ilTorinese

Misure antismog, fino a venerdì 31 gennaio  livello 0 (bianco)

 

Fino a venerdì 31 gennaio compreso – prossimo giorno di controllo – resteranno in vigore le sole misure strutturali di limitazione al traffico. Sulla base dei dati previsionali sulla qualità dell’aria forniti  da Arpa Piemonte è stato infatti confermato il livello 0 (bianco) delle misure antismog.

Eventuali variazioni del semaforo antismog in vigore, con le relative misure di limitazione del traffico, verranno comunicate il lunedì, mercoledì e venerdì, giorni di controllo sui dati previsionali di PM10, ed entreranno in vigore il giorno successivo.

L’elenco completo delle misure antismog a tutela della salute, delle deroghe e del percorsi stradali esclusi dai blocchi è disponibile alla pagina www.comune.torino.it/emergenzaambientale

TORINO CLICK

A Bardonecchia la terza tappa del 105XMasters Winter Tour

Sabato 1 e domenica 2 febbraio al via due giorni di sport, divertimento e musica sulla neve
Bardonecchia (Torino) – E’ in arrivo sulle vette di Bardonecchiasabato 1 e domenica 2 febbraio, la terza tappa di 105XMasters Winter Tour, un evento imperdibile per gli amanti degli sport invernali e del divertimento sulla neve.
Dopo il grande successo di Bormio, che ha visto quasi 70 mila visitatori negli impianti vicini al Village, 20 test drive Jeep completati con successo e 300 gadget distribuiti da Buddy, la manifestazione è pronta a replicare in grande stile.
Il Village sarà animato come sempre da Radio 105, con il duo Linda Pani e Mauro dell’Olio. Gli sportivi avranno l’opportunità di partecipare a corsi gratuiti di Carving, Splitboard e Sicurezza in Montagna. Non mancherà, inoltre, la Content Creation Game di Side Hits, che premierà gli snowboarder più creativi.
Torna anche Golia, che a Bormio ha regalato 9.600 caramelle e 170 astucci di dolcezza, mentre i più audaci avranno la possibilità di vincere gadget a tema orsi sfidandosi nel tiro al bersaglio.
Per questa terza tappa, 105XMasters Winter Tour si prepara a portare con sé il solito mix esplosivo di sport, adrenalina e puro divertimento che lo contraddistingue.
Il Village 105XMasters sarà il cuore pulsante di attività e musica, ma non finisce qui: sabato sera l’Après Ski all’Harald’s promette di essere indimenticabile, con special guest Lo Zoo di 105, pronto a far scatenare il pubblico come mai prima.
XMasters Winter Tour si conferma l’appuntamento di riferimento nel panorama invernale, capace di coniugare sport e intrattenimento in un’atmosfera coinvolgente e di attrarre un pubblico sempre più numeroso: dagli appassionati di snowboard ai curiosi, fino agli amanti della musica. Per ulteriori dettagli, aggiornamenti e il programma completo delle attività, è possibile visitare il sito ufficiale e i canali social dedicati.
Il 105XMasters Winter Tour è organizzato da Skills Comunicazione in collaborazione con Radio 105, Trenitalia, Jeep, Buddy by Unicredit, Golia, Forst, Kappa e King.
Prossima tappa: 22 – 23 febbraio a Courmayer.

Croce Rossa Mappano: a scuola di princìpi

Da venerdì 31 gennaio i 7 PRINCIPI di CROCE ROSSA approdano all’Istituto Comprensivo FALCONE di
Mappano, iniziando con la scuola primaria PERTINI, dove alcuni volontari, a nome del Comitato
Territoriale Croce Rossa, li condivideranno con gli allievi delle classi quarte e i loro insegnanti in un
laboratorio dedicato.

L’iniziativa fa parte del progetto “Dai PRINCIPI a NUCLEAR EXPERIENCE”, che sviluppa in senso
didattico le tematiche umanitarie fondamentali del Movimento Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna
Rossa, a cui CRI appartiene.

