La campagna di San Valentino degli UCI Cinamas di Torino
La campagna di San Valettino degli UCI Cinemas di Torino celebra la sala con il posto migliore dove andare e il miglior regalo da fare per questa occasione. Per San Valentino, il pubblico può dimenticarsi dei regali tradizionali e di luoghi non all’altezza per un appuntamento, e renderlo invece un giorno unico presso UCI Cinemas Moncalieri e UCI Cinamas Torino Lingotto, con la più potente delle esperienze cinematografiche. Nuove uscite, grandi classici e regali sono pensati per rendere l’esperienza in sala ancora più coinvolgente. “Con chiunque tu sia, punta sul cinema!” è un invito rivolto al pubblico per tutto il periodo precedente a San Valentino, per promuovere il grande schermo come la più originale delle esperienze dedicate. Con una proposta che mette insieme la qualità della proposta con una serie di iniziative dedicate, gli UCI Cinemas di Torino confermano, ancora una volta, che la sala è il posto migliore dove andare per questa festività. Il messaggio di questa campagna è “Gioca bene le tue carte”, e rende bene l’idea del regalo perfetto per questa occasione, la UCI Cinemas Gift Card, ideata per sorprendere tutti e che racchiude la magia del cinema in una sola card, offrendo la possibilità di vivere al meglio l’esperienza del grande schermo. Le Gift Card sono acquistabili solo al cinema, nelle versioni da 15-30-50 euro. La programmazione prevede il 5 febbraio “Hamnet – nel nome del figlio”, diretto da Chloé Zhao e interpretato da Jessie Buckley e Paul Mescal, che ha già ottenuto importanti riconoscimenti internazionali conquistando al Golden Globe il premio come Miglior Film Drammatico e Miglior Attrice protagonista per Jessie Buckley. Il 12 febbraio si prosegue con “Cime tempestose”, che porterà sullo schermo il romanzo più famoso di Emily Brontë, una delle storie d’amore tra le più intense e travagliate della letteratura mondiale, diretto da Emerald Fennel e interpretato da Margot Robbie e Jacob Elordie, sarà accompagnato da un omaggio speciale per chiunque acquisti il biglietto nel primo weekend d’uscita: un segnalibro esclusivo pensato come simbolo di un’esperienza che continua oltre al cinema. Tra le nuove uscite, gli UCI Cinemas riportano alla ribalta alcuni film storici come “Pretty Woman”, diretto da Garry Marshall, con Julia Roberts e Richard Gere, che verrà proiettato presso UCI Cinemas Moncalieri e UCI Cinemas Torino il 9-10-11-14 febbraio prossimi, il classico intramontabile “Ghost” con Patrick Swayze, Demi Moore e Whoopie Goldberg, in sala solo il giorno di San Valentino. Per chi acquisterà online il biglietto per lo spettacolo del 14 febbraio ci sarà in regalo la cartolina di San Valentino.
Mara Martellotta
Ieri sera, in via Moncenisio (ex statale 24) ad Avigliana, si è verificato un investimento stradale. Un bambino di 11 anni è stato colpito da un’auto mentre attraversava la carreggiata, finendo a terra dopo l’urto. Il conducente del veicolo si è fermato immediatamente per prestare aiuto e ha allertato i soccorsi.
Sul luogo dell’incidente sono arrivati in breve tempo i sanitari del 118 di Azienda Zero, intervenuti con due ambulanze e l’elisoccorso. Proprio quest’ultimo ha trasportato il ragazzo, in codice rosso, all’ospedale Cto di Torino, dove è stato affidato alle cure dei medici.
Si è svolta al Circolo dei Lettori di Torino la conferenza stampa di presentazione della Frecciarossa Final Eight 2026 presented by Unipol, in programma dal 18 al 22 febbraio all’Inalpi Arena e che vedrà Virtus Olidata Bologna, Germani Brescia, EA7 Emporio Armani Milano, Umana Reyer Venezia, Bertram Derthona Tortona, Pallacanestro Trieste, APU Old Wild West Udine e Guerri Napoli contendersi la 50° Coppa Italia della storia.
L’evento è realizzato con il supporto della Regione Piemonte, della Città di Torino, della Camera di commercio di Torino e il coinvolgimento della FIP Piemonte.
