ilTorinese

Al Marenco di Novi Ligure una nuova rassegna di danza contemporanea

“La memoria non si ferma mai. Appaia i morti ai vivi, gli esseri reali a quelli immaginari, il sogno alla storia”. Parole che sono tra quelle iniziali de “Gli anni” che Annie Ernaux, nata in Normandia, nella cittadina di Lillebonne, nel 1940, ha scritto sessantottenne, “autobiografia impersonale”, immagini per un affresco che accompagni il lettore dal dopoguerra ai giorni nostri, tappa importante di quel cammino che la condurrà al Nobel per la Letteratura del 2022. In una coproduzione che vede tra gli altri gli apporti del Centro Nazionale di Produzione della Danza Virgilio Sieni e della Fondazione CR Firenze, del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, di Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale e ancora di Tanzhaus di Düsseldorf, “Gli anni” sfidano oggi lo spazio del palcoscenico nella scrittura coreografica di Marco D’Agostin – successi in Italia e all’estero e vari riconoscimenti come tra gli altri il Premio Ubu e il BEFestival – e l’interpretazione di Marta Ciappina – formatasi a New York al Trisha Brown Studio e al Movement Research, docente alla Scuola Luca Ronconi del Piccolo milanese, premio Danza&Danza nel 2022 come interprete e nel 2023 il Premio Ubu come Performer. “Gli anni” è uno dei tre titoli che riuniti in rassegna di danza contemporanea vengono ad arricchire la attuale stagione del teatro Marenco di Novi Ligure, sinergia tra Piemonte dal Vivo e il Balletto Teatro di Torino, compagnia diretta da Viola Scaglione, a cui è stata affidata la curatela della selezione degli spettacoli, progetto che vede il soddisfacente e sempre più auspicabile uso di spazi teatrali e che è la piena conferma della volontà di ampliare e diversificare l’offerta culturale del territorio. La rassegna che si è aperta l’11 gennaio – con “White Pages – Dedica al dinamismo” e “Play_Bach divertissement”, coreografie di Manfredi Perego per una produzione del Balletto Teatro Torino, ospitando in chiusura la compagnia “Larreal” del prestigioso Real Conservatorio di Danza “Mariemma” di Madrid con la serata “Race/Eleven11/Galea”, danzatore ospite Pablo Vàzquez, ad unire tradizione e innovazione coreutica, con la valorizzazione di giovani talenti della danza contemporanea spagnola – ha la sua centralità (7 febbraio) nella proposta de “Gli anni”. Sottolineano i responsabili della proposta: “Qualcuno ha scritto che c’è una distanza incolmabile tra quel che è successo un tempo e il modo in cui ci appare ora, ammantato di una strana realtà. La coreografia de “Gli anni” è costruita per tentare di ricucire questo strappo: l’incandescente storia di un singolo – Marta Ciappina, interprete unica per itinerario artistico e peculiarità tecniche nel panorama della danza italiana – invita gli spettatori a giocare con la propria memoria. Il corpo di Marta e gli occhi di chi guarda intraprendono un viaggio che fa la spola tra il presente – il momento della performance, irripetibile incontro romantico – e il passato di ognuno, in una trama di andate e ritorni che confonde le storie, le canzoni e i ricordi. Su palco e platea si stende lenta l’ombra di un romanzo: l’invito è a scriverlo insieme, un’opera a cento mani che ci esorti ad attraversare le rovine guardando in alto.” Inserito tra le ospitalità della stagione del teatro Astra, “Gli anni” potrà essere già visto nella sala di via Rosolino Pilo nella serata del 5 febbraio, alle ore 21. Fedele al percorso portato avanti da Marco D’Agostin, “lo spettacolo si distacca dai consueti canoni di “messa in scena” che la danza, anche quella contemporanea, ci ha abituati a seguire e porta in scena una intensa riflessione coreografica sui tempi del tempo e della memoria intrecciando racconti di vita e dinamismo corporeo coinvolgendo gli spettatori in un’esperienza intima e universale”.

e.rb.

