POLITICA
Leggi l’articolo su l’identità:
Meloni replica a Schlein: “Da me nessun insulto, niente scuse”
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Meloni replica a Schlein: “Da me nessun insulto, niente scuse”
“L’Unione Sindacale Italiana Carabinieri esprime il proprio compiacimento e il più vivo plauso per la brillante operazione di servizio portata a termine il 24 febbraio dai militari della Compagnia Carabinieri di Mondovì. L’attività investigativa, culminata con l’esecuzione di misure cautelari e numerose perquisizioni, ha consentito di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale dedito al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti nel territorio monregalese, accertando come l’attività illecita generasse profitti per centinaia di migliaia di euro al mese.
I risultati ottenuti testimoniano ancora una volta l’elevata professionalità e lo spirito di sacrificio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Cuneo e, in particolare, della Compagnia di Mondovì. Contrastare il traffico di droga significa proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione e restituire sicurezza e legalità alle nostre comunità.
Questi successi non sono frutto del caso, ma derivano da un monitoraggio costante del territorio e da una dedizione che spesso va oltre il dovere istituzionale, nonostante le persistenti carenze di organico e i carichi di lavoro sempre più gravosi. USIC continuerà a essere al fianco dei colleghi che operano quotidianamente in prima linea, affinché il loro impegno e la loro sicurezza restino sempre una priorità”. Così, in una nota, Leonardo Silvestri, Segretario Generale Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC).

Nella seduta di ieri del Consiglio Comunale, l’Amministrazione Comunale di Ozegna, guidata dal Sindaco Federico Pozzo, ha votato favorevolmente la mozione presentata da Coldiretti relativa all’eliminazione del codice doganale che consente di attribuire l’origine di un prodotto in base all’ultimo trattamento sostanziale effettuato.
La proposta punta a superare un meccanismo che oggi può generare scarsa trasparenza sull’effettiva provenienza dei prodotti agroalimentari, con ricadute sia sulla tutela dei consumatori sia sulla corretta valorizzazione del vero Made in Italy.
«Abbiamo scelto di sostenere convintamente questa mozione – dichiara il Sindaco Federico Pozzo – perché riteniamo fondamentale garantire maggiore chiarezza sull’origine dei prodotti, tutelare la salute dei cittadini e difendere il lavoro dei nostri agricoltori. L’agricoltura è un pilastro della nostra identità e della nostra economia. Salvaguardare il Made in Italy significa proteggere qualità, sicurezza alimentare e benessere per tutti».
Il Consigliere regionale Sergio Bartoli, nonché Consigliere comunale del Comune di Ozegna, ha votato favorevolmente la mozione, condividendone pienamente contenuti e finalità. In qualità di rappresentante in Regione, si è inoltre impegnato a portare la proposta ai tavoli di lavoro regionali affinché possa essere sostenuta, valorizzata e promossa anche a livello piemontese.
Il Comune di Ozegna si pone così tra i primi in Piemonte ad aver approvato formalmente questa mozione, ribadendo la propria attenzione verso un settore strategico per il territorio.
Con questo voto, l’Amministrazione Comunale conferma il proprio impegno a fianco del mondo agricolo, a sostegno della trasparenza, della qualità delle produzioni e della difesa delle eccellenze locali.

Il clima irrespirabile, oggi si direbbe tossico, che si è creato attorno al referendum di fine marzo mi induce a richiamare da studioso tutti i contendenti all’equilibrio e alla moderazione. Urlando, le idee non ne escono rafforzate, ma indebolite. Chi scrive voterà sì ed ha spiegato da tempo perché ha fatto questa scelta in assoluta indipendenza. Ho partecipato in modo molto intenso alla campagna referendaria contro l’abrogazione del divorzio nel 1974 a fianco di Marco Pannella. Era un referendum che contrapponeva anche Chiesa e Stato e toccava valori etici e interessi materiali. Posso testimoniare che mai il referendum rasentò livelli così aspri e nel contempo così bassi come l’attuale.


Una consigliera di circoscrizione è stata appellata come “la bionda” da un collega poco elegantemente. Lui si è giustificato, dicendo che non si ricordava il suo nome, ma la consigliera ha considerato “sessista” il termine bionda, dimenticando che l’aggettivo ha anche la sua versione maschile. Vada per il consigliere che parla della fellatio di una collega consigliera con termine usato dal volgo, anche se il consigliere sessista dicono essere laureato. Ma il colore dei capelli, anche quando siano tinti, non può essere un’offesa.

