ilTorinese

La solastalgia, il disagio creato dai cambiamenti ambientali

Coniato dal filosofo Glenn Albrecht dell’universita’ di Newcastle in Australia, “solastalgia” e’ un neologismo che deriva dalla fusione di “solace” e “nostalgia”, che insieme creano  la nostalgia della conforto. È un termine che indica il senso di malessere che si genera quando l’ambiente circostante viene maltrattato, danneggiato e deturpato.  A dar vita a questa “patologia del luogo” sono fenomeni climatici estremi come tempeste e alluvioni, ma anche fuoriuscite di petrolio e altri disastri causati dall’uomo. Quando i territori a cui apparteniamo, quelli delle nostre radici, non sono piu’ riconoscibili ai nostri occhi e alla nostra memoria questo puo’ causare stress, ansia e malessere.

Ci si sente come se quei luoghi, che rappresentano la nostra identita’ ci fossero stati portati via, si crea un senso di smarrimento dovuto alla trasformazione della nostra casa, di quello spazio che ha la funzione di rifugio e di sicurezza sia fisica che psico-sociale. Albrecht comincio’ a parlare di solastalgiariferendosi alle vicende dell’ Upper Hunter Valley che vennemodificata, meglio dire stravolta, a causa delle  operazioni di estrazione mineraria  che avevano causato nei suoi abitanti importanti problemi di umore, rabbia e senso di frustrazione.


Gli interventi dell’uomo sull’ambiente naturale, sempre piu’spesso, hanno risvolti funesti non solo sul sistema ecologico, ma anche sugli esseri umani che lo vivono e che non lo riconoscono piu’ come loro habitat originario. Questo fenomeno nostalgico, sfortunatamente, non e’ piu’ ricollegabile unicamente a singoli eventi, ma  lo si puo’ trattare a livello globale a causa della massiccia attivita’ di antropizzazione che incede inarrestabile e di frequente in maniera irrispettosa. Quest’anno siamo rimasti tutti sorpresi dal caldo record e innaturalmente protratto al sud e dai violenti temporali al nord che hanno avuto il potere di distruggere paesaggi naturali e urbani; ognuno di noi guarda a questi fenomeni estremi con preoccupazione perche’ compromettono la possibilita’di previsione, di poter pianificare  molte attivita’, ma soprattutto creano la  sensazione di non essere al sicuro nel proprio ambiente.Si da’ origine cosi’ alla “ecoansia” che produce molti dubbi sul futuro, impedisce di progettare soprattutto ai giovani che gia’ da tempo hanno cominciano a ribellarsi. Diversi sono, infatti, gli interventi attivi di ragazzi, conosciuti e non, che alle conferenze dell’Onu o  alle manifestazioni in piazza con determinazionedenunciano lo sfruttamento del pianeta,  urlano la loro  paura per il futuro  chiedendo uno stop all’utilizzo indiscriminato e dannosodel nostro pianeta. Da una parte il progresso dall’altra la necessita’che questo sia sostenibile e riguardoso, generazioni a confronto sull’avvenire, ma di sicuro un malessere ecologico sempre piu’diffuso nel presente.

MARIA LA BARBERA

Da Torino il via alle conferenze sulla filosofia della bellezza

L’evento Martedì 31 marzo, alle 17.30, presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, il Dott. Luca Spaziante (Chirurgo Plastico, Dirigente Medico SCU Chirurgia Plastica Ricostruttiva – AOU Città della Salute e della Scienza, Coordinatore degli ambulatori di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica – GVM Clinica Santa Caterina, Torino, Direttore Scientifico – Art Beauty Clinic, Membro del Comitato Tecnico Scientifico – ACTO Italia e ACTO Piemonte) inaugurerà il ciclo di conferenze dal titolo «Filosofia della bellezza: educare per generare valore e consapevolezza», legato al suo progetto editoriale Chirurgia dell’anima: oltre la forma verso l’essenza. All’evento parteciperanno, tra gli altri, la Dott.ssa Paola Gribaudo, Presidente dell’Archivio Gribaudo, Livio Tranchida, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, Elisa Picardo, Ginecologa presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Presidente ACTO Piemonte e Ugo Nespolo, noto artista piemontese.

