ilTorinese

Al Castello e Parco di Masino Giardino 2026: ‘Radici’

La Tre Giorni per il Giardino 2026, tra le più amate mostre mercato di florovivaismo in Italia, da venerdì 1⁰ a domenica 3 maggio al parco del castello di Masino, bene del FAI, Fondo per l’Ambiente Italian, a Caravino, propone il tema “Radici” e invita a ripensare il nostro rapporto con l’ambiente e con le comunità in cui viviamo. In un presente segnato da una evidente crisi climatica e da profondi mutamenti sociali e tecnologici, le radici ricordano all’uomo che nessuna forma di vita esiste in isolamento e che ogni equilibrio nasce da relazioni profonde.
Cosiccome le piante creano reti sotterranee di scambio e collaborazione sinergica, anche gli esseri umani possono mettere radici  e costruire legami prendendosi cura dell’ambiente in cui vivono. In questo contesto il giardino si propone come spazio concreto di apprendimento e partecipazione,  in cui la cura dei luoghi diventa un’occasione di condivisione e reciproco incontro.
Un ampio spazio sarà  riservato alla Tre Giorni per i bambini, comprensiva di una serie di laboratori, giochi e di uno spettacolo a loro dedicato.
La manifestazione si aprirà venerdì 1 ⁰ maggio alle ore 14.45 alla presenza dell’architetto paesaggista  Paolo Pejrone, ideatore della Tre Giorni, che ricorderà  la scrittrice lucchese Pia Pera, a dieci anni dalla sua scomparsa. Oltre ad essere stata una grande donna di pensiero, è stata anche una voce profetica nel concepire il giardino come luogo di connessione  e di scambio con la natura.
Nel corso dell’incontro Emanuela  Rosa-Clot e Lorenza Zambon presenteranno al pubblico il podcast “Il giardino segreto”, nuova versione radiofonica della pièce teatrale  che Pia Pera trasse dall’omonimo romanzo di Frances Hodgson Burnett, da lei stessa tradotto.
Lorenza Zambon,  quale ulteriore omaggio all’opera e al pensiero di Pia Pera, leggerà alcuni brani dal libro “Apprendista di felicità” di Ponte delle Grazie, edito nel 2019.
L’incontro fa parte del ricco calendario di iniziative celebrative che vanno sotto la denominazione “ Un anno per Pia Pera”.
L’appuntamento primaverile della Tre Giorni per il Giardino 2026 è  curato da Emanuela Orsi Borio ed è  giunto alla sua trentaquattresima edizione e declina il tema delle radici nella loro duplice valenza, naturale e sociale. Da un lato le radici che sostengono e nutrono piante, boschi e giardini, che proteggono il suolo, regolano l’acqua e contribuiscono a mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Dall’altro le radici simboliche, che tengono insieme le comunità umane intrecciando persone, luoghi e storie.

Il primo filone tematico dedicato alle radici naturali che articolano la rete invisibile della natura sarà introdotto il 1⁰ maggio alle 15.30 dal climatologo Luca Mercalli, che offrirà un racconto inedito del clima  che caratterizza il territorio di Masino all’epoca della costruzione del castello, oltre mille anni fa, per poi ripercorrere l’evoluzione climatica dall’ultima glaciazione fino ai giorni nostri e gli scenari futuri, sulle orme del suo volume “Breve storia del clima in Italia”. Seguirà l’intervento dell’agronomo Alessandro Mazzullo, che svelerà la natura del suolo come scrigno di vita nascosto sotto i nostri piedi, quale ecosistema brulicante di organismi viventi, la  cui rete trofica è alla base della fertilità naturale e della salute degli ambienti terrestri.
Sabato 2 maggio alle 11 verrà presentato il progetto “Radici nel futuro” del naturalista Franco Correggia, che illustrerà  un sistema di microonde forestali protette nella parte settentrionale della provincia di Asti. Si tratta di una nuova esperienza di tutela degli alberi e boschi naturali cruciale per il futuro dell’umanità e la salute dell’ambiente.
Il tema al centro del secondo filone di incontri in programma è  “Radici: fare rete, coltivare comunità “. Tra gli appuntamenti più attesi, sabato 2 maggio alle 14.30, si terrà una tavola rotonda dal titolo “Comunità Verdi”, che riunisce esperienze e cittadinanza attiva negli orti in condivisione nei giardini partecipati. Si parlerà  di “Orti di pace”, fondati sull’intuizione di Pia Pera e oggi curati da Nadia Nicoletti, di Orti Generali Torino, del Chioso, nuovo progetto di cittadinanza attiva legata alla terra e alla cura del paesaggio, realizzato da Federico Chierico a Vigliano Biellese, fino al ruolo di Manuel Bellarosa, ‘giardiniere condotto’ di Milano.