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Dopo le trionfali dichiarazioni dell’assessore Marnati di inizio gennaio, quelle in cui si diceva tra l’altro che “le molecole di carbonio” a Torino sono “meno tossiche”, l’inquinamento torna a farsi sentire: a Torino è di nuovo semaforo rosso per i diesel Euro 5, l’aria non è “accettabile”, con sforamenti stabili oltre i 35μg/m³ di pm2.5 e oltre i 50 per il pm10 per quasi una settimana intera. Limiti che l’Unione Europea ha stabilito che saranno maggiormente abbassati e stringenti per tutelare la salute pubblica e che il Piemonte e l’Italia non riusciranno a rispettare. Lo ha detto chiaramente due settimane fa il Direttore Arpa Piemonte Secondo Barbero che rispettare i nuovi limiti in soli cinque anni sarà “molto difficile. Con il trend di miglioramento in corso è praticamente impossibile” e che per raggiungere i nuovi livelli “dipenderà dalle risorse economiche disponibili e dalla capacità di implementare le tecnologie necessarie”.
Sullo sfondo di tutto questo si staglia lo spettro del 1° ottobre 2026, data entro la quale bisognerà aver trovato misure compensative per evitare il blocco dei diesel Euro 5: misura introdotta proprio dalla Regione Piemonte, poi rinviata una prima volta con un intervento in extremis dal Governo, e poi la scorsa estate modificata ancora una volta dal Governo introducendo la possibilità appunto di introdurre “misure compensative”, che però non si capisce bene quali siano e che effetto avranno. In poche parole, per scongiurare il blocco – che la destra in consiglio regionale aveva trionfalmente salutato con tanto di cartelli propagandistici al momento dell’approvazione della norma nazionale – siamo ancora in alto mare.
Avevo chiesto con tre interrogazioni depositate a inizio settembre in che modo le misure presentate nella conferenza stampa di Cirio e Marnati di inizio agosto – dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale a quello dei biocarburanti all’introduzione di sistemi filtranti – consentissero di compensare le emissioni dei diesel Euro 5: a sei mesi di distanza, e quindi con clamoroso ritardo rispetto ai tempi previsti dal Regolamento, le uniche risposte ottenute sono delle stime ipotetiche relative all’utilizzo di biocarburante e il fatto che gli spostamenti degli studenti universitari che beneficiano della misura Piemove incidano soltanto per una media del 4% sul totale della mobilità urbana. Dato che conferma il fatto che tale misura andrebbe estesa a tutti gli under 26, come abbiamo in più occasioni richiesto e come aveva promesso la stessa maggioranza, per avere una reale incidenza sul taglio delle emissioni, che oggi si ferma infatti a una riduzione di meno dello 0,5% sia per quanto riguarda il particolato che gli ossidi di azoto: su questa estensione però abbiamo ricevuto risposta negativa da parte della Giunta.
Un po’ pochino, per la Regione con l’aria più inquinata d’Italia
Attendiamo di sapere quali saranno gli esiti della “Struttura speciale” istituita nel mese di agosto, che sta lavorando “senza oneri aggiuntivi” a queste miracolose misure compensative. Si porrà poi un altro problema, ovvero con che risorse attuarle, visto che il Ministro Pichetto Fratin con la Finanziaria 2026 ha tagliato del 75% il fondo per migliorare la qualità dell’aria in Pianura padana, la zona più inquinata d’Europa secondo l’Agenzia europea dell’ambiente (Eea). Le risorse del Fondo per il finanziamento di specifiche strategie di intervento volte al miglioramento della qualità dell’aria passeranno così da 320 milioni di euro a soli 80 milioni nel triennio 2026-2028. Come pensano di far fronte Cirio e Marnati a quest’ennesimo sgambetto da parte del Governo Meloni al Piemonte e ai suoi cittadini, la cui salute è messa rischio dall’aria che respirano?