La conferenza stampa è stata aperta dal Presidente LBA Maurizio Gherardini, sottolineando che sinora sono già stati venduti oltre 30.000 biglietti: “La Frecciarossa Final Eight è soprattutto una festa per il nostro sport, un momento in cui abbiamo la possibilità di goderci la competizione con quelle che sono state al momento le migliori squadre del campionato. Negli scorsi anni abbiamo visto come l’evento sia stato un successo, abbiamo avuto la testimonianza della fama del basket in questo territorio e siamo certi che anche quest’anno manterremo lo stesso seguito. Grazie all’aiuto, che abbiamo percepito sin dal primo giorno, dalle Istituzioni del territorio, che hanno già riscontrato negli scorsi anni come l’evento sia particolarmente rilevante anche a livelli di indotto economico. Siamo molto curiosi di vedere poi le sfide sul parquet di un torneo imprevedibile, con partite senza domani, e di vedere all’opera anche i talenti delle formazioni della IBSA NextGen Cup”.
Il Presidente Gherardini ha fatto anche un punto della situazione dopo oltre 100 giorni a capo della LBA: “Sono convinto che il basket italiano abbia grande potenziale e dobbiamo continuare a crescere. L’obiettivo futuro che dobbiamo avere? Direi un sistema che parli più spesso di sostenibilità, che si focalizzi di più sul miglioramento delle strutture, perché solo migliorando le strutture dei singoli Club si può aiutare tutto il movimento ad alzare il proprio livello”.
Su questo tema si è espresso anche l’Executive Advisor, Andrea Bargnani: “La sostenibilità economica è un obiettivo principale per tutto lo sport in generale. Dobbiamo essere in grado di creare un valore economico a livello sportivo e poi di reinvestirlo sempre all’interno del nostro mondo. Dobbiamo assicurarci, inoltre, che quegli investimenti siano frutto del lavoro, del valore che riusciamo a creare come un movimento sportivo. Anche a livello delle Istituzioni, c’è bisogno di agevolazioni, incentivi e di una semplificazione delle procedure burocratiche per aiutare le Società e i Club a fare questi importanti investimenti in grado di creare vantaggi economici e sociali per tutti gli stakeholders”.
A TORINO ANCHE LA FASE FINALE DELLA IBSA NEXTGEN CUP 2025/26. BARGNANI: “UNA GRANDE VETRINA PER I NOSTRI GIOVANI TALENTI”
La Fase Finale a eliminazione diretta della IBSA NextGen Cup 2025/26, come novità di questa stagione, tornerà all’interno del grande evento della Frecciarossa Final Eight 2026 a Torino: giovedì 19 febbraio si disputeranno i quarti di finale al PalaSermig mentre venerdì 20 e sabato 21 febbraio nel grande palcoscenico dell’Inalpi Arena sono in programma rispettivamente le semifinali (alle 15.30 e alle 17.30) e la finale (alle 13.30). L’accesso per le partite della IBSA NextGen Cup è totalmente gratuito.
Anche la Fase Finale del torneo che vede coinvolte le formazioni Under 19 dei Club di Serie A, così come la Frecciarossa Final Eight 2026, è realizzata con il supporto della Regione Piemonte, della Città di Torino, della Camera di commercio di Torino e il coinvolgimento della FIP Piemonte.
Nella Fase Finale della IBSA NextGen Cup 2025/26, oltre a una serie di regole già sperimentate nella Fase a Gironi, sarà nuovamente applicata la regola del Target Score. Alla prima palla morta una volta entrati negli ultimi quattro minuti dell’ultimo periodo, al punteggio della squadra in vantaggio verranno aggiunti 8 punti: il totale così ottenuto diventerà il punteggio obiettivo da raggiungere o superare per vincere la partita, valido per entrambe le squadre. Da quel momento in poi il tempo di gioco residuo verrà azzerato e la gara proseguirà utilizzando esclusivamente il cronometro dei 24 secondi. Esempio: Alla prima palla morta sotto i 4 minuti il punteggio è 78-82. Il Target Score sarà fissato a 90 punti: vincerà la squadra che per prima raggiungerà o supererà tale quota.
