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In piazza d’Armi e in via Filadelfia: 29 nuovi alberi grazie a Suzuki e Torino FC

Ieri nel Parco Cavalieri di Vittorio Veneto di piazza d’Armi si è tenuta la cerimonia di messa a dimora degli alberi donati da Suzuki alla Città di Torino in occasione della Giornata Nazionale degli Alberi 2025, che contribuiranno alla crescita del “Bosco diffuso Suzuki” sul territorio.

Nell’ambito del Suzuki Green Friday, grazie alla raccolta dello 0,5% del fatturato generato dalle vendite dalle tre divisioni della casa giapponese nella giornata del 28 novembre 2025, Suzuki ha donato infatti 29 alberi che sono stati messi a dimora nel parco di piazza d’Armi e in via Filadelfia, nelle vicinanze dello Stadio Olimpico Grande Torino. Il progetto è stato realizzato insieme agli assessorati al Verde e all’Ambiente e Transizione ecologica della Città di Torino, con la collaborazione del Torino Football Club.

Alla cerimonia di questo pomeriggio hanno partecipato gli assessori della Città di Torino Chiara Foglietta e Francesco Tresso, il direttore della Divisione Moto e Marine di Suzuki Italia Paolo Ilariuzzi, il direttore Operativo del Torino FC Alberto Barile e i giocatori del Torino Calcio Giovanni Simeone e Matteo Prati, presenti in rappresentanza di tutta la squadra.

“Ogni nuovo albero messo a dimora rappresenta un contributo concreto alla cura quotidiana dei parchi e degli spazi verdi della nostra città, rafforzando la biodiversità e migliorando la qualità della vita dei cittadini – ha commentato l’assessore Tresso -. Progetti come questo dimostrano come la collaborazione tra amministrazione pubblica, aziende e realtà sportive possa generare ricadute positive e tangibili sul territorio, contribuendo a rendere Torino una città sempre più verde e accogliente. Ringraziamo Suzuki e il Torino FC per aver reso possibile questa iniziativa e per averne seguito concretamente la realizzazione, nell’ambito di una proficua collaborazione tra pubblico e privato che per la cura e la valorizzazione del verde urbano”.

“La messa a dimora di nuovi alberi è un intervento che contribuisce al percorso di transizione ecologica della città e alla qualità degli spazi urbani – ha aggiunto l’assessora Foglietta – . Realizzarlo in un luogo molto frequentato e significativo per i torinesi come il Parco Cavalieri di Vittorio Veneto, ha un valore particolare: è uno spazio che accompagna la vita sportiva e quotidiana della città ed è da anni punto di incontro per residenti, tifosi e famiglie. Ringraziamo Suzuki e il Torino FC per aver proposto questa iniziativa e per aver scelto di promuoverla, dimostrando quanto la collaborazione tra istituzioni, imprese e realtà sportive possa tradursi in azioni concrete per l’ambiente”.

Si tratta di un ulteriore tassello di un percorso condiviso che, negli anni, ha già portato alla messa a dimora di centinaia di alberi e alla creazione del “Bosco del Toro”, progetto simbolo della collaborazione tra Suzuki e Torino FC.

Per Paolo Ilariuzzi, direttore divisione moto e marine Suzuki Italia: “Questi 29 alberi rappresentano un nuovo tassello del Bosco Diffuso Suzuki, che oggi conta circa 1.500 esemplari dall’avvio dell’iniziativa Green Friday. Sono un gesto concreto dell’impegno di Suzuki per la tutela dell’ambiente e per garantire alle future generazioni un territorio più sano e vivibile. Insieme alla Città di Torino e al Torino FC continuiamo a valorizzare il verde urbano, contribuendo alla crescita sostenibile della città e al benessere della sua comunità.”