Il progetto della Compagnia Elefthería tra impegno civile e scena contemporanea
Prosegue il percorso della Compagnia Elefthería dedicato a Lo stupro di Sa’dallah Wannus, tra i testi più intensi e controversi del teatro arabo contemporaneo. Dopo il primo incontro già realizzato nelle scorse settimane, il progetto entra nel vivo con un nuovo appuntamento pubblico a Torino e con il debutto teatrale tra Torino e Milano.
Scritto nella seconda metà del Novecento, Lo stupro affronta il conflitto palestinese attraverso una struttura drammaturgica che indaga la violenza politica, le dinamiche di potere e la quotidianità dell’occupazione. L’opera si colloca tra i testi più significativi della drammaturgia mediorientale e rappresenta uno dei momenti centrali della ricerca di Wannus, figura chiave nel rinnovamento del teatro arabo moderno. La sua scrittura intreccia teatro epico, tensione civile e analisi critica della realtà storica, concependo la scena come spazio di interrogazione collettiva.
Portare oggi questo testo sulle scene italiane significa confrontarsi con questioni di forte attualità internazionale, ma anche con temi universali: la violenza come strumento politico, la memoria collettiva, il ruolo della cultura come forma di resistenza.
Un elemento fondamentale del progetto è la traduzione italiana firmata da Monica Ruocco, che rende accessibile al pubblico europeo un’opera complessa per stratificazioni simboliche e riferimenti storici. In questo caso, la traduzione non è soltanto un passaggio linguistico, ma un atto di mediazione culturale capace di restituire contesti e profondità.
Il prossimo appuntamento pubblico si terrà il 17 marzo 2026 alle ore 18.30 presso la Libreria Belgravia. L’incontro sarà dedicato alla presentazione del progetto teatrale e a letture sceniche di estratti dell’opera, interpretate da Claudio Destino e Federica Tucci. In dialogo con l’iniziativa, la libreria proporrà una selezione di letteratura palestinese, offrendo un ulteriore percorso di approfondimento aperto alla cittadinanza.
Il progetto approderà poi in teatro con due date ufficiali: il 3 aprile 2026 alle ore 21.00 al Teatro Astra e il 10 aprile 2026 alle ore 21.00 al Politeatro. Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia Elefthería con la regia di Claudio Destino e Federica Tucci. L’apertura della biglietteria online sarà comunicata nei prossimi giorni attraverso i canali ufficiali della compagnia e le principali piattaforme di ticketing.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione della drammaturgia araba contemporanea e punta alla circuitazione nazionale nella prossima stagione teatrale, consolidando il dialogo con pubblico e operatori culturali. È inoltre prevista una valorizzazione editoriale del testo, affinché l’opera possa continuare a circolare oltre la dimensione performativa.
Il progetto è sostenuto anche attraverso una campagna di crowdfunding:
https://eleftheria.s2.yapla.com/it/campaign-14165
Lori Barozzino
Molteplici e varie iniziative articolate su quasi tutto il mese di marzo
Da giovedì 5 a venerdì 20 marzo
Chieri (Torino)
“Le donne sono veicolo di particolare efficacia per l’integrazione e la pace … Il mondo sarà migliore con il forte protagonismo della saggezza e dell’equilibrio delle donne”. E’ uno stralcio di discorso, dedicato alla “nobiltà” della figura femminile a firma niente meno che del nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cui vogliono fare riferimento (riportandole in toto nella specifica nota stampa) Antonella Giordano e Vittoria Moglia, rispettivamente assessore alla “Cultura” e alle “Politiche sociali” dell’“Amministrazione chierese”, presentando le tante iniziative organizzate, nella città collinare, in occasione dell’ “8 Marzo – Giornata Internazionale della Donna”. “Il ricco calendario di iniziative programmate – affermano Giordano e Moglia – dimostra l’attenzione e l’impegno della Città di Chieri sul tema, un impegno che va oltre la ricorrenza simbolica dell’ ‘8 Marzo’ e diventa occasione concreta per promuovere consapevolezza, cultura del rispetto e delle pari opportunità”. Per quasi un mese, la tradizionale celebrazione (globalmente ufficializzata dall’“ONU”, come “Giornata internazionale per i diritti delle donne”, nel 1977), sarà infatti articolata a Chieri in una fitta serie di conferenze, eventi e presentazioni di libri e mostre che prenderanno avvio giovedì 5 marzo e si protrarranno fino a venerdì 20 marzo. 
