senza senso, ma gradirei ricevere una risposta dai geni dell’informatica di UNICREDIT: possibile che la stupidità artificiale e l’ottusità burocratica prevalgano sull’intelligenza naturale?

 

 Gianluigi De Marchi

 

demarketing2008@libero.it

Parola d’ordine: innovare

Innovare, nelle varie declinazioni (innovazione, innovabile, ecc.) sembra essere diventata la parola d’ordine odierna.

Il progresso, unito al tentativo di uscire dall’immobilismo e da una delle tante crisi, unito a tecnologie che ci invogliano quasi a cambiare per forza le cose, sembrano essere diventati l’undicesimo comandamento: ricordati di innovare.

Ad una prima analisi, neppure tanto superficiale, l’innovazione sembrerebbe la soluzione a molti problemi; nuove fonti energetiche in sostituzione di quelle in esaurimento o di quelle dannose per l’ambiente, nuove tecnologie per risparmiare sulle risorse umane o per migliorare le indagini mediche e così via.

Spesso, però, l’innovazione diventa la cifra stilistica di quanti vogliono lasciare un segno del loro passaggio in politica, nell’imprenditoria o in qualsiasi altro ambito senza aver intenzione di migliorare realmente l’oggetto del loro intervento.

Perciò innovare, cambiare con qualcosa di più recente o più moderno, diventa spesso solo un modo di far notare il proprio operato, anche se questo significhi soltanto dispendio economico e, talvolta, scoprire che era meglio il pregresso.

Ne è un esempio la continua innovazione nei sistemi operativi, volti ufficialmente a migliorarne l’utilizzo dei PC salvo obbligare al cambio dell’hardware, a dover spesso sostituire molti applicativi con l’inevitabile difficoltà iniziale di dover imparare le novità ed un esborso non di poco conto.

O, ancora, il settore automobilistico: inutile sostenere l’esame di guida su un veicolo di un certo tipo se poi, magari a distanza di vent’anni, sei obbligato a guidare su veicoli con motore elettrico, con cambio sequenziale, con tutta l’elettronica possibile, senza le caratteristiche che hai studiato ma, ed è peggio, con quelle che non hai studiato.

Con la quantità di notizie da cui siamo quotidianamente investiti, non abbiamo materialmente il tempo per discernere quelle vantaggiose per noi, quelle con un fondamento di attendibilità da quelle create ad arte per occupare le colonne dei giornali e le tasche dei produttori.

Come ho avuto modo di dire in molte altre occasioni, se smettiamo di usare il cervello prendendo per buona ogni innovazione, ogni scelta effettuata da altri per nostro conto perdiamo la capacità di analizzare cosa sia realmente utile per noi e cosa non lo sia o, addirittura, possa risultare dannoso.

Un telefono predisposto per il 5G acquistato tre anni fa, in previsione che il 5G ci cambierà la vita, è un acquisto inutile perché quando il 5G sarà funzionante il nostro telefono sarà alla frutta e dovremo comprarne un altro; comprare ora un ‘auto elettrica, in previsione del divieto di motori endotermici (poi rimandato) fra 10 anni è una scelta insensata, stante che nessuno vuole ritirare le auto elettriche usate; se poi acquistiamo auto elettriche per non inquinare, abbiamo mai pensato che più auto elettriche ci saranno in circolazione più le nostre centrali elettriche (a gasolio) inquineranno?

Con tutto il tempo che spendiamo in cose inutili (dal web ai messaggi, dalle news a trasmissioni spazzatura) possibile che non ci restino cinque minuti al giorno per formarci un’idea nostra, personale?

