ilTorinese

Torino, San Secondo: truffe telefoniche per migliaia di euro

LA POLIZIA RESTITUISCE IL MALTOLTO

Il quartiere San Secondo di Torino non di rado registra casi di truffe o furti aggravati ai danni di persone anziane. Negli ultimi mesi, in particolare, sono state segnalate truffe telefoniche, con trasferimenti anche di considerevoli somme di denaro da parte delle vittime.

Malgrado stratagemmi di raggiro sempre nuovi, la Polizia di Stato si conferma vicina alle vittime, con indagini tempestive che, in diversi casi, permettono di far recuperare ai legittimi proprietari il maltolto.

È il caso della signora Maria (nome di fantasia), che si è rivolta alla Polizia lo scorso marzo, dopo essere stata contattata con un sms da qualcuno che si era spacciato per la figlia e che, sostenendo di aver bisogno urgente di denaro poiché aveva rotto il computer ed il televisore di casa, aveva chiesto alla mamma di effettuare un bonifico. Peccato che gli estremi del conto forniti fossero quelli di un signore residente in Lombardia.

I poliziotti del Commissariato di P.S. San Secondo, sotto il coordinamento della Procura di Torino, hanno condotto un’indagine durata alcuni mesi, che si è snodata attraverso l’acquisizione della denuncia, l’analisi del traffico telefonico delle utenze usate per contattare la vittima e il confronto delle celle impegnate dalle chiamate, fino all’individuazione del sospettato.

La tempestività del congelamento del conto corrente sul quale il denaro era stato trasferito ha permesso il recupero e la restituzione della somma di 2000 € alla persona raggirata e la denuncia per truffa di un cittadino italiano di 72 anni.

Ma l’abilità nell’inganno è talmente cresciuta che non sono solo le persone anziane ad essere scelte come bersaglio: basti pensare che, sempre tramite un messaggino, una signora di 55 anni è stata indotta a versare in più tranche delle somme di denaro, per quasi 15000 €, a favore di un sedicente dipendente di un istituto di credito, che addirittura si era spacciato per un operatore dell’Ufficio Antifrodi.

La signora, insospettitasi solo in un secondo momento, si è subito rivolta alla Polizia: anche in questo caso, gli investigatori del Comm.to di P.S. San Secondo hanno richiesto il blocco cautelativo della somma appena versata dalla vittima.

Il denaro è stato effettivamente trattenuto, nella fase di accertamento, e, una volta verificata l’avvenuta frode, l’istituto bancario ha riaccreditato sul conto della legittima proprietaria l’intera cifra, impedendo agli autori del reato di impossessarsene.

E’ quindi sempre necessario prestare la massima attenzione a telefonate o messaggi sospetti, soprattutto se provenienti da presunti avvocati, istituti bancari o Forze dell’ordine,  non fidarsi dei numeri sconosciuti e verificare sempre le informazioni.

In caso di dubbi non esitate a telefonare al Numero unico di emergenza 112 (Nue).

È Marco Bucci il nuovo presidente della Regione Liguria

GENOVA. È Marco Bucci il nuovo presidente della Regione Liguria. Secondo i dati parziali forniti dal ministero dell’Interno tramite il sito Eligendo, basati sui risultati di 1768 sezioni su 1785, Bucci ha ottenuto 288.082 voti, pari al 48,80%.

La nomina verrà formalizzata nei prossimi giorni dalla Corte d’Appello di Genova.

È morta Matilde, giovane promessa piemontese dello sci azzurro

/

Sport in lutto. È morta Matilde Lorenzi, 20 anni, la giovane promessa dello sci azzurro che ieri era caduta durante un allenamento sul ghiacciaio della val Senales, in Alto Adige. Piemontese, faceva parte del gruppo sportivo dell’Esercito.

Matilde era cresciuta al Sestrière con la sorella maggiore Lucrezia, slalomista.

