ilTorinese

Fondazione Torino Musei, gli appuntamenti

SABATO 14 MARZO

 

Sabato 14 febbraio ore 15

BLU BLU

PALAZZO MADAMA – attività famiglie

@ REMIDA-centro di riuso creativo, via Modena 35 Torino

La Città di Torino – Divisione Educativa, l’Istituzione Torinese per una Educazione Responsabile (ITER) e la Fondazione Torino Musei con GAM, MAO Museo d’Arte Orientale e Palazzo Madama propongono un ciclo di tre laboratori dedicati ai bambini 5-11 anni e alle loro famiglie con un tema specifico che unisce arte e riciclo collegato a REMIDA, il Centro di Riuso Creativo di ITER di via Modena 35.

Il laboratorio (con quota di partecipazione a carico delle famiglie) prevede due incontri per ogni museo coinvolto: il primo in museo e il secondo nel Centro REMIDA per promuovere la conoscenza del Centro e delle sue attività, offrendo un’esperienza educativa basata sulla sostenibilità e il riuso creativo.

Blu notte, blu fiordaliso, blu elettrico, blu pavone… quanti blu conosci?

Porta con te un piccolo oggetto di un blu che ti piace e lo accosteremo con i blu chiari e scuri che ci sono in museo. Seguiremo questo colore che compare su un prezioso cofano e che ci guiderà tra gli oggetti in vetro, smalto e ceramica conservati nelle sale del Palazzo. Il gioco di osservazione e confronto terminerà in laboratorio dove, con un collage polimaterico, metteremo in risalto il blu che preferiamo facendolo dialogare con gli altri colori.

sabato 14 marzo 2025, ore 15 presso REMIDA-centro di riuso creativo, via Modena 35 Torino

Costo: €7 a bambino. Biglietto di ingresso ridotto al museo per adulti accompagnatori (gratuito con Abbonamento Musei)

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629 (lun-ven 09.30 – 13; 14-16); madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

 

DOMENICA 15 MARZO

 

Domenica 15 marzo ore 15:30

IL CORPO E L’INVISIBILE

GAM – Attività per adulti e bambini dai 6 anni in su
Chi siamo veramente? Siamo solo ciò che si vede allo specchio o nascondiamo mondi invisibili, radici antiche e forze selvagge? Questo percorso nelle sale della GAM è un viaggio dedicato al mutamento e alla metamorfosi, per scoprire come l’arte possa raccontare la nostra verità, rielaborandola in qualcosa di magico e inaspettato. Partiremo da sculture figurative per poi lasciarci stupire da volti di vetro che sembrano sciogliersi e creature leggendarie che svelano le nostre radici più profonde. In laboratorio, diventeremo protagonisti di una vera trasformazione sovrapponendo trasparenze e colori. Un’esperienza per giocare con la propria immagine e dare forma a un “sé” nuovo, fluido e sorprendente, capace di raccontare chi siamo oltre l’apparenza.
**Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti.
Costo: 10 € a partecipante
Costo aggiuntivo: 
adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta
Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it
Prenotazione e pagamento online

 

Domenica 15 marzo ore 18

KEIJI HAINO + MASAYOSHI FUJITA

MAO – performance nell’ambito del public programme di The Soul Trembles

@ OGR Torino, corso Castelfidardo 22

 