Organizzata dalla Lega Basket in sinergia con la Federazione Italiana Pallacanestro, la manifestazione ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere i settori giovanili dei Club di Serie A, formando i campioni di domani, offrendo opportunità di crescita professionale agli staff tecnici e sostenendo i giovani arbitri emergenti.
Tutte le partite della IBSA NextGen Cup sono visibili gratuitamente (previa registrazione) su LBATV.
“Questa è una grande vetrina e opportunità per tutti i ragazzi – ha dichiarato Andrea Bargnani – . La IBSA NextGen Cup è un grande asset a cui teniamo tantissimo e che sta riscuotendo veramente un grandissimo successo sia a livello di audience, sia a livello di partecipazione al vivo. Con il discorso del NIL e dell’importanza che avranno sempre più i college americani nel reclutare i nostri talenti, le competizioni come la IBSA NextGen Cup 2025/26 avranno una rilevanza sempre maggiore”.
LBA SHOWTIME GAME
Venerdì 20 febbraio, a seguire delle semifinali della IBSA NextGen Cup 2025/26 e con accesso gratuito all’Inalpi Arena, si terrà l’LBA Showtime Game, una partita che vedrà coinvolti giocatori che hanno fatto la storia della nostra pallacanestro e personaggi del mondo della comunicazione digitale: “Questa è una sfida che vedrà protagonisti tantissimi talenti dello sport e grandi volti dello spettacolo – ha dichiarato Andrea Bargnani -. Grazie anche al contributo di Gianluca Gazzoli, recentemente entrato nella famiglia di LBA come Strategic Media Advisor, stiamo plasmando questo evento che cercherà di ricalcare lo spettacolo a 360° in grado di offrire la NBA con il suo All-Star Game, con tante piccole e grandi iniziative attorno alla manifestazione sportiva”.
RINNOVATA LA COLLABORAZIONE CON IL MINISTRO PER LO SPORT E I GIOVANI
Anche per l’edizione 2026 della Final Eight, si rinnova la collaborazione con il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, dedicando uno spazio nel Foyer dell’Inalpi Arena di Torino per la diffusione di una serie di attività extracampo come la promozione della Carta Giovani Nazionale, una serie di talk informativi e altre iniziative che si integrano con le attività sportive e di engagement della Final Eight che in questa edizione ospiterà la Fase Finale della IBSA NextGen Cup, il torneo Under 19 delle compagini di Serie A, a riprova della forte attenzione verso il movimento giovanile. La collaborazione con Lega Basket Serie A è fondata sull’importanza dello sport come pratica essenziale per il benessere psicofisico legato ad un corretto stile di vita e strumento fondamentale per favorire la crescita individuale e sociale dei giovani studenti. Difatti anche per quest’anno alcune scuole del Piemonte saranno chiamate ad interagire con l’evento tramite una serie di incontri tematici sul filone del progetto “Scuola di Tifo”. Inoltre, sarà rinnovata anche quest’anno sui campi previsti nel foyer, le gare di Baskin, ossia “Basket Integrato” dove ragazzi e ragazze, disabili e normodotati protagonisti in un raro esempio di vera integrazione che in questi anni ha compiuto passi da gigante a livello diffusione.
Aveva compiuto atti persecutori e violenze nei confronti dell’ex compagna: arrestato un 31enne di origine rumena. È successo lo scorso 7 febbraio a Lanzo Torinese. L’uomo non avrebbe accettato la fine della relazione, e ha messo in atto episodi che hanno portato alla custodia cautelare.
Tra questi, lo scorso 31 gennaio si era intrufolato in casa della donna mentre dormiva con la figlia, l’ha picchiata, minacciata con un coltello e prima di andarsene le ha vandalizzato l’auto. Il giorno dopo l’ha pedinata fino a un bar di Ciriè, dove i carabinieri sono intervenuti bloccandolo sul posto. Intanto, sui social si vantava di sfuggire alla giustizia, fino all’arresto dei carabinieri della compagnia di Venaria.
VI.G
C’è un convitato di pietra nelle Olimpiadi invernali del 2026: Torino. Una città che aveva già dimostrato di saper ospitare i Giochi, che disponeva di impianti, competenze e memoria organizzativa, e che tuttavia è rimasta ai margini di Milano-Cortina. Col senno di poi, l’assenza di Torino è stata causata solo per una scelta politica a nostro avvisto sbagliata e miope, dettata più da equilibri politici e da una visione ristretta del progetto olimpico che da una reale valutazione delle opportunità.