L’iniziativa nasce con l’intento di promuovere una riflessione culturale e sociale sul significato contemporaneo della bellezza e sul rapporto, sempre più complesso e talvolta problematico, che molti giovani sviluppano con il proprio corpo e con la propria identità. In un contesto dominato dalla diffusione di modelli estetici spesso irrealistici e uniformanti, amplificati dai social media, diventa fondamentale aprire spazi di dialogo e consapevolezza capaci non solo di restituire alla bellezza una dimensione più autentica, personale e identitaria, ma soprattutto di contrastare un disagio psicologico giovanile sempre più dilagante. Il progetto si propone di sensibilizzare le nuove generazioni a sviluppare uno sguardo critico e consapevole, orientato verso la valorizzazione della propria individualità, dell’equilibrio interiore e della relazione armonica tra corpo, mente e identità personale.

All’interno di questa riflessione svolge un ruolo fondamentale la chirurgia plastica: una disciplina che, quando guidata da un solido principio etico e da una visione umanistica della cura può rappresentare per molte persone un importante strumento di recupero del proprio benessere psicofisico e sociale. L’intervento sul corpo non si configura necessariamente come ricerca di perfezione estetica, ma può diventare un percorso di riconciliazione con la propria immagine, contribuendo a ristabilire un equilibrio profondo tra l’aspetto esteriore e la dimensione più intima dell’individuo.

Attraverso contributi che intrecciano filosofia, arte, medicina e psicologia, il ciclo di incontri, che si svolgerà su tutto il territorio nazionale, intende offrire un’occasione di confronto tra mondo accademico, istituzioni e nuove generazioni. L’obiettivo è promuovere una cultura della bellezza fondata sulla consapevolezza, sul rispetto dell’identità individuale e su un’etica della cura della persona: un nuovo paradigma in cui la bellezza non sia uno standard imposto o una semplice forma esteriore, ma espressione autentica dell’essere e percorso di armonia tra corpo, anima e identità.

Per info e prenotazioni inviare un WhatsApp al numero: 333 3528125

Mara Martellotta

Azzurri in finale!

Italia, missione compiuta: Tonali e Kean spingono gli Azzurri verso la finale

L’Italia supera l’Irlanda del Nord 2-0 e conquista l’accesso alla finale dei playoff mondiali, restando in corsa per un posto al prossimo Mondiale. Una vittoria concreta, costruita con pazienza e qualità, arrivata tutta nella ripresa.
Dopo un primo tempo equilibrato e bloccato, la squadra guidata da Gennaro Gattuso cambia marcia. A sbloccare la gara è Sandro Tonali al 56’, bravo a trovare il varco giusto e portare avanti gli Azzurri. Il gol dà fiducia all’Italia, che prende il controllo del match.
L’Irlanda del Nord prova a reagire, ma senza creare reali pericoli. Così, all’80’, arriva il colpo che chiude i conti: Moise Kean firma il raddoppio e mette in cassaforte il risultato.
A fine partita, Gattuso sottolinea la difficoltà dell’incontro, elogiando la maturità della squadra nel gestire i momenti chiave. Ora l’attenzione è tutta sulla finale del 31 marzo contro la vincente di Galles-Bosnia.. un ultimo passo per continuare a inseguire il sogno mondiale.

Enzo Grassano

Piemonte e Liguria insieme per la logistica. Governance condivisa dei porti di Genova e Savona

LOGISTICA: PIEMONTE E LIGURIA INSIEME PER LA GOVERNANCE CONDIVISA

DEI PORTI DI GENOVA E SAVONA E PER LO SVILUPPO DELLE AREE RETROPORTUALI



I presidenti della Regione Piemonte Alberto Cirio e della Regione Liguria Marco Bucci hanno condiviso  l’opportunità che in futuro il Piemonte entri a far parte della governance dei porti di Genova e Savona-Vado con un rappresentante nel Cda dell’AdSP-Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per massimizzare la collaborazione e le potenzialità di sviluppo determinate dalla connessione tra le aree portuali e quelle retroportuali disponibili in Piemonte.

