SALONE DEL LIBRO 2025
Il cibo è cultura. Questo il messaggio veicolato dall’evento «Cucine giovani – Il Piemonte enogastronomico, oggi e domani». Un viaggio tra la tradizione piemontese e le innovazioni culinarie con gli chef finalisti di Masterchef Italia. Antonio Colasanto, Monir Eddardary e Simone Grazioso hanno dialogato con l’assessore alla Cultura, Turismo e Sport del Piemonte, Marina Chiarelli, sulle tradizioni culinarie di famiglia, sulle rivisitazioni dei piatti piemontesi e su come l’enogastronomia rappresenti una cultura capace di unire paesi e popoli. A moderare il dibattito è stato il giornalista Danilo Poggio. Nella stessa occasione si è parlato del libro Gli opposti che si attraggono, scritto dagli stessi Colasanto ed Eddardary, che rappresenta lo spirito dell’incontro attraverso il dialogo tra due culture diverse in cucina, capaci di unire tradizione e innovazione per creare ricette contemporanee radicate nel territorio.
«La cultura del cibo è più profonda perché si basa su un bisogno primario, che è quello di nutrirsi – ha affermato l’assessore Chiarelli –. Come Regione stiamo lavorando per creare un riconoscimento del brand piemontese nel cibo e nel vino. Presto ospiteremo il World’s 50 Best Restaurants, che metterà Torino e il Piemonte sotto i riflettori dell’enogastronomia mondiale. Mostreremo agli chef e agli organizzatori le eccellenze del Piemonte».
E sull’evento di oggi ha aggiunto: «È stato un esperimento vincente: ne organizzeremo altri per creare un contatto tra i nostri turisti e gli operatori del settore».


Lunedì. Al teatro Concordia di Venaria si esibisce Chiello.
Mercoledì. All’Osteria Rabezzana suona Lil Darling Quartet. Al Jazz Club: The Chicago Blues Jam!
Giovedì. Al Blah Blah sono di scena i Weird Bloom. Allo Spazio 211 si esibisce Diego Random. Al Jazz Club suonano i Train Power Blues. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Cajo Redivivo. Al Cafè Neruda suona l’Oiseaux Trio.
Venerdì. Al Blah Blah si esibisce la cantautrice Claudia Buzzetti. Allo Spazio 211 sono di scena i Fasti + Le Schiene di Shiele+ Calantha. Al Jazz Club suonano i Sp4rkles. Alla Divina Commedia si esibisce la Marconi Blues Band. All’Hiroshima è di scena Comete + Lato B. Al Circolino suona Valentina Nicolotti 4 tet.
Sabato. All’Inalpi Arena arriva Mahmood Allo Ziggy si esibiscono i Necrodeath + Nerocapra. Al Blah Blah suonano i Madbeat + Bad Frog. Al Jazz Club Growing The Blues. Alla Divina Commedia si esibisce la Lucky Phoenix Band.
Domenica. Al Jazz Club sono di scena Terry e Lucia.
Pier Luigi Fuggetta


La presentazione lunedì alle 17,15 al Lingotto
Nel libro di Quaglieni, oltre ad alcuni testi “canonici” per conoscere Mario Pannunzio giornalista e scrittore (Lucca 1910 – Roma 1968), ci sono oltre 60 testimonianze e ricordi che costituiscono una preziosa novità. A volte anche solo in una battuta fulminante, quasi un tweet ante litteram, viene condensato un ricordo su Pannunzio e “Il Mondo” del tutto inedito.

In appendice il libro pubblica per la prima volta il carteggio intercorso tra Benedetto Croce e Mario Pannunzio, rivelatore del rapporto strettissimo tra i due. Uno strumento utile per capire il crocianesimo di Pannunzio. Particolare interesse ha lo scambio di idee sui temi della Resistenza che potrebbe stupire e merita da solo la lettura del libro.
Bartoli: “Torre è un paese d’arte, ogni strada racconta la sua bellezza”




Se Odifreddi imita Scalfari
Eugenio Scalfari intrattenne un fitto dialogo iniziale con Papa Francesco. Ne uscì anche un libro che oggi, dopo il pontificato di Francesco, si rivela poco più che aria fritta. Facemmo anche discussione su Papa Francesco da poco eletto e il clericalismo e il conseguente anticlericalismo. Approdammo alla conclusione che con Francesco non aveva senso un anticlericalismo astioso ed obsoleto come quello del venerato Bruno Segre, violentemente contrario ad ogni religione. Infatti Segre, annebbiato dal suo settarismo, fu l’unico che non colse la novità rappresentata da Francesco. Sembra che Odifreddi, che non ha neppure frequentato un liceo, ma un istituto per geometri in cui è assente lo studio della filosofia, voglia imitare Scalfari, tentando il colpaccio, lui ateo dichiarato e irridente in modo volgare nei confronti di ogni religione come lo fu Segre, di entrare in rapporti diretti con Leone XIV. Papa Bergoglio, pur apertissimo verso i non credenti, non volle avere rapporti con Odifreddi che alla morte del Papa, scrisse un necrologio offensivo e volgarissimo anche nel linguaggio che rivelò come il geometra-matematico non abbia avuto rispetto neppure per la morte. Apparirebbe davvero una follia demagogica assurda che il nuovo Papa intrattenesse un rapporto con Odifreddi che pontifica su Agostino e Pascal, forse per rendersi simpatico al Papa. Il Cardinale di Torino dovrebbe informare il Papa su chi è davvero Odifreddi che non è neppure una pecorella smarrita, ma un lupo superbo che, se dipendesse da lui, forse azzannerebbe tutti i credenti come privi di ragione.Mentre a Mirafiori si attende il rilancio con la 500 ibrida, Torino dice addio al sogno del Polo del lusso dell’auto.
È ufficiale: entro la fine dell’anno Stellantis trasferirà la produzione dei modelli Maserati GranTurismo e GranCabrio da Mirafiori a Modena, L’annuncio arriva dopo tante indiscrezioni e conferma lo stop al progetto di Sergio Marchionne, che aveva portato il Tridente nello stabilimento ex Bertone di Grugliasco, oggi chiuso e messo in vendita.
“Maserati è indissolubilmente legata a Modena” ha dichiarato il presidente di Stellantis, John Elkann. Sotto la Mole resteranno soltanto le attività di lastratura e verniciatura.
Il gruppo vuole concentrare gli sforzi torinesi sull’assemblaggio della nuova 500 ibrida, la cui produzione partirà a novembre con l’obbiettivo di 100.000 unità all’anno.
Ma i sindacati sono preoccupati per il futuro di Mirafiori, dove la produzione ha segnato un -70% nel 2024 rispetto al 2023: il solo rilancio della 500, ne sono convinti, non basta a garantire stabilità e occupazione.
Intanto Stellantis annuncia che promuoverà un grande concerto il 24 giugno, in occasione della festa di San Giovanni, patrono di Torino. Sarà l’occasione per presentare un nuovo modello, ancora segreto.