In origine, l’idea di un’Olimpiade a tre poli – Milano, Cortina e Torino – rappresentava una soluzione coerente con l’evoluzione del modello olimpico: meno nuove costruzioni, più riuso, più territori coinvolti, maggiore distribuzione dei benefici. Una visione che, però, è stata progressivamente ridimensionata fino a lasciare Torino fuori dal perimetro ufficiale.
Una città già pronta
Torino non partiva da zero. Al contrario, partiva da un’eredità concreta: quella dei Giochi del 2006. Impianti funzionanti, professionalità consolidate, un sistema urbano abituato a gestire grandi eventi internazionali. Escluderla ha significato rinunciare a un patrimonio già disponibile, preferendo in alcuni casi soluzioni più costose o complesse.
Se Torino fosse stata inclusa, avrebbe potuto ospitare una parte rilevante delle discipline su ghiaccio indoor. L’Oval Lingotto, progettato proprio per il pattinaggio di velocità, avrebbe potuto tornare alla sua funzione originaria con interventi limitati. Il Palavela, simbolo del 2006, era ed è uno spazio ideale per il pattinaggio di figura e lo short track. Non ipotesi teoriche, ma opzioni realistiche, basate su strutture esistenti.
Anche sul fronte delle discipline di scivolamento, l’area olimpica torinese offriva una possibilità concreta. La pista di Cesana, oggi abbandonata, avrebbe potuto essere riqualificata e rimessa in funzione, evitando nuove costruzioni altrove e trasformando un’infrastruttura inutilizzata in una risorsa.
Un’Olimpiade più equilibrata e più nazionale
L’assenza di Torino ha contribuito a rendere Milano-Cortina un progetto fortemente sbilanciato. Milano come centro mediatico e finanziario, Cortina come vetrina alpina: due poli forti, ma anche due poli molto distanti tra loro, sia geograficamente sia simbolicamente. Torino avrebbe potuto rappresentare l’anello di congiunzione, il terzo pilastro di un’Olimpiade davvero nazionale.
Una candidatura a tre città avrebbe permesso di distribuire meglio flussi turistici, investimenti e visibilità internazionale. Avrebbe alleggerito la pressione su alcune località montane e rafforzato il ruolo delle Alpi occidentali, spesso rimaste in secondo piano rispetto a quelle orientali.
Comunicazione: un’occasione narrativa persa
Dal punto di vista della comunicazione, l’esclusione di Torino ha privato i Giochi di un racconto potente: quello della continuità olimpica. Torino è stata la prima città italiana a sperimentare con successo un’Olimpiade invernale diffusa, capace di trasformare il territorio e la propria immagine internazionale.
Inserirla nel progetto 2026 avrebbe consentito di costruire una narrazione a tre voci:
-
Milano, simbolo dell’innovazione e dell’economia contemporanea
-
Cortina, icona della montagna e dello sport invernale
-
Torino, capitale dell’eredità olimpica e della trasformazione urbana
Un racconto più ricco, più credibile e più attrattivo anche per il pubblico internazionale.
Logistica e infrastrutture: una sfida gestibile
È vero: coinvolgere Torino avrebbe richiesto una macchina organizzativa più complessa. Ma sarebbe stata una complessità governabile. I collegamenti ferroviari con Milano sono già una realtà, la città dispone di una ricettività ampia e di spazi adatti a ospitare atleti, media e delegazioni.
Torino avrebbe potuto diventare un hub logistico per le discipline su ghiaccio, un centro di produzione mediatica, un punto di riferimento per eventi culturali e cerimonie collaterali. Invece, si è scelto di concentrare tutto su altri territori, rinunciando a una distribuzione più equilibrata dei carichi organizzativi.
Una scelta miope, non inevitabile
L’esclusione di Torino non è stata una necessità tecnica, ma una decisione politica. Una decisione che ha guardato al breve periodo, trascurando il valore strategico di una città che aveva già dimostrato cosa significa ospitare i Giochi.
Oggi Torino resta spettatrice di un evento che avrebbe potuto coinvolgerla direttamente, rilanciando impianti, turismo e identità sportiva. Un’occasione persa che pesa non solo sulla città, ma sull’idea stessa di un’Olimpiade italiana davvero condivisa.