Con l’immagine della rassegna, due momenti di alcuni spettacoli: Marta Ciappina ne “Gli anni” (foto di Michelle Davis) e “Galea” (foto di Alfonso Sastre).

Mary non è solo la figlia di Ezra Pound

Al Centro Pannunzio un incontro su Mary de Rachewiltz, figlia del grande poeta statunitense

 

Giovedì 31 gennaio, presso la sala conferenze del Centro Pannunzio di via Maria Vittoria 35h, a Torino, si è svolto l’incontro di presentazione del libro “Processo in verso – Tutte le poesie italiane”(Bertoni, 2024) , un volume unico che contiene tutte le poesie italiane di Mary de Rachewiltz, figlia illegittima di Ezra Pound, curatrice e divulgatrice in Italia dell’opera dello straordinario poeta statunitense. L’evento, introdotto dal poeta e scrittore Loris Maria Marchetti, ha avuto come relatori Luca Borrione, docente di Italiano, Storia e Filosofia al Liceo Salesiano Valsalice, lettore e studioso di Ezra Pound, e Daniele Gigli, archivista documentalista, poeta e studioso di T.S.Eliot, di cui ha tradotto gli Ariel Poems, The Hollow Men e Ash-Wednesday.

Borrione e Gigli, partendo da un’affermazione che stimola alla riflessione – “ Mary non è solo la figlia di Pound”- hanno evidenziato l’importanza che Mary de Rachewiltz ha avuto come traduttrice e curatrice in Italia dell’opera del padre, facendo pubblicare nel 1985 la traduzione integrale dei “Cantos” in italiano e, contemporaneamente, come poetessa e saggista indipendente e abbastanza forte da emanciparsi dalla figura paterna. Il percorso tracciato dai due relatori, biografico e letterario, ha messo in luce le fasi principali della vita di Mary de Rachewiltz, nata nel 1925, a Bressanone, da una relazione tra Ezra Pound e la violinista Olga Rudge. La sua condizione di figlia inizialmente non riconosciuta la costrinse a spostarsi dalla Val Pusteria, dove venne affidata a una famiglia di contadini tirolesi, a Firenze, fino a Sant’Ambrogio, sopra a Rapallo. All’età di 14 anni entrò in contatto con il mondo della poesia e dalla traduzione grazie al padre Ezra, che le affidò come “esercizio” alcune traduzioni di sue poesie. Un mondo che la vide protagonista non solo come curatrice e traduttrice dell’opera del padre, ma anche come firma di importanti traduzioni italiani di poeti americani come Edward Estlin Cummings, Robinson Jeffers, Ronald Duncan e Denise Levertov, oltre a essere a sua volta poetessa e autrice di raccolte tradotte in Italia e in altri Paesi. Il memoriale “Discrezioni. Storia di un’educazione” (1973), di cui Luca Borrione ha letto diversi passaggi, è considerata dai critici la sua opera più importante. Nel 1946 sposò l’egittologo Boris de Rachewiltz, dal quale ereditò il cognome, e si stabilì a Castel Fontana, una frazione di Tirolo, dove custodisce oggi l’archivio paterno.

Mary ha assorbito l’ombra del padre in modo da trasformarla in una forza e non in un’oppressione – ha dichiarato il relatore Daniele Gigli – e questo è evidente in molti suoi testi e traduzioni, in cui accanto a un’ispirazione letteraria paterna vivono dei versi intensi, indipendenti”.

Il volume “Processo in verso – Tutte le poesie italiane”, curato dal Professor Massimo Bacigalupo, è acquistabile in tutte le librerie, presso il sito dell’editore Bertoni e sulle principali piattaforme online.

 

Gian Giacomo Della Porta

MUR, oltre 1.3 milioni di euro per l’Istituto di Ricerca Metrologica

 Il Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR) ha pubblicato le graduatorie di assegnazione del Fondo Italiano per la Scienza – FIS 2. Per i progetti dell’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica di Torino il finanziamento previsto è di 1.324.445,76 euro per attività di ricerca nel macrosettore ‘Physical Sciences and Engineering’.

