Convocazione comizi elettorali
L’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 7 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, e lunedì 8 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.
Convocazione comizi elettorali
L’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 7 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 23.00, e lunedì 8 giugno 2026, dalle ore 7.00 alle ore 15.00.
Giovedì 12 marzo, alle ore 21, e venerdì 13 marzo, alle ore 20, andrà in scena al Cineteatro Baretti, per la stagione Aurea Familia, la pièce teatrale “Il Papà di Dio”, per la scrittura scenica e la regia di Andrea Fazzini. Gli interpreti saranno Mary Bracalente, Andrea Filipponi, Sergio Licatalosi e Fernando Micucci.
In una stagione che esplora le geometrie imprevedibili della famiglia, “il Papà di Dio” del Teatro Rebis, liberamente tratto dalla graphic novel di maicol&mirco, è una tappa necessaria. L’indagine della nuova stagione del Baretti si intreccia con tematiche care agli autori: la solitudine, la morte, la relazione con l’altro e con il divino e l’esistenza, attraversate e deprivate da un approccio minimale e diretto. Tra ironia e lirismo, la compagnia marchigiana offre allo spettatore una riflessione pungente e poetica sul rapporto tra genitori e figli, sul fallimento e sulla responsabilità.
“Il Papà di Dio” ha un diavolo per capello, suo figlio è irrecuperabile, ha voluto creare il suo universo senza prima studiare. Il risultato è quello del nostro Universo. Un Universo dove si soffre, ci si ammala e si muore. Un Universo dove si lavora e si suda, un Universo tutto sbagliato, molto diverso da quello del Papà di Dio, che è meraviglioso, dove non esiste morte, dolore o fame, dove non si deve lavorare o faticare, dove non esistono i soldi. Dio però non ha voluto ascoltarlo. Riuscirà Dio a farsi accettare da suo Papà? E suo Papà riuscirà a comprendere il suo povero Dio?
Info e biglietteria: anyticket.it – alla cassa disponibili il giorno dello spettacolo
Cineteatro Baretti – via Baretti 4, Torino
Mara Martellotta
Cresce l’interesse dei Comuni piemontesi per gli interventi di miglioramento delle infrastrutture nelle borgate montane. Sono infatti dieci le amministrazioni locali che hanno presentato domanda per il bando regionale dedicato al potenziamento dei servizi nei piccoli centri di montagna.
Alla scadenza dei termini, fissata al 3 marzo 2026, le richieste complessive hanno raggiunto quasi 3,5 milioni di euro, una cifra che supera di circa il 50% la dotazione iniziale di 2 milioni di euro prevista dal bando nell’ambito del Complemento Sviluppo Rurale 2023-2027.
La maggior parte dei progetti proviene dal Cuneese, con sette candidature, mentre tre arrivano dalla Città metropolitana di Torino.
«La risposta dei territori dimostra quanto sia forte l’esigenza di investire nelle borgate montane – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo –. Garantire infrastrutture di base significa creare le condizioni per vivere, lavorare e fare impresa in montagna, contrastando lo spopolamento e valorizzando il patrimonio dei nostri piccoli centri».
Il numero di proposte presentate evidenzia la volontà dei territori di intervenire in modo concreto sui servizi essenziali e sulla qualità della vita nelle aree montane. I progetti riguardano diversi ambiti: dall’adeguamento delle reti energetiche e telefoniche al potenziamento dell’illuminazione pubblica, fino alla riqualificazione delle pavimentazioni nei nuclei storici delle borgate.
Il bando rientra nelle misure del Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023–2027 e prevede contributi fino al 90% delle spese di investimento per opere destinate alla realizzazione, all’ammodernamento o all’ampliamento delle infrastrutture di base nei centri montani.
Tra gli interventi ammissibili figurano il rinnovo delle reti elettriche e del gas, l’installazione o il miglioramento dell’illuminazione pubblica, lo sviluppo delle infrastrutture telefoniche e di comunicazione e la riqualificazione degli spazi pubblici nei centri storici.
Le proposte progettuali presentate hanno un valore compreso tra circa 100 mila e quasi 500 mila euro e includono, tra le opere previste, anche l’interramento delle linee aeree e il rifacimento delle pavimentazioni con materiali antichizzati, soluzioni che permettono di migliorare i servizi salvaguardando al tempo stesso il carattere storico e architettonico dei borghi.
L’ampia partecipazione al bando e l’entità degli investimenti richiesti rappresentano un indicatore significativo per la pianificazione delle future politiche regionali dedicate alla montagna.