La ragazza nella scorsa stagione aveva vinto  il campionato italiano assoluto e giovani in SuperG in Val Sarentino  e si era classificata al sesto posto in discesa e all’ottavo del Supergigante ai Mondiali juniores di Chatel, in Francia.

Alto Gradimento, un incontro tra vignaioli e appassionati

Alcune Informazioni :

• Quando: Domenica 27 ottobre 2024, dalle 10:30 alle 19:30
• Dove: Relais Cascina Era – Sandigliano (BI)
• Costo: €20, comprensivo di calice e accesso a tutte le degustazioni di vino
• Acquisto biglietti: Online o direttamente in loco
• Organizzatore: Popsommelier
Per ulteriori informazioni:
• Sito web: altogradimentovino.it
• Instagram: @altogradimentofieravino

Come si è svolto:

L’evento è iniziato alle 10:30. Con acquisto il biglietto online o in loco e ricevere una pratica tracolla con calice.
Esplorando le due sale, era possibile degustare i vini di numerosi produttori, ciascuno con una storia da raccontare.
Alle 11:00 e alle 15:00 era possibile partecipare alle masterclass dedicate allo champagne, della durata di un’ora.
Per tutta la giornata è stata presente un’area food con tre deliziose proposte gastronomiche.
L’ultimo ingresso era previsto alle 17:30, con chiusura dell’evento alle 19:30.
Il costo del biglietto è di 20€, e includeva un calice e una tracolla per muoverti liberamente tra gli stand.
Ogni produttore ha offerto assaggi gratuiti dei propri vini, accompagnati dai racconti della loro storia e dei loro prodotti.

Elenco produttori presenti:

Piemonte
Azienda Chiesa Carlo
Azienda Alessandro Motta Alessandro
Cascina Rey
Gaggiano Viticoltori
L’Armangia
Ca’Ordano
Ilaria Salvetti
Giacomo Marchiori
Fabio Zambolin
Ca’ Riunci
Palladino
Fratelli Borsetto
Cooperativa 8 Pari
Cantina Gili
Costa di sera dei tabacchei
Vino del Sorriso
Cantine del castello Conti
Azienda Andrea Manfrinato
La Riviera di Masserano
Azienda Agricola Franco Nazzari

Lombardia
Francesca Carannante / Olptrepò Pavese
Barbalonga Franciacorta

Valle d’Aosta
La Toula

Veneto
Tenuta Falcona / Azienda agricola Cottini
Tenuta Pra de Oro

Trentino
Bongiovanni Viticoltore

Alto Adige
Maso Thaler

Liguria
Lorenzo Ramò

Emilia Romagna
Fangareggi

Toscana
Poggio al grillo
Colle al vento

Marche
Benforte Vini
Azienda agraria Fiorini

Puglia
Cantina Nistri

Sardegna
Mario Bagella
Agreste Natura
Podere 45
Cantina Cargiaghe
Cantina Sorres
Agricola Leo Conti

Francia
Petit Perlage di Gionata Venesio

Ecco i vini che mi hanno particolarmente impressionato:

CASCINA REY
GRIGNOLINO 2022
Vigne di 30 anni, terreno di sabbie astiane di origine marina ,versante sud ,metri 200
10 giorni sulle bucce, manolattica spontanea
Vinificato in acciaio con tutti i vinaccioli
Al naso: pulito, lineare, sentori di fragola e di spezie dolci
In bocca: preciso, sentore di mandorla nel finale , bell’equilibrio in bocca .

CASCINA REY
BARBERA 2021
Vigne di circa 30 anni , selezione delle uve più mature, versante sud/ovest, metri 150, terreno di sabbie astiane , 18 giorni sulle bucce, vinificato in acciaio , manolattica spontanea , rimane in acciaio per 18 mesi .
Al naso: complex sentore di terziario già ben evidenti
In bocca: frutta e bella bevibilità già armonizzata e completa .