Alberto Barile, direttore operativo del Torino FC, ha dichiarato: “Per il Torino FC è motivo di grande soddisfazione essere parte di quest’importante iniziativa insieme alla Città di Torino ed a Suzuki, partner con cui condividiamo un rapporto solido e ultradecennale, fondato su valori comuni e su una forte attenzione verso il nostro territorio. La crescita del “Bosco diffuso Suzuki”, che per dare una dimensione ad oggi corrisponde a quasi 10 campi da calcio ed assorbe più di 35 tonnellate di CO2 l’anno, rappresenta un segnale concreto dell’impegno condiviso per uno sviluppo sempre più sostenibile a favore delle nuove generazioni”

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“IGirl”, indimenticabile performance di Federica Rosellini su testo di Marina Carr

Federica Rosellini, magnetica e intensa interprete di “IGirl”, performance tratta dall’omonimo testo della grande drammaturga irlandese Marina Carr e in scena al teatro Astra fino a domenica 15 marzo, evoca in scena la potenza di quegli spiriti della letteratura e del mito che abbiamo imparato ad amare generazione dopo generazione. Se il teatro incarna ciò che resta dell’esistenza al termine della memoria, Federica Rosellini è poesia della rappresentazione, corpo archetipico di donna che pare emergere in superficie per la prima volta, ponte necessario tra la magia e lo stupore di chi osserva qualcosa di antichissimo nel momento della rinascita.

“IGirl” è un inno alla ferita che fiorisce, all’intimo sangue che scorre dietro gli occhi indomiti della donna. Federica Rosellini, attraverso il corpo tatuato, è il prodromo della parola di fronte alle pitture rupestri dei primi uomini, è il canto, la danza continua che molto tempo dopo sarebbe stata alla base del lirismo, è la sequoia millenaria che, pur rassegnandosi a morire sotto la scure dei pionieri, accoglie il futuro attraverso il sacrificio della voce di Walt Whitman. In un’epoca in cui la scomparsa del sacro sembra andare di pari passo alla svalutazione di ciò che è vivo e respira, la performance dell’attrice trevigiana assume un valore ancora più significativo in rapporto ai tatuaggi portati in scena, cicatrici sfuggite alla dimenticanza, simboli che legano il passato al presente.

Ad accompagnare Federica Rosellini nel viaggio di “IGirl”, esperienza sciamanica e sensoriale che fonde teatro, videoarte e musica, vi è una gallina (meccanica), creatura biologicamente in grado di piangere, ma incapace di farlo. Nella sua impossibilità di lacrimare si riflette quella delle donne di questo poema, che non versano lacrime e sono chiamate a sostenere l’insostenibile senza concedersi né pianto né rabbia. Inoltre, come tutti gli uccelli, la gallina è un dinosauro, un dinosauro aviano, superstite di un leggendario mondo perduto, nostra compagna e testimone di ciò che è stato, sotto un cielo che piange cenere.

Esiste un racconto enigmatico, il più breve nella storia della letteratura, scritto dal guatemalteco Augusto Monterroso, che nella performance di Federica Rosellini pare una rivelazione, il senso ultimo da cui ripartire. Il racconto è il seguente:

“Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì”.

Le interpretazioni sono molteplici, ma dopo aver visto “IGirl” viene quasi facile pensare che, in fin dei conti, sia il dinosauro il vero protagonista del racconto, il dinosauro che al risveglio ritrova il suo mondo.

“IGirl è un’epopea dei corpi minoritari: i corpi che la Storia ha sacrificato o dimenticato, i corpi femminili, queer, animali selvatici, spirituali. Tutti i corpi non conformi  che il potere ha marchiato come anomali, impuri, indegni. La lunga violenza del patriarcato, dell’impero teologico e coloniale ha edificato la propria idea di ‘umano’ sull’esclusione e la cancellazione dell’altro. IGirl smaschera questo fondamento stragista, rivelando come ogni nostra identità sia costruita sulle rovine di ciò che abbiamo distrutto. E in quei corpi minoritari e nelle loro ferite trova la possibilità di una nuova rinascita. In questo paesaggio in trasformazione, si staglia il femminile mostruoso. Le ‘Mostresse’, figure marginali, ibridate, cancellate dagli eroi maschili della mitologia, ritornano a reclamare la propria voce. Necessità di un femminile non pacificato, selvatico, che unisce la ferita alla forza di rinascere”.

“IGirl” di Marina Carr – performer e regia Federica Rosellini – traduzione di Monica Capuani e Valentina Rapetti – video Rä di Martino – musica originale Daniela Pes – sound designer GUP Alcaro – disegni, costumi e tatuaggi Simona D’Amico – scenografia Paolo Villani – light designer Simona Gallo – aiuto regia Elvira Berarducci – assistente alla regia Barbara Mazzi.

