ilTorinese

Apertura straordinaria del castello di Miradolo

Sabato 14 e domenica 15 febbraio, eccezionalmente, il castello di Miradolo apre le sue porte, in occasione di San Valentino, per un weekend fatto di scoperte, dolcezza e creatività da assaporare passo dopo passo.

Sabato 14 febbraio la giornata si aprirà con una visita tematica al parco, dedicata ai fiori e alle piante che, da sempre, raccontano storie d’amore, passione e affetto, tra curiosità botaniche, simbolismi e leggende tramandate nel tempo. Una visita guidata per svelare come la natura esprima i sentimenti più profondi nel giorno di San Valentino, a cura di Emanuela Durand. A seguire, una masterclass di pasticceria guidata dallo chef dell’antica pasticceria Castino, Davide Muro. Un’occasione speciale per mettere le mani in pasta, scoprire alcuni segreti della pasticceria e vivere un’esperienza autentica e conviviale. Si tratta di un laboratorio speciale pensato per le coppie che realizzeranno, insieme a Muro, una cream tart a tema romantico, seguendo tutte le fasi della preparazione, dalla frolla alla crema, dal montaggio alla decorazione finale. Guidati dal pasticcere, sceglieranno forme, colori e dettagli ispirati all’amore, collaborando in ogni passaggio. Al termine dell’esperienza, ogni partecipante porterà a casa il proprio dolce. Il costo per partecipante è di 50 euro. Per chi lo desidera, al termine del laboratorio è previsto a 15 euro, presso la pasticceria Castino, un aperitivo. Domenica 15 febbraio è dedicato alle famiglie, con un’attività di Carnevale all’aria aperta, un percorso nel parco che accompagnerà grandi e piccini alla raccolta di elementi naturali che diventeranno parte di una maschera unica, costruita insieme e ispirata alla fantasia e alla natura. Costo a partecipante di 7 euro.

Mara Martellotta

Una settimana di Carnevale nella Via Lattea

Neve e coriandoli in vista della settimana del Carnevale, tra sciate in maschera sulle piste della Via Lattea ed appuntamenti all’insegna della spensieratezza e del divertimento. A Sauze d’Oulx sabato 14 febbraio, alle ore 17.30, torna la sfilata di Carnevale con un appuntamento al campetto Clotes e, come ogni anno, l’allegra manifestazione porta con sé musica, colori, animazione e tanto divertimento; tutti sono i benvenuti, soprattutto se in maschera. Sempre il 14 febbraio, a Claviere, alle 17, nella piazza della Chiesa, andrà in scena il Carnevale dei Bambini, con giochi, attività per i più piccoli e tanta musica. A Sestriere, lunedì 16 febbraio dalle ore 15.30, sulla pista Standard si rinnova il tradizionale appuntamento con la gara di sci in maschera, organizzata da Sci Club Sestriere, in collaborazione con il Comune, Consorzio Turismo Sestriere e la Pro Loco. Alle ore 17 la festa proseguirà in zona partenza seggiovia Cit Roc, con l’arrivo della slitta trainata dai siberian husky del centro Sleddog Sestriere, accompagnata dalla distribuzione di caramelle a cura della Pro Loco. Infine, lunedì 16 febbraio, a Cesana Torinese, debutterà una nuova disciplina: la gara in maschera di Three Ski. Alle ore 15, in piazza Vittorio Amedeo, partirà una pazza sfida organizzata dalla Pro Young Pro Loco di Cesana, che vedrà protagonisti equipaggi in maschera formati da tre persone che calzeranno un unico paio di sci percorrendo via Roma. Sono attesi tanti appuntamenti per vivere la montagna in modo originale e festoso tra sport, musica e divertimento per tutte le età.