Sergio Motta

Gli autobus torinesi sulle strade di Kharkiv. L’aiuto di Torino all’Ucraina

 

Erano partiti nello scorso mese di dicembre i primi cinque autobus del secondo lotto che GTT e Comune di Torino hanno donato alla città ucraina di Kharkiv, cui si aggiungeranno altri cinque in questo mese di gennaio. Mezzi da poco dismessi e destinati a ricostruire il trasporto pubblico della città ucraina devastata dai bombardamenti russi. L’accordo, nato dal dialogo tra il sindaco Stefano Lo Russo con il collega ucraino Ihor Terekhov, prevede che entro la fine del 2026 siano fino a 70 gli autobus inviati complessivamente.

I primi mezzi, con nuovi colori, hanno già iniziato a circolare sulle strade della città ucraina. Lo ha annunciato ieri sera con un post su Facebook il sindaco di Kharkiv Ihor Terekhov, ringraziando Torino e il sindaco Lo Russo per la solidarietà ricevuta. “Voglio esprimere la mia sincera gratitudine al collega e grande amico di Kharkiv, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo” ha scritto. E ha aggiunto: “Grazie Torino per non esserti stancata di aiutare, per essere coerente nel tuo sostegno. Per Kharkiv, che vive e lavora, nonostante tutto, una tale dimostrazione di solidarietà ha un valore estremamente prezioso”.

TorinoClick

Dalla Regione fondi agli enti locali

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Ammonta a circa 689 milioni di euro l’importo proveniente da fondi regionali, statali, Fesr e Pnnr in favore degli Enti locali piemontesi per il periodo 2026-2028.
Lo ha annunciato l’assessore agli Enti locali della Regione Piemonte, Enrico Bussalino, durante la riunione della Settima commissione del Consiglio regionale, convocata per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza 2026-2028 (Defr) e sul Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 per le materie di competenza. Entrambi i pareri hanno ottenuto il via libera a maggioranza.

Tra i fondi stanziati, circa 2,5 milioni di euro annui sono destinati alle funzioni conferite dalla Regione per le spese di funzionamento delle Province e della Città metropolitana di Torino.
Inoltre per garantire i servizi nelle entità piemontesi più piccole, 
a favore delle Unioni dei Comuni (montani, collinari e di pianura), la Regione stanzia 2 milioni e 300 mila euro di euro annui, a cui si aggiunge la cifra proveniente dallo Stato, che ammonta a circa 2 milioni e 300 mila euro.
In materia di 
Polizia locale e sicurezza integrata vengono stanziati circa 2 milioni di euro annui per contributi a sostegno delle spese di svolgimento delle funzioni in materia di polizia locale, per interventi di ristrutturazione del patrimonio edilizio delle forze dell’ordine come la ristrutturazione delle caserme, per i corsi di formazione del personale e degli agenti neo assunti, per progetti locali in materia di sicurezza.

“Il sostegno agli Enti locali è una priorità strategica per la Regione Piemonte. Per il periodo 2026-2028 lo stanziamento è aumentato di oltre 100 milioni di euro rispetto al triennio precedente a testimonianza del nostro impegno concreto per assicurare risorse fondamentali ai territori, affinché possano rispondere con efficacia alle esigenze dei cittadini – dichiara l’assessore Bussalino –. Rafforzare il sistema delle autonomie locali, dalle aree più estese ai centri più piccoli, significa investire nello sviluppo equilibrato e nella qualità della vita delle comunità”.