«La montagna piemontese dimostra di avere progettualità e visione – conclude l’assessore –. La forte richiesta registrata sarà certamente un elemento che terremo in considerazione per rafforzare le politiche regionali dedicate allo sviluppo e alla valorizzazione delle borgate».
Informazione promozionale
Venezia 1754.
Alla vigilia della festa del Redentore, una serie di strani eventi fa credere che qualcuno stia tramando un colpo di Stato. Marco Leon, ancora convalescente dopo una grave ferita subita mesi prima, vorrebbe rientrare in servizio per indagare, ma Geminiani, preoccupato per il suo stato di salute, gli affida un caso minore: la morte di un valletto. Il colpevole sembrerebbe essere un giovane patrizio, Guido Manfré. Tuttavia, la fidanzata del nobile, Cecilia Todesco, non ne è convinta e ha implorato l’intervento dello stesso Geminiani, nella speranza di poter discolpare l’amato.
Marco, pur di uscire dall’inerzia di quei mesi passati in casa, accetta l’incarico, apparentemente semplice. I due casi, inizialmente separati, si intrecciano gradualmente, rivelando a poco a poco, connessioni inaspettate. Guido Manfrè sembrerebbe non solo implicato nell’omicidio del valletto, ma anche nelle vicende che porterebbero al colpo di Stato. Gli interessi in gioco sono molteplici e la vicenda sembra inestricabile. Nulla è come appare. Sotto la superficie dei canali di Venezia si nascondono intrighi e segreti che minacciano la Repubblica stessa.
Quando Marco unisce i fili delle due indagini, si trova ad affrontare un caso complesso. Dovrà scoprire la verità sull’omicidio, affrontare l’assassino e fermare il complotto per salvare, ancora una volta, la Serenissima. Se possibile.
Il romanzo si trova nelle librerie fisiche e on line.
“I medici cubani c’erano quando ne abbiamo avuto bisogno, durante l’emergenza Covid. Non dimentichiamo i loro sacrifici: ora dobbiamo essere noi ad aiutarli”. Così hanno commentato ieri gli esponenti dei Verdi del Piemonte Roberto Tricarico, Erica Bevilacqua e Mauro Trombin consegnando le prime tre scatole di medicinali raccolte tra iscritti e simpatizzanti.

“Dobbiamo rompere l’isolamento che sta strangolando Cuba e far a tornare a respirare l’isola che Trump vorrebbe assoggettare al suo Governo. Per questo una nostra delegazione si unirà al convoglio che partirà da Torino il 17 marzo con destinazione l’Havana” – così concludono gli ambientalisti.
Il tavolo tecnico-politico sull’aggiornamento dello studio di fattibilità della Gronda Est si è riunito nella sede della Città metropolitana di Torino. È stata portata all’attenzione degli amministratori locali interessati all’infrastruttura la comparazione e la valutazione tecnica dei pro e dei contro delle diverse ipotesi e alternative di tracciato che lo studio Meta, incaricato dalla Città metropolitana, ha preso in considerazione. A condurre l’incontro è stato il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, che ha la delega ai lavori pubblici. Erano presenti l’Assessore regionale ai trasporti, infrastrutture, opere pubbliche e difesa del suolo Marco Gabusi e il Consigliere metropolitano delegato all’ambiente, Alessandro Sicchiero, anche nella sua veste di Sindaco di Chieri. Gabusi e Sicchiero hanno sottolineato la validità dell’approccio partecipativo e del coinvolgimento degli amministratori locali nelle scelte progettuali.
“Le alternative di tracciato elaborate dai tecnici dello studio Meta hanno recepito le puntuali osservazioni presentate dai Comuni durante i lavori del tavolo tecnico-politico iniziati nel 2024. Il tema ancora oggetto di confronto sono le eventuali criticità e interferenze con la viabilità minore, ma, al momento, la priorità è arrivare ad una scelta il più possibile condivisa tra una delle 7 opzioni di percorso considerate. – spiega il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo – L’opzione prescelta guiderà la redazione del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, che è il primo e indispensabile passo della progettazione dell’infrastruttura. Nella riunione odierna abbiamo preso atto della più volte ribadita posizione dell’amministrazione comunale di Montaldo Torinese, contraria ad interventi infrastrutturali sul proprio territorio e favorevole solo ad un limitato allargamento della sede stradale della Provinciale 122″.