Gian Giacomo Della Porta

La scrittura e la disperazione, la vita e la morte nel film di Chloé Zhao

Sugli schermi “Hamnet” pronto alla consegna degli Oscar

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Si inizia all’interno di una foresta, un clima incantato, avvolto di magia, il suo fogliame verdissimo e copioso, con Agnes rannicchiata, come in un abbraccio, dentro la radice di un albero, si termina con Will che, al fondo della scena del Globe, accarezza – un abbraccio riconquistato, caldo, liscio su quella superficie – il fondale a rappresentare un altro bosco. Tra queste immagini di natura, Chloé Zhao – nascita a Pechino, figlia di un dirigente d’acciaieria e d’una infermiera, studi tra Los Angeles e New York, con Nomadland Oscar 2021 come miglior film e miglior regista, tralasciando il Leone d’oro a Venezia e i Golden Globe e i Bafta, giunta oggi al suo quinto lungometraggio – adatta il romanzo di Maggie O’Farrell (con lei a centellinare la sceneggiatura che se la dovrà vedere con il primo nemico Paul Thomas Anderson di Una battaglia dopo l’altra) e tra verità storica e avventura letteraria (quella stessa che fece in tempi neppur troppo lontani nascere l’autore in terra italiana o affidò ad altri la bellezza e l’autorevolezza dei suoi scritti, non ultimi il nobile de Vere o Bacone) guarda alla nascita di quell’”Amleto” che il Bardo rappresentò attorno all’anno 1600.

Un po’ di magia (o blanda stregoneria) che mette le radici nella figura materna, da parte di Agnes (storicamente Anne Hathawey, ma i nomi nella scrittura dell’epoca vanno e vengono, come sarà in seguito per la somiglianza Hamnet/Hamlet), le giornate errabonde e i succhi di erbe medicamentose, prima la ritrosia verso il giovane Will, il figlio del guantaio, il maestro di latino, un ragazzo con tanto intelletto ma senza un minimo di senso, gli rinfacciano in famiglia, e l’innamoramento e la passione a scorgere quanto di sentimento stia nel cuore di quel giovane – molto molto “in love”, se vogliamo riandare con la memoria ad un altro film che tracciava un piccolo spazio nella vita dello scrittore antico, quella volta parlavamo di Giulietta e di Romeo -, il matrimonio ostacolato ma affrettato per la nascita della figlia Susannah, quella piccola comunità di Avon che sta stretta a Will capace di sognare la Londra dove abita la corte, dove si scrive, dove i teatri e le compagnie vivono. Una famiglia fatta di una felicità che però dura poco: Will è assente, è assente quando nasce la primogenita, sarà assente tredici anni dopo quando venne colpita dalla peste che serpeggiava dalla capitale, per guarirne ma per vedere morire il gemello Hamnet, undici anni. Anche di fronte a quella morte Will era assente, fugge e rifugge, a Londra scrive e mette in scena, respira un’aria che gli è più consona, cercata, inseguita: il suo nome completo, William Shakespeare, lo sentiremo soltanto verso la conclusione della vicenda. Agnes, tuttavia, non gli perdona quell’assenza, le sofferenze di quel bambino a cui non ha assistito: soltanto quando sentirà dell’aspettativa che c’è attorno a un nuovo lavoro di Will, partirà per Londra e davanti a quel proscenio ritroverà quegli stessi gesti che li hanno fatti innamorare, nel fantasma del vecchio re, a cui il marito dà cuore e disperazione, intravede la tragedia che in maniera del tutto diversa dalla sua l’ha colpito, in quell’antro oscuro che s’apre nel fondale ricorda quello giovanile della foresta, luogo di passaggio tra la vita e la morte.

Anche la porta che segna il tramite tra il resto della casa e la stanza dove è disteso il corpo del piccolo Hamnet ha le sembianze di un passaggio tra il mondo dei vivi e quello di una sorta di al di là, questo come ogni immagine di interni o di mondo naturale che occupi il film di Zhao con la splendida fotografia di Lukasz Zal (Ida di Pawlikowski e La zona di interesse di Jonathan Glazer), fatta di ampiezze cromatiche e di candele poggiate sul tavolo al quale un febbricitante Will sta lavorando. Stati d’animo, rabbia e perdono, erotismo, natura e famiglia, il rapporto coniugale e la visione di un mondo patriarcale, fatto altresì di egoismi e angherie, il dolore vissuto dai due protagonisti sotto una ben diversa forma, Agnes tra urla strazianti (scene che nella loro grandezza s’accompagnano di diritto a quelle dei due parti, eccezionali di verità), Will rifugiandosi nel lavoro (la rabbia senza confini con cui spunta il suo mezzo di scrittura) e nella fuga: mai mélo ma uno stralcio di vita visto in tutta la sua drammaticità autentica, laddove Zhao forse non riesce a raggiungere il racconto eccelso di Nomadland ma dove pure, in qualità di grande regista, intreccia azioni e sguardi con estrema sicurezza e partecipazione.