“Diffondere i nostri sette Principi è essenziale per costruire una società più consapevole e solidale.
Vogliamo che i ragazzi li conoscano, li comprendano. Questo percorso rappresenta un’opportunità
concreta per far sì che in futuro possano avvicinarsi al Movimento Internazionale della Croce Rossa e
Mezzaluna Rossa, da 160 anni a fianco dei vulnerabili, in Italia e nel mondo”, dichiara il Presidente della
Croce Rossa di Mappano, Andrea Giorgis.

I 7 PRINCIPI sono per il volontario come il navigatore per l’autista o la bussola per i marinai: un costante
punto di riferimento che aiuta a trovare la rotta e a mantenerla. Simuleremo quindi un viaggio, muovendoci
su un tabellone per conoscerli meglio e per leggere, alla luce dei loro contenuti, le nostre esperienze
quotidiane.

Dopo una breve presentazione interattiva, che introdurrà le classi nel mondo della Croce Rossa, i ragazzi
parteciperanno a un laboratorio in cui attualizzeranno la loro visione personale dei 7 PRINCIPI,
realizzando una versione particolare dei classici lenzuoli mappanesi.

Seguiteci anche nel mese di marzo, quando arriveremo alla scuola secondaria per portare la Campagna
internazionale per l’abolizione delle armi nucleari. Vi diamo poi appuntamento a maggio, nel palazzo
comunale, dove i ragazzi presenteranno ai cittadini le loro produzioni.

A Montecitorio la presentazione dei Comuni Plastic Free 2025

Nel 2024 erano 5 i Comuni Plastic Free piemontesi

I Comuni plastic free 2025 saranno svelati martedì 4 febbraio prossimo alle ore 13 presso la Sala Stampa a Montecitorio, alla presenza dell’onorevole Mauro Rotelli, presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera dei Deputati. Un riconoscimento assegnato a borghi, paesi e città italiane che si sono distinti per la lotta agli abbandoni illeciti, per la promozione di comportamenti responsabili e le opere di sensibilizzazione sul territorio nonché per l’impegno in una gestione virtuosa dei rifiuti urbani.

Diventare un Comune Plastic Free significa aver superato il rigoroso iter di valutazione elaborato da Plastic Free Onlus, associazione ambientalista attiva dal 2019 nel contesto all’abuso e alla dispersione della plastica dell’ambiente, che ne verifica le azioni messe in campo da ogni amministrazione candidata.

Nel 2024 a raggiungere l’ambito traguardo sono stati 111 Comuni, di cui 5 in Piemonte, e ogni anno la partecipazione aumenta – dichiara Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus. – Un chiaro segnale di come gli enti locali siano sempre più attenti e consapevoli nel proprio ruolo a tutela dell’ambiente, ma anche un riconoscimento al lavoro di sensibilizzazione continua e concreta portata avanti dai nostri oltre 1000 referenti diffusi sul territorio nazionale, in grado di coinvolgere più di 260 mila volontari in pulizia ambientale, iniziative nelle scuole e nel sociale. Ringraziamo per l’ospitalità il presidente Mauro Rotelli, con cui è in atto un dialogo proficuo per sostenere, anche sul fronte parlamentare, le nostre battaglie e invitiamo un numero crescente di amministrazioni ad essere protagoniste di un cambiamento in positivo a beneficio della propria comunità”.

Mara Martellotta

Fdi, Bilancio Sanità: la Regione Piemonte mette a disposizione 12,9 miliardi

Si è chiusa in IV Commissione, l’analisi della parte del Bilancio riguardante la Sanità. Previsto uno sforzo ingente di 12,9 miliardi di euro, 250 milioni di euro in più rispetto al 2024, che valorizza l’impegno di chi opera nella sanità pubblica per garantire le migliori cure.

