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Incidente al Salone dell’auto, il caso finisce in Consiglio comunale

DA PALAZZO CIVICO

Sull’incidente verificatosi intorno alle ore 12.15 di domenica scorsa in piazza San Carlo a Torino, nella giornata conclusiva del Salone Auto, con una Lancia 037 da rally che, sbandando, ha travolto una dozzina di persone, il sindaco Stefano Lo Russo ha fornito comunicazioni in Sala Rossa, così come richiesto dai gruppi consiliari di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Torino Bellissima, Movimento 5 Stelle e Torino Libero Pensiero.

Lo Russo ha espresso vicinanza a contusi e feriti, augurando loro una pronta guarigione. Ha poi spiegato che il Salone prevedeva un’esposizione statica e una dinamica di veicoli e un programma di “sfilate” (non di “gare”, con un limite orario di 30 km/h), scortate da staffette gestite dall’organizzazione, con un percorso transennato per escludere il traffico e contenere il pubblico.

Ha quindi precisato che la manifestazione non eraqualificabile come pubblico spettacolo e che il soggetto organizzatore è l’unico responsabile.

Il primo cittadino ha poi sottolineato che, in occasione della riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dello scorso 5 settembre, l’assessore alla Sicurezza e la direttrice generale del Comune di Torino, avevano invitato l’organizzazione dell’evento a sensibilizzare i piloti su rumori eccessivi e manovre azzardate.

L’organizzatore – ha detto Lo Russo – ha dichiarato di avere fatto un briefing operativo, illustrando modalità e norme di comportamento da tenere, che sono state accettate dai conducenti, firmando un atto di manleva.

Il sindaco ha poi il letto verbale di accertamento dei fatti redatto dalla Polizia Municipale di Torino, che ha registrato accelerazioni dell’auto per 12,35 metri e ‘scarrocciamenti’ per 15,30 metri prima di impattare sulle transenne.

Lo Russo ha espresso soddisfazione per aver riportato il Salone dell’Auto in un momento così difficile per l’automotive a Torino, con un gran successo di pubblico e di critica, e ha spiegato che l’incidente “poteva capitare in qualunque punto del tracciato”.

Tutti gli eventi, anche i concerti, i cortei e il Tour de France, possono provocare incidenti. Dobbiamo quindi fermare la Città?” – ha aggiunto, ritenendo “fuori luogo certi riferimenti al passato”.

Il rischio non è mai sopprimibile a zero” – ha affermato, auspicando vengano accertate tutte le responsabilità sul fatto e invitando a discutere su che tipo di città desideriamo e se vogliamo che Torino sia una meta turistica.

La strada più facile è non fare le cose” – ha concluso.

Nel dibattito in Consiglio Comunale, DomenicoGarcea (Forza Italia) ha chiesto una maggiore sicurezza per i partecipanti e gli spettatori, in considerazione di un incidente che – ha detto – poteva avere conseguenze molto più gravi. La sensazione, per il consigliere di Forza Italia, è che le tragedie del passato non abbiano insegnato nulla sull’importanza della sicurezza negli eventi di piazza. Per Garcea resta evidente l’eccesso del pilota, aggravato dal pubblico troppo vicino alle auto e senza adeguate barriere protettive. E le transenne non sono barriere protettive – ha rimarcato, ritenendo comunque una scelta giusta portare eventi importanti nel centro della città, anche nell’ottica di potenziare l’offerta turistica.

Abbiamo avuto una città bellissima per tre giorni con un grande evento legato all’auto – ha sottolineato PaoloDamilano (Torino Bellissima) – grazie agli organizzatori e a coloro che hanno contribuito in vario modo alla realizzazione del Salone. Torino ha bisogno di questi eventi – ha sostenuto, precisando che un incidente può capitare, ma che occorre fare tesoro di questa esperienza per migliorare le misure di sicurezza. Si è quindi detto dispiaciuto che un incidente, anche banale, abbia rovinato quanto di buono la città ha saputo far vedere con questo riuscito evento.