La statura della regista, al di là di qualche impercettibile dubbio, si rende nuovamente completa nell’ultima parte, nella rappresentazione d’Amleto, nel popolo che invade in teatro, nell’uccisione di re Claudio, nel fantasma paterno e nell’attore Will che incrocia gli occhi della sposa che nel superamento del dolore sente nuovamente e completamente sua, nell’”essere o non essere”, nella tragedia in cui prende posto interpretativamente Noah Jupe (di accenti sinceri), ora infelice principe su quel palcoscenico in luogo del fratellino Jacobi (naturalmente bravissimo), sino a quel momento Hamnet (la continuità anche nella foggia degli abiti). Poi ogni cosa si conclude e il resto, come sappiamo, è silenzio. La parola, il teatro che cura, che ripone le pene e in qualche modo le ammorbidisce e le cancella, il teatro che come quelle porte si fa tramite tra questo mondo, con i propri lati oscuri e l’altro, vero o immaginato, stregonisticamente creduto, costruito sulla riappacificazione.

È un film sulla ricerca di un’ispirazione, ma non soltanto, è fatto di fisicità catturata ed emozioni raffinate Hamnet – Nel nome del figlio, e quei tratti i due interpreti li esprimono tutti, in un carico di perfetto contatto. Eccellente Paul Mescal, che cuce addosso al suo Will quel che di storico sappiamo e quanto le ricerche e le leggende ci lasciano intuire; certo non può farcela di fronte alla prova superba – ha già vinto un Globe, ma se non sarà lei a stringere tra le mani lo zio Oscar, chi mai potrebbe essere quest’anno? – di Jessie Buckley, un’interpretazione “da incubo”, esatta e accorata, una sfumatura incessante, un battito di cuore accalorato e sincero, come erano quelli delle ali del falco quando le volava sul braccio, in piena libertà ambedue, là nel verde della foresta.

“Modulazioni – Resounding”, il Festival di Musica Antica

Ritorna a Cuneo per la sua V edizione, che unisce tradizione e innovazione

Da venerdì 20 febbraio, ore 20,30

Cuneo

Prodotto da “Maestro Società Cooperativa” e organizzato da “Noau Officina Culturale”, ritorna a Cuneo “Modulazioni”, l’atteso “Festival di Musica Antica”, sapientemente giocata e proposta fra suoni che arrivano dalla più nobile tradizione e guizzi innovativi che caratterizzano note e percorsi musicali di altrettanto piena godibilità. Alla sua V edizione, la “Rassegna” prende, quest’anno, il titolo significativo e coinvolgente di “Resounding – Risonante” e, per quanti vogliono da subito conoscerne tutti i dettagli, verrà presentata giovedì 19 gennaio febbraio, ore 18, presso il “Museo Diocesano” di Cuneo, in Contrada Mondovì, 15.

Già si può comunque anticipare che l’edizione 2026 si svilupperà su tre fine settimana nel corso dell’anno e che l’inizio ufficiale è fissato per venerdì 20 febbraio (ore 20,30), presso il “Complesso Monumentale di San Francesco” (via Santa Maria, 10), con “Oltre il visibile – Il respiro dello spazio”, un’autentica esperienza sensoriale dedicata alla polifonia vocale di compositori, fra i più importanti di epoca rinascimentale, quali gli inglesi Thomas TallisOrlando GibbonsWilliam Byrd e il gallese (membro di spicco della “Scuola Madrigalistica”)  Thomas Tomkins.

In quest’ambito, felice ancora una volta la scelta di “Modulazioni” nel promuovere, come da giusta abitudine, la “creatività giovanile”, affidando la direzione al giovane svizzero Cyrille Nanchen, al suo debutto in Italia, ed integrando nel programma il progetto di “Laurea in composizione e sound design” di Simone Giordano. Partecipa l’ensemble vocale “Modulazioni Lab” composto da Naoka Ohbayashi e Francesca Cassinari (soprani), Annalisa MazzoniGiulia Beatini e Paola Cialdella (alti), Roberto Rilievi e Alessandro Baudino (tenori), Rafael GalazJonas Yahure ed Enrico Correggia (bassi).

