ilTorinese

Piemonte e Liguria insieme per la logistica. Governance condivisa dei porti di Genova e Savona

LOGISTICA: PIEMONTE E LIGURIA INSIEME PER LA GOVERNANCE CONDIVISA

DEI PORTI DI GENOVA E SAVONA E PER LO SVILUPPO DELLE AREE RETROPORTUALI



I presidenti della Regione Piemonte Alberto Cirio e della Regione Liguria Marco Bucci hanno condiviso  l’opportunità che in futuro il Piemonte entri a far parte della governance dei porti di Genova e Savona-Vado con un rappresentante nel Cda dell’AdSP-Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per massimizzare la collaborazione e le potenzialità di sviluppo determinate dalla connessione tra le aree portuali e quelle retroportuali disponibili in Piemonte.

“Oggi il Nord Ovest cresce più del Nord Est e questa crescita è strettamente collegata all’avanzamento dei lavori dei due corridoi europei Nord-Sud e Est-Ovest su cui viaggeranno tutte le merci d’Europa e che si incrociano in Piemonte, al confine con la Liguria e con la Lombardia, in un’area che è il cuore logistico dell’Europa – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e gli assessori alla Logistica Enrico Bussalino e ai Trasporti, Marco Gabusi -. Ecco perché è importante aumentare le sinergie e come Piemonte stiamo portando avanti la richiesta di entrare a far parte della governance dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Sappiamo che c’è una legge in via di definizione per cui è pronto un emendamento, in accordo anche con il governo, che dovrà individuare la modalità di partecipazione e di coinvolgimento che riteniamo strategici per lo sviluppo del Nord Ovest e dei nostri territori”.

“È fondamentale lavorare insieme per fare scelte condivise che portino ad una maggiore crescita economica e occupazionale – hanno dichiarato il presidente Marco Bucci e l’assessore ai Porti e Logistica Alessio Piana – Per questo non vedo ostacoli ma solo opportunità nell’ingresso del Piemonte nella governance dei porti di Genova e Savona-Vado. Il Savonese, un’area da sempre legata a doppio filo con il Piemonte, è perfetto per discutere e avviare progetti comuni con il presidente Cirio. La storia ce lo ha insegnato, e sarà così anche in futuro: sviluppo, crescita, lavoro e innovazione scaturiscono solo grazie alla cooperazione tra territori e agli scambi continui oltre i confini amministrativi. Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, tutti i territori che si estendono sotto alle Alpi sono tra le zone più ricche d’Europa, con un Pil rilevante, prospettive di crescita significative e un’altra qualità di vita; ogni soluzione che permetta di incentivare ulteriormente la collaborazione tra queste Regioni va incentivata e promossa. Iniziamo a lavorare affinché i nostri figli e nipoti possano vedere un’unica macroregione, un’area che ha tutte le carte in regola per diventare il posto migliore dove vivere in Europa. Noi, come Istituzioni, siamo al servizio dei cittadini e delle imprese: più li aiutiamo a raggiungere i propri obiettivi più efficiente si dimostra il nostro operato. Ben vengano, dunque – concludono Bucci e Piana – tutte le iniziative che vanno in questa direzione, soprattutto se portate avanti in collaborazione con i nostro vicini piemontesi”.

“L’Autorità ha già messo in campo investimenti concreti per sviluppare il traffico ferroviario e migliorare l’integrazione e interoperabilità tra porto e rete logistica – dichiara il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Tito Vespasiani – Perché questo percorso produca risultati pienamente efficaci, è necessario proseguire con un impegno condiviso sul sistema infrastrutturale, garantendo capacità adeguata, continuità operativa e una pianificazione coordinata degli interventi per assicurare un efficiente sistema trasportistico integrato all’altezza delle esigenze dei nostri distretti industriali e ai mercati di riferimento. Per garantire la piena crescita del traffico ferroviario e cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile, è ora fondamentale un impegno coordinato tra AdSP e RFI, in grado di assicurare infrastrutture adeguate, continuità operativa e integrazione del sistema logistico”.

“Anche le province possono essere protagoniste della sfida per lo sviluppo della logistica e delle interconnessioni tra porto e retroporto in quanto enti che hanno il compito di collaborare alle strategie di governo di area vasta – dichiarano i presidenti delle Province di Alessandria e Cuneo, Luigi Benzi e Luca Robaldo -. Le aree cuneesi e alessandrine hanno in quella retroportuale la loro vocazione naturale che potrà anche contare nei prossimi anni sulla piena operatività di infrastrutture come il Terzo Valico che contribuiranno a potenziare lo sviluppo della logistica e del trasporto delle merci nel nostro territorio, prestando la massima attenzione all’adeguamento della rete stradale necessaria al trasporto su gomma”.