L’assessore alla Sanità, Federico Riboldi, ha affrontato il tema delle liste d’attesa su cui la Regione intende intervenire anche attraverso un rafforzamento della medicina territoriale che si esplicita nelle Centrali operative territoriali, negli Ospedali di comunità, nelle Case di Salute, nell’incremento dei posti letto in area intensiva e nel potenziamento dei servizi informativi.

L’assessore ha ribadito che, contrariamente a quanto strumentalmente evidenziato dai gruppi di minoranza, non ci saranno tagli relativi al contrasto al gioco d’azzardo e ai disturbi alimentari, al supporto psicologico, ai non udenti e alla fibromialgia.

Al termine dei lavori della Commissione, il consigliere Davide Zappalà, vicepresidente della Commissione Sanità ed il Capogruppo di Fratelli d’Italia, Carlo Riva Vercellotti, hanno così commentano:

“L’assessore Riboldi – dichiara Davide Zappalà, consigliere regionale di Fdi – sta compiendo un lavoro straordinario che conferma l’attenzione della Regione Piemonte alle necessità sanitarie dei cittadini. La spesa corrente cresce di 250 milioni di euro: un segnale forte di una visione chiara e responsabile per garantire cure adeguate e ridurre le liste d’attesa.

La spesa sanitaria si evolve nel tempo perché cambiano le tecniche, migliorano le efficienze, e c’è una maggiore attenzione verso il territorio. Il dato cruciale, a differenza di quanto viene detto dalle opposizioni, è che si spende di più, investendo così in un servizio sanitario al passo con i tempi.

In Piemonte stiamo scrivendo una nuova pagina per il futuro della Sanità e dell’assistenza pubblica. E siamo orgogliosi del percorso intrapreso” dichiara Davide Zappalà, vicepresidente della Commissione Sanità e consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

Sentiamo la sinistra cercare appigli per criticare il bilancio della sanità, ma di certezze ce n’è una: nel Bilancio regionale le risorse appostate per il 2025 sono maggiori rispetto a quanto previsto nel 2024” aggiunge Riva Vercellotti.

Dalla sinistra, che improvvisamente si sveglia dal letargo, non accettiamo lezioni e ricordiamo che negli anni in cui hanno governato Regione e Stato, hanno eliminato ospedali, tagliato posti letto e personale sanitario con una programmazione del fabbisogno di medici e infermieri completamente errata. Ora paghiamo quegli errori, ciononostante l’Assessore Riboldi sta lavorando bene per garantire i servizi essenziali a tutti i cittadini.

cs

SpettaColazioni e Sabati Creativi con Paideia

 Per divertirsi insieme, senza barriere!

Due sabati al mese dal 1 febbraio al 17 maggio 2025

Fondazione Paideia | Via Moncalvo, 1 – Torino

Tornano anche quest’anno gli appuntamenti organizzati da Fondazione Paideia aperti alla cittadinanza e dedicati a tutti i bambini, con e senza disabilità. Per giocare, creare, emozionarsi, sorridere e divertirsi imparando, fin da piccoli, il valore dell’inclusività, la bellezza della diversità e il piacere dello stare insieme.

L’ente filantropico, che da 30 anni si occupa di offrire un aiuto concreto ai bambini con disabilità e alle loro famiglie, inizia la sua nuova stagione di workshop e incontri aperti a tutti: spettacoli di teatro e laboratori con un ricco calendario che parte da febbraio e dura fino a primavera.

