ilTorinese

Tentata truffa ai danni di un’anziana a Pino Torines

I Carabinieri arrestano un uomo torinese di origine nordafricana

Una donna di 76 anni di Pino Torinese, insospettita da una telefonata di sedicenti Carabinieri che le chiedevano di consegnare denaro e gioielli, ha contattato la centrale della zona e denunciato l’accaduto. I Carabinieri, raggiunta ieri mattina l’abitazione della donna, hanno guidato la signora in una telefonata-trappola al malvivente, al fine di condurlo tra le loro mani. Giunto sul posto, i Carabinieri hanno bloccato e arrestato un uomo ventitreenne di origine nordafricana, ma torinese, con l’accusa di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.

MARA MARTELLOTTA

A Pianezza la selezione regionale della First LEGO League Challenge

Sabato 17 gennaio prossimo le scuole dell’Arca di Pianezza, in provincia di Torino, in via San Pancrazio 65, ospiteranno dalle 9 alle 17 la selezione regionale della First LEGO League Challenge, uno dei più importanti contest internazionali di robotica educativa rivolti a ragazze e ragazze tra i 9me i 16 anni. L’iniziativa coinvolgerà circa 180-200 studenti organizzati in squadre, provenienti da scuole del Piemonte della regione Nord Ovest, impegnati in un percorso che unisce robotica, progettazione, innovazione, problem solving e capacità di comunicazione. Durante la giornata i team presenteranno i loro progetti a una giuria composta da esperti in campo tecnologico, educativo e archeologico, confrontandosi su competenze tecniche e trasversali. Il tema dell’edizione 2025-2026 si intitola “Unearthed”, e invita i partecipanti a esplorare ciò che è nascosto o sotterraneo, facendo dialogare archeologia, scienza e strumenti digitali. L’obiettivo è stimolare una riflessione su come le tecnologie contemporanee possano contribuire alla conoscenza del passato anche senza ricorrere allo scavo tradizionale, sviluppando nei ragazzi uno sguardo critico e interdisciplinare.

La First LEGO League Challenge si conferma un’esperienza formativa ad alto valore educativo, che pone al centro il lavoro degli studenti, la collaborazione di squadra e l’applicazione concreta delle conoscenze, promuovendo un apprendimento attivo e orientato alle sfide del futuro.

“Ospitare una selezione regionale della First LEGO Challenge – spiega Sara Montagnoni, presidente della Cooperativa l’Arca e referente dei percorsi STEM e di robotica educativa – è per la nostra scuola un riconoscimento importante. Siamo una realtà educativa radicata sul territorio, ma da sempre attenta a sviluppare nei ragazzi competenze che guardino al futuro: progettazione, uso consapevole delle tecnologie, capacità di analizzare dati, comunicare e lavorare su problemi complessi. Accolti in un contesto internazionale di Robotica educativa significa mettere in relazione passato e futuro, scuola e innovazione, offrendo ai ragazzi sfide di lettura del mondo indispensabili già nel prossimo futuro”

L’evento rappresenta un’importante occasione di valorizzazione dei territorio, rafforzando il ruolo delle istituzioni scolastiche come luoghi di sperimentazione, innovazione e dialogo tra educazione, tecnologia e comunità locale.

Mara Martellotta

Giordano Bruno Guerri, le vite strabilianti dei futuristi raccontate al “Pannunzio”

Il Centro Pannunzio inaugura il suo 2026 con la presentazione in anteprima del libro

Nella serata di giovedì 15 gennaio, presso il grattacielo di Città metropolitana, in corso Inghilterra 7, a Torino, Il Centro Pannunzio ha inaugurato la sua attività del 2026 presentando in anteprima il nuovo libro di Giordano Bruno Guerri, storico e Presidente del Comitato scientifico del Centro, intitolato “Audacia, Ribellione, Velocità – vite strabilianti dei futuristi italiani” (Rizzoli).