“Una giornata dal taglio molto concreto – spiega il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri -, alla quale si lavorava da tempo, per riuscire a fare una sintesi insieme ed evidenziare i punti di maggiore forza, che devono concretizzarsi con il focus sulla logistica e sui traffici che, partendo dai rapporti storici, devono consolidarsi ma anche rinnovarsi con le nuove tecnologie e le nuove richieste dei mercati”.

Il sistema logistico Liguria–Piemonte e l’opportunità di lavorare insieme su infrastrutture e retroportualità per la crescita dei traffici sono stati al centro della giornata che visto protagoniste le due Regioni, le Province di Alessandria, Cuneo e Savona, coinvolte nell’estensione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, con il contributo delle rispettive Unioni Industriali, l’autorità portuale e la Capitaneria di porto in una serie di sopralluoghi nell’entroterra ligure al confine con il Piemonte e ai porti di Savona e Vado.

Al porto di Vado il confronto ha coinvolto, insieme all’assessore ligure Marco Scajola, anche terminalisti, spedizionieri, fornitori dei servizi tecnici e enti locali per parlare del rafforzamento delle connessioni tra l’hub portuale di Savona–Vado Ligure (riferimento per le filiere agroalimentari, rinfusiere e containerizzate del nord Italia e del sud Europa) e il sistema produttivo piemontese, storico retroporto strategico, dotato di aree idonee allo sviluppo delle attività di stoccaggio e distribuzione. Lo scalo, primo d’Italia per crescita percentuale, si conferma componente trainante della piattaforma ligure, come evidenziato dai dati di traffico: significativo incremento del comparto container (+58,4%, circa 590 mila TEU movimentati) e delle rinfuse (+1,6%), in un contesto internazionale caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche. La visita presso APM Terminals e, successivamente, al Multipiano del porto di Savona, alla presenza anche del sindaco Marco Russo, ha consentito un approfondimento diretto sulle dinamiche dei traffici e sulle attività dei principali operatori portuali, evidenziando il ruolo centrale del sistema savonese a supporto delle catene produttive piemontesi. È emersa, infine, la prospettiva di un maggiore coinvolgimento istituzionale del Piemonte nella pianificazione del sistema ligure, attraverso un’integrazione più strutturata. Prioritario il potenziamento dell’intermodalità ferroviaria, con particolare riferimento alla direttrice Savona–Torino, asse fondamentale per l’accesso ai mercati del Nord-Ovest e ai corridoi europei, intervenendo in modo coordinato su infrastrutture, digitalizzazione e organizzazione operativa. L’obiettivo è sfruttare il completamento delle grandi opere di collegamento e consolidare un cluster economico territoriale competitivo rispetto ai principali porti europei.
In mattinata il presidente Cirio ha inoltre visitato a Cairo Montenotte le aree industriali della zona di Bragno e, successivamente, quelle dell’ex stabilimento Ferrania. Presenti anche il subcommissario per le Funivie Savona–San Giuseppe di Cairo e assessore alle aree di crisi complessa di Regione Liguria Paolo Ripamonti, gli assessori di Regione Piemonte alla logistica Enrico Bussalino e ai trasporti Marco Gabusi, i presidenti delle Province di Alessandria, Cuneo e Savona, rispettivamente Luigi Benzi, Luca Robaldo e Pierangelo Olivieri; il sindaco Paolo Lambertini, e l’Unione Industriali provinciale, nella persona del Presidente Sambin. Le aree visitate potranno essere coinvolte, in una prospettiva strategica – anche alla luce dell’iter già avviato per il sistema delle Funivie – nell’estensione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, come già avvenuto per diverse località delle province di Alessandria, Cuneo e Savona, consolidandone il ruolo di retroporto a servizio dello scalo Savona–Vado. La ZLS, istituita nel 2018, rappresenta un modello che connette porti, retroporti, interporti e aree industriali, con l’obiettivo di attrarre investimenti attraverso semplificazioni amministrative e strumenti di agevolazione, tra cui l’area franca doganale. Si tratta, nel caso dei porti di Genova e Savona, dell’unico esempio in Italia con estensione interregionale. La Provincia di Savona, componente della Cabina di Regia, ne sostiene l’ampliamento, ritenendo strategiche le sinergie tra costa ed entroterra e con le regioni limitrofe, in particolare il Piemonte, in una visione evoluta della logistica che unisce movimentazione, stoccaggio e attività produttive. In tale contesto, lo sviluppo del sistema portuale non può prescindere da un retroporto adeguato: le aree cairesi – insieme ad altri ambiti della Valbormida – rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare l’integrazione funzionale tra porto e territorio.

cs

Arrestato un evaso che si spacciava per il fratello

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino italiano di quarantadue anni per evasione, denunciandolo, altresì, per aver fornito false generalità.