La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo

Torino sul podio: primati e particolarità del capoluogo pedemontano

Malinconica e borghese, Torino è una cartolina daltri tempi che non accetta di piegarsi allestetica della contemporaneità.
Il grattacielo San Paolo e quello sede della Regione sbirciano dallo skyline, eppure la loro altitudine viene zittita dalla moltitudine degli edifici barocchi e liberty che continuano a testimoniare la vera essenza della città, la metropolitana viaggia sommessa e non vista, mentre larancione dei tram storici continua a brillare ancorata ai cavi elettrici, mentre le abitudini dei cittadini, segnate dalla nostalgia di un passato non così lontano, non si conformano allirruente modernità.
Torino persiste nel suo essere retrò, si preserva dalla frenesia delle metropoli e si conferma un capoluogo a misura duomo, con tutti i pro e i controche tale scelta comporta.
Il tempo trascorre ma lantica città dei Savoia si conferma unica nel suo genere, con le sue particolarità e contraddizioni, con i suoi caffè storici e le catene commerciali dei brand internazionali, con il traffico della tangenziale che la sfiora ed i pullman brulicanti di passeggeri sudaticci ma ben vestiti.
Numerosi sono gli aspetti che si possono approfondire della nostra bella Torino, molti vengono trattati spesso, altri invece rimangono argomenti meno noti, in questa serie di articoli ho deciso di soffermarmi sui primati che la città ha conquistato nel tempo, alcuni sono stati messi in dubbio, altri riconfermati ed altri ancora superati, eppure tutti hanno contribuito e lo fanno ancora- a rendere la remota Augusta Taurinorum così pregevole e singolare.

1. Torino capitale… anche del cinema!

2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo

3.Torinesi golosi: le prelibatezze da gustare sotto i portici

4. Torino e le sue mummie: il Museo egizio

5.Torino sotto terra: come muoversi anche senza il conducente

6. Chi ce lha la piazza più grande dEuropa? Piazza Vittorio sotto accusa

7. Torino policulturale: Portapalazzo

8.Torino, la città più magica

9. Il Turet: quando i simboli dissetano

10. Liberty torinese: quando leleganza si fa ferro

 

2.La Mole e la sua altezza: quando Torino sfiorava il cielo

Non sono tuttora certa che valga anche per chi, come me, ha frequentato lAccademia Albertina anziché lUniversità di Palazzo Nuovo, ma nel dubbio – e dato che i titoli sono equipollenti- anche io non sono salita in cima alla Mole prima di aver conseguito la laurea specialistica. È quel pizzico di scaramanzia che si nasconde in molti: nessuno ci crede veramente ma intanto molti non appoggiano il cappello sul letto o prestano attenzione a come viene appoggiato il pane in tavola.
Questa diceria, legata alla credenza che gli studenti universitari che salgono in cima alla Mole prima di aver terminato gli studi poi non conseguano la tanto agognata Laurea, non è lunico mito che interessa ledificio simbolo di Torino, secondo alcuni, infatti, la costruzione sarebbe in realtà una gigantesca antennache irradia energia positiva sulla cittadinanza, fatto assai importante se si prende in considerazione la nomea di città magica, che il capoluogo si porta appresso, in quanto punta di entrambi i triangoli energetici di magia nera (con Londra e San Francisco) e di magia bianca (con Praga e Lione).

In ogni caso la Mole resta un edificio affascinante, peculiare e di largo interesse, non solo per la sua storia ma anche perché ospita al suo interno il Museo Nazionale del Cinema, uno dei pochi interamente dedicati al allargomento e uno dei più noti a livello europeo, nonché lunica galleria di questo genere in Italia. Per chi non lo avesse ancora visitato, sappiate che il sistema espositivo consta di postazioni multimediali e interattive, attrezzature e materiali provenienti da set cinematografici sia italiani che internazionali, una invidiabile collezione di film, libri, stampe, manifesti, locandine, apparecchiature specifiche antiche e moderne, costumi, pezzi di scenografie di film, dipinti e fotografie. Anche la struttura interna è assai caratteristica: una immensa scala a spirale che si attorciglia verso lalto e trasporta i visitatori attraverso la storia della Settima Arte, dalle origini ai giorni nostri, comprendendo non solo la collezione permanente, ma anche le diverse mostre temporanee che si susseguono con notorio successo.
A tal proposito non solo per mio proprio gusto- mi pare ingiusto non citare la recente personale dedicata al genio creativo di Tim Burton, svoltasi tra 11 ottobre e il 7 aprile 2024, per la prima volta in mostra in Italia proprio qui, al nostro Museo del Cinema. Il titolo non lasciava certo spazio a dubbi riguardo a che cosa il pubblico avrebbe osservato: IL MONDO DI TIM BURTON, un universo parallelo che si apriva al di là di una porta interna, appositamente realizzata a richiamo dellinimitabile, innovativo e visionario Nightmare Before Christmas, oltre la quale si veniva ingurgitati in un etere di innumerevoli bozzetti provenienti dal nucleo personale dellartista, ideazioni in nuce dei personaggi che hanno segnato linfanzia e ladolescenza di almeno un paio di generazioni.
Lesperienza non termina qui, è più che consigliabile infatti salire sullascensore panoramico, interamente realizzato in cristallo trasparente e che, in precisamente 59 secondi, raggiunge il tempiettodella Mole, posto a 85 metri di altezza, attraversando quella che è conosciuta come l’Aula del Tempio; una volti giunti sulla sommità il panorama è sbalorditivo, e potrete osservare Torino che si mostra nella sua totalità, fino alle Alpi che labbracciano.
Si dice poi che lo stesso Antonelli, ormai anziano, fosse solito farsi issare in vetta alla cupola su un ascensorino improvvisato, per verificare in prima persona lavanzare o meno dei lavori.


