ilTorinese

“Modulazioni – Resounding”, il Festival di Musica Antica

Ritorna a Cuneo per la sua V edizione, che unisce tradizione e innovazione

Da venerdì 20 febbraio, ore 20,30

Cuneo

Prodotto da “Maestro Società Cooperativa” e organizzato da “Noau Officina Culturale”, ritorna a Cuneo “Modulazioni”, l’atteso “Festival di Musica Antica”, sapientemente giocata e proposta fra suoni che arrivano dalla più nobile tradizione e guizzi innovativi che caratterizzano note e percorsi musicali di altrettanto piena godibilità. Alla sua V edizione, la “Rassegna” prende, quest’anno, il titolo significativo e coinvolgente di “Resounding – Risonante” e, per quanti vogliono da subito conoscerne tutti i dettagli, verrà presentata giovedì 19 gennaio febbraio, ore 18, presso il “Museo Diocesano” di Cuneo, in Contrada Mondovì, 15.

Già si può comunque anticipare che l’edizione 2026 si svilupperà su tre fine settimana nel corso dell’anno e che l’inizio ufficiale è fissato per venerdì 20 febbraio (ore 20,30), presso il “Complesso Monumentale di San Francesco” (via Santa Maria, 10), con “Oltre il visibile – Il respiro dello spazio”, un’autentica esperienza sensoriale dedicata alla polifonia vocale di compositori, fra i più importanti di epoca rinascimentale, quali gli inglesi Thomas TallisOrlando GibbonsWilliam Byrd e il gallese (membro di spicco della “Scuola Madrigalistica”)  Thomas Tomkins.

In quest’ambito, felice ancora una volta la scelta di “Modulazioni” nel promuovere, come da giusta abitudine, la “creatività giovanile”, affidando la direzione al giovane svizzero Cyrille Nanchen, al suo debutto in Italia, ed integrando nel programma il progetto di “Laurea in composizione e sound design” di Simone Giordano. Partecipa l’ensemble vocale “Modulazioni Lab” composto da Naoka Ohbayashi e Francesca Cassinari (soprani), Annalisa MazzoniGiulia Beatini e Paola Cialdella (alti), Roberto Rilievi e Alessandro Baudino (tenori), Rafael GalazJonas Yahure ed Enrico Correggia (bassi).

La serata d’esordio rientra nel programma di eventi collaterali della mostra “La Galleria Borghese. Da Raffaello a Bernini. Storia di una collezione”, ospitata sempre presso il “Complesso Monumentale di San Francesco” e promossa da “Fondazione CRC” e “Intesa Sanpaolo”.

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su “Eventbrite”.

Il fine settimana inaugurale prosegue sabato 21 febbraio, alle 18presso il “Circolo ‘L Caprissi” (piazza Boves, 3) a Cuneo con il delicato recital di Elisa La Marca, talentuosa ed ormai affermata liutista milanese, che presenta il suo primo lavoro discografico da solista, “The Queenes Maskes”, interamente consacrato alla “musica inglese” di corte.

Domenica 22 febbraioalle 17, presso il “Rondò dei Talenti” (via Gallo, 1), spazio invece a “Suite biberon – Antico bestiario danzante”, primo appuntamento di “Modulazioni Kids”cartellone di quattro concerti/spettacolo dedicati a famiglie con bambini da 0 a 6 annia cura di “InCantabimbi”.

“Il Festival 2026 di ‘Modulazioni’ – affermano i direttori artistici ed ideatori della Rassegna, Alessandro Baudino e Paola Cialdella – invita il pubblico a un nuovo disegno. ‘Resounding’ è il tema che attraversa l’anno: tre fine settimana – a febbraio, giugno e settembre – ne scandiscono il battito, aprendo percorsi musicali dedicati in prevalenza al repertorio inglese, fra sentieri inesplorati e riscoperte. In questo dialogo fra passato e presente, l’innovazione e lo sguardo attento alla contemporaneità si fondono con una restituzione essenziale dell’esperienza concertistica, riaffermando l’identità del Festival: un luogo vivo, in cui la musica abita gli spazi, li attraversa e si offre all’ascolto nella sua forma più pura e luminosa”.

Il programma di “Modulazioni” proseguirà nel corso dell’anno con altri appuntamenti, in programma da giovedì 18 a sabato 20 giugno e il 131718 e 19 settembre. Prima si terranno tre nuovi appuntamenti con “Modulazioni Kids”: al primo incontro di domenica 22 febbraio, seguiranno altri spettacoli in agenda domenica 22 marzo (“Vértigo biberon”), domenica 12 aprile (“Resounding biberon”) e domenica 10 maggio (“Petit biberon”) sempre al “Rondò dei Talenti” di Cuneo, ore 17.