Durante un servizio di controllo del territorio in zona Lingotto, una pattuglia dell’UPGSP ha notato tre uomini bivaccare nei giardini Battistini, nel cuore della notte.

I poliziotti, insospettiti, si sono avvicinati al gruppetto e nel corso dell’identificazione dei tre, uno di essi si è mostrato particolarmente nervoso, fornendo oltretutto agli agenti false generalità: si è spacciato, infatti, per il fratello, dicendo di trovarsi a Torino per motivi lavorativi.

I poliziotti, controllando le generalità fornite, apprendevano che il soggetto in questione si trovava recluso presso il carcere di Napoli, facendo sorgere forti dubbi sulla veridicità di quanto detto dall’uomo.

Dai riscontri dattiloscopici, gli operatori di polizia hanno appurato che lo stesso, con il vero nome, risultava inottemperante a un’ordinanza emessa a suo carico dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che lo collocava alla misura degli arresti domiciliari.

E’ stato pertanto arrestato per evasione e denunciato per aver fornito le generalità del fratello.

L’uomo aveva precedentemente disatteso la misura degli arresti domiciliari in diverse circostanze.

Stupinigi: per Lirica a Corte, il Rigoletto

Domenica 29 marzo, alle ore 19, per lirica a corte nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel Salone d’Onore, andrà in scena il Rigoletto, che fa parte della rassegna domenicale del TSN .

Lirica a Corte è  organizzata dal TSN Teatro Superga Nichelino in collaborazione con STM, Scuola del Teatro Musicale e Fondazione Ordine Mauriziano.

Rigoletto, opera  rappresentata per la prima volta al teatro La Fenice a Venezia nel 1851, rappresenta il primo capitolo della “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi. L’opera mette al centro dell’attenzione uno “sconfitto”, un buffone di  corte, gobbo e deforme, di cui si raccontano i timori, le ambizioni, le antipatie e i propositi di vendetta.
L’opera ne descrive anche le sconfitte e le piaghe del cuore, che lo condurranno ad essere la causa della morte dell’amata figlia Gilda.
Ispirato al dramma “Le roi s’amuse” di Victor Hugo, l’opera sposta l’ambientazione dalla Francia a Mantova, trasformando un celebre sovrano , libertino, in un meno gaudente e anonimo duca di provincia.

Info

Domenica 29 marzo 2026 ore 19

Lirica a corte

Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Nichelino ( Torino)

Rigoletto

Biglietti prezzo unico 38.50 euro

Tel 0116279789 biglietteria@teatrosuperga.it

Mara Martellotta

Al MAUTO“I nemici del Drake”,  “Enzo Ferrari e le Scuderie  inglesi”

Dal 2 all’11 ottobre  prossimi sarà ospitata presso il MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile, la più grande e completa esposizione dedicata alle Scuderie inglesi che, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, hanno sfidato Enzo Ferrari. Sono in mostra 23 vetture, documenti, memorabilia  e fotografie  che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport nell’epoca della Swinging London. La mostra è curata da Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli e, attraverso una selezione di vetture- simbolo appartenenti alle squadre note come “ le sette sorelle”, Cooper, Lotus, March, Braham, Tyrrell e Williams, oltre  a vetture di altri costruttori, Arrows, Shadow, Theodore e Surtees, sviluppa sugli oltre 2 mila mq. dello spazio  espositivo al piano terra, il racconto di una stagione di sperimentazione tecnica e di libertà formale, tra rischi estremi, forti rivalità  e decise identità visive che hanno disegnato nuovi immaginari culturali.
Si tratta di un universo di tecnologia, stile e spirito pioneristico, in cui le monoposto diventano simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l’immaginario del mondo delle corse.
Enzo Ferrari li chiamava “i garagisti”, erano le squadre inglesi che, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, misero in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora protagonista incontrastata della Formula 1. Con strutture leggere, telai rivoluzionari e una straordinaria rapidità di sperimentazione,  questi team indipendenti trasformarono piccoli atelier tecnici in avversari temibili, capaci di battere Maranello in pista e cambiare per sempre gli equilibri del campionato.