Le SpettaColazioni

Uno spettacolo per colazione? Sì, grazie! Per cominciare il weekend con la giusta carica, ecco le SpettaColazioni: ad ogni incontro un’occasione di incontro e divertimento, con una golosa colazione per grandi e piccini. Gli spettacoli avranno diversi temi che spazieranno tra educazione, interculturalità e inclusione sociale. Il tutto sarà realizzato in una forma ludica e interattiva, un vero e proprio momento di aggregazione e festa!Sabato 4 novembre con Eliana Cantone

Sabato 1 febbraio | ore 10-12 con Marco Grilli
Sabato 1 marzo | ore 10-12 con Francesca Cola
Sabato 5 aprile | ore 10-12 con Lara Quaglia
Sabato 3 maggio | ore 10-12 con Marco Grilli

Costi: 5 euro a persona per incontro. Gratuito under 3 e bambini con disabilità

 

Sabati Creativi

Un appuntamento per giocare, creare e imparare, uno spazio dove, insieme a mamma e papà, potersi divertire sfruttando la creatività e l’immaginazione di tutti.  I Sabati creativi sono laboratori dedicati a tutta la famiglia dove i conduttori ci guideranno alla scoperta di attività sempre diverse…dove lasciarsi ispirare dalla propria fantasia!

Sabato 15 febbraio | ore 11.15-12.15 Laboratorio di Creatività “Crea la tua maschera di Carnevale” con Claudia Peixoto
Sabato 15 marzo | ore 11.15-12.15 Laboratorio “Cucina bene, cucina Insieme!” con FoodEducationWorld
Sabato 17 maggio | ore 11.15-12.15 Laboratorio “Cucina bene, cucina Insieme!” con FoodEducationWorld

Costi: 5 euro a persona per incontro. Gratuito under 3 e bambini con disabilità

 

Per iscrizioni: Centro Paideia (via Moncalvo 1, Torino), dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18

Tel. 011-0462400 o email a info@centropaideia.org

 

Metropolitana, da domenica torna l’orario ridotto

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Orari in vigore dal 2 febbraio al 16 aprile 2025

 Inizio
servizio
 Ultima partenza
da Fermi
 Ultima partenza
da Bengasi
Bus sostitutivo
(linea M1S)
Lunedì 5.30 21.30 21.30 22.00 – 00.30*
Dal martedì al giovedì 5.30 21.30 21.30 22.00 – 00.30*
Venerdì e sabato 5.30 1.00 1.00
Domenica e festivi  7.00 21.30 21.30 5.30 – 7.00
22.00 – 00.30*
* Ultime partenze dei bus della linea M1S dai capolinea Fermi e Bengasi alle ore 00.00.

Alla ricerca del vero Bob Dylan sbarcato nella Grande Mela

“A complete unknown” di James Mangold sugli schermi

 

PIANETA CINEMA a cura di Elio Rabbione

 