Il FIS è pensato per ricercatori emergenti ed esperti sui principali ambiti di ricerca: dall’ingegneria alle scienze della vita. Nasce sul modello dell’European Research Council (ERC), il prestigioso programma comunitario dedicato alla ricerca di base valutando i ricercatori per l’eccellenza della loro attività.

“Non c’è futuro – ha dichiarato il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini – se non c’è ricerca. È per questo che noi vogliamo e dobbiamo investire sulle nostre eccellenze. Vogliamo farlo con contributi stabili, che diano prospettive e certezza al lavoro dei nostri ricercatori. Questa assegnazione rappresenta un ulteriore passo nella strategia del Ministero per sostenere la ricerca e consolidare il ruolo delle università italiane come poli di eccellenza a livello internazionale”.

A livello nazionale, lo stanziamento totale è di 338 milioni di euro. Le proposte, giunte da 136 istituzioni del mondo accademico, sono state 2.289. Il Ministero ha già previsto, per il biennio 2024-2025, la terza edizione del bando FIS con una dotazione di 475 milioni, rafforzando così l’impegno a favore della ricerca di base.

La rubrica della domenica di Pier Franco Quaglieni

SOMMARIO: Le luci d’artista di piazza Carignano ancora in funzione rabbuiano – Alda Croce, dov’è la targa? – Torna la tesina alla Maturità – Lettere

Le luci d’artista di piazza Carignano ancora in funzione rabbuiano
una delle più belle piazze di Torino, rendendola insicura a causa dell’oscurità. E’ mai possibile che l’arte entri in conflitto con la sicurezza in tempi in cui quest’ultima è trascurata?  In quella piazza oltre palazzo Carignano che dovrebbe semmai essere illuminato di più, esistono teatri, gelaterie, ristoranti.
Chi pensa a queste luci d’artista, creazione dell’assessore Alfieri, non pensa che il buio favorisce la micro criminalità. Anche in termini estetici una piazza Carignano  buia è penalizzante per un gioiello torinese che va valorizzato. E il selciato della piazza non è neppure curato. Il rischio è quello di inciampare non vedendo le eventuali buche  di un porfido privo di una manutenzione adeguata.
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Alda Croce, dov’è la targa?

La targa dedicata ad Alda Croce continua a mancare. Malgrado gli interventi e le promesse dell’assessore Bresso in Consiglio comunale la targa in ricordo di una torinese illustre come Alda Croce, malgrado una interpellanza del Consigliere De Benedictis, la targa non è tornata al suo posto. I vandali ancora una volta prevalgono. Non commento, certo è tutto molto triste.

 

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Torna la tesina alla Maturità
Per chi ha avuto il 6 di condotta allo scrutinio di ammissione alla Maturità è  prevista una tesina di educazione civica da discutere all’esame. Un 6 di condotta aveva una conseguenza preclusiva all’ammissione all’esame. Oggi si torna ad un qualcosa di totalmente negativo e di facilistico: la tesina.
Qualche foglio compilato con il copia incolla che non serve a nulla . Un mero atto formale a cui sono sottoposti i maturandi con il voto basso in condotta . Un pannicello caldo per curare l’indisciplina a scuola che si combatte sanzionando in modo severo  i comportamenti gravemente scorretti. La tesina è una presa in giro già praticata alla Maturità in passato: pochi fogli quasi sempre  scopiazzati. In passato erano i genitori a compilarla o qualche universitario amico. Insieme alla spruzzata di latino facoltativo   alla media per recuperare un po’ di cultura classica( sic !), la tesina  è un altro segnale non positivo per l’attuale ministro. Così la scuola non si riprenderà mai.
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LETTERE  scrivere a quaglieni@gmail.com