Sabato 2 maggio alle 11.45 interverrà Beatrice Barni, vivaista di quarta generazione della storica azienda Rose Barni di Pistoia, fondata nel 1882, che racconterà su quali conoscenze botaniche, genetiche e vivaistiche si radica il lavoro di ibridazione e la creazione di nuove specie di rose capaci di adattarsi a climi sempre più instabili e sempre più  caldi.
Domenica 3 alle 11 lo psicoterapeuta Andrea Mati interverrà sulla cura di un giardino o di un orto come opportunità per coltivare legami e collaborazioni creative.
Un viaggio alla scoperta degli agrumi sarà condotto dall’esperto vivaista Alberto Tintori, che interverrà domenica 3 maggio alle 11 e che, partendo dal volume “Il viaggio degli agrumi in Italia”, scritto insieme a Paola Fanacci, spiegherà come gli agrumi affondino le radici nella terra, ma anche nelle comunità che li coltivano, custodendo saperi e gesti condivisi.
Verranno presentati libri , quali “Il mio piccolo giardino Erbario. Raccogli e crea con le piante” di Simonetta Chiarugi, mentre sabato 2 e domenica 3 maggio l’agricoltore Giampiero Gauna svelerà  agli appassionati come riprodurre le piante per talea, tecnica affascinante e alla portata di tutti, e come coltivare specie compagne dello stesso vaso, dando vita a un piccolo ecosistema dinamico dove convivenza e cooperazione sono essenziali.
abato 2 e domenica 3 maggio lo stand Oasi Zegna ospiterà,  a partire dalle 10.30, i laboratori per bambini “Un’oasi tutta per me” ispirati agli insegnamenti di Pia Pera, nei quali i partecipanti creeranno, a partire da piantine e materiali naturali e all’interno di un contenitore riciclabile, la propria oasi, personalizzandola con fantasia e poi portandola a casa per curarla e annaffiarla.
Nel 2026 l’edizione primaverile della Tre Giorni per il Giardino,  che ha come madrina Anna Zegna,inaugura la campagna #FAIbiodiversità, volta a sensibilizzare il pubblico sull’importanza di preservare la ricchezza delle specie animali e vegetali, messa a rischio dal cambiamento climatico e dal sovrasfruttamento e inquinamento delle risorse naturali.

Mara Martellotta

“Il berretto a sonagli” di Pirandello. Ciampa è Silvio Orlando

Approda al teatro Carignano martedì 28 aprile

Ritorna in scena Silvio Orlando al teatro Carignano di Torino debuttando con la pièce teatrale di Luigi Pirandello “Il berretto a sonagli” martedì 28 aprile prossimo, alle 19.30, per la regia di Andrea Baracco. Lo spettacolo, prodotto da Cardellino Srl in coproduzione con il Teatro Stabile dell’Umbria e il Teatro Stabile di Bolzano, resterà in scena per la stagione in abbonamento dello Stabile di Torino fino a domenica 10 maggio.
Mercoledì 29 aprile, al Circolo dei Lettori, Silvio Orlando e gli attori della compagnia dialogheranno con Leonardo Mancini nell’ambito di Retroscena.
Silvio Orlando porta in scena il personaggio di Ciampa, protagonista de ‘Il berretto a sonagli’, figura tragica e grottesca al tempo stesso nata da una novella e trasformata poi da Pirandello in commedia nel 1917. Non è il dramma ad interessare l’autore, ma lo scandalo , la verità che si nasconde e la follia come rifugio. Ciampa è  un uomo umile, che cerca quiete e dignità,  ma viene spinto allo scontro. Il salotto borghese diventa palcoscenico di un ring, le parole fendenti , le risate trovano sfumatura di angoscia. Pirandello stesso lo definiva  “strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo”, un personaggio che vive nelle mosse d’anima più che nei discorsi.