L’ARMANGIA
BARBERA
SOPRA BERRUTI 2022
Vigna in parte del 2001 in parte 1992, in parte 2008 per una media di 25 anni.
Vigneti 60% a Moasca terreno argilloso sabbioso e calcareo 40% a Canelli terreno limoso calcareo. 8 giorni sulle bucce , 30% acino intero ,vinificato in acciaio poi 10 mesi 30% nuove Botti rovere francese da 2000 e 3400 e 70% in acciaio.
Poi di nuovo in acciaio da 7 a 12 mesi tutto insieme.
Al naso: fresco , frutta piena
In bocca: fresco e con tannini ben amalgamati, di pronta beva .

L’ARMANGIA
MOSCATO 2018
CANELLI
Vigna del 1991 , m 240 ,versante sud-est, terreno limoso calcareo ,vinificato in acciaio per 25 giorni . Sicuramente in questo caso il terreno fa la differenza di questo fantastico Moscato.
Bell’esempio di longevità.
Al naso: menta, salvia, Licia, Citro e arancia aperta, un po’ di idrocarburi
In bocca: sentori di sale e di arancia tarocco anche di anice .

CONTI
ORIGINI 2022
MAGGIORA (NO)
Vigne di oltre 10 vitigni diversi con una media di 35 anni di età, 10 giorni sulle bucce ,vinificato in acciaio
Al naso: ruspante e immediato
In bocca: frutta fresca di pronta beva ,un bel vino di primo ingresso .

CASCINA GILI – OFFICINA DEL VINO
UVAGGIO 2021
SETTIMO ROTTARO (TO)
Vigne di oltre cinquant’anni, tante uve diverse ,
50% Nebbiolo, il restante 50% è composto da Neretto Gentile, Neretto Duro, Neretto Cuneese, Uva Rara, Croatina, più altre varietà autoctone. 15 giorni sulle bucce , fermentazione spontanea, 18 mesi Tonneaux usati
Al naso :pulito ,di pronta beva ,frutta fresca
In bocca: fantasticamente complesso e di pronta beva . una bella complessità sia olfattiva che in bocca.

PALLADINO
BARBERA D’ALBA SUPERIORE
BRICCO DELLE OLIVE 2021
SERRALUNGA D’ALBA
Vigne a Serralunga , Esposizione: Est/Sud-Est. Mt330 , Terreno:Calcareo-argilloso
vinificato in acciaio, poi 15 mesi di tonneaux usati
Al naso: pulito, sentore di amarena e noce moscata.
In bocca: Il sapore pieno e armonioso attenua l’acidità tipica del vitigno.

CANTINA CARGIAGHE
VERMENTINO DI SARDEGNA 2022
TENUTE CROBOLU
ALGHERO (SS)
Vigna di 15 anni, zero giorni sulle bucce pressatura soffice ,vinificato solo in acciaio
Al naso: leggero sentore d’idrocarburi ,vegetale
In bocca: complesso ,minerale, molto sapido

PODERE 45
ALGHERO BIANCO DOC2023
SASSARI
Vigna di 35 anni, mt 50 ,terreno argilla calcareo ferrosa , 100% vermentino
3 giorni sulle bucce ,vinificato solo in acciaio
Al naso: sentore di idrocarburi
In bocca: pulito, complesso, sapido ma elegante, bellissimo finale.
Forte influsso del Maestrale con il suo sale sulle bucce.

Alla prossima

LUCA GANDIN

La Valanga Azzurra, il docufilm per celebrare quei lontani miti dello sci

Presentato al cinema Romano di Torino il docufilm del regista Giovanni Veronesi sulla mitica “Valanga Azzurra”, un gruppo fantastico di sciatori che, negli anni Settanta, portarono gloria e lustro all’Italia con le loro innumerevoli e spettacolari vittorie nel cosiddetto “circo bianco”: verrà trasmesso il 30 dicembre in prima serata su Rai 3. Presenti in sala molti dei protagonisti di ieri, dal mitico Gustav Thoeni a Piero Gros e a Paolo De Chiesa, oggi commentatore tecnico per la Rai, e di oggi, come Sofia Goggia e Federica Brignone.