“Oggi il Nord Ovest cresce più del Nord Est e questa crescita è strettamente collegata all’avanzamento dei lavori dei due corridoi europei Nord-Sud e Est-Ovest su cui viaggeranno tutte le merci d’Europa e che si incrociano in Piemonte, al confine con la Liguria e con la Lombardia, in un’area che è il cuore logistico dell’Europa – dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e gli assessori alla Logistica Enrico Bussalino e ai Trasporti, Marco Gabusi -. Ecco perché è importante aumentare le sinergie e come Piemonte stiamo portando avanti la richiesta di entrare a far parte della governance dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale. Sappiamo che c’è una legge in via di definizione per cui è pronto un emendamento, in accordo anche con il governo, che dovrà individuare la modalità di partecipazione e di coinvolgimento che riteniamo strategici per lo sviluppo del Nord Ovest e dei nostri territori”.

“È fondamentale lavorare insieme per fare scelte condivise che portino ad una maggiore crescita economica e occupazionale – hanno dichiarato il presidente Marco Bucci e l’assessore ai Porti e Logistica Alessio Piana – Per questo non vedo ostacoli ma solo opportunità nell’ingresso del Piemonte nella governance dei porti di Genova e Savona-Vado. Il Savonese, un’area da sempre legata a doppio filo con il Piemonte, è perfetto per discutere e avviare progetti comuni con il presidente Cirio. La storia ce lo ha insegnato, e sarà così anche in futuro: sviluppo, crescita, lavoro e innovazione scaturiscono solo grazie alla cooperazione tra territori e agli scambi continui oltre i confini amministrativi. Liguria, Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta, tutti i territori che si estendono sotto alle Alpi sono tra le zone più ricche d’Europa, con un Pil rilevante, prospettive di crescita significative e un’altra qualità di vita; ogni soluzione che permetta di incentivare ulteriormente la collaborazione tra queste Regioni va incentivata e promossa. Iniziamo a lavorare affinché i nostri figli e nipoti possano vedere un’unica macroregione, un’area che ha tutte le carte in regola per diventare il posto migliore dove vivere in Europa. Noi, come Istituzioni, siamo al servizio dei cittadini e delle imprese: più li aiutiamo a raggiungere i propri obiettivi più efficiente si dimostra il nostro operato. Ben vengano, dunque – concludono Bucci e Piana – tutte le iniziative che vanno in questa direzione, soprattutto se portate avanti in collaborazione con i nostro vicini piemontesi”.

“L’Autorità ha già messo in campo investimenti concreti per sviluppare il traffico ferroviario e migliorare l’integrazione e interoperabilità tra porto e rete logistica – dichiara il segretario generale dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Tito Vespasiani – Perché questo percorso produca risultati pienamente efficaci, è necessario proseguire con un impegno condiviso sul sistema infrastrutturale, garantendo capacità adeguata, continuità operativa e una pianificazione coordinata degli interventi per assicurare un efficiente sistema trasportistico integrato all’altezza delle esigenze dei nostri distretti industriali e ai mercati di riferimento. Per garantire la piena crescita del traffico ferroviario e cogliere le opportunità di sviluppo sostenibile, è ora fondamentale un impegno coordinato tra AdSP e RFI, in grado di assicurare infrastrutture adeguate, continuità operativa e integrazione del sistema logistico”.

“Anche le province possono essere protagoniste della sfida per lo sviluppo della logistica e delle interconnessioni tra porto e retroporto in quanto enti che hanno il compito di collaborare alle strategie di governo di area vasta – dichiarano i presidenti delle Province di Alessandria e Cuneo, Luigi Benzi e Luca Robaldo -. Le aree cuneesi e alessandrine hanno in quella retroportuale la loro vocazione naturale che potrà anche contare nei prossimi anni sulla piena operatività di infrastrutture come il Terzo Valico che contribuiranno a potenziare lo sviluppo della logistica e del trasporto delle merci nel nostro territorio, prestando la massima attenzione all’adeguamento della rete stradale necessaria al trasporto su gomma”.

“Una giornata dal taglio molto concreto – spiega il presidente della Provincia di Savona Pierangelo Olivieri -, alla quale si lavorava da tempo, per riuscire a fare una sintesi insieme ed evidenziare i punti di maggiore forza, che devono concretizzarsi con il focus sulla logistica e sui traffici che, partendo dai rapporti storici, devono consolidarsi ma anche rinnovarsi con le nuove tecnologie e le nuove richieste dei mercati”.