Per info sul programma nel dettaglio: www.modulazioni.net/modulazioni-kids

  1. m.

Nelle foto: Logo “Modulazioni –Resounding”; Cyrille Nanchen e Elisa La Marca

Il Comune di Chieri ha aderito al progetto sperimentale AI-PACT

 

Un servizio innovativo di Intelligenza Artificiale per automatizzare il Protocollo Generale.

Il Sindaco Sicchiero: “Chieri entra in una rete nazionale con una sperimentazione che

migliorerà l’efficienza dei nostri servizi con risposte più veloci ai cittadini.”

 

Ogni giorno il Comune di Chieri gestisce centinaia di documenti inviati tramite e-mail e  PEC, che necessitano di essere classificati, protocollati e destinati agli uffici competenti. La gestione del Protocollo è fondamentale per garantire la trasparenza, l’efficienza e la tracciabilità delle comunicazioni, e questo settore può trarre grandi benefici dall’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI), riducendo significativamente i tempi di gestione delle pratiche e di risposta degli uffici, migliorando la qualità dei servizi, minimizzando gli errori umani.

Per questo Chieri ha aderito ad AI-PACT (Artificial Intelligence for Public Administrations Connected)un progetto di carattere sperimentale, che ha lo scopo di facilitare l’adozione delle tecnologie di Intelligenza Artificiale (AI) per la trasformazione digitale delle pubbliche amministrazioni. Il progetto, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con risorse PNRR, è coordinato da SDA Bocconi School of Management dell’Università Bocconi, e vede come partner il Gruppo Maggioli (che attraverso la 01Sistemi da anni progetta e sviluppa piattaforme di intelligenza artificiale), l’Università di Milano Bicocca, l’Università di Bologna, la Fondazione Ifel-ANCI  e Tempo Innovation Source.

Grazie a questa adesione ad AI-PACT, viene messa a disposizione dell’Amministrazione comunale una piattaforma prototipale che consente di digitalizzare completamente i processi di protocollo, con il triplice obiettivo di velocizzare i servizi verso i cittadini, standardizzare le informazioni di protocollo e risparmiare così risorse e tempo.

La sperimentazione durerà un anno e non comporterà alcun costo per l’Amministrazione comunale.

Tutto ciò che arriverà via mail/PEC al Protocollo del Comune di Chieri sarà preso in carico dall’operatore di sportello, che potrà contare su una “maschera di protocollazione”, un’interfaccia già precompilata con una proposta fatta dall’AI di un titolo, una classificazione, un destinatario. Il sistema di Intelligenza Artificiale esamina tutta la documentazione pervenuta ed è in grado di estrarre automaticamente dal documento principale l’oggetto, la classificazione e l’assegnatario, ovvero l’ufficio/settore/area competente. Il funzionario protocollante controllerà la correttezza delle informazioni e potrà modificarle se inesatte.

La Giunta comunale ha adottato questa settimana una delibera di indirizzo per l’avvio di servizi innovativi di Intelligenza Artificiale nell’Amministrazione comunale.

Commenta il Sindaco Alessandro SICCHIERO: «La recente legge n.132/2025 sull’Intelligenza Artificiale ha aperto scenari inediti per i Comuni, offrendo strumenti tecnologici che potrebbero trasformare radicalmente il rapporto tra cittadini e amministrazione locale. Un’opportunità storica per modernizzare i nostri servizi e migliorare l’efficienza, la qualità e la quantità, avviando un percorso di crescita tecnologica e organizzativa. Non si tratta semplicemente di digitalizzare procedure esistenti, cosa che stiamo già facendo da tempo (basta pensare all’archivio edilizio completamente dematerializzato), ma ripensare e riprogettare la macchina comunale sfruttando le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale. Tutto ciò richiede significativi investimenti. Per questo rappresenta un grande risultato per Chieri aver aderito, senza alcun costo per le casse comunali, ad una sperimentazione che coinvolge diverse città (ad es. Bergamo, Pisa, Ferrara, Brescia, Udine, Trieste, la Regione Puglia), entrando così a far parte di una rete nazionale. Grazie ad AI-PACT abbandoneremo il modello di protocollazione manuale verso una nuova modalità digitale “intelligente” ma supervisionata dagli operatori. Il nostro auspicio è di partecipare anche ad altre sperimentazioni, infatti, Chieri si è candidata per lo Sportello telematico al Cittadino (presentazione pratiche), la redazione degli atti amministrativi, l’Urp e lo Sportello Edilizia, tutti servizi che possono diventare più evoluti, migliorando il lavoro dei nostri uffici e la vita dei nostri cittadini».

