ilTorinese

Sanpaolo acquista bitcoin: un “esperimento” che fa discutere

Una decisione rivoluzionaria quella assunta il 13 gennaio da Intesa San Paolo, che ha deciso di acquistare 11 bitcoin sborsando un milione di euro.

Da tempo Intesa San Paolo aveva costituito un desk all’interno della divisione Imi Cib denominato Digital asset & trading, per studiare il mercato, e ad inizio anno ha deciso che i tempi erano maturi per “saltare il fosso”.

Ricordiamo che il bitcoin è nato da un’idea del fantomatico Satoshi Nakamoto che ha lanciato la sua creatura come” moneta digitale”. Lo stesso nome prescelto per individuarlo lo esprime chiaramente: un bit in informatica è l’unità standard di misura della quantità di informazione, e deriva dal mix dei termini “binary” (binario) e “digit” (cifra), mentre coin significa “moneta”.

In realtà come moneta non ha mai avuto spazi significativi: dopo il primo leggendario acquisto di due pizze a Miami pagate 10 bitcoin (oggi un milione di dollari!) non ci sono mai state consistenti operazioni di compravendite utilizzando valute digitali.

In Italia, ad esempio, sono censiti poco più di 1.000 esercizi commerciali che accettano bitcoin in pagamento di merci o servizi; ed alcuni di questi, interpellati per avere dettagli, hanno candidamente ammesso di non aver mai venduto nulla ricevendo criptovalute

Però queste entità, diventate ormai numerose (sono ormai quasi 10.000) hanno avuto un’enorme diffusione quando hanno mutato pelle, trasformandosi (grazie ad efficaci azioni di comunicazione organizzata dai player) in “riserva di valore”, cioè in una forma di investimento.

Basti pensare che il bitcoin è reclamizzato abbinandolo ad una moneta d’oro (oro, sinonimo di valore eterno, riconoscibile ed accettato ovunque nel mondo) sulla quale campeggia una B con due trattini verticali che scimmiotta il simbolo del dollaro USA (una S con due trattini verticali). Altrettanto avviene con Ethereum, Dogecoin, Polkadot… monete fisiche scintillanti, altro che impalpabili entità vaganti del cloud, per rimuovere resistenze psicologiche verso la novità dando loro un’apparente concretezza.

Ciò premesso, riprendiamo la posizione delle autorità che controllano e regolano i mercati monetarie, che non apprezzano uno strumento finanziario che pretende di essere una moneta svincolata dai controlli pubblici a tutela dei risparmiatori.

Da alcuni anni le autorità monetarie dei principali paesi hanno cominciato a studiare il problema di cosa fare per evitare le conseguenze dell’anarchia monetaria.

In Italia il 28 aprile 2021 le due massime autorità di vigilanza e controllo italiane, Consob (responsabile della regolarità dei mercati finanziari) e Banca d’Italia (responsabile del sistema bancario) hanno ritenuto opportuno lanciare un avvertimento al pubblico, con la diffusione di un comunicato stampa congiunto (primo in assoluto, segno significativo dell’importanza annessa al tema), dal titolo chiarissimo: Consob e Banca d’Italia mettono in guardia contro i rischi insiti nelle cripto-attività.

Si legge fra l’altro che: “L’operatività in cripto-attività presenta rischi di diversa natura, tra cui: la scarsa disponibilità di informazioni in merito alle modalità di determinazione dei prezzi; la volatilità delle quotazioni; la complessità delle tecnologie sottostanti; l’assenza di tutele legali e contrattuali, di obblighi informativi da parte degli operatori e di specifiche forme di supervisione su tali operatori nonché di regole a salvaguardia delle somme impiegate. Si segnala, altresì, il rischio di perdite a causa di malfunzionamenti, attacchi informatici o smarrimento delle credenziali di accesso ai portafogli elettronici.

Ritengo inoltre opportuno citare quanto affermato dal Governatore della banca centrale italiana Fabio Panetta in occasione dell’assemblea del 2024 dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana).

