ilTorinese

Il Comune di Chieri diffida Enel Sole 

“A fronte dei guasti che si sono verificati in piazza Mazzini, in via Carlo Alberto – annuncia il Sindaco Alessandro Sicchiero – abbiamo inviato una formale diffida a Enel Sole contestando il mancato rispetto dei tempi di manutenzione, il mancato riscontro alle richieste formulate negli uffici comunali e la volontà dell’amministrazione di applicare le penalità previste dal contratto di servizio. Non possiamo accettare che alcune zone del centro cittadino siano lasciate al buio, mettendo a rischio l’incolumità fisica dei residenti e degli utenti della strada, oltre a creare un problema di mancanza di sicurezza”.

Nella lettera di diffida si precisa anche che in data 29/12/2025, 07/01/2026 e 12/01/2026 sono state inviate reiterate segnalazioni relative ai guasti di piazza Mazzini, sia telefonicamente sia via email, dai servizi dell’area Opere Pubbliche e Patrimonio, senza aver ricevuto alcun riscontro formale da parte di Enel Sole.

“Appresa la notizia di quanto accaduto in piazza Mazzini, ci siamo attivato sollecitando l’intervento urgente di Enel Sole – aggiunge ,’assessore alla sicurezza e al commercio Biagio Fabrizio Carillo – il comando della Polizia locale ha organizzato passaggi delle pattuglie negli orari serale nelle zone interessate dal blackout”.

Quello della sicurezza urbana è un tema importante che non può essere sottovalutato.

“Siamo consapevoli che non si tratta di problemi occasionali e che non possiamo più accettare il ripetersi di situazioni che recano danno a cittadini ed esercenti – commenta l’assessora ai Lavori Pubblici Daniela Sabena – guasti di questo tipo si sono verificati più volte in diverse zone della città, ad esempio in via San Filippo, via IV novembre, via della Pace, piazza Gerbido e un aperte di via San Giorgio. Come Amministrazione abbiamo consegnato un Piano per l’illuminazione pubblica al fine di censire i quadri di alimconsegnato i punti luce presenti sul territorio comunale, e studiare le soluzioni di ammodernamento e efficientamento più opportune”.

Mara Martellotta

Ginecologia oncologica: Sant’Anna e Mauriziano eccellenze mondiali

Torino entra ufficialmente nell’élite mondiale della ginecologia oncologica. La European Society of Gynaecological Oncology (ESGO) ha conferito al presidio ospedaliero Sant’Anna – Città della Salute e della Scienza di Torino ed al presidio ospedaliero Umberto I – AO Ordine Mauriziano di Torino il prestigioso accreditamento europeo come Centro di Formazione in Ginecologia Oncologica, riconoscendone la qualità clinica, scientifica e didattica.

Un riconoscimento di altissimo profilo che inserisce i due presidi torinesi tra i pochi centri al mondo abilitati alla formazione specialistica nel settore e che conferma il ruolo sempre più centrale della città nella cura e nella ricerca contro i tumori ginecologici.

Le evidenze scientifiche dimostrano che le donne con tumori ginecologici trattate da ginecologi oncologi in centri di riferimento hanno una sopravvivenza maggiore e una migliore qualità di vita. Il/La Ginecologo/a Oncologo/a è uno/a specialista in Ginecologia e Ostetricia con una formazione avanzata che garantisce una presa in carico completa – dalla diagnosi alla terapia, fino al follow-up – grazie ad un percorso formativo dedicato e multidisciplinare.

L’ESGO ha sviluppato un programma europeo di formazione in ginecologia oncologica che può essere erogato solo da centri accreditati, ovvero strutture in grado di soddisfarne tutti i requisiti. L’accreditamento è concesso solo a chi rispetta criteri particolarmente stringenti in termini di adeguata casistica oncologica, multidisciplinarietà e attività di ricerca comprovate. La verifica avviene attraverso una valutazione indipendente da parte di esperti internazionali ESGO, incaricati di certificare il rispetto degli standard formativi.

Alla visita torinese degli esperti del comitato di accreditamento ESGO, professor Pawel Knapp e dottor Andrej Cokan, hanno preso parte il professor Stefano Cosma, responsabile del percorso formativo all’ospedale Sant’Anna, e la professoressa Annamaria Ferrero, responsabile del percorso formativo all’ospedale Mauriziano Umberto I, insieme alla professoressa Chiara Benedetto, Past-President del Board and College Europeo di Ginecologia e Ostetricia e promotrice dell’iniziativa in collaborazione con il professor Paolo Fonio, Direttore del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Torino, cui afferiscono i docenti del settore Ginecologia e Ostetricia. I valutatori hanno incontrato anche i tutor di ginecologia oncologica ed i rappresentanti delle altre specialità coinvolte nella gestione multidisciplinare delle pazienti, oltre a prendere visione delle attività cliniche, dei percorsi formativi, dei progetti di ricerca e delle strutture dedicate presenti nei due ospedali.