KEIJI HAINO

Un’icona della controcultura musicale giapponese

Keiji Haino è senza dubbio uno degli artisti più affascinanti e influenti del panorama sperimentale contemporaneo. Misteriosa figura attorno alla quale gravita tutta la scena del rock psichedelico e noise giapponese, con una presenza scenica dirompente che sfiora i linguaggi della performance art, esordisce nel 1970 con il leggendario gruppo noise-rock Lost Aaraff e raggiunge la notorietà col trio Fushitsusha. L’approdo alla carriera solista con l’album Watashi Dake/Only me (1981) segna una tappa fondamentale: con voce e chitarra dà vita ad improvvisazioni di incredibile intensità emotiva. Con alle spalle quasi 50 anni di carriera Haino esplora la musica contemporanea offrendo performance in cui la riscoperta del suono si avvale di qualsiasi tipo di strumento: chitarra, voce, batteria, elettronica, strumenti a percussione, sintetizzatori, ghironda e altri strumenti della tradizione popolare. Con Haino la tradizione del noise giapponese si mescola a quella del blues e del free jazz, creando un genere nuovo ed inimitabile. Ha collaborato, fra gli altri, con i Tatsuya Yoshida/Ruins, Masami Akita/Merzbow, Z’EV, Tony Conrad, John Zorn, Thurston Moore, Peter Brötzmann, Fred Frith, Bill Laswell, Faust, Jim O’Rourke, Oren Ambarchi, e fra gli artisti visivi con Christian Marclay e Cameron Jamie, e pubblicato più di 200 dischi.

In questo evento speciale a Torino, si esibirà con la polygonola, uno strumento poligonale piatto in metallo, costruito a partire dalla teoria della vibrazione bidimensionale da Naoki Skura.

 

MASAYOSHI FUJITA

Un affascinante lavoro di tessitura sonora ambient

Vibrafonista giapponese, Masayoshi Fujita inizia il suo percorso artistico con la batteria, per poi dedicarsi in modo approfondito al vibrafono, arrivando a comporre brani originali influenzati dal jazz e dall’elettronica. Dopo aver pubblicato registrazioni di ambient ed elettronica, Fujita inizia a sperimentare al di fuori degli stili tradizionali del vibrafono, preparando lo strumento con pezzi di metallo, strisce di alluminio e altri oggetti, alla ricerca di nuove possibilità sonore che ampliano lo spettro del vibrafono senza però intaccarne il carattere intrinseco.

Ha pubblicato cinque LP con l’etichetta culto di Londra Erased Tapes: Stories (2013), Apologues (2015), Book of Life (2018), Bird Ambience (2021) e Migratory (2024), e ha collaborato con producer elettronici come Jan Jelinek e Guy Andrews.

Partecipazione inclusa nel biglietto di ingresso alle mostre delle OGR Torino.

Il biglietto è acquistabile online. Prenotazione sulla pagina dedicata sul sito OGR.

 

 

GIOVEDI 19 MARZO

 

Giovedì 19 marzo ore 18

IL SANGUE IN UNA PIETRA. SPINELLI E RUBINI DALLA BIRMANIA ALLA CORONA BRITANNICA

MAO – conferenza nell’ambito del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente

A cura di Sherif El Sebaie.

Quarto appuntamento del ciclo di conferenze Bagliori d’Oriente, a cura di Sherif El Sebaie, già Consulente Scientifico per la Galleria dei Paesi Islamici dell’Asia del MAO Museo d’Arte Orientale. Il percorso, pensato come un viaggio attraverso culture e simboli, esplorerà l’uso, il valore rituale e il significato culturale delle pietre preziose e semipreziose, mettendo a confronto le tradizioni artistiche e religiose dell’Oriente e dell’Occidente.

L’appuntamento di marzo sarà dedicato ai rubini.

Considerata la gemma del fuoco e del comando, la conferenza ripercorrerà il viaggio dei rubini birmani fino al Tesoro della Corona britannica, confrontando l’estetica simbolica orientale con quella occidentale, tra reliquie religiose e collier da parata.

Ingresso: 5€. Biglietto acquistabile in museo. Non è richiesta la prenotazione

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO
a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

 

Il piazzale “Grande Torino” a Venaria Reale

 

 Sabato 14 marzo 2026, l’intitolazione e un incontro pubblico alla presenza di ex campioni Granata.

Il 4 maggio 1949, la squadra di calcio del Torino si schiantò sulla collina di Superga mentre stava rientrando dalla gara amichevole disputata pochi giorni prima contro il Benfica.