Il sistema logistico Liguria–Piemonte e l’opportunità di lavorare insieme su infrastrutture e retroportualità per la crescita dei traffici sono stati al centro della giornata che visto protagoniste le due Regioni, le Province di Alessandria, Cuneo e Savona, coinvolte nell’estensione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, con il contributo delle rispettive Unioni Industriali, l’autorità portuale e la Capitaneria di porto in una serie di sopralluoghi nell’entroterra ligure al confine con il Piemonte e ai porti di Savona e Vado.

Al porto di Vado il confronto ha coinvolto, insieme all’assessore ligure Marco Scajola, anche terminalisti, spedizionieri, fornitori dei servizi tecnici e enti locali per parlare del rafforzamento delle connessioni tra l’hub portuale di Savona–Vado Ligure (riferimento per le filiere agroalimentari, rinfusiere e containerizzate del nord Italia e del sud Europa) e il sistema produttivo piemontese, storico retroporto strategico, dotato di aree idonee allo sviluppo delle attività di stoccaggio e distribuzione. Lo scalo, primo d’Italia per crescita percentuale, si conferma componente trainante della piattaforma ligure, come evidenziato dai dati di traffico: significativo incremento del comparto container (+58,4%, circa 590 mila TEU movimentati) e delle rinfuse (+1,6%), in un contesto internazionale caratterizzato da persistenti incertezze geopolitiche. La visita presso APM Terminals e, successivamente, al Multipiano del porto di Savona, alla presenza anche del sindaco Marco Russo, ha consentito un approfondimento diretto sulle dinamiche dei traffici e sulle attività dei principali operatori portuali, evidenziando il ruolo centrale del sistema savonese a supporto delle catene produttive piemontesi. È emersa, infine, la prospettiva di un maggiore coinvolgimento istituzionale del Piemonte nella pianificazione del sistema ligure, attraverso un’integrazione più strutturata. Prioritario il potenziamento dell’intermodalità ferroviaria, con particolare riferimento alla direttrice Savona–Torino, asse fondamentale per l’accesso ai mercati del Nord-Ovest e ai corridoi europei, intervenendo in modo coordinato su infrastrutture, digitalizzazione e organizzazione operativa. L’obiettivo è sfruttare il completamento delle grandi opere di collegamento e consolidare un cluster economico territoriale competitivo rispetto ai principali porti europei.
In mattinata il presidente Cirio ha inoltre visitato a Cairo Montenotte le aree industriali della zona di Bragno e, successivamente, quelle dell’ex stabilimento Ferrania. Presenti anche il subcommissario per le Funivie Savona–San Giuseppe di Cairo e assessore alle aree di crisi complessa di Regione Liguria Paolo Ripamonti, gli assessori di Regione Piemonte alla logistica Enrico Bussalino e ai trasporti Marco Gabusi, i presidenti delle Province di Alessandria, Cuneo e Savona, rispettivamente Luigi Benzi, Luca Robaldo e Pierangelo Olivieri; il sindaco Paolo Lambertini, e l’Unione Industriali provinciale, nella persona del Presidente Sambin. Le aree visitate potranno essere coinvolte, in una prospettiva strategica – anche alla luce dell’iter già avviato per il sistema delle Funivie – nell’estensione della Zona Logistica Semplificata (ZLS) “Porto e Retroporto di Genova”, come già avvenuto per diverse località delle province di Alessandria, Cuneo e Savona, consolidandone il ruolo di retroporto a servizio dello scalo Savona–Vado. La ZLS, istituita nel 2018, rappresenta un modello che connette porti, retroporti, interporti e aree industriali, con l’obiettivo di attrarre investimenti attraverso semplificazioni amministrative e strumenti di agevolazione, tra cui l’area franca doganale. Si tratta, nel caso dei porti di Genova e Savona, dell’unico esempio in Italia con estensione interregionale. La Provincia di Savona, componente della Cabina di Regia, ne sostiene l’ampliamento, ritenendo strategiche le sinergie tra costa ed entroterra e con le regioni limitrofe, in particolare il Piemonte, in una visione evoluta della logistica che unisce movimentazione, stoccaggio e attività produttive. In tale contesto, lo sviluppo del sistema portuale non può prescindere da un retroporto adeguato: le aree cairesi – insieme ad altri ambiti della Valbormida – rappresentano un’opportunità concreta per rafforzare l’integrazione funzionale tra porto e territorio.

cs

Arrestato un evaso che si spacciava per il fratello

La Polizia di Stato ha tratto in arresto un cittadino italiano di quarantadue anni per evasione, denunciandolo, altresì, per aver fornito false generalità.

