Sono state emesse alcune misure cautelari nei confronti di minorenni – il cui numero non è ancora stato reso noto – che si sarebbero resi responsabili di disordini e danneggiamenti avvenuti durante le più recenti manifestazioni pro Palestina a Torino.
L’operazione riguarda giovani che, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbero tra i principali protagonisti dei gravi episodi verificatisi in città nel corso del corteo del 3 ottobre scorso. In quella circostanza si erano registrati scontri, atti vandalici e momenti di forte tensione, rendendo necessario un massiccio intervento delle forze dell’ordine per ristabilire l’ordine pubblico.
Le attività investigative, sviluppate nei mesi successivi agli eventi, avrebbero permesso di ricostruire la dinamica dei fatti e di individuare i presunti ruoli e le responsabilità dei soggetti coinvolti.
Operazione Riot a Torino dopo i disordini del corteo pro Pal
Per l’Iran, anzi per la storica e civilissima Persia, bisogna mobilitarsi. Le esitazioni di certa politica che si è spesa per la Palestina in modo acritico, rivelano la cattiva coscienza e la malafede che la caratterizzano. Alla mia generazione torna alla mente l’indecenza di chi nel 1956 fu dalla parte dell’Urss contro l’Ungheria invasa. Ma torna anche alla mente un Occidente che si lavò le mani come Ponzio Pilato e non mosse un dito per gli Ungheresi. Anche allora i commentatori giornalistici furono generosi di solidarietà a buon mercato, quasi come accade oggi. Il pericolo reale è che la rivolta iraniana venga strangolata dalla forza e le migliaia di vittime siano cadute invano. La Persia deve tornare libera. L’Iran dell’Islam più cieco ed intollerante, fomentatore di terrorismo nel mondo, deve essere estirpato dalla storia come un cancro. Per l’Ungheria nel 1956 si mossero in Italia solo Indro Montanelli, il medico scienziato Achille Mario Dogliotti e pochi altri. Nobili e grandi esempi. Oggi non vedo in Italia nessuno che abbia la loro tempra e il loro coraggio. Eppure occorre passare dalle parole ai fatti.