La sua fermata d’autobus fu New York, in quella Grande Mela che era simbolo di grandi fermenti, era il 1961, un paio di jeans e una striminzita giacchetta addosso, il berretto a visiera e una sciarpa a coprire niente, uno zaino sulle spalle e la chitarra nella custodia scura, tra le mani come portafortuna il taccuino delle parole, delle frasi, dei momenti da ricordare, quando il ragazzo Robert Zimmerman aveva vent’anni tondi tondi, veniva da Hibbing, città mineraria del Minnesota e aveva già scelto il nome di Bob Dylan. Il suo primo amore era stato il rock’n’roll ma come per una folgorazione si convertì ben presto al folk. Ebbe a scrivere un giorno: “La questione principale a proposito del rock and roll, per me, era che comunque non era sufficiente. Sapevo bene, quando mi sono dedicato alla musica folk, che si trattava di una cosa molto più seria. Le canzoni folk sono colme di disperazione, di tristezza, di trionfo, di fede nel sovrannaturale, tutti sentimenti molto più profondi. C’è più vita reale in una sola sola frase di queste canzoni di quanta ce ne fosse in tutti i temi del rock’n’roll. Io avevo bisogno di quella musica.” Sino al tradimento, di quella stessa musica, soltanto quattro anni dopo, sino alla svolta “elettrica”, sino a quel mese di luglio quando al Newport Folk Festival Dylan tornava a partecipare e alle note di quella musica un pubblico ostile lo aveva sonoramente fischiato. Lui abbandonò il palco e se ne andò via. Mentre sentiva qualcuno gridargli alle spalle “giuda!”. Tra un arrivo e una fuga – non più la parcellizzazione di un unico personaggio visto e scomposto nello sguardo di sei diversi attori come in “I’m Not There” di Todd Haynes, Leone d’oro veneziano nel 2007 – quattro soli anni di vita, il ritratto di un ventenne nella ricerca quotidiana della sua strada, delle parole e delle note, della chitarra e dell’armonica a bocca, delle insicurezze e dei cedimenti, dei sentimenti instabili e distruttivi, in questo “A complete unknown” che James Mangold ha scritto, con alla base la biografia “Dylan Goes Electric!” di Elijah Wald, e diretto con estrema esattezza e di cui Timothée Chalamet s’è innamorato e ha voluto fortemente sino a diventarne coproduttore: con la più piena benedizione del cantante se le cronache ci dicono che, alla fine dei tanti incontri di lettura della sceneggiatura fatta a due voci, il regista sentiva di fronte a sé un sonoro quanto convinto “vai con Dio”. Il primo incontro è con il suo idolo Woody Guthrie – cantore della Grande Depressione, anche lui ha il suo passato cinematografico: sta ancora nella memoria di qualcuno il vecchio “Questa terra è la mia terra” del ’76 e firmato da Hal Hashby? -, in un letto d’ospedale per il morbo di Huntingdon che gli impedisce di parlare, e in quella stessa stanza l’amicizia e l’interesse del musicista Pete Seeger (un ottimo Edward Norton, entrato di diritto nella cinquina degli Oscar come migliore attore non protagonista, una delle otto candidature del film), che lo prende sotto la sua ala protettrice, proprio lui anima di quel folk. Sono le serate nei piccoli locali del Village, sono il primo album e il primo incontro con Joan Baez, è l’inizio della relazione con Sylvie Russo (che adombra la vera Suze Rotolo, prima musa ispiratrice di Bob, fatta di passioni artiche e movimenti di protesta), capace di guardare in avanti, in una relazione una lunga serie di prendi e scappa che alla ragazza fa male al cuore.

Sono soprattutto la prima metà di quei Sessanta in cui l’America kennediana e di Johnson va incontro alle “covert operations” e alle incursioni aeree in Vietnam, al tentativo di rovesciare Castro con l’operazione della Baia dei Porci, all’assassinio di un presidente e all’impegno di Martin Luther King dentro il movimento per i diritti civili e le marce e il Nobel del ‘64: sono gli anni in cui si costruiscono le canzoni dell’impegno civile, con parole del tutto diverse, ma sono anche gli anni dell’oppressione dei fan per cui ti devi all’improvviso rifugiare in taxi e dei contratti e inverosimilmente del dire altro, sotto lo sguardo di Joan (con cui ha altresì una quantomai forzosa relazione), abituata più di lui a restare ben salda e a combattere. Non soltanto l’appoggio di Johnny Cash, ma il suo senso di maggiore libertà forse, forse una innata e inconsapevole o non accettata insicurezza, lo portano ad abbracciare la chitarra elettrica. Serve quell’ultima esibizione di una canzone folk a rimettere in pace se stesso e il suo pubblico? Materia per intenditori, per chi da sempre ha cercato le basi e lo sviluppo di un grande autore, di un grande scrittore, sino all’ultima corona d’alloro, del proprio idolo. E l’appassionato di cinema trova nella scrittura e nella direzione di Mangold un che per cui appassionarsi e darsi un perché di quelle otto nomination? Pur, una volta usciti dal cinema, non rintracciando amore per il personaggio (ma forse è colpa mia), c’è da dire senza se e senza ma, del tutto credibilmente, che il regista “rende”, attraverso i suoi tanti materiali, uno studio approfondito e severo, un affresco corposo di un’epoca che è il primo ad apparire agli occhi, un racconto linearmente corretto esente da santini – sempre nella speranza (da non intenditori) che quelle esposta sia la verità e non la “sua” verità: i reportage, i vecchi documentari convincerebbero di più? o allora già si dovrebbe tornare a Haynes e a quel volto diviso e sfaccettato tra i diversi interpreti? Forse per nostra tranquillità dovremmo aggrapparci a quel che lo stesso Dylan ha scritto un giorno: “L’unica verità sulla terra è che non c’è verità”. È una storia di canzoni – viene il dubbio che siano persino troppe – ma è soprattutto il ritratto di un giovane uomo e delle donne, altrettanto giovani che lo hanno circondato, assistito, amato e fuggito, storia di sguardi d’amore e di rimprovero (anche Monica Barbaro è una delle candidature, ma allora perché non Elle Fanning?), di letti sfatti e di abbandoni e di ritorni mentre il tuo posto è già stato occupato da qualcun altro. È una storia di grande onestà, dove Dylan pone il proprio placet su una personalità controversa, sul cancellare e riprendere legami, su quel tanto di egocentrico che disturba e allontana, su quell’ego e quei sorrisi canzonatori, quell’alterigia e quella sfida a nascondersi al mondo che ne hanno fatto un artista fuori da ogni regola e da ogni etichetta. Ogni atteggiamento dietro quelle lenti scure che lo hanno messo al riparo da tutto e da tutti, da sempre.