A dare il via alla programmazione, giovedì 5 marzo (ore 17), nella “Sala conferenze” della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” (via Vittorio Emanuele II, 1) sarà la giornalista e scrittrice torinese Carola Vai, presentando il suo recente libro “Filomena Nitti e il Nobel negato”, edito da “Rubettino” nel 2025. Filomena Nitti (Napoli, 1909-Roma 1994) scienziata e moglie di Daniel Bovet, venne esclusa dal “Nobel per la Medicina” ricevuto dal marito nel 1957, nonostante la sua preziosa collaborazione. Carola Vai ripercorre nel libro il cammino di una donna dalla volontà di ferro, caparbia, ambiziosa, instancabile e con una passionalità indomita, la cui esistenza fu intrecciata a eventi storici che influenzarono la sua realtà e quella di tante altre donne dell’epoca. A dialogare con lei, sarà l’assessore alla “Cura della Città”, Biagio Fabrizio Carillo.
Venerdì 6 marzo (ore 16), presso il “Parco Falcone e Borsellino”, in via Giovanni XXIII, la “FIDAPA di Pino-Chieri” organizza l’evento “#OurStoryisOne”, dedicato alle donne vittime innocenti del regime iraniano, in particolare donne di religione “Bahai” e dedicherà altre due piante (accanto a quelle già dedicate in passato e fornite dal “Comune” di Chieri”) alle 10 donne di religione “Bahai” impiccate in Iran. Dopo la piantumazione, presso i locali del “Ristorante ex-Mattatoio” si svolgerà il Convegno dedicato a tutte le vittime e all’approfondimento della situazione della repressione in Iran, soffermandosi in particolare sulla condizione delle donne.
La “Sala Conferenze” della Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone” sarà ancora al centro della conferenza “Donne: diritti senza frontiere. Voci globali”, in agenda sabato 14 marzo e organizzata dal “Forum Donne Movimento del Chierese”, dalle 15 alle 18, con interventi e testimonianze provenienti da numerosi Paesi del mondo, quali Afghanistan, Moldavia, Palestina, Sud America, Nord Europa, Iran e Cina. Inoltre, da sabato 7 a sabato 14 marzo, sempre nello spazio espositivo della “Biblioteca Civica” sarà allestita la mostra “a tema femminile” del fotoreporter Giò Palazzo.
In occasione delle celebrazioni dell’ “80° anniversario” del primo voto delle donne nelle “elezioni per la Costituente”, nel “referendum istituzionale” e nelle “consultazioni politiche e comunali” del 1946, un’altra interessante mostra sarà ospitata nella “Sala Studio Roccati”, sempre all’interno della “Biblioteca Civica”. Dal titolo “Torino 1946 – 2026. Ottant’anni dal primo voto delle donne” e promossa dalla “Città Metropolitana” di Torino, l’esposizione celebra, da lunedì 16 a lunedì 23 marzo (in orario 9 – 19) il traguardo storico del 1946, quando le cittadine italiane parteciparono per la prima volta alla vita democratica del Paese. Attraverso 12 “pannelli fotografici”, la mostra racconta non solo un atto politico, ma una vera rivoluzione sociale. Le immagini provengono dall’archivio “La Bottega del Ciabattino” di Franco Senestro, un tesoro di negativi salvato dalla chiusura della “Gazzetta del Popolo” e che per la loro qualità e autenticità hanno ispirato la ricostruzione storica del film di successo di Paola Cortellesi, “C’è ancora domani”.
E, in chiusura del fitto programma, venerdì 20 marzo (ore 17 – 19), il Centro antiviolenza “InRete” organizza, ancora in “Biblioteca”, l’incontro con l’artista visuale e scrittrice varesina Chiara Ceddia, che presenterà il volume “Se potremo impedire a un cuore di spezzarsi”, in cui la forza dei ritratti femminili abilmente s’intreccia alla potenza della parola scritta.
Nelle foto: “Torino 1946-2026”; Cover “Filomena Nitti e il Nobel negato”; Chiara Ceddia
In merito alle dichiarazioni del Presidente della FNOMCeO pubblicate sulla stampa nazionale, nelle quali la vicenda del piccolo Domenico viene richiamata nel dibattito sull’evoluzione delle competenze infermieristiche, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Torino esprime una ferma e profonda contrarietà.