È pur tuttavia vero che leffettivo vanto del simbolo architettonico torinese sia tutto nella sua imponente altezza.
Nel 1888 la Mole raggiunge unaltezza record di 153 metri, che comunque non soddisfa il novantenne Antonelli, il quale decide di aggiungere sulla guglia una statua un Genio alato coronato da una stella a cinque punte, realizzato dallo scultore Celestino Fumagalli, alta cinque metri e pesante 300 kg.
Alcuni potrebbero pensarehybris, ed infatti in questottica non sorprende troppo la risposta di Madre Natura, la quale, alcuni anni dopo, scatenanel 1904- sul capoluogo torinese ed in risposta alla tracotanza antonelliana, un uragano che abbatte la colossale statua, che tuttavia non precipita a terra, ma rimane appesa ad un lato della guglia. Lavvertimento non sortisce del tutto il suo effetto, e nel 1906 la scultura viene sostituita da una più sommessa stella a 12 punte in rame dorato.
Sta di fatto che, con i suoi 167 metri totali daltezza, la Mole, all’epoca in cui viene costruita, è l’edificio in muratura tra i più alti del mondo, il nome stesso del monumento ricorda questo record, ormai tristemente superato.
La realizzazione del cantiere è comunque da considerarsi unimpresa faraonica, terminata nel 1897 da Costanzo, figlio di Alessandro Antonelli, dopo circa quarantanni di lavoro.
Linaugurazione avviene il 10 aprile 1889, a soli dieci giorni di distanza dai festeggiamenti dedicati ad un’altra torre-simbolo, la Tour Eiffel, avvenuta a Parigi il 31 marzo di quello stesso anno.
Com’è noto, nel 1848 ledificio torinese sorge inizialmente come sinagoga, in risposta a quanto indicato nello Statuto Albertino, documento che assicura libertà ufficiale di culto alle religioni non cattoliche: “Gli Ebrei sono ammessi a godere di tutti i diritti civili e politici dei nostri sudditi, a frequentare le scuole dentro e fuori delle Università, e a conseguire i gradi accademici”. LUniversità Israelitica celebra così la conquista dei pari diritti, commissionando al fantasticatore Alessandro Antonelli la costruzione di uno specifico luogo di culto.
Il progetto iniziale prevede una cupola di 47 metri, ma fin dagli inizi Antonelli introduce dettagli e variazioni che rendono ledificio molto più complesso e già alto 112 metri; mentre tutti sono concentrati sullaggravarsi dei lavori, nessuno si accorge che intanto i fondi si stanno esaurendo, e i lavori finiscono per essere interrotti. È poi il Comune di Torino a farsi carico, dieci anni più tardi, della conclusione del cantiere, anche se, a questo punto, la destinazione duso dello stabile muta, diventando sede, dal 1908, del Museo del Risorgimento. Antonelli riprende poi la direzione dei lavori, impreziosendo ulteriormente il progetto già ambizioso, e facendo lievitare nuovamente i costi. Questa volta -forse per sfinimento- lopera viene conclusa secondo la volontà dellarchitetto e rivestita con 2.064 lastre di pietra di Luserna.
Certo, decisamente meno iconica e romantica della parente parigina, la Mole si conquista in ogni caso il suo spazio nella numismatica, comparendo sui due centesimi di euro. A tal proposito è curioso un aneddoto: per un errore della Zecca dello Stato sono state coniate anche monete da un centesimo di euro, sulle quali appare proprio la nostra Mole al posto dell’immagine prevista, Castel del Monte. Tali monete vengono ritirate, ma alcuni esemplari sono sfuggiti e se ne contano ancora un centinaio in circolazione, il valore di questi centesimi “sbagliati” è stimato intorno ai 2mila euro, anche se, ad un’asta numismatica Bolaffi di Torino, un collezionista italiano ha sborsato ben 6.600 euro per aggiudicarsene un esemplare.
Quindi, cari lettori, imparate a non disdegnare i poveri centesimini, e già che ci siete controllate bene le tasche ed i resti, postreste anche imbattervi nei due euro edizione limitataconiati come moneta commemorativa nel 2006, in occasione della XX edizione dei Giochi Olimpici invernali, ce ne sono in circolazione 40 milioni: il calcolo combinatorio non è comunque dalla vostra parte, ma si sa, la fortuna è cieca!