Cinquant’anni fa nasceva il mito della “Valanga Azzurra”, una felice ed eloquente espressione di origine giornalistica usata per la prima volta nel 1974 da La Gazzetta dello Sport, dal giornalista Massimo di Marco, a commento della gara di slalom gigante di Berchtesgaden, in Germania, del 7 gennaio, la quale per ben un decennio fu la squadra di sci alpino più forte della storia. Un gruppo straordinario di atleti e sciatori che, ispirato dai grandi del passato, uno su tutti Zeno Colò, creò le premesse per un movimento sciistico di massa (negli anni Settanta, con il boom economico italiano, prese piede anche il turismo montano e quindi le attività sportive a esso collegate; inoltre gli sci di legno con attacchi rudimentali furono sostituiti da materiali moderni), che avrebbe poi portato alla nascita di altri super campioni come, per esempio e per citare il più fantastico e indiscusso, Alberto Tomba, detto la “Bomba” (che fu allenato da Gustav Thoeni).

Probabilmente la volontà di produrre questo docufilm è nata anche dalla precedente idea filmica di Domenico Procacci (Una squadra) di rendere omaggio a un altro mito sportivo nostrano del passato, l’altrettanto celeberrimo team nazionale di tennis, composto da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli e capitanato da Nicola Pietrangeli, il quale, sempre negli anni Settanta (1976), alzò sotto il cielo di Santiago del Cile la famosa Coppa Davis. Questo evidente e ulteriore stimolo, unito a una passione vera e profonda per lo sci di Giovanni Veronesi, che da bambino fantasticava nei suoi sogni di emulare quei grandi campioni, senza poi riuscirci, deve aver dunque indotto il regista-sceneggiatore di personaggi quali Carlo Verdone, Francesco Nuti e Leonardo Pieraccioni ad abbracciare questa nuova e particolare avventura professionale, questa nuova sfida.

Nel docufilm, già presentato al Festival del Cinema di Roma, viene narrato tutto il leggendario percorso della nazionale italiana di sci alpino degli anni Settanta, guidata dall’altrettanto leggendario capitano Mario Cotelli, attraverso i suoi innumerevoli e prestigiosi successi in Coppa del Mondo, ai Mondiali e alle Olimpiadi: in pochi anni la Valanga Azzurra vinse infatti cinque Coppe del Mondo e numerose medaglie tra Olimpiadi invernali e Mondiali di sci alpino. Il docufilm, che ha richiesto un lavoro lungo, minuzioso e approfondito, naturalmente non racconta solo i fasti e le vittorie, ma analizza anche e soprattutto il gruppo e i singoli, gli antagonismi e i protagonismi, le sane e ovvie rivalità, le amicizie e le discussioni, le litigate, lo spirito di squadra, la capacità di stimolarsi e sostenersi a vicenda nei momenti migliori e in quelli più difficili, sempre memore del fatto che erano certamente campioni sugli sci, ma ancor più e in primis uomini nella vita quotidiana, con i loro pregi e difetti, vizi e virtù.

Solitamente, tra questi veri e propri eroi del “circo bianco”, che fecero sognare ed esaltare milioni di italiani di ogni latitudine ed età, si tende a ricordare i nomi più blasonati e vincenti come Gustav Thoeni o Piero Gros, ma di non minore importanza furono, proprio per la costruzione del mito della Valanga Azzurra, personaggi come Paolo De Chiesa, Herbert Planck, Franco Bieler, Helmut Schmalzl, Tino Pietrogiovanna, Stefano Anzi, Giuliano Besson e Fausto Radici. Tutti, chi più e chi meno, diedero il loro prezioso e originale contributo per la creazione di un mito che resiste ancora dopo cinquant’anni e che sembra intramontabile, eterno e bello come una favola.

