ilTorinese

Grimaldi e Ravinale (AVS): Solidarietà al libraio di Bruino, aderiamo al presidio antifascista

“Un’altra intimidazione, lunedì, al libraio Matteo Lavagnino di Bruino, colpevole solo di professare il suo antifascismo. Due uomini sono entrati nella libreria Belleville, strappando un cartellone con una frase antifascista e dandogli del ‘comunista di merda’. Quella libreria che condivide i suoi spazi con l’Arci e con un’associazione che fa attività con bambini. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Matteo e invitiamo la cittadinanza bruinese a partecipare al presidio di oggi davanti allo spazio culturale, a cui AVS ha aderito ufficialmente. Non ci lasceremo intimidire dai neofascisti, Belleville siamo tutti e tutte noi” – lo dichiarano il Vicecapogruppo di AVS alla Camera, Marco Grimaldi, e la Capogruppo di AVS in Piemonte, Alice Ravinale.

Costruire il futuro in quota: un nuovo piano regionale per salvare la montagna

La Regione Piemonte lancia un investimento strutturale per accompagnare lo sviluppo economico dei territori di montagna e rafforzarne i servizi essenziali.

La nuova misura mette a disposizione delle Unioni montane oltre 10 milioni di euro nell’ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane.

«Si tratta di un cambio di passo – ha dichiarato l’assessore allo Sviluppo e Promozione della Montagna Marco Gallo nel corso della presentazione svoltasi nel Centro Congressi della Regione alla presenza del presidente di Uncem Piemonte Roberto Colombero e dei presidenti delle Unioni Montane – Mettiamo risorse importanti direttamente nelle mani delle Unioni montane, riconoscendo la loro capacità di leggere i bisogni reali dei territori e di trasformarli in progetti concreti. È così che si contrasta davvero lo spopolamento: garantendo servizi, sostenendo le famiglie, accompagnando le imprese e valorizzando il patrimonio naturale e culturale».

La presentazione delle domande sarà possibile dal 19 gennaio al 16 marzo 2026 secondo le indicazioni del bando che sarà pubblicato su https://bandi.regione.piemonte.it/

L’intervento deriva dalla consapevolezza di un contesto complesso: da un lato lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e le difficoltà di accesso ai servizi; dall’altro una montagna viva, capace di attrarre turismo, nuove imprese, progettualità legate alla sostenibilità, all’agricoltura di qualità e alla valorizzazione delle risorse locali, che chiede strumenti flessibili e risposte mirate. Ed è proprio per rispondere a queste esigenze che la Regione ha scelto di affidare alle Unioni montane una dotazione finanziaria significativa, programmabile su un orizzonte triennale, lasciando agli enti locali la possibilità di definire le priorità di intervento in base alle specificità dei propri territori. Una scelta che rafforza il principio di autonomia e responsabilità delle comunità locali.

Le priorità di intervento

Tre sono le priorità di intervento su cui si concentra la misura, definite anche attraverso il confronto con Uncem e le altre Direzioni regionali:

– miglioramento della connettività e promozione del territorio, con interventi per la banda ultra larga in edifici pubblici, rifugi alpini ed escursionistici, e il sostegno a percorsi turistici innovativi, attività outdoor, destagionalizzazione e valorizzazione dei mestieri e dei prodotti artigianali;

– mantenere e rafforzare scuole e servizi educativi per la fascia 0-16 anni nei piccoli Comuni montani, sostenendo modelli innovativi come i Poli per l’infanzia e potenziando pre e post scuola, mensa e trasporti;

– manutenzione straordinaria e adeguamento della segnaletica dei percorsi della rete escursionistica, un patrimonio strategico per la fruizione sostenibile della montagna e per un turismo sempre più destagionalizzato.

All’interno di questi ambiti le Unioni montane potranno articolare liberamente il budget assegnato, secondo criteri già utilizzati per la ripartizione del Fondo regionale per la montagna. La Regione ha inoltre scelto di semplificare al massimo le procedure, prevedendo proposte progettuali sintetiche e un accompagnamento costante degli enti fino alla scadenza del bando, fissata per metà marzo.