«Associare un grave e doloroso fatto di cronaca alla discussione sulle nuove lauree specialistiche infermieristiche rappresenta una strumentalizzazione inaccettabile – dichiara il Presidente di OPI Torino, Ivan Bufalo –. Si tratta di un caso circoscritto, ancora oggetto di accertamenti, che non può essere utilizzato per distogliere l’attenzione sulla propria categoria professionale insinuando un rischio sistemico per sminuire le capacità professionali dell’intera categoria degli infermieri.»
Si è concluso da alcune settimane il progetto di educazione alla legalità denominato “Legalità on Air a Carmagnola” promosso dal Comune di Carmagnola, in collaborazione con Avviso pubblico, Enti locali e Regioni contro le mafie e corruzione e Libera Radio, testata della cooperativa sociale Open Group di Bologna.
L’iniziativa è rientrata nel programma del mese della Legalità e nella rassegna “Però parlatene. Raccontare la legalità per costruire consapevolezza” che lo scorso mese di novembre ha coinvolto la città con spettacoli, incontri pubblici, attività formative rivolte alle scuole. Nei mesi di novembre e dicembre 2025 il progetto ha coinvolto circa 250 studenti, dalle scuole primarie alle secondarie di secondo grado, ed ha avuto come fil rouge la storia di Peppino Impastato.
Il percorso didattico e radiofonico ha preso le mosse dal reading crossmediale di Libera Radio intitolato “Felicia, madre e ribelle”, rappresentato nell’Auditorium della Scuola Baldessano Roccati di Carmagnola.
Sono state prodotte 35 puntate, sotto la guida dell’autore radiofonico Federico Lacche, di un grande podcast, per lo più ispirate al reading e dedicate alla breve vita di Peppino Impastato e alle vicende della vita dell’indomabile madre Felicia Bartolotta.
Di qui le puntate su altre femmine ribelli, come Franca Viola e Rita Atria, quindi su Capaci, via d’Amelio e sui magistrati che hanno reinterpretato l’antimafia, sulla loro immensa e assai poco valorizzata contemporaneità. La narrazione ha anche riguardato Piersanti Mattarella, gli agenti delle scorte uccisi in servizio, i diritti umani e civili, a partire da Radio Aut di Peppino, le Radio libere italiane, le dipendenze e le ecomafie.
Gli studenti e le studentesse di Carmagnola hanno anche spiegato le mafie con ricerche e riflessioni sulla natura e le attività che caratterizzano i sistemi criminali, le loro rappresentazioni cinematografiche e televisive. Del tutto originali le puntate dedicate al magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino nel 1983, grazie all’incontro dei ragazzi con le emozionanti testimonianze della figlia Paola e della nipote Martina Fracastoro.
“Il progetto Legalità on Air rappresenta uno dei risultati più significativi del percorso avviato con la rassegna “Però Parlatene”- hanno affermato il sindaco di Carmagnola Ivana Gaveglio e il Vicesindaco Alessandro Cammarata – confermando il valore dell’educazione, della partecipazione e dell’ascolto come strumenti fondamentali per costruire una cultura della legalità che parta dalle nuove generazioni”.
Mara Martellotta
Spazi aerei chiusi dopo l’attacco di Israele e Usa su Teheran. Missili su Tel Aviv. Incertezza sul rientro in Italia del pellegrinaggio, doveva terminare domani
Sono al sicuro 17 preti piemontesi, in gran parte provenienti dalla Diocesi di Torino, che questa mattina erano a Gerusalemme nel giardino del Getzemani quando è scattato l’allarme su tutto il territorio di Israele e di altri Paesi mediorientali alla notizia dei bombardamenti scatenati da Israele e dagli Stati Uniti sull’Iran. Teheran ha annunciato durissime ritorsioni. I preti in viaggio con l’Opera Pellegrinaggi, che in questo momento ha due addetti a Gerusalemme insieme al clero, hanno subito riparato in luogo sicuro. Gli spazi aerei sono chiusi e al momento non ci sono certezze sui tempi di rientro in Italia, che era previsto per domani. Due giorni fa il gruppo piemontese ha incontrato il Patriarca di Gerusalemme card. Pizzaballa, portando aiuti economici.