In una sala conferenze gremita di pubblico, il Prof. Pier Franco Quaglieni ha dato il via alla conferenza ricordando Giovanna Bussi Passaggio e l’importanza di un intellettuale come Giordano Bruno Guerri con queste parole:

“Desidero aprire questo 2026 nel ricordo di una nostra grande consocia che fu Vicepresidente del Centro Pannunzio, Giovanna Bussi Passaggio. Una persona indimenticabile per tutto ciò che ha fatto con coerenza, che ha avuto ancora la forza di rinnovare la sua iscrizione nel settembre scorso per l’ultima volta, già gravemente ammalata e consapevole che non avrebbe visto il nuovo anno. Lei ha rappresentato l’esempio e il senso dell’essere pannunziani, da portare sempre nel cuore”.

“Giordano Bruno Guerri si presenta da sé – ha continuato il Prof Quaglieni, entrando nel vivo dell’incontro – una grande presenza nel mondo della cultura, dell’editoria, della storiografia e anche, se mi permettete, della simpatia. Giordano Bruno Guerri ha poco da condividere con quegli intellettuali che troppo spesso cadono nel peccato della vanità e nei limiti del dogma. Lui è tutto l’opposto, è un uomo mite, razionale, capace di condurre una riflessione serena anche sul passato più controverso e dibattuto. Egli rappresenta la capacità del dissenso, di saper vedere le cose da diversi angoli di visuale, tutte caratteristiche dell’uomo di cultura quando si libera dagli imprimatur delle ideologie arroganti. Vorrei chiudere questa breve introduzione rivolgendo il pensiero a chi in Iran muore per la libertà, e noi dobbiamo stare da quella parte. La libertà è il valore grande, supremo. Grazie, Giordano Bruno, di essere questa sera con noi al Centro Pannunzio”.

“Ringrazio il Prof. Quaglieni per questa bellissima introduzione, che mi onora – ha dichiarato Giordano Bruno Guerri – a proposito del Futurismo, tema del mio nuovo libro, voglio dire che già nel 2009 pubblicai una biografia di Marinetti, che verrà riproposta nel marzo prossimo dalla Bur, perché era il centenario della nascita del Futurismo, ed ero sicuro che sarebbe andato incontro a una celebrazione dopo tanti anni di dimenticanza, ma che si sarebbe anche cercato di mettere Marinetti ‘sotto il tappeto’. Un controsenso, dato che il Futurismo nacque dalla mente di Marinetti, che partorì questa idea strepitosa del più grande movimento culturale italiano dopo il Rinascimento. Un movimento che abbracciò tutto lo scibile umano, e che immediatamente si diffuse in tutto il mondo, contribuendo in gran parte a generare tutte le avanguardie successive. Forse, senza il Futurismo, non avremmo avuto la banana di Cattelan appesa al muro, che non è per forza una cosa bellissima, ma è l’espressione di libertà artistica, di indipendenza e di provocazione di cui è necessario parlare. Ho cercato così di valorizzare Marinetti, definendolo ‘genio’, espressione che mi costò qualche rimprovero da quella parte della cultura che già nell’epoca postbellica aveva fatto sì che il Futurismo venisse censurato ideologicamente e legato al Fascismo”.