La serata d’esordio rientra nel programma di eventi collaterali della mostra “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione”, ospitata sempre presso il “Complesso Monumentale di San Francesco” e promossa da “Fondazione CRC” e “Intesa Sanpaolo”.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su “Eventbrite”.

Il fine settimana inaugurale prosegue sabato 21 febbraio, alle 18presso il “Circolo ‘L Caprissi” (piazza Boves, 3) a Cuneo con il delicato recital di Elisa La Marca, talentuosa ed ormai affermata liutista milanese, che presenta il suo primo lavoro discografico da solista, “The Queenes Maskes”, interamente consacrato alla “musica inglese” di corte.

Domenica 22 febbraioalle 17, presso il “Rondò dei Talenti” (via Gallo, 1), spazio invece a “Suite biberon – Antico bestiario danzante”, primo appuntamento di “Modulazioni Kids”cartellone di quattro concerti/spettacolo dedicati a famiglie con bambini da 0 a 6 annia cura di “InCantabimbi”.

“Il Festival 2026 di ‘Modulazioni’ – affermano i direttori artistici ed ideatori della Rassegna, Alessandro Baudino e Paola Cialdella – invita il pubblico a un nuovo disegno. ‘Resounding’ è il tema che attraversa l’anno: tre fine settimana – a febbraio, giugno e settembre – ne scandiscono il battito, aprendo percorsi musicali dedicati in prevalenza al repertorio inglese, fra sentieri inesplorati e riscoperte. In questo dialogo fra passato e presente, l’innovazione e lo sguardo attento alla contemporaneità si fondono con una restituzione essenziale dell’esperienza concertistica, riaffermando l’identità del Festival: un luogo vivo, in cui la musica abita gli spazi, li attraversa e si offre all’ascolto nella sua forma più pura e luminosa”.

Il programma di “Modulazioni” proseguirà nel corso dell’anno con altri appuntamenti, in programma da giovedì 18 a sabato 20 giugno e il 131718 e 19 settembre. Prima si terranno tre nuovi appuntamenti con “Modulazioni Kids”: al primo incontro di domenica 22 febbraio, seguiranno altri spettacoli in agenda domenica 22 marzo (“Vértigo biberon”), domenica 12 aprile (“Resounding biberon”) e domenica 10 maggio (“Petit biberon”) sempre al “Rondò dei Talenti” di Cuneo, ore 17.

Per info sul programma nel dettaglio: www.modulazioni.net/modulazioni-kids

  1. m.

Nelle foto: Logo “Modulazioni –Resounding”; Cyrille Nanchen e Elisa La Marca

Il Comune di Chieri ha aderito al progetto sperimentale AI-PACT

 

Un servizio innovativo di Intelligenza Artificiale per automatizzare il Protocollo Generale.

Il Sindaco Sicchiero: “Chieri entra in una rete nazionale con una sperimentazione che

migliorerà l’efficienza dei nostri servizi con risposte più veloci ai cittadini.”

 

Ogni giorno il Comune di Chieri gestisce centinaia di documenti inviati tramite e-mail e  PEC, che necessitano di essere classificati, protocollati e destinati agli uffici competenti. La gestione del Protocollo è fondamentale per garantire la trasparenza, l’efficienza e la tracciabilità delle comunicazioni, e questo settore può trarre grandi benefici dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI), riducendo significativamente i tempi di gestione delle pratiche e di risposta degli uffici, migliorando la qualità dei servizi, minimizzando gli errori umani.

Per questo Chieri ha aderito ad AI-PACT (Artificial Intelligence for Public Administrations Connected)un progetto di carattere sperimentale, che ha lo scopo di facilitare l’adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (AI) per la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni. Il progetto, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con risorse PNRR, è coordinato da SDA Bocconi School of Management dell’Università Bocconi, e vede come partner il Gruppo Maggioli (che attraverso la 01Sistemi da anni progetta e sviluppa piattaforme di intelligenza artificiale), l’Università di Milano Bicocca, l’Università di Bologna, la Fondazione Ifel-ANCI  e Tempo Innovation Source.