Lo spettacolo è una coproduzione TPE-Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile Bolzano, Elsinor-Centro di Produzione Teatrale, in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi

 

Gian Giacomo Della Porta

“E mi manca il respiro Eppure sono viva”

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Music Tales, la rubrica musicale 

“Ah, non mi sento le gambe
Ah, dove sono le braccia?
E mi manca il respiro
Eppure sono viva
Sento che sorrido
E io non l’ho deciso”
Al Festival di Sanremo, ogni anno, arrivano canzoni destinate a rimanere e altre che passano più velocemente. Tra quelle che meritano di restare, secondo me, c’è senza dubbio “Sei tu”, il brano presentato da Levante, una delle artiste più raffinate e autentiche della musica italiana contemporanea, ovviamente dal mio punto di vista.
Levante, nome d’arte di Claudia Lagona, è una cantautrice siciliana che negli anni si è costruita uno spazio tutto suo nel panorama musicale italiano. Fin dal suo esordio ha dimostrato di avere uno stile riconoscibile: una scrittura personale, poetica e spesso profondamente emotiva, capace di unire delicatezza e intensità. Non è soltanto una cantante, ma una vera autrice, capace di raccontare storie e sentimenti con una sensibilità rara.
Con “Sei tu”, presentata al Festival di Sanremo quest’anno, Levante ha portato sul palco una canzone che racchiude perfettamente la sua identità artistica. Il brano parla d’amore, ma non nel modo più scontato: è una dichiarazione intima, quasi sospesa, fatta di immagini e parole che sembrano nascere direttamente dall’anima. La cosa che colpisce di più è che il pezzo è scritto interamente da lei, un dettaglio che oggi non è così scontato come dovrebbe essere. In un’epoca in cui molte canzoni nascono da team infiniti di autori, vedere un’artista che firma da sola il proprio brano è un segno di autenticità e coraggio artistico…oltre che di grande bravura.
Anche sul palco Levante ha dimostrato tutta la sua eleganza. La sua esibizione è stata essenziale ma intensa, capace di trasmettere emozione senza bisogno di effetti spettacolari. C’era qualcosa di estremamente raffinato nel modo in cui ha interpretato la canzone: la voce, lo sguardo, la presenza scenica. Persino l’abito. Tutto contribuiva a creare un momento delicato e sincero, in cui la musica tornava ad essere soprattutto racconto ed emozione.
Proprio per questo motivo, personalmente credo che Levante avrebbe meritato la vittoria. Non solo per la qualità della canzone, ma per ciò che rappresenta: un’artista completa, capace di scrivere, interpretare e dare forma a un universo musicale coerente e riconoscibile. “Sei tu” non è soltanto una canzone del Festival, ma una piccola dichiarazione di stile in un contesto dove spesso prevale l’effetto immediato.
Forse non ha vinto la gara, ma ha lasciato qualcosa di più importante: una canzone elegante, sincera e profondamente personale. E a volte, nella musica, è proprio questo che conta davvero.
Buon ascolto
“Se non ricordi che amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato.”
(William Shakespeare)
CHIARA DE CARLO
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Smog, limiti al PM basati sulla tossicità: l’evidenza invita alla prudenza

Lo studio della Regione Piemonte apre il dibattito

Il Comitato Torino Respira accoglie con favore l’attenzione crescente verso la qualità dell’aria in Piemonte e il recente studio promosso dalla Regione Piemonte che esplora la possibilità di correggere i limiti del particolato (PM) in base alla sua tossicità. Pur sostenendo l’innovazione scientifica e l’ambizione di proteggere meglio la salute pubblica, invitiamo i decisori politici alla cautela e a continuare a fare riferimento a standard riconosciuti e basati su solide evidenze.

L’idea di ponderare i limiti del PM in base alla tossicità – anziché solo alla concentrazione in massa – sta guadagnando attenzione in alcuni ambienti scientifici. È vero che non tutte le particelle sono ugualmente dannose: la fuliggine dei motori diesel o il fumo da biomassa possono essere più pericolosi del sale marino o della polvere. Tuttavia, il consenso normativo internazionale è chiaro: i limiti basati sulla massa di PM2,5 e PM10 restano gli strumenti più solidi e applicabili per proteggere la salute pubblica.