La rete formativa integrata garantisce un percorso completo di presa in carico della paziente oncologica, grazie alla presenza di unità specialistiche dedicate alla chirurgia oncologica e oncoplastica, alla radiodiagnostica avanzata, alla radioterapia e brachiterapia, alla chemioterapia, alla psico-oncologia ed alle cure palliative. Sono inoltre attivi ambulatori dedicati al follow-up oncologico, ai tumori ginecologici ereditari, alle tecniche di preservazione della fertilità ed alla procreazione medicalmente assistita nelle pazienti oncologiche, così come i percorsi per la gestione delle gravidanze in corso di tumore o successive alla malattia.

In qualità di centro universitario — primo in Italia ad aver ottenuto l’accreditamento europeo per la specializzazione in Ostetricia e Ginecologia — il polo torinese offre ai futuri sub-specialisti in ginecologia oncologica opportunità formative uniche. Tra queste: il REC – Research & Educational Center, primo centro europeo di simulazione clinico-chirurgica dedicato specificamente alla Ginecologia e Ostetricia, fondato nel 2012 dalla professoressa Chiara Benedetto; il corso permanente di chirurgia anatomica dissettiva FAST (Female Anatomical Surgery for Trainees), basato su un modello innovativo di training anatomico-chirurgico.

Accanto all’attività clinica e formativa, il gruppo universitario torinese è fortemente impegnato nella ricerca clinica e preclinica, con numerosi studi attivi nei campi della diagnosi precoce, dell’innovazione chirurgica e dei trattamenti medico-chirurgici personalizzati.

Con l’accreditamento ESGO il Sant’Anna e il Mauriziano Umberto I consolidano il proprio ruolo di riferimento nella lotta ai tumori ginecologici, ponendosi come modello di integrazione tra cura, formazione e ricerca.

Il prestigioso riconoscimento della European Society of Gynaecological Oncology è motivo di particolare orgoglio per l’Università di Torino non solo perché conferma l’eccellenza delle nostre docenti e dei nostri docenti e il loro impegno lungimirante nel garantire una formazione avanzata di qualità, ma anche perché proietta il nostro Ateneo in una dimensione sempre più internazionale e competitiva: ricevere un accreditamento europeo in ambito formativo significa attrarre talenti, anche dall’estero, che sceglieranno di formarsi qui, contribuendo a costruire un ecosistema virtuoso in cui ricerca, formazione e pratica clinica si incontrano. È questa la chiave per generare sviluppo, innovazione e competitività per il territorio e migliorare la salute e la qualità della vita di tutte e tutti” dichiara Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell’Università di Torino.

Un grande riconoscimento aver ricevuto l’accreditamento ESGO quale Centro di Formazione in Ginecologia Oncologica, che conferma il ruolo a livello nazionale ed internazionale del nostro ospedale Sant’Anna nella cura e nella ricerca contro i tumori ginecologici. Assistenza clinica, ricerca e didattica: questi i tre punti di forza che contraddistinguono i nostri ospedali. Per questo voglio complimentarmi con i nostri professionisti che ogni giorno garantiscono al meglio una risposta appropriata al bisogno di salute di tutte le nostre pazienti” commenta Livio Tranchida, Direttore Generale dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

Per il Mauriziano essere il primo ospedale in Piemonte, insieme al Sant’Anna, a conseguire questo accreditamento – commenta Franca Dall’Occo, Direttore Generale dell’AO Ordine Mauriziano di Torino – significa rafforzare una sanità pubblica che investe in tecnologie avanzate, in modelli organizzativi innovativi e in ricerca applicata, trasformando l’eccellenza professionale in valore concreto per le donne e per il territorio. All’interno della rete torinese e universitaria, il Mauriziano conferma la propria vocazione a essere un luogo in cui cura, formazione e innovazione procedono insieme, con un unico obiettivo: migliorare la qualità e gli esiti delle cure oncologiche ginecologiche”.

L’accreditamento ESGO conferma l’eccellenza clinica, formativa e scientifica del nostro polo e rappresenta il risultato del lavoro di un’équipe altamente specializzata che ogni giorno, con entusiasmo, si adopera per garantire percorsi di cura di alta qualità alle pazienti” dichiara Stefano Cosma, Responsabile del Percorso formativo all’Ospedale Sant’Anna.