Grazie a questa adesione ad AI-PACT, viene messa a disposizione dell’Amministrazione comunale una piattaforma prototipale che consente di digitalizzare completamente i processi di protocollo, con il triplice obiettivo di velocizzare i servizi verso i cittadini, standardizzare le informazioni di protocollo e risparmiare così risorse e tempo.

La sperimentazione durerà un anno e non comporterà alcun costo per l’Amministrazione comunale.

Tutto ciò che arriverà via mail/PEC al Protocollo del Comune di Chieri sarà preso in carico dall’operatore di sportello, che potrà contare su una “maschera di protocollazione”, un’interfaccia già precompilata con una proposta fatta dall’AI di un titolo, una classificazione, un destinatario. Il sistema di Intelligenza Artificiale esamina tutta la documentazione pervenuta ed è in grado di estrarre automaticamente dal documento principale l’oggetto, la classificazione e l’assegnatario, ovvero l’ufficio/settore/area competente. Il funzionario protocollante controllerà la correttezza delle informazioni e potrà modificarle se inesatte.

La Giunta comunale ha adottato questa settimana una delibera di indirizzo per l’avvio di servizi innovativi di Intelligenza Artificiale nell’Amministrazione comunale.

Commenta il Sindaco Alessandro SICCHIERO: «La recente legge n.132/2025 sull’Intelligenza Artificiale ha aperto scenari inediti per i Comuni, offrendo strumenti tecnologici che potrebbero trasformare radicalmente il rapporto tra cittadini e amministrazione locale. Un’opportunità storica per modernizzare i nostri servizi e migliorare l’efficienza, la qualità e la quantità, avviando un percorso di crescita tecnologica e organizzativa. Non si tratta semplicemente di digitalizzare procedure esistenti, cosa che stiamo già facendo da tempo (basta pensare all’archivio edilizio completamente dematerializzato), ma ripensare e riprogettare la macchina comunale sfruttando le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. Tutto ciò richiede significativi investimenti. Per questo rappresenta un grande risultato per Chieri aver aderito, senza alcun costo per le casse comunali, ad una sperimentazione che coinvolge diverse città (ad es. Bergamo, Pisa, Ferrara, Brescia, Udine, Trieste, la Regione Puglia), entrando così a far parte di una rete nazionale. Grazie ad AI-PACT abbandoneremo il modello di protocollazione manuale verso una nuova modalità digitale “intelligente” ma supervisionata dagli operatori. Il nostro auspicio è di partecipare anche ad altre sperimentazioni, infatti, Chieri si è candidata per lo Sportello telematico al Cittadino (presentazione pratiche), la redazione degli atti amministrativi, l’Urp e lo Sportello Edilizia, tutti servizi che possono diventare più evoluti, migliorando il lavoro dei nostri uffici e la vita dei nostri cittadini».

L’Università Bocconi svolgerà anche una formazione specifica rivolta ai funzionari comunali deputati al Protocollo, che verranno addestrati relativamente al funzionamento della piattaforma e alle sue modalità di utilizzo. Ogni tre settimane è previsto un confronto tra l’Amministrazione comunale e il Gruppo Maggioli, per analizzare eventuali criticità e valutare possibili future migliorie, così da affinare la modalità di lavoro standard proposta dalla AI, adattandola e facendola diventare sempre più pertinente rispetto alle caratteristiche e alle necessità dell’organizzazione comunale.

 

Arrampicata sportiva, Coppa Italia Boulder

Castellani alla Casa della Madia

Un pubblico molto numeroso ha partecipato all’incontro inaugurale del nuovo ciclo di domeniche alla Casa della Madia che ha avuto come primo ospite Valentino Castellani, figura che unisce competenza accademica, responsabilità di governo e attenzione al tessuto civile e spirituale della comunità. Il tema affrontato, la crisi delle democrazie rappresentative in Occidente, è stato proposto come una preoccupazione concreta che riguarda la vita quotidiana delle persone e il modo stesso di stare insieme in società.