L’Università Bocconi svolgerà anche una formazione specifica rivolta ai funzionari comunali deputati al Protocollo, che verranno addestrati relativamente al funzionamento della piattaforma e alle sue modalità di utilizzo. Ogni tre settimane è previsto un confronto tra l’Amministrazione comunale e il Gruppo Maggioli, per analizzare eventuali criticità e valutare possibili future migliorie, così da affinare la modalità di lavoro standard proposta dalla AI, adattandola e facendola diventare sempre più pertinente rispetto alle caratteristiche e alle necessità dell’organizzazione comunale.

 

Arrampicata sportiva, Coppa Italia Boulder

Castellani alla Casa della Madia

Un pubblico molto numeroso ha partecipato all’incontro inaugurale del nuovo ciclo di domeniche alla Casa della Madia che ha avuto come primo ospite Valentino Castellani, figura che unisce competenza accademica, responsabilità di governo e attenzione al tessuto civile e spirituale della comunità. Il tema affrontato, la crisi delle democrazie rappresentative in Occidente, è stato proposto come una preoccupazione concreta che riguarda la vita quotidiana delle persone e il modo stesso di stare insieme in società.


Castellani ha ricordato come la democrazia rappresentativa, nata con forza in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, sia per sua natura, un sistema fragile. La storia insegna che anche le elezioni democratiche possono legittimare derive autoritarie e che la democrazia contiene al suo interno strumenti formali che, se distorti, possono condurre al suo indebolimento. Norberto Bobbio parlava delle promesse mancate della democrazia quali il prevalere di interessi contrapposti, una rappresentanza fragile e la crescente difficoltà di decidere in un mondo sempre più complesso. Mentre Alexis de Tocqueville aveva messo in guardia dal rischio che la maggioranza, se non limitata, potesse abusare del proprio potere.
Secondo molti studiosi, l’inizio simbolico di questa crisi può essere collocato negli anni Settanta, con l’affermarsi del neoliberismo. In quel periodo si rompe progressivamente l’equilibrio tra libertà ed eguaglianza: il mercato prevale sullo Stato, i diritti sociali vengono compressi e l’economia si separa dalla politica.
Questo squilibrio produce un vuoto sociale, alimenta la sfiducia ed il risentimento e favorisce la crescita di un capitalismo finanziario sempre più distante dall’economia reale. A ciò si aggiunge l’impatto delle nuove tecnologie, che rendono più fragili i legami sociali e concentrano il potere in pochi attori globali, fino a configurare forme che alcuni autori definiscono “tecno-feudalesimo”.
Come ricorda Castellani, la crisi della democrazia non è improvvisa, ma lenta e progressiva, simile all’azione silenziosa dei tarli in un mobile antico. Essere eletti non equivale ad avere pieni poteri: in democrazia, il consenso non cancella i limiti e i controlli stabiliti dalla Costituzione. Quando questi argini si indeboliscono, attraverso l’attacco alla legalità, alla magistratura e agli organi di garanzia, o attraverso il ridimensionamento del ruolo del Parlamento a favore dell’esecutivo, l’equilibrio democratico diventa fragile.
Accanto alla democrazia rappresentativa esistono anche strumenti di democrazia diretta, quali referendum, iniziative popolari, dibattiti pubblici e bilanci partecipativi, che possono rafforzarla se progettati con attenzione e responsabilità. Castellani conclude ricordando che la democrazia vive della virtù dei cittadini, intesa come una preferenza costante per l’interesse generale rispetto a quello personale, senza negare la legittimità degli interessi particolari. Quando il cittadino diventa passivo, la democrazia inizia ad ammalarsi. Educare alla democrazia è quindi una responsabilità intergenerazionale: un lavoro lento e faticoso che richiede impegno quotidiano, coerenza e testimonianza. Prendersene cura significa custodire le istituzioni, ma soprattutto coltivare persone capaci di responsabilità, dialogo e visione.
Come abitudine, la giornata si è conclusa con un ampio confronto tra il relatore e il pubblico presente, dando vita a un vivace dibattito non solo sul tema della giornata ma anche su altri temi di attualità tra i quali, come era facile prevedere, le Olimpiadi Invernali 2026 Milano Cortina. Casa della Madia intende proseguire la riflessione dedicando altre giornate alla crisi delle democrazie e più in generale alla situazione sociale e geopolitica.

