Due opere per celebrare uno dei simboli della città
La Sacra Sindone rappresenta molto per Torino. Il suo fascino misterioso e senza tempo racconta, attraverso un telo di lino bianco in uso nella cultura ebraica per la sepoltura dei morti, la Passione di Cristo. Emblema del confronto tra Chiesa e scienza, rimane la reliqua piu’ famosa disempre, capace di far peregrinare milioni di persone devote ad ogni sua sontuosa ostensione, un evento molto sentito e solenne. Questo lenzuolo, carico di storia, ma anche di miti e leggende, appare nella storia nel 1353 quando Goffredo di Charny, cavaliere e scrittore medievale francese, lo porto’ dalla Terra Santa nella cittadina francese di Lirey dove fececostruire una chiesetta per custodirlo. Successivamente fu venduto al Ducato di Savoia,che aveva il suo capoluogo a Chambery, dove fu conservato fino al 1532 nella Sainte-Chapelle duSaint-Suaire quando un incendio, che fortunatamente non lo distrusse completamente, gli provoco’ degli evidenti segni di bruciatura.

Dopo vari spostamenti il sacro lino fu portato da San Carlo Borromeo, particolarmente devoto, da Milano a Torino per ordine di Emanuele Filiberto di Savoia, “testa di ferro”. Lo spostamento fu un vero e proprio pellegrinaggio che duro’ 4 giorni, con intervalli di meditazione spirituale ed esercizi di pieta’, percorso a piedi scalzi e accompagnato da un gruppo di quattordici persone. Appena arrivato a Torino fu subito onorato con una ostensione pubblica a cui parteciparono numerosissimi fedeli.
A piazza san Carlo, cosi’ nominata in memoriadel viaggio del Santo con il famoso lenzuolo, ci sono due affreschi, di piccole dimensioni e poco conosciuti, che narrano i fatti accaduti quell’ottobre del 1578 quando la Sacra Sindone arrivo’ a Torino con la promessa scritta di Emanuele Filiberto, mai mantenuta, di riportarla a Chambery in breve tempo. Questi dipinti murali commemorativi, dall’autore ignoto e che un tempo erano ben 4, si trovano all’estremita’ della piazza, il primo, che raffigura la Madonna con Emanuele Filiberto e San Carlo Borromeo,nell’angolo con via Alfieri e l’altro, dove si riconosce ancora la Vergine Maria, questa volta con San Francesco D’Assisi e un frate, e’ sito all’angolo con via Santa Teresa. Gli altri due dipinti sono purtroppo andati perduti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Nella Chiesa di San Carlo Borromeo, inoltre, si possono ammirare due affreschi che celebranol’arrivo a piedi di San Carlo a Torino e il Santoin adorazione del piu’ famoso telo.
MARIA LA BARBERA








RUBRICA SETTIMANALE A CURA DI LAURA GORIA
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