“Pirandello non è  autore per tempi di pace – spiega il regista Andrea Baracco – ma di guerra.  È  il tempo di guerra a creare le condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identità, la tragica disintegrazione dell’Io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità dell’essere umano. In tempi di guerra,  se la realtà chiama, Pirandello sa cosa rispondere,  intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace sono i tempi degli ‘ismi’, della ricerca affannosa di una filosofia, e allora emergono i pirandelliani “essere è apparire”, “conflitto tra vita e forma”, quell’insopportabile ‘pozzo’ del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti per passare altrove, in un luogo generico e astratto.
Inchiodare in una formula un autore è sempre pericoloso, con Pirandello è quasi mortale. Sentire il bisogno di chiarire più che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni metafisiche, Pirandello mostra il suo volto autentico. Si coglie allora come i grandi protagonisti della drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al dettaglio.
Proprio per questo credo sia necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia: “Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte le etichette concettuali, in una parola dal pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana quella verità e libertà, quella effervescenza fantastica che oggettivamente possiede”.

Cinque anni dopo aver scritto la novella ‘La Verità’,  Pirandello la trasforma nei due atti de ‘Il berretto a sonagli’, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. In una delle lettere indirizzate a Musco, che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo protagonista, Ciampa, Pirandello ammette come questo “ sia un personaggio molto ricco di umanità,  non vivo ma arcivivo” e parla del testo in  questione come di un’opera “nata e non fatta”, sottolineando con forza come qualora negli interpreti mancasse l’anima si ritroverebbero in bocca “l’imbroglio di discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza sapere come! Bisogna leggere non le parole, ma l’azione parlata , perché è sempre tale il mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse di anima”.

Teatro Carignano.  Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, regia di Andrea Baracco, con Silvio Orlando,

Revisione linguistica di Letizia Russo e Andrea Baracco, scena di Roberto Crea

Info Teatro Carignano, piazza Carignano 6, Torino.

Orario degli spettacoli: martedì,  giovedì e sabato ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16. Sabato 2 maggio è Carignanouna replica aggiuntiva alle ore 16.

Biglietteria Teatro Carignano, piazza Carignano 6.

Telm0115169555

Biglietteria@teatrostabiletorino.it

Orario: da martedì a sabato dalle 13 alle 19, domenica dalle 14 alle 19. Lunedì riposo.

La Biglietteria sarà sempre attiva un’ora prima dell’inizio di ogni spettacolo, esclusivamente per l’acquisto dei biglietti per la recita del giorno stesso.

Mara Martellotta

I ponti di primavera nei musei e nei luoghi della cultura delle Residenze reali

25-26 aprile e 1-3 maggio 2026

Ingresso gratuito, laboratori, concerti, attività tra residenze e parchi

 

Non solo visita, ma permanenza, ascolto, esperienza diretta dei luoghi. L’ingresso gratuito, in occasione della Festa della Liberazione e della prima domenica del mese per l’iniziativa #domenicalmuseo, e le attività tra mostre, concerti, iniziative all’aperto, laboratori artistici e per bambini definiscono i ponti di primavera nei Musei nazionali Piemonte.