IRENE CANE

Alle Ogr l’inaugurazione del nuovo anno accademico del Politecnico

 

Il Politecnico di Torino inaugura l’anno accademico 2025/2026 mettendo al centro il dialogo con la Pubblica Amministrazione, indicata come terreno decisivo per trasformare innovazione e competenze in valore pubblico.

La cerimonia, ospitata alle OGR Torino, ha riunito istituzioni nazionali e locali: dal Rettore Stefano Corgnati al Ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo, dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio al Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, insieme alla Presidente della Scuola Nazionale dell’Amministrazione Paola Severino, alla Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane Laura Ramaciotti, al Direttore generale Vincenzo Tedesco e al rappresentante degli studenti Lorenzo Baffert.

Al centro della giornata, l’idea che la Pubblica Amministrazione sia una vera e propria “palestra di innovazione”, uno spazio in cui l’università può mettere a sistema le sue tre missioni: formazione, ricerca applicata e dialogo con la società.

Quando si parla di innovazione – è stato sottolineato – si pensa spesso solo alla dimensione tecnologica. In realtà, molte collaborazioni tra Politecnico e PA rappresentano già esempi concreti di innovazione: dalla connettività Wi-Fi nelle aree remote allo sviluppo di smart city, fino all’uso dei digital twin per le previsioni urbanistiche. Non si tratta solo di nuove tecnologie, ma anche di innovazione di modelli, metodi e, soprattutto, regole.

Perché la tecnologia corre più veloce delle norme, e spesso il vero ostacolo non è tecnico ma regolamentare. Da qui l’obiettivo dell’Ateneo: sedersi ai tavoli di policy making per portare una sensibilità tecnologica accanto a quelle economico-finanziarie e giuridiche, tradizionalmente predominanti.

Nel suo intervento, il Sindaco Stefano Lo Russo ha richiamato la responsabilità costituzionale delle istituzioni: rendere effettivi i diritti e rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza. “In tempi di trasformazioni profonde e rapidissime, dall’intelligenza artificiale alla digitalizzazione dei processi decisionali la qualità amministrativa non è solo una questione tecnica, ma democratica. – ha affermato il Sindaco – Se la pubblica amministrazione funziona, i diritti sono realmente esigibili. Se non funziona, restano solo sulla carta. L’efficienza non è soltanto un indicatore di performance: è una condizione della democrazia”.

Il Sindaco ha poi messo in guardia contro il rischio di una burocrazia lenta e opaca, che finisce per creare barriere invisibili: quando i procedimenti sono complessi, l’accesso diventa selettivo e le disuguaglianze si amplificano. Da qui la necessità di un cambio culturale: non basta chiedersi se una procedura sia conforme, occorre verificarne l’efficacia. “La conformità garantisce le regole, ma è l’efficacia che garantisce i diritti”. Per governare la complessità serve un metodo fondato sui dati, sulla misurazione degli impatti e su decisioni basate sull’evidenza.

Il Rettore Stefano Corgnati ha proposto una prospettiva chiara: accanto alla storica vocazione industriale dell’Ateneo, il rapporto con la Pubblica Amministrazione è oggi un ambito strategico, dal livello locale a quello europeo e internazionale. Per il Rettore: “Rendere disponibile la tecnologia a tutta la collettività attraverso la Pubblica Amministrazione è il modo più democratico di fruibilità della tecnologia stessa”.

C’è poi una seconda sfida: raccontare correttamente le tecnologie. Spesso la loro diffusione è ostacolata dalla paura, che nasce dalla mancanza di conoscenza. Comprenderne potenzialità, limiti e criticità è parte integrante della missione di un’università tecnologica, soprattutto in una fase in cui lo sviluppo passa in larga parte attraverso investimenti pubblici.

La centralità della formazione è stata ribadita anche dal Direttore generale Vincenzo Tedesco: nessuna innovazione può avere successo senza un capitale umano adeguatamente formato e motivato. La vera sfida non è solo adottare nuove soluzioni tecnologiche, ma accompagnare le persone nel cambiamento, promuovendo una mentalità aperta e orientata all’apprendimento continuo.

In questa direzione si inserisce la prima edizione di una scuola estiva dedicata alla Pubblica Amministrazione, un progetto pilota rivolto a 50 studenti e studentesse magistrali e di dottorato. L’obiettivo è formare profili capaci non solo di sviluppare soluzioni tecnologiche, ma anche di comprendere linguaggi, dinamiche decisionali e responsabilità della PA contemporanea.

