Di Giorgio Merlo
Anche se da molte parti si continua a predicare che destra, sinistra e centro sono categorie ideologiche del passato e quindi da archiviare definitivamente, non passa giorno che molti commentatori ed opinionisti di svariata natura sostengano la necessità, se non l’urgenza, di riavere nella dialettica politica concreta, una cultura di governo e una classe dirigente che sappia interpretarla senza ricorrere alla divisione, alla radicalizzazione dello scontro e alla delegittimazione radicale dell’avversario. Insomma, fuor di metafora, anche in un’epoca come quello contemporanea forse è necessario che faccia irruzione quello che Mino Martinazzoli definiva come “centro dinamico”. Per non citare l’ormai celebre slogan degasperiano del “centro che guarda a sinistra”. Ora, e’ a tutti noto che durante l’intera seconda repubblica il cosiddetto “centro” e’ stato il bersaglio preferito da demolire in ogni modo ed in ogni forma. E questo perché il dogma del maggioritario prevedeva il dio bipolarismo che non tollerava posizioni intermedie. Ovvero, “o di qua o di là” per dirla con i politologi alle vongole che hanno comunque dominato e condizionato l’evoluzione della politica italiana. Salvo poi prendere atto che il
bipolarismo, cancellando e ridicolizzando ogni posizione intermedia, finiva inesorabilmente per radicalizzare il confronto politico, distruggere l’avversario rinunciando, al contempo, ad ogni forma di progetto politico a lunga scadenza perché l’unico elemento che contava era quello di avere un voto in più dello schieramento avverso. Con tanti saluti ad una vera e propria cultura di governo dove la costruzione del progetto era sacrificato sull’altare del pallottoliere. Ecco perché oggi, in un clima politico diverso da quello del passato ma altrettanto dominato da una profonda divisione che rasenta l’incomunicabilità, la presenza di una cultura politica che sappia
coniugare cultura di governo, centralità della mediazione, composizione degli interessi, senso delle istituzioni, riconoscimento del pluralismo e della complessità e apertura al dialogo e al confronto, diventa quasi un imperativo morale più che non una esigenza politica. Insomma, una sorta di “centro dinamico”, appunto, che sia in grado di rilanciare la politica senza cadere nel
consociativismo da un lato o nella delegittimazione politica dall’altro di chiunque non condivida la
propria opinione. Una funzione che, in epoca diversa, hanno assolto ed adempiuto forze e
movimenti politici che affondavano le loro radici nella storia, nel filone e nella cultura del
cattolicesimo politico italiano. Ed è proprio questo l’elemento decisivo che oggi porta molti
opinionisti a sostenere che la presenza politica di un partito/movimento politico di centro e
riconducibile alla tradizione del cattolicesimo democratico e sociale, possa essere di grande aiuto
non solo per il futuro di quella corrente ideale ma soprattutto per la salute della stessa democrazia italiana. Per garantire da un lato una vera democrazia dell’alternanza e, nello specifico, per evitare che lo scontro politico permanente crei le condizioni per un indebolimento dello stesso tessuto democratico del nostro paese. Quindi, quando si parla di riattualizzare, riscoprire e rilanciare nella concreta dialettica politica italiana la cultura popolare e cattolico democratica di ispirazione cristiana, non lo si fa solo per rispondere ad un astratto dato di protagonismo ideale o per un testardo attaccamento al passato.

No, oggi serve anche e soprattutto una forza politica che sappia ridare spazio e voce a quella
cultura e a quella prassi che per svariati decenni ha consentito alla democrazia italiana di crescere
e di consolidarsi senza strappi e senza scorciatoie autoritarie. E non sono solo i sondaggi che
possono indurre a rinunciare a questo progetto politico perché, al di là delle intenzioni di voto
momentanee, è indubbio che senza una presenza politica che recuperi il senso delle istituzioni e la
incanali in un solco di autentica cultura di governo, la geografia politica italiana rischia di essere
esposta a tentazioni di ogni genere. E, sotto questo profilo, sarebbe perfettamente inutile, nonché
ormai improponibile, pensare di riportare le lancette della storia indietro nel tempo. Ovvero, di
ridare fiducia a partiti come il Pd e Forza Italia che avendo, di fatto, fallito sul terreno della 
progettualità politica, non possono più ambire a giocare un ruolo di reale e credibile alternativa all’attuale maggioranza di governo o, in subordine, alla futura coalizione di centro destra. La fase politica che si è aperta richiede, come ovvio, nuovi soggetti politici e nuovi progetti politici. E un “centro dinamico”, adesso, e’ indispensabile per ridare qualità alla democrazia e un futuro
credibile alla stessa stabilità di governo. Ed è per questo motivo che e’ necessaria e sempre più indispensabile una presenza politica popolare, cattolico democratica e di ispirazione cristiana nel
nostro paese.
Il Lessico finanziario
Beppe Ghisolfi è un professore prestato alla Finanza e, come aveva fatto un tempo il maestro Alberto Manzi, insegnando agli italiani a leggere con la indimenticabile trasmissione televisiva “Non è mai troppo tardi”, cerca di far apprendere agli italiani i rudimenti del linguaggio finanziario
Il paragone con il maestro Manzi sembrerebbe azzardato, ma non lo è, perché gli italiani, a parte alcuni termini come la parola “spread”, che è entrata nel patrimonio comune, in fatto di Finanza non sanno nulla. Edito dalla Casa Editrice Nino Aragno, il terzo volume di Beppe Ghisolfi sul Lessico finanziario racchiude una serie di interviste ad alcuni personaggi significativi del mondo bancario che forniranno la loro chiave di lettura di un sistema della Finanza sconosciuto ai più. Se alcuni tracolli finanziari avvengono più in Italia che in altri Paesi è perché da noi la conoscenza finanziaria è inferiore a quella di altre nazioni e c’è un gap da colmare in quest’ambito. A questo proposito, se sapere aude, l’opera di Beppe Ghisolfi è quanto mai meritoria per coprire queste carenze. L’opera
segue la scia del “Manuale” e di “Banchieri” e ne è la logica continuazione. La prefazione è di Antonio Patuelli, presidente dell’ Abi (Associazione Bancaria Italiana ), di cui Beppe Ghisolfi è stretto collaboratore. Intervengono nel libro, che si legge con interesse, altri Guru della Finanza: Luigi Abete, Magda Bianco, Angelo De Mattia, Gian Maria Gros–Pietro, Giuseppe Guzzetti, Mauro Maria Marino, Mario Nava, Gianfranco Torriero, Maurizio Sella , Giovanni Sabatini, Corrado Passera, Domenico Siniscalco, Flavio Valeri, Gavino Sanna, Aldo Alessandro Mola, Alessandro Profumo. Dire che il libro si legge tutto d’un fiato sarebbe un po’ troppo, ma anche per i Gialli, talvolta si torna indietro per capire meglio un passaggio e, in tema di finanza, è quanto mai necessario colmare le nostre lacune, a tutti i livelli. Il vocabolario della Finanza vi sarà utile per acquisire consapevolezza dei vostri diritti e interessi. Leggetelo, dal 15 gennaio sarà in