Patrizio Brusasco

Il Premio GammaDonna celebra i vent’anni

Lunedì 4 novembre prossimo, presso la centrale Nuvola Lavazza di Torino, il Premio GammaDonna celebra i vent’anni con il gran finale dell’edizione 2024. Si tratterà di un evento aperto al pubblico, interamente dedicato alla valorizzazione del talento imprenditoriale di donne e giovani come leva fondamentale per lo sviluppo socioeconomico e come acceleratore di un mondo più sostenibile. Il 4 novembre a Torino si terrà la finale del Premio, riconoscimento che celebra i vent’anni di valorizzazione dell’iniziativa imprenditoriale femminile innovativa, con l’obiettivo di contribuire a ridurre il “gender gap” in campo socioeconomico attraverso esempi di impresa virtuosi. Sul palco sei imprenditrici che hanno fatto della sostenibilità e dell’innovazione tecnologica i valori portanti della propria visione aziendale, che si contenderanno il Premio GammaDonna, il Women Startup Award powered by Intesa Sanpaolo Innovation Center, il Giuliana Bertin Communication Award e la Menzione per l’impatto sociale del Cottino Social Impact Campus.

L’evento è inserito nel calendario di Torino Capitale Cultura d’Impresa 2024 con il contributo della Camera di Commercio di Torino, il Patrocinio della Commissione Europea, Regione Piemonte, Città di Torino e G7 Women 7. I lavori avranno inizio alle ore 17 con le interviste alle sei innovatrici finaliste, per proseguire con una tavola rotonda dedicata a cultura d’impresa rigenerativa, sostenibilità e impatto, con le testimonianze di Claudia Colla, Commissione Europea, Giovanna Melandri di Human Foundation, Gianluca Dettori (Primo Ventures), Alessandra Bianco (Lavazza Group), Marella Caramazza (Cottino Social Impact Campus & Istud) e Giulia Baccarin (MIPU), vincitrice del Premio GammaDonna 2016. La conduzione dell’evento è affidata a Giampaolo Colletti, direttore di Startupitalia.

Dopo la proclamazione delle vincitrici la serata si concluderà con il cocktail party “Venti Years of GammaDonna” per celebrare il ventennale impegno dell’Associazione a favore della cultura d’impresa.

Le sei finaliste dell’edizione 2024 sono Paola Bernardotto, di Ettomio (Vicenza), Michela Conti, di UGO (Milano), Beatrice Carolina Iaia, di Biotitan Nanotechnology (Milano), Gioia Lucarini, di Relief (Pisa), Josephine Pace, di Alfa Green Solutions (West Palm Beach, FL) e Cinzia Tessarolo, di Family+Happy (Torino).

Le finaliste si aggiudicheranno inoltre un mini documentario sulla loro storia di innovazione territoriale, interviste uscite sui principali media internazionali, una sessione di strategica assestement con EY e accesso permanente alla piattaforma e Y Velocity, un percorso di formazione sul mondo VC e dell’innovazione di Italian Tech Alliance. L’opportunità di essere selezionata per un percorso di mentoring e un training per lo screening Angels 4 Women di accesso a un investimento tra i 100 e i 500 K, un percorso di formazione imprenditoriale con InnovUp, un percorsi di Sustainability Assessment per l’empowerment di sostenibilità e impatto ESG tramite Tool di SEED Capital Pro, un milione di mail sulla piattaforma di email marketing 4 dem, ingresso tra le ambassador GammaDonna.