ALESSIA CAGNOTTO

 

 

 

Sicurezza e servizi locali: dalla Regione nuovi fondi a Comuni, Province, Unioni

Ammonta a circa 689 milioni di euro la dotazione complessiva di risorse destinata agli Enti locali piemontesi per il triennio 2026-2028, proveniente da fondi regionali, statali, Fesr e Pnrr.

L’annuncio è arrivato dall’assessore regionale agli Enti locali, Sicurezza e Polizia locale Enrico Bussalino nel corso della seduta della Settima Commissione del Consiglio regionale, riunitasi il 7 gennaio 2026 per l’espressione del parere consultivo sul Documento di economia e finanza regionale 2026-2028 (Defr) e sul Bilancio di previsione finanziario 2026-2028 per le materie di competenza. Entrambi i pareri sono stati approvati a maggioranza.

Una parte delle risorse, pari a circa 2,5 milioni di euro all’anno, è destinata alle funzioni conferite dalla Regione per coprire le spese di funzionamento delle Province e della Città metropolitana di Torino.
Per sostenere i servizi nei territori più piccoli, la Regione prevede inoltre 2,3 milioni di euro annui a favore delle Unioni dei Comuni – montani, collinari e di pianura – ai quali si somma un ulteriore contributo statale di pari importo.

In ambito di polizia locale e sicurezza integrata sono stanziati circa 2 milioni di euro l’anno per contributi legati alle attività operative, agli interventi di riqualificazione delle strutture delle forze dell’ordine (come la ristrutturazione delle caserme), alla formazione del personale e agli agenti di nuova assunzione, oltre che per il finanziamento di progetti locali sulla sicurezza.

“Il sostegno agli Enti locali è una priorità strategica per la Regione Piemonte. Per il periodo 2026-2028 lo stanziamento è aumentato di oltre 100 milioni di euro rispetto al triennio precedente a testimonianza del nostro impegno concreto per assicurare risorse fondamentali ai territori, affinché possano rispondere con efficacia alle esigenze dei cittadini – dichiara l’assessore Bussalino -. Rafforzare il sistema delle autonomie locali, dalle aree più estese ai centri più piccoli, significa investire nello sviluppo equilibrato e nella qualità della vita delle comunità”.

