Fca ha venduto Magneti Marelli, storica azienda italiana, a Calsonic Kansei, una società giapponese del settore automotive. L’operazione ha un valore di 6.2 miliardi di euro e, nelle intenzioni dei promotori, intende creare un “leader indipendente della componentistica automotive”. La notizia è stata comunicata da Fca, Magneti Marelli e Calsonic Kansei, che garantiscono di mantenere le attività in Italia e i livelli occupazionali. In borsa il titolo guadagna il 6,55% a 14,35 euro.
Buoni risultati anche fra gli uomini: i vigili sabaudi si piazzano così al quarto posto nella generale a squadre
Nella giornata di domenica 21 ottobre il parco naturale di Lama Balice, in Puglia, al confine tra Bari e Bitonto, ha ospitato la quarantasettesima edizione dei campionati italiani ASPMI di corsa campestre, manifestazione associata a una gara targata Fidal, che ha registrato all’incirca 400 podisti al via.
Anche il Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Torino ha preso parte alla tenzone, svoltasi su un percorso sterrato e prevalentemente pianeggiante, che includeva due tracciati diversi: uno di 6 chilometri, ideato per gli uomini e costituito da tre giri da compiersi all’interno di un circuito ricavato fra i vigneti del parco e dagli ultimi mille metri caratterizzati da una discesa e da un’immediata risalita verso l’arrivo, ubicato presso la storica Villa Framarino, e uno di 4 chilometri, riservato alle donne.Venendo ai risultati, nella competizione maschile si è imposto Diego Frontini del GS Ancona, mentre fra le quote rosa ha trionfato l’intramontabile Vincenza De Vitis (GS Brescia), alle cui spalle si è piazzata la portacolori del GSPM Torino Luisella Tanda, medaglia
d’argento assoluta e oro di categoria.Buoni piazzamenti anche nella gara maschile per gli atleti sabaudi, con un terzo posto di categoria per Giuseppe Adamo e due quinti posti di Alessio Colucci e Cristian Bertaina; quest’ultimo, responsabile della compagine podistica gialloblù, ha commentato: «Va in archivio una bellissima edizione dei nazionali ASPMI, sicuramente una delle migliori di sempre, nella quale l’accoglienza e la disponibilità dimostrate dai colleghi di Bari sono state davvero esemplari, senza dimenticare il fascino di una città che ci ha stupito per meraviglie e sapori. Il circuito era entusiasmante, completamente immerso nella natura del territorio, ma non presentava un coefficiente di difficoltà eccessivamente elevato».
Per quanto concerne i piazzamenti dei suoi compagni, Bertaina ha asserito: «Complessivamente il nostro team, composto da 8 atleti (oltre ai già menzionati Tanda, Adamo, Colucci e Bertaina erano presenti anche Massimo Benincasa, Silvano Ferrero, Andrea La Rosa e Andrea Pisoni, ndr) e condizionato da alcune defezioni importanti, si è comportato bene, classificandosi in quarta posizione nel ranking a squadre, nel quale siamo stati preceduti da Milano, Bari e Bologna».
Un plauso finale va «all’organizzazione, che è stata davvero perfetta; rivolgo quindi un sentito ringraziamento da parte nostra ai colleghi di Bari. Adesso inizieremo a lavorare per gli appuntamenti ASPMI in programma nel 2019 a Como e L’Aquila, ai quali cercheremo di presentarci ancora più competitivi».
I funzionari del ministero arrivano a Claviere
Oggi a Claviere arrivano i funzionari della direzione centrale dell’immigrazione e della polizia delle frontiere per fare il punto sulla situazione a seguito degli episodi di sconfinamento da parte della Gendarmerie. Il ministro dell’Interno francese, Christophe
Castaner, ha comunicato di voler discutere coi i suoi colleghi europei, “compreso Salvini” di migranti e respingimenti alla frontiera tra Francia e Italia. Per Castaner, comunque, nella maggior parte delle zone di frontiera, la cooperazione con la polizia italiana sta andando bene bene.