 

Mara Martellotta

Guard rail incastrato nell’auto fuori strada: due feriti

Sono stati portati in ospedale in codice rosso i due giovani feriti a bordo di una vettura finita fuori strada in viaPerlasca a Novara. L’auto è rimasta incastrata nel guard rail e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per liberare le persone a bordo.
NOTIZIE DAL PIEMONTE

Presentato il bilancio sociale della Fondazione di Candiolo

Nel 2023 la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ha destinato oltre 26 milioni di euro alla cura e alla ricerca sul cancro. La generosità è il motore di tutto grazie a 41 mila donazioni totali, cui si deve aggiungere lo straordinario successo delle sottoscrizioni del 5×1000 (quasi 270 mila firme) e le eredità e i lasciti testamentari. Il segreto di Candiolo infatti – ha detto la presidente della Fondazione donna Allegra Agnelli – è nel mix fatto di medici, di ricercatori, di coloro che lavorano ogni giorno in Istituto, dei nostri sostenitori che non ci abbandonano mai e dei pazienti, che con la loro fiducia rafforzano il nostro impegno a fare ogni giorno ancora meglio e ancora di più. È il modello Candiolo, l’unico Centro italiano di ricerca e di cura oncologiche interamente realizzato con il sostegno di donatori privati”.

Nella presentazione del ventesimo bilancio sociale è stata precisata la destinazione dei fondi raccolti : alle attività di cura e ricerca oncologiche dell’Istituto di Candiolo-IRCCS, il secondo lotto del “Cantiere Candiolo” con la progettazione della nuova Biobanca, nuove strumentazioni per la diagnostica, riqualificati gli spazi della Medicina Nucleare, che presto ospiterà una nuova Pet-Tc, tre robot Da Vinci nell’area chirurgica, il più sofisticato dei quali utilizzato per la prima volta in Europa per la chirurgia della mammella. E poi ai ai ricercatori internazionali, e anche ai “cervelli di ritorno”.

Il racconto di come l’Istituto di Candiolo – IRCCS stia crescendo negli spazi, nelle attrezzature e nella qualità della cura e della ricerca oncologica, per affrontare le sfide del futuro, è stato fatto con un evento digitale condotto dal Direttore de La Stampa, Andrea Malaguti. Un itinerario all’insegna non solo di numeri, ma di testimonianze – come quella di Claudio Gasparotto, un paziente che tre anni dopo essere guarito dal tumore al pancreas ha partecipato alla Maratona delle Dolomiti, una delle gare ciclistiche più spettacolari al mondo – di volti e di passione, perché come ha detto il Presidente della Fondazione, Allegra Agnelli: “Sono riuscita a trasmettere l’amore che ho messo per Candiolo, un centro in grado di offrire un contributo significativo alla sconfitta del cancro”.

“A Candiolo – ha affermato il Direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Gianmarco Sala – sono attivi nove macro-progetti di ricerca, ai quali si aggiungono gli studi svolti dai 291 ricercatori nei 40 laboratori. In un anno le pubblicazioni sulle più prestigiose riviste internazionali sono state 259. Nel campo della cura la Fondazione ha contribuito a garantire circa 1 milione e 400 mila prestazioni ambulatoriali”. L’aggiornamento del parco tecnologico è continuo: “Nei nuovi spazi della radiologia interventistica e diagnostica – prosegue Sala – sono operative, fra l’altro, due nuove Tomotherapy, con un impegno di spesa complessivo di circa 7 milioni di euro. Sono entrati in funzione per la chirurgia oncologica due nuovi robot Da Vinci, che si affiancano a quello già esistente, e diventerà presto operativa una nuova Pet-Tc, inserita nei nuovi spazi della medicina nucleare. Nel reparto di Gastroenterologia ed Endoscopia è appena arrivato un ecoprocessore digitale, e infine abbiamo inaugurato un nuovo reparto di Medicina Interna al servizio del Sistema Sanitario Nazionale”.

“Continua senza sosta – prosegue Sala – il piano di sviluppo. Oggi l’Istituto si estende su 60 mila quadrati, grazie al completamento del primo lotto del “Cantiere Candiolo”, che ha visto, fra l’altro, la nascita di “Oncolab”, 3 mila metri quadrati e 15 laboratori a disposizione della ricerca che occupava già un’area di 10 mila metri quadrati. È stata completata la progettazione della nuova Biobanca, importante spazio di ulteriori 3 mila metri quadrati per la conservazione dei campioni di cellule tumorali che comporta un investimento di 10 milioni di euro”.