“Marinetti, è vero, ebbe rapporti con il Fascismo, ma il suo era un sentimento non tanto legato al concetto di quest’ultimo quanto all’idea di patria. Lui, come molti italiani del tempo, aveva un concetto di patria superlativo, tanto da fargli affermare ‘la parola patria deve prevalere sulla parola libertà’. Io non lo credo, la parola libertà deve essere amata più della patria, che non va, quest’ultima, amata comunque se non sussistono condizioni di libertà. Questo fatto ha certamente compromesso la sua vita e il suo ricordo, tanto è vero che nelle scuole, per molti anni dopo la guerra, tutto il movimento futurista divenne un’entità innominabile, nemmeno oggetto di studio, ma è bene stare attenti al giudicare il passato con gli occhi del presente, poiché spesso si cade in errore. Marinetti fu in qualche modo il punto di congiunzione fra il Fascismo e il Futurismo: il manifesto di San Sepolcro del 1919, atto fondativo del Fascismo, è in gran parte ispirato al manifesto politico futurista dell’anno prima, e sono entrambi manifesti rivoluzionari. Quando Mussolini, per riguadagnare consenso, decise di spostare il Fascismo verso destra, aprendo così alla monarchia, al militarismo, al capitalismo e al Vaticano, avvenne la rottura con il movimento futurista, e con Marinetti in particolare, che se ne discostò, per poi riavvicinarsi nel momento più complicato, dopo l’omicidio Matteotti, quando si rese necessario sostenere quel sentimento patriottico che del Fascismo faceva parte. Da allora convissero con un equivoco, ovvero con il desiderio, da parte di Marinetti, di far diventare futurista il fascismo, e dall’altra parte Mussolini, che voleva un Futurismo fascista. Naturalmente vinse il potere di Mussolini, che si servì del Futurismo come base culturale, almeno in parte, dato che gran parte del nucleo della politica ideologico fascista era gentiliana, che Marinetti detestava”.

“Detto questo – conclude Giordano Bruno Guerri – Marinetti è veramente un genio a cui dobbiamo la massima gratitudine per quello che ha creato, e che oggi rimane a tutto il mondo. Un movimento, quello di Marinetti, che con intuizioni e velocità straordinarie riuscì a prevedere molte delle cose che oggi caratterizzano la nostra quotidianità: l’intelligenza artificiale, per esempio, oppure l’utilizzo dell’emoticon per descrivere l’emozione. Avevano già pensato ciò che siamo oggi, come singoli e come società”.

“Ogni avanguardia è tale quando, mentre uccide, prepara una nuova vita, demolendo insieme al passato il presente”. Vale per ogni avanguardia, e non può non valere più forte per l’avanguardia delle avanguardie. Fedele a questa definizione, Giordano Bruno Guerri ricostruisce l’esplosione e la dinamica di quel cataclisma totale – artistico, politico, di costume – che fu il Futurismo, la più importante creazione culturale italiana dopo il Rinascimento. Lo fa partendo dal contesto, dall’Italia e dall’Europa di inizio Novecento, dal passato che i futuristi sentivano come gabbia e fardello, dal genio rivoluzionario del fondatore, Filippo Tommaso Marinetti, che raccolse attorno a sé e al suo Manifesto del 1909 le energie più vivaci dell’epoca, in Italia e nel mondo. Così, in una istantanea di gruppo degli uomini e delle donne (già, l’altra metà del Futurismo) che lo seguirono, Guerri ripercorre la cangiante traiettoria umana e artistica di Boccioni, Prampolini, Balla, Depero, Benedetta Cappa Marinetti, Valentine de Saint-Point, solo per citarne alcuni, e ricostruisce il rapporto del movimento con la guerra e le donne, diverso in entrambi i casi da come comunemente si crede, l’innamoramento per la modernità, l’indole ribelle e guascona, l’adesione compatta al mito della velocità. E il legame con il fascismo, l’ambizione di rendere futurista la rivoluzione mussoliniana, ambizione destinata a fallire e a ipotecare il giudizio storico sull’avanguardia creata da Marinetti. Eppure, il futurismo riuscì a impedire che anche il regime si appiattisse nella condanna dell’arte moderna – “degenerata” – come accadde nella Germania di Hitler e nell’Unione Sovietica di Stalin. E oggi l’eredità del Futurismo sopravvive nelle avanguardie, nelle invenzioni più contemporanee, da Internet all’Intelligenza Artificiale, nei costumi che i futuristi preconizzarono, nel modo di guardare, intendere, vivere e sopravvivere al progresso. Un libro di storia e di storie, in cui Guerri unisce la perizia del biografo e la brillantezza del narratore allo sguardo del commentatore attento, per stabilire – tra foto inedite dei protagonisti, manifesti, opere d’arte e idee di propaganda – cosa è stato il Futurismo nelle vite dei suoi interpreti, e cosa c’è del Futurismo nelle nostre (decisamente più noiose).