All’interno della cornice che rassicura appieno l’appassionato di cinema, l’imperioso punto focale, il punto di centro entro cui immergere (quasi) ogni proprio sguardo, è Timothée Chalamet, che i quattro anni di preparazione al film hanno in primo luogo reso sicurissimo, per nulla intimorito da un progetto che poteva essere considerato oltre la portata di chiunque, capace di cantare le canzoni “di” Dylan “alla” Dylan, con una sigaretta perennemente tra le dita e gli sguardi e il fraseggio del viso e l’attenzione estrema dei più intimi momenti e i rapporti con gli altri, con gli amori di una gioventù e con i suoi mentori in primo luogo, senza dimenticare la grande, variopinta carovana che tenta di guidarlo e piegarlo, tutto ce lo fa sembrare un Dylan che va dritto (calmiamoci: rasenta?) alla perfezione, l’attore che avverte ogni momento della scena sulle proprie spalle ed è pronto ad affrontare il rischio e scava e vuole arrivare alla radice e alle cause di ogni cosa.

IN.CON.TRA a Torino. La Danza diventa inclusiva e vicina alla comunità

Due appuntamenti imperdibili del progetto

 

Nell’ambito del progetto IN.CON.TRA, vincitore dell’avviso pubblico “Torino che cultura!” promosso dalla Fondazione Egri per la Danza, dal Balletto di Torino e da Guitare Actuelle, si svolgeranno due straordinari appuntamenti dedicati alla danza e alle arti performative.

IN.CON.TRA è l’innovativo progetto triennale che, affiancandosi a Danza oltre le Barriere 3.0, si pone come scopo quello di trasformare Torino in un palcoscenico a cielo aperto, avvicinando le arti performative ai cittadini. Il progetto ruota intorno alle sedi dei soggetti promotori, i quartieri Crocetta e Aurora, e si propone, attraverso il lavoro di due contesti profondamente diversi, di ridurre le distanze tra artisti e comunità, favorendo il benessere attraverso esperienze artistiche immersive.

Presso il laboratorio Coreografico della Compagnia EgriBiancoDanza, in via G. G. Vico 11, venerdì 31 gennaio, alle 20.45, si terrà un appuntamento speciale in apertura di serata in cui il pubblico potrà scoprire AFED, il nuovo incubatore di talenti della Fondazione Egri, che presenterà un estratto del repertorio della compagnia. A seguire un nuovo incontro con il progetto “Cercare la bellezza”, dove il pubblico avrà l’opportunità di assistere in anteprima alla creazione ‘M’illuminò d’immenso’, ispirata al celebre verso ungarettiano. Durante questa serata unica il pubblico sarà parte attiva del dialogo con i danzatori, contribuendo al processo creativo.