23 vetture incredibili esposte, di cui 21 inglesi e 2 italiane, circondate da un allestimento che restituisce il contesto sociale e culturale della Gran Bretagna del tempo, quello della Swinging London, in un periodo di straordinaria vivacità  e ottimismo, caratterizzato da un’esplosione di creatività nella musica, nella moda e nella fotografia, nel cinema e, naturalmente, nello sport. Con l’obiettivo  di restituire l’atmosfera di un’epoca,  la mostra intreccia  la storia dell’automobilismo  con quella delle sue icone attraversando le tendenze culturali e stilistiche del tempo  e raccontandole in sezioni specifiche.
È  in esposizione una selezione di fotografie di Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, considerato uno dei maggiori fotografi della Formula 1. Le sue immagini sono celebri per la straordinaria qualità ed intensità emotiva che riescono a trasmettere . L’attenzione per l’inquadratura, la sensibilità alla luce e la capacità di cogliere l’istante decisivo fanno di questo fotografo un maestro assoluto, capace di trasformare la velocità, la tensione e il rischio delle corse in un racconto visivo potente e senza tempo.

Sono in programma anche appuntamenti gratuiti, articolati in conversazioni, presentazioni editoriali, proiezioni e incontri con piloti, giornalisti e progettisti, per incontrare  i grandi protagonisti dell’epoca  che raccontano la storia, le emozioni e le sfide che hanno plasmato un’epoca leggendaria.

Mara Martellotta

Parchi e quartieri sotto controllo: Torino alza il livello della sicurezza

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Scatterà il 31 marzo il nuovo piano sicurezza firmato dal prefetto Donato Cafagna, che recepisce il decreto-legge del 24 febbraio 2026 sulle “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica”. Torino viene divisa in sei zone a vigilanza rafforzata, individuate sulla base dei dati sui reati e delle segnalazioni dei cittadini.

Le aree coinvolte sono ampie e ben note: dai quartieri Dora Vanchiglia, San Salvario, San Donato e Barriera di Milano, fino a piazza Bengasi–Nizza Millefonti e alle zone della movida del Centro. Dentro anche diversi giardini e spazi verdi, come il Maiocco, l’Alimonda, il Battistini, il Sambuy, il Madre Teresa di Calcutta e lo Schiapparelli.

In queste zone le forze dell’ordine  potranno allontanare per 48 ore chi tiene comportamenti violenti, minacciosi o particolarmente molesti, soprattutto se già denunciato negli ultimi cinque anni per reati gravi contro la persona o il patrimonio, droga o uso improprio di armi. Se i comportamenti si ripetono, il questore potrà spingersi oltre e vietare l’accesso fino a un anno (il cosiddetto Dacur).

Parallelamente aumentano i controlli su locali e attività: sotto osservazione la vendita di alcolici, soprattutto ai minori, ma anche distributori automatici e aree esterne. Più verifiche anche sul rispetto del Codice della strada, con un occhio a quei mezzi – monopattini compresi – spesso utilizzati per furti o spaccio.

Il giro di vite si inserisce in un’attività già intensa: dall’inizio dell’anno Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno controllato 58mila persone, denunciandone oltre 1.600 e arrestando 657 individui. Sequestrati anche più di 206 chili di droga.

Sul fronte della prevenzione, prosegue il potenziamento della videosorveglianza e delle iniziative contro fenomeni come le truffe agli anziani e il disagio giovanile vicino alle scuole. Per questi interventi sono stati messi in campo circa 4,5 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, nell’ambito del Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune, a cui si aggiungono fondi regionali e nuove risorse in arrivo.

Al Museo Nazionale del Cinema di Torino “B.B. Le maiuscole dell’eros”

Venerdì 27 marzo 2026 – ore 17 – Cinema Massimo – Via Verdi 18 – Torino
Il Centro Pannunzio promuove l’incontro con Pietrangelo Buttafuoco dedicato a Brigitte Bardot

Venerdì 27 marzo alle ore 17, al Cinema Massimo di Torino/Museo del Cinema (Via Verdi 18), si terrà l’incontro “B.B. Le maiuscole dell’eros”, appuntamento culturale promosso dal Centro Pannunzio e dedicato alla figura di Brigitte Bardot, icona del cinema e dell’immaginario collettivo del Novecento.

Protagonista dell’incontro sarà Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, che terrà una lectio magistralis sul tema “BB, le maiuscole dell’eros”, offrendo una riflessione sulla forza non solo cinematografica ma anche simbolica e culturale di Brigitte Bardot.

Nel corso dell’appuntamento verrà inoltre conferito a Pietrangelo Buttafuoco il Premio “Mario Soldati 2026”. Interverrà Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. 

A chiusura di serata, ci sarà la proiezione del film “Piace a troppi” di Roger Vadim. 