A Torino, Villa della Regina ospita la seconda edizione di QU.EEN che mette in relazione arte contemporanea, paesaggio e ricerca. Il tema del viaggio attraversa l’intera rassegna, tra dimensione reale e immaginaria, natura e artificio, memoria ed esplorazione. Due le mostre: Meraviglia. Viaggio nell’arte di Ezio Gribaudo che ripercorre il lavoro dell’artista torinese tra grafica, pittura e scultura e “Leda Melanitis”. Farfalle e mitologie tra storia dell’arte e Bio Art dell’artista greco Yiannis Melanitis, che intreccia riferimenti alla storia dell’arte e della filosofia con la natura e le trasformazioni introdotte dalla ricerca biotecnologica. Sabato 25 aprile la villa è aperta gratuitamente, comprese le mostre. Domenica 26 aprile e domenica 3 maggio (ore 10-17) i giardini e il Padiglione dei Solinghi ospitano laboratori artistici a ciclo continuo, a cura dell’associazione PassepART-out, con workshop dedicati alle arti manuali e visive per sperimentare tecniche diverse guidati dagli artisti. Dallo sbalzo su alluminio su cui riprodurre i particolari architettonici della Villa con Clarissa Moretto, all’illustrazione con pittura acrilica prendendo spunto dalla flora e dalla fauna con Daniele Costante; dai ritratti dal vero, in coppia, con Daniela Gjyzeli, alla stampa del monotipo per realizzare composizioni da dettagli estrapolati dalle decorazioni con Giusy Longo. Il 3 maggio l’ingresso è nuovamente gratuito per l’intera giornata.

Nel Parco del Castello di Racconigi (CN), la rassegna EFFIMERA apre il Complesso della Margaria con un calendario che alterna visite, attività e momenti di permanenza all’aperto. Domenica 26 aprile sono in programma due appuntamenti per famiglie: al mattino, alle 10.30, Una casa nel Parco, visita didattica con laboratorio per bambini dai 3 ai 5 anni (prezzo: intero 5 euro, gratuito 0-18 anni e aventi diritto) e, nel pomeriggio, alle 15, I segreti della giardiniera Rosina, attività con laboratorio e merenda per bambini dai 6 agli 11 anni (prezzo: laboratorio + merenda per bambini 5 euro, adulti biglietto Parco Effimera intero 5 euro, ridotto 2 euro). Sabato 25 aprile e domenica 3 maggio ingresso gratuito al Parco e al Castello.

Al Castello di Agliè (TO) la primavera si apre con la mostra VITAE. Il sentimento della natura, la più ampia selezione di lavori mai dedicata all’artista Jessica R. Carroll. Nelle sue opere la natura è osservata come sistema di relazioni, flussi e comportamenti: non una rappresentazione, ma una costruzione che prende forma in sculture e installazioni in dialogo con gli ambienti storici del castello. La mostra, a cura di Alessandra Gallo Orsi, Elisabetta Silvello e Lorenza Salamon, è visitabile fino al 27 settembre 2026. Accanto alla programmazione espositiva il Castello ospita AURA, rassegna musicale organizzata da Orium APS in collaborazione con Telemasterclass e con la direzione artistica di Marina Scalafiotti. Sabato 25 aprile (ore 18-19), in occasione della Festa della Liberazione, si esibiscono al pianoforte Raffaella Fenu e Marta Zinkovska con musiche di Chopin, Liszt e Čajkovskij. Dall’1 al 3 maggio il Castello ospita il Concorso Pianistico Internazionale Maria Golia, nato per sostenere il percorso artistico e professionale di giovani musicisti. Le audizioni sono aperte al pubblico l’1 e 2 maggio, la finale e il concerto dei vincitori si tengono il 3 maggio alle 18. Info: Telemasterclass. Sabato 25 aprile e domenica 3 maggio ingresso gratuito.

Al Castello di Moncalieri è aperta la mostra “Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson”, in occasione del 140esimo anniversario della morte di Emily Dickinson, che intreccia arti visive, poesia, musica e teatro in un percorso espositivo e performativo con le opere di Matilde Domestico e Floriana Porta. La mostra è inclusa nel percorso di visita. Prezzo del biglietto: intero 7 euro, ridotto 5 euro.

Sabato 25 aprile e domenica 3 maggio sarà invece aperto con ingresso gratuito Palazzo Carignano. L’Abbazia di Vezzolano e le Aree archeologiche di Libarna, Augusta Bagiennorum e Industria confermano l’ingresso gratuito con apertura il 25 e 26 aprile e dall’1 al 3 maggio (Industria gratuito su prenotazione, Libarna chiuso domenica 26 aprile); mentre il Castello di Serralunga d’Alba applicherà la tariffa ridotta.