«Vogliamo che queste risorse arrivino davvero a terra e producano effetti concreti – ha concluso Gallo – Per questo abbiamo ridotto gli adempimenti e garantito supporto continuo. La montagna piemontese ha dimostrato di essere resiliente e propositiva: ora ha anche gli strumenti per costruire il proprio futuro».

«Questo strumento può integrare percorsi che sono già avviati, ma richiede al tempo stesso responsabilità da parte della Regione ma anche delle Unioni Montane – ha aggiunto il presidente di Uncem Piemonte, Roberto Colombero – Noi ci riteniamo soddisfatti per il percorso e per la strategia messa in atto per la montagna piemontese e per la sua pianificazione regionale».

Le camminate di Sentiero Verde riprendono domenica da Poirino

Domenica 18 gennaio, a Poirino, riprenderanno le escursioni del circuito Sentiero Verde, organizzate dall’Associazione di Promozione Sociale Camminare lentamente, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino. Lo slogan del primo appuntamento dell’anno è “si torna a camminare, benvenuto 2026! Ripartiamo da Poirino con dolcezza, lentezza e speranza”. Il ritrovo dei partecipanti è fissato alle 13.30 all’Agrigelateria San Pè di Cascina San Pietro 29, a Poirino. La tranquilla passeggiata invernale, promozionale di 6 km, partirà alle 14 e durante il percorso si raggiungerà la tenuta Banna, per poi rientrare al punto di partenza. Si tratterà di una breve camminata a partecipazione gratuita, adatta a tutti, necessaria per tornare a muoversi dopo la sosta di fine anno, per rivedersi e accogliere chi vorrà condividere il cammino di Sentiero Verde. Al termine della passeggiata, alle 16.30 circa, nel Salone Italia di Poirino sarà presentato il calendario delle prossime escursioni, organizzate da Camminare lentamente, e sarà possibile associarsi per il nuovo anno al costo di 10 euro per gli adulti e gratuitamente per i minori. La tessera per i sostenitori dell’Associazione, che comprende un gadget, costa 25 euro. I partecipanti all’escursione sono invitati ad utilizzare calzature adatte con suola antiscivolo. Obbligatoria la prenotazione  via email all’indirizzo camminarelentamente2@gmail.com almeno 24 h prima dell’evento.

La partecipazione alle successive camminate sarà riservata ai soci.

Info: 3806835571 – 3497210715

Mara Martellotta

Arrestato un uomo per i furti nelle scuole di Venaria

Un uomo di 42 anni è stato arrestato da Carabinieri di Venaria Reale  per furto nelle scuole cittadine. L’uomo, già arrestato una volta e sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per furto nelle scuole “Lessona” e “8 marzo” , è stato nuovamente colto in flagranza di reato all’interno della scuola “Lessona” di via Boccaccio.  A coordinare le indagini è la Procura di Ivrea, che cerca collegamenti tra i diversi furti avvenuti in alcune scuole di Venaria. L’uomo è in attesa di processo.

Mara Martellotta

Ragazzo investito a San Sebastiano da Po: è morto

Un ragazzo di 14 anni si trova ora all’ospedale Giovanni Bosco, in codice rosso, dopo un grave incidente avvenuto questa mattina mentre si recava a scuola. Il giovane è stato investito da un’automobile intorno alle 7.30 sulla provinciale 590, a San Sebastiano da Po. Il conducente si è subito premurato di chiamare i soccorsi, e i sanitari del 118 di Azienda Zero hanno provveduto a intubarlo e a organizzare il trasporto. Riguardo alla dinamica dell’incidente, sono in corso accertamenti da parte dei Carabinieri di Chivasso.

Aggiornamento: il ragazzo e’ purtroppo deceduto nelle scorse ore

Mara Martellotta

Tentata truffa ai danni di un’anziana a Pino Torinese

I Carabinieri arrestano un uomo torinese di origine nordafricana

Una donna di 76 anni di Pino Torinese, insospettita da una telefonata di sedicenti Carabinieri che le chiedevano di consegnare denaro e gioielli, ha contattato la centrale della zona e denunciato l’accaduto. I Carabinieri, raggiunta ieri mattina l’abitazione della donna, hanno guidato la signora in una telefonata-trappola al malvivente, al fine di condurlo tra le loro mani. Giunto sul posto, i Carabinieri hanno bloccato e arrestato un uomo ventitreenne di origine nordafricana, ma torinese, con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.

