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Le modifiche riguardano via Enrico Giachino, dove scatterà il divieto di transito sia per i veicoli che per i pedoni nel tratto compreso tra la piazza e il controviale ovest di corso Venezia. Anche lo snodo tra via Chiesa della Salute e via Stradella sarà interessato da chiusure mirate, in particolare nel tratto tra via Stradella 26 e via Chiesa della Salute 4/A, con l’aggiunta di un divieto di sosta e fermata sul lato est di via Chiesa della Salute fino all’altezza di via del Ridotto.
Per bilanciare le chiusure e garantire la mobilità locale, la circolazione sarà riorganizzata attraverso un sistema di sensi unici alternati “a vista” che interesserà il controviale ovest di corso Venezia, via Stradella e via Chiesa della Salute, facilitando così l’accesso alle aree limitrofe pur in presenza del cantiere. Chi si muove a piedi o in bicicletta potrà invece contare su un percorso promiscuo ciclopedonale appositamente istituito tra la ciclabile ovest di corso Venezia e via Stradella.
Sebbene questi interventi richiedano una modifica alle abitudini quotidiane di residenti e pendolari, restano passaggi determinanti per il completamento del nuovo volto della piazza. La raccomandazione per chi attraversa il quartiere è di privilegiare, dove possibile, i percorsi alternativi e di prestare la massima attenzione alla segnaletica temporanea che guiderà il traffico fino alla fine di marzo, termine previsto per questa fase di lavori.
TorinoClick
Ho avuto modo, in diverse occasioni, di trattare l’argomento prostituzione sotto molteplici punti di vista: economico, sociale, della sicurezza, ecc.
Chi di noi non ricorda i viali delle nostre città e delle immediate periferie popolati di ragazze di colore che si offrivano per pochi euro, di sera, anche in pieno inverno, per la soddisfazione di uomini desiderosi di qualche minuto di relax o anche solo di ascolto e che, a differenza della Bocca di rosa del compianto De Andrè, non lo facevano per passione e neanche per guadagno ma perché costrette dalla criminalità organizzata.
All’improvviso, poi, questa ragazze sono sparite dalle nostre strade (e dalle nostre città) per lasciare il posto a colleghe ben più tecnologiche, professionali e organizzate: le asiatiche.
Mentre le ragazze nigeriane, ghanesi, ivoriane lavoravano per strada a rischio della propria incolumità personale patendo freddo, subendo rapine e violenze, le ragazze asiatiche sono organizzate in modo imprenditoriale.
Innanzitutto, non lavorano per strada ma comodamente in appartamento controllate da una mamasan che controlla ogni dettaglio e che gestisce l’organizzazione in ogni aspetto: arrivo clienti, sicurezza, igiene, ecc.
Poi, non da meno, verifica che le ragazze assumano i farmaci PREP (lenacapavir) così da poter consumare rapporti senza protezione, almeno per quanto riguarda l’HIV, e altri farmaci per le principali patologie a trasmissione sessuale. Considerando che una singola ragazza arriva a intrattenere venticinque rapporti al giorno, appare evidente come soddisfare un cliente senza protezione faccia, economicamente parlando, la differenza.
Ma il senso di questo articolo non è come funzioni la prostituzione asiatica: stante che la prostituzione africana era in mano alle organizzazioni mafiose del luogo, ora che le asiatiche hanno spodestato le africane, in che modo le organizzazioni di Nigeria e dintorni si arricchiscono?
Ora che la prostituzione di colore ha subito un forte crollo di richieste (da cui un drastico calo dell’offerta) appare evidente come, con ogni probabilità, le organizzazione che controllavano la tratta delle ragazze dal centro Africa verso i Paesi europei non si siano accontentate di veder sfumare i loro guadagni ma, ça va sans dire, si siano orientate su altre fonti di guadagno: droga, commercio di organi o altro, comunque redditizio e, ovviamente, illegale.