Una revisione completa delle pratiche globali mostra che nessuna grande giurisdizione ha ancora adottato limiti al PM ponderati per tossicità. L’Unione europea, gli Stati Uniti, il Canada e la Cina continuano a regolare il PM in base alla concentrazione in massa (µg/m³, microgrammi per metro cubo), non alla composizione. Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nelle sue Linee Guida Globali del 2021, ha confermato i limiti basati sulla massa – abbassando il valore raccomandato per il PM2,5 a 5 µg/m³ annui – pur riconoscendo l’importanza della composizione delle particelle attraverso dichiarazioni qualitative di “buone pratiche”.

Nell’UE, le recenti revisioni delle direttive sulla qualità dell’aria hanno introdotto l’obbligo di monitorare le particelle ultrafini e il black carbon, ma non sono stati proposti limiti basati sulla tossicità. Il comitato scientifico britannico COMEAP (Committee on the Medical Effects of Air Pollutants) ha concluso nel 2022 che, sebbene i diversi componenti del PM possano avere tossicità differenti, le evidenze non sono ancora sufficientemente coerenti per abbandonare il PM2,5 come metrica principale.

Negli Stati Uniti, l’Agenzia per la Protezione Ambientale (EPA) mantiene standard nazionali basati sulla massa. La California ha identificato il particolato diesel come contaminante tossico già nel 1998 – portando a regolamenti specifici – ma ciò non ha modificato gli standard nazionali. Anche il Canada si concentra sulla riduzione delle emissioni di black carbon per motivi sanitari e climatici, ma i suoi standard ambientali restano basati sulla massa.

La Cina, pur conducendo ricerche avanzate sulla tossicità del PM, non ha adottato standard ponderati per tossicità. Ha invece dato priorità al controllo delle fonti più pericolose – come la combustione domestica di carbone – sulla base di evidenze che mostrano un impatto sanitario sproporzionato.

Questi esempi internazionali evidenziano un punto chiave: comprendere la tossicità del PM è importante, ma non rappresenta ancora una base affidabile per la regolamentazione. Le valutazioni di tossicità sono complesse, variano nel tempo e nello spazio, e mancano di metodi standardizzati. Introdurre ora limiti basati sulla tossicità potrebbe generare confusione, ostacolare l’applicazione delle norme e ritardare azioni urgenti.

Il Comitato Torino Respira ritiene che la strada più efficace sia rafforzare l’adesione agli standard OMS esistenti per PM2,5 e PM10, investendo al contempo nella ricerca e nel monitoraggio della composizione delle particelle. Questo approccio consente di ridurre l’esposizione complessiva all’inquinamento e di costruire le basi scientifiche per eventuali evoluzioni future.

Chiediamo alla Regione Piemonte e alle autorità nazionali di:

  • Allinearsi pienamente alle Linee Guida OMS del 2021;

  • Estendere il monitoraggio delle particelle ultrafini e del black carbon, come raccomandato dall’UE;

  • Sostenere politiche locali che riducano le emissioni dalle fonti più tossiche – come traffico diesel, combustione di biomassa e attività industriali;

  • Evitare cambiamenti prematuri verso standard basati su misure incerte e non condivise a livello internazionale.

L’aria pulita è un diritto fondamentale. Agiamo con decisione utilizzando gli strumenti più efficaci oggi disponibili, continuando a investire nella scienza per il domani.

Comitato Torino Respira

Alluvione Piemonte 2025, nuovi fondi dal Governo

Altri 45 milioni dal Governo al Piemonte per far fronte ai danni causati dall’evento alluvionale che ha colpito il territorio tra il 15 e il 17 aprile 2025. Come anticipato dall’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Marco Gabusi in risposta a un’interrogazione consiliare, il Consiglio dei ministri, nella seduta del 10 marzo, ha infatti deliberato il secondo stralcio di finanziamenti per ulteriori 45 milioni di euro, che si aggiungono alle risorse assegnate nei mesi scorsi.

I nuovi fondi consentiranno di completare il quadro degli interventi previsti dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, finanziando interventi urgenti e di mitigazione del rischio, oltre ai ristori per i danni subiti da privati, aziende agricole e attività produttive.

Diventano quindi circa 90 i milioni totali assegnati al Piemonte: all’indomani dell’emergenza il Consiglio dei ministri aveva già assegnato i primi 17 milioni, poi altri 17 nel mese di agosto 2025, a cui si sono aggiunti 5 milioni di euro di risorse regionali per coprire ulteriori interventi di somma urgenza realizzati dagli enti locali.