Milano-Cortina 2026 sarà comunque un grande evento. Ma con Torino sarebbe potuto essere qualcosa di più: un progetto più equilibrato, più sostenibile e più lungimirante.
La “Chirurgia dell’Anima” di Luca Spaziante
In Senato presentata una nuova visione della Chirurgia Plastica che valorizza l’identità
“Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza” è il titolo del volume scritto dal noto chirurgo plastico torinese Luca Spaziante, che verrà presentato a Roma, a Palazzo Madama, nella sala Caduti di Nassirya, mercoledì 11 febbraio alle ore 18. L’evento, a cui parteciperanno importanti ospiti, è stato promosso dalla senatrice Paola Ambrogio, da sempre attenta ai tema della sanità locale e nazionale e sarà organizzato da Radio Parlamentare – Percorso Consapevole.
Il dottor Luca Spaziante è Dirigente Medico presso La SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva della Salute e della Scienza di Torino, Coordinatore degli Ambulatori di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso GVM Clinica Santa Caterina, Direttore Scientifico di Art Beauty Clinic e Membro del Comitato Tecnico Scientifico di ACTO Piemonte. Presenterà il volume “Chirurgia dell’Anima: oltre la forma, verso l’essenza”, un testo che si discosta dal formato del manuale tecnico per proporre una narrazione in cui medicina, arte e filosofia sono accostate.
Cuore del volume è rappresentato da un ‘idea controcorrente nell’era dei filtri, dei social e delle mistificazioni digitali, vale a dire la bellezza intesa non come artificio, ma come ritorno alla vera essenza umana.
Attraverso riflessioni, aneddoti e storie di pazienti, il dottor Spaziante descrive un approccio alla chirurgia plastica che “ non stravolge, ma restituisce, non cancella, ma ricuce” e che legge proporzioni, armonia e naturalezza quali “firma invisibile” di ogni trasformazione.
La medicina è strettamente legata all’arte e all’armonia delle proporzioni, la prima si focalizza sul corpo, la seconda sulle immagini e i simboli, mentre la filosofia si pone domande che non si lasciano limitare dalla diagnosi.
All’evento di presentazione, dopo i saluti Istituzionali della Senatrice Paola Ambrogio, parteciperanno anche il Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, Livio Tranchida; il Prof. Maurizio Pompili, Direttore UOC di Psichiatria AOU Sant’Andrea di Roma; la Dott.ssa Elisa Picardo, Presidente ACTO Piemonte e ginecologa AOU Città della Salute e della Scienza di Torino, oltre al Prof. Francesco De Lorenzo, Presidente FAVO. Moderatrice Cristina Del Tutto, Direttore di Radio Parlamentare.
Mara Martellotta
Rivolti a giovani, “con” o “senza” disabilità under 35, negli spazi di “Open – Fondazione Time2”
Da mercoledì 11 febbraio a mercoledì 23 settembre
In totale, 13 incontri mensili programmati nell’arco di otto mesi. L’idea è quella di creare una sorta di “laboratorio civico e relazionale”, con l’obiettivo di “favorire il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni sui temi di maggiore attualità sociale, culturale e politica”.
A dirla tutta è già lo stesso titolo, “Racconti di cambiamenti”, rassegna oggi al via e inserita all’interno del più ampio programma “Cambiamenti”, avviato nel 2023 da “Fondazione Time2” (Fondazione nata nel 2019 su iniziativa di Antonella e Manuela Lavazza, per affiancare “persone con disabilità” nel passaggio all’età adulta e nel costruire il proprio futuro su basi di uguaglianza e pari opportunità) per accompagnare progetti capaci di trasformare i contesti di vita, rendendoli più accessibili, inclusivi e partecipativi per le persone “con disabilità”. Il tutto attraverso “pratiche concrete”, cui hanno prestato sostegno numerosi enti e associazioni locali, a partire dal “Comune di Torino” alla “Fondazione Sandretto Re Rebaudengo” all’“Istituto dei Sordi” fino al “CPD – Consulta per le Persone con Disabilità”, solo per citarne alcune.
