ilTorinese

Aggredisce poliziotto: arrestato

La Polizia di Stato ha coordinato a Torino un controllo straordinario del territorio “Alto Impatto” nel quartiere San Salvario che ha portato all’identificazione di 135 persone, al controllo di 8 veicoli e all’arresto di un senegalese per il reato di resistenza a P.U. e falsa dichiarazione sulla propria identità.

Durante il servizio, si è provveduto tramite personale della Polizia Locale e dell’Amiat alla rimozione di alcune masserizie, tra cui materassi, che si trovavano in un’area di cantiere situata vicino al vecchio palazzo delle Poste di Via Nizza e che venivano probabilmente sfruttati per dormire da soggetti senza fissa dimora.

In Via Ventimiglia angolo Via Corradino, personale del Commissariato di P.S. “Barriera Nizza” ha attenzionato due soggetti appiedati in atteggiamenti sospetti che, alla vista della Volante, si davano alla fuga in due direzioni diverse. Mentre il primo riusciva a far perdere le proprie tracce, il secondo, fuggiva in direzione dei giardini “Battistini”. Dopo essere stato raggiunto dal poliziotto, il ragazzo si è scagliato contro l’operatore aggredendolo per sottrarsi al controllo e riguadagnarsi la fuga, ma gli agenti riuscivano a bloccarlo.

A seguito di perquisizione, i poliziotti hanno rinvenuto 2 smartphone e 200 euro in contanti in merito al possesso dei quali il diciottenne non ha saputo fornire giustificazioni, e quindi probabile provento di attività illecita. Inoltre, durante il controllo, il senegalese ha fornito generalità che da successivi accertamenti non risultavano corrispondere alle proprie, pertanto è stato arrestato oltre che per resistenza a P.U. anche per il reato falsa attestazione a P.U.

“Spazio Neruda, basta ambiguità!”

ALESSI (CAPOGRUPPO FDI CIRCOSCRIZIONE 7 TO): SICUREZZA, SALUTE PUBBLICA E VALORIZZAZIONE DELL’EX ITIS GIACINTO BALDRACCO

La situazione del complesso “Neruda” di Corso Ciriè n. 7 ha ormai superato la soglia della criticità. Non siamo più di fronte a una “semplice” occupazione abusiva, per quanto già di per sé grave, ma a una vera e propria emergenza di salute pubblica. È lo stesso Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Città di Torino, infatti, a sollecitare lo sgombero immediato della struttura.
Da circa un decennio, la gestione delle famiglie occupanti è riconducibile al collettivo “Prendo Casa”, legato al centro sociale Askatasuna. L’assenza di un censimento dei residenti rende impossibile monitorare e gestire adeguatamente i profili sanitari, con particolare riferimento ai recenti focolai e alle recidive di Tubercolosi (TBC). È tempo di superare ogni ambiguità: la gestione delle fragilità sociali non può essere delegata ad antagonisti, ma deve tornare in capo all’Amministrazione Comunale.
QUESTA SERA, IL CONSIGLIO DELLA CIRCOSCRIZIONE 7 discuterà un Ordine del Giorno presentato dal gruppo Fratelli d’Italia il 13 gennaio 2026, a mia prima firma, che avviene in un momento ideale viste le discussioni di questi giorni con oggetto <<RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ E VALORIZZAZIONE DELL’EX ITIS “GIACINTO BALDRACCO” DI CORSO CIRIE’ 7 A TORINO >> dove evidenziamo:
– che l’edificio di Corso Ciriè 7 a Torino ha ospitato per oltre un secolo l’Istituto Tecnico Industriale “Giacinto Baldracco”,
-che l’immobile, in stile liberty, conserva ancora oggi un rilevante patrimonio di macchinari professionali, attrezzature tecnico-scientifiche e materiali didattici – molti dei quali risalenti ai primi decenni del Novecento – che costituiscono un esempio di archeologia industriale di particolare importanza per Torino e per il Piemonte
– che l’Istituto ha cessato l’attività scolastica nel 2013;
– che l’edificio è di proprietà del Comune di Torino, mentre la manutenzione è in capo alla Città Metropolitana. I macchinari professionali presenti al suo interno sono di proprietà del Ministero dell’Istruzione;
– che dal 31 ottobre 2015 l’immobile risulta occupato abusivamente da oltre cento persone non censite, tra cui diversi nuclei familiari con minori, in condizioni abitative precarie e prive di un adeguato controllo igienico-sanitario, con il supporto di attivisti del centro sociale Askatasuna;
-che tale situazione che impedisce qualunque intervento di recupero, tutela e messa in sicurezza del patrimonio storico-scientifico presente all’interno
-che l’associazione A.S.Co.T., costituita da ex docenti e allievi dell’ITIS Baldracco, ha da anni avviato un percorso di tutela e valorizzazione dell’edificio e del patrimonio ivi custodito, proponendo la creazione di un polo museale, archivistico e formativo dedicato alla tradizione conciaria torinese;
che il 5 dicembre 2022 il Ministero della Cultura ha comunicato ad A.S.Co.T. l’avvio di una valutazione preliminare sull’eventuale apposizione di un vincolo culturale sull’edificio e sui beni presenti;
-che l ’Istituto Baldracco, se recuperato e trasformato in un Museo potrebbe essere inserito nei percorsi turistici e didattici della Città di Torino e del Piemonte dando pregio anche al luogo in cui è sito
E IMPEGNIAMO Il Presidente della Circoscrizione 7 a prendere in considerazione quanto richiesto e:
1. a farsi parte attiva presso le Istituzioni preposte AFFINCHE’ SI PROCEDA CON LO SGOMBERO della palazzina ed il contestuale riconoscimento delle persone occupanti;
2. ad attivarsi perché, col coinvolgimento del Ministero dell’Istruzione, l’ex istituto Baldracco possa essere trasformato in Museo con la partecipazione dell’Associazione ASCOT e possa essere così inserito nei percorsi turistici e didattici della Città di Torino e del Piemonte dando pregio e riqualificazione alla zona circostante.
SPERIAMO CHE QUESTO ODG VENGA VOTATO ALL’UNANIMITA’ DA TUTTO IL CONSIGLIO