«Ringraziamo il ministro Musumeci e la struttura del Dipartimento nazionale della Protezione civile – sottolineano il presidente Cirio e l’assessore Gabusi – che anche in un periodo particolarmente complesso, segnato dalle emergenze che hanno colpito il Sud Italia nelle scorse settimane, non hanno fatto mancare attenzione al Piemonte. Si tratta di risorse importanti che permetteranno di completare gli interventi in corso, proseguire nelle opere di mitigazione del rischio e dare risposte concrete a cittadini e imprese colpiti dagli eventi alluvionali».

Gli uffici della Direzione Opere pubbliche della Regione Piemonte predisporranno ora l’aggiornamento del piano degli interventi, che consentirà agli enti locali di proseguire e completare le opere necessarie sui territori interessati.

Alessandra Siviero: Torino dovremmo raccontarla di più e creare maggiori connessioni

La nota architetta vive e immagina il futuro della città.

Architetta, presidente della Fondazione per l’Architettura Torino, Consigliera della Fondazione Torino Musei e delegata Inarcassa. Alessandra Siviero è una donna brillante ed entusiasta, con una visione dinamica della città ed un’energia che si traduce in progetti e iniziative. Legatissima a Torino, la osserva con lo sguardo di chi la vive ogni giorno, ma anche con quello di chi immagina il suo futuro. Ama la natura, studia e utilizza l’intelligenza artificiale, e soprattutto crede nelle contaminazioni: tra architettura e cinema, tra arte e architettura, tra tradizione e innovazione. L’Architetto Siviero si muove con naturalezza tra diverse realtà culturali e istituzionali, con l’obiettivo di arricchire continuamente la propria professione e creare connessioni. Le sue progettazioni seguono una filosofia precisa: per lei l’abitare deve essere prima di tutto benessere. La casa è un rifugio, un luogo capace di far stare bene chi la vive.

Cosa la lega a Torino?

Ho dedicato la mia tesi di laurea ai portici, che mi hanno sempre affascinato perché’ rappresentano e accompagnano con i loro 18 km di lunghezza l’architettura torinese: elegante, regale, unica. Una piccola Parigi. Torino è una città tranquilla ma allo stesso tempo è un vero laboratorio, una fucina di idee. Forse dovremmo imparare a raccontarla di più, avere più coraggio perché le potenzialità sono enormi. Mi piace molto anche il suo carattere sabaudo che, negli anni, si è mescolato con culture diverse: questa integrazione crea un’effervescenza interessante. Dovremmo guardare al futuro in modo ancora più connesso, diventare più attrattivi per i giovani, creando maggiori opportunità dopo l’università e affrontando temi attuali come quello che molti giovani vanno a studiare all’estero. Inoltre servirebbe una maggiore apertura internazionale, più confronto con gli altri paesi.

Un suo luogo del cuore?

Il Castello del Valentino. Ho studiato e discusso la tesi all’interno dei suoi splendidi ambienti, l’ho vissuto per anni ed è rimasto profondamente nel mio cuore. Il parco che lo avvolge è splendido e la vista sul Po mozzafiato. Un’altra cosa che adoro di Torino è la sua archeologia industriale, ma allo stesso tempo anche la Reggia di Venaria e l’intero sistema delle residenze sabaude. Amo i contrasti, e Torino è una città che li rappresenta perfettamente.

Se potesse fare qualcosa per Torino, da dove comincerebbe?

Mi piacerebbe vedere una città ancora più viva, con eventi diffusi e luoghi di incontro dove arte, architettura, design e creatività possano dialogare con i cittadini. Creerei dei veri e propri salotti di scambio culturale. Immagino aperitivi o cene a tema in cui le persone possano incontrarsi, scambiarsi idee e creare connessioni, Torino ha bisogno di più movimento, soprattutto la sera. Punterei anche sull’apertura serale dei musei, per permettere a chi lavora durante il giorno di visitarli con più facilità. Mi piacerebbe ampliare occasioni di incontro tra persone e discipline diverse, come avveniva nei caffè intellettuali di un tempo. Inoltre utilizzerei molto di più i portici per eventi dedicati all’artigianato e alla creatività locale, e valorizzerei maggiormente i grandi palazzi storici della città. Torino ha tutte le qualità per essere un punto di riferimento europeo per la cultura contemporanea, senza perdere la sua identità elegante e profonda.

