Sono 300 gli utenti che nel corso del 2024 si sono rivolti per la prima volta allo Sportello di Facilitazione Digitale del Comune di Chieri nei due “punti” attivi presso il Palazzo comunale e la Biblioteca Civica, dove i cittadini possono essere assistiti gratuitamente da due “facilitatori digitali”.
Lo Sportello di Facilitazione Digitale è un progetto finanziato tramite i fondi del PNRR e finalizzato a ridurre il divario digitale: accrescere le competenze digitali diffuse per favorire l’uso autonomo, consapevole e responsabile delle nuove tecnologie; promuovere i diritti di cittadinanza digitale attiva da parte di tutti; incentivare l’uso dei servizi online dei privati e delle Amministrazioni Pubbliche, semplificando così il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione.
Il progetto, realizzato in collaborazione con la Fondazione WellFARE Impact, ha visto l’attivazione di sei Punti di Facilitazione Digitale: oltre i due sportelli fissi a Chieri, sono operativi due sportelli fissi a Carmagnola e uno a Santena, oltre a uno sportello itinerante che serve i Comuni del territorio (Andezeno, Arignano, Baldissero Torinese, Cambiano, Isolabella, Marentino, Mombello di Torino, Montaldo Torinese, Moriondo Torinese, Pavarolo, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Poirino, Pralormo, Riva presso Chieri, Sciolze e Villastellone).
Al 31 dicembre 2024 presso i sei sportelli risultavano censiti 2.161 utenti unici totali (i soggetti che accedono per la prima volta): 300 quelli censiti ai due sportelli di Chieri (378 gli accessi totali/servizi erogati, ovvero gli accessi successivi).
- Chieri Comune: 260 utenti univoci e 275 accessi totali/servizi erogati di cui
160 donne:
da 18 a 29 anni: 8
da 30 a 54 anni: 68
da 55 a 74 anni: 59
75 e oltre anni: 25
115 uomini:
da 18 a 29 anni: 4
da 30 a 54 anni: 38
da 55 a 74 anni: 46
75 e oltre anni: 27
- Chieri Biblioteca: 94 utenti univoci e 103 accessi totali/servizi erogati di cui
55 donne:
da 18 a 29 anni: 2
da 30 a 54 anni: 19
da 55 a 74 anni: 23
75 e oltre anni: 11
48 uomini:
da 18 a 29 anni: 5
da 30 a 54 anni: 16
da 55 a 74 anni: 20
75 e oltre anni: 7
Allo sportello è possibile farsi assistere dagli operatori per accedere agli strumenti digitali che ormai sono diventati di uso quotidiano, dalle operazioni più semplici come scaricare le App sul dispositivo o scrivere una email a quelle più complesse, come la creazione dello Spid (il servizio più richiesto dagli utenti). Oppure l’utilizzo del Fascicolo Sanitario elettronico e dell’App IO, l’accesso ai servizi online del Comune e alla prenotazione degli appuntamenti presso gli uffici, l’utilizzo del Registro Elettronico e di Class Room, l’iscrizione online degli studenti al primo anno dei cicli di studio, fino all’attivazione del Parental Control.
Commenta l’assessore all’Innovazione e alle Tecnologie Flavio GAGLIARDI: «I dati confermano che lo Sportello risponde a un bisogno trasversale, interessando un pubblico molto ampio per età. È significativo, in particolare, il ricorso di cittadini fra i 30 e i 54 anni e fra i 55 e i 70 anni: questo dimostra che l’esigenza di un supporto digitale non riguarda soltanto chi si ritiene meno abituato alle tecnologie, ma coinvolge fasce anagrafiche diverse, anche per servizi più complessi come la creazione dello Spid o l’accesso al Fascicolo Sanitario Elettronico. Proprio per questo, uno dei nostri obiettivi è continuare a investire e potenziare un progetto che – come dimostrano i numeri – sta già ottenendo risultati significativi: 300 cittadini assistiti a Chieri non sono pochi, e indicano che stiamo andando nella giusta direzione nel ridurre il divario digitale e favorire la transizione verso i servizi online. Inoltre, lo Sportello può offrire assistenza anche per impostare il Parental Control sui dispositivi utilizzati dai più giovani, favorendo così un uso consapevole della tecnologia e garantendo il benessere digitale».