Patrizi Alessi

Più di 100mila visitatori per la mostra di Chiharu Shiota al MAO

La mostra di Chiharu Shiota al MAO – Museo d’Arte Orientale ha fatto registrare numeri eccezionali, superando i centomila visitatori in 107 giorni di apertura.

Inaugurata il 22 ottobre, The Soul Trembles ha raggiunto in meno di quattro mesi l’importante traguardo dei 100.000 ingressi, stabilendo un primato assoluto nella storia espositiva del museo.

Inserita nel calendario culturale della Fondazione Torino Musei, la mostra ha attirato in media circa 5.000 persone a settimana, con un’impennata fino a 15.000 presenze durante le festività natalizie. Un risultato che testimonia la solidità della proposta culturale e il rinnovamento dell’approccio museologico del museo torinese, oggi capace di coniugare rigore scientifico, visione culturale e dialogo efficace con il pubblico contemporaneo.

L’esposizione ha trasformato in modo incisivo gli ambienti di Palazzo Mazzonis, mettendo in relazione le installazioni dell’artista con le opere della collezione permanente. Questo progetto rappresenta l’esito di un percorso quadriennale attraverso cui il museo ha sperimentato nuove modalità espositive e performative, ridefinendo profondamente la propria offerta culturale e intercettando un pubblico sempre più giovane e sensibile.

La personale dedicata all’artista giapponese si distingue per la forza espressiva con cui affronta temi universali come identità, relazioni, vita e morte, toccando la dimensione più fragile e intima dell’esperienza umana. Un progetto capace di attrarre visitatori eterogenei e di ampliare in modo significativo la platea tradizionale.

Accanto ai frequentatori abituali, agli abbonati e agli appassionati d’arte, si è registrato infatti un incremento rilevante nella fascia 20-29 anni, oltre a una maggiore partecipazione di persone non abitualmente interessate alle mostre e di numerose scolaresche.

Il successo si è esteso anche alla sfera digitale: la community online del museo è cresciuta costantemente, con un aumento degli iscritti alla newsletter e un rafforzamento della presenza sui social. In particolare, la visibilità organica su Facebook e Instagram ha conosciuto un significativo incremento, segnale di un coinvolgimento più ampio e continuativo.