Info

I giorni, gli orari e il programma completo, sempre aggiornato, sono disponibili sul sito web:

https://museipiemonte.cultura.gov.it/

 

Calcio, accordo per il trofeo Alpha League

Il Centro Sportivo Italiano (CSI) e l’Organizzazione Nazionale Sport Studentesco hanno siglato un accordo di collaborazione per Alpha League, il più grande torneo nazionale di calcio a 11 mai organizzato per le scuole superiori italiane, con il supporto della Lega Calcio Serie A.

Alpha League coinvolgerà 20 scuole superiori provenienti da 17 città diverse, una per ogni club di Serie A. Le fasi finali si disputeranno tra maggio e giugno 2026, con tutte le partite in impianti di alto livello e la finale durante il Festival della Serie A allo Stadio “Ennio Tardini” di Parma.

L’intesa sancisce il ruolo del CSI come official supporter della competizione e si inserisce nella missione storica dell’Ente di Promozione Sportiva — riconosciuto dal CONI e dal CIP — di promuovere uno sport dal forte valore educativo, sociale ed inclusivo.
Il CSI fornirà direttori di gara e assistenti ufficiali per tutte le partite, oltre alla copertura assicurativa e al supporto nelle relazioni con enti locali, club e impianti sportivi. Le due organizzazioni collaboreranno anche sui rispettivi canali social e nella produzione di contenuti per ampliare la visibilità e il coinvolgimento di Alpha League. In qualità di Official Supporter, il logo CSI sarà presente come patch sulla sleeve di tutti i kit gara e l’ente parteciperà ai momenti chiave dell’iniziativa, dalle presentazioni ufficiali alle fasi finali del torneo.

«È un onore e sarà solo l’inizio» afferma Niccolò Giachi dalla presidenza di Alpha League, continuando: «la squadra che sta organizzando l’evento è fortissima e con il CSI abbiamo potuto costruire un’alleanza solida che metterà nuovamente i ragazzi al centro dello sport anche a livello liceale, come fisiologica conseguenza della Philadelphia Junior Cup, ormai coetanea dei suoi partecipanti!»

«Il CSI da sempre è vicino alle giovani generazioni ed essere partner di un torneo prestigioso per i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia ci rende orgogliosi. Vedere poi come questo contatto sia nato dalla capacità di fare sinergia di Lega Calcio Serie A, con la quale da 13 anni organizziamo la Philadelphia Junior Cup, ci rende convinti che Alpha League possa crescere e coinvolgere sempre più partner — istituzionali e non — per raggiungere tutte le scuole italiane» ha dichiarato il Presidente Nazionale CSI Vittorio Bosio.