Aggiunge l’assessora alle Politiche sociali, Politiche giovanili e Associazioni Vittoria MOGLIA: «Il nostro obiettivo ora è di mettere a disposizione questo servizio, oltre che ai singoli cittadini, anche a gruppi e associazioni, organizzando incontri con i facilitatori digitali. Crediamo che i servizi offerti dai nostri Sportelli siano un significativo aiuto alla transizione digitale, e il coinvolgimento di gruppi ed associazioni potrebbe contribuire a fare da volano e raggiungere un maggior numero di persone».
Si può accedere allo Sportello di Facilitazione Digitale preferibilmente con appuntamento, da prenotare tramite il seguente link:
https://www.pa-online.it/SportelloVirtuale/TD0617/Chieri.html
o chiamando il numero 0171 168 0375.
Lo Sportello è attivo i seguenti giorni:
– martedì 9-12.30 presso il Palazzo Comunale
– mercoledì 14-17.30 presso il Palazzo Comunale
– sabato 9-12.30 presso la Biblioteca Civica


Nel riallestire, il divertimento rimane, innegabile e contagioso, ma tutto pare – inevitabilmente – un po’ lontano, sbiadito, legato a un’epoca che è stata, morta e sepolta, anch’essa con le sue grandi gioie e i piccoli dolori, con i sorrisi, con l’estate (magari eguale a mille altre, pensate a Maurizio Arena e Renato Salvatori a inseguire Marisa Allasio pochi anni prima!) che sta finendo e con i Righeira che su quelle stesse spiagge imperversavano: nonostante sul buon Johnson – come sui Duran Duran un ventennio appresso, e allora ti sei chiesto per un attimo sere fa se il fascinoso Simon Le Bon l’abbiano lasciato a casa, a salvaguardarsi con impacchi di naftalina – il pubblico sanremese abbia fatto scrosciare applausi su applausi, in mezzo ai mille “cuoricini”, e quindi qualcosa ancora circoli con buona pace dei troppo troppo boomer, fai fatica a ritrovare quei caratteri, freschi giovanili ma incisivi, capaci di disegnare un’epoca, di stabilire ancora una volta la loro esatta importanza, non giocattoli tante volte inespressivi come la Barbie di Greta Gerwig. Nascono episodi, piccoli piccoli, che a volte s’ingolfano e si sgonfiano, s’intrecciano personaggi che sudano le sette camice (tralasciamo le voci, affaticate alcune oltre il dovuto, disinvolte sì ma falsate, bruttarelle come le tante ascoltate al Festivalone: ma non si può essere tutti Giorgia) ma quei caratteri è difficile ritrovarli e riscaldarli nuovamente. Sapete quel che fa gioia ritrovare? quei costumi con trucco e parrucco firmati da Diego Dalla Palma, le scenografie di Clara Abruzzese fatte di godibili siparietti (c’è anche posto laggiù in fondo per la band tutta da apprezzare) e le coreografie sbarazzine di Rita Pivano, soprattutto quel bignami della musica leggera dell’epoca che ti accompagna per tre ore, quei cinquanta brani cinquanta che ti riempiono ancora il cuore: tanto Morandi (corse ai cento all’ora e piogge che scendono e ritorni all’amata in ginocchio) e Pavone (cuori che soffrono, e geghegé, balli sulla stessa mattonella e martelli da dare in testa alla smorfiosa di turno che tenta di fregartelo), Edoardo Vianello a spandere come Mina e Pino Donaggio, il Modugno immancabile e l’Endrigo di “Io che amo solo te”, la bambola della Patty e una spruzzata di Bobby Solo e di Rocky Roberts, il giusto contributo di Caselli e di Celentano, di Paoli per cui esistono un cielo in una stanza e quel sapore di sale stampato sulle labbra della Sandrelli, il mondo di Fontana e anche quei giorni che hanno fatto la felicità di tal Santino Rocchetti. Un mondo da guardare col cannocchiale, dalla poltrona rossa, tutt’intorno la leggerezza degli autori: dice Vanzina che la leggerezza non è una sciocchezza, “è la profondità della gioia quando è vera”. E in questo, dopo anni, ha ancora ragione lui.