La Lega non è alla ricerca di colpevoli, ma di soluzioni per evitare il ripetersi di incidenti simili – ha dichiarato Giuseppe Catizone (Lega), precisando che l’Amministrazione comunale non avrebbe colpe, ma che serve studiare. Perché – ha evidenziato – forse si poteva evitare l’esposizione dinamica in piazze auliche, anche se ci si troverebbe di fronte a una responsabilità soggettiva e non ci sarebbero colpe da parte degli organizzatori. Forse sarebbe meglio organizzare questo tipo di eventi in zone dove ci possono essere maggiori misure di sicurezza – ha concluso.

Per Pierlucio Firrao (Torino Bellissima) gli eventi possono essere pericolosi e le masse di persone che si affollano sono difficili da gestire. Pur condividendo la scelta del “fare”, ha chiesto di prendere spunto da quello che è successo, con un occhio al futuro, per cercare di rendere la manifestazione più sicura per la cittadinanza.

Fabrizio Ricca (Lega) si è detto dispiaciuto che l’incidente sia accaduto in una piazza che evoca brutti ricordi, ma si è schierato a fianco del sindaco per avere riportato in città un evento che altri avevano fatto scappare. Averlo recuperato – ha dichiarato – vuole dire rimettere Torino al centro del panorama internazionale dell’automotive. L’evento va organizzato di nuovo – ha aggiunto – ma serve farlo bene, magari evitando manifestazioni dinamiche. Ricca ha quindi chiesto al sindaco di continuare a organizzare grandi eventi e di mantenere alta l’attenzione su una città che sta dimostrando la sua capacità di accoglienza turistica.

Il consigliere Enzo Liardo (Fratelli d’Italia) ha quindi sottolineato come fortunatamente non ci sia stata una tragedia, precisando che non si tratta di difendere il sindaco, ma la città e i suoi eventi, per i quali piazza San Carlo è fondamentale. Per i prossimi anni – ha aggiunto Liardo – sarà opportuno creare una più adeguata “zona cuscinetto” per il pubblico.

Andrea Russi (M5S) ha ricordato la sua contrarietà, già precedentemente espressa, all’uso di piazza San Carlo per eventi di questo tipo. Poteva essere una tragedia – ha sostenuto – nonostante la velocità non elevata. Chi ha tolto le balle di fieno protettive dal transennamento? – si è chiesto il consigliere, sostenendo di avere visto auto di Formula 1 sfrecciare ad alta velocità. Il profilo delle colpe non è chiaro – ha concluso, invitando a evitare scarichi di responsabilità e chiedendosi se il sindaco autorizzerebbe di nuovo una tale iniziativa.

Ivana Garione (Moderati) ha invitato l’Amministrazione a continuare sulla strada intrapresa, sottolineando come il Salone dell’Auto sia importante. Il programma di maggioranza – ha ribadito – sostiene che la vocazione turistica debba procedere insieme a quella industriale e l’automotive è importante per Torino. Non era una corsa del resto, ma una semplice sfilata, ha precisato, ricordando come in ogni manifestazione di massa possano esserci incidenti imponderabili.

Federica Scanderebech (Forza Italia), rivendicando il successo del Salone dell’Auto, ha invitato a riflettere sull’opportunità di continuare a utilizzare piazza San Carlo per manifestazioni con grande affluenza di pubblico, con persone stipate dietro transenne.

Siamo consapevoli che il rischio zero non esiste, ma non dobbiamo mai rinunciare ad avere maggiore sicurezza e a continuare a vigilare – ha affermato Ferrante De Benedictis (Fratelli d’Italia), auspicando che l’incidente non getti discredito sull’evento e sull’immagine della città e che l’auto continui a essere un’occasione di sviluppo per Torino.