In quell’occasione Panetta aveva definito le criptovalute “prive di valore intrinseco, aggiungendo che “sono create mediante scritture informatiche e non vi è alcun soggetto né alcuna attività reale o finanziaria che ne assicuri il valore”. E ancora. “Sono talvolta scambiate su circuiti informali e opachi, su piattaforme non sottoposte ad adeguati controlli. Coloro che le detengono hanno l’obiettivo principale di rivenderle a prezzi maggiori, in alcuni casi quello di eludere le norme fiscali, di lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo”. Ed ha concluso affermando che: “In genere, queste cripto attività rappresentano di fatto una scommessa speculativa ad alto rischio il cui valore è svincolato da fondamentali. Per questi motivi il loro valore registra fortissime oscillazioni. Come è evidente, esse non hanno le caratteristiche per svolgere le tre funzioni proprie della moneta: pagamento, riserva di valore e unità di conto”.

Parole pesanti come pietre, inequivocabili, eppure…

Eppure Intesa San Paolo ha destinato un milione di euro per comprare 11 bitcoin.

In un comunicato la banca (evidentemente conscia delle reazioni dell’opinione pubblica) ha messo le mani avanti precisando che non si tratta di un primo passo per offrire criptovalute ai clienti, né di entrare come operatore attivo sul mercato, ma di un “esperimento” e di un “adeguamento a quanto altre banche internazionali hanno già fatto”.

Precisazioni che al momento tranquillizzano correntisti e clienti della banca che non potranno essere stimolati ad operare su questi mercati estremamente speculativi.

L’auspicio è che, dopo anni di discussioni, moniti, avvertimenti, si possa giungere ad una definitiva regolamentazione di bitcoin e simili, giungendo ad una posizione netta e chiara: se le autorità monetarie le accetteranno, via libera per tutti, altrimenti occorrerebbe bloccare alla fonte ogni possibilità di “contaminazione” tra mercati ufficiali e regolamentati e mercati privati dalla dubbia consistenza.

Gianluigi De Marchi 

  • Giornalista e scrittore finanziario demarketing2008@libero.it

Da tutto il mondo le orchidee in mostra per “Orchiday 2025”

Sabato 15 e domenica 16 febbraio presso il Peraga Garden Center di Mercenasco

 

Torna a febbraio una delle fiere di orchidee più prestigiose e grandi d’Italia, dal titolo “Orchiday”, in mostra sabato 15 e domenica 16 febbraio, dalle 9 alle 19, presso il Peraga Garden Center, in via Nazionale 9, a Mercenasco, alle porte di Torino. Aperto a tutti gli appassionati, “Orchiday” è un appuntamento fisso e immancabile, attesissimo, dedicato al fiore più sensuale ed elegante. Le orchidee esposte alla fiera possono essere ammirate e acquistate approfittando dell’opportunità di avere allo stesso tempo e nello stesso luogo tantissimi esemplari differenti provenienti da tutto il mondo, dall’Asia all’America del sud, passando per l’Australia e la Nuova Zelanda. Tra gli esempi più felici, l’orchidea Dendrobium, originaria dell’Asia Orientale, che ha la particolarità di perdere le foglie durante il periodo autunnale, alle Calanthe Sieboldii, con grandi fiori a grappolo, la più spettacolare delle orchidee giapponesi, o ancora la Phalaenopsis Tablo, ramirificata e dai fiori grandi, sempre tra le più eleganti da regalare, oppure la Ludisia Discolor, soprannominata anche Orchidea Gioiello, originaria delle foreste del Sud Est asiatico, molto apprezzata per le sue foglie carnose e maculate, vellutata al tatto e con venature color oro.

Saranno nove gli espositori che porteranno in mostra dagli ibridi più diffusi alle specie più rare e insolite, dalle piante maestose alle orchidee in miniatura, fino alle splendide microorchidee, veri capolavori della natura: Orchideria di Morosolo, di Edmondo Pozzi; Varesina Orchidee di Gioele Porrini; Sughereto; Le orchidee del lago Maggiore; Verde Gioia Orchidee di Andrea Fazio; Piante Pazze di Marco Toffoletti; Non solo orchidee di Detlef Frenzel; Celandroni Ochidee; Carmen Apolo Ecuadorquideas.