Durante un servizio di controllo del territorio in zona Lingotto, una pattuglia dell’UPGSP ha notato tre uomini bivaccare nei giardini Battistini, nel cuore della notte.

I poliziotti, insospettiti, si sono avvicinati al gruppetto e nel corso dell’identificazione dei tre, uno di essi si è mostrato particolarmente nervoso, fornendo oltretutto agli agenti false generalità: si è spacciato, infatti, per il fratello, dicendo di trovarsi a Torino per motivi lavorativi.

I poliziotti, controllando le generalità fornite, apprendevano che il soggetto in questione si trovava recluso presso il carcere di Napoli, facendo sorgere forti dubbi sulla veridicità di quanto detto dall’uomo.

Dai riscontri dattiloscopici, gli operatori di polizia hanno appurato che lo stesso, con il vero nome, risultava inottemperante a un’ordinanza emessa a suo carico dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che lo collocava alla misura degli arresti domiciliari.

E’ stato pertanto arrestato per evasione e denunciato per aver fornito le generalità del fratello.

L’uomo aveva precedentemente disatteso la misura degli arresti domiciliari in diverse circostanze.

Stupinigi: per Lirica a Corte, il Rigoletto

Domenica 29 marzo, alle ore 19, per lirica a corte nella Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel Salone d’Onore, andrà in scena il Rigoletto, che fa parte della rassegna domenicale del TSN .

Lirica a Corte è  organizzata dal TSN Teatro Superga Nichelino in collaborazione con STM, Scuola del Teatro Musicale e Fondazione Ordine Mauriziano.

Rigoletto, opera  rappresentata per la prima volta al teatro La Fenice a Venezia nel 1851, rappresenta il primo capitolo della “trilogia popolare” di Giuseppe Verdi. L’opera mette al centro dell’attenzione uno “sconfitto”, un buffone di  corte, gobbo e deforme, di cui si raccontano i timori, le ambizioni, le antipatie e i propositi di vendetta.
L’opera ne descrive anche le sconfitte e le piaghe del cuore, che lo condurranno ad essere la causa della morte dell’amata figlia Gilda.
Ispirato al dramma “Le roi s’amuse” di Victor Hugo, l’opera sposta l’ambientazione dalla Francia a Mantova, trasformando un celebre sovrano , libertino, in un meno gaudente e anonimo duca di provincia.

Info

Domenica 29 marzo 2026 ore 19

Lirica a corte

Salone d’Onore della Palazzina di Caccia di Stupinigi, Nichelino ( Torino)

Rigoletto

Biglietti prezzo unico 38.50 euro

Tel 0116279789 biglietteria@teatrosuperga.it

Mara Martellotta

Al MAUTO“I nemici del Drake”,  “Enzo Ferrari e le Scuderie  inglesi”

Dal 2 all’11 ottobre  prossimi sarà ospitata presso il MAUTO, Museo Nazionale dell’Automobile, la più grande e completa esposizione dedicata alle Scuderie inglesi che, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, hanno sfidato Enzo Ferrari. Sono in mostra 23 vetture, documenti, memorabilia  e fotografie  che raccontano la rivoluzione inglese del motorsport nell’epoca della Swinging London. La mostra è curata da Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli e, attraverso una selezione di vetture- simbolo appartenenti alle squadre note come “ le sette sorelle”, Cooper, Lotus, March, Braham, Tyrrell e Williams, oltre  a vetture di altri costruttori, Arrows, Shadow, Theodore e Surtees, sviluppa sugli oltre 2 mila mq. dello spazio  espositivo al piano terra, il racconto di una stagione di sperimentazione tecnica e di libertà formale, tra rischi estremi, forti rivalità  e decise identità visive che hanno disegnato nuovi immaginari culturali.
Si tratta di un universo di tecnologia, stile e spirito pioneristico, in cui le monoposto diventano simboli di una rivoluzione industriale e culturale capace di ridefinire l’immaginario del mondo delle corse.
Enzo Ferrari li chiamava “i garagisti”, erano le squadre inglesi che, tra gli anni Settanta e gli Ottanta, misero in discussione il dominio della Ferrari, fino ad allora protagonista incontrastata della Formula 1. Con strutture leggere, telai rivoluzionari e una straordinaria rapidità di sperimentazione,  questi team indipendenti trasformarono piccoli atelier tecnici in avversari temibili, capaci di battere Maranello in pista e cambiare per sempre gli equilibri del campionato.