Per un’istituzione considerata di nicchia come il MAO, questo risultato appare ancora più significativo: il progetto espositivo di Chiharu Shiota ha saputo comunicare con efficacia, unendo profondità artistica e culturale a un linguaggio di forte impatto, nel senso più autentico e positivo del termine “pop”.

Mara Martellotta

Attivati 35 gruppi di ricerca per trovare donna scomparsa

Sono stati attivati nell’Alessandrino 35 gruppi di ricerca per trovare una donna di 75 anni di cui non si hanno notizie da sabato quando si è allontanata dalla propria casa a Bassignana.

I Vigili del fuoco comunicano che le attività hanno interessato l’alveo e le sponde dei fiumi Tanaro e Po, per 18 chilometri, con l’impiego di  3 imbarcazioni, il personale TAS (Specialisti in Topografia Applicata al Soccorso), il nucleo droni e l’elicottero Drago della Direzione Regionale Piemonte, piu’ numerosi volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa.

L’automotive europeo scricchiola, Torino paga il prezzo più alto

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L’appello lanciato da IndustriAll Europe ai 27 Stati membri dell’Unione Europea riporta al centro del dibattito la necessità di una politica industriale più solida e coordinata per il settore automobilistico. Secondo la federazione sindacale europea, l’automotive non sta attraversando una semplice fase ciclica negativa, ma una trasformazione profonda che rischia di tradursi in perdita strutturale di capacità produttiva, occupazione e competenze industriali. Per questo motivo viene chiesto ai governi nazionali e alle istituzioni comunitarie di adottare strumenti più incisivi, capaci di sostenere la domanda, rafforzare la filiera e garantire che la transizione ecologica non si trasformi in un arretramento industriale per l’Europa.

Il comparto automobilistico rappresenta uno dei pilastri economici del continente: contribuisce in modo significativo al PIL europeo e impiega milioni di lavoratori tra produzione diretta e indotto. Tuttavia, negli ultimi anni la produzione è diminuita sensibilmente rispetto ai livelli precedenti alla pandemia, mentre la concorrenza globale si è fatta più aggressiva. I costruttori asiatici e statunitensi beneficiano di politiche pubbliche fortemente orientate al sostegno dell’industria nazionale, di costi energetici spesso inferiori e di filiere integrate che consentono economie di scala più rapide, soprattutto nel campo delle batterie e delle tecnologie per l’elettrico. L’Europa, impegnata nella realizzazione degli obiettivi ambientali del Unione Europea, si trova così a dover conciliare la decarbonizzazione con la salvaguardia della propria base manifatturiera.

Uno dei nodi centrali riguarda proprio la transizione verso l’elettrico. L’adeguamento degli impianti, la riconversione delle linee produttive e la formazione del personale richiedono investimenti ingenti. Allo stesso tempo, la domanda interna non cresce con la velocità prevista: i prezzi delle auto elettriche restano elevati per molte famiglie e imprese, e l’incertezza economica frena gli acquisti. In questo contesto, IndustriAll Europe propone interventi mirati come incentivi strutturali alla sostituzione del parco circolante, programmi di leasing sociale per rendere più accessibili i veicoli a basse emissioni e politiche di appalto pubblico che privilegino la produzione realizzata in Europa. L’obiettivo è evitare che la trasformazione tecnologica si traduca in una dipendenza crescente da fornitori extraeuropei.

Le difficoltà del settore emergono con particolare evidenza in Italia e soprattutto a Torino, città che per oltre un secolo ha incarnato il cuore dell’industria automobilistica nazionale. Il capoluogo piemontese e il suo territorio stanno vivendo una fase delicata: la riduzione dei volumi produttivi, la riorganizzazione delle grandi aziende e la pressione sulla componentistica hanno generato incertezza diffusa. La filiera locale, composta da piccole e medie imprese altamente specializzate, risente in modo diretto delle scelte dei grandi gruppi multinazionali e della volatilità del mercato globale. Quando gli stabilimenti rallentano o riconvertono, l’impatto si estende rapidamente all’indotto, con effetti sull’occupazione e sul tessuto sociale.

Il caso torinese è emblematico di un problema più ampio: senza una strategia industriale chiara e condivisa a livello europeo, le aree a forte vocazione manifatturiera rischiano di perdere centralità. Le richieste di tavoli di crisi e di interventi straordinari da parte delle organizzazioni sindacali testimoniano la preoccupazione per il futuro di migliaia di lavoratori e per la tenuta di competenze costruite in decenni di esperienza. La sfida non è soltanto ambientale, ma anche geopolitica e sociale: mantenere in Europa la capacità di progettare e produrre veicoli significa preservare autonomia tecnologica, innovazione e occupazione qualificata.