Si tratterà di una festa floreale che dura tutto il weekend, a ingresso libero e gratuito, un’occasione per confrontarsi con specialisti ed esperti e scoprire curiosità, aneddoti, trucchi per prendersi cura al meglio di queste meravigliose piante talvolta delicate.

 

Mara Martellotta

La Corale più antica d’Italia, l’Accademia Stefano Tempia di Torino, celebra i suoi 150 anni

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Il programma concertistico del 2025

 

L’Accademia Stefano Tempia, la Corale più antica d’Italia, celebra i suoi 150 anni. Nata nel 1875 risulta la più antica associazione musicale piemontese, nonché la prima accademia corale nata in Italia. Il programma della stagione vuole essere un tributo al passato, ma anche un viaggio nel presente e nel futuro della musica.

Dagli omaggi a Stefano Tempia, con l’esecuzione di opere custodite dal Fondo Tempia del Conservatorio, eseguite per la prima volta in epoca moderna, alle performance che combinano musica e danza con la tecnologia del live coding, celebrando il connubio tra voci cameristiche e strumenti antichi con l’impiego di strumenti poco conosciuti, o ancora esplorando l’incontro tra jazz e liturgia, tra musica e cinema, con il concerto dedicato alle colonne sonore di Peter Greenway.

Tra gli interpreti figurano tanti giovani talenti affiancati da nomi di fama internazionale quali Francesco Manara, primo violino dell’Orchestra Filarmonica della Scala con il direttore d’Orchestra Ungherese Gyorgy G. Ráth, Armando Barilli, prima viola del teatro Regio di Torino con il mezzosoprano Lucia Cirillo e il pianista Andrea Rebaudengo, Davide Cava, giovane e talentuoso pianista, considerato uno dei più promettenti della sua generazione, il Quintetto Architorti, guidato da Marco Robino, il trombettista jazz Fulvio Chiara, il coro francese Region Sud, diretto dal maestro Michel Piquemal e l’orchestra Melod Filarmonica. In prima linea anche il Coro dell’Accademia Stefano Tempia che, da 150 anni, con la partecipazione a numerosi eventi, non ha mai smesso di diffondere l’intuizione di Stefano Tempia attraverso il tempo, spaziando dalle composizioni dell’antichità fino alle opere contemporanee.

La Stefano Tempia – spiega il presidente dell’Accademia Corale, Isabella Oderda, prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia della Tempia- si distingue per la sua missione di educare alla conoscenza del canto corale e alla passione per la musica colta in tutte le sue forme. Per vocazione questa istituzione si spinge a esplorare territori meno frequentati, proponendo opere e brani poco eseguiti o poco noti, spaziando da grandi autori della tradizione a composizioni contemporanee e arrangiamenti che dialogano con linguaggi musicali trasversali e innovativi.

Accanto all’organizzazione e alla programmazione di una stagione musicale che si svolge in prestigiose sedi a Torino, ma anche altrove sul territorio piemontese come al castello di Pralormo, l’associazione partecipa a festival e iniziative musicali in tutta la regione. Tra i progetti in atto “Narrazioni parallele”, che assembla musica classica e musica elettronica, rappresentate da Davide Boosta, Dileo, Filarmonica TRT e Accademia Corale Stefano Tempia, portando la musica in luoghi non convenzionali e coinvolgendo giovani compositori e compositrici under 35”.

Il concerto di apertura sarà domenica 16 febbraio al Conservatorio di Torino. Si intitola “Eterno Ludwig Van” e segna l’inizio della stagione concertistica dell’Accademia, con un omaggio corale alla forza universale del grande maestro di Bonn. Protagonisti Francesco Manara e Georgy Ráth, direttore d’orchestra di fama internazionale, più volte ospite delle stagioni RAI, accompagnati dall’Orchestra Melos Filarmonica. In programma due capolavori assoluti di Ludwig Van Beethoven, il Concerto per violino op.61, uno dei pilastri del repertorio violinistico, celebre per il suo lirismo e la sua complessità tecnica e la Sinfonia n. 5, una delle opere più iconiche della musica classica.