Sono onorata dell’accreditamento ESGO per la formazione in Ginecologia Oncologica, perché non solo è un riconoscimento delle capacità formative delle Divisioni Universitarie di Torino, ma anche delle competenze nel prendersi cura delle pazienti affette da neoplasie ginecologiche” dichiara Annamaria Ferrero, Responsabile del Percorso formativo all’ospedale Mauriziano Umberto I.

Questo riconoscimento europeo rappresenta un traguardo di grande valore per tutto il nostro settore. È il frutto di anni di investimenti mirati e di un impegno costante per offrire ai futuri ginecologi oncologi un percorso formativo sempre più strutturato, allineato agli standard internazionali, misurabile attraverso indicatori oggettivi e rafforzato da un’integrazione multidisciplinare reale. Siamo profondamente soddisfatti: l’esito della valutazione conferma che la strada intrapresa è quella giusta e stimola a proseguire con ancora maggiore determinazione” commenta Chiara Benedetto, Past-President del Board and College Europeo di Ginecologia e Ostetricia e Professoressa Emerita di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Torino.

cs

Due arresti per droga a Madonna di Campagna

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino italiano ed uno albanese, per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

Nell’ambito dei servizi implementati dalla Polizia di Stato nelle aree più sensibili della città, tra le quali quella delle “Torri”, già oggetto di recenti attività di polizia, al fine di contrastare le diverse forme di illegalità, durante un controllo svolto nel quartiere “Madonna di Campagna”, gli investigatori della Squadra Mobile hanno notato un’autovettura con un uomo a bordo percorrere Corso Cincinnato e fermarsi in Via Lucca. Poco dopo, il conducente è stato avvicinato da una persona a bordo di un’altra macchina. Gli agenti si sono accorti che i due uomini, fingendo di chiacchierare, si scambiavano una busta con all’interno sostanza stupefacente, per poi ripartire con le due auto accodandosi l’una all’altra in maniera non casuale.

 

Dal controllo, i due sono stati trovati in possesso di oltre 500 grammi di cocaina e di una somma di denaro probabile provento dell’attività illecita, oltre che di vario materiale per il confezionamento della sostanza.

Dal ghetto di Terezín al palcoscenico

L’ opera simbolo di speranza viene presentata nel Giorno della Memoria al Piccolo Regio Puccini con le giovani voci del Teatro Regio

“Brundibár”

Il Teatro Regio che, da anni, partecipa alle iniziative legate al Giorno della Memoria, propone sabato 24 e domenica 25 gennaio alle ore 16, un’opera per bambini dal titolo “Brundibár” di Hans Krása, su libretto di Adolf Hoffmeister, nella versione in lingua italiana di Clara e Daria Domenici.

Lo spettacolo sarà introdotto da una presentazione e da una proiezione del documentario “Terezín, la città che Hitler regalò agli ebrei”, a cura di Michele Bongiorno, con la regia di Jan Roncà. Lo spettacolo avrà una durata di un’ora e quindici minuti ed è rivolto ad un pubblico di bambini a partire dai dieci anni. Giovanissimi anche gli interpreti delle parti cantate, tutte scritte per voci bianche.

Brundibár va in scena al Piccolo Regio Puccini nell’ambito della stagione al Regio “In famiglia” sia sabato 24 sia domenica 25 gennaio alle ore 16 e in tre appuntamenti riservati alle scuole martedì 27, mercoledì 28 e venerdì 30 gennaio alle ore 10.30, quest’ultima data aggiunta a grande richiesta, dopo il tutto esaurito dei primi due.

A firmare la regia dello spettacolo è Matteo Anselmi, i costumi sono di Laura Viglione e leluci di Lorenzo Maletto. Il maestro Claudio Fenoglio accompagnerà al pianoforte, dirigendo i Solisti del Coro di Voci Bianche del Regio e il Coro di Voci Bianche del Teatro.

La produzione del Teatro Regio, realizzata interamente con i giovani Solisti del Coro di Voci bianche e il Coro di Voci bianche diretto da Claudio Fenoglio, rappresenta un progetto unico che celebra la musica come linguaggio universale e strumento di memoria. In scena i ragazzi non soltanto interpretano Brundibár, ma trasmettono anche una narrazione di speranza che coinvolge diverse generazioni.

La regia di Matteo Anselmi intreccia l’immaginario dell’infanzia con le sfide della realtà, trasformando lo spettacolo in un’esperienza intensa e formativa per il pubblico come per gli interpreti e mettendo in luce il talento e il lavoro dei giovani artisti del Regio. Si tratta di un’opera per bambini eseguita da bambini.