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L’antisemitismo dei centri sociali
Nel giorno del ricordo in Comune il Rabbino Capo di Torino ha colto l’occasione per denunciare il violento antisemitismo dei centri  sociali. E c’è stato chi ha avuto da ridire.  Cosa ne pensa? Italo Ruggiero
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Lei sfonda una porta aperta. Io sono sempre stato filo israeliano e con il Rabbino Capo di Torino ho un ottimo rapporto anche personale. L’antisemitismo galoppante ha tentato di porre il bavaglio al Rabbino Capo di Torino Finzi. L’Anpi torinese  per merito del suo presidente Boeti è cosa diversa da quella milanese e quindi non ci  sono motivi di polemica. La situazione dell’Anpi milanese è invece  intollerabile. Chi accusa di genocidio Israele è uno sprovveduto in malafede che ignora la storia.
Gianni Oliva ha scritto in proposito un articolo illuminante. La parola genocidio può essere usata rispetto ai 6 milioni di ebrei ammazzati da Hitler. I pro Palestina violenti e faziosi  vezzeggiati da certa sinistra vanno denunciati per quello che sono. La Procuratrice  Generale  Lucia Musti è stata chiara e il suo discorso coraggioso volto ad evidenziare come Torino sia diventata la capitale della violenza  e’ caduto nel silenzio di molti che hanno vergognosamente  taciuto.  Torino si sta avviando verso una situazione che deve allarmare tutti i democratici veri e più  semplicemente gli stessi torinesi, sempre più consapevoli della china dove stiamo precipitando.
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Di Pietro
L’ex magistrato Antonio Di Pietro dopo essere stato un giacobino arrabbiato e violento  quando era in politica e prima ancora durante Tangentopoli, oggi cambia idea: a favore della divisione delle carriere dei magistrati e contro il reato (al massimo e’ un errore politico) ascritto alla Meloni per aver rispedito in Libia il generale – mostro che agita le acque della politica italiana. Invecchiando si migliora?  Jacqueline Empoli
Non saprei dirle se si migliora. Certo che il Di Pietro del processo contro Craxi e i toni inquisitori da giustiziere che provocarono dei suicidi a causa di incarcerazioni volte a estorcere confessioni forzate, sono state pagine nefaste per la giustizia. Anche il Di Pietro politico, ministro(!), capo popolo dell’Italia dei valori appartiene ad un passato da condannare senza indulgenze. Che oggi modifichi il suo modo di pensare o anche solo di parlare  può essere giudicato in diverso modo. Alcuni hanno detto che è un ritorno alla destra. Per altri versi il primo Berlusconi gli propose di fare il ministro. Il migliore Di Pietro a me pare sia il contadino che guida il trattore. In quel ruolo è perfetto.
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Sdoganamenti
Ho letto ciò che ha detto un giovane rampante di Fratelli d’Italia che nega che sia stato nel 1994 Berlusconi a sdoganare il MSI che uscì dal serraglio degli intoccabili, ancora prima di Fiuggi. Cosa ne pensa?    Filippo Giugni
L’onorevole in questione dice una cosa non vera. Fu Silvio Berlusconi a sdoganare il MSI e a federare il centro – destra che Fini mise in crisi. Che adesso riappaia l’uomo della casa di Montecarlo un po’ mi indigna. Berlusconi può piacere o meno, ma è stato lui con realismo politico, se vuole un po’ spregiudicato, a mettere insieme Lega e MSI. E ‘ Silvio il vero protagonista che è passato alla storia, sconfiggendo la “macchina da guerra” di Occhetto. Nessuno può essergli paragonato, neppure Tatarella che ebbe un ruolo importante nel cancellare la “Fiamma tricolore”. Tentativi di egemonizzare un discorso non rivelano intelligenza politica e tendono ad offendere e umiliare il ruolo di Forza Italia.

Concorso PCTO, gli studenti torinesi sono arrivati terzi

Il 29 gennaio scorso, presso la prestigiosa sede del Polo del Novecento, a Torino, si è svolta la premiazione del concorso promosso a livello nazionale PCTO, percorsi per le Competenze trasversali e l’orientamento.

“Siamo emozionati – afferma Simona Riccio, Social Media Manager e Agrifood Specialist – nel condividere che il nostro progetto “Non si può non comunicare”, promosso da ‘Parla con me’, dedicato alla comunicazione digitale nel settore agroalimentare, abbia conquistato il terzo posto nella sua categoria.