Seguirà poi, tra gli altri appuntamenti, lunedì 10 marzo, all’Oratorio San Filippo, “Intime risonanze” che conduce tra le pieghe più profonde dell’animo umano con un programma incentrato sulla musica romantica in veste coloristica, di Johannes Brahms, Robert Schumann, Richard Strauss, Charles Martin Loeffler, con Armando Barilli, prima viola dell’Orchestra del teatro Regio di Torino, Lucia Cirillo, mezzosoprano di fama internazionale e il pianista Andrea Rebaudengo, noto per la sua versatilità e sensibilità interpretative.

L’omaggio a Stefano Tempia verrà tributato lunedì 31 marzo al teatro Vittoria di Torino. Violinista, compositore e direttore d’orchestra, Stefano Tempia rappresentò una figura centrale per la cultura musicale torinese di fine Ottocento, dedicando gran parte della sua carriera alla valorizzazione del patrimonio classico e allo sviluppo della tradizione musicale corale. Il programma musicale proporrà una selezione di opere capaci di evidenziare il talento di Lucia Caputo e del pianista Matteo Borsarelli, apprezzato per la sua tecnica espressiva raffinata e profonda.

Mara Martellotta

Pagine di Omero che guardano al mondo di oggi

Sugli schermi “Itaca – Il ritorno” di Ubaldo Pasolini

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

Un film che è la prova provata di quanto faccia bene di tanto in tanto la rilettura dei classici e di come quella classicità, guardata con occhi moderni e con quella quotidianità di stragi e sangue che vediamo e leggiamo, sia in grado di insegnarci ancora molto. Chi vedrà “Itaca – Il ritorno”, che Uberto Pasolini ha scritto e diretto con indubbia padronanza di dialoghi e d’immagini e di spirito – e scritto con l’aiuto di Edward Bond, scomparso lo scorso anno, già sceneggiatore di “Blow up” e teatrale autore di quei “War Plays” che acutamente Luca Ronconi mise in scena a Torino nel 2006, in tempo di Olimpiadi – dovrà inevitabilmente guardare alle pagine di Omero ma tenere ben sorvegliato quanto in filigrana passi dalle parole del protagonista e di chi gli sta intorno, dalla crudeltà e dal sangue che abbondante, nelle acque come mescolato e intriso nella terra della “petrosa” isola, dalla infelicità che può coabitare con quello stesso ritorno a casa, la sepoltura di ogni valore morale, la tristezza che può generare il ricordo della guerra, l’incapacità di riportare i propri uomini alle famiglie, il riandare con il ricordo ad una moglie e un figlio abbandonati. Chi vedrà “Itaca” dovrà anche cancellare gli esempi di Kirk Douglas e del televisivo Bekim Fehmiu per guardare all’Odisseo di Fiennes ombroso e piagato e battuto e stanco, non più campione d’astuzia capace di trascinare un cavallo di legno dentro le mura di Troia, modernamente riflessivo e piegato sul panorama di distruzione e di solitudine che si è lasciato alle spalle.