La memoria della Shoah ancora oggi evoca immagini terribili di prigionieri ridotti allo stremo, bambini con i numeri incisi sulla pelle, file interminabili di baracche, l’orribile scritta “Il lavoro rende liberi”, che sovrasta il campo di sterminio di Auschwitz. L’immensa macchina di annientamento nazista coinvolse anche altre realtà meno note, come il ghetto modello di Terezín ( Theresienstadt), dove l’apparente normalità celava un disegno atroce.

Questa fortezza, vicino a Praga, fu costruita nel 1780 dall’imperatore Giuseppe II come tributo alla madre Maria Teresa. Nel 1941 il governo nazista trasformò la città in un campo per ebrei ritenuti non idonei al lavoro forzato e destinati ai campi di sterminio. La città fortificata fu trasformata in un ghetto modello ma, nonostante un’apparente facciata di vita sociale e culturale, con spettacoli, concerti e rappresentazioni artistiche, al suo interno si consumavano  condizioni disumane di sovraffollamento, fame e malattia che causarono un numero impressionante di decessi. Dei 141mila prigionieri passati per Terezín, circa 33.500 morirono nel ghetto, la restante parte fu deportata verso i campi di sterminio. Tra i prigionieri  si contadino anche 15 mila bambini, di cui pochissimi sopravvissero.

Il ghetto accolse, oltre ai deportati provenienti da ogni angolo d’Europa, anche intellettuali e artisti di fama internazionale, scrittori, poeti, musicisti, attori e, contrariamente alle aspettative, l’attività culturale non si spense ma fu incoraggiata dai nazisti come mezzo di propaganda. Terezín divenne, tra spettacoli teatrali, opere e concerti, teatro di una resistenza creativa, in cui l’arte si contrapponeva alla disperazione.

Quando nel 1944 la Croce Rossa Internazionale effettuò un’ispezione programmata dalle autorità naziste, lo scopo era quello di mostrare un’immagine fittizia di normalità, negozi finti, scuole improvvisate e falsi spazi pubblici che furono allestiti per ingannare i visitatori. Terezín divenne persino oggetto di un documentario di propaganda dal titolo “ Il Führer dona una città agli ebrei”, che mostrava un’apparente vita serena. Ma Terezìn era solo una tappa verso l’abisso di Auschwitz. Lo scrittore e musicista Viktor Ullman descrisse questa lotta come il tentativo di “trovare ordine nel caos attraverso l’arte”.

Fra le creazioni artistiche più celebri nate a Terezìn spicca l’opera per bambini Brundibár,  composta dal musicista Hans Krása su libretto del poeta Adolf Hoffmeister.

Hans Krása, nativo di Praga, era un compositore di talento formatosi tra Parigi e Berlino, poi deportato a Terezín e quindi a Auschwitz,  dove perse la vita nel 1944. L’opera fu scritta nel 1938 per un concorso musicale, ma l’occupazione nazistane impedì l’esecuzione pubblica. La prima rappresentazione avvenne nel 1941 presso un orfanotrofio ebraico di Praga e successivamente fu eseguita più di cinquanta volte a Terezìn, divenendo simbolo di speranza e resistenza per i piccoli prigionieri, fatto rilevante Hoffmeister, l’unico sopravvissuto del cast iniziale. Invitato a Londra per ricevere un premio proprio per Brundibár, sfuggì all’arresto e alla deportazione. Il valore simbolico di Brundibár supera il contesto narrativo: l’opera, pur nella sua semplicità, rappresenta il trionfo della solidarietà e dell’innocenza contro l’oppressione e il male. Brundibár, figura subdola e ingannatrice, è spesso indicata come l’incarnazione del dittatore nazista, mentre i bambini riaffermano la loro dignità umana e la forza della speranza.

“In famiglia 2025-2026” presenta spettacoli, opere e concerto pensati per il pubblico più giovane e per i nuclei familiari con condizioni di biglietteria dedicate. Accanto a titoli inerenti a questa linea, sono proposte versioni pocket di capolavori di repertorio, per avvicinare al mondo del teatro musicale. Il prossimo appuntamento sarà con “Il Piccolo Principe”, opera per bambini di Pierangelo Valtinoni su libretto di Paolo Madron, in scena il 13,14, 15 e 22 marzo e il 18 e 19 di aprile prossimi.

Biglietti: ridotto under 16 – 10 euro / intero 20 euro. Con il carnet a libera scelta, sono proposti quattro spettacoli al costo totale di 80 euro. Il carnet include l’ingresso per un adulto e un bambino, consentendo di scegliere liberamente tra le varie proposte in cartellone. In vendita online e presso i punti Vivaticket

Info: www.teatroregio.torino.it – Teatro Regio – piazza Castello 215, Torino – telefono: 0118815241 – 8815242 – biglietteria@teatroregio.torino.it

Mara Martellotta

Incidente allo svincolo di Stupinigi: due feriti al Cto

Cinque o sei veicoli, tra cui delle auto, un tir e un furgone, sono rimasti coinvolti in un incidente avvenuto in viale Torino, all’ingresso-uscita dello svincolo della tangenziale sud di Stupinigi nell’area di Nichelino. Sul luogo sono intervenuti i sanitari del 118 dell’Azienda Zero e i carabinieri della Compagnia di Moncalieri.