 Maria La Barbera

Escalation in Medio Oriente: Confartigianato Piemonte, “rischi concreti per export ed energia”

“Non possiamo restare indifferenti di fronte alla drammatica escalation di violenza che coinvolge il Medio Oriente e altre aree del mondo. Il nostro primo pensiero va alle vittime e alle loro famiglie, colpite da una spirale di conflitti che sembra non voler trovare soluzione”.

Con queste parole il presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, Giorgio Felici, manifesta la propria forte preoccupazione per il progressivo peggioramento dello scenario geopolitico internazionale. A rendere ancora più critico il quadro contribuiscono il conflitto che coinvolge l’Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per i traffici globali di energia e merci.

“Le tensioni in atto – prosegue Felici – non rappresentano solo una tragedia umana e sociale, ma costituiscono una minaccia concreta per la stabilità economica globale e per il nostro tessuto produttivo fatto di micro e piccole imprese. Anche il Piemonte, seppur geograficamente distante, rischia di subire duri contraccolpi sia sul fronte dell’export sia su quello dei costi energetici”.

Un’analisi realizzata da Confartigianato Imprese a livello nazionale evidenzia come il Piemonte sia tra le regioni italiane più esposte agli effetti della crisi mediorientale. Nel 2025 l’export regionale verso quell’area ha raggiunto il 2,09% del valore aggiunto del territorio, pari a circa 2,6 miliardi di euro, collocando il Piemonte al secondo posto in Italia per livello di esposizione. Davanti si posiziona la Toscana, con il 2,95% del valore aggiunto regionale, corrispondente a circa 3,1 miliardi di euro.

Lo stesso studio ricorda inoltre che i principali mercati del Medio Oriente per il Made in Italy restano gli Emirati Arabi Uniti, con 8,4 miliardi di euro di esportazioni, seguiti da Arabia Saudita (6,4 miliardi), Israele (3,4 miliardi), Qatar (2,3 miliardi), Kuwait (1,6 miliardi) e Libano (0,8 miliardi). Complessivamente, circa un terzo delle esportazioni italiane verso l’area del Vicino Oriente e del Nord Africa – pari a 20,3 miliardi di euro – riguarda settori caratterizzati da una forte presenza di micro e piccole imprese.

Accanto al possibile rallentamento delle esportazioni, cresce la preoccupazione per l’impatto della crisi sui costi energetici. Le imprese più penalizzate dall’aumento delle bollette sono infatti quelle situate nelle regioni con una maggiore densità di attività produttive e commerciali. In questo scenario, la Lombardia potrebbe registrare un incremento dei costi energetici di quasi 2,3 miliardi di euro, seguita dall’Emilia-Romagna con oltre 1,2 miliardi, dal Veneto con 1,1 miliardi, dal Piemonte con circa 879 milioni e dalla Toscana con 670 milioni.

Le tensioni internazionali si sono già riflesse sui mercati dell’energia. Alla vigilia delle operazioni contro il regime degli Ayatollah, venerdì 27 febbraio, il gas veniva scambiato a 32 euro al megawattora e l’energia elettrica a 107,5 euro. Nel giro di pochi giorni, al 4 marzo 2026, i prezzi sono saliti rispettivamente a 55,2 e 165,7 euro, per poi registrare un lieve ridimensionamento. Un’impennata che testimonia l’immediata reazione dei mercati alle incertezze geopolitiche.

“Le nostre imprese – sottolinea Felici – già oggi pagano l’energia elettrica 5,4 miliardi di euro in più all’anno rispetto alla media europea per i consumi inferiori a 2.000 MWh. Un’ulteriore impennata dei prezzi legata alla crisi energetica internazionale potrebbe tradursi in un raddoppio dei costi vivi di produzione, con effetti devastanti sulla competitività”.

“È evidente che la chiusura dello stretto di Hormuz si rifletterà anche sulle materie prime – conclude Felici – ma già sapere che il gas è schizzato alle stelle, e in Italia l’elettricità si fa con il gas, non aiuta l’economia e, soprattutto, non aiuta i consumi che si stavano risollevando ma che adesso potrebbero risentirne. Di sicuro se la crisi si protrarrà nel tempo, avremo degli effetti sulle bollette. Già scontavamo prezzi alti, adesso rischiamo che diventino altissimi. Ci aspettiamo che la politica intervenga in modo strutturale sugli squilibri speculativi che penalizzano gli artigiani e le piccole imprese, anche se comprendiamo che il maggior gettito IVA generi introiti facili per il mai sazio Leviatano Pubblico.