A Pasolini – mentre noi aspettiamo che Christopher Nolan ci dia nel prossimo futuro il suo Odisseo che già immaginiamo in tutt’altra grandezza – non interessano i tanti episodi che hanno cavalcato il “nostos” del protagonista, Polifemo e i Feaci, i Lestrigoni e Nausicaa, Circe e le sirene e il regno dell’Ade, in un terribile infrangersi di onde lascia approdare il suo uomo, in tutta le sua nudità (ne deriva nella storia il giusto peso del corpo e dei corpi), accolto dall’umanità e dalla saggezza del porcaro Eumeo (Claudio Santamaria), riconosciuto dal solo suo cane, il desiderio e la necessità d’avvicinarsi a quella corte dove i Proci da tempo si sono insediati in tutta la loro arroganza, dove un figlio (Charlie Plummer, che dovrebbe sprizzare ben altro vigore) non è all’altezza di fronteggiare la situazione preferendo allontanarsene, dove la moglie Penelope temporeggia alle richieste di matrimonio e tesse di giorno una tela, che forse sarà un sudario, per disfarla la notte, ultima a riconoscere il proprio sposo dopo che è stata sufficiente una sola cicatrice a mettere sulla buona strada la vecchia nutrice (Angela Molina). Ancora in quella casa, che dovrebbe essere soltanto ospitalità con un grande fuoco acceso, c’è la realtà della guerra che entra quindi ineluttabile, la sua necessità, la sfida di Odisseo e le dodici asce e il tiro con l’arco che dà inizio alla carneficina. Soltanto corpi inanimati e ancora sangue nell’attimo che precede un finale fatto di rassegnazione, di desiderio di dimenticare e di una vecchiaia che accomuna, con Penelope atteggiata alla Sonia di “Zio Vanja”, cecovianamente, sempre posticipando i tempi. L’intuizione dantesca lasciava già settecento anni fa guardare al rimpianto e alla svolta e al gran finale, al termine di un’esistenza ormai pienamente appagata, alla resurrezione che poneva l’Uomo ad inseguire “virtute e canoscenza”, caparbiamente.

Dialoghi mai banali, una tessitura encomiabile di sguardi e di conseguenze e d’azione, una forza visiva che non può non colpire lo spettatore, una scrittura che alterna il pieno panorama della natura e gli spazi angusti della casa, la libertà di sovrapporsi con grande rispetto alla pagina scritta, la secchezza del racconto, i messaggi che ne derivano, tutto concorre a fare di “Itaca” un’opera veramente compiuta, pienamente apprezzabile. Sincera, soprattutto. Merito altresì dell’interpretazione di Juliette Binoche, non solo più in fervida attesa, immagine di pazienza, ma attraversata giustamente da lampi di rabbia, e soprattutto di Ralph Fiennes (con un eccellente trucco e parrucco) che ha perso ogni traccia di epico e vive il suo Odisseo in maniera dolente e in ogni attimo conscio appieno della disperazione del suo ritorno. Con uno sguardo che attraversa ogni tempo e ogni spazio e ce lo pone davanti, ancora davanti a noi uomini di oggi, abitanti ciechi e incorreggibili di questo “atomo opaco del Male”.

Torino ricorda le Vittime delle Foibe: il programma

Torino si unisce alle celebrazioni per il Giorno del Ricordo, che si commemora il 10 febbraio di ogni anno, per mantenere viva la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo degli italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia.

Anche quest’anno – spiega il Sindaco Stefano Lo Russo – celebriamo il Giorno del Ricordo per tenere viva la memoria degli eventi che hanno portato agli eccidi delle foibe e all’esodo di centinaia di migliaia di persone. Un’occasione per ribadire, ancora una volta, l’adesione piena a quei valori che ci rendono umani, prima ancora che italiani ed europei. Libertà, democrazia, tolleranza, inclusione: valori che sono alla base della nostra Repubblica, pilastri della nostra Costituzione, e che dobbiamo difendere e diffondere, attraverso il ricordo e le azioni concrete di tutti i giorni”.

Le iniziative per il Giorno del Ricordo prenderanno il via martedì 4 febbraio con l’inaugurazione della mostra ‘Sulle ali della bora, nel ruggito del Leone – da Trieste a Cattaro sulla rotta di Venezia’, dedicata all’opera dell’artista e ingegnere Leonardo Bellaspiga, nel centenario della sua nascita. L’esposizione sarà allestita presso l’URP del Consiglio Regionale del Piemonte e verrà inaugurata ufficialmente alle 12.30.

Giovedì 6 febbraio, alle 17, la sala Conferenze del Polo del ‘900 (corso Valdocco 4/a) ospiterà un seminario dal titolo ‘L’eredità della guerra. L’esodo giuliano-dalmata e altri esodi: nuove fonti e proposte’. Sarà un’occasione per approfondire, attraverso documenti e testimonianze, l’impatto storico e sociale di questi avvenimenti e le loro conseguenze sulle generazioni future.