Il 7 febbraio, alle 20.45, presso la Casa del Teatro Ragazzi e Giovani, andrà in scena ‘Ring of Love’, spettacolo multimediale che esplora le infinite sfumature dell’amore attraverso Danza, musica dal vivo e canto. Con le coreografie di Raphael Bianco , lo spettacolo si snoderà sulle musiche di grandi artisti quali David Bowie, Radiohead, Amy Winehouse e altri, portando in scena una riflessione potente su relazioni umane e intimità.

Per informazioni e biglietteria

biglietteria@egridanza.com 3664308040

 

Mara Martellotta

“Condominio mon amour” con Daniela Cristofori e Giacomo Poretti

Venerdì 31 gennaio, ore 21

Teatro Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

 

 

 

Daniela Cristofori e Giacomo Poretti in “Condominio mon amour” si cimentano in una moderna pochade, una commedia brillante dal ritmo incalzante che affronta l’immensa confusione che vive oggi il mondo del lavoro.

Da oltre trent’anni, il vecchio custode Angelo svolge il proprio lavoro con dedizione presso la portineria di un condominio della “Milano-bene”. Chiama gli inquilini per nome, si occupa della spesa dell’anziano Gaspare e delle paturnie della Signora Biraghi. Custodisce le loro chiavi e i loro ricordi. Quand’ecco che irrompe nella sua vita un imprevisto. Caterina, un’affascinante signora attraversa di volata l’atrio, spalanca la porta d’ingresso e si para di fronte a lui per annunciargli che… è licenziato. La sua presenza non è più richiesta e verrà presto sostituito da un’App! Un’App?! Gli azionisti parlano chiaro: bisogna capitalizzare, fatturare e quindi automatizzare.  Tuttavia, il buon Angelo non è tipo da farsi intimidire e punta i piedi, in una lotta per la sopravvivenza senza esclusione di colpi.

L’atrio del condominio si trasforma, d’incanto, in una scacchiera. Ogni giocatore muove i propri pedoni cercando di prevalere sull’altro, ricama le proprie strategie per restare a galla in questa folle corsa chiamata “progresso”. Chi vincerà la partita? Lo spettacolo racconta, in un susseguirsi di situazioni comiche e poetiche a ritmo incalzante, l’immensa confusione che vive oggi il mondo del lavoro. Il lavoro, un mostro a mille teste, tra orari impossibili, nuove e paradossali occupazioni e, sempre più spesso, perdita di contatto con la realtà. In questo mondo incontriamo la giungla degli inglesismi tra rider, smart working, pet sitter, media manager e chi più ne ha più ne metta. Ultimo e non ultimo il grande Convitato di pietra: l’intelligenza artificiale, una sorta di fantasma che sembra un giorno dover seppellire ogni relazione umana e ogni capacità critica. Il tutto è raccontato dal punto di vista di Angelo e Caterina. I due si scambiano di continuo i ruoli di vittima e carnefice, in un piccolo condominio, spaccato rappresentativo della nostra vita di ogni giorno.

Info

Teatro della Concordia, corso Puccini, Venaria Reale (TO)

Venerdì 31 gennaio, ore 21 (sold out)

Condominio mon amour

Di Daniela Cristofori, Giacomo Poretti, Marco Zoppello

Con Daniela Cristofori, Giacomo Poretti

Regia Marco Zoppello

Scenografia Stefano Zullo

Costumi Eleonora Rossi

Disegno luci Matteo Pozzobon

Musiche originali ed effetti sonori Giovanni Frison

Assistente alla regia Irene Consonni

Produzione Teatro de Gli Incamminati, con il sostegno di GiGroup

Biglietti: intero 22 euro + ridotto 20 euro

www.teatrodellaconcordia.it

011 4241124 – info@teatrodellaconcordia.it