Brigitte Bardot ha rappresentato per intere generazioni un’idea di femminilità capace di andare oltre gli stereotipi, contribuendo a definire un’immagine della donna moderna che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo. Figura emblematica della Francia che ha inciso nella cultura europea del secondo Novecento, Brigitte Bardot è stata anche una voce importante nella difesa degli animali e dell’ambiente con la sua fondazione omonima. I suoi film restano lo specchio di un’epoca storica cruciale, tra trasformazioni sociali, desiderio di libertà e nuovi linguaggi dell’identità.

Piace a troppi” è il titolo italiano di Et Dieu… créa la femme (And God Created Woman), film francese del 1956 diretto da Roger Vadim, al suo esordio alla regia. Ha come protagonista Brigitte Bardot, affiancata da Jean-Louis Trintignante Curd Jürgens. Questo film è considerato il film simbolo dell’ascesa di Brigitte Bardot a mito internazionale. Un’opera che, tra sensualità e ribellione, contribuì a ridefinire l’immagine della donna nel cinema e nel costume dell’epoca.

IL CENTRO PANNUNZIO 

Il Centro Pannunzio è un’associazione culturale laica, indipendente e apartitica fondata a Torino nel 1968 da Arrigo Olivetti, Mario Soldati, Pier Franco Quaglieni e altri giovani studiosi, in omaggio alla figura e all’eredità intellettuale di Mario Pannunzio. Da oltre cinquant’anni rappresenta un presidio di vita culturale, libero da appartenenze politiche o religiose, aperto a tutti coloro che desiderano confrontarsi con idee, pensieri e esperienze diverse. Il Centro promuove un ricco calendario di attività — incontri tematici, presentazioni di libri, conferenze, dibattiti, tavole rotonde e corsi — con l’obiettivo di favorire una riflessione critica sul presente attraverso la conoscenza del passato, senza filtri ideologici. Accanto all’impegno culturale, organizza itinerari d’arte, visite guidate, viaggi culturali e occasioni di incontro con protagonisti della cultura, dell’arte e della società. Insignito nel 1979 della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura, della Scuola e dell’Arte dal Presidente della Repubblica, il Centro Pannunzio è noto per la sua vocazione pluralista, per la cura dell’archivio storico e per la pubblicazione periodica di testi e atti culturali che arricchiscono il dibattito civile italiano. 

Informazioni: https://www.centropannunzio.it/attivita.asp

Una rivoluzione digitale nella gestione del diabete

 

I risultati del convegno di mercoledì 25 marzo scorso di Motore Sanità

Aggiornare i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di estendere l’accesso a tutti i pazienti diabetici in terapia insulinica, compresi quelli trattati esclusivamente con insulina basale. Il Piemonte è impegnato nella costruzione di un modello di assistenza più vicino ai cittadini, in grado di ridurre le ospedalizzazioni evitabili, migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con il diabete e rafforzare il ruolo dell’assistenza territoriale nella gestione delle patologie croniche. Per approfondire questi sviluppi, Motore Sanità ha organizzato il convegno “Diabete. L’unione fa la forza, insieme è più facile”, realizzato con il supporto incondizionato di ABBOTT. Il nuovo piano socio-sanitario regionale 2025-2030 introduce strumenti innovativi pensati per trasformare la gestione del diabete, con una forte attenzione a prevenzione, prossimità, equità e continuità assistenziale. Tra le priorità figurano il miglioramento degli esiti clinici, la riduzione delle disuguaglianze territoriali e l’estensione della telemedicina come componente integrante dei servizi sanitari regionali.
I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio saranno integrati nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA Regionali per il diabete), diventando strumenti essenziali per la governance e la programmazione sanitaria. Inoltre, grazie alla crescente diffusione dei dispositivi digitali e al potenziamento del fascicolo sanitario elettronico 2.0, gli operatori sanitari potranno accedere ai dati in tempo reale, consentendo interventi più tempestivi e trattamenti sempre più personalizzati. Secondo gli esperti, questo nuovo modello organizzativo contribuirà a ridurre le visite ambulatoriali non necessarie, con un impatto significativo sulle liste d’attesa, una delle principali sfide dell’assistenza territoriale.

“Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari – ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – non solo per la sua diffusione, ma anche per l’impatto che ha sulla qualità di vita delle persone e sulla sostenibilità delle cure. Per questo deve diventare un ambito prioritario di innovazione organizzativa e clinica, capace di valorizzare le nuove tecnologie, la telemedicina e l’integrazione tra ospedale e territorio. In Piemonte, grazie alle linee guida regionali, stiamo rafforzando la rete diabetologica, il ruolo della medicina territoriale e i percorsi di presa in carico multidisciplinare. L’obiettivo è garantire ai pazienti un’assistenza continuativa e sempre più vicina ai bisogni delle persone, puntando sull’educazione e la prevenzione terapeutica. Solo attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti, possiamo continuare ad affrontare in modo efficace una patologia complessa come il diabete”.