Castellani ha ricordato come la democrazia rappresentativa, nata con forza in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, sia per sua natura, un sistema fragile. La storia insegna che anche le elezioni democratiche possono legittimare derive autoritarie e che la democrazia contiene al suo interno strumenti formali che, se distorti, possono condurre al suo indebolimento. Norberto Bobbio parlava delle promesse mancate della democrazia quali il prevalere di interessi contrapposti, una rappresentanza fragile e la crescente difficoltà di decidere in un mondo sempre più complesso. Mentre Alexis de Tocqueville aveva messo in guardia dal rischio che la maggioranza, se non limitata, potesse abusare del proprio potere.
Secondo molti studiosi, l’inizio simbolico di questa crisi può essere collocato negli anni Settanta, con l’affermarsi del neoliberismo. In quel periodo si rompe progressivamente l’equilibrio tra libertà ed eguaglianza: il mercato prevale sullo Stato, i diritti sociali vengono compressi e l’economia si separa dalla politica.
Questo squilibrio produce un vuoto sociale, alimenta la sfiducia ed il risentimento e favorisce la crescita di un capitalismo finanziario sempre più distante dall’economia reale. A ciò si aggiunge l’impatto delle nuove tecnologie, che rendono più fragili i legami sociali e concentrano il potere in pochi attori globali, fino a configurare forme che alcuni autori definiscono “tecno-feudalesimo”.
Come ricorda Castellani, la crisi della democrazia non è improvvisa, ma lenta e progressiva, simile all’azione silenziosa dei tarli in un mobile antico. Essere eletti non equivale ad avere pieni poteri: in democrazia, il consenso non cancella i limiti e i controlli stabiliti dalla Costituzione. Quando questi argini si indeboliscono, attraverso l’attacco alla legalità, alla magistratura e agli organi di garanzia, o attraverso il ridimensionamento del ruolo del Parlamento a favore dell’esecutivo, l’equilibrio democratico diventa fragile.
Accanto alla democrazia rappresentativa esistono anche strumenti di democrazia diretta, quali referendum, iniziative popolari, dibattiti pubblici e bilanci partecipativi, che possono rafforzarla se progettati con attenzione e responsabilità. Castellani conclude ricordando che la democrazia vive della virtù dei cittadini, intesa come una preferenza costante per l’interesse generale rispetto a quello personale, senza negare la legittimità degli interessi particolari. Quando il cittadino diventa passivo, la democrazia inizia ad ammalarsi. Educare alla democrazia è quindi una responsabilità intergenerazionale: un lavoro lento e faticoso che richiede impegno quotidiano, coerenza e testimonianza. Prendersene cura significa custodire le istituzioni, ma soprattutto coltivare persone capaci di responsabilità, dialogo e visione.
Come abitudine, la giornata si è conclusa con un ampio confronto tra il relatore e il pubblico presente, dando vita a un vivace dibattito non solo sul tema della giornata ma anche su altri temi di attualità tra i quali, come era facile prevedere, le Olimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina. Casa della Madia intende proseguire la riflessione dedicando altre giornate alla crisi delle democrazie e più in generale alla situazione sociale e geopolitica.

IRENE CANE

Alle Ogr l’inaugurazione del nuovo anno accademico del Politecnico

 

Il Politecnico di Torino inaugura l’anno accademico 2025/2026 mettendo al centro il dialogo con la Pubblica Amministrazione, indicata come terreno decisivo per trasformare innovazione e competenze in valore pubblico.

La cerimonia, ospitata alle OGR Torino, ha riunito istituzioni nazionali e locali: dal Rettore Stefano Corgnati al Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio al Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, insieme alla Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione Paola Severino, alla Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Laura Ramaciotti, al Direttore generale Vincenzo Tedesco e al rappresentante degli studenti Lorenzo Baffert.

Al centro della giornata, l’idea che la Pubblica Amministrazione sia una vera e propria “palestra di innovazione”, uno spazio in cui l’università può mettere a sistema le sue tre missioni: formazione, ricerca applicata e dialogo con la società.

Quando si parla di innovazione – è stato sottolineato – si pensa spesso solo alla dimensione tecnologica. In realtà, molte collaborazioni tra Politecnico e PA rappresentano già esempi concreti di innovazione: dalla connettività Wi-Fi nelle aree remote allo sviluppo di smart city, fino all’uso dei digital twin per le previsioni urbanistiche. Non si tratta solo di nuove tecnologie, ma anche di innovazione di modelli, metodi e, soprattutto, regole.