Per Silvio Viale (+Europa & Radicali Italiani) è una vergogna citare la tragedia del 3 giugno 2017. Gli eventi si devono continuare a fare e il sindaco deve decidere quali – ha dichiarato, condividendo quanto detto dal sindaco e dal consigliere Damilano.

Elena Apollonio (Alleanza dei Democratici – DemoS) si è dichiarata soddisfatta per la discussione equilibrata e costruttiva. Perché è evidente – ha dichiarato – che per Torino riprendere il Salone dell’Auto è un’iniziativa importante, considerando che l’automobile fa parte del patrimonio genetico della città e che è giusto promuovere eventi che valorizzino il territorio, senza farsi scoraggiare da un incidente che nessuno avrebbe voluto e che rischia di offuscare un evento da 500 mila visitatori. Eventi come questo – ha rimarcato – vanno invece potenziati con un ripensamento e maggiore sicurezza. La consigliera ha infine invitato a non dimenticare la gratuità dell’evento, che ha permesso di accedere al ‘salotto buono’ della città a molti che non lo conoscevano.

Sara Diena (Sinistra Ecologista) ha ribadito che la posizione del suo Gruppo è chiara da sempre, avendo sempre chiesto di escludere le zone pedonali e quelle auliche dalla manifestazione, oltre ad avere insistito per avere misure di sicurezza adeguate che, forse, avrebbero permesso di evitare l’incidente. Per la consigliera, la vocazione turistica della città non deve passare in primo piano rispetto alla sua vivibilità da parte dei torinesi. Anche Sinistra Ecologista è orgogliosa che Torino sia la città dell’auto, ma – ha concluso – Stellantis ha appena annunciato nuovi tagli a Mirafiori.

Per Dorotea Castiglione (M5S) si devono fare i grandi eventi nella nostra città, come Atp ed Eurovision, e devono essere un vanto, non macchiati da episodi come quello di domenica scorso. Benvenuto il Salone dell’auto, quindi, nella città che è capitale dell’auto e che deve continuare a esserlo. La consigliera ha però domandato se sia opportuno farlo in una strada pedonale come via Roma.

Tiziana Ciampolini (Torino Domani) ha espresso solidarietà alle vittime e alle loro famiglie, apprezzando la relazione del sindaco. Ha poi invitato le forze sociali e produttive a discutere su futuro dell’automotive, pedonalizzazioni, mobilità alternativa e proposte turistiche per collocare Torino sempre più in alto nelle classifiche sulla qualità della vita.

Anche per Claudio Cerrato (PD) è necessario ragionare sul ruolo di Torino e sulla mobilità in città, ricordando che quella torinese è una delle Amministrazioni più attente in Italia al tema della sicurezza e auspicando un ulteriore sviluppo dell’automotive nel territorio.

Nella replica, il sindaco Stefano Lo Russo ha ringraziato il Consiglio Comunale per il dibattito, sottolineando “l’intrinseco legame tra Torino e l’auto”, confermato dalle centinaia di migliaia di persone che hanno affollato il Salone. La sfida – ha affermato – è quella di coniugare la dimensione delle aree urbane e le pedonalizzazioni con la crescita della produzione di auto in città, evitando la “polemica spicciola”. Continuiamo a credere nei grandi eventi – ha concluso il primo cittadino – per rilanciare Torino.

Referendum cittadinanza, la firma del sindaco Lo Russo

Stamattina alle 12.30 si è tenuta la conferenza stampa di lancio della mobilitazione torinese sul referendum cittadinanza (www.attivati.referendumcittadinanza.it) promosso a cui ha partecipato +Europa, Possibile, Partito Socialista Italiano, Radicali Italiani, Italia Viva e le associazioni CoNNGI, Gruppo Abele, Libera e Idem Network.
Andrea Turi segretario di +Europa Torino dichiara: “Dopo la firma del Segretario del PD Elly Schlein anche il sindaco di Torino Stefano Lorusso ha firmato la richiesta di referendum. Siamo molto contenti, il fronte referendario si allarga e così anche la possibilità di raccogliere 500.000 firme entro fine settembre”.
Alla conferenza stampa hanno preso parte i consiglieri comunali di maggioranza Silvio Viale di +Europa, Ahmed Abdullahi e Pierino Crema del PD e Tiziana Ciampolini di Torino Domani oltre che l’Assessore Jacopo Rosatelli. I consiglieri regionali presenti erano Vittoria Nallo di Stati Uniti D’Europa Piemonte e Giulia Marro di Alleanza Verdi e Sinistra – Possibile.