“La gestione del diabete mellito tipo 1 e tipo 2, nell’ottica del raggiungimento di un ottimo compenso glico-metabolico e la conseguente riduzione del rischio cardiovascolare, delle complicanze, e con conseguente aumento dell’aspettativa di vita. Questi importanti progressi sono legati ai passi in avanti compiuti dalle aziende farmaceutiche, che hanno prodotto farmaci molto innovativi e potenti per la gestione del diabete mellito – ha dichiarato Riccardo Fornengo, presidente AMD Piemonte e Valle d’Aosta – questi cambiamenti della farmacopea sono stati affiancati anche da notevoli balzi in avanti delle industrie tecnologiche, che hanno permesso di mettere sul mercato sensori per il controllo continuo della glicemia e microinfusori dotati di algoritmi che hanno cambiato la qualità di vita dei pazienti. La tecnologia, in questo caso, non è solo un supporto alla terapia, ma parte integrante di essa. Le linee guide AMD SID ISS prevedono che la tecnologia sia resa disponibile e offerta ai nostri pazienti con diabete mellito tipo 1 e tipo 2. Le linee guida internazionali seguono la stessa linea di pensiero. Nel caso delle persone con diabete di tipo 1, il sensore del controllo della glicemia è diventato uno strumento essenziale, e i microinfusori un punto di svolta di gestione della qualità della vita. Anche per le persone con diabete tipo 2 e l’uso di terapie insuliniche, l’uso del sensore per il controllo della glicemia ha cambiato la qualità della cura, permettendo di raggiungere compensi non raggiungibili precedentemente per timore delle ipoglicemie. La Regione Piemonte da anni ha una gestione della tecnologia attraverso gare, al fine di poter offrire il meglio ai propri cittadini, ma con un controllo più attento dei costi riguardanti la tecnologia, anche se sarebbe importante considerare questi costi come investimenti sulla salute delle persone con diabete mellito”.

Mara Martellotta

Concerto di Primavera dell’Accademia di Sant’Uberto alla Reggia di Venaria

Domenica 29 marzo, alle ore 17, presso la Sala Diana della Reggia di Venaria, il Concerto di Primavera aprirà la rassegna musicale dell’Accademia di Sant’Uberto, “Cerimoniale e Divertissement 2026-early music today”. La scelta del repertorio, con Vivaldi, Albinoni e Galuppi, ci introduce nel contesto barocco veneziano restituendone tutta la vivacità e l’emozione. Non a caso, lo spettacolo è concepito in relazione all’evento “All’ombra dei ciliegi in fiore”, che anima i giardini della Residenza Sabauda. Il dialogo tra il patrimoni UNESCO “materiali” e “immateriali”, la Reggia e la musica, con i corni da caccia delle partiture vivaldiane, tra lo spazio ordinato dei giardini e il bosco della Mandria, offre al visitatore l’opportunità di immergersi in una realtà coinvolgente, tra passato e presente. Il collegamento temporale è affidato alla comunità di “pratica immateriale vivente” che, in questo caso, detiene un’arte musicale.

Vivaldi fu in primo luogo un compositore d’opera, un uomo di teatro a tutto tondo. Sotto questo aspetto il primo brano, tratto dal Bajazet (o il Tamerlano) RV 703, costituisce una sorta di dramma in miniatura. L’organico prevede una coppia di corni da caccia, archi e basso continuo, ed è rimodellato in modo continuativo per dar vita a combinazioni sempre nuove nel segno dell’agilità e della trasparenza. Il concerto RV 738 in fa maggiore, fin da subito ci immerge nell’atmosfera evocativa associata agli strumenti protagonisti, i successivi movimenti si susseguono come per effetto di un sorprendente cambio di scena. Il concerto per oboe, archi e basso continuo op.9 N 2 in re minore di Tomaso Albinoni, si sviluppa con sensibilità ed eleganza piena di spirito, con un Adagio dove l’oboe accende una melopea intensa. Dopo Vivaldi e Albinoni, con il mutare della sensibilità, si cercano vie nuove che ritroviamo in Galuppi, nel “Concerto a quattro” in re maggiore, che appare già di per sé evocativo di una pronunciata vocazione all’intimismo.

Il progetto è sostenuto dal Ministero della Cultura, dai bandi riservati ai patrimoni immateriali dell’UNESCO e da Fondazione CRT. In questo quadro, l’Accademia di Sant’Uberto tiene presso la sede operativa della Reggia di Venaria corsi di corno da caccia barocco, propedeutici ai concerti, mettendo a disposizione strumenti musicali originali.