Chernobyl, 40 anni fa, la nube anche in Piemonte

Paura, apprensione e forte allarme sulla popolazione anche in Piemonte ma l’impatto fu fortunatamente limitato. Era il 26 aprile 1986. In tutta l’Europa si temette un effetto diretto sull’ambiente e sui prodotti alimentari. In Italia fu subito proibito il consumo di latte fresco e verdure. Anche il Piemonte fu raggiunto dalle radiazioni, soprattutto nelle zone alpine e prealpine, ma senza gravi conseguenze. Quarant’anni fa accadde il più grande disastro nucleare della storia. Chernobyl, piccolo centro della Repubblica sovietica di Ucraina, poco più di 10.000 abitanti, fino a quel momento sconosciuto ai più, stava per diventare la cittadina più famosa del mondo. Quella notte avvenne il surriscaldamento del nocciolo del reattore numero quattro della centrale atomica locale, la Centrale nucleare a fissione Vladimir Ilic di Chernobyl. Due forti esplosioni distrussero il nocciolo dello stabilimento e rilasciarono nell’aria enormi quantità di sostanze radioattive. È stato calcolato che le contaminazioni causate dall’incidente furono 200 volte più gravi rispetto alle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nel 1945. La notizia fu diffusa dalle autorità sovietiche soltanto alcuni giorni dopo la deflagrazione. Le stime delle vittime variano enormemente. All’origine della catastrofe un errore umano che provocò circa 300.000 sfollati e, secondo dati ufficiali, 64 morti legati direttamente all’incidente e migliaia di casi di malati oncologici nei mesi e negli anni successivi come riportato nel Rapporto del Chernobyl Forum redatto da agenzie delle Nazioni Unite. La tragedia di Chernobyl del 26 aprile 1986 ebbe conseguenze anche in Italia, incluso il Piemonte, anche se in modo molto meno grave rispetto alle aree più vicine alla centrale. Il Piemonte fu colpito dalla nube radioattiva ma con livelli relativamente contenuti. Tra aprile e maggio le piogge fecero cadere sul suolo sostanze radioattive e furono rilevati su terreni, prati e nei prodotti agricoli isotopi (atomi) come lo iodio-131 e il cesio-137. Livelli bassi per fortuna ma che comunque restarono superiori alla norma per un certo periodo. Furono immediati i controlli. In Piemonte, come nel resto d’Italia, si sconsigliò temporaneamente il consumo di latte fresco e verdure a foglia larga come insalata, spinaci, cavoli e bietole. Le aree montane (Val di Susa, Ossola, Cuneese) registrarono livelli più alti a causa delle precipitazioni. Agricoltori e allevatori subirono perdite significative soprattutto nel settore lattiero-caseario e ortofrutticolo. Quasi trent’anni dopo, per effetto dell’onda lunga del disastro di Chernobyl, scattò l’allarme cinghiale radioattivi nella nostra regione e in particolare in Valsesia e nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola dove la nube tossica ebbe i maggiori effetti. L’Istituto Zooprofilattico di Torino accertò oltre un centinaio di casi di animali contaminati dal cesio 137, diretta conseguenza dell’incidente nucleare del 1986 e della nube che raggiunse anche il nord Italia. Oggi l’area di Chernobyl, priva di abitanti, è diventata un’autentica oasi di biodiversità con centinaia di specie di uccelli, lupi, volpi, alci e orsi bruni adattatisi al nuovo ambiente radioattivo.

 Filippo Re

Accademia di Musica di Pinerolo e Torino, doppio appuntamento

Lunedì 27 aprile al teatro Sociale di Pinerolo, e martedì 28 aprile al teatro Vittoria di Torino

La Fondazione Accademia di Musica di Pinerolo e Torino sarà protagonista in due eventi d’eccezione lunedì 27 aprile  alle 20.30, al teatro Sociale di Pinerolo, con il gran finale della stagione concertistica “Ascolti”, e martedì 28, alle 19.30, al teatro Vittoria di Torino, per il Concerto di Primavera”, quest’ultimo organizzato dalla Fondazione Accademia di Musica con il supporto della Fondazione CRT. In scena l’orchestra da camera Accademia, fiore all’occhiello dell’istituzione, composta da 19 giovani musicisti selezionati tra i migliori allievi dei corsi di alta formazione. Con loro, come solista d’eccezione e maestro concertatore, Massimo Polidori, primo violoncello solista dell’orchestra del teatro alla Scala. Musicista di grande esperienza cameristica e fondatore del trio Johannes e del quartetto d’archi della Scala. Si tratta di appuntamenti imperdibili non solo per gli appassionati di classica, ma di esperienze immersive pensate per chiunque voglia farsi travolgere dalla bellezza del quartetto d’archi dal vivo. Sul leggio un viaggio affascinante che attraversa due secoli di storia della musica, mettendo in luce la versatilità dei giovani talenti dell’Accademia e la maestra del M⁰ Polidori, che lo descrive come “un programma classico viennese, nel quale il virtuosismo s la magia del suono esaltano uno dei Lied più belli della storia della musica. In apertura il concerto in do maggiore Hob. VIIb:1 di Franz Joseph Haydn, seguito dal Quartetto D. 810 di Schubert “La morte e la fanciulla” nella ricca trascrizione orchestrale di Gustav Mahler.

Info e prenotazioni: 0121 321040 – 393 9062821 – organizzazione@accademiadimusica.it – www.accademiadimusica.it

Mara Martellotta

Confcooperative Habitat Piemonte: Anselmo confermato presidente

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Oltre 3.000 soci e 12,5 milioni di euro di fatturato: le cooperative di abitazione e di comunità al centro delle nuove politiche per i territori

L’assemblea regionale di Confcooperative Habitat Piemonte ha confermato Alberto Anselmo alla guida della Federazione per il prossimo mandato. L’appuntamento, ospitato alla Casa della Cooperazione di Torino, ha rilanciato il ruolo delle cooperative di abitazione e di comunità come soggetti sempre più strategici nell’affrontare le trasformazioni sociali, abitative e territoriali che interessano il Piemonte.