MARA MARTELLOTTA

A Pianezza la selezione regionale della First LEGO League Challenge

Sabato 17 gennaio prossimo le scuole dell’Arca di Pianezza, in provincia di Torino, in via San Pancrazio 65, ospiteranno dalle 9 alle 17 la selezione regionale della First LEGO League Challenge, uno dei più importanti contest internazionali di robotica educativa rivolti a ragazze e ragazze tra i 9me i 16 anni. L’iniziativa coinvolgerà circa 180-200 studenti organizzati in squadre, provenienti da scuole del Piemonte della regione Nord Ovest, impegnati in un percorso che unisce robotica, progettazione, innovazione, problem solving e capacità di comunicazione. Durante la giornata i team presenteranno i loro progetti a una giuria composta da esperti in campo tecnologico, educativo e archeologico, confrontandosi su competenze tecniche e trasversali. Il tema dell’edizione 2025-2026 si intitola “Unearthed”, e invita i partecipanti a esplorare ciò che è nascosto o sotterraneo, facendo dialogare archeologia, scienza e strumenti digitali. L’obiettivo è stimolare una riflessione su come le tecnologie contemporanee possano contribuire alla conoscenza del passato anche senza ricorrere allo scavo tradizionale, sviluppando nei ragazzi uno sguardo critico e interdisciplinare.

La First LEGO League Challenge si conferma un’esperienza formativa ad alto valore educativo, che pone al centro il lavoro degli studenti, la collaborazione di squadra e l’applicazione concreta delle conoscenze, promuovendo un apprendimento attivo e orientato alle sfide del futuro.

“Ospitare una selezione regionale della First LEGO Challenge – spiega Sara Montagnoni, presidente della Cooperativa l’Arca e referente dei percorsi STEM e di robotica educativa – è per la nostra scuola un riconoscimento importante. Siamo una realtà educativa radicata sul territorio, ma da sempre attenta a sviluppare nei ragazzi competenze che guardino al futuro: progettazione, uso consapevole delle tecnologie, capacità di analizzare dati, comunicare e lavorare su problemi complessi. Accolti in un contesto internazionale di Robotica educativa significa mettere in relazione passato e futuro, scuola e innovazione, offrendo ai ragazzi sfide di lettura del mondo indispensabili già nel prossimo futuro”

L’evento rappresenta un’importante occasione di valorizzazione dei territorio, rafforzando il ruolo delle istituzioni scolastiche come luoghi di sperimentazione, innovazione e dialogo tra educazione, tecnologia e comunità locale.

Mara Martellotta

Giordano Bruno Guerri, le vite strabilianti dei futuristi raccontate al “Pannunzio”

Il Centro Pannunzio inaugura il suo 2026 con la presentazione in anteprima del libro

Nella serata di giovedì 15 gennaio, presso il grattacielo di Città metropolitana, in corso Inghilterra 7, a Torino, Il Centro Pannunzio ha inaugurato la sua attività del 2026 presentando in anteprima il nuovo libro di Giordano Bruno Guerri, storico e Presidente del Comitato scientifico del Centro, intitolato “Audacia, Ribellione, Velocità – vite strabilianti dei futuristi italiani” (Rizzoli).

In una sala conferenze gremita di pubblico, il Prof. Pier Franco Quaglieni ha dato il via alla conferenza ricordando Giovanna Bussi Passaggio e l’importanza di un intellettuale come Giordano Bruno Guerri con queste parole:

“Desidero aprire questo 2026 nel ricordo di una nostra grande consocia che fu Vicepresidente del Centro Pannunzio, Giovanna Bussi Passaggio. Una persona indimenticabile per tutto ciò che ha fatto con coerenza, che ha avuto ancora la forza di rinnovare la sua iscrizione nel settembre scorso per l’ultima volta, già gravemente ammalata e consapevole che non avrebbe visto il nuovo anno. Lei ha rappresentato l’esempio e il senso dell’essere pannunziani, da portare sempre nel cuore”.