Il nostro progetto ha avuto come obiettivo quello di unire teoria e pratica per formare i giovani in un settore cruciale come quello della comunicazione digitale applicata all’agroalimentare.

Abbiamo creato un ambiente dinamico dove studenti e aziende si sono confrontati, permettendo ai ragazzi di acquisire competenze pratiche e prepararsi alle sfide del mondo del lavoro”.

“Il progetto è consistito in un’esperienza formativa – ha precisato Simona Riccio – che ha reso gli studenti protagonisti nell’elaborazione d’idee innovative per le sfide comunicative di oggi e di domani. Un ringraziamento particolare va agli studenti, la vera forza del progetto, all’istituto tecnico Carlo Levi di Torino, alle professoresse Tiziana Laganà e Pina Grimaldi e al Preside Giampaolo Squarcina per aver reso possibile questa preziosa esperienza di apprendimento, oltre che alla Camera di Commercio di Torino che ha supportato questa iniziativa”.

 

Mara Martellotta

Mirafiori, futuro incerto ma boccata d’ossigeno di un anno per 250 lavoratori

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Una notizia positiva per i 250 lavoratori del reparto mascherine di Mirafiori: sul finire della scadenza degli ammortizzatori sociali Stellantis ha prorogato di un anno i contratti di solidarietà.

Il nuovo anno di ammortizzatori sociali partirà dal  14 febbraio in base all’accordo  siglato da azienda e sindacati per i lavoratori del reparto Preassembly & Logistic Unit a Mirafiori.

Per i sindacati l’intesa, seppur positiva, è una soluzione temporanea per  consentire in un anno di individuare  una collocazione definitiva per questi lavoratori.

E c’è da pensare anche agli altri 2800 lavoratori ancora in cassa integrazione, sperando che arrivino nuove produzioni.