Travolto da camion a Genova: muore 54enne torinese

È stato urtato dalla parte anteriore di un camion ed è rimasto schiacciato sotto la motrice: muore 54enne torinese.

L’incidente è avvenuto a Genova Pontedecimo, all’incrocio tra via Felice del Canto e via Gallino, nella tarda mattinata di oggi. Il pedone ha perso la vita sul colpo. Sul posto sono intervenuti l’automedica Golf 2, un’ambulanza della Croce Azzurra di Borzoli, i vigili del fuoco e la polizia locale per gestire il traffico su tutta la zona.

Le indagini sulla dinamica sono ancora in corso, soprattutto per verificare lo stato dei semafori all’incrocio al momento dell’incidente.

VI.G

Misure restrittive per gli antagonisti violenti a Torino

Violenza privata aggravata, resistenza aggravata a pubblico ufficiale e rapina sono le accuse mosse dagli inquirenti a 13 antagonisti, alcuni dei quali appartenenti al centro sociale Askatasuna di Torino, da cui sembra essere partita l’organizzazione delle violenze di piazza. Nella mattinata del 9 gennaio sono scattate per 13 persone misure restrittive, quali l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria, l’obbligo di dimora nel capoluogo e di non allontanamento dalla propria abitazione nelle ore serali e notturne, in attesa degli accertamenti da parte della Procura. Queste misure cautelari rappresentano la conseguenza dei recenti episodi di scontro con le forze dell’ordine, delle irruzioni nelle sedi della Leonardo e della Mole Antonelliana e dei molteplici atti di vandalismo.

E’ morto l’anziano travolto da un’auto a Poirino

Pietro Cavaglià, 91 anni, è deceduto a seguito dell’incidente avvenuto il 31 dicembre scorso a Poirino, quando è stato travolto sulle strisce pedonali da una Fiat Panda guidata da un giovane di vent’anni, che rischia un’imputazione per omicidio stradale. La situazione, che è parsa subito gravissima agli occhi dei sanitari della Croce Rossa di Poirino, ha avuto il suo epilogo durante la giornata dell’Epifania. Il funerale di Pietro Cavaglià avverrà alle ore 15 di sabato 10 gennaio presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore, in Piazza Italia 6, a Poirino.

Mara Martellotta

Attesa a Torino per la liberazione di Mario Burlo’ dalle carceri venezuelane

A Torino si vive un’attesa carica di tensione e speranza per Mario Burlò, imprenditore torinese detenuto da oltre un anno in Venezuela e al centro di una complessa vicenda internazionale. Familiari, amici e conoscenti seguono con apprensione le notizie che arrivano da Caracas, dove nelle ultime settimane si è aperto uno spiraglio concreto per la liberazione di alcuni detenuti stranieri, tra cui potrebbero esserci anche cittadini italiani.

Burlò si trovava in Venezuela per motivi di lavoro quando, nel 2024, è stato fermato dalle autorità locali e successivamente trasferito in una struttura penitenziaria della capitale. Da allora, le informazioni sulle ragioni del suo arresto sono rimaste frammentarie e poco chiare, alimentando le preoccupazioni della famiglia, che ha più volte denunciato la difficoltà di mantenere contatti regolari con lui. Le comunicazioni, rare e sempre controllate, hanno restituito l’immagine di una detenzione pesante, segnata dall’isolamento e dall’incertezza.

Negli ultimi giorni, tuttavia, l’annuncio da parte del governo venezuelano di un piano di rilascio per alcuni detenuti, inclusi stranieri, ha riacceso la speranza anche a Torino. Alcune liberazioni già avvenute hanno rafforzato l’idea che si stia aprendo una fase nuova, seguita con attenzione dalle autorità italiane. La Farnesina, attraverso l’ambasciata e il consolato a Caracas, continua a lavorare sul piano diplomatico per garantire tutela e assistenza ai connazionali ancora trattenuti nel Paese.