“Giordano Bruno Guerri si presenta da sé – ha continuato il Prof Quaglieni, entrando nel vivo dell’incontro – una grande presenza nel mondo della cultura, dell’editoria, della storiografia e anche, se mi permettete, della simpatia. Giordano Bruno Guerri ha poco da condividere con quegli intellettuali che troppo spesso cadono nel peccato della vanità e nei limiti del dogma. Lui è tutto l’opposto, è un uomo mite, razionale, capace di condurre una riflessione serena anche sul passato più controverso e dibattuto. Egli rappresenta la capacità del dissenso, di saper vedere le cose da diversi angoli di visuale, tutte caratteristiche dell’uomo di cultura quando si libera dagli imprimatur delle ideologie arroganti. Vorrei chiudere questa breve introduzione rivolgendo il pensiero a chi in Iran muore per la libertà, e noi dobbiamo stare da quella parte. La libertà è il valore grande, supremo. Grazie, Giordano Bruno, di essere questa sera con noi al Centro Pannunzio”.

“Ringrazio il Prof. Quaglieni per questa bellissima introduzione, che mi onora – ha dichiarato Giordano Bruno Guerri – a proposito del Futurismo, tema del mio nuovo libro, voglio dire che già nel 2009 pubblicai una biografia di Marinetti, che verrà riproposta nel marzo prossimo dalla Bur, perché era il centenario della nascita del Futurismo, ed ero sicuro che sarebbe andato incontro a una celebrazione dopo tanti anni di dimenticanza, ma che si sarebbe anche cercato di mettere Marinetti ‘sotto il tappeto’. Un controsenso, dato che il Futurismo nacque dalla mente di Marinetti, che partorì questa idea strepitosa del più grande movimento culturale italiano dopo il Rinascimento. Un movimento che abbracciò tutto lo scibile umano, e che immediatamente si diffuse in tutto il mondo, contribuendo in gran parte a generare tutte le avanguardie successive. Forse, senza il Futurismo, non avremmo avuto la banana di Cattelan appesa al muro, che non è per forza una cosa bellissima, ma è l’espressione di libertà artistica, di indipendenza e di provocazione di cui è necessario parlare. Ho cercato così di valorizzare Marinetti, definendolo ‘genio’, espressione che mi costò qualche rimprovero da quella parte della cultura che già nell’epoca postbellica aveva fatto sì che il Futurismo venisse censurato ideologicamente e legato al Fascismo”.

“Marinetti, è vero, ebbe rapporti con il Fascismo, ma il suo era un sentimento non tanto legato al concetto di quest’ultimo quanto all’idea di patria. Lui, come molti italiani del tempo, aveva un concetto di patria superlativo, tanto da fargli affermare ‘la parola patria deve prevalere sulla parola libertà’. Io non lo credo, la parola libertà deve essere amata più della patria, che non va, quest’ultima, amata comunque se non sussistono condizioni di libertà. Questo fatto ha certamente compromesso la sua vita e il suo ricordo, tanto è vero che nelle scuole, per molti anni dopo la guerra, tutto il movimento futurista divenne un’entità innominabile, nemmeno oggetto di studio, ma è bene stare attenti al giudicare il passato con gli occhi del presente, poiché spesso si cade in errore. Marinetti fu in qualche modo il punto di congiunzione fra il Fascismo e il Futurismo: il manifesto di San Sepolcro del 1919, atto fondativo del Fascismo, è in gran parte ispirato al manifesto politico futurista dell’anno prima, e sono entrambi manifesti rivoluzionari. Quando Mussolini, per riguadagnare consenso, decise di spostare il Fascismo verso destra, aprendo così alla monarchia, al militarismo, al capitalismo e al Vaticano, avvenne la rottura con il movimento futurista, e con Marinetti in particolare, che se ne discostò, per poi riavvicinarsi nel momento più complicato, dopo l’omicidio Matteotti, quando si rese necessario sostenere quel sentimento patriottico che del Fascismo faceva parte. Da allora convissero con un equivoco, ovvero con il desiderio, da parte di Marinetti, di far diventare futurista il fascismo, e dall’altra parte Mussolini, che voleva un Futurismo fascista. Naturalmente vinse il potere di Mussolini, che si servì del Futurismo come base culturale, almeno in parte, dato che gran parte del nucleo della politica ideologico fascista era gentiliana, che Marinetti detestava”.