L’impatto ha causato ferite a due persone, trasportate al Cto: le loro condizioni non risultano gravi. Sono in corso i rilievi per ricostruire la dinamica. In direzione di Milano si sono poi registrati pesanti rallentamenti a seguito dell’incidente.

VI.G

Donna, vita, libertà. Il grido dall’Iran

 

In Iran si vivono giornate di rivolta, di speranza e purtroppo anche di sangue. Tanto sangue.
In queste ore le milizie filogovernative hanno intensificato il soffocamento delle proteste. Secondo gli ultimi dati diffusi da organizzazioni per i diritti umani come HRANA (che verifica oltre 2.400 morti tra i manifestanti, con totale stimato intorno a 2.500–2.600) e Iran Human Rights (che parla di almeno 3.400), si tratta di una carneficina. Altre fonti arrivano a stimare 12.000 o più vittime, con un bilancio che si aggrava di ora in ora nonostante il blackout informativo.
C’è da dire che già da mesi il regime non appare più così solido. Le donne e i giovani hanno mostrato un coraggio encomiabile per sfidare uno dei regimi più sanguinari del pianeta. Un regime che destabilizza il Medio Oriente e diverse aree del mondo attraverso i suoi collegamenti con organizzazioni terroristiche.
Le donne, già da mesi, hanno lanciato la sfida agli ayatollah togliendo il velo che sono obbligate a indossare e subendo per questo persecuzioni, arresti e torture. Già, perché se cade il velo, cade il regime della Repubblica islamica. Eppure nel lontano 1979, con la rivoluzione, in pochi avrebbero predetto un destino simile, ovvero l’instaurarsi di una teocrazia. Allora i proclami erano ben altri, si sognava e si predicava la libertà.
Negli ultimi giorni il giro di vite si è intensificato con lo spegnimento di internet in tutto il paese (dal 8 gennaio). Si può solo provare a immaginare cosa significhi per questi ragazzi: non poter più restare in contatto con amici, parenti e conoscenti mentre subiscono la più feroce violenza da parte delle forze governative. A detta di testimoni e giornalisti, milizie e forze sparano direttamente sulla folla.
E la politica? La comunità internazionale? La politica italiana si è mostrata compatta condannando l’oppressione in atto in una mozione approvata in Senato (con la sola astensione del Movimento 5 Stelle). Una presa di posizione di una certa compattezza ma comunque tardiva.
Per il resto, Trump, almeno a parole, ammonisce il regime di Teheran minacciando un intervento diretto. Il principe Reza Pahlavi in esilio potrebbe essere la figura cui gli Usa pensano per una possibile transizione. Ma è prematuro pensare al dopo. Ora serve un aiuto a tutti i livelli alla popolazione iraniana. Manifestazioni sono previste questo fine settimana, in particolare quella indetta dal Partito Radicale sabato 17 gennaio a Roma (sono ormai anni che nel silenzio generale cerca di dare visibilità alla questione iraniana) e che sta ricevendo molte adesioni dal mondo della politica e della società civile.
Cosa aspettarsi? Il popolo iraniano è stato illuso, specie dopo il recente intervento di Israele. C’è chi teme di essere nuovamente abbandonato: c’è da augurarsi che questa volta andrà diversamente. Gli iraniani che credono e sperano nella libertà non vanno lasciati soli.

Mario Barbaro

“Mondovisioni”. Per indagare il presente attraverso il cinema

A Cuneo torna, per il secondo anno, la rassegna documentaristica promossa da “NOAU – Officina Culturale”

Da martedì 20 gennaio

Cuneo

La serata inaugurale, martedì 20 gennaio (ore 20,30), propone al pubblico in anteprima italiana “The Life That Remains” della tunisina Dorra Zarrouk (Egitto/Arabia Saudita, 2024), racconto intimo e potente sulla fuga di una famiglia palestinese da Gaza, dopo l’inizio del conflitto seguito all’atto terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023 (giorno del cinquantesimo anniversario dello scoppio della guerra arabo-israeliana del 1973), durante l’evento musicale di “Nova festival”.