Perché la tecnologia corre più veloce delle norme, e spesso il vero ostacolo non è tecnico ma regolamentare. Da qui l’obiettivo dell’Ateneo: sedersi ai tavoli di policy making per portare una sensibilità tecnologica accanto a quelle economico-finanziarie e giuridiche, tradizionalmente predominanti.

Nel suo intervento, il Sindaco Stefano Lo Russo ha richiamato la responsabilità costituzionale delle istituzioni: rendere effettivi i diritti e rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza. “In tempi di trasformazioni profonde e rapidissime, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi decisionali la qualità amministrativa non è solo una questione tecnica, ma democratica. – ha affermato il Sindaco – Se la pubblica amministrazione funziona, i diritti sono realmente esigibili. Se non funziona, restano solo sulla carta. L’efficienza non è soltanto un indicatore di performance: è una condizione della democrazia”.

Il Sindaco ha poi messo in guardia contro il rischio di una burocrazia lenta e opaca, che finisce per creare barriere invisibili: quando i procedimenti sono complessi, l’accesso diventa selettivo e le disuguaglianze si amplificano. Da qui la necessità di un cambio culturale: non basta chiedersi se una procedura sia conforme, occorre verificarne l’efficacia. “La conformità garantisce le regole, ma è l’efficacia che garantisce i diritti”. Per governare la complessità serve un metodo fondato sui dati, sulla misurazione degli impatti e su decisioni basate sull’evidenza.

Il Rettore Stefano Corgnati ha proposto una prospettiva chiara: accanto alla storica vocazione industriale dell’Ateneo, il rapporto con la Pubblica Amministrazione è oggi un ambito strategico, dal livello locale a quello europeo e internazionale. Per il Rettore: “Rendere disponibile la tecnologia a tutta la collettività attraverso la Pubblica Amministrazione è il modo più democratico di fruibilità della tecnologia stessa”.

C’è poi una seconda sfida: raccontare correttamente le tecnologie. Spesso la loro diffusione è ostacolata dalla paura, che nasce dalla mancanza di conoscenza. Comprenderne potenzialità, limiti e criticità è parte integrante della missione di un’università tecnologica, soprattutto in una fase in cui lo sviluppo passa in larga parte attraverso investimenti pubblici.

La centralità della formazione è stata ribadita anche dal Direttore generale Vincenzo Tedesco: nessuna innovazione può avere successo senza un capitale umano adeguatamente formato e motivato. La vera sfida non è solo adottare nuove soluzioni tecnologiche, ma accompagnare le persone nel cambiamento, promuovendo una mentalità aperta e orientata all’apprendimento continuo.

In questa direzione si inserisce la prima edizione di una scuola estiva dedicata alla Pubblica Amministrazione, un progetto pilota rivolto a 50 studenti e studentesse magistrali e di dottorato. L’obiettivo è formare profili capaci non solo di sviluppare soluzioni tecnologiche, ma anche di comprendere linguaggi, dinamiche decisionali e responsabilità della PA contemporanea.

Il Ministro Paolo Zangrillo ha sottolineato come l’innovazione pubblica nasca dall’incontro tra competenze diverse e sia sempre un processo collettivo. “Le persone sono il vero motore dell’innovazione pubblica. Per questo i progetti che abbiamo messo in campo mettono al centro il merito e la valorizzazione dei talenti, dal reclutamento alla formazione fino ai percorsi di carriera”.

Un messaggio che si intreccia con quello dell’Ateneo: preparare professionisti capaci di portare una solida cultura tecnico-scientifica nei luoghi in cui si definiscono politiche, regole e norme.

L’apertura dell’anno accademico si chiude così con una sfida culturale ambiziosa: trasformare la Pubblica Amministrazione in uno spazio di innovazione strutturale, dove tecnologia, competenze e metodo scientifico diventino leve concrete per rafforzare la qualità della democrazia.