Venerdì 7 febbraio, alle 15.00, nella Sala Consiglio di Palazzo Civico, si svolgerà una cerimonia istituzionale alla presenza della Vicesindaca Michela Favaro, della Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo, delle autorità cittadine e delle associazioni degli esuli. Durante la commemorazione interverranno Domenico Ravetti, Presidente del Comitato Resistenza e Costituzione e Vice Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte; Antonio Vatta, Presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Comitato Provinciale di Torino.  L’orazione ufficiale sarà affidata a Egea Haffner, conosciuta come la ‘Bambina con la valigia’ e divenuta simbolo dell’esodo Giuliano-Dalmata.

Un momento di raccoglimento e riconoscimento per le sofferenze vissute da migliaia di famiglie italiane.

Il giorno successivo, sabato 8 febbraio, alle 17.30, il Circolo Culturale Istriani Fiumani Dalmati Torino ospiterà la presentazione del libro Fogolèr – Storia di una famiglia istriana” di Grazia Del Treppo, esule istriana.

Lunedì 10 febbraio, nel giorno del 78° anniversario, le celebrazioni entreranno nel vivo con due momenti solenni: al mattino sarà celebrata una Santa Messa nel Duomo di Torino, alla presenza delle autorità, seguita, alle 10.45, da una cerimonia al Cimitero Monumentale.

Le commemorazioni proseguiranno venerdì 14 febbraio, alle 10.30, con la deposizione di una corona sulla targa dedicata dal Comune di Torino agli esuli Istriani-Fiumani-Dalmati in corso Cincinnato.

A chiudere il programma sarà un evento speciale: sabato 22 febbraio, alle 20.30, il Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ ospiterà un concerto dedicato al Giorno del Ricordo 2025.L’ingresso è libero.

TORINO CLICK

Dispositivo Mostcare donato al Regina Margherita da Specchio dei Tempi

E’ stato presentato MOSTCARE, donato dalla Fondazione “La Stampa – Specchio dei Tempi. ETS” al Blocco operatorio pediatrico dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino (responsabile la dottoressa Simona Quaglia) E’ un dispositivo, prodotto dalla ditta Vygon, destinato al monitoraggio in tempo reale e continuo di parametri cardiocircolatori, attraverso un algoritmo brevettato che analizza la forma dell’onda della pressione arteriosa durante ogni ciclo cardiaco, campionando ad una frequenza di 1000 Hz.

E’ utilizzabile su pazienti pediatrici e neonati, anche di peso inferiore a 700 grammi, e richiede il posizionamento di un catetere in un vaso arterioso.

La sua maneggevolezza e trasportabilità lo rendono adatto all’utilizzo in sala operatoria, in rianimazione o ovunque si renda necessario un monitoraggio di parametri cardiocircolatori avanzato.

Il costo del dispositivo donato é di circa 45000 euro.

Erano presenti: Lavinia Elkann, Federico Riboldi, Andrea Tronzano, Andrea Gavosto, Franca Fagioli, Emanuele Ciotti, Giovanni Messori Ioli e Simona Quaglia.

Lavinia Elkann, Presidente della Fondazione, ha dichiarato: “Dobbiamo ringraziare i cittadini e le cittadine piemontesi che hanno donato a Specchio dei tempi, dandoci la possibilità di regalare questo strumento molto avanzato a uno dei punti di eccellenza della sanità piemontese. La Fondazione si impegna sempre di più a localizzare le proprie attività nella Regione Piemonte, concentrandosi su progetti che aiutano mamme e bambini non solo dal punto di vista sociale ed economico, ma anche sanitario.”

Il dispositivo donato verrà posizionato nel Blocco operatorio, dove, con più di 5200 interventi chirurgici all’anno e la crescente complessità dei casi trattati potrà essere molto utile nella gestione intraoperatoria di numerosi piccoli pazienti complessi, nell’ambito della nostra costante attenzione alla qualità delle cure offerte. Ringrazio la Fondazione “La Stampa – Specchio dei tempi. ETS” che ha immediatamente sposato la nostra filosofia e ci ha permesso di aggiungere un tassello in più alla qualità delle cure offerte” commenta la professoressa Franca Fagioli (Direttore del Dipartimento Patologia e Cura del Bambino ospedale Regina Margherita).