Era la squadra degli Invicibili, con la formazione che tutti, tifosi e appassionati, conoscono a memoria: Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, Menti, Loik, Gabetto, Mazzola, Ossola.

La Città di Venaria Reale, attraverso la Commissione Toponomastica e il Consiglio comunale, ha deciso di dedicare alla memoria del Grande Torino il piazzale limitrofo ai campi Don Mosso di via San Marchese ad Altessano.

Il taglio del nastro è previsto sabato 14 marzo 2026, alle ore 16.30, alla presenza delle autorità comunali, tifosi e giocatori che hanno fatto la storia del Toro come Claudio Sala, Giuseppe Pallavicini, Natalino Fossati e Rosario Rampanti. Presso Centro Sportivo Campi da calcio Don Giacomo Mosso, via San Marchese 25.

Alle ore 17, in sala consiliare, incontro pubblico «Ricordando i caduti di Superga e il Grande Torino», alla presenza del sindaco Fabio Giulivi e degli assessori ai Lavori Pubblici e allo Sport, Giuseppe Di Bella e Luigi Tinozzi. Presso Municipio, piazza Martiri della Libertà 1.

La Biennale della Legalità: Alpignano, Caselette, Almese e una puntata a Torino

Si torna a celebrare la “Biennale”, in concomitanza con la “Marcia Nazionale” promossa da “Libera”

Dal 18 al 22 marzo

Alpignano (Torino)

Sono tanti i nomi “celebri” – celebri in quanto carichi di memoria, di storie famigliari custodi di valori morali apertamente dichiarati fino al sacrificio della vita, in nome della Giustizia, della Legalità e della Lotta, coraggiosa ed esemplare, contro la criminalità, l’arroganza e i soprusi di tutte le mafie – che troviamo nel lungo elenco degli ospiti partecipanti alla seconda edizione della “Biennale della Legalità”, organizzata dall’“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, con sede a Caselette e in programma da mercoledì 18 a domenica 22 marzo prossimi. Cinque date scelte non a caso, in modo di “andare in scena” negli stessi giorni in cui Torino ospiterà, sabato 21 marzo, la “Marcia Nazionale” per la XXXI “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” (Giornata istituita nel ’96 in Campidoglio a Roma e celebrata ogni anno il primo giorno di primavera) promossa da “Libera” di don Ciotti, con lo slogan “Fame di verità e giustizia”.

Il Festival, come nella prima edizione, è gratuito e diffuso, animando i Comuni di Alpignano (Scala della Legalità, Opificio Cruto, Audido, Scuola Tallone e la Casa della Legalità Lea Garofalo, un bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività nel maggio 2025), Caselette (Sala 150 e Scala della Legalità) ed Almese (Teatro Magnetto). Previsti anche appuntamenti nelle scuole (Liceo Berti di Torino e scuole di Almese).

Sottolinea Pasquale Lo Tufo, presidente dell’“Associazione Calabresi per la Legalità”: “Siamo orgogliosi di presentare la seconda edizione della ‘Biennale’, un progetto che nasce dalla profonda convinzione che la memoria non debba essere solo una ricorrenza, ma un esercizio quotidiano di cittadinanza attiva …  Il nostro obiettivo è coinvolgere le istituzioni e i cittadini in un percorso condiviso dove la legalità diventi il fondamento della nostra comunità”. E aggiunge: “La ‘Biennale della Legalità 2026’ rappresenta un momento cruciale di incontro tra la storia delle vittime di mafia e il pubblico. Grazie alla collaborazione con i comuni di Alpignano, Caselette e Almese, abbiamo costruito un programma che parla di diritti, verità e impegno sociale, portando le storie di coraggio direttamente nelle scuole e nelle piazze”. Nutrito, si diceva, il numero degli ospiti illustri. Tra loro Franco La Torre, figlio di Pio, storico segretario del “PCI” siciliano e, da parlamentare, ideatore della legge “Rognoni-La Torre” (che introdusse il reato di “associazione mafiosa” e la “confisca dei beni” ai boss), ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982Luisa Impastato, nipote di Peppino, il fondatore di “Radio Aut”, assassinato nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978. E ancora, Marisa Garofalo, sorella di Lea, una donna che seppe ribellarsi alla cultura patriarcale e oppressiva della ‘ndrangheta e fu vittima di “femminicidio” nel 2009. Per finire, ma solo per citarne alcuni, con Angelo Rizzotto, nipote di Placido, sindacalista, politico e partigiano, simbolo del riscatto dei contadini siciliani nel dopoguerra, rapito, massacrato di botte e gettato in un crepaccio il 10 marzo 1948. Di particolare interesse sarà anche, giovedì 19 marzo (ore 18), nella “Sala 150” della “Biblioteca” di Caselette, l’incontro con il reporter Antonio Vassallo, primo fotografo ad arrivare a Capaci, dopo la strage (23 maggio 1992), in cui “Cosa nostra” uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito SchifaniRocco Dicillo ed Antonio Montinaro.