L’appello di IndustriAll Europe, dunque, non si limita a rivendicare misure di emergenza, ma sollecita una visione di lungo periodo. Servono politiche coordinate tra i 27 Paesi, investimenti comuni nelle tecnologie strategiche, sostegno alla domanda e strumenti che assicurino una concorrenza equa con i grandi player internazionali. Per territori come Torino, dove l’automotive è parte dell’identità economica e sociale, le decisioni che verranno prese nei prossimi anni saranno decisive. Senza interventi mirati e una governance europea più determinata, il rischio è che la transizione si traduca in una contrazione industriale; con scelte coraggiose e coerenti, invece, potrebbe diventare l’occasione per rilanciare l’intero comparto su basi nuove e più sostenibili.

Il museo di anatomia umana Luigi Rolando

Tra i reperti i calchi del cranio di  Napoleone Bonaparte e Raffaello Sanzio

Situato a pochi passi dal Parco Valentino, in zona San Salvario a Torino, il Museo di Anatomia Umana offre una interessante collezione di riproduzioni del corpo umano in carta pesta, cera, ma anche reperti originali, grazie a diverse e generose  donazioni. L’area espositiva si sviluppa in una stanza unica ampia e  lunga dove si respira l’aria ottocentesca del positivismo torinese e di una scienza che tra meta’ e fine del 1800 trova il suo apice anche attraverso le prime esposizioni che avvengono nel Palazzo dei Regi Musei (oggi Museo Egizio e Accademia delle Scienze). A fine secolo le collezioni, ulteriormente arricchite, vengono spostate presso l’Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista per essere trasferite definitivamente nella sede attuale in via Massimo D’azeglio 52. Luigi Rolando docente di Anatomia presso l’universita’ di Torino viene coinvolto nell’attivita’ del museo grazie anche alle sue competenze di ceroplastica che trasmettera’ai tecnici modellatori che si occuperanno per il museo delle riproduzioni di alcuni organi del corpo umano.


I percorsi espositivi
, oltre all’ anatomia umana, affrontano temi come la criminologia, la biodiversità, le differenti culture del mondo, la storia della scienza e la vita degli scienziati torinesi nell’Ottocento, un approccio multidisciplinare molto utile alla comprensione da parte di chi non conosce la materia e un ottimo approfondimento per chi, invece, e’ piu’ avvezzo a questi argomenti scientifici.

Il museo ripropone volutamente l’atmosfera di quel passatostorico con teche, vetrine e mobili originali, che, seppur limitanti e vecchie a livello espositivo, regalano una suggestione affascinante del mondo scientifico ottocentesco, a tratti cupo. Il materiale e’molto interessante e istruttivo, ma per la particolarita’ dei temi  trattati e soprattutto per l’approccio che vede una fedele ricostruzione dei vari organi del corpo umano potrebbe risultareun po’ inquietante, quindi e’ meglio prepararsi.

 

Alcune collezioni, non ancora restaurate, come quella strumentaria medica, sono incluse in futuri progetti  espositivi; al momento sono in vetrina esempi anatomici in cera, da poco riqualificati,  preparati a secco e in liquido, la raccolta craniologica e quella frenologica con calchi in gesso di crani di personaggi famosi come Raffaello Sanzio, Napoleone Bonaparte, il Principe di Talleyrand, il Conte di Cavour, Goffredo Mameli, Vincenzo Bellini, oltre a criminali famosi, come Giorgio Orsolanodetto “la iena di San Giorgio”.

Molto apprezzabile l’impegno di creare dei servizi educativi per gli studenti di ogni eta’, dall’infanzia alle scuole superiori, con laboratori e visite guidate specifiche e adattate con l’obiettivo di ampliare la conoscenza e approfondire questa materia, a moltissimi ignota.

Torino si conferma la citta’ dei musei, preziosi, differenti, utili e arricchenti. Una citta’ che offre ai suoi cittadini e a chi la visita un tesoro formidabile di arte, storia e cultura.