La nuda cronaca e la potenza emotiva della narrazione cinematografica. Dal prossimo martedì 20 gennaio e ogni terzo martedì del mese fino a giugno, ritorna per il secondo anno presso il “Cinema Monviso” (via XX Settembre, 14) a Cuneo, “Mondovisioni”rassegna di sei tra i più appassionanti e urgenti documentari su “attualità”, “diritti umani” e “informazione”selezionati dal settimanale “Internazionale” e da “CineAgenzia” dai maggiori festival e proposti in esclusiva per l’Italia, in lingua originale con sottotitoli e accompagnati da talk con ospiti di respiro internazionale. La rassegna è promossa dalla cuneese “Noau – Officina culturale” di Piazzale della Libertà, con il patrocinio del “Comune di Cuneo” e il contributo di “Fondazione CRC”. L’ingresso alla singola proiezione costa 5 euro (possibilità di pagare in contanti o con “Satispay”, no bancomat). È possibile acquistare un abbonamento non nominativo per 6 film a 20 euro anziché 30. Coloro che sono in possesso di “buono digitale” possono convertirlo in abbonamento fisico la sera stessa. Apertura porte alle 20,15, inizio evento alle 20,30.

Al centro di tutte le proiezioni vengono affrontate, mettendo in relazione linguaggi artistici ed analisi critica, questioni centrali del nostro (spesso tormentato) tempo: conflitti armati, diritti umani, migrazioni, libertà di espressione, informazione e quant’altro.

Spiegano in proposito gli organizzatori: “Indagare il presente attraverso l’arte, creare spazi di visione critica e di confronto pubblico: è questa la traiettoria culturale di ‘NOAU’ che a Cuneo riporta, con questi chiari obiettivi, ‘Mondovisioni’. Il cinema non come semplice visione, ma come dispositivo per leggere il mondo contemporaneo”. Ogni serata è quindi pensata, in quest’ottica, come un momento di approfondimento condiviso, in cui il film apre uno squarcio riflessivo che prosegue, al termine della proiezione, nel dialogo con autori, studiosi, giornalisti, storici e testimoni diretti.

Sei opere cinematografiche, si diceva, spalmate nell’arco di sei mesi fino al prossimo giugno. Ogni terzo martedì del mese.

Al termine del primo docufilm “The Life That Remains” di Dorra Zarrouk, il talk curato da “NOAU” intreccerà cinema e poesia come “forme di resistenza”: interverranno infatti in videocollegamento il giornalista de “Il Manifesto” Mario Soldaini, curatore del volume “Il loro grido è la mia voce – Poesie da Gaza” (“Fazi Editore”) e Haidar Al-Ghazali, poeta ventunenne di Gaza. A curare il dialogo fra i due, il film maker cuneese Andrea Ceraso.

Nel corso dei mesi successivi, “Mondovisioni” proseguirà lungo le vie tortuose del “presente” spostando lo sguardo sulle migrazioni al confine tra Polonia e Bielorussia (“The Guest”), sul sistema accademico globale (“The Shadow Scholars”), sulla libertà di espressione (“The Dialogue Police”), sulla “resilienza” raccontata attraverso lo sguardo di una giovanissima protagonista messicana (“Ninxs”) e su Cuba (“Night Is Not Eternal”).

Per maggiori info sulle proiezioni e per acquistare l’abbonamento scrivere a info@noau.eu o contattare il numero telefonico 324/5955585. Aggiornamenti sulle pagine “Facebook” ed “Instagram” di “NOAU – Officina Culturale”.

Gianni Milani

Nelle foto: Manifesto del primo film “The Life That Remains” e un momento di dialogo sul palco del “Cinema Monviso” – immagine di repertorio

Memissima assegna gli Oscar dei meme in Italia

Venerdì 16 gennaio e sabato 17 gennaio a Torino torna il Festival della cultura memetica 

Fra le pagine e creators ospiti:
Filosofia Coatta, Vabe RagaA, Roncolate antichità, Memefattori,
Maidirememe, Sapore di Male, iconografieXXI e molte altre.
Venerdì 16 gennaio – Circolo dei lettori e delle lettrici, via Giambattista Bogino, 9
e Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, P.za Carlo Alberto, 8
Sabato 17 gennaio – Scuola Holden, Piazza Borgo Dora, 49

Torna MEMISSIMA e preannuncia novità e grandi sorprese per
la sua quinta edizione. Il festival della cultura memetica è ideato e diretto da Max
Magaldi che ospita venerdì 16 e sabato 17 gennaio a Torino le più importanti agenzie
di comunicazione e pagine meme da tutta Italia.

L’attesa più grande è riservata ai Meme Awards – gli Oscar dei Meme – che dopo il
successo delle edizioni precedenti, ci terranno anche quest’anno col fiato sospeso
scatenando il toto-meme sul web fino all’evento di premiazione finale in programma alle
21.00 di sabato 17 gennaio alla Scuola Holden di Torino.

