Sono fino ad ora 59 le panchine giganti costruite in Piemonte, colorate, panoramiche, accessibili e creative. Sono davvero grandi e permettono di sedersi comodamente e di rilassarsi, come non accade su una panchina normale, dando ai visitatori la possibilità di godere di paesaggi magnifici e rari come quelli delle Langhe. Non è solo un vezzo, una mania per caratterizzare con fantasia il territorio ma un vero e proprio progetto, il Big Bench Community Project, cominciato a Clavesana nel 2009 grazie all’idea di Chris Bangle e sua moglie Catherine. Lo spirito di questo piano, senza nessun scopo di lucro, è frutto della
passione, dell’entusiasmo, del forte impulso ad attrarre l’interesse verso le eccellenze di questa area con il fine di supportare l’economia attraverso una metodica creativa e nuova, fresca e positiva. Guardare i vigneti seduti su un piccolo capolavoro è una vera e propria esperienza, personale e collegiale, un vero e proprio esperimento per concedersi una visione diversa di un territorio prezioso e incantato che sempre più richiama visitatori, estimatori e cultori dei prodotti locali, del vino, delle bellezze artistiche e naturalistiche. Alcune regole caratterizzano questo speciale e innovativo progetto: niente fondi pubblici ma solo contributi privati per un lavoro artigianale volontario, la posizione panoramica, l’accessibilità a tutti e in qualsiasi momento. Alcune panchine non hanno un indirizzo preciso ma è possibile individuarle con Google Maps L’auspicio di Bangle è che questo progetto, che sta davvero appassionando con la costruzione di tantissime panchine, possa varcare anche i confini nazionali e che un giorno si possa costruirne una dedicata alla pace in un posto “travagliato del mondo”.
Maria La Barbera
















“Nel 50 avanti Cristo tutta la Gallia è occupata dai Romani… Tutta? No! Un villaggio dell’Armorica, abitato da irriducibili Galli resiste ancora e sempre all’invasore. E la vita non è facile per le guarnigioni legionarie romane negli accampamenti fortificati di Babaorum, Aquarium, Laudanum e Petibonum..”.
restando l’unica enclave libera della Gallia dal dominio imperiale di Roma. Dal 1959 al 2015, gli albi ufficiali di Asterix sono stati 36 e Goscinny (morto a 51 anni, nel 1977) nel tratteggiare i caratteri dei due principali protagonisti scelse anche di ridistribuirne i ruoli. In questo modo Asterix diventò l’eroe quasi perfetto mentre i difetti franco-gallici andarono a ricadere sul grosso Obelix: suscettibile, irascibile, goloso di cinghiali arrosto e dispensato dal bere la pozione poiché – essendo caduto da piccolo in una pentola colma del magico intruglio – ne aveva perennemente assimilato il formidabile beneficio. Per i legionari romani questi Galli rappresentano un vero e proprio incubo e nei frequenti scontri – pur non accadendo mai nulla d’irreparabile – hanno sempre la peggio fino ad essere costretti a rovinose ritirate. Una folla di personaggi popolano il villaggio armoricano. Dal “capo” Abraracourcix e sua moglie Beniamina fino al bardo Assurancetourix, dal canto straziante che provoca nubrifagi tanto che, al termine del grande banchetto che tradizionalmente conclude ogni avventura, per zittirlo, viene legato e imbavagliato. A questi vanno aggiunti il pescivendolo
Ordinalfabetix e sua moglie Ielosubmarine (che ha vita dura in un villaggio di mangiatori di cinghiali), l’irascibile fabbro Automatix, il decano Matusalemix ( che, a dispetto dei suoi 93 anni ha una moglie giovane e carina) e la bella Falbalà. Quest’ultima è la ragazza con più “charme” del villaggio, dove ha fatto ritorno dopo aver studiato per anni a Condate (l’odierna Rennes, nota città universitaria). Il suo fascino è come un fulmine a ciel sereno che colpisce tutti gli uomini del villaggio e in particolare Obelix. Tutti venerano Toutatis, il dio celtico della guerra, della fertilità e della ricchezza e temono solo che il cielo gli “caschi sulla testa“. Nella saga compaiono anche altri personaggi, spesso ricorrenti nelle storie, come il mercante fenicio Grandimais o Beltorax, cugino di Asterix che vive in Britannia, adora il cinghiale bollito in salsa di menta e, come tutti i britanni, ama bere acqua calda, la bevanda nazionale che nei secoli a venire si arricchirà di foglioline di tè. Un caso a parte è quello degli sfortunati pirati vichinghi guidati da Barbarossa che, nel tentativo di assalire navi da carico e potersi così ripagare i debiti contratti per la loro imbarcazione, incontrano spesso Asterix e Obelix e finiscono per essere ogni volta picchiati e affondati. Oltre ai film d’animazione, Asterix e Obelix sono stati protagonisti anche di quattro pellicole, con cast piuttosto importanti. Nella prima, del 1999, “Asterix & Obelix contro Cesare”, oltre a Gérard Depardieu nei panni di Obelix ( personaggio che
interpreterà in tutti i film) ci sono Christian Clavier (Asterix), Roberto Benigni (Lucius Detritus) e Laetitia Casta (Falbalà). Tre anni dopo, in “