Mara Martellotta

Scappa di casa dopo una lite in famiglia: ritrovato con l’aiuto della polizia 

Tornato a casa il ragazzino undicenne astigiano che si era allontanato da casa dopo una discussione in famiglia sul mancato acquisto di un nuovo cellulare. Gli agenti di polizia della questura di Asti hanno avviato subito le ricerche a seguito della segnalazione da parte del fratello, preoccupato per l’assenza, durata diverse ore, del fratellino. Dopo una telefonata da numero sconosciuto, e senza risposta, da parte del ragazzo alla madre, un agente è riuscito a mettersi in contatto direttamente con lo stesso, che ha raccontato di essersi perduto e di trovarsi nei pressi di una stazione ferroviaria. Individuato il luogo, la famiglia è andata a recuperarlo, e il fratello maggiore, ringraziando con un messaggio gli agenti, ha confermato che il bambino stava bene e che l’episodio si poteva ritenere rientrato.

Mara Martellott

Torino in piazza per la libertà del popolo iraniano

Nel pomeriggio di ieri giovedì 15 gennaio 2026, piazza Castello a Torino ha ospitato una manifestazione di solidarietà a sostegno del popolo iraniano, organizzata da attivisti, membri della diaspora iraniana e cittadini sensibili al tema dei diritti umani.

La piazza si è riempita di cartelli, bandiere e slogan contro la repressione in atto in Iran, con interventi dal palco che hanno denunciato la violenza subita dai manifestanti e il clima di paura che ancora oggi colpisce chi dissente dal regime. Molti partecipanti hanno scelto di mantenere l’anonimato, coprendo il volto per proteggere parenti e conoscenti rimasti nel Paese.

Con la presenza di sensibilità e posizioni politiche differenti, il messaggio condiviso è stato chiaro: chiedere maggiore attenzione da parte della comunità internazionale e sostenere il diritto del popolo iraniano a libertà, giustizia e autodeterminazione.

La mobilitazione torinese si inserisce in un quadro più ampio di iniziative che, in questi mesi, stanno attraversando numerose città italiane ed europee, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulla situazione iraniana e sulle violazioni dei diritti fondamentali.

Foto FR

Undicenne scappa da casa per un litigio, ritrovato dalla polizia

Per un litigio dovuto al mancato acquisto di un cellulare un ragazzino di 11 anni si è allontanato in treno da casa ad Asti. Il fratello maggiore si è presentato in questura per segnalare che l’undicenne si era allontanato da diverse ore. La madre nel frattempo aveva ricevuto una chiamata dal figlio da un numero sconosciuto, senza però capire dove fosse. Un agente ha quindi richiamato il numero e ha parlato direttamente con il ragazzino che ha detto di essersi smarrito, dicendo di trovarsi in una stazione ferroviaria fuori provincia. La famiglia lo ha così raggiunto in giornata e la vicenda si è conclusa bene.

Perchè ora no?

Di Patrizia Corgnati

Perché ora non si scende in piazza a manifestare? Perché folle europee non scendono in strada gridando “Free Iran”? Perché non una di meno, ma tante di più non sono vicine alle coraggiose ragazze iraniane che stanno morendo per una ciocca di capelli scoperta? Quali sono gli scheletri negli armadi di tanti, prima sensibili e solidali e ora ciechi e muti verso la tragedia iraniana?

Leggi l’articolo su lineaitaliapiemonte.it:

https://www.lineaitaliapiemonte.it/2026/01/14/leggi-notizia/argomenti/editoriali/articolo/perche-ora-no.html

Con Caravaggio il via ai festeggiamenti per il ventennale del Forte di Bard

Al complesso fortificato della Vallée trionfa il “San Giovanni Battista-Borghese” opera tarda del grande Maestro lombardo

Fino al 6 aprile

Bard (Aosta)