Nichelino, Rewind al Teatro Superga

ADRIANA CAVA DANCE COMPANY E LA PIROUETTE DI GIORGIA MARTINA UNISCONO I TALENTI NELL’ARTE DI TERSICORE

Sabato 14 marzo alle 20,30 Adriana Cava Dance Company in scena con La Pirouette di Giorgia Martina: “L’altalena dei ricordi“ e “Note d‘autore“ le due performance sul palcoscenico nichelinese

Due passioni per la danza e la poesia uniscono le forze per creare uno spettacolo denso di sogni e di musiche famose e coinvolgenti: ecco la genesi artistica di “Rewind” in scena sabato 14 marzo alle 20,30 presso il Teatro Superga di Nichelino.

Nata da un’idea di due protagoniste della danza italiana come Adriana Cava e Giorgia Martina, la performance artistica fa il pieno di energia, trovando un punto d’incontro ma anche la luce di un progetto comune che esalta la bellezza e l’armonia della danza.

La prima parte dello spettacolo infatti, vedrà come protagonisti i ballerini de La Pirouette: la scuola di danza di Giorgia Martina andrà in scena con “L’altalena dei ricordi”, con le forme dei corpi in movimento che diventano strumento di bellezza in un susseguirsi di atmosfere allestite in un caleidoscopio di colori e ombre, reali o fiabesche: un viaggio nel passato, che ci porterà in un’atmosfera di altri tempi. I ricordi sbiaditi si coloreranno grazie a note variegate in un mix di stili che da lontano ci riportano al giorno d’oggi.

«La fantasia e il talento illumineranno il palcoscenico in un caleidoscopico insieme di colori – afferma Giorgia Martina, direttrice artistica de La Pirouette -, così come la danza nelle sue molteplici espressioni. Diciamo che il parallelo è presto fatto, per questo abbiamo scelto questo fil rouge per la prima parte dello spettacolo».

Giorgia Martina, diplomata insegnante di danza a Cannes, si dedica da oltre 20 anni alla promozione dell’arte coreutica. Ha danzato per numerose compagnie di rilievo sia in Francia che in Italia con Dance Concept, Teatro Nuovo e Teatro di Torino, partecipando a numerose tourneè internazionali. Membro del Cid, Conseil International de la Danse, fonda nel 2013 la scuola di danza “La Pirouette” per formare giovani allieve e allievi attraverso la danza classica, moderna e contemporanea.

La seconda parte di Insieme per la Danza sarà guidata dall’Adriana Cava Dance Company con lo spettacolo “Note d‘autore”, ideato da Adriana Cava. L’elemento principale sarà la scelta accurata di brani musicali di autori di qualità italiani e stranieri. La danza e la musica daranno vita a coreografie ricche di emozioni,di passione,di gioia e di spiritualità,che metteranno in risalto l’armonia dei corpi in movimento dei danzatori della Compagnia, interpreti di grande valore artistico ed espressivo.

«Uno spettacolo per sognare e rivivere le emozioni che solo la danza e la poesia sanno creare – spiega Adriana Cava, direttrice artistica della omonima compagnia -. Vogliamo donare speranza e gioia al pubblico dando spazio all’arte e alla cultura: è il nostro modo per dare il benvenuto alla primavera che ormai è alle porte».

Adriana Cava, danzatrice, insegnante e coreografa, ha saputo creare un suo stile caratterizzato da un elevato livello tecnico e da una grande espressività: ogni anno organizza numerosi spettacoli e rassegne che porta in tourneè in Italia e all’estero.

La Adriana Cava Dance Company è una delle più importanti realtà italiane nel settore della danza Jazz, una compagnia che esprime un’attenzione estrema alla qualità, alla professionalità, all’alto livello tecnico ed artistico insieme alla scelta musicale.

Per info e biglietti ci si può rivolgere alla segreteria de La Pirouette, cell 329/917.64.72: il costo è di 15 euro per i biglietti interi, 10 euro per i bambini fino a 10 anni di età.

In alternativa si possono contattare i seguenti indirizzi mail: jazzballet@virgilio.it, info@adrianacava.it oppure ancora chiamare la segreteria del Jazz Ballet, al numero telefonico 389/66.316.57, dal lunedì al giovedì dalle 16.30 alle 19.