Confcooperative Habitat Piemonte rappresenta una realtà significativa del sistema cooperativo regionale, con oltre 3.000 soci e un fatturato complessivo di 12.500.000 euro. Numeri che restituiscono la consistenza di un settore capace di coniugare gestione degli immobili, responsabilità sociale e sviluppo territoriale, in un ambito oggi sempre più centrale come quello dell’abitare.

Al centro dell’assemblea il tema dell’innovazione sociale per il futuro dei territori, con una riflessione sul contributo che la cooperazione può offrire nella costruzione di nuove politiche per la casa, per le aree interne e per le comunità locali. In questa fase storica, segnata da cambiamenti economici, trasformazioni demografiche e nuovi bisogni sociali, il sistema cooperativo dell’abitare si conferma una risorsa importante non solo nella gestione del patrimonio immobiliare, ma anche nella capacità di costruire relazioni, attivare fiducia e generare comunità.

Le cooperative di abitazione e di comunità rappresentano infatti un presidio fondamentale nei territori, capace di tenere insieme cura del patrimonio, accessibilità dell’abitare, coesione sociale e sviluppo locale. Il loro valore emerge in particolare nella valorizzazione del patrimonio esistente, nel recupero degli immobili sfitti, nell’integrazione tra casa e servizi e nella capacità di dare risposte che non si fermano alla dimensione edilizia, ma accompagnano i percorsi di vita delle persone e rafforzano il tessuto delle comunità.

All’assemblea ha preso parte anche Maurizio Marrone, Vicepresidente della Regione Piemonte con delega alle Politiche della casa, al welfare e al lavoro, a conferma dell’attenzione istituzionale verso un comparto che intercetta temi decisivi per il presente e per il futuro del territorio piemontese.

La cooperazione dell’abitare può svolgere oggi un ruolo ancora più importante, perché mette insieme competenze gestionali, attenzione alle persone e radicamento nei territori”, ha dichiarato Alberto Anselmo. “In una fase in cui il tema della casa si intreccia sempre di più con quello della qualità della vita, della tenuta delle comunità e della capacità dei territori di restare attrattivi e inclusivi, le nostre cooperative possono offrire risposte serie, concrete e innovative”.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre ribadito il valore dell’economia sociale come strumento capace di orientare nuove politiche per l’abitare, favorendo un dialogo più stretto tra cooperazione e istituzioni e guardando alla casa non soltanto come bene materiale, ma come base per costruire relazioni, fiducia e sviluppo locale.

A chiudere i lavori è stato Alessandro Maggioni, Presidente nazionale di Confcooperative Habitat, che ha espresso soddisfazione per il significativo momento assembleare “ricco di contenuti e di esperienze che, seppur piccole, danno una traiettoria su cui poter lavorare”, lanciando un invito: «Il Piemonte è un territorio virtuoso nelle pratiche di recupero. Poiché il tema dell’“archeologia residenziale” sarà una questione centrale del prossimo futuro, la vostra regione può porsi come laboratorio sperimentale: una sfida stimolante e di fondamentale importanza per il futuro della cooperazione, delle città e delle comunità».

L’assemblea ha così rilanciato una visione dell’abitare sempre più integrata, in cui il patrimonio immobiliare, i servizi, le relazioni e la fiducia diventano elementi di un unico progetto di sviluppo. Una prospettiva nella quale la cooperazione continua a dimostrare di essere non solo un soggetto economico, ma un attore sociale capace di generare valore duraturo per il Piemonte.

Alla Reggia di Venaria Libera la natura e settimana della biodiversità

Dal 25 aprile al 1⁰ maggio la Reggia di Venaria propone numerose attività ed esperienze legate alla natura, nel contesto delle splendide fioriture che si susseguono all’interno dei Giardini.