Un lungo viaggio. Dalla capitolina “Galleria Borghese” ai circa cinquecento metri di altitudine del valdostano “Forte di Bard”. Grande protagonista e primattore della Festa (oltre Cinquecento le persone intervenute) tenutasi in occasione delle celebrazioni del Ventennale di attività del sabaudo “complesso fortificato”, nuovo “polo culturale” delle Alpi occidentali, è stato il celebre “San Giovanni Battista” o “Buon Pastore”, fra le ultime opere realizzate da Michelangelo Merisi detto Caravaggio (Milano, 1571 – Porto Ercole, 1610), massimo esponente della rinascimentale “Corrente naturalistica moderna”, contrapposta ai raffinati virtuosismi di “Manierismo” e “Classicismo”, nonché vigoroso sublime precursore della sensibilità barocca. Datato probabilmente intorno al 1610, ed eseguito dunque a pochi mesi dalla scomparsa, a soli 38 anni al termine di una vita “balorda” ed irrequieta, del pittore lombardo, il quadro (dato in prestito al “Forte” dalla “Galleria Borghese” di Roma) era con ogni probabilità una delle tre opere che Caravaggio portava con sé nell’ultimo drammatico viaggio da Napoli a Roma – con la speranza di ottenere la grazia dalla condanna a morte inflittagli da Papa Paolo V per l’omicidio di tal Ranuccio Tomassoni, suo rivale in amore, omicidio compiuto semplicemente, si racconta, per un “fallo” al gioco della pallacorda – e terminato invece con la sua prematura morte a Porto Ercole.

Opera intensa, quella in mostra al “Forte di Bard” fino a lunedì 6 aprile, che racconta in veste inedita ed essenziale, in un inquietante passionale rincorrersi di luci e ombre, la figura del Santo, privando il giovane martire dei soliti ripetitivi attributi iconografici (la ciotola d’acqua o favo di miele, l’agnello, il lungo bastone sormontato dalla croce e dalla scritta Ecce Agnus Dei, fino in più casi alla testa mozzata e posta su un vassoio) per proporcelo nella figura assorta di un giovane Pastore affiancato da un montone/ariete (molteplici, in ciò, le interpretazioni critiche) ritratto nell’atto di rosicchiare alcune foglie di vite e rivolto verso l’interno di un dipinto che ci offre una nuova visione del Santo “congelato – secondo lo storico dell’arte Eberhard Konig – nella vaga malinconia di colui che tace e medita in attesa del Verbo”.

“Capolavori al Forte” – Con il “San Giovanni Battista – Borghese” del Caravaggio prende il via il progetto triennale “Capolavori al Forte” (promosso con la collaborazione di “MondoMostre” e della “Galleria Borghese” di Roma) che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex “Cappella militare”. Obiettivo: la volontà di valorizzare opere uniche, rispecchianti non solo il genio di grandi Maestri italiani ma anche “storie e iconografie eccezionali”.

Spiega, in proposito, la presidente dell’“Associazione Forte di Bard”, Ornella Badery:  “Per onorare nel migliore dei modi questa tappa importante della seconda vita del Forte di Bard, trasformato da fortezza di difesa a luogo di arte e cultura, abbiamo pensato, come primo ‘ospite’ ad un artista capace di esprimere in modo significativo e universale la qualità e l’importanza delle opere che dal Rinascimento all’epoca moderna il mondo ci invidia; la risposta unanime nella scelta è stata Caravaggio”.

“Lux in tenebris” – Appuntamento di grande interesse, sempre collegato alle celebrazioni del Ventennale e all’esposizione del Caravaggio, è anche l’omaggio musicale dedicato al grande artista e in programma domenica 18 gennaio (ore 15,30) nella “Sala Olivero” del “Forte”, con il concerto “Lux in tenebris” dell’Ensemble vocale chivassese de “Gli Invaghiti”. L’organico vocale e strumentale sarà ricco e variegato, suddiviso in tre momenti caratterizzanti la vita dell’artista, attraverso la propria formazione a Milano, Roma e Napoli. Ad arricchire il contesto culturale del concerto, saranno proposti anche alcuni “madrigali” che lo stesso Caravaggio ha dipinto sulle varie versioni del “suonatore di liuto”. Il tema dei contrasti chiaroscurali, così come in ambito pittorico proprio del Caravaggio, verrà esaltato attraverso la riproposizione di brani che alternano tematiche sacre a quelle profane, in andamenti ritmici diversi fra loro.