MARIA LA BARBERA

https://www.museoanatomia.unito.it/info/biglietti-orari/

La compagnia Orsini porta in scena “Pasticceri, io e mio fratello Roberto”

 

Per la stagione di Fertili Terreni Teatro a San Pietro in Vincoli

Per “Iperspazi”, la stagione 2025-2026 di Fertili Terreni Teatro, a San Pietro in Vincoli, venerdì 27 e sabato 28 febbraio prossimi, alle ore 19, andrà in scena “Pasticceri, io e mio fratello Roberto”, una produzione della compagnia Orsini, di e con Roberto Abbiati e Leonardo Capuano.
Lo spettacolo è programmato in collaborazione con Piemonte dal Vivo nell’ambito del progetto “Cortocircuito” ed è adatto a un pubblico maggiore di 14 anni. Dopo più di vent’anni di repliche, imperversa ancora nei teatri italiani “Pasticceri, io e mio fratello Roberto”, divertente commedia con tanto di meravigliosi dolci preparati in tempo reale; per ogni replica si consuma non meno di un kilo e mezzo di zucchero, con protagonisti due fratelli gemelli pasticceri che, come Cyrano e Cristiano, aspettano la loro Rossana, e vivono l’attesa nella loro pasticceria. Uno ha i baffi, l’altro no; uno balbetta e l’altro parla in scioltezza, e all’interno di un rapporto simbiotico attraversato da piccole e grandi tensioni, come da inaspettate tenerezze, l’uno crede che la crema pasticcera sia delicata, meravigliosa e bionda come una donna, mentre l’altro conosce la poesia, i poeti e i loro versi, arrivando a declamarli, come chi non ha altro modo per parlare. Fronte e retro di una medesima medaglia, tra di loro complementari, a tal punto che a immaginarli abbracciati sembrerebbero le due metà di un unico insieme. L’uno è convinto che le bignoline siano esseri viventi fragili e indifesi, l’altro che vadano prodotte in serie e vendute, pena la mancata sopravvivenza economica per entrambi. Il laboratorio di pasticceria in cui trascorrono le loro giornate è la loro casa, microcosmo e campana di vetro per rifugiarsi dalle brutture del mondo esterno, dove l’orologio si è fermato alle 4 di mattina tra pasta sfoglia leggera come una nuvola e cioccolata sfusa, pan di Spagna e meringhe come neve, ma anche frittura araba, torta russa, biscotti alle mandorle e bavarese: vivono di notte e le loro creazioni sono piccole opere d’arte, realizzate ascoltando alla radio tanta musica, in grado di renderli ancora più simili e di avvicinarli e distrarli, fosse anche solo per un attimo, dal loro essere artigiani di dolci creazioni.

Biglietti: 13 euro intero, se acquistato online – 15 euro in cassa la sera dell’evento – 11 euro ridotto, se acquistato online, 13 euro in cassa la sera dell’evento. Resta la possibilità di lasciare il biglietto sospeso tramite donazione online, satispay, e di entrare gratuitamente per alcuni under 35 grazie ai biglietti messi a disposizione attraverso la collaborazione con Torino Giovani. Biglietti acquistabili sul sito www.fertiliterreniteatro.com

Spettacolo in scena venerdi 27 e sabato 28 febbraio alle ore 19, presso San Pietro in Vincoli

Mara Martellotta

 Palazzina di Caccia di Stupinigi: “A tavola con la Regina”

Venerdì 27 febbraio , alle ore 16, si terrà un incontro nelle cucine della Palazzina di Caccia di Stupinigi dal titolo “A tavola con la Regina. I menù di Margherita”, per raccontare miti gastronomici e rituali di corte all’epoca della prima regina d’Italia.
Dalla pizza più famosa d’Italia ad un gesto sorprendentemente informale come mangiare il pollo con le dita. L’appuntamento dal titolo “A tavola con la regina. I menù di Margherita” trasporta i visitatori in un percorso che intreccia curiosità gastronomiche a gusto personale e rituali conviviali di fine Ottocento, restituendo un ritratto vivace e inedito della sovrana.
Il riferimento più celebre è quello alla pizza Margherita, tradizionalmente legato alla visita della regina a Napoli nel 1889; pomodoro, mozzarella e basilico, i colori della bandiera italiana, divennero non soltanto una ricetta, ma anche un simbolo capace di unire cultura popolare e immagine istituzionale.
Si tratta di un episodio entrato nell’immaginario collettivo che testimonia come  la tavola potesse trasformarsi in strumento di comunicazione politica e culturale.