Negli anni precedenti, l’oscar per il personaggio più memato dell’anno è stato assegnato a:
2024, Gennaro Sangiuliano; 2023, Gerry Scotti; 2022 Luigi Di Maio.

MEMISSIMA è il festival della cultura memetica prodotto da The Goodness Factory, con
il sostegno di Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino, Assessorato alle
Politiche Educative e Giovanili e con il sostegno di UNA, Aziende della
comunicazione unite e Reale Mutua Assicurazioni. Un progetto realizzato con il
Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Scuola Holden, Fondazione Circolo dei
lettori e il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli
Studi di Torino.

“In un mondo in cui la realtà ha superato i meme, Memissima prova ad usare i meme per
interpretare la realtà” – commenta Max Magaldi sintetizzando lo spirito della
manifestazione, che indaga il meme come linguaggio culturale capace di leggere il
presente e i suoi immaginari.

Memer e mondo della comunicazione da tutta Italia si danno quindi appuntamento a
Torino in occasione di MEMISSIMA fra case studies e nuovi linguaggi da indagare.
Protagoniste del festival saranno le più importanti pagine italiane a partire da Filosofia
Coatta, Vabe RagaA, Roncolate antichità, Maidirememe, Sapore di Male, memefattori,
iconografieXXI e tante altre.

A completare l’offerta del festival ‘Meme per gli acquisti’, l’incubatore sul
memevertising che ospita le agenzie di comunicazione italiane ed è pensato per
studiare il rapporto tra meme e pubblicità nell’incontro fra memer e admin di pagine
meme con agenzie di comunicazione e aziende e le lezioni di scrittura memetica che
per il terzo anno tornano a Scuola Holden il sabato pomeriggio.

PROGRAMMA DEL FESTIVAL, FRA TANTI OSPITI E TALK
Ad aprire la kermesse di MEMISSIMA, venerdì 16 gennaio, sarà il Circolo dei lettori e
delle lettrici, che ospiterà una sessione di talk del format “Meme per gli acquisti”. Il primo
incontro è in programma alle 10:30 con gli admin di Socialbag, che presenteranno il
“Wellmart Perugia – la storia del supermercato più scorretto e virale d’Italia” con la
moderazione di Glenda Allasia, CEO Alla Advertising. Alle 11:45, sempre al Circolo,
seguirà il talk “Razza Artificiale” dove Marco Rubiola e Max Magaldi dialogheranno
con, Elvis Tusha, Giuseppe Mastromatteo e Rick Dick su come l’IA stia cambiando la
razza umana.

Il programma prosegue nel pomeriggio, alle 15:00, con gli speed date, un format di
networking pensato per mettere in contatto admin e creator di pagine meme con agenzie.
alcune associate a UNA, Aziende della comunicazione unite e freelance del settore,
come Dunter, All Advertising, Instant Love, Thinking hat, Synestesia, An art Apart,
Creativa, Betrees.

Alle 18:00 Memissima si sposta al Museo Nazionale del Risorgimento per il talk “Fatta
l’Italia, memiamo gli italiani”. Una curatrice/archivista – Monika Szemberg -, un semiologo
– Gabriele Marino- e tre memer/creator di spicco – Filosofia Coatta (Giulio Armeni),
VaberagaA (Monica Magnani) e roncolate_antichità (Giorgio Milesi) dialogano
sull’intreccio satira/meme/politica stando con un piede nella staffa delle caricature del
fondo Dalsani del Museo del Risorgimento e l’altro immerso nell’universo memetico
contemporaneo, tra template, brainrot e intelligenza artificiale.
A chiudere la giornata, la sera del 16 gennaio dalle 21 presso una location segreta che
sarà annunciata sui social di Memissima “La guerra dei Meme”, una performance
musicale partecipativa di Giacomo Laser.
Il 17 gennaio il programma prosegue con le lezioni di scrittura memetica alla Scuola Holden:
alle 16:00 Paolo Danzì (Sapore di Male) ci parlerà de “L’algoritmo della nostalgia” esplorando
quanto il fascino del passato possa essere importante per narrare il presente.
Alle 17:30, partendo dal suo mini-documentario COSPLAYERS, Mattia Salvia
(IconografieXXI) ci spiegherà come l’assurdo è ormai diventato parte integrante della realtà
che ci circonda e quindi elemento per raccontare il presente.
Grande chiusura sabato 17 gennaio alle 21.00 con l’evento più atteso dai memer di tutta
Italia: i Meme Awards, gli “Oscar dei meme”.
Fino all’8 gennaio tutti i memers hanno avuto la possibilità di partecipare all’evento inviando i
propri meme a @memissimafestival, il profilo Instagram dell’evento: oltre 300 le pagine
hanno candidato i loro meme per l’edizione di quest’anno!
I meme candidati verranno giudicati da una giuria che individuerà i 4 meme finalisti per
le diverse categorie tra cui Personaggio più memato dell’anno, Politica e Attualità, Nerd,
Amio Noi, Scuola Università e Lavoro, Sport, IGP, Trash/Dank/Nonsense, Musica Arte
e Spettacolo e la categoria speciale SHIT HAPPENS ideata in collaborazione con
Piazzasanmarco.