Il via, dunque, mercoledì 18 marzo (ore 18), con l’inaugurazione alla Casa della Legalità “Lea Garofalo” di Alpignano (via Venaria, 18) della mostra “Peppino Impastato. Ricordare per continuare”. In chiusura del Festival, domenica 22 marzo (ore 17), sempre ad Alpignano, nella sede dell’Associazione “Audido” ( via Pianezza, 36), presentazione del libro “Sulle orme dei veri eroi” del docente e attivista calabrese, trapiantato a Brescia, Mario Bruno Belsito“operaio dell’antimafia” come lui stesso ama definirsi.

Momenti clou, anche le commemorazioni alle “Scale della Legalità” (riportanti ai lati 21 formelle di terracotta in memoria delle “vittime di mafia”) di Caselette (venerdì 20 marzo, ore 9) e di Alpignano (venerdì 20 marzo, ore 11), con la partecipazione del senatore Giuseppe Lumia, tra gli autori del “Codice Antimafia”.

Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Per ulteriori info e programma nel dettaglio“Associazione Calabresi per la Legalità ODV”, Caselette (Torino), via Alpignano, 88; tel. 339/1929796 o info@calabresialpignano.it

Gianni Milani

Nelle foto: Marisa Garofalo con Pasquale Lo Tufo; Luisa Impastato; Antonio Vassallo; “Scala della Legalità” a Caselette

Migliorando, incontro sul referendum

L’incontro pubblico organizzato dall’associazione Migliorando al Teatro Juvarra di Torino ha registrato il tutto esaurito, con circa 200 persone presenti in sala.
Al centro della serata il confronto sul referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo, con l’obiettivo di illustrare ai cittadini le ragioni del sì e del no. Protagonisti del dibattito l’onorevole Mauro Laus, esponente del Partito Democratico, e l’avvocato Luca Cassiani, anch’egli iscritto al PD.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto particolare, poiché ha visto dialogare due posizioni diverse all’interno dello stesso partito. A introdurre e moderare la serata è stata Laura Pompeo, presidente dell’associazione Migliorando e consigliera regionale, che ha sottolineato l’importanza di creare occasioni di informazione e dibattito pubblico su temi istituzionali rilevanti.
Il teatro gremito ha confermato l’interesse dei cittadini torinesi per il tema della riforma della giustizia e per il confronto diretto tra esponenti politici e professionisti del settore.

Enzo Grassano

Consegnata la maxi talpa degli scavi Tav

E’ stata consegnata la prima delle due grandi frese destinate al lato italiano del tunnel di base del Moncenisio, elemento fondamentale della futura linea ferroviaria Torino-Lione. La cerimonia ieri nello stabilimento della Herrenknecht in Germania, dove è stata costruita per il consorzio UXT, formato da Itinera, Ghella e Spie Batignolles.