23 vetture incredibili esposte, di cui 21 inglesi e 2 italiane, circondate da un allestimento che restituisce il contesto sociale e culturale della Gran Bretagna del tempo, quello della Swinging London, in un periodo di straordinaria vivacità  e ottimismo, caratterizzato da un’esplosione di creatività nella musica, nella moda e nella fotografia, nel cinema e, naturalmente, nello sport. Con l’obiettivo  di restituire l’atmosfera di un’epoca,  la mostra intreccia  la storia dell’automobilismo  con quella delle sue icone attraversando le tendenze culturali e stilistiche del tempo  e raccontandole in sezioni specifiche.
È  in esposizione una selezione di fotografie di Rainer W. Schlegelmilch, noto come “RWS”, considerato uno dei maggiori fotografi della Formula 1. Le sue immagini sono celebri per la straordinaria qualità ed intensità emotiva che riescono a trasmettere . L’attenzione per l’inquadratura, la sensibilità alla luce e la capacità di cogliere l’istante decisivo fanno di questo fotografo un maestro assoluto, capace di trasformare la velocità, la tensione e il rischio delle corse in un racconto visivo potente e senza tempo.

Sono in programma anche appuntamenti gratuiti, articolati in conversazioni, presentazioni editoriali, proiezioni e incontri con piloti, giornalisti e progettisti, per incontrare  i grandi protagonisti dell’epoca  che raccontano la storia, le emozioni e le sfide che hanno plasmato un’epoca leggendaria.

Mara Martellotta

Parchi e quartieri sotto controllo: Torino alza il livello della sicurezza

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Scatterà il 31 marzo il nuovo piano sicurezza firmato dal prefetto Donato Cafagna, che recepisce il decreto-legge del 24 febbraio 2026 sulle “disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica”. Torino viene divisa in sei zone a vigilanza rafforzata, individuate sulla base dei dati sui reati e delle segnalazioni dei cittadini.

Le aree coinvolte sono ampie e ben note: dai quartieri Dora Vanchiglia, San Salvario, San Donato e Barriera di Milano, fino a piazza Bengasi–Nizza Millefonti e alle zone della movida del Centro. Dentro anche diversi giardini e spazi verdi, come il Maiocco, l’Alimonda, il Battistini, il Sambuy, il Madre Teresa di Calcutta e lo Schiapparelli.

In queste zone le forze dell’ordine  potranno allontanare per 48 ore chi tiene comportamenti violenti, minacciosi o particolarmente molesti, soprattutto se già denunciato negli ultimi cinque anni per reati gravi contro la persona o il patrimonio, droga o uso improprio di armi. Se i comportamenti si ripetono, il questore potrà spingersi oltre e vietare l’accesso fino a un anno (il cosiddetto Dacur).

Parallelamente aumentano i controlli su locali e attività: sotto osservazione la vendita di alcolici, soprattutto ai minori, ma anche distributori automatici e aree esterne. Più verifiche anche sul rispetto del Codice della strada, con un occhio a quei mezzi – monopattini compresi – spesso utilizzati per furti o spaccio.

Il giro di vite si inserisce in un’attività già intensa: dall’inizio dell’anno Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza hanno controllato 58mila persone, denunciandone oltre 1.600 e arrestando 657 individui. Sequestrati anche più di 206 chili di droga.

Sul fronte della prevenzione, prosegue il potenziamento della videosorveglianza e delle iniziative contro fenomeni come le truffe agli anziani e il disagio giovanile vicino alle scuole. Per questi interventi sono stati messi in campo circa 4,5 milioni di euro tra il 2024 e il 2026, nell’ambito del Patto per la sicurezza tra Prefettura e Comune, a cui si aggiungono fondi regionali e nuove risorse in arrivo.