Il Ministro Paolo Zangrillo ha sottolineato come l’innovazione pubblica nasca dall’incontro tra competenze diverse e sia sempre un processo collettivo. “Le persone sono il vero motore dell’innovazione pubblica. Per questo i progetti che abbiamo messo in campo mettono al centro il merito e la valorizzazione dei talenti, dal reclutamento alla formazione fino ai percorsi di carriera”.

Un messaggio che si intreccia con quello dell’Ateneo: preparare professionisti capaci di portare una solida cultura tecnico-scientifica nei luoghi in cui si definiscono politiche, regole e norme.

L’apertura dell’anno accademico si chiude così con una sfida culturale ambiziosa: trasformare la Pubblica Amministrazione in uno spazio di innovazione strutturale, dove tecnologia, competenze e metodo scientifico diventino leve concrete per rafforzare la qualità della democrazia.

TorinoClick

Scontri Torino, SAP: positiva la decisione della Procura 

Il SAP accoglie con favore la decisione della Procura di Torino di presentare appello contro la decisione del gip, che nei giorni scorsi ha deciso di non disporre la custodia cautelare in carcere per i tre antagonisti a seguito degli scontri del 31 gennaio nel capoluogo piemontese.

“Si tratta di una decisione importante – spiega il Segretario SAP, Stefano Paoloni – sottolineando che si rischia di far passare il messaggio che i professionisti del disordine e delle devastazioni, proprio come accaduto a Torino, possono agire impunemente. Aspettiamo l’esito del ricorso e auspichiamo una mano ferma nella decisione”.

Mara Martellotta

A San Valentino in coppia al museo

 

 

Sabato 14 febbraio un solo biglietto a chi si presenta in coppia

Offerta valida per le mostre temporanee e le collezioni permanenti di GAM, MAO

e Palazzo Madama

In occasione di San Valentino, sabato 14 febbraioGAMMAO e Palazzo Madama propongono una speciale promozione dedicata a ogni coppia, senza distinzione di genere, sesso, età e relazione.

 

Tutti i visitatori che si presenteranno in due (coniugi, fidanzati, genitori e figli, amici o parenti) potranno accedere alle collezioni permanenti e alle mostre temporanee Notti. Cinque secoli di sogni, stelle e pleniluniLinda Fregni Nagler. Anger Pleasure FearElisabetta Di Maggio. Frangibile Lothar Baumgarten. Culture Nature alla GAM e Chiharu Shiota: The Soul Trembles al MAO con la formula 2×1, pagando un solo biglietto a prezzo intero e valido per 2 persone.

L’offerta è valida solo sul biglietto intero. Non cumulabile con Abbonamento Musei e Torino Piemonte Card.

 

Completa l’iniziativa un ricco calendario di visite guidate tematiche a cura di Coopculture:

 

sabato 14 febbraio ore 15:30

LE MILLE E UNA DECLINAZIONI DELL’AMORE NELLE OPERE DEL MAO

Il percorso di visita condurrà il pubblico alla scoperta delle opere d’arte del museo accomunate dal tema amoroso e sessuale in ambito buddhista e induista. L’apprezzamento dell’estetica delle opere del Subcontinente indiano e della Regione Himalayana andrà di pari passo con l’approfondimento di tematiche connesse alla sfera amorosa nelle sue innumerevoli sfumature.
NB percorso consigliato per il solo pubblico adulto.

 

sabato 14 febbraio ore 15:30 
MANO NELLA MANO: AMORI CELEBRI A PALAZZO MADAMA

A Palazzo Madama, le collezioni raccontano grandi amori della storia attraverso dipinti e raffinati oggetti decorativi. Durante la visita, i partecipanti possono seguire le tracce di passioni celebri e legami importanti. I due grandi ritratti equestri in Sala Guidobono narrano un’unione storica: Carlo Emanuele II, imponente opera del Brambilla e, sulla parete opposta, Maria Giovanna Battista Savoia Nemours: un matrimonio durato dodici anni specchio della storia sabauda di XVII secolo. Coppie famose, simboli di fedeltà, graziosi putti che scoccano dardi: l’amore è ovunque. I variegati e intriganti i lambriggi in Camera Nuova svelano storie e passioni che, da sempre, sono state ispirazione d’arte: Diana e Endimione; Giove, Danae e la pioggia d’oro: fin dalla antichità il nobile sentimento è stato protagonista nell’arte e nella vita.