Alla Leopolda, luogo nel quale si riunisce da 9 anni la corrente di Renzi ( che controlla il Pd ) si è discusso come se alle nostre spalle non ci fossero il 4 marzo e le sconfitte subite alle amministrative e al referendum. Del resto questa è la strategia di Renzi che ha potuto dispiegarsi perché i suoi uomini controllano i ” gangli ” vitali del Partito: le Presidenze del Partito e dei gruppi parlamentari. La strategia di Renzi era chiara: prendere tempo, rinviando il congresso per annacquare le proprie responsabilità e impedire che se ne discutesse . Ci è riuscito anche per responsabilità dei suoi oppositori interni. L’importante era far calare il sipario sulle scelte compiute in questi anni che sono la causa del disastro, un disastro peraltro largamente annunciato. Alla Leopolda è andato in onda lo stesso film. Se la sono cantata e se la sono suonata. Non sono mancati gli effetti scenici, ma che tristezza e se mi è consentito che arroganza e presunzione. Si è parlato del governo giallo-verde e del fatto che ci porterà a sbattere, dimenticandosi che è nato
anche perché Renzi ha impedito che si aprisse un confronto tra pd e 5 Stelle; cosa che ha fatto non già discutendone in qualche organismo di partito, ma ponendo il diktat da Fazio, ospite alla Leopolda. Si è proposta una contromanovra che forse sarebbe spettato al Pd avanzare in occasione del Forum del pd che si svolgerà nei prossimi giorni; per di più alla presenza di Pier Carlo Padoan, Ministro tecnico indicato da Napolitano e convertitosi al renzismo. Si è proposto da vita ai Comitati di Resistenza Civica che saranno costituiti in tutto il Paese, che risponderanno a Renzi e che i maligni considerano l’embrione di un nuovo Partito che Renzi sarebbe pronto a fondare se perderà il controllo del Pd o se le europee andranno peggio del previsto. Ma soprattutto alla Leopolda si è discusso come se Renzi avesse deciso di scendere in questo momento nell’agone della politica e si trattasse, con una coraggiosa proposta di rinnovamento delle idee, del Partito e della leadership, di reagire ad una serie sconfitte e se queste sconfitte non fossero state subite proprio da Renzi. Nessuno tra i presenti che si sia alzato per dire: ” scusate è tutto giusto quello che dire contro il governo attuale , ma perché siamo passati al 18%, perché noi che eravamo al governo e che ci eravamo con Renzi abbiamo perso il referendum e perché abbiamo perso tutte le elezioni amministrative?” Si é trattato di Minestra riscaldata o di una operazione di maquillage politico, ma la sostanza non cambia.
Wilmer Ronzani
Tra le iniziative di «Officina 50», il cantiere di studi per le iniziative del cinquantenario di fondazione del Centro Studi Piemontesi nel 2019, è stata individuata come prima tappa fondamentale l’intervento di Schedatura, riordino e inventariazione dell’Archivio dell’Associazione. Il lavoro avrà la durata di due anni. Per la sistemazione dell’Archivio sono stati necessari alcuni lavori di adeguamento della Sede che sono stati effettuati nel quadro di un complessivo intervento di ammodernamento dei locali che sarà completato nel 2019.
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L’inaugurazione della sede rinnovata si terrà lunedì 22 ottobre
seguirà alle ore 18 la conferenza di
Lodovico Passerin d’Entrèves
Presidente Fondazione “Specchio dei Tempi” – Consigliere del Centro Studi Piemontesi
con
Angelo Conti
giornalista de “La Stampa”
“Specchio dei Tempi”
la voce e la generosità dei torinesi
Info: tel. 011/537486; info@studipiemontesi.it; www.studipiemontesi.it
Via Ottavio Revel 15 – 10121 Torino. Tel. 011/537486
A Torino una “balena di rifiuti”
Progetto TOward 2030. What Are You Doing?
17 Street Artists per 17 Global Goals da raggiungere entro il 2030. Un passo netto contro l’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo, da un punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale. Questa l’idea di Lavazza e del Comune di Torino di promuovere congiuntamente un percorso artistico di diffusione dei messaggi rappresentati dai 17 Global Goals delle Nazioni Unite attraverso 17 street artist. All’associazione Il Cerchio e le Gocce è toccato il Goal 14 – Life below water che ha affidato a Mrfijodor lo sviluppo di un lavoro con focus sul mare e le sue creature. Il Goal 14 ha tra i tanti obiettivi quello della prevenzione e riduzione in modo significativo dell’inquinamento marino di tutti i tipi. Su 63 ecosistemi marini presi in esame dall’Onu, il 16% risulta a rischio o seriamente a rischio per l’eutrofizzazione costiera. Da qui l’artista, imperiese di nascita e torinese di adozione ha pensato di incrociare in una narrazione immediata e tagliente il goals 14 e la sua storia, il richiamo ad una precisa responsabilità sociale e l’evocazione della sua personale biografica di ligure amante del mare e di imperiese proprio come quel Maurizio Giulio Natta di Imperia, che nel 1963 ricevette il Premio Nobel per i suoi studi sui materiali plastici sintetici. Il mare e la plastica sono nel suo DNA. L’artista scrive: Ho interpretato la tematica del Goal 14 – Life Below Water – ponendo come protagonista una balena, il più grande mammifero marino ma anche uno dei più vulnerabili. E’ lei per me a rappresentare la fragilità dell’ecosistema marino e a farsi portavoce dello sfruttamento distratto e miope degli uomini. Anche La sua collocazione è tuttaltro che casuale.Il muro si trova in via Cardinal Cagliero, ovvero tra la zona del Balon e il mercato di Porta Palazzo in piazza Della Repubblica. Si dice che “Se Torino avesse il mare, il porto sarebbe proprio qui a Porta Palazzo”. Il porto inteso come movimento, interazione, ma anche qualcosa che resta segreto e indecifrabile in noi come amava pensare Ungaretti. Life below water vuole essere una denuncia, una sintesi personale e allo stesso tempo un enorme cerchio di speranza per la vita e per l’affermazione della sua diversità.