Ambrogio (Fdi): “Torino quintultima in sicurezza? non stupisce”

“Per certi versi non stupisce che il report annuale del Sole 24 Ore inchiodi Torino al quintultimo posto in fatto di sicurezza e criminalità: sfilate elettorali a parte, mancano soluzioni concrete da parte del Comune, a ben vedere impegnato solo a parole sul tema”. Ad affermarlo Paola Ambrogio, Senatore di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Bilancio di Palazzo Madama.
“Sono infatti arrivate dal Governo – continua la Ambrogio – le uniche azioni concrete: le assunzioni tra le Forze dell’Ordine, il potenziamento dell’operazione ‘Strade Sicure’, il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto e, in ultimo, le tante novità introdotte dal ddl Sicurezza, soprattutto in fatto di occupazioni abusive. Dal Comune nulla, nemmeno sul fronte della Polizia Locale che è fortemente sotto organico. Sulla sicurezza la sinistra continua a guardare e anzi, dati alla mano, a peggiorare”.

Salizzoni (pd): “Parco della salute: meno delle Molinette2”

“In Commissione sanità, questa mattina, ho sollevato il tema del Parco della Salute di Torino e dopo cinque anni di attesa perché venisse individuato il privato finanziatore e costruttore del Parco della Salute di Torino, abbiamo avuto la conferma dei nostri peggiori sospetti: il progetto è fermo alla costruzione del nuovo ospedale e non ci saranno né didattica, né ricerca. Quello che avrebbe dovuto essere il “Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione di Torino” si limiterà ad essere il “Parco della Salute”, senza “Ricerca, né Innovazione” e non saranno previsti spazi dedicati all’Università, al Politecnico e a quelle imprese che intendano fare ricerca, anche sulle terapie innovative” dichiara il Consigliere regionale Pd Mauro Salizzoniportavoce Pd in Commissione Sanità del Consiglio regionale del Piemonte.

“Spero davvero di essere smentito – prosegue il Consigliere regionale Pd – ma, nel progetto (che non è ancora stato pubblicato), non compaiono aule per la didattica, ma soltanto sale riunioni, una per ciascun reparto, che certamente non sono sufficienti per la formazione di nuovi medici e specializzandi. Questo significa che studenti e docenti dovranno ogni volta uscire dall’ospedale, attraversare l’area del Palazzo della Regione, prendere la metropolitana, fare alcune fermate fino a corso Dante e da lì raggiungere le aule lungo il Po, in via Marenco o Galileo Galilei, dove l’Università sta costruendo un nuovo polo della didattica di Medicina, rinunciando così alla struttura del Campus come l’avevamo pensata. Avrebbe dovuto esserci una “torre della didattica” da affiancare al nuovo ospedale, separata in modo da poter economizzare sulle utenze, ma vicina in modo da abituare gli studenti alla vita dell’ospedale e da creare un ambiente propizio alla ricerca, pubblica e privata. Un ospedale è aperto 24 ore 365 giorni l’anno, mentre l’università chiude la notte e i festivi: quindi i due spazi dovrebbero essere separati, ma vicini!”

“Invece l’Università sta rinunciando ad aderire al progetto, non senza motivo, dal momento che il terreno da destinare alla didattica e alla ricerca è ancora da bonificare e lo sarà ancora per qualche anno, visto che i soldi per la bonifica sono stati spesi tutti nell’area destinata all’ospedale e nuovi fondi per intervenire sulle altre aree non sono nemmeno stati stanziati” sottolinea Mauro Salizzoni.