I vincitori verranno scelti dalla combinazione tra il voto della giuria e quello dei follower della
pagina dell’evento Memissima/Meme Awards: per votare basterà seguire la pagina Instagram
ed esprimere la propria preferenza.

Fratello e sorella mangiano e dormono nello stadio dopo la partita

 

Torino. Avevano deciso di vedere la partita Juventus – Cremonese, disputata lunedì sera all’Allianz Stadium. Terminato l’incontro però, i due – fratello e sorella – da lì non sono più usciti. Entrambi si erano infatti nascosti all’interno dello stadio, consumando generi alimentari e riposando sui divanetti della sala. La scoperta, diverse ore dopo, è stata del personale della vigilanza che ha immediatamente chiamato il NUE 112. Hanno quindi tentato la fuga, ma una pattuglia dei Carabinieri del Radiomobile li ha fermati tempo, con ancora tre bottiglie di spumante tenute strette dal fratello. Per lui, constatatala flagranza, è scattato l’arresto. La sorella, invece, è stata denunciata a piede libero alla Procura di Torino. Sono entrambi gravemente indiziati per il reato di furto in concorso.

 

Il “sistema Piemonte” convince: aumentano investimenti e presenze straniere

Le informazioni diffuse oggi dalla Camera di commercio di Torino e da Unioncamere Piemonte sulle multinazionali a partecipazione estera delineano un quadro che mette in luce la solidità e la capacità attrattiva del sistema economico piemontese. Il territorio si conferma caratterizzato da imprese fortemente radicate, risultati incoraggianti e prospettive di sviluppo concrete.

Attualmente in Piemonte sono presenti circa 1.300 aziende a controllo estero, distribuite su 5.680 sedi operative, con un bacino occupazionale che supera i 183 mila addetti. L’indagine 2025 restituisce un dato particolarmente rilevante: il 76% delle imprese prevede di mantenere la propria presenza sul territorio regionale, mentre un ulteriore 15% intende rafforzarla. Nel periodo compreso tra il 2024 e il 2025 si registrano inoltre segnali positivi per quanto riguarda fatturato e investimenti, confermando un diffuso clima di fiducia nelle potenzialità locali.

«I dati diffusi oggi ci restituiscono l’immagine di un Piemonte credibile, competitivo e capace di attrarre e trattenere investimenti internazionali – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio, Attività produttive e Internazionalizzazione Andrea Tronzano –. Il fatto che oltre nove imprese su dieci confermino o rafforzino la propria presenza è un risultato che nasce da un lavoro costante su infrastrutture, capitale umano, qualità dei servizi e collaborazione istituzionale”.

Lo studio sottolinea inoltre alcuni elementi considerati strategici dalle multinazionali: la qualità delle risorse umane, l’efficacia del sistema formativo, la presenza di infrastrutture ICT, l’elevato livello della qualità della vita e i servizi di supporto alle imprese, fattori che contribuiscono a rendere il Piemonte competitivo nello scenario europeo e globale.

“Come Regione – proseguono Cirio e Tronzano – abbiamo scelto di investire con decisione sull’attrazione e sul supporto continuativo alle imprese investitrici, passando da una logica di insediamento a una di consolidamento nel tempo. In questa direzione va anche Piemonte Invest, lanciato alla fine dello scorso anno, che mette a sistema strumenti, competenze e accompagnamento dedicato agli investitori esteri e alle imprese già presenti, semplificando i percorsi e rafforzando il dialogo con il territorio”.

L’Amministrazione regionale proseguirà il proprio impegno, in collaborazione con il sistema camerale, Ceipiemonte e gli altri soggetti istituzionali, per valorizzare i punti di forza emersi e intervenire in modo mirato sugli aspetti migliorabili, con particolare attenzione alla semplificazione e al rafforzamento della competitività del tessuto imprenditoriale.

“Questi risultati – concludono Cirio e Tronzano – confermano che la direzione intrapresa è quella giusta: fare del Piemonte un luogo in cui le imprese investono, crescono e costruiscono valore nel lungo periodo”.