Cisl, con Sbarra è prevalsa la coerenza

LO SCENARIO POLITICO  di Giorgio Merlo

È sempre difficile tracciare un bilancio di un mandato sindacale. Nello specifico, della segreteria
generale della Cisl guidata in questi ultimi anni da Luigi Sbarra. Anni difficili per svariate e
molteplici motivazioni. Dall’irrompere della pandemia al ritorno dei grandi conflitti bellici; dalla
vittoria politica del primo governo di destra-centro alla crescente radicalizzazione del conflitto
politico e culturale. Insomma, un insieme di tasselli che hanno richiesto un grande senso di
responsabilità e una solida cultura di riferimento per cercare di affrontare al meglio i problemi che
di volta in volta si affacciavano all’orizzonte.
Ed è in questo contesto che si inserisce un possibile giudizio sul ruolo che concretamente ha
esercitato la Cisl con il suo gruppo dirigente. Al di là di ogni opinione che si può e deve formulare,
è indubbio che almeno su tre aspetti la Cisl a guida Sbarra ha saputo mantenere una forte e
cristallina coerenza con la sua storia e la sua specificità.
Innanzitutto ha saputo conservare, con coraggio e lungimiranza, il suo profilo di soggetto
autenticamente sindacale. Nessun cedimento nei confronti del governo di turno in carica, nessuna
trasformazione in un movimento politico o, peggio ancora, in una sorta di partito e, men che
meno, nessun ruolo di supplenza – o di egemonia – nei confronti di un partito o di una coalizione.
Lo possiamo dire con franchezza e con altrettanta chiarezza? L’esatta alternativa di quello che è
diventata in questi ultimi anni la Cgil di Landini. Ovvero, non solo la storica e consolidata
tradizione della “cinghia di trasmissione” con il principale partito della sinistra italiana – ieri il Pci e
oggi il Pd – ma, addirittura, una sorta di portavoce di una intera collazione politica. Al punto che
non si sa più se è il cosiddetto “campo largo” che detta l’agenda politica al sindacato di
riferimento o se è la Cgil, con la Uil come ruota di scorta, se la detta alla coalizione progressista.
Insomma, e al riguardo, la Cisl era, ed è, l’esatto opposto di tutto ciò.
In secondo luogo la Cisl è quel sindacato che ha sempre predicato e praticato la cosiddetta
“contrattazione”. Perchè lo storico “sindacato bianco” non ha mai rinunciato a questa sua
originalità e specificità. Certo, per capirci ancora meglio, si tratta di un sindacato che non dichiara
lo sciopero generale contro la manovra di bilancio del Governo prima ancora di averla letta e
discussa con i lavoratori. E questo perchè la Cisl di Pastore, di Macario e di Marini – per citare
solo tre leader storici di questa organizzazione sindacale – ha sempre individuato nella
contrattazione, e senza discriminazione alcuna nei confronti del potere politico o delle altre parti
sociali, lo strumento decisivo per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e di tutti i cittadini.
In ultimo, ma non per ordine di importanza, la Cisl in questi anni ha saputo anche confermare,
seppure in una cornice politica, sociale e culturale profondamente frammentata e contraddittoria,
le ragioni essenziali e costitutive della sua lunga e ricca storia sindacale. Una storia che poteva
essere messa in discussione in qualsiasi momento se fosse prevalsa l’appartenenza – o la
sensibilità o la simpatia – politica, e partitica, di alcuni suoi dirigenti e militanti rispetto al compito
proprio che deve caratterizzare e accompagnare un’organizzazione sindacale laica e autonoma
dai partiti e dal profilo politico degli stessi governi.
Ecco perché, quando si fa un bilancio seppur approssimativo della gestione di un mandato
sindacale, l’elemento cardine e principale resta sempre quello di verificare concretamente il tasso
di fedeltà, e quindi di coerenza, con gli aspetti specifici e costitutivi della sua storica cultura di
riferimento. Tutto il resto è certamente legittimo ma del tutto secondario e marginale ai ni della
credibilità, dell’autorevolezza e soprattutto della coerenza. In questo caso di un grande sindacato
come quello della Cisl.

Baseball-Softball: Saronno in campo con C.A.B.S. Seveso e Bulls Rescaldina

Alle porte della nuova stagione si rinsaldano e si rinnovano le sinergie fra le società, in quest’ottica L’Asd Saronno Softball Baseball ha stretto degli accordi di collaborazione col Club Altopiano Seveso e con l’Asd Bulls Rescaldina.

L’intesa perfezionata con l’Asd C.A.B.S. diretta dal presidente Antonio Damiano Minotti prevede lo scambio di atleti, i quali potranno giocare con maglie opposte e prendere parte sia al campionato nazionale di serie B col Seveso, che a quello di C col Saronno.

Ma non solo, la formazione U18 softball saronnese si rafforzerà aggiungendo al proprio organico alcune ragazze provenienti dai C.A.B.S., ed assieme scenderanno in campo per prendere parte al campionato regionale lombardo.

L’intesa stipulata con l’Asd Bulls Rescaldina del presidente Riccardo Carlo Locati invece, unisce le energie per la composizione di una formazione che disputerà il campionato di A2 softball. Infatti le ragazze dell’U18 del Saronno verranno impiegate anche nella seconda serie nazionale con indosso la maglia nero arancio, che giocherà sul campo di Novara.

“Le collaborazioni sportive oltre a rafforzare i rapporti fra le società, sono un’importante opportunità per i nostri ragazzi e per le nostre ragazze, i quali oltre a fare esperienza potranno confrontarsi con altre realtà del nostro territorio”, questo è quanto dichiarato Lorenzo Massimo Rotondo presidente del Saronno Softball Baseball.

cs

I ragazzi irresistibili del teatro Orsini e Branciaroli nella commedia di Neil Simon “The Sunshine boys”

 

 

Umberto Orsini e Franco Branciaroli, i due ragazzi irresistibili del teatro italiano, sono i protagonisti dal 4 al 9 febbraio prossimo della commedia di Neil Simon intitolata “I ragazzi irresistibili”, per la regia di Massimo Popolizio.