Lo comunica TELT, la società responsabile della realizzazione dell’opera. La macchina sarà ora trasferita al cantiere di Chiomonte, in Val di Susa. Qui inizierà lo scavo della seconda discenderia, poi proseguirà con la realizzazione della galleria sud del tunnel di base. I lavori sono già partiti dal lato francese, avanzando sotto la montagna fino a Susa.

Nei prossimi anni in totale entreranno in funzione sette frese, che realizzeranno circa il 75% degli scavi del tunnel di base sia sul territorio italiano sia su quello francese. Il tunnel rappresenta uno dei progetti chiave della nuova linea ferroviaria tra Torino e Lione.

Case che respirano: dalle pareti verdi ai materiali che catturano lo smog

/

ABITARE CON STILE

Rubrica settimanale a cura di Magda Jasmine Pettinà 
Uno spazio dedicato al mondo della casa in tutte le sue forme: dal mercato immobiliare al design d’interni, dall’arte di valorizzare gli spazi alle nuove tendenze dell’abitare contemporaneo. Consigli pratici, spunti estetici e riflessioni su come rendere ogni casa un luogo che rispecchi chi siamo — con uno sguardo che unisce competenza, bellezza e sensibilità.

.

.

 

Torino è una città elegante, ricca di storia e di architetture straordinarie. Eppure negli ultimi anni si trova a fare i conti con un primato poco invidiabile: secondo l’Indice del clima 2026, il capoluogo piemontese è la città italiana dove l’aria ristagna di più.

La ragione è anche geografica. Torino si trova in una sorta di conca naturale, circondata su tre lati dalle montagne e chiusa dalla collina sul quarto. Questo assetto ostacola il ricambio dell’aria e favorisce fenomeni di inversione termica, che intrappolano smog e polveri sottili nei bassi strati dell’atmosfera.

Quando il vento manca — cosa frequente soprattutto nei mesi invernali — gli inquinanti si accumulano, rendendo più intensi fenomeni come le notti tropicali, le ondate di calore e gli episodi di smog.

Le politiche urbane stanno giustamente lavorando su mobilità sostenibile e riduzione del traffico privato. Ma esiste anche un altro livello di intervento, più vicino alla nostra quotidianità: la casa.

Oggi l’architettura e il design stanno sviluppando soluzioni sempre più sofisticate per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti domestici e persino contribuire alla purificazione dell’aria urbana.

Case che respirano: i materiali che catturano l’inquinamento

Negli ultimi anni la ricerca sui materiali da costruzione ha fatto passi da gigante. Esistono oggi superfici e rivestimenti progettati per neutralizzare o assorbire le sostanze inquinanti presenti nell’aria.

Tra i più interessanti:

  • Cementi e intonaci fotocatalitici, che grazie alla luce solare attivano un processo chimico capace di trasformare gli ossidi di azoto e alcune particelle inquinanti in composti innocui.

  • Pitture murali purificanti, contenenti biossido di titanio o altri componenti attivi che aiutano a ridurre smog, batteri e odori negli ambienti interni.

  • Materiali naturali traspiranti, come calce, argilla e fibre vegetali, che favoriscono un microclima interno più sano regolando umidità e qualità dell’aria.

 

Questi sistemi non sostituiscono naturalmente le politiche ambientali, ma rappresentano un piccolo contributo diffuso: migliaia di case che respirano meglio contribuiscono a città più sane.

Le pareti verdi: quando l’architettura diventa un filtro naturale

 

Un’altra soluzione sempre più diffusa nelle città europee sono le facciate verdi e i giardini verticali.

A Milano, Parigi, Madrid o Vienna interi edifici vengono progettati con superfici vegetali capaci di:

  • assorbire parte delle polveri sottili

  • ridurre la temperatura urbana

  • migliorare il microclima

  • aumentare la biodiversità urbana

Le piante, infatti, funzionano come filtri naturali, intrappolando particelle inquinanti e rilasciando ossigeno.

