Sharon Stone, diva assoluta del grande schermo e Matthew Broderick, uno degli attori più rappresentativi della sua generazione, saranno presenti al 42° Torino Film Festival. La due star planetarie presenteranno in sala due fra i loro più celebri film e riceveranno il prestigioso premio “Stella della Mole”, il riconoscimento cinematografico che viene assegnato a figure di spicco del cinema internazionale.
Con Sharon Stone il pubblico del TFF sarà catapultato nelle atmosfere western di Pronti a morire di Sam Raimi, film da lei anche co-prodotto, in cui interpreta una pistolera bella e letale a fianco di Gene Hackman e di due attori, a quel tempo emergenti, che avrebbero lasciato il segno, Leonardo Di Caprio e Russell Crowe.
Matthew Broderick, che arriverà a Torino accompagnato dalla moglie, l’attrice Sarah Jessica Parker, racconterà al pubblico il suo rapporto con Marlon Brando vissuto durante le riprese di Il Boss e la Matricola, di cui è stato il giovane co-protagonista e che sarà proiettato all’interno della retrospettiva dedicata a Brando.
Il Torino Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT.


Nel 1994 morì Luciano Perelli, storico preside del liceo “Gioberti” ma il suo anniversario è stato ignorato. È stata invece intitolata la biblioteca del liceo, enclave della sinistra torinese, a Lidia de Federicis docente di Lettere italiane e soprattutto coautrice del “Materiale e l’immaginario”. Una rivoluzionaria antologia, concepita con Remo Ceserani, che avrebbe dovuto cambiare il modo di insegnare e studiare la letteratura in una dimensione interdisciplinare e internazionale. Tanti sono ancora oggi gli ammiratori della professoressa dal carattere impossibile e dal modo di scrivere spesso riservato a pochi addetti. La de Federicis proveniva dal PSI lombardiano, ma il suo punto di arrivo non fu certo il partito socialista. Era una professoressa molto politicizzata e divisiva, sempre pronta a stizzirsi e a polemizzare. Su altri versanti disciplinari simile a lei fu Carlo Ottino del liceo “Alfieri”, uomo polemico all’eccesso, un dottrinario laicista che non voleva la laicità della scuola, ma l’ateismo di Stato, anzi la libertà per tutti salvo che per i cattolici.