Risulta palese che, con un controllo del territorio, si sarebbe potuto (e magari, chissà, sarebbe ancora possibile) verificare dove siano finite quelle migliaia di ragazze che nelle principali città come nei paesini di provincia, hanno abbandonato i marciapiedi per una nuova missione.
Per quanto possa sembrare strano, le prostitute di strada assicuravano anche un controllo del territorio: qualche anno fa un mio amico che abitava in via Giuria a Torino ricevette la visita di una zia. Appena entrata, questa si lamentò col nipote per la presenza di prostitute nei paraggi dell’alloggio. Dopo pochissimi minuti, la prostituta suonò al citofono (non solo del mio amico ma di tutto il condominio) per chiedere se fosse salita lì quella signora perché le erano cadute le chiavi dell’auto dalla tasca. Pensiamo solo che, ora che le auto sono dotate di telecomando, basta una passeggiata tra le varie auto e, individuata quella corretta, entrare, avviarla e farsi un regalo.
E’ prassi valutare i singoli eventi, i singoli cambiamenti senza correlarli tra loro, senza valutare quale impatto essi possano avere a livello più ampio; su un giornale di annunci erotici, nella sola città di Torino, risultano presenti circa 1500 annunci unici, ognuno con numero telefonico diverso, relativi a prostitute o trans. Significa che, ammesso che lavorino tutti, c’è una prostituta asiatica (oltre a brasiliane, italiane, ecc.) ogni 570 torinesi (di entrambi i sessi); non è forse il caso di indagare meglio il fenomeno e, perché no, ipotizzare che la non compianta senatrice Merlin forse non aveva afferrato il concetto? Che forse è preferibile combattere l’evasione fiscale, il rischio di aggressioni e rapine e tutelare la sanità di prostitute e clienti anziché lottare contro i mulini a vento?
Non è una novità: si crea un problema, che nessuno percepisce come tale, per dimostrare di averlo risolto, di aver fatto qualcosa.
Sergio Motta
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La bellezza della politica, lunedì 19 gennaio – ore 17.00 |
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Museo Ettore Fico – via Francesco Cigna 114, Torino |
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Ad accompagnare la mostra I luoghi e le parole di Enrico Berlinguer in un dialogo tra passato e presente, FuoriLuoghi – eventi intorno alla mostra su Berlinguer è un contenitore di eventi spin-off pensato per dare spazio alle sue parole e al suo pensiero attraverso espressioni di tipo letterario, politico e artistico. I primi appuntamenti di Fuoriluoghi inaugurano questo percorso e ne definiscono lo spirito: eventi diversi tra loro per formato e pubblico, ma uniti dalla volontà di costruire occasioni di confronto aperto, accessibile e plurale. |
Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2026, Prato Nevoso diventerà il palcoscenico di una delle tappe più attese della Coppa Italia Snowboard, un evento che celebra il talento e la spettacolarità di questa affascinante disciplina invernale.
Leggi l’articolo su Piemonteitalia.eu:
https://www.piemonteitalia.eu/it/eventi/dettaglio/coppa-italia-snowboard-talento-e-spettacolo-prato-nevoso
Un luogo di cultura, solidarietà e impegno sociale
A metà del Settecento, tra contrasti sociali e fermenti culturali, nacque un’opera sorprendente e coraggiosa: quella di Rosa Govone e delle sue Rosine. In un’epoca di guerra, in cui le donne subivano le conseguenze più gravi, Rosa Govone creò un percorso per salvarle: accogliere le ragazze, anche le più fragili, offrire loro strumenti concreti per costruire il proprio futuro e riscattare il proprio destino, insegnare che la dignità passa attraverso il lavoro, l’istruzione e la cura reciproca.