L’intervento chirurgico rappresenta la fase centrale del percorso del paziente chirurgico, con una continua attenzione alla ricerca del miglioramento delle performances clinica ed organizzativa, richiesto da un contesto di sempre maggior complessità dei pazienti trattati.

Il monitoraggio emodinamico avanzato è fondamentale nella gestione del paziente critico e chirurgico ad alto rischio per un tempestivo riconoscimento delle alterazioni cardiocircolatorie ed una precoce attuazione dei protocolli di trattamento più adeguati, grazie all’integrazione dei dati con altri parametri clinici e strumentali” dichiara la dottoressa Simona Quaglia (Direttore Anestesia e Rianimazione pediatrica dell’ospedale Regina Margherita).

Accuratezza dei dati forniti ed invasività del sistema di monitoraggio sono fattori estremamente importanti, con sviluppo e crescente diffusione, anche per la popolazione pediatrica, di sistemi semiinvasivi, a minor impatto in termini di rischi e di disagio per il paziente rispetto ai sistemi invasivi, introdotti già da diversi anni.

Ancora una volta grazie alla collaborazione tra pubblico e privato centriamo l’obiettivo di dotare l’ospedale Regina Margherita di strumentazioni e tecnologie d’avanguardia in grado di migliorare l’assistenza e garantire cure eccellenti ai nostri bambini. Ai donatori va il nostro grazie così come a tutti i medici, al personale sanitario e a tutti coloro che ogni giorno dedicano professionalità, passione e impegno al nostro sistema sanitario” dichiarano il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore alla Sanità Federico Riboldi.

BTT Balletto Teatro di Torino, un’impronta moderna della danza

In una sala della musica del Circolo dei Lettori di Torino è stata presentata la prima parte della stagione 2025 del BTT Balletto Teatro di Torino, conferenza affollata di Autorità Artisti Comunicatori e Stampa.
l’interesse per questa Compagnia nostrana è dovuto alla continuità nel tempo, infatti dal 1977 ad oggi sintetizza la Danza in tutti i suoi pregi, il passaggio di generazione in generazione con uno sviluppo costante e contemporaneo per stare al passo con i tempi e le esigenze del pubblico.
Fondata da Loredana Furno, ballerina classica di fama internazionale, è una realtà ora diretta dalla figlia Viola Scaglione. Rimodernato lo scopo e i programmi della compagnia stessa evolvendo con le molteplici contaminazioni e collaborazioni internazionali ha affinato gesti e coreografie create su misura ai ballerini della compagnia che porta nel mondo un’impronta moderna della danza torinese che si è evoluta per caparbietà della fondatrice e permettere al pubblico torinese di incontrare altre realtà grazie alle  molteplici collaborazioni internazionali.
Si inizia il
5 febbraio | h 21.00
Teatro Astra
Con Marco D’Agostin / VAN
In GLI ANNI
con Marta Ciappina
“La sua vita potrebbe essere raffigurata da due assi perpendicolari, su quello orizzontale tutto ciò che le è accaduto, ha visto, ascoltato in ogni istante, sul verticale soltanto qualche immagine, a sprofondare nella notte.”
Sarà disponibile l’audiodescrizione poetica dello spettacolo, accessibile a un pubblico cieco e ipovedente, realizzata in tempo reale da Giuseppe Comuniello e Camilla Guarino
13 MARZO | h 21.00 alla
Fondazione Sandretto Re Rebaudengo | Torino
Balletto Teatro di Torino in
CORPI IN OPERA
in occasione dei Giochi Mondiali Invernali Special Olympics Torino 2025
STUDIO PER ALISEO
Sintesi poetica di Anemoi
coreografia Manfredi Perego
danzatrice Nadja Guesewell
musica originale Paolo Codognola
coproduzione Balletto Teatro di Torino e Fattoria Vittadini
UMINGMAK anteprima
ideazione e coreografia Mauro de Candia
musica Tanya Tagaq
interprete Luca Tomasoni
NOA anteprima
coreografia Jye-Hwei Lin
interprete Noa Van Tichel
9 APRILE | h 21.00
Lavanderia a Vapore | Collegno
LARREAL del Real Conservatorio Profesional de Danza Mariemma
RACE
Coreografia Victoria P. Miranda
Race è una performance che esplora la vita quotidiana come una corsa continua, una gara che può essere disputata in un unico tragitto o suddivisa in tappe ripetute.
Balletto Teatro di Torino
TRA
Produzione Balletto Teatro di Torino
Coreografia Mauro De Candia
Esiste in quello spazio fisico e mentale dove immagini, impressioni e sensazioni appaiono ma si dissolvono allo stesso tempo
GALEA
Idea e coreografia José Reches
Musica Taiko
Ispirato ad un’antica condanna.
Uomini destinati a remare.
Una forma di schiavitù che privava la libertà di ogni sorta.
Remavano insieme, in modo che la fatica fosse minore.
Uno di loro teneva il ritmo con un tamburello o con la voce: monotonia incessante.
Galea è un lavoro di gruppo basato su uno schema di ripetizioni, che si complica in termini di ritmo, spazio e movimento.
16 GIUGNO — h 21.00
Teatro Astra
Balletto Teatro di Torino
SISTA*
Produzione Balletto Teatro di Torino
Coreografia Simona Bertozzi
Con il supporto di Lavanderia a Vapore
Progetto realizzato in prima fase con MILANoLTRE Festival
Una scia desiderante, questa la materia sulla quale ho sentito congiungersi le nostre prospettive e da cui sono partita per tracciare le tappe di pratiche e visioni, approdi e memorie, ricercando nel movimento il grado di presenza.
Balletto Teatro di Torino
WHITE PAGES
Uomo perduto
Naviga silenzi
Nel tempo dinamico
Coreografia Manfredi Perego
E’ POSSIBILE PRENOTARE BIGLIETTI
alla mail btt.moves@gmail.com o chiamando al numero 011.4730189, oppure acquistarli direttamente in teatro 1h prima dell’inizio dello spettacolo.
intero / €15
GABRIELLA DAGHERO