TorinoClick

Scontri Torino, SAP: positiva la decisione della Procura 

Il SAP accoglie con favore la decisione della Procura di Torino di presentare appello contro la decisione del gip, che nei giorni scorsi ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti a seguito degli scontri del 31 gennaio nel capoluogo piemontese.

“Si tratta di una decisione importante – spiega il Segretario SAP, Stefano Paoloni – sottolineando che si rischia di far passare il messaggio che i professionisti del disordine e delle devastazioni, proprio come accaduto a Torino, possono agire impunemente. Aspettiamo l’esito del ricorso e auspichiamo una mano ferma nella decisione”.

Mara Martellotta

A San Valentino in coppia al museo

 

 

Sabato 14 febbraio un solo biglietto a chi si presenta in coppia

Offerta valida per le mostre temporanee e le collezioni permanenti di GAM, MAO

e Palazzo Madama

In occasione di San Valentino, sabato 14 febbraioGAMMAO e Palazzo Madama propongono una speciale promozione dedicata a ogni coppia, senza distinzione di genere, sesso, età e relazione.

 

Tutti i visitatori che si presenteranno in due (coniugi, fidanzati, genitori e figli, amici o parenti) potranno accedere alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee Notti. Cinque secoli di sogni, stelle e pleniluniLinda Fregni Nagler. Anger Pleasure FearElisabetta Di Maggio. Frangibile Lothar Baumgarten. Culture Nature alla GAM e Chiharu Shiota: The Soul Trembles al MAO con la formula 2×1, pagando un solo biglietto a prezzo intero e valido per 2 persone.

L’offerta è valida solo sul biglietto intero. Non cumulabile con Abbonamento Musei e Torino Piemonte Card.

 

Completa l’iniziativa un ricco calendario di visite guidate tematiche a cura di Coopculture:

 

sabato 14 febbraio ore 15:30

LE MILLE E UNA DECLINAZIONI DELL’AMORE NELLE OPERE DEL MAO

Il percorso di visita condurrà il pubblico alla scoperta delle opere d’arte del museo accomunate dal tema amoroso e sessuale in ambito buddhista e induista. L’apprezzamento dell’estetica delle opere del Subcontinente indiano e della Regione Himalayana andrà di pari passo con l’approfondimento di tematiche connesse alla sfera amorosa nelle sue innumerevoli sfumature.
NB percorso consigliato per il solo pubblico adulto.

 

sabato 14 febbraio ore 15:30 
MANO NELLA MANO: AMORI CELEBRI A PALAZZO MADAMA

A Palazzo Madama, le collezioni raccontano grandi amori della storia attraverso dipinti e raffinati oggetti decorativi. Durante la visita, i partecipanti possono seguire le tracce di passioni celebri e legami importanti. I due grandi ritratti equestri in Sala Guidobono narrano un’unione storica: Carlo Emanuele II, imponente opera del Brambilla e, sulla parete opposta, Maria Giovanna Battista Savoia Nemours: un matrimonio durato dodici anni specchio della storia sabauda di XVII secolo. Coppie famose, simboli di fedeltà, graziosi putti che scoccano dardi: l’amore è ovunque. I variegati e intriganti i lambriggi in Camera Nuova svelano storie e passioni che, da sempre, sono state ispirazione d’arte: Diana e Endimione; Giove, Danae e la pioggia d’oro: fin dalla antichità il nobile sentimento è stato protagonista nell’arte e nella vita.

 

sabato 14 febbraio ore 16:00

NOTTI D’AMORE: SAN VALENTINO ALLA GAM

In un pomeriggio dedicato all’amore, entreremo nella mostra “Notti” lasciandoci guidare dalle opere e dalle loro ombre. Tra immagini che si accendono nella penombra e poesie d’amore lette lungo il percorso, scopriremo come la notte sappia custodire emozioni, incontri e desideri.

Un breve viaggio nel museo, e dentro di noi, per celebrare l’amore in tutte le sue forme.

 

Costo di ogni visita guidata: 10€ a partecipante
Costi aggiuntivi: biglietto d’ingresso al museo; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei.
Acquisto online su  https://tickets.fondazionetorinomusei.it/webshop/webticket/eventlist?production=117 fino a esaurimento posti disponibili.
Informazioni t. 011.19560449 oppure ftm.prenotazioni@coopculture.it