Il 2026 sarà un anno importante per la storia delle Rosine, poiché ricorrono i 270 anni della fondazione dell’Istituto a Torino ma anche i 350 dalla nascita della fondatrice e i 250 anni dalla sua morte. 365 giorni di celebrazioni e incontri, un’occasione unica per immergersi nella storia delle Rosine e riscoprire l’eredità di Rosa Govone, donna lungimirante e pioniera di un’idea fondamentale per l’emancipazione femminile: che le donne possano vivere del proprio
lavoro e determinare la propria vita.
Gli eventi del 270° anniversario permetteranno di esplorare le numerose sfaccettature della vita delle Rosine, con attenzione alla cultura, alla spiritualità, all’arte e al tessuto sociale che Rosa Govone seppe creare. Il programma invita a un vero e proprio viaggio tra storia e arti, un percorso che intreccia teatro, musica, laboratori creativi e incontri culturali. Attraverso i tanti appuntamenti sarà possibile rivivere la storia delle Rosine, scoprire il lavoro, la creatività e la vita quotidiana delle ragazze che seguirono Rosa Govone, comprendere come un modello educativo nato oltre due secoli fa sia ancora oggi fonte di ispirazione e come continui nel presente in modo vivace e
sfaccettato.
Oggi, a 270 anni dalla sua fondazione torinese, l’Istituto resta un luogo vibrante di cultura, arte e spiritualità, capace di intrecciare la memoria storica con l’innovazione educativa e sociale grazie alla creazione del suo Polo artistico e culturale. Nel cuore di Torino, le sue sale polifunzionali, il giardino e gli spazi espositivi continuano a ospitare iniziative culturali, eventi musicali, spettacoli teatrali, laboratori e incontri, consolidando il ruolo dell’Istituto come polo di riferimento per la vita culturale della città.
Accanto a questa dimensione culturale, l’Istituto, anche attraverso le attività del Polo artistico, mantiene intatta la missione sociale di Rosa Govone, offrendo progetti gratuiti che supportano le donne e le famiglie.
In questo modo, dopo 270 anni, l’Istituto delle Rosine continua a essere non solo un centro culturale di eccellenza, ma anche un punto di riferimento sociale, incarnando lo spirito innovativo di Rosa Govone, che più di due secoli fa immaginò e realizzò un luogo dove educazione, lavoro e solidarietà potessero crescere insieme.
Mara Martellotta
Personale della Polizia di Stato, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantanovenne italiano gravemente indiziato del sequestro di un ragazzo diciassettenne avvenuto lo scorso 9 marzo. Per questo episodio, a dicembre sono state eseguite 4 misure cautelari nei confronti di altre persone (tre delle quali destinatarie della custodia cautelare in carcere ed una del divieto di avvicinamento alla parte offesa con applicazione del “braccialetto elettronico”), tutte gravemente indiziate del reato di sequestro di persona aggravato. Una quinta persona si era resa irreperibile all’esecuzione della misura.
Come ricostruito da personale della Squadra Mobile durante l’attività investigativa, nel corso della serata di quel giorno, a seguito di una lite occorsa la notte precedente presso una discoteca torinese la vittima veniva invitata per un chiarimento da uno degli indagati, un diciottenne, il quale informava il padre che, nelle ore successive, a sua volta, contattava alcuni parenti e amici. All’incontro, il diciottenne insieme agli indagati e ad altri soggetti parzialmente travisati, organizzando una vera e propria “spedizione punitiva”, colpivano ripetutamente con calci e pugni il minore, facendolo salire con forza dentro il bagagliaio di un SUV. Il ragazzo veniva trattenuto rinchiuso nel baule della macchina per circa mezzora, per poi essere rilasciato in una strada del quartiere “Barriera di Milano”, con la minaccia che se avesse denunciato il fatto avrebbe subito delle ripercussioni. La parte lesa, a quel punto, richiedeva l’intervento delle FF.OO. e veniva trasportata presso un nosocomio cittadino per le cure del caso.