Seminario “La ferrovia Torino-Ceres: un’interconnessione verso il futuro”

Giovedì 13 febbraio alle 9 nella Sala Trasparenza della Regione

La Regione Piemonte, in collaborazione con Scr Piemonte S.p.A. e Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, organizza il seminario “La ferrovia Torino-Ceres: un’interconnessione verso il futuro”. L’evento si terrà giovedì 13 febbraio, dalle 9, nella Sala Trasparenza del Grattacielo Piemonte, in piazza Piemonte 1, a Torino.

Durante la mattinata, verranno presentati i risultati del progetto di ricerca BRIDGE|50, che ha analizzato lo stato di conservazione delle strutture del viadotto di corso Grosseto, demolito nel 2019. L’obiettivo è esaminare la vita residua delle infrastrutture in calcestruzzo armato e precompresso costruite negli anni ’70.

Nel pomeriggio, il focus sarà sull’interconnessione della ferrovia Torino-Ceres alla rete Rfi, un’opera strategica inaugurata nel gennaio 2024. Verranno discussi anche l’implementazione del servizio metropolitano e le prospettive di sviluppo per il collegamento tra Torino e l’Aeroporto di Caselle.

L’incontro rappresenta un’importante occasione per condividere esperienze, conoscenze e risultati tra istituzioni, enti di ricerca e professionisti del settore. Sarà un momento di dialogo collaborativo sui temi dell’interconnessione ferroviaria, dell’innovazione infrastrutturale e della costruzione di una mobilità più sostenibile e integrata.

Ad introdurre i lavori, per la Regione Piemonte interverrà l’assessore alle Opere Pubbliche, Difesa del Suolo, Protezione Civile, Trasporti, Marco Gabusi, per Scr Piemonte S.p.A., il direttore generale Egidio Bianchini. L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino sarà rappresentato dal presidente Giuseppe Ferro.