“Detto questo – conclude Giordano Bruno Guerri – Marinetti è veramente un genio a cui dobbiamo la massima gratitudine per quello che ha creato, e che oggi rimane a tutto il mondo. Un movimento, quello di Marinetti, che con intuizioni e velocità straordinarie riuscì a prevedere molte delle cose che oggi caratterizzano la nostra quotidianità: l’intelligenza artificiale, per esempio, oppure l’utilizzo dell’emoticon per descrivere l’emozione. Avevano già pensato ciò che siamo oggi, come singoli e come società”.

“Ogni avanguardia è tale quando, mentre uccide, prepara una nuova vita, demolendo insieme al passato il presente”. Vale per ogni avanguardia, e non può non valere più forte per l’avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l’esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale – artistico, politico, di costume – che fu il Futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall’Italia e dall’Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell’epoca, in Italia e nel mondo. Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l’altra metà del Futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l’innamoramento per la modernità, l’indole ribelle e guascona, l’adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l’ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull’avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell’arte moderna – “degenerata” – come accadde nella Germania di Hitler e nell’Unione Sovietica di Stalin. E oggi l’eredità del Futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da Internet all’Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso. Un libro di storia e di storie, in cui Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire – tra foto inedite dei protagonisti, manifesti, opere d’arte e idee di propaganda – cosa è stato il Futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c’è del Futurismo nelle nostre (decisamente più noiose).

Mara Martellotta

Scappa di casa dopo una lite in famiglia: ritrovato con l’aiuto della polizia 

Tornato a casa il ragazzino undicenne astigiano che si era allontanato da casa dopo una discussione in famiglia sul mancato acquisto di un nuovo cellulare. Gli agenti di polizia della questura di Asti hanno avviato subito le ricerche a seguito della segnalazione da parte del fratello, preoccupato per l’assenza, durata diverse ore, del fratellino. Dopo una telefonata da numero sconosciuto, e senza risposta, da parte del ragazzo alla madre, un agente è riuscito a mettersi in contatto direttamente con lo stesso, che ha raccontato di essersi perduto e di trovarsi nei pressi di una stazione ferroviaria. Individuato il luogo, la famiglia è andata a recuperarlo, e il fratello maggiore, ringraziando con un messaggio gli agenti, ha confermato che il bambino stava bene e che l’episodio si poteva ritenere rientrato.

Mara Martellott

Torino in piazza per la libertà del popolo iraniano

Nel pomeriggio di ieri giovedì 15 gennaio 2026, piazza Castello a Torino ha ospitato una manifestazione di solidarietà a sostegno del popolo iraniano, organizzata da attivisti, membri della diaspora iraniana e cittadini sensibili al tema dei diritti umani.

La piazza si è riempita di cartelli, bandiere e slogan contro la repressione in atto in Iran, con interventi dal palco che hanno denunciato la violenza subita dai manifestanti e il clima di paura che ancora oggi colpisce chi dissente dal regime. Molti partecipanti hanno scelto di mantenere l’anonimato, coprendo il volto per proteggere parenti e conoscenti rimasti nel Paese.

Con la presenza di sensibilità e posizioni politiche differenti, il messaggio condiviso è stato chiaro: chiedere maggiore attenzione da parte della comunità internazionale e sostenere il diritto del popolo iraniano a libertà, giustizia e autodeterminazione.

La mobilitazione torinese si inserisce in un quadro più ampio di iniziative che, in questi mesi, stanno attraversando numerose città italiane ed europee, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla situazione iraniana e sulle violazioni dei diritti fondamentali.

Foto FR