Per la ricerca della persona irreperibile partivano immediatamente serrate indagini della Squadra Mobile con appostamenti, servizi di osservazione, perquisizioni e accertamenti presso immobili e attività commerciali riconducibili allo stesso e a persone vicine. L’attività degli investigatori ha portato all’individuazione di un immobile nel quartiere Lucento dove l’uomo poteva nascondersi. I riscontri raccolti hanno dato esito positivo. Il quarantanovenne, infatti, è stato rintracciato in un alloggio usato come struttura ricettiva a breve termine, affittato da una terza persona poi denunciata in stato di libertà per favoreggiamento.
CALEIDOSCOPIO ROCK USA ANNI 60
Il termine “crescendo” ci può suggerire svariate situazioni: quello musicale orchestrale, quello delle vendite sul mercato discografico, quello dei contratti con bands, musicisti, cantautori e cantanti, quello della quantità di generi musicali toccati da un’etichetta, quello del “business” e del “management” etc. etc. Tutto ciò fu raggiunto pienamente dal celebre Gene Norman [Eugene Abraham Nabatoff], vero mattatore della scena musicale statunitense (produttore, agente, proprietario di case discografiche, scopritore di talenti nei più svariati generi musicali, personaggio televisivo) che fondò non a caso l’importante etichetta “GNP-Crescendo Record Co.” a Los Angeles attorno al 1962. Sebbene l’impronta dell’etichetta fosse fin dalle origini incentrata sul jazz (con incredibili nomi della scena internazionale), sul doo-wap e poi anche sul versante delle colonne sonore cinematografiche, bisogna qui rilevare l’importante apporto nel rock, con decisivi contributi nell’ambito di surf, garage, rock psichedelico e oltre. L’etichetta è tuttora guidata dal figlio Neil Norman, musicista di rilievo, “sound engineer”, produttore, che mantiene alti ormai da anni i livelli qualitativi delle produzioni.
Si riportano di seguito i soli 45 giri “GNP Crescendo Records” di surf, garage e psychedelic rock, con la ricorrente presenza “in primis” della nota band “The Seeds”:
– THE GOOD GUYS “Scratch / Asphalt Wipe-Out” (GNP-326X) [1964];
– GENE & THE ESQUIRES “Space Race / Rave On” (GNP 645x) [1965];
– THE AZTECS “Whatcha Gonna Do ‘bout It? / Summertime Blues” (GNP 346x) [1965];
– MARK & THE ESCORTS “Get Your Baby / Tuff Stuff” (GNP 350x) [1965];
– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / Daisy Mae” (GNP 354x) [1965];
– THE BOWS AND ARROWS “I Don’t Believe You / You Know What You Can Do” (GNP 356) [1965];
– MARK & THE ESCORTS “Dance With Me / Silly Putty” (GNP 358) [1965];
– DELANEY BRAMLETT “Better Man Than Me / Without Your Love” (GNP 363x) [1965];
– THE CHALLENGERS “The Water Country / Everything To Me” (GNP 396) [1965];
– THE FIRE ESCAPE “Talk Talk / 96 Tears” (C-1 [1]) [1966];
– THE CHALLENGERS “Walk With Me / How Could I?” (GNP 368x) [1966];
– THE SEEDS “The Other Place / Try To Understand” (GNP 370x) [1966];
– THE SEEDS feat. Sky Saxon “Pushin’ Too Hard / Try To Understand” (GNP 372) [1966];
– THE CHALLENGERS “Wipe Out / North Beach” (GNP 376x) [1966];
– THE OTHER HALF “Mr. Pharmacist / I’ve Come So Far” (GNP 378x) [1966];
– THE FIRE ESCAPE “Love Special Delivery / Blood Beat” (GNP 384) [1967];
– THE SEEDS “Can’t Seem To Make You Mine / I Tell Myself” (GNP 354) [1967];