“Il Parco della Salute, della Ricerca e dell’Innovazione non doveva certo ridursi a essere semplicemente le Molinette 2. Purtroppo, in base a questo progetto, sarà ancora meno” conclude Salizzoni.

Bimba in bici investita: è grave in ospedale

Questa mattina a Revello nel Cuneese  una bambina di dieci anni è rimasta ferita in un incidente stradale.  Si trovava in sella alla sua bicicletta per andare scuola quando è stata investita da una vettura. Da verificare se l’auto fosse rimasta coinvolta in un incidente con un altro  veicolo e, a seguito  del primo incidente, abbia colpito la bimba. La piccola è stata trasportata in codice rosso con l’eliambulanza  in ospedale a Torino.

Commercio, l’appello della Regione: «Acquistate sotto casa, difenderete l’economia  e salverete una comunità»

«Acquistate nei negozi di vicinato. Difenderete l’economia locale, le imprese radicate sul territorio e i loro posti di lavoro, e salverete una comunità». È l’appello che l’assessore al Commercio della Regione Piemonte Paolo Bongianni – che ha anche la delega all’Agricoltura e Cibo – rivolge ai cittadini piemontesi e a tutti quelli che scelgono il Piemonte per le loro vacanze e soggiorni.

«Fate la spesa nei negozi sotto casa», invita Bongioanni. «È un gesto importante per sostenere l’economia e la vita delle micro-comunità, tanto nelle città quanto nei nostri piccoli comuni dove il negozio di paese è sempre stato e deve tornare ad essere un luogo di socialità. Tutto questo diventa ancora più importante nei centri della nostra montagna e delle cosiddette zone interne. Qui, sostenere il commercio di prossimità significa combattere in modo attivo e responsabile la desertificazione e contrastare così il rischio di spopolamento e perdita di attrattività per un intero territorio».

Il commercio di vicinato, nel progetto di Bongioanni, non è solo un baluardo da difendere e sostenere per rilanciare la vitalità dei piccoli centri e delle terre alte, ma è destinato a diventare uno dei protagonisti della rivoluzione della filiera corta dell’agroalimentare che l’assessore presenterà al Salone del Gusto – Terra Madre il prossimo 27 settembre.

«L’esercizio commerciale di prossimità – spiega Bongianni – dovrà diventare sempre più il posto dove potremo trovare la qualità a km 0: gli straordinari prodotti del cibo piemontese che, sempre a fine settembre, il Piemonte andrà a presentare ai Paesi del mondo riuniti al G7 dell’Agricoltura a Ortigia. La filiera agroalimentare corta legherà in modo strutturale produttori, trasformazione, commercio al dettaglio e mercati per garantire ai produttori la giusta remunerazione e contenere tutti quei passaggi intermedi che non creano un reale valore aggiunto per chi sceglie di restare legato a un territorio e alle sue comunità».

Libri di arredamento: è boom di acquisti per i torinesi

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Tra la popolazione torinese, è scoppiato un vero e proprio boom di acquisti di libri di arredamento!

Gli abitanti della città hanno sempre più a cuore la personalizzazione della propria abitazione (con un tocco di arredamento zen) e andare a caccia di mobili su misura a Torino!

Con la crescente passione per l’arredamento d’interni, che si tratti di un hobby o di una necessità pratica, i torinesi stanno investendo un 70% del loro tempo e diverse risorse per arredare la propria casa in maniera esteticamente gradevole e funzionale.

Una ricerca in merito ha rivelato, inoltre, che la maggior parte dei soggiorni a Torino, sono creati ( o ricreati) con un arredamento stile giapponese.

Questa tendenza è tra le scelte più amate e ricercate per la progettazione arredi interni.