Gianni Milani

“Capolavori al Forte: protagonista il Caravaggio”

Forte di Bard, via Vittorio Emanuele II, Bard (Aosta); tel. 0125/833811 o www.fortedibard.it

Fino a lunedì 6 aprile

Orari: feriali 10/18; sab. dom. e festivi 10/19; lunedì chiuso

Nelle foto: Caravaggio “San Giovanni Battista” e opera in allestimento (Ph. Mauro Coen B.); “Gli Invaghiti”

Più missioni, più sicurezza: il bilancio 2025 dell’elisoccorso piemontese

Nel corso del 2025 l’Elisoccorso Piemonte ha effettuato 3.269 interventi complessivi, confermando un trend di crescita costante e un ruolo sempre più centrale nel sistema dell’emergenza-urgenza regionale. L’operatività del servizio ha visto impegnati 68 infermieri e 60 medici anestesisti-rianimatori ed esperti in emergenza-urgenza, affiancati dal personale tecnico di elisoccorso, dalle Unità Cinofile da Valanga e dagli equipaggi aeronautici.

A sottolineare il valore di questo lavoro è Andrea Mina, recentemente riconfermato direttore del Servizio Regionale di Elisoccorso del Piemonte e direttore della centrale operativa 118 di Alessandria: «Un lavoro di squadra che ogni giorno integra competenze sanitarie, tecniche e operative ad altissimo livello. E nel 2025 il servizio di Elisoccorso ha confermato il proprio ruolo strategico nel sistema dell’emergenza-urgenza, garantendo interventi rapidi e altamente specializzati su tutto il territorio regionale, comprese le aree montane e più difficilmente raggiungibili».

Un dato particolarmente significativo riguarda le missioni in ambienti complessi: il 18% degli interventi è stato effettuato in contesti montani, impervi o ostili, spesso con l’utilizzo del verricello. «Situazioni complesse, che richiedono preparazione, addestramento continuo e una perfetta integrazione tra gli equipaggi sanitari e il Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, presente a bordo degli elicotteri regionali con i tecnici di elisoccorso e, nei mesi invernali, con le unità cinofile per la ricerca in valanga», aggiunge Andrea Mina.

Dal punto di vista clinico, il servizio ha gestito in prevalenza casi ad alta criticità: il 43% degli interventi ha riguardato codici rossi e il 45% codici gialli. Le patologie trattate sono state soprattutto traumatiche (60%), seguite da quelle cardiocircolatorie (11%) e neurologiche (10%), confermando l’elisoccorso come risorsa essenziale nelle reti tempo-dipendenti.

Le basi operative di Torino, Cuneo, Borgosesia (VC) e Alessandria hanno assicurato una copertura capillare del territorio regionale, totalizzando 2.800 ore di volo. In particolare, la base di Torino ha realizzato 1.123 missioni, di cui 300 in orario notturno, grazie all’impiego della tecnologia NVG e a una rete di 260 siti di atterraggio notturno pre-surveyed, sviluppata con il supporto degli enti locali, che hanno contribuito a rendere disponibili e operative le aree anche h24.

Nel corso dell’anno si è consolidata anche la cooperazione interregionale: gli elicotteri piemontesi hanno effettuato 65 missioni fuori Regione, prevalentemente in Lombardia, Liguria e Valle d’Aosta, mentre 73 interventi sul territorio piemontese sono stati svolti da mezzi provenienti da altre Regioni. Tra le attività speciali rientra il trasporto delle équipe per il prelievo di organi, a testimonianza della versatilità e dell’elevato standard del servizio.

Grande attenzione è stata riservata alla formazione. Nel 2025 si sono svolte tre importanti esercitazioni semestrali – invernale, estiva e autunnale – realizzate insieme al Soccorso Alpino e alla componente aeronautica, dedicate al lavoro di squadra, allo sviluppo delle competenze non tecniche e al miglioramento dell’efficacia operativa. Una delle esercitazioni si è svolta in notturna con elicottero, mentre la sessione estiva ha coinvolto anche il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, con l’abilitazione del personale all’uso del verricello degli elicotteri sanitari regionali.