– THE SEEDS “Mr. Farmer / No Escape” (GNP 383) [1967];
– THE [FOREMOST] AUTHORITY “Left Hand Lawyer / Dance, Dance” (GNP 386) [1967];
– THE TRIPPERS “Taking Care Of Business / Charlena” (GNP 387) [1967];
– THE LYRICS “Mr. Man / Wait” (GNP 393) [1967];
– THE SEEDS “A Thousand Shadows / March Of The Flower Children” (GNP 394) [1967];
– THE SEEDS “The Wind Blows Your Hair / Six Dreams” (GNP 398) [1967];
– THE FOREMOST AUTHORITY “Childhood Friends / Woe Is Me” (GNP 403) [1968];
– THE SEEDS “Satisfy You / 900 Million Paople Daily” (GNP 408) [1968];
– THE SEEDS “Fallin’ Off The Edge Of My Mind / Wild Blood” (GNP 422) [1969];
– OLA & THE JANGLERS “Let’s Dance / Strolling Along” (GNP 423) [1969];
– JOHNNY APOLLO “I Don’t Need No Doctor / Good, Good Woman” (GNP 429) [1969];
– BROTHERS PRIDE “Melody Fair / To Love” (GNP 435) [1969].
Gian Marchisio
Il 30 gennaio, in occasione della Giornata mondiale contro le malattie tropicali neglette, la Mole Antonelliana si illuminerà nuovamente di viola e arancione, un gesto simbolico che inserisce Torino in una mobilitazione internazionale dedicata a patologia che colpiscono oltre 1,6 miliardi di persone nel mondo e che, nonostante l’impatto sociale, continuano a occupare uno spazio marginale nelle agende delle politiche sanitarie globali. L’illuminazione del simbolo della città diventa così uno strumento di informazione pubblica, pensato per riportare al centro del dibattito malattie diffuse soprattutto nei contesti di maggiore fragilità. Torino riveste un ruolo di primo piano anche a livello istituzionale, con la promozione della mozione n.21 del 2023, è stata la prima città italiana a riconoscere l’importanza al contrasto delle malattie tropicali neglette affiancando al gesto simbolico dell’illuminazione politiche sanitarie concrete, come l’attivazione di programmi di screening per la malattia di Chagas. Si tratta di un percorso costruito anche grazie al lavoro continuativo di Percorsi INTRECciati-PINTRE, impegnata sul territorio nella sensibilizzazione, nell’educazione sanitaria e nella produzione di reti tra istituzioni, comunità scientifica e terzo settore, in stretta collaborazione con il centro servizi per il volontariato Vol.To, che ha contribuito a rafforzare il coinvolgimento del tessuto associativo e civico sulle malattie tropicali neglette (NTDS).
Tra le malattie tropicali neglette, un gruppo di 21 patologie, ci sono la dengue, la lebbra, l’elefantiasi e schistosomiasi e la malattia di Chagas, che rappresenta una di quelle di maggior rilevanza anche in contesti non endemici come quello italiano. Trasmissibile in diverse modalità, può rimanere silente per anni e causare disturbi cardiaci molto seri se non diagnosticata in tempo. In Italia l’attenzione è rivolta alla diagnosi precoce, alla tutela delle persone migranti e al superamento dello stigma sociale ancora associato a queste patologie. L’OMS ha fissato l’obiettivo di eliminare almeno una NTD in cento Pesi entro il 2030, in linea con l’obiettivo di sviluppo sostenibile n.3 delle Nazioni Unite, dedicato alla salute e al benessere.
L’illuminazione della Mole Antonelliana si conferma parte di un impegno che supera i confini cittadini, collegando Torino a una rete nazionale di ricerca, prevenzione e politiche sanitarie dedicate alle malattie tropicali neglette.