Accanto al mito gastronomico emerge il gusto personale della regina Margherita, orientato verso preparazioni eleganti e armoniose, con una particolare predilezione per i dolci e l’estetica del piatto, oltre al racconto di aneddoti curiosi, come quello che la vede gustare il pollo con le dita, rompendo l’etichetta formale di corte e restituendo un’immagine più umana e autentica della sovrana.
Porcellane pregiate, argenteria, centrotavola floreali e una mise en place studiata nei minimi dettagli rendevano la tavola un vero e proprio palcoscenico in cui sapore e bellezza dialogavano per esprimere modernità e prestigio. L’incontro offrirà la possibilità di compiere un viaggio tra tradizione, rappresentanza e creatività, attraverso l’analisi dei menù storici, delle abitudini alimentari e delle cerimonie ufficiali e private, rivelando come la tavola fosse non soltanto un luogo di consumo di cibo, ma spazio simbolico di relazione, diplomazia e costruzione dell’immagina pubblica della monarchia, specchio dei gusti e delle trasformazioni sociali di un’epoca.

“A tavola con la regina. I menù di Margherita” rappresenta la prima delle quattro conferenze del ciclo “Margherita a Stupinigi e il suo tempo”, che narra il gusto, le passioni e il ruolo della prima regina d’Italia nella cultura del suo tempo, in occasione del centenario della morte della regina più moderna d’Italia.

Palazzina d Caccia di Stupinigi

Piazza Principe Amedeo 7 Stupinigi- Nichelino ( Torino)

La conferenza e la visita sono comprese nel biglietto d’ingresso

Giorni e orari di apertura: da martedì a venerdì 10-17.30 ( ultimo ingresso ore 17), sabato, domenica e festività 10-18.30 (ultimo ingresso ore 18)

Biglietteria 0116200634

stupinigi@ biglietteria.ordinemauriziano.it

Mara  Martellotta

Carmagnola, nuova vita per la biblioteca civica

“Spesso ci si chiede cosa fa concretamente l’Unione Europea per i cittadini. Oggi possiamo constatare quello che la coesione e la concertazione nei territori possono ottenere in termini di sostegno finanziario comunitario”: lo ha sottolineato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo intervenendo alla cerimonia di riapertura ufficiale al pubblico della biblioteca civica Rayneri-Berti di via Valobra 102 a Carmagnola. La struttura è stata completamente rifunzionalizzata, fa parte della rete BI.TO-Biblioteche Integrate del Torinese e, come ha precisato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo “rappresenta un importante tassello del più ampio PUI-Piano Urbano Integrato ‘Carmagnola 4I – Inclusivo, Integrato, Innovativo, Insieme’, finanziato con 6 milioni di euro finalizzati alla rigenerazione urbana, con la ristrutturazione e l’efficientamento energetico di tre fabbricati comunali di grande valenza storica e culturale: Palazzo Lomellini, la chiesa di San Filippo e, appunto, la biblioteca”. Il PUI viene attuato dalla Città metropolitana di Torino, che ha selezionato l’intervento presentato dal Comune di Carmagnola, soggetto sub-attuatore, nell’ambito del bando rivolto ai Comuni del territorio metropolitano.

All’inaugurazione della biblioteca hanno partecipato la Sindaca di Carmagnola Ivana Gaveglio, il Vicesindaco Alessandro Cammarata(che ha seguito da vicino l’iter amministrativo e progettuale dei lavori), il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il Presidente del Consiglio Regionale Davide Nicco, le Consigliere regionali Giovanna Pentenero e Laura Pompeo. Madrina e testimonial dell’evento l’atleta paralimpica dell’handbike e dello sci nordico Francesca Fenocchio, a testimonianza dei valori di accessibilità, inclusione e partecipazione che caratterizzano il progetto, inserito in una strategia di rigenerazione urbana più ampia. Le persone che si spostano in carrozzina tra i diversi piani della biblioteca di Carmagnola hanno ad esempio a disposizione un montascale il cui acquisto è stato finanziato dalla Fondazione Martoglio.