Sul piano dell’innovazione, negli ultimi dodici mesi sono stati introdotti a bordo nuovi dispositivi, tra cui il materassino a depressione per la gestione del trauma, sonde ecografiche portatili per affinare il triage e la stabilizzazione sul luogo dell’intervento, e un nuovo kit ARTVA per la ricerca delle persone sepolte in valanga.

Proseguono anche gli interventi infrastrutturali: sono in fase di realizzazione nove nuove elisuperfici diurne e notturne a servizio di ospedali che ne erano sprovvisti, mentre continua la collaborazione con la Direzione Regionale Sanità per la progettazione dei nuovi presidi ospedalieri, con particolare attenzione alle esigenze dell’elisoccorso. Resta inoltre prioritaria la necessità di adeguare le basi di Torino-Collegno “Aeritalia” e Cuneo-Levaldigi, per le quali sono già stati predisposti progetti preliminari grazie alla collaborazione con il Distretto per l’Aerospazio e con la società GEAC.

Il 2025 è stato anche un anno di apertura internazionale: il servizio piemontese ha ospitato delegazioni provenienti da Australia, Giappone, Spagna e Bulgaria, interessate ad approfondire il modello organizzativo adottato in Piemonte. In occasione delle Universiadi Invernali e degli Special Olympics Games, è stato inoltre messo a disposizione un elicottero dedicato per garantire agli atleti un’assistenza sanitaria conforme agli standard richiesti.

A tracciare il bilancio dell’anno è l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi: «Un bilancio 2025 che racconta di un servizio in continua evoluzione, capace di coniugare competenza, innovazione e lavoro di squadra, con un unico obiettivo: raggiungere il paziente nel minor tempo possibile, ovunque si trovi e condurlo nel più breve tempo possibile alle cure ospedaliere definitive».

Alle Poste di Torino i documenti Isee

Per i cittadini della provincia di Torino è possibile richiedere online i documenti utili ai fini ISEE (indicatore della situazione economica equivalente) per il 2026.

Tutti i clienti di Torino del Gruppo Poste Italiane, ovvero i titolari di un conto corrente BancoPosta, di un libretto di risparmio postale o di carte prepagate Postepay, possono accedere al sito poste.it e richiedere la giacenza media e il saldo di tutti i prodotti (intestati e cointestati) in un unico documento, necessario per richiedere l’ISEE per l’anno appena iniziato. Per richiedere il documento sul sito è necessario essere registrati a poste.it ed aver associato un numero telefonico a uno dei propri prodotti finanziari.

Il documento, che viene emesso su richiesta dell’intestatario, raccoglie tutte le informazioni necessarie per il calcolo dell’ISEE relative ai prodotti finanziari, in particolare riporta saldo e giacenza media dei conti BancoPosta e dei libretti di risparmio postale attivi/estinti nel corso dell’anno 2024, il valore nominale dei buoni fruttiferi postali (cartacei e dematerializzati), saldo e giacenza media delle Postepay nominative, delle Postepay con iban e delle carte enti previdenziali, la situazione dei fondi di investimento, del deposito titoli e l’attestazione dei premi versati per polizze assicurative.

Anche quest’anno, i clienti registrati su poste.it e in possesso di almeno un prodotto nell’App Poste Italiane potranno consultare la documentazione valida ai fini dell’ISEE 2026 con i dati aggiornati al 31 dicembre 2024 direttamente nella propria bacheca.

Si ricorda infine che l’App Poste Italiane è gratuita ed è utilizzabile anche da chi non è titolare di un rapporto con l’azienda, come un vero e proprio ufficio postale a casa dei cittadini.

Per tutti i dettagli sul servizio è possibile consultare il sito https://www.poste.it/prodotti/rilascio-certificazione-ai-fini-isee.html.