Chiara Appendino è proprio arrabbiata. Non sta portando a casa nulla, nulla di concreto per i suoi concittadini. E ora arrivano i parlamentari leghisti che vogliono capirci sui conti, Maccanti e Benvenuto di stretta, strettissima osservanza salviniana. Loro non muovono un dito se non autorizzati dal Vate, sempre più Segretario Ministro e Premier. Chiara Appendino dicono sia delusa dal suo sodale Giggino (Di Maio) che ha accusato il Capitano (Salvini) di fare il gioco delle tre carte. E il Capitano esorta i pentastellati a leggere ciò che hanno firmato. Apparentemente tutti vanno d’accordo, ma per noi piemontesi c’è un solo risultato pratico. Stanno mettendo il bastone tra le ruote alla Tav. Dunque stanno mettendo i bastoni tra le ruote al Piemonte. E’ suggellato l’accordo tra Borboni (pentastellati) ed Austroungarici (Leghisti). Unica voce fuori dal coro è quella di Gianna Gancia cuneese e capogruppo della Lega. I favorevoli alla Torino-Lione? Sonnecchiano. Forza Italia che può spendere solo il poco comunicativo Tajani. E il PD ? Marasma più totale. Non basta Sergio Chiamparino che denuncia: o ci siete o ci fate. Qualche tweet di qualche esponente PD per dire: “ma noi l’avevamo detto”. A questo punto lo dobbiamo e
vogliamo dire : fortuna che ci sono industriali ed operai che ipotizzano una manifestazione congiunta. Sarebbe la prima volta nella nostra storia. Unione industriale. Sindacati. Sindacati non tutti ( forse) con la Cgil divisa al suo interno. E questa volta non tra rivoluzionari e riformisti. Ma alle prese con i pentastellismo montante. Quando me lo spiegano strabuzzo gli occhi. Dentro la Cgil ci sono i pentastellati? Poi riflettendo meglio trovo logico il tutto. Delusi dalla sinistra tradizionale non solo hanno votato il Beppe Grillo ma vogliono di più. Interpretano il reddito di cittadinanza come primo passo. Inorridisco pensando alla pochezza politica pentastellata e capisco che sono io fuori dal tempo. Capisco che mi rifiuto di credere ma che probabilmente sarà così. Del resto una sinistra tanto sbrindellata non c’è mai stata nel nostro
Paese. Riguarda tutti. Articolo uno che rompendo con Sel non si presenterà alle elezioni europee .Sel che beneficiando della rottura tra Rifondazione e Potere al popolo si presenterà con quest’ ultimo alle Europee. Frattaglie. Ma soprattutto la proposta di Martina di unità alternativa a sinistra è stata rimandata al mittente. Diventa logico che Matteo Renzi abbia campo libero nel Pd nel continuare a dettare l’agenda politica al proprio partito. Altro che semplice senatore. Continua a comandare Lui. E Lui è toscano. Poco interessato alla frontiera tra Italia e Francia. Vede in Macron il naturale leader antipopulista e rimanda tutto a quando i “cialtroni” pentastellati (detto da Lui) si sgonfieranno. Ma non fa i conti con l’oste. Almeno qui a Torino tra la gente vedi pentastellati e leghisti. Ma non vedi militanti del Pd. Ciò incide negativamente sulla volontà
di proseguire sulla Tav. Giacché industriali ed operai hanno una volontà comune: il lavoro. Ed è per questo che scenderanno in piazza a difendere le grandi opere infrastrutturali per difendere il lavoro. La vedo dura. Ma non tutte le speranze sono perdute. Cambiano i termini dell’ agire politico. Da una parte Unione industriale e pezzi di sindacato. Dall’ altra pentastellati e leghisti. Con un PD volutamente tagliato fuori da sè stesso. Non solo dal Palazzo, dove continua a vivere, ma dalla gente che non capendo (forse) non lo vuole più.Sembra un giallo dove il finale è incerto. Per dirla in altri termini, è come per le ciliegie , una tira l’altra. Per capire le esternazioni di Antonio De Giacomi in merito alle sue dimissioni dalla Fondazione CRC bisognerebbe partire da lontano. Stando ad un antico proverbio cinese: “siediti sulla sponda del fiume e vedrai passare il cadavere del tuo nemico”. Un proverbio lungimirante, ma alquanto terribile in tema di invidie, gelosie e vendette. Venendo al caso delle clamorose dimissioni, i primi screzi con l’attuale presidente della Fondazione Crc Giandomenico Genta risalgono a due anni ai tempi del duello in merito alla presidenza. Nel frattempo le dimissioni porteranno il Comune di Alba a dover nominare un nuovo rappresentante che assumerà le funzioni fino al 2020, anno del rinnovo.