I libri di arredamento che trattano questo stile offrono una panoramica delle principali caratteristiche dell’ arredo e design giapponese, come, ad esempio, l’uso dei materiali naturali, linee pulite e spazi aperti.

Questo stile è ideale per chi cerca un ambiente minimalista e tranquillo.

Questo fenomeno si riflette anche nelle librerie, dove gli scaffali dedicati ai libri di arredamento sono sempre più forniti e variegati.

I migliori libri di arredamento d’interni per ispirare il tuo stile

Possiamo dire che tra gli hobby e passione di molti torinesi è presente l’arredamento d’interni, ormai un vero e proprio cult tra diverse generazioni della popolazione.

La crescente domanda di libri di arredamento riflette il desiderio di apprendere nuove tecniche e stili per personalizzare gli spazi domestici.

Tra i libri più ricercati e letti troviamo l’“Enciclopedia degli schemi di colore e di superficie” di Adrienne Chinn, una guida completa all’uso dei colori e delle superfici nell’arredamento.

Questo “libro arredamento è particolarmente apprezzato per la sua capacità di fornire consigli pratici e ispirazioni per creare ambienti armoniosi e ben equilibrati.

Se sei alla ricerca di ispirazione per arredare la tua casa, eccoti altri libri di arredamento che non possono mancare nella tua libreria!

Esposizione libri di arredamento e letture piacevoli tra le tue mura

Ecco un piccolo elenco e titoli consigliati.

“La magia del riordino” (titolo originale: The Life-Changing Magic of Tidying Up) è un bestseller internazionale scritto da Marie Kondo, una consulente dell’arredamento stile giapponese specializzata nell’organizzazione degli spazi abitativi.

Il libro propone il metodo KonMari, un approccio rivoluzionario al riordino, con l’obiettivo non solo di liberare lo spazio fisico dagli oggetti inutili, ma anche di apportare cambiamenti positivi nella vita di chi lo adotta.

Invece di riordinare una stanza alla volta, il metodo KonMari suggerisce di concentrarsi su una categoria di oggetti, come vestiti, libri o documenti, e affrontarla completamente prima di passare alla successiva.

“Arreda la tua casa secondo il tuo stile. Comodità, funzionalità e armonia nella scelta dei mobili” di Frida Ramstedt
Il libro racchiude i consigli dell’interior designer svedese Frida Ramstedt su come scegliere i mobili e organizzare i progetti di arredamento interni della casa dei sogni, focalizzandosi su comodità, funzionalità e armonia. Ramstedt spiega che, quando si scelgono i mobili, è fondamentale non solo l’estetica, ma anche la qualità e l’adattabilità alle esigenze personali.

” Sentiti bene nella tua casa.” di Frida Ramstedt

Un altro libro arredamento che riassume i consigli di Frida Ramstedt su come rendere un ambiente accogliente, armonioso e ben studiato attraverso regole di interior design accessibili a tutti. Anche se non esistono soluzioni uniche, Ramstedt condivide principi consolidati basati sull’architettura e la progettazione arredi interni, per aiutare a creare l’atmosfera desiderata senza costosi interventi.

“Uno spettacolo di casa” di Romina Sita

Arredare casa è un momento magico, sia che si tratti della prima casa, di una ristrutturazione o di un rinnovo degli spazi esistenti. L’entusiasmo iniziale può diminuire a causa di dubbi e problematiche, ma questo libro è pensato per mantenere vivo l’entusiasmo e le emozioni positive legate alla creazione di un arredo e design della casa dei sogni. Con volontà, conoscenza, hobby e passioni, il libro offre gli strumenti necessari per progettare gli spazi domestici in modo funzionale ed esteticamente gradevole.

“Hygge: la filosofia danese per raggiungere la felicità nella vita quotidiana” di Lifestyle Emporium

Il concetto di hygge è una filosofia danese che mira a creare un’atmosfera di benessere e felicità nella vita quotidiana. Si tratta di trovare serenità e gioia nei piccoli momenti, come immergersi in una vasca calda, accendere candele, creare con dei cuscini per arredare un angolo relax o leggere un buon libro.