Al Museo Nazionale del Cinema di Torino “B.B. Le maiuscole dell’eros”

Venerdì 27 marzo 2026 – ore 17 – Cinema Massimo – Via Verdi 18 – Torino
Il Centro Pannunzio promuove l’incontro con Pietrangelo Buttafuoco dedicato a Brigitte Bardot

Venerdì 27 marzo alle ore 17, al Cinema Massimo di Torino/Museo del Cinema (Via Verdi 18), si terrà l’incontro “B.B. Le maiuscole dell’eros”, appuntamento culturale promosso dal Centro Pannunzio e dedicato alla figura di Brigitte Bardot, icona del cinema e dell’immaginario collettivo del Novecento.

Protagonista dell’incontro sarà Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Fondazione La Biennale di Venezia, che terrà una lectio magistralis sul tema “BB, le maiuscole dell’eros”, offrendo una riflessione sulla forza non solo cinematografica ma anche simbolica e culturale di Brigitte Bardot.

Nel corso dell’appuntamento verrà inoltre conferito a Pietrangelo Buttafuoco il Premio “Mario Soldati 2026”. Interverrà Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. 

A chiusura di serata, ci sarà la proiezione del film “Piace a troppi” di Roger Vadim. 

Brigitte Bardot ha rappresentato per intere generazioni un’idea di femminilità capace di andare oltre gli stereotipi, contribuendo a definire un’immagine della donna moderna che ha lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo. Figura emblematica della Francia che ha inciso nella cultura europea del secondo Novecento, Brigitte Bardot è stata anche una voce importante nella difesa degli animali e dell’ambiente con la sua fondazione omonima. I suoi film restano lo specchio di un’epoca storica cruciale, tra trasformazioni sociali, desiderio di libertà e nuovi linguaggi dell’identità.

Piace a troppi” è il titolo italiano di Et Dieu… créa la femme (And God Created Woman), film francese del 1956 diretto da Roger Vadim, al suo esordio alla regia. Ha come protagonista Brigitte Bardot, affiancata da Jean-Louis Trintignante Curd Jürgens. Questo film è considerato il film simbolo dell’ascesa di Brigitte Bardot a mito internazionale. Un’opera che, tra sensualità e ribellione, contribuì a ridefinire l’immagine della donna nel cinema e nel costume dell’epoca.

IL CENTRO PANNUNZIO 

Il Centro Pannunzio è un’associazione culturale laica, indipendente e apartitica fondata a Torino nel 1968 da Arrigo Olivetti, Mario Soldati, Pier Franco Quaglieni e altri giovani studiosi, in omaggio alla figura e all’eredità intellettuale di Mario Pannunzio. Da oltre cinquant’anni rappresenta un presidio di vita culturale, libero da appartenenze politiche o religiose, aperto a tutti coloro che desiderano confrontarsi con idee, pensieri e esperienze diverse. Il Centro promuove un ricco calendario di attività — incontri tematici, presentazioni di libri, conferenze, dibattiti, tavole rotonde e corsi — con l’obiettivo di favorire una riflessione critica sul presente attraverso la conoscenza del passato, senza filtri ideologici. Accanto all’impegno culturale, organizza itinerari d’arte, visite guidate, viaggi culturali e occasioni di incontro con protagonisti della cultura, dell’arte e della società. Insignito nel 1979 della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura, della Scuola e dell’Arte dal Presidente della Repubblica, il Centro Pannunzio è noto per la sua vocazione pluralista, per la cura dell’archivio storico e per la pubblicazione periodica di testi e atti culturali che arricchiscono il dibattito civile italiano. 