Il debutto avverrà martedì 4 febbraio alle ore 19.30 presso il teatro Carignano. Si tratta di una produzione del Teatro degli Incamminati, Compagnia Orsini, Teatro Biondo di Palermo.

Commedia brillante scritta nel 1972 dal drammaturgo americano, intitolata “Sunshine boys” e ispirata alla vita di una vera coppia di attori di vaudeville, Joe Smith e Charles Dale, narra di due anziani attori di varietà che hanno lavorato insieme tutta una vita per poi separarsi a causa di incomprensioni insanabili, e che sono invitati a riunirsi per un’unica serata, in occasione di una trasmissione televisiva dedicata alla storia del varietà americano. Gli antichi contrasti tra i due attori non tardano a riapparire, dando luogo a un meccanismo teatrale di grande comicità ma anche di profonda malinconia, che rende il testo parzialmente vicino al teatro di Beckett ( Finale di partita) e a quello di Cechov ( Il canto del cigno).

Questa che è una delle più famose commedie di Neil Simon è stata oggetto di numerosi allestimenti e di celebri versioni cinematografiche e televisive, tra cui quella con Woody Allen e quella con la sceneggiatura dello stesso Neil Simon, del 1975, diretta da Herbert Ross, protagonisti Walter Matthau e George Burns.

Teatro Carignano

Martedì 4 febbraio 2025 ore 19.30

I ragazzi irresistibili di Neil Simon

 

Mara Martellotta

La Candelora e San Biagio

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso Domenica 2 febbraio, ore 15 

Una narrazione itinerante, tra tradizione sacra e popolare, dall’antica via Francigena agli affreschi di San Biagio dipinti da Jaquerio

 

Nel giorno della Candelora, la festa della Presentazione di Gesù al Tempio che cade esattamente a 40 giorni di distanza dal Natale, si celebra l’evento, tra tradizione sacra e popolare, alla Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso con una narrazione itinerante che porta alla cappella affrescata nella chiesa dedicata a San Biagio.

Si parte dall’esterno, lungo l’antica via Francigena, per osservare la natura e conoscere il rito che prevede la benedizione di ceri e candele e i tanti proverbi sul passaggio dalle tenebre invernali alla stagione primaverile“Se per la festa della Madonna della Candelora c’è il sole e c’è la Bora, siamo fuori dall’inverno; ma se piove o c’è vento, siamo ancora in inverno”.

Si continua poi all’interno della chiesa per raggiungere il ciclo di affreschi dedicati a San Biagio dipinti da Giacomo Jaquerio, il maggior rappresentante della pittura tardo gotica in Piemonte di cui quest’anno ricorre il 650esimo anniversario della nascita. Gli affreschi si trovano nella navata destra della chiesa: sulla parete laterale restano tre episodi della vita di San Biagio dei cinque originari. San Biagio è il protettore della gola che chiude il tempo dedicato al Natale: tradizionalmente si celebra il 3 febbraio, il giorno successivo alla Candelora, con la benedizione, attraverso le candele, alla gola dei fedeli per tenere lontano ogni male. Le due scene affrescate in alto, delimitate dagli archi, rappresentano a sinistra il Santo indenne tra gli animali feroci, a destra il miracolo del bambino liberato dalla lisca di pesce che lo stava soffocando; nel registro inferiore l’unica scena rimasta raffigura San Biagio che si salva nel mare in tempesta mentre i cattivi barcaioli annegano. Su una delle due volte della cappella sono rappresentati i simboli dei quattro evangelisti e all’interno di un medaglione è dipinto un ritratto che rappresenterebbe il pittore stesso.

 

INFO

Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso

Località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta (TO)

Domenica 2 febbraio, ore 15

La Candelora e San Biagio

Costo visita: 5 euro, oltre il prezzo del biglietto

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 4 euro

Hanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni, over 65, gruppi min. 15 persone

Fino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito

È indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente.

Info e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica):

011 6200603 ranverso@biglietteria.ordinemauriziano.it

www.ordinemauriziano.it