Il 25 aprile, in occasione della festa della Liberazione, la Reggia ha aperto in anticipo  alle 6 del mattino per offrire un’esperienza inedita alla luce dell’alba  con l’evento “Libera la natura”, che propone un ricco programma con visite speciali e incontri per “liberare lo spirito nella natura”. Alle prime luci dell’alba, esperti, giardinieri, naturalisti guideranno i visitatori  nei giardini per assistere alla natura che si risveglia, assumendo colori con tonalità particolari e vivendo scenari emozionanti con qualche animale che si aggira libero. Si sussegue poi un fitto programma che prevede una visita  guidata specialistica, un laboratorio di fotografia naturalistica con SKUA Nature e passeggiate guidate al castello della Mandria, laboratori di pittura en plein air e una visita sensoriale per famiglie.
L’evento “Libera la natura” dà il via al più  vasto programma della Settimana della Biodiversità  e della sostenibilità, con approfondimenti,  incontri, visite tematiche e laboratori che si terranno domenica 26 aprile e venerdì 1⁰ maggio, rivolti a tutt i, dai più piccoli, ai ragazzi delle scuole, agli adulti, alle famiglie.

Sono in programma visite per famiglie come “Segui il ronzio”, attività per tutti quali “Dipingere la Natura en plein air”, oltre a “Piccoli mondi in giardino”, il laboratorio di fotografia naturalistica in collaborazione con SKUA Nature, e Ambienti a confronto , Passeggiata dai giardini al castello della Mandria, per riflettere sull’importanza delle aree protette e dei corridoi ecologici per la tutela della biodiversità.  Venerdì 1⁰ maggio si propone una passeggiata di esplorazione del Parco della Mandria per scoprire micro-ecosistemi naturali caratterizzanti l’area.
Dal 27 al 30 aprile la Reggia proporrà attività dedicate alle scuole di ogni ordine e grado, con visite e incontri gratuiti sui temi della biodiversità e della tutela degli insetti impollinatori, in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino.
Per tutte le attività è  necessaria la prenotazione e le attività sono comprese in tutte le tipologie di biglietto.

Per informazioni e prenotazioni lavenaria.it

Maxi ponte di primavera, traffico in aumento anche in Piemonte

Traffico in movimento anche in Piemonte in queste ore: code a tratti sulle principali arterie e flussi in aumento già da oggi, segno evidente che il maxi ponte di primavera è ufficialmente partito.

Sulla rete Anas, società del Gruppo FS, si prevede un vero e proprio esodo: circa 95 milioni di veicoli in circolazione da oggi fino al 3 maggio. Numeri importanti, accompagnati da un aumento del traffico già nella giornata odierna (+6%), lo stesso incremento atteso anche domani, venerdì 24 aprile. Sabato 25 aprile, invece, si registra una flessione (-11%), giornata in cui la maggior parte degli italiani avrà ormai raggiunto la propria destinazione.

A fare il punto è l’Amministratore Delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, che sottolinea come durante tutto il periodo del ponte verranno intensificati i controlli: in campo circa 2500 risorse tra personale tecnico e operativo, con oltre 200 unità attive nelle Sale Operative Territoriali e nella Sala Situazioni Nazionale. L’obiettivo è chiaro: monitoraggio costante del traffico h24 e massima sicurezza sulle strade, in collaborazione con Ministero e Forze dell’Ordine.

Le mete più gettonate? Nessuna sorpresa: Centro, Sud e Isole, con un forte richiamo per le località di mare.

Attenzione anche alla prossima settimana: da giovedì 30 aprile è atteso un nuovo aumento dei flussi (+6%), con picchi ancora più marcati al Centro e al Sud (+10%) e fino al +13% in Sicilia e Sardegna.

Il controesodo, invece, si concentrerà nel weekend del 2 e 3 maggio, con un +8% previsto soprattutto nella giornata di domenica.

Per agevolare la viabilità, scatterà inoltre il blocco dei mezzi pesanti in diverse giornate: sabato 25 e domenica 26 aprile, oltre a venerdì 1°, sabato 2 e domenica 3 maggio, nella fascia oraria 9-22.

Il messaggio resta sempre lo stesso, semplice ma fondamentale: attenzione alla guida, niente distrazioni e rispetto del Codice della Strada. Perché, come ricorda Anas, “quando sei alla guida tutto può aspettare”.