Il libro arredamento “Hygge, la Filosofia Danese per Raggiungere la Felicità nella Vita Quotidiana” insegna come gestire meglio il proprio tempo e godere di questi momenti semplici per migliorare il proprio benessere e felicità. L’obiettivo è stare bene con se stessi per poter essere felici.

Come arredare una cameretta piccola: un libro molto utile in merito

Un ulteriore opera letteraria consigliata tra i libri di arredamento per sapere come arredare una cameratta piccola è

Piccole idee d’arredo. Per rendere esclusiva la tua casa.” di Mara Antonaccio

L’opera racchiude diverse idee creative e ispirazioni per l’arredamento per trasformare il proprio arredamento d’interni con poche e semplici mosse. Suggerimenti come, ad esempio, adoperare specchi su misura, usare per l’esposizione libri mensole a muro strategiche, decorazioni perfette, tappeti originali e vecchi mobili su misura rinnovati con interventi artistici. L’obiettivo è personalizzare l’ambiente con gusto e fantasia, creando oggetti d’arredamento unici e rinnovando lo spazio con creatività.

I libri di arredamento rappresentano una risorsa preziosa per chi desidera progettazione arredi interni, trasformare e personalizzare la propria casa con stile e creatività.

La passione dei torinesi per la lettura e l’arredamento si riflette nella crescente domanda di diverse opere, che offrono consigli pratici e ispirazioni per creare ambienti funzionali e armoniosi. Che si tratti di adottare un arredamento stile giapponese minimalista o di esplorare il concetto di hygge, i torinesi trovano nei libri di arredamento validi alleati per rendere le loro abitazioni accoglienti e uniche.

Salone dell’Auto occasione di rilancio. Ma più attenzione alla sicurezza

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni

Il Salone dell’auto nelle vie del centro e’ subito sembrato un evento che poteva segnare un rilancio di immagine di una città in crisi, per non dire in decadenza come Torino. Le auto in centro in una città che la Fiat ha privato delle auto, sembravano una bella risposta, un segnale forte per guardare avanti ad un futuro che sarà comunque molto difficile ricostruire dopo che le vicende e le scelte degli Elkann hanno umiliato e retrocesso questa città, con complicità di una classe politica non adeguata. L’incidente accaduto che ha provocato feriti a causa di un’auto finita fuori controllo rischia di macchiare il salone o almeno il modo non sicuro e un po’ inprovvisato di organizzarlo, apparso con evidenza. Noi siamo forse prevenuti perché non possiamo dimenticare il disastro creato in piazza San Carlo dal pressappochismo con cui venne organizzata la proiezione di una partita di calcio nel giugno 2017 con delle vittime. Il vicesindaco grillino di allora, cinque anni fa, si auguro’che la grandine sulle auto in mostra determinasse la fine del Salone al Valentino ed ottenne il suo scopo senza disastri meteo. Ieri ha espresso il suo plauso al nuovo salone in centro. Il suo consenso non ha portato fortuna. Oggi si pone il problema della sicurezza al di là dell’incidente che è accaduto. Torino ancora una volta non si è putroppo rivelata all’altezza. Peccato.  Speriamo che il Salone resista alle inevitabili polemiche già divampate.  Esso si può rifare con maggiore sicurezza il prossimo anno. Le improvvisazioni non pagano e per questi eventi sono assolutamente da evitare. La storia torinese esige impegni concreti che diano certezze ad una città che ha premiato il Salone con una straordinaria partecipazione di pubblico.

Arrestato con 11 carte di credito clonate

Mercoledì sera, il Commissariato di P.S. Dora Vanchiglia ha coordinato un controllo straordinario del territorio ad “Alto Impatto” insieme al personale del Reparto Prevenzione Crimine Piemonte, del V Reparto Mobile di Torino, di un’unità cinofila della Polizia di Stato, oltre a personale della Guardia di Finanza, dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia Locale.