 

sabato 14 febbraio ore 16:00

NOTTI D’AMORE: SAN VALENTINO ALLA GAM

In un pomeriggio dedicato all’amore, entreremo nella mostra “Notti” lasciandoci guidare dalle opere e dalle loro ombre. Tra immagini che si accendono nella penombra e poesie d’amore lette lungo il percorso, scopriremo come la notte sappia custodire emozioni, incontri e desideri.

Un breve viaggio nel museo, e dentro di noi, per celebrare l’amore in tutte le sue forme.

 

Costo di ogni visita guidata: 10€ a partecipante
Costi aggiuntivi: biglietto d’ingresso al museo; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei.
Acquisto online su  https://tickets.fondazionetorinomusei.it/webshop/webticket/eventlist?production=117 fino a esaurimento posti disponibili.
Informazioni t. 011.19560449 oppure ftm.prenotazioni@coopculture.it

Gianduiotto d’Oro a Beatrice Venezi: sold out al teatro Juvarra per EnjoyBook

Dopo il successo della serata inaugurale con Giuseppe Lavazza, nella serata di giovedì 12 febbraio, in un teatro Juvarra sold out, si è svolto “Voci fuori dal coro”, il secondo dei sette appuntamenti che compongono la rassegna “EnjoyBook”, promossa da Marco Francia, Maurizio Conti e Cristiana Ferrini. 

Il talk è stato moderato dall’inviato Mediaset Marco Graziano e ha avuto come protagonista principale il direttore d’orchestra Beatrice Venezi, classe 1990, artista talentuosa che ha saputo portare sul palco la freschezza dei suoi 35 anni in armonia con una dialettica da veterana, supportata da una carriera che le sta procurando grande consenso e notorietà anche all’estero, e che non le ha fatto mancare la possibilità di misurare il proprio carattere di fronte a momenti di accese polemiche, innescate dalla recente nomina a direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia, una decisione che ha suscitato contestazioni da parte di professori e direttori d’orchestra, oltre che dai lavoratori della Fenice.

La dimensione sociale in cui vive la donna oggi, la necessità di seguire con coraggio un sogno e il valore dei ricordi sono stati i temi dominanti di “Voci fuori dal coro”, che ha visto in scena, insieme a Beatrice Venezi, l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace, capace di un’ironia tagliente, acuta, che dedica da sempre gran parte del suo lavoro alla protezione e alla crescita del mondo femminile, e il poliedrico artista e produttore musicale Cesare Rascel, figlio dell’amatissimo attore Renato e dell’attrice Giuditta Saltarini, che ha portato all’Enjoybook il racconto dei suoi prossimi progetti, tra i quali una produzione per il prossimo Festival di Sanremo, e un momento di ricordo umano e artistico molto toccante legato ai suoi genitori.

“Tengo a essere definita ‘direttore’ e non ‘direttrice’ – ha esordito Beatrice Venezi – poiché tutto parte dal ruolo, quello di Maestro, il titolo accademico riconosciuto per il direttore d’orchestra, l’unico. Essendo di mentalità anglosassone, credo sia più importante concentrarsi esclusivamente sul ruolo che si ricopre, indipendentemente dal genere”.

“Il ruolo di direttore d’orchestra, storicamente, ha avuto un’impronta prettamente maschile. Ora le cose stanno cambiando, questo divario numerico sta cominciando a ‘chiudere la propria forbice’ aprendosi a una direzione d’orchestra anche femminile. Credo sia una questione prettamente culturale e geografica: tutto ciò che riguarda la parità di genere è molto più faticosa da conquistare nei Paesi latini che non in quelli anglosassoni o asiatici. Per quanto mi riguarda, cerco anche di non definirmi ‘giovane direttore’, nonostante i miei 35 anni, per non cadere in un facile stigma che non rappresenta l’esperienza più che decennale del mio lavoro. Io non arrivo da una famiglia di musicisti, mi sono costruita questo percorso con le mie forze, la mia resilienza e il coraggio nel gestire i momenti più delicati. L’amore per la musica è nato naturalmente, mi sono diplomata in pianoforte nel 2010 con Norberto Capelli, all’Istituto Superiore di Studi Musicali Rinaldo Franci di Siena, ho approfondito gli studi con Piero Bellugi a Firenze e in seguito con Gianluigi Gelmetti presso l’Accademia Chigiana di Siena, successivamente ho studiato Composizione con Gaetano Giani Luporini  e, nel 2015, ho conseguito il diploma in Direzione d’orchestra presso il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, sotto la guida di Vittorio Parisi. Da quel momento è cominciata una carriera ricca di soddisfazioni e riconoscimenti, che mi ha portata a esibirmi anche in Argentina, quando al Teatro Colòn di Buenos Aires, di cui sono diventata Direttore Principale Ospite, ho diretto la Turandot nell’ambito della rassegna Divina Italia, e poi in Canada, in Francia, nel Regno Unito, in Corea del Sud, a Macao, dove ho diretto la Shenzhen Symphony Orchestra nel Galaxi Opera Gala con Placido Domingo”.