Una preziosa struttura, “utile per lo studio sempre più approfondito della malattia e per la messa a punto di terapie sempre più personalizzate che sarà aperta alla comunità scientifica”, sottolinea il Direttore Scientifico Anna Sapino. Così come è messa a disposizione dei centri di ricerca internazionali Xenturion, la più ricca collezione al mondo di “tumoriodi” generati da metastasi di malati oncologici del colon-retto.

“Comprende 128 modelli 3D di tumori metastatici e consentirà di studiare da vicino i meccanismi di resistenza della malattia e nuovi bersagli molecolari”, spiega il Professor Livio Trusolino, responsabile del Laboratorio di Oncologia Traslazionale dell’Istituto.

Un altro primato di Candiolo è l’utilizzo del nuovissimo Robot Da Vinci Single Port per la chirurgia mininvasiva della mammella: “Siamo i primi e unici in Italia – dice il Dottor Antonio Toesca, Direttore del Programma di Chirurgia Senologica – a operare con questa metodica. Il robot permette di accedere alla zona da trattare attraverso un’unica incisione di pochi centimetri, garantendo la massima precisione e minimizzando le cicatrici con grande vantaggio per la qualità della vita delle pazienti”.

 

 

Una delegazione di Volpiano a Palermo e Capaci 


Numerosi incontri organizzati con il sindaco Panichelli e il consigliere Furlini

Il sindaco di Volpiano Giovanni Panichelli e il consigliere comunale Christian Furlinimartedì 22 mercoledì 23 ottobre hanno partecipato, insieme a studenti e insegnanti dell’Istituto Comprensivo Volpiano, ad una serie di appuntamenti in Sicilia, nell’ambito delle iniziative per la legalità sostenute dalle scuole del territorio in collaborazione con il Comune. In particolare, si sono tenuti incontri con i sindaci di Palermo Roberto Lagalla e di Capaci Pietro Puccio e, insieme ai rappresentanti dell’associazione Addiopizzo Dario Riccobono Antonio Vassallo, sono state organizzate visite alle sedi di Addiopizzo Libera, alla tomba del Beato Padre Pino Puglisi nella cattedrale di Palermo, e a Capaci al MuST23 (Museo della Stazione) e alla casina No Mafia, la costruzione da dove, il 23 maggio 1992, venne fatto esplodere l’ordigno che uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, oggi divenuto un simbolo della resistenza alla criminalità organizzata.

Così il sindaco Panichelli: «In continuità con quanto organizzato insieme all’istituto comprensivo da parecchi anni, non abbiamo avuto un solo momento di esitazione circa la partecipazione a questo viaggio altamente educativo, che ha raccolto un alto gradimento da parte di tutti. Un particolare ringraziamento lo rivolgo alla Dirigente che ha sostenuto l’iniziativa e agli insegnanti che si sono resi disponibili, accollandosi anche importanti responsabilità, e ad Addiopizzo che con la consueta ospitalità ci ha fatto sentire a casa. Infine, un ringraziamento a Christian Furlini per aver condiviso il percorso e all’assessore alla Scuola Barbara Sapino per aver fattivamente coordinato le attività».

Al teatro Carignano l’omaggio di Paolo Fresu a Miles Davis

‘Kind of Miles’ è il titolo che Paolo Fresu ha voluto dare al concerto dedicato a Miles Davis, tratto dal capolavoro che il trombettista di Alton, in Missouri, compose nel 1959, “Kind of blue”.

Martedì 29 ottobre, alle ore 19,30, andrà in scena al teatro Carignano, con replica fino a domenica 3 novembre, “Kind of Miles’ interpretato da Paolo Fresu per la regia di Andrea Bernard. Lo spettacolo è un’opera musicale e teatrale che evoca l’universo creativo di Miles Davis. In scena con Fresu una formazione musicale composta da Bebo Ferra (chitarra elettrica), Dino Rubino ( pianoforte e Fender Rhodes electric piano), Marco Bardoscia (contrabbasso), Stefano Bagnoli (batteria), Christian Mayer (batteria), Filippo Vignato (trombone) e Federico Malaman ( basso elettrico).