L’attività, esercitata nella zona di competenza concentrandosi maggiormente in Lungo Dora Napoli, Corso Giulio Cesare, Corso Emilia e vie limitrofe, ha portato a:

l’identificazione di 39 persone;

l’arresto di una persona;

la denuncia di 2 persone

il controllo di 3 esercizi pubblici;

l’emissione di 334 € di sanzioni amministrative;

il sequestro di 102 grammi di hashish e di 665 €.

In particolare, l’arresto è avvenuto all’incrocio tra Corso Ciriè e via Cigna, dove personale del Reparto Prevenzione Crimine ha fermato tre persone di nazionalità romena in prossimità di un distributore di carburanti.  Uno di essi, un 33enne, veniva trovato in possesso di 11 carte di credito clonate adibite proprio al rifornimento presso quel gestore; l’uomo, pertanto, è stato tratto in arresto per indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti; gli altri due cittadini romeni, in sua compagnia, sono stati denunciati ai sensi della medesima normativa.

Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati sino alla sentenza definitiva.

Per quanto riguarda i locali sottoposti a controllo, uno di essi, sito in corso Brescia, a seguito di verifiche condotte da personale della Polizia Locale e dalla Guardia di Finanza, è stato sanzionato per irregolarità amministrative (omessa trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri) per la somma di 300€.

Un panificio di corso Giulio Cesare è stato, invece, sanzionato per irregolarità igienico sanitarie, per un totale di 34,33 €.

Infine, presso i giardini “Madre Teresa di Calcutta” personale del Reparto Prevenzione Crimine di corso Vercelli ha rinvenuto e sequestrato a carico di ignoti 102 grammi di hashish.

Traffico: regole antismog, si ricomincia

Tornano in vigore da lunedì prossimo 16 settembre le misure antismog, già concordate e decise a livello di bacino padano dalle Regioni con il Ministero dell’Ambiente.

Alle limitazioni strutturali valide tutto l’anno che riguardano il divieto di circolazione dalle ore 0.00 alle 24.00 tutti i giorni (festivi compresi) dei veicoli adibiti al trasporto di persone (categoria M1, M2, M3) e dei veicoli adibiti al trasporto merci (categoria N1, N2, N3) con omologazione inferiore o uguale all’Euro 2 per i veicoli alimentati a benzina e diesel, con omologazione inferiore o uguale a Euro 1 per i veicoli alimentati a GPL e metano, dal 16 settembre 2024 al 15 aprile 2025 si aggiungono:

– il divieto di circolazione veicolare dalle ore 8.00 alle 19.00 nei giorni feriali dal lunedì al venerdì, dei veicoli dotati di motore diesel adibiti al trasporto persone (categoria M1, M2, M3) e adibiti al trasporto merci (categoria N1, N2, N3) con omologazione uguale a Euro 3 ed Euro 4;

– il divieto di circolazione veicolare dalle ore 0.00 alle 24.00 tutti i giorni (festivi compresi) di tutti i ciclomotori e i motocicli adibiti al trasporto di persone o merci (categoria L1, L2, L3, L4, L5, L6, L7) con omologazione inferiore o uguale a Euro 1.

In merito al funzionamento dell’attivazione delle misure emergenziali, si ricorda che il semaforo scatta sulle previsioni di superamento del valore limite giornaliero di PM10, calcolate con un sistema modellistico integrato di valutazione e previsione meteo. Le limitazioni emergenziali entrano in vigore il giorno successivo a quello di controllo – stabilito nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì – e rimangono attive fino al giorno di controllo seguente.

Il sito web della Città di Torino e i canali social istituzionali della Città di Torino informeranno tempestivamente i cittadini in merito all’applicazione dei livelli di allerta, che verranno comunicati anche dall’ufficio stampa agli organi d’informazione.

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