L’evento è incluso nel biglietto di visita alla Reggia.

Reggia di Venaria – Sala di Diana – piazza della Repubblica 4, Venaria Reale – 011 4992300

Mara Martellotta

Si apre a Pralormo la rassegna “Messer Tulipano”

Dal 28 marzo al 26 aprile prossimo si potrà ammirare al castello di Pralormo la rassegna “Messer Tulipano”, giunta alla sua 26esima edizione.
“L’impiantamento di oltre 130 mila tulipani è sempre rinnovato nelle varietà e nel progetto colore – spiega Consolata Pralormo – ma quest’anno nasconde un tulipano speciale, il Princess Elizabeth, che fu dedicato alla regina Elisabetta II d’Inghilterra. Tra le tante varietà curiose, una collezione di tulipani botanici, ma anche un percorso nel sottobosco dedicato ai tulipani conosciuti già dal 1600, come le varietà botaniche che possono considerarsi le varietà ‘antenate’ dei tulipani. Si tratta di tulipani che nascono nei boschi, soprattutto in Asia, ed in genere sono alti dai 15 ai 20 centimetri, con foglie sottili”.

La manifestazione coinvolge tutto il parco, progettato dall’architetto di corte Xavier Kurten, artefice dei più importanti parchi all’inglese delle residenze sabaude in Piemonte. Nei grandi prati sono state create aiuole dalle forme morbide e sinuose, progettate ponendo particolare attenzione a non alterare l’impianto storico originario. Le aiuole serpeggiano tra gli alberi secolari, mentre nel sottobosco emergono ciuffi di muscari, di narcisi e di giacinti.
Novità di quest’anno sarà la mostra “SOLOFIORI”, accolta nell’Orangerie del castello, curata dall’artista e storica dell’arte Marcella Pralormo. SOLOFIORI esporrà un nucleo di dipinti, carnet di viaggio e piccole sculture, che raffigurano i fiori di artisti contemporanei che lavorano a Torino e in Piemonte. Rendere eterno un fiore è il tema della ricerca artistica che l’esposizione propone. Vi partecipano artisti che lavorano con diverse tecniche, dall’acquerello all’olio, fino alla scultura. Questa mostra collettiva intende portare a conoscenza dei visitatori artisti di qualità e appartenenti a diverse generazioni, da quelle degli anni Quaranta fino alle più giovani. Sono esperti maestri dell’acquerello piuttosto noti, come Anna Lequio e Stefano Faravelli, artisti naturalisti come Cristina Girard e Anna Regge, e artisti che lavorano con pigmenti e olio, come Paolo Galetto, ma anche nomi meno noti e giovani. Esporre queste opere una accanto all’altra darà vita a un’opera floreale collettiva, una sorta di grande bouquet variegato, frutto delle diverse personalità artistiche in mostra, che ci ricorda che l’arte è necessaria perché rende eterna la Natura.

Quest’anno il cancello del castello sarà aperto verso l’azienda agricola, dove su una collinetta Consolata Pralormo ha sparso bulbi in modo naturalistico; i visitatori potranno fare un picnic fra i tulipani, accanto a un vialetto di ciliegi giapponesi, che ad aprile sono fioriti come nuvole rosa. Oltre ai più di 130 mila tulipani nel parco, quest’anno sono previste alcune varietà speciali piantate in cassette olandesi per poterle ammirare da vicino. Si potrà apprezzare il tulipano a “fior di giglio” dal gambo sottile e con petali appuntiti, quelli viridiflora con le fiammate verdi, dove sembra che sia il gambo verde a proseguire sui petali dai vari colori, famiglietta a mazzetto su un unico stelo, i parroquet dal gambo movimentato e i petali spettinati, i frils con i petali frastagliati, oltre a quelli che durante la fioritura mutano di colore.

“Un bosco sarà dedicato ai narcisi di tante varietà – racconta Consolata Pralormo – accanto a uno dei laghetti, un fiume di muscari blu simulerà l’acqua pervinche blu. Ai bordi dello stagno, dove abitano le rane, che io definisco le diverse de ‘dive del crepuscolo’, perché cantano solo alla sera.
Nella serra antica, arrivata a Parigi ed eseguita dai fratelli Lefevre nel 1890, si potrà ammirare una collezione di orchidee, e nel piccolo giardino su cui si affaccia la serra il tulipano nero “Queen of the night”, che suscita sempre curiosità se piantato insieme a tulipani bianchi e rosa. Infine, nel bosco, vi sarà il viale degli uccellini, dedicato ai bambini, che potranno scoprire le varie specie presenti nel parco. Si racconta cosa mangiano, che nidi fanno, e si potrà leggere una fiaba illustrata tratta dalla biblioteca del castello, che contiene libri dal 1400 e la collezione di libri per l’infanzia dal 1800. Si segnala una attrezzata zona shopping che propone eccellenze del territorio, prodotti stagionali dei produttori agricoli, miele e marmellate artigianali, delizie gastronomiche, vini DOC, cosmetici naturali, tessuti, articoli per la casa, piante, fiori e prodotti per rinnovare il giardino e il terrazzo”.