Non è solo una questione estetica — anche se l’effetto visivo è spesso straordinario — ma una vera strategia di rigenerazione ambientale.

La tecnologia che migliora l’aria dentro casa

Anche all’interno degli edifici la qualità dell’aria è diventata un tema centrale. Le nuove abitazioni progettate secondo criteri di sostenibilità integrano sistemi come:

  • ventilazione meccanica controllata (VMC) con filtri anti-smog

  • purificatori d’aria integrati negli impianti

  • sensori che monitorano CO₂ e particolato

  • materiali low-VOC, privi di sostanze tossiche.

La casa contemporanea non è più soltanto un rifugio estetico o funzionale. Sta diventando un ecosistema intelligente, capace di proteggere il benessere di chi la abita.

Abitare il futuro

Torino ha sempre avuto una grande tradizione di innovazione urbana e architettonica.

Se da un lato il problema della qualità dell’aria è reale e richiede interventi strutturali, dall’altro il mondo dell’architettura, del design e dei materiali sta aprendo scenari interessanti.

In un’epoca in cui le città diventano sempre più dense e complesse, la vera sfida sarà progettare case che non si limitino a consumare spazio e risorse, ma che contribuiscano attivamente al benessere dell’ambiente urbano.

Perché abitare con stile, oggi, significa anche questo:

vivere in spazi belli, ma soprattutto sani

“ACTORMAN” in scena il 14 marzo con Simone Moretto

Il sipario su “ACTORMAN” si alza sabato 14 marzo e l’attore Simone Moretto mette in scena sé stesso, al Teatro Q77, a Torino

 

Spettacolo “One-man show” in cui ripercorre la sua vita, coinvolgendo il pubblico nell’esilarante e autoironico viaggio che attraversa vent’anni della sua carriera e della sua esistenza fino ad oggi.

Credo sia giusto sottolineare, prima di tutto, che “ACTORMAN” non è uno spettacolo qualsiasi; ma un particolare e suggestivo esempio di talento e bravura.

È un monologo -tutt’altro che facile- dietro al quale c’è un immenso e duro lavoro.

Sul palco c’è solo Simone.

Lui, con la potenza della sua recitazione, conduce tutta la serata avvolgendo il pubblico in un’autentica esperienza emozionale indimenticabile.

Ed è proprio così che emerge tutta la caratura di questo artista; risultato di un innato talento, che ha saputo coltivare e fare crescere con la costante e seria preparazione, in anni di studio appassionato e rigoroso.

La definizione migliore di cosa comporti questo “One-man show” me la diede proprio Simone Moretto quando lo intervistai a lungo per “Il Torinese quotidiano online”:

«… occorrono sfrontatezza e coraggio infiniti. Per esempio, è impegnativo tenere la scena in un teatro pieno con un monologo; implica una mole di lavoro che gli altri non vedono… ma non sai quanta fatica per arrivare lì!».

 

LEGGI ANCHE:

L’attore Simone Moretto si racconta

Dunque “ACTORMAN” è l’occasione da non perdere per ammirare la bravura di questo talentuoso interprete camaleontico, in continua e rapida ascesa; tra fiction tv, film, teatro e pubblicità.

Lo spettacolo -il cui testo è stato scritto da Massimo Pica e Giampiero Perone- era già andato in scena al Teatro Gioiello una settimana prima che dilagasse il Covid. Fu subito un grande successo, con il teatro pieno, 500 persone; purtroppo fermato dall’epidemia.

Ora, Simone Moretto, riprende laddove il progetto era stato interrotto, perché ha un legame particolarmente profondo con “ACTORMAN”.

 

È la sua storia. A partire da quando era ragazzino e viveva in uno sperduto paesino della Valle D’Aosta in cui non accadeva mai niente. É cresciuto lì, dove negli anni 80 c’era solo una videoteca e si potevano prendere 3 VHS per volta.