Senza voler in alcun caso interferire con scelte che hanno un carattere politico, i tecnici di Meta hanno spiegato agli amministratori locali che a loro giudizio i tracciati delle opzioni A e A’ presentano il miglior rapporto tra benefici attesi e costi di realizzazione e manutenzione. Per quanto riguarda la zona nord della Collina torinese le opzioni A e A’ prevedono il transito in Val Pallera. Per la zona sud viene ipotizzato il riutilizzo del sedime stradale della Provinciale 122, mentre per il nodo di Sant’Anna vi sono due sub-opzioni: la A prevede una galleria, la A’ un percorso di aggiramento. Per quanto riguarda la tangenziale di Chieri viene preso in considerazione un raddoppio con due carreggiate indipendenti. Per la tratta Chieri-autostrada A 21-Poirino si ipotizza il potenziamento della Variante di Pessione. I tecnici hanno spiegato che l‘opzione A1 prevede il minor ricorso possibile alla realizzazione di tunnel, infrastrutture che hanno un elevato costo di realizzazione e di manutenzione. Le macro-prestazioni complessive delle opzioni in termini di alleggerimento della pressione del traffico sulla viabilità attuale sono simili. Quello che cambia sono appunti i costi: le opzioni A e A’ comporterebbero un investimento stimato in 527 milioni di euro, mentre per l’opzione B la stima sale a 669 milioni, per la C ad 806 e per la D a 719. Per gli utenti provenienti o destinati alla zona collinare le opzioni A e A1 consentono raccordi più immediati con la viabilità locale.
Un vasto traffico internazionale di cocaina viaggiava dal Brasile verso i porti italiani e del Nord Europa nascosto su navi container. L’indagine, denominata operazione “Samba” e avviata dai carabinieri nel 2024, aveva portato a diversi arresti: cinque in Italia, tra persone ritenute vicine alla ’ndrangheta attiva in Piemonte, e altri diciotto in Brasile.
Al centro dell’inchiesta alcuni ex latitanti arrestati nel 2019 che dopo aver deciso di collaborare con la giustizia, hanno fornito agli investigatori informazioni determinanti per ricostruire la rete di narcotraffico e i canali utilizzati per l’importazione della droga dal Sud America verso l’Europa.
Per quell’indagine è arrivata ora la prima decisione del tribunale di Torino. Al termine del processo celebrato con rito abbreviato, i giudici hanno inflitto otto condanne con pene comprese tra gli otto e i diciotto anni di carcere. Uno degli imputati è stato assolto.
Le indagini avevano inoltre individuato a San Giusto Canavese il punto di riferimento dell’organizzazione, da cui venivano coordinati i traffici legati alle spedizioni di cocaina provenienti dai porti dello stato brasiliano del Paranà. Nel corso dell’inchiesta gli investigatori hanno ricostruito l’arrivo di oltre 1.600 chilogrammi di droga lungo la rotta tra Brasile e Italia, con un giro di denaro stimato in più di 6,5 milioni di dollari.
I lavori di riqualificazione dell’area sono partiti lo scorso settembre, e avranno una durata di circa un anno. Il progetto include il rifacimento delle pavimentazioni, la realizzazione di nuove reti di adduzione idrica per i banchi alimentari, la revisione dell’impianto reflui con allaccio alla rete fognaria, l’installazione di un moderno impianto elettrico interrato e il rinnovo delle griglie delle aiuole alberate, riprogettate per risolvere il problema del ristagno d’acqua che in passato aveva compromesso la salute di alcuni alberi. Nel progetto originale è stato incluso anche il ripristino del verde, con le nuove piante che vanno ad aggiungersi alle 56 piante già esistenti, aumentando l’ombreggiatura della piazza.
TorinoClick
Foto Museo Torino
La Polizia di Stato ha arrestato a Torino un cittadino italiano di 21 anni per resistenza a Pubblico Ufficiale e per aver ignorato l’alt della Polizia dandosi alla fuga.
È mattina quando i poliziotti dell’UPGSP rintracciano, in una via del centro cittadino, un’autovettura che poco prima aveva rischiato di investire alcuni passanti e che poi si era data alla fuga.
Raggiunta l’auto gli operatori hanno intimato all’autista di arrestare la marcia, ma l’uomo aumentava improvvisamente la velocità dirigendosi verso via Po in e attraversando alcune vie del centro cittadino in contromano fino a quando gli agenti non sono riusciti ad arrestarne la corsa all’altezza di Piazza Carlo Emanuele II.
All’interno dell’auto sono stati rinvenuti un martello, due cacciaviti, un capsicum e una mazza da baseball.
Inoltre, il ventunenne veniva trovato in possesso anche di una modica quantità di sostanza stupefacente pronta per essere consumata, per la quale è stato sanzionato amministrativamente.