Mara Martellotta
L’Associazione Iran Libero e Democratico di Torino, fondata nel 2009 da un gruppo di esuli politici iraniani e da allora presieduta da Tullio Monti, organizza una grande manifestazione unitaria in solidarietà col popolo iraniano in rivolta ed a sostegno della sua resistenza organizzata del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, presieduto dalla sua leader eletta, Maryam Rajavi. Si tratta della più ampia manifestazione unitaria, in base alle adesioni ufficiali pervenuteci, ad oltre 40 anni dalle manifestazioni corali contro il terrorismo degli anni ’80 e questo rappresenta un evento politico di rilevante significato. Non si tratta infatti di una delle tante manifestazioni di solidarietà con le diverse cause internazionali: questa manifestazione di Torino, come tutte le nostre iniziative, grandi e piccole in questi ultimi 17 anni, verrà trasmessa in Iran dalla televisione satellitare della Resistenza, che tutti vedono in Iran e contribuisce concretamente a non far sentire isolato il popolo iraniano che in questi giorni, per l’ennesima volta, sta pagando un prezzo altissimo di sangue per la propria libertà.
Il popolo iraniano lotta da 47 anni contro la peggior dittatura teocratica islamista mai esistita, che ha ucciso, torturato, incarcerato centinaia di migliaia di cittadini iraniani, tenuto in miseria ed in povertà la popolazione mentre spendeva miliardi di dollari per cercare di dotarsi degli armamenti nucleari e per finanziare, addestrare ed armare i movimenti terroristici islamisti in tutto il Medio Oriente (Hezbollah in Libano, Hamas e la Jihad Islamica in Palestina, Houti in Yemen, vari gruppi sciiti e sunniti in Iraq ed il regime criminale di Assad in Siria, fino a che è crollato).
Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (con i suoi oltre 120.000 martiri trucidati dal regime) con la piattaforma programmatica in 10 punti della sua leader, ufficialmente approvata, si batte da 45 anni per un Iran libero, democratico, repubblicano, per un sistema pluripartitico originato da libere elezioni, basato sullo stato di diritto, costituzionale e liberaldemocratico, per la laicità delle istituzioni (alla francese), fondato sulla separazione giuridica fra stato e tutte le confessioni religiose, per l’abolizione della religione di stato e per la massima libertà religiosa, per la parità giuridica fra uomini e donne, per la libertà di abbigliamento femminile (con l’abolizione dell’odioso obbligo del velo islamico), per l’abolizione della Sharia (la legge coranica), della pena di morte, della lapidazione, della tortura, dell’incarcerazione illegale e degli arresti arbitrari, per la piena tutela di tutti i diritti umani, civili, politici e sociali, per un Iran senza armi nucleari e che viva in pace con tutti i paesi del Medio Oriente (compreso Israele), per una libera economia sociale di mercato, di impronta socialdemocratica. La Resistenza è da sempre contraria ad ogni intervento armato esterno per abbattere il regime: il popolo iraniano è perfettamente in grado di cacciare con le sue mani, anche a costo del sangue dei suoi figli, il proprio tiranno.
Nelle settimane e nei giorni scorsi tre dirigenti della nostra Associazione Iran Libero e Democratico (il vicepresidente Yoosef Lesani, farmacista, l’architetto Keramat Jahandarpour ed il medico Hossein Vassigh) hanno ripetutamente ricevuto sui loro cellulari dei messaggi Whatsapp riconducibili al ministero dell’Informazione iraniano, contenenti esplicite minacce di morte per loro e per i loro familiari, con dettagli particolareggiati ed inquietanti sulle loro abitudini e sui loro spostamenti. Si tratta di minacce che gli organi di Polizia preposti giudicano molto serie, attendibili e pericolose: i nostri militanti, tuttavia, non si faranno certo intimorire, né tanto meno ridurre al silenzio da queste nuove minacce da parte di un regime in agonia che sta crollando su se stesso.
Hanno aderito e parteciperanno, anche con loro interventi, alla manifestazione:
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ASSOCIAZIONI