L’esperienza condivisa, la parola, il confronto e l’ascolto fra mediatori e partecipanti, rappresentano nel concreto il “cuore del percorso”. Un dialogo costruttivo e creativo cui si affiancherà, in occasione di ogni appuntamento, la collaborazione con “Hangar Piemonte”, agenzia per le trasformazioni culturali della “Regione Piemonte”: ogni incontro vedrà, infatti, la partecipazione dei progetti culturali del suo “ecosistema”, chiamati a intervenire sui temi della rassegna.
Ma quale, nello specifico, la struttura degli incontri? “Ogni incontro – sottolineano gli organizzatori – sarà dedicato a un tema di forte attualità e rilevanza pubblica, scelto per la sua capacità di generare riflessione e confronto. La chiave di lettura costante dei diversi temi è quella dell’accessibilità, e per questo per ciascun ambito tematico sarà coinvolto almeno un progetto della ‘rete Cambiamenti’ che, attraverso le proprie azioni, ha contribuito a rendere più accessibili e inclusivi i contesti di riferimento, traducendo in pratiche concrete i principi di trasformazione e inclusione”.
Gli appuntamenti si terranno nella sede torinese di “Open – Fondazione Time2”, in corso Stati Uniti 62/B e seguiranno una formula condivisa, adattata di volta in volta al tema affrontato. L’incontro si aprirà con un “momento introduttivo” teso a permettere di entrare nel tema; seguirà il “cerchio di parola”, uno spazio partecipato di confronto e ascolto reciproco. Il dialogo verrà, inoltre, arricchito dal contributo di persone attiviste, del mondo dell’associazionismo e della ricerca, insieme a “Fondazione Time2” e alla rete di “Hangar Piemonte”. Parteciperà agli incontri anche la “Libreria Binaria” di via Sestriere che proporrà consigli di lettura coerenti con il tema dell’incontro.
Ogni appuntamento si concluderà con una fase di “decompressione creativa”, pensata come un momento di svago o un gesto simbolico in grado di tradurre il tema in un’esperienza condivisa.
Il via, come detto, mercoledì 11 febbraio alle 18: il primo appuntamento è dedicato all’ “educazione affettiva” e alla “sessualità positiva e consapevole”. Partecipano al “cerchio di parola” “My Safe Space APS”, associazione composta da professionistə della salute mentale, “Associazione Verba” e “Aps Me.dea” di “Io sono Unica”, il progetto “Cambiamenti” che ha lavorato sull’accessibilità del “Centro Antiviolenza” di Alessandria e Casale Monferrato e sulla consapevolezza sulla violenza di genere delle “donne con disabilità”.
Dell’ecosistema di “Hangar Piemonte” partecipa “Social Community Theatre” con l’esperienza di “OnStage+”, progetto interattivo di teatro sociale e di comunità creato per contrastare le discriminazioni “LGBTQIA+”.
Si ricorda che la partecipazione a tutti gli incontri è libera. Tutti gli eventi saranno inoltre progettati con particolare attenzione all’accessibilità: per questo, è prevista la trascrizione automatica degli interventi, l’utilizzo di testi semplificati, la possibilità di richiedere la presenza di un “interprete LIS” e la predisposizione di uno spazio tranquillo, protetto da stimoli esterni e dotato di “stimming toys”.
Per info sul programma nel dettaglio: www.open.fondazionetime2.it
G.m.
Nelle foto: “Open – Fondazione Time2”, immagini di repertorio
Ogni iscrizione è un passo verso la cura
Anche quest’anno la celebre corsa-camminata che sostiene la raccolta fondi per la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro sarà organizzata sul percorso ciclo-pedonale permanente realizzato nel territorio castiglionese
Anche quest’anno la Just The Woman I Am, l’evento che dal 2014 unisce sport, cultura e solidarietà promuovendo la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro, la prevenzione, i corretti stili di vita, l’inclusione e la parità di genere, farà tappa a Castiglione Torinese.
La celebre corsa/camminata in rosa di 7 chilometri organizzata dal CUS Torino in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino e il Politecnico di Torino per sostenere la raccolta fondi per la ricerca universitaria sulla salute e sul cancro andrà in scena nel pomeriggio di sabato 7 marzo, con ritrovo fissato alle ore 15.00 presso il Parco del Chiostro e partenza prevista per le 16.00, sul percorso ciclo-pedonale permanente della JTWIA On The Road realizzato nel territorio castiglionese grazie alla convenzione pluriennale stipulata dall’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Loris Lovera con la Hope Running.