Mara Martellotta

Narcisi, templari e l’abito del Titanic al Castello di Piea d’Asti

Migliaia di narcisi e tulipani, giacinti e fritillarie splendono nel parco del Castello di Piea d’Asti ma ci sono anche dame e cavalieri, musica e arte in un crescendo di eventi che accompagneranno i visitatori fino al 3 maggio. “Il narciso incantato”, tradizionale appuntamento di primavera giunto alla XVIII edizione, affianca alla fioritura nei giardini arte, cultura, enogastronomia e tanta storia.
Da trent’anni Silvia Tamietto fa rivivere la storia del castello, sala per sala, e i tanti personaggi nobili che hanno soggiornato tra le mura di questo maniero nel corso dei secoli come i Roero. Lasciata la carriera di insegnante si è trasferita a Piea d’Asti (un’ora d’auto da Torino) nel castello con la famiglia e ogni anno lo apre al pubblico con una lunga serie di eventi. La storica residenza, che fa parte del circuito nazionale delle Dimore Storiche ed è sede di un museo d’arte antica, propone quest’anno interessanti novità tra le quali le note del Rondò veneziano che decanteranno gli abiti della Venezia del Settecento (il 19 aprile), un’esposizione di cimeli e memorie dei Cavalieri Templari con un concilio dell’Ordine e pranzo templare il 26 aprile, una mostra di rare porcellane di Meissen, Dresda e Capodimonte, una collezione di Uova della scuola di Fabergé, reperti di Casa Savoia, una sedia di Giovanni Giolitti, l’abito originale indossato dalla fidanzata di Leonardo DiCaprio nel film “Titanic” (il 25 aprile dame e cavalieri in abiti Liberty) e ancora un’esposizione di auto d’inizio Novecento.
E inoltre la mostra d’arte “Opere, castelli e colori danzanti” a cura di Doriana Doria il 29 marzo durante la quale si esibiranno figuranti in abiti ottocenteschi. Tra le altre iniziative del castello anche aste di antiquariato e la possibilità di sposarsi nell’antica cappella di fine Settecento. Il 1 maggio sarà presentato il libro storico sulla famiglia proprietaria della residenza e il 3 maggio si chiuderà con una rassegna enogastronomica con pranzo e vendita di prodotti locali. Un po’ di storia non guasta mai, il maniero nacque nel 1154 nel cuore del paese e nel Trecento il feudo di Piea venne ceduto ai Roero e ai Riva ma a metà Quattrocento un signore della famiglia dei Roero occupò la fortezza con le truppe del marchese del Monferrato Gian Giacomo Paleologo. Nella prima metà Settecento l’edificio si trasformò da fortezza in palazzo gentilizio con i lavori di restauro fatti eseguire dai conti Filippo Felice e Carlo Maria Roero. All’inizio dell’Ottocento la dimora passò per via ereditaria al marchese Faussone di Clavesana e a fine secolo divenne proprietà della famiglia genovese Bombrini e poi di quella dei Della Croce di Dojola.
Nel 1999 viene venduta agli attuali proprietari che in primavera aprono i cancelli ai turisti. Un solenne scalone d’ingresso realizzato su progetto di Filippo Juvarra e preziosi lampadari di Murano abbelliscono gli eleganti ambienti. La sale affrescate dai fratelli Galliari nel Settecento sono arredate con mobili antichi. Notevoli le ampie cantine, tutte da scoprire, insieme al “giardino all’italiana” risalente al ‘700. E per chiudere…una leggenda romantica che aleggia intorno al castello di Piea: un’attraente fanciulla parrebbe aggirarsi di notte nella sale del maniero, la Dama Bianca smaniosa di ritrovare i cari luoghi della sua pur breve esistenza terrena..
Il biglietto di ingresso al parco costa 5 euro mentre per visitare le sale storiche il prezzo è di 9 euro. Il castello è aperto fino al 3 maggio da lunedì a venerdì dalle 15,00 alle 19.00, sabato, domenica e festivi dalle 11,00 alle 19,00.  Per informazioni: 340.7818231 – 327.7055413
Filippo Re