“La bacchetta del direttore d’orchestra – conclude Beatrice Venezi – ha una simbologia anche magica, non a caso i maghi usano le bacchette. Nel nostro caso il prodigio si verifica quando l’energia del gesto viene trasmessa dalla bacchetta a tutta l’orchestra. La stessa musica, suonata dalla medesima orchestra ma interpretata da direttori differenti, verrà percepita sicuramente in maniera diversa. Vorrei che la mia storia e la passione con cui porto avanti il mio lavoro possano essere d’esempio ai giovani per continuare a credere nei loro sogni”.

“Penso che Beatrice Venezi sia un orgoglio italiano – ha sottolineato Annamaria Bernardini De Pace – un’eccellenza che, paradossalmente, solo in Italia può succedere di voler affossare. Lei rappresenta il presente e il futuro della grande tradizione musicale italiana. Nel mio lavoro da avvocato ho sempre cercato di infondere alle donne quel senso di protezione e coraggio che sono fondamentali per costruirsi un’immagine piena e una vita indipendente. Sono davvero troppe le donne che, ancora oggi, sopportano umiliazioni e violenze per paura di non poter acquisire un’indipendenza, e non si rendono conto di mettere in atto comportamenti che si alimentano in maniera transgenerazionale, appesantendo la catena un anello dopo l’altro. Sono storie che sento tutti i giorni, storie comuni di vita familiare a cui cerco in prima persona di dare una svolta, lavorando sulla consapevolezza”.

L’avvocato Annamaria Bernardini De Pace ha concluso il suo intervento ricordando i tanti anni d’amicizia con Ornella Vanoni, il profondo senso d’umanità che la caratterizzava e il reciproco sostegno in diverse fasi della vita.

“Provo un grande amore verso il mondo femminile – ha raccontato Cesare Rascel – mi sono sempre trovato in armonia con le donne e, per qualche ragione, sarà perché sono stato cresciuto prevalentemente da mia mamma, Giuditta Santarini, umanamente e professionalmente ne sono sempre stato circondato, e l’ho sempre percepita come una grande fortuna. Inoltre ho una figlia di 12 anni e posso affermare con certezza quanti grandi valori e, se mi permettete, quante ‘marce in più’ dimostrano le donne fin dalla giovane età. Il rapporto con mio padre è stato particolare: intanto c’erano tra noi 61 anni di differenza, aspetto che ci ha limitato nel vivere alcune delle esperienze comuni tra padre e figlio, ma ho costruito insieme a lui, nel tempo, un bel rapporto umano, sincero, che lo ha portato anche a fidarsi molto delle mie opinioni rispetto al suo lavoro di attore”

Cesare Rascel, che vive oggi tra l’America e l’Italia, parteciperà al Festival di Sanremo 2026 come produttore.

“A più di sessant’anni dalla vittoria di mio padre, in coppia con Tony Dallara, con la canzone ‘Romantica’ – conclude Cesare Rascel –  un Rascel torna a Sanremo: in questo caso a supporto del mio socio Beppe Stanco e di quei fantastici artisti che sono Blind, El Ma & Soniko, in gara con il brano ‘Nei miei DM’ nella categoria delle Nuove Proposte della 76esima edizione del Festival”.

A Beatrice Venezi è stato consegnato il Gianduiotto d’Oro, assegnato nell’ambito della rassegna EnjoyBook 2026.

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Giovedì 19 febbraio, al teatro Juvarra, Tommaso Cerno sarà ospite dell’EnjoyBook per un incontro dal titolo “Controcorrente per scelta”, insieme a Vladimir Luxuria.