Un’occasione imperdibile per sostenere il benessere, la prevenzione e la ricerca prendendosi cura di sé stessi camminando insieme alle magliette gialle dell’associazione chivassese ed a tante altre persone.
Un appuntamento fisso a Castiglione Torinese che ogni anno riscuote un grande successo vista la valenza dell’iniziativa aperta a tutti e che non vuole lasciare indietro nessuno. Un entusiasmo condiviso e contagioso caratterizza la Just The Woman I Am e i suoi partecipanti, rappresentando un segnale importante che spinge gli organizzatori a proseguire con determinazione nel loro quotidiano impegno.
Partecipare in tanti significa contribuire in modo più incisivo al sostegno della ricerca universitaria, trasformando l’esperienza della JTWIA in un percorso condiviso fin dal primo passo.
Giovanni Mirabella, il presidente della Hope Running, invita tutti a prendere parte a quest’appuntamento che ogni anno colora di rosa Castiglione Torinese: “Parlo a nome di tutte le magliette gialle della Hope Running e sono orgoglioso anche quest’anno di portare la Just The Woman I Am qui grazie alla sinergia con l’Amministrazione Comunale. Tutti insieme prendendo parte a questi eventi possiamo costruire una società più consapevole, sensibile, inclusiva e attenta alla salute”.
Il primo cittadino di Castiglione Torinese, LorisLovera, sottolinea l’importanza di questo evento per il territorio: “Siamo particolarmente orgogliosi di ospitare anche quest’anno un evento sportivo, inclusivo e di sensibilizzazione così importante. La ricerca e la prevenzione sono i due strumenti che ci hanno permesso di raggiungere ottimi risultati nel campo sanitario ed è per questo che occorre continuare su questa strada. Il valore aggiunto per Castiglione rispetto alle altre JTWIA è sicuramente la collaborazione con la Hope Running, un’associazione nobile che condivide con noi gli stessi valori, facendolo con entusiasmo e passione. Invito dunque tutti i cittadini del territorio a partecipare a questa bellissima manifestazione, perché la salute è il bene più importante che ci possa essere concesso e ciascuno di noi può fare una piccola grande parte partecipando e diffondendo questi valori”.
La quota di iscrizione è di 20,00 euro e verrà devoluta interamente all’organizzazione per finanziare la ricerca. Le iscrizioni per la Just The Woman I Am di Castiglione Torinese possono essere effettuate nei punti fisici di iscrizione aperti sul territorio, compilando l’apposito modulo cartaceo: nel welcome kit l’iconica maglietta rosa dell’evento, il pettorale e la welcome bag.
Questi i punti fisici di iscrizione ad oggi aperti:
– Castiglione Torinese
1) Bar Papillon
Viale Bollino 11
Orari: tutti i giorni 05,15-20,30
– Chivasso
1) Hope Running
Corso Galileo Ferraris 60
Orari: lun. 9,00-13,30; mer. 14,00-16,00; ven. 9,00-12,00.
Tel. 371 517 2531
2) Bottega d’Arte
Via Torino 13
Orari: mar.-mer.-gio.-ven.-sab. 9,00-12,00 e 15,30-19,00
Tel. 340 372 9617
Tutte le info relative alla Asd Hope Running Onlus le potete trovare a questi link:
• Sito web ufficiale: www.hoperunning.com
• Facebook: www.facebook.com/hoperunningchivasso
• Instagram: www.instagram.com/hope_running
• Come donare: www.hoperunning.com/sostienici
• 5×1000: codice fiscale Hope Running n° 91032000019
Abitare le città universitarie
L’internazionalizzazione degli atenei e l’aumento della popolazione studentesca incidono sia sui processi di rigenerazione urbana, tramite investimenti e trasformazioni fisiche, sia sul mercato dell’abitare, sempre più sotto pressione per la domanda di alloggi studenteschi e la competizione con altre forme di residenzialità. In questo quadro, l’abitare è assunto come chiave di lettura per comprendere dinamiche urbane più ampie e le condizioni di una popolazione studentesca articolata.