Ma è proprio allora che ha iniziato a vedere tutti i film dei grandi maestri, ed incominciato ad accarezzare l’idea che la sua strada, forse, poteva essere quella della regia.

Poi ci sono state le peripezie degli inizi, gli stati d’ansia dei primi provini, per arrivare infine all’approdo dei grandi set cinematografici. Le fiction e i film stranieri dove, come una mosca bianca, spiccava come unico attore italiano capace di misurarsi con produzioni a stelle e strisce; ovvero, una gran bella sfida! Egregiamente vinta!

Oggi è un attore affermato, conteso da teatro, tv, cinema e pubblicità. Ha validi agenti che lo rappresentano nel mondo, perché il suo è uno sguardo che punta sempre anche oltreconfine. In questo è parecchio favorito dall’essere poliglotta, valore aggiunto che gli consente di destreggiarsi facilmente sui set di tutte le latitudini.

 

È capace di calarsi perfettamente in molteplici ruoli che spaziano dal cattivo (che ama moltissimo), all’uomo buono ed eroe positivo, al rappresentante della legge, o ancora, nella straripante e contagiosa comicità di “Forbicifollia”, che, sempre nell’intervista per “Il Torinese quotidiano online” definì:

«….spettacolo che adoro e ho fatto più a lungo nella vita; sono in scena da 16 anni ininterrotti con oltre 2000 repliche. É un giallo comico, ma interattivo. Il pubblico impazzisce all’accendersi delle luci in sala e le indagini le svolge lui».

 

Allora appuntamento con “ACTORMAN”: concentrato di bravura, presenza scenica ed autoironia.

Sul palco, al centro della scena e attore unico, Simone Moretto, ci conduce dietro le quinte della vita e del mondo di un attore.

Scoprirete follie, fragilità, sfide, discese e risalite di chi ha scelto un mestiere che gli consente di vivere mille vite oltre la sua.

Tutto raccontato con strategica ed affascinante autoironia….perché la grandezza di un uomo, ancor prima che dell’attore, è saper ridere di se stesso.

LAURA GORIA

 

Sabato 14 Marzo 2026 Ore 21,30 Teatro Q77 Vertigo Live di Corso Brescia 77 a Torino

Acquisto biglietti sito: www.teatroq77.it

 

 

 

 

 

 

 

Al Peraga Garden Center di Mercenasco torna la mostra  degli animali

Un weekend di tenerezza e incontri speciali il 14e 15 marzo

Sabato 14 e domenica 15 marzo torna al Peraga Garden Center di Mercenasco, in provincia di Torino, la nuova edizione della mostra degli animali, un evento a ingresso gratuito  e libero che, nelle passate edizioni, ha richiamato famiglie, appassionati e curiosi di tutte le età.
Per due giorni il Garden center si trasformerà in un piccolo universo dedicato alla natura e agli animali più amati , un’occasione per ammirare da vicino specie diverse, conoscere allevatori , esperti e scoprire tante curiosità sul mondo animale. Tra i protagonisti della mostra ci saranno cani e cuccioli, eleganti gatti British, ma anche furetti, cincillà, conigli nani Mini Loop e criceti. Non mancheranno animali più particolari come galline decorative, galli Brahma, tartarughe, ricci tropicali, oltre a pesci, axoloti e farfalle coloratissime. Lo spazio dedicato agli uccelli  ospiterà cocorite e calopsitte, pronte a conquistare  il  pubblico  con i loro colori vivaci.
La mostra sarà  anche un momento prezioso per chi desidera informarsi sull’adozione responsabile di un animale domestico. I visitatori potranno confrontarsi direttamente con allevatori e appassionati, ricevere consigli utili  e capire quale animale possa essere più adatto al proprio stile di vita.
La manifestazione, pensata per le famiglie e bambini, permette di regalare qualche ora di scoperta, meraviglia e dolcezza, in un’atmosfera accogliente e coinvolgente.

Peraga Garden Center via Nazionale 9 Mercenasco
Mara Martellotta