‘Kind of Miles’ di Paolo Fresu è un’opera musicale e teatrale che evoca l’universo creativo e visionario dell’immenso musicista scomparso nel 1991. L’intento è quello di ricostruire la vita e la musica di un artista che ha segnato il Novecento attraverso la voce narrante di un unico attore/autore attraverso il suo universo sonoro e le sue relazioni artistiche e umane. La formazione musicale è composta da diverse personalità e strumenti, acustici e elettrici, che hanno segnato il suo percorso discografico e live sotto il profilo del suono e della ricerca.

Miles Davis è un artista mitico per antonomasia, un uomo capace di raccontare una storia recente che va al di là del jazz e della musica e la cui personalità marcata appare prepotentemente, non solo attraverso la sua tromba, ma anche negli occhi scavati e profondi e nel viso scavato degli ultimi anni che inchiodano lo sguardo e nelle mani rugose che hanno toccato il cuore. A noi del presente non ha solo lasciato un’icona, ma un soffio che è carezza e graffio. L’intento di ‘Kind of Miles’ è quello di ricostruire la vita e la musica di un artista che ha segnato il Novecento, attraverso la voce narrante di un unico autore/attore e attraverso il suo universo sonoro e le sue relazioni artistiche e umane.

Una scrittura intima puntellata da momenti personali di vita vissuta, soprattutto nel periodo dell’apprendistato del jazz tra gli anni Sessanta e i Settanta, la comparazione con l’alter ego Chet Baker, e da storie tratte dalla fiorente letteratura su Davis.

“Considerare Miles Davis un autentico genio – spiega Vittorio Albani nel Volume “La storia del jazz in 50 ritratti” è addirittura notazione superflua e sminuente. E può anche essere retorico affermare come la sua figura artistica sia autentica a di quelle che hanno segnato la storia tutta della musica moderna. Ma è pura verità. Chi lo conobbe da una platea o a una presentazione discografica lo ricorda come una persona scontrosa e asociale. Chi lo conobbe personalmente parla, invece, di una persona posata, gentile, matura, anche se insicura e forse proprio per questo molto diretta. Virtuoso del non virtuoso, nel corso di una carriera unica è riuscito a snocciolare l’enciclopedia dell’esecuzione totale, portando spesso la materia jazzistica oltre i suoi limiti, dando nobiltà alle pause e alla famosa “nota fantasma” che soltanto un creativo inventore può giungere a proferire.

Riuscì come nessun altro a evitare le classiche etichette e classificazioni, utilizzando sempre e comunque elementi stilistici differenti e incomparabili gli uni agli altri. La sua sonorità, in capolavori assoluti quali il modale ‘Kind of Blue’ ( uscito nel 1959 e per molti il miglior disco di jazz mai pubblicato), come in quelli successivi alla celebre “svolta elettrica” di “In a silent way” (1969) e ‘Bitches Brew’ (1970) è un marchio di fabbrica unico e forse irripetibile. Sia per lo stile trombettistsico puro, singolare molto personale, che per quello indiretto del suono elettrico filtrato, o anche per l’uso della sordina. Velato e incisivo, vigoroso e ricco di audacia, come il blues, che ha sempre permeato la sua anima e non lo ha mai abbandonato.

Nelle sue tante formazioni, spesso autentici laboratori di ricerca, sono passati quasi tutti i protagonisti del jazz moderno. Un giorno Miles Davis disse a Quincy Troupe “ Per me la musica e la vita sono una questione di stile”.

Info biglietteria

Teatro Carignano, piazza Carignano 6.

Orari degli spettacoli martedì giovedì e sabati ore 19.30, mercoledì e venerdì ore 20.45, domenica ore 16.

Mara Martellotta