I maligni sostengono che è già campagna elettorale e si cerca già un candidato alla successione del sindaco di Alba, Maurizio Marello. A distanza di nemmeno due anni dallo scontro con Giandomenico Genta per la carica alla presidenza della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Antonio Degiacomi lascia il Consiglio Generale dell’ente. La notizia è stata diffusa martedì 9 ottobre dallo stesso presidente del Centro studi sul Tartufo che (solo venerdì 5 ottobre aveva partecipato all’inaugurazione della 88esima Fiera Internazionale del Tartufo e aveva incontrato lo stesso Genta). Gli aveva anticipato in quell’occasione le dimissioni? Nemmeno per sogno!. Con una lettera aperta (al vetriolo) ai giornali, De Giacomi ha continuato a togliersi i “sassolini” dalle scarpe che aveva abituato a differire nel tempo. Prima lo aveva fatto con Giovanni Quaglia, presidente Fondazione Crt, considerato l’altro nemico e sempre con lettera aperta ai giornali. Riportiamo uno stralcio parziale delle esternazioni: ”Dopo due anni di esperienza della Presidenza Genta, sento sempre meno efficace il ruolo e l’effettivo coinvolgimento del Consiglio Generale e intendo tenermi lontano da uno stile di conduzione della Fondazione personalistico, insofferente alle critiche, poco sensibile a possibili conflitti di interesse o comunque a inopportuni cumuli e intrecci di cariche“. De Giacomi – che è stato vicepresidente sotto la presidenza di Ezio Falco e non lontano dai giochi di potere – continua il suo j’accuse: ”Non mi illudo che la mia decisione contribuisca a stimolare un dibattito nella comunità provinciale sul ruolo della Fondazione, sui profili richiesti ai designati e più in generale sulla anomalia in provincia di Cuneo e in Piemonte costituita dalla occupazione di cariche da parte di un ristretto e ben identificato gruppo di personaggi che rafforzano il potere personale dando e ricevendo appoggi in modo trasversale“. Si capisce chiaramente che, oltre a Giandomenico Genta e Giovanni Quaglia, gli strali siano diretti anche ad altri. Nel frattempo, c’è pure un’interrogazione parlamentare della deputata monregalese Fabiana Dadone del Movimento 5 Stelle, sull’acquisto da parte della Fondazione CRC di 50 milioni di euro di azioni Atlantia (pari a circa il 3% del patrimonio della Fondazione medesima).Lo stesso Genta, nel mese di aprile del 2018, era stato nominato presidente del Collegio Sindacale di Autostrade per l’Italia S.p.A., società controllata dal Gruppo. Strano, ma nella Provincia Granda, le guerre partono sempre dalle Fondazioni. In questo gioco al massacro, noi riteniamo che un pò più “garbo” nell’attaccare le imprese e quindi Atlantia ci vorrebbe, in quanto alla fine, tutto il sistema Italia ne patisce lo scotto. Dopo la citazione di un proverbio cinese, ci viene in mente un passo del Vangelo: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Sembra strano, ma tutti vedono le colpe negli altri, ma mai in se stessi: Emmanuelle Macron , Jean – Claude Juncker e tanti altri…
Tommaso Lo Russo
Vco, bye bye Lombardia
Quasi un miracolo, nessun ferito dopo il crollo di una rampa di scale in un condominio di cinque piani in via Ormea 156, in zona San Salvario. Il crollo è avvenuto nel primo pomeriggio. Prontamente intervenuti i vigili del fuoco che stanno mettendo in sicurezza l’edificio con l’evacuazione di circa 50 persone, non senza difficoltà visto che l’ascensore non può essere utilizzato.
(foto archivio il Torinese)