I biglietti sono acquistabili su Mailticket al costo di 33 euro, di cui 3 saranno devoluti alla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo.

https://www.mailticket.it/rassegna-custom/301/enjoybook-2026–storie-di-libert%C3%A0-e-visione

 

Gian Giacomo Della Porta

Le fiere un motore di sviluppo importante per Torino

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Torino soffre da oltre vent’anni di una bassa crescita economica che ha impoverito la metà della Città che soffre di cui parlava Mons. Nosiglia. Riappropriarsi delle FIERE vuol dire riappropriarsi di un MOTORE di CRESCITA su cui Torino puntava già nell’800 dopo la perdita della Capitale. La Galleria Subalpina venne costruita proprio per esporre le produzioni dell’epoca. Negli anni 60 e 70 il Salone dell’automobile e quello della Tecnica che portavano in Città imprenditori e ricercatori di tutto il mondo fecero d vetrina alle nostre produzioni automobilistiche e delle macchine utensili. Alberghi pieni e ristoranti costretti ai doppi turni alla sera. Per Milano e Bologna le Fiere rappresentano un volano di sviluppo notevole. Recentemente Bologna ha approvato  un Piano di sviluppo di 200 milioni di euro. Il Salone della Mobilità del futuro potrebbe rilanciare il ruolo di ideazione e di progettazione che a Torino ci sono ancora se pensiamo alle decine di aziende italiane e straniere che operano nel settore della innovazione dalla guida autonoma alla IA applicata all’auto del futuro. Torino potrebbe riprendersi così i suoi storici SALONI d quello dell’auto a quello ferroviario . Ovviamente va considerata la necessità di avere nuovi spazi espositivi che vedremmo bene localizzati nella Zona Nord della Città . Sarebbe la occasione di rilancio che da Barriera alle Vallette si aspettano

Mino GIACHINO
Responsabile UDC Torino

Il Festival della Felicità arriva a Torino all’Inalpi Arena

Dopo il successo delle prime due edizioni, il progetto dedicato alla felicità e al benessere emotivo compie un ulteriore passo avanti e si trasforma in un vero e proprio Festival della Felicità, scegliendo Torino come palcoscenico d’eccezione. Il capoluogo piemontese ospiterà una settimana di appuntamenti diffusi sul territorio, con iniziative educative, sociali e formative.

L’edizione 2026 non si limiterà a un singolo evento, ma proporrà un percorso articolato capace di coinvolgere luoghi, comunità e pubblici differenti, con l’obiettivo di portare il tema della felicità anche nei contesti in cui risulta maggiormente necessario.

Il momento centrale del Festival sarà martedì 17 marzo 2026, quando l’iniziativa approderà all’Inalpi Arena con il più grande show formativo sulla felicità mai realizzato in Italia, aperto gratuitamente al pubblico previa registrazione.

Il Festival della Felicità nasce dall’evoluzione di un format che negli anni ha coinvolto migliaia di studenti, docenti e famiglie in tutta Italia. Oggi il progetto si amplia e diventa un festival urbano capace di generare un impatto sociale concreto attraverso incontri diffusi, momenti di ascolto e iniziative sul territorio.

Tra i primi appuntamenti in programma, venerdì 13 marzo, il Festival farà tappa all’Ospedale Regina Margherita di Torino con un’iniziativa speciale dedicata ai bambini ricoverati nei reparti di oncologia e neuropsichiatria infantile, con l’obiettivo di offrire loro un momento di condivisione e leggerezza.

L’evento principale del 17 marzo all’Inalpi Arena sarà articolato in due momenti distinti:

  • al mattino, dalle 10 alle 12.30, si terrà un appuntamento educativo gratuito rivolto agli studenti delle scuole medie e superiori, con la partecipazione di docenti e istituti del territorio;

  • in serata, dalle 21 alle 23, andrà in scena un coaching live show aperto al pubblico, che unirà formazione, ispirazione, storytelling e musica.

Sul palco si alterneranno formatori, artisti, sportivi, professionisti, creator e testimonial, chiamati a raccontare esperienze personali e percorsi di crescita attraverso interventi in stile TED Talk, con l’obiettivo di stimolare consapevolezza, dialogo e partecipazione emotiva.

Il Festival nasce come risposta a un bisogno sempre più evidente. I dati segnalano infatti un crescente disagio tra i giovani, legato a isolamento sociale, dipendenza dai social media, fragilità emotive e difficoltà nella gestione delle paure.

L’iniziativa si inserisce nel percorso promosso dalla Fondazione Felicità ETS, impegnata da anni nella diffusione dell’educazione emotiva e delle soft skills nelle scuole e nella società. Finora il progetto ha coinvolto oltre 80 mila partecipanti e più di 30 mila scuole, registrando una partecipazione sempre crescente di studenti e famiglie e affermandosi come una delle principali realtà italiane dedicate al benessere emotivo.

Festival della Felicità 2026
www.fondazionedellafelicita.com

Mara Martellotta