Informazioni: https://www.centropannunzio.it/attivita.asp

Una rivoluzione digitale nella gestione del diabete

 

I risultati del convegno di mercoledì 25 marzo scorso di Motore Sanità

Aggiornare i sistemi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di estendere l’accesso a tutti i pazienti diabetici in terapia insulinica, compresi quelli trattati esclusivamente con insulina basale. Il Piemonte è impegnato nella costruzione di un modello di assistenza più vicino ai cittadini, in grado di ridurre le ospedalizzazioni evitabili, migliorare la qualità di vita delle persone che convivono con il diabete e rafforzare il ruolo dell’assistenza territoriale nella gestione delle patologie croniche. Per approfondire questi sviluppi, Motore Sanità ha organizzato il convegno “Diabete. L’unione fa la forza, insieme è più facile”, realizzato con il supporto incondizionato di ABBOTT. Il nuovo piano socio-sanitario regionale 2025-2030 introduce strumenti innovativi pensati per trasformare la gestione del diabete, con una forte attenzione a prevenzione, prossimità, equità e continuità assistenziale. Tra le priorità figurano il miglioramento degli esiti clinici, la riduzione delle disuguaglianze territoriali e l’estensione della telemedicina come componente integrante dei servizi sanitari regionali.
I dati provenienti dai sistemi di monitoraggio saranno integrati nei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA Regionali per il diabete), diventando strumenti essenziali per la governance e la programmazione sanitaria. Inoltre, grazie alla crescente diffusione dei dispositivi digitali e al potenziamento del fascicolo sanitario elettronico 2.0, gli operatori sanitari potranno accedere ai dati in tempo reale, consentendo interventi più tempestivi e trattamenti sempre più personalizzati. Secondo gli esperti, questo nuovo modello organizzativo contribuirà a ridurre le visite ambulatoriali non necessarie, con un impatto significativo sulle liste d’attesa, una delle principali sfide dell’assistenza territoriale.

“Il diabete rappresenta oggi una delle principali sfide per i sistemi sanitari – ha dichiarato l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi – non solo per la sua diffusione, ma anche per l’impatto che ha sulla qualità di vita delle persone e sulla sostenibilità delle cure. Per questo deve diventare un ambito prioritario di innovazione organizzativa e clinica, capace di valorizzare le nuove tecnologie, la telemedicina e l’integrazione tra ospedale e territorio. In Piemonte, grazie alle linee guida regionali, stiamo rafforzando la rete diabetologica, il ruolo della medicina territoriale e i percorsi di presa in carico multidisciplinare. L’obiettivo è garantire ai pazienti un’assistenza continuativa e sempre più vicina ai bisogni delle persone, puntando sull’educazione e la prevenzione terapeutica. Solo attraverso il lavoro condiviso tra istituzioni, professionisti sanitari e associazioni dei pazienti, possiamo continuare ad affrontare in modo efficace una patologia complessa come il diabete”.

“La gestione del diabete mellito tipo 1 e tipo 2, nell’ottica del raggiungimento di un ottimo compenso glico-metabolico e la conseguente riduzione del rischio cardiovascolare, delle complicanze, e con conseguente aumento dell’aspettativa di vita. Questi importanti progressi sono legati ai passi in avanti compiuti dalle aziende farmaceutiche, che hanno prodotto farmaci molto innovativi e potenti per la gestione del diabete mellito – ha dichiarato Riccardo Fornengo, presidente AMD Piemonte e Valle d’Aosta – questi cambiamenti della farmacopea sono stati affiancati anche da notevoli balzi in avanti delle industrie tecnologiche, che hanno permesso di mettere sul mercato sensori per il controllo continuo della glicemia e microinfusori dotati di algoritmi che hanno cambiato la qualità di vita dei pazienti. La tecnologia, in questo caso, non è solo un supporto alla terapia, ma parte integrante di essa. Le linee guide AMD SID ISS prevedono che la tecnologia sia resa disponibile e offerta ai nostri pazienti con diabete mellito tipo 1 e tipo 2. Le linee guida internazionali seguono la stessa linea di pensiero. Nel caso delle persone con diabete di tipo 1, il sensore del controllo della glicemia è diventato uno strumento essenziale, e i microinfusori un punto di svolta di gestione della qualità della vita. Anche per le persone con diabete tipo 2 e l’uso di terapie insuliniche, l’uso del sensore per il controllo della glicemia ha cambiato la qualità della cura, permettendo di raggiungere compensi non raggiungibili precedentemente per timore delle ipoglicemie. La Regione Piemonte da anni ha una gestione della tecnologia attraverso gare, al fine di poter offrire il meglio ai propri cittadini, ma con un controllo più attento dei costi riguardanti la tecnologia, anche se sarebbe importante considerare questi costi come investimenti sulla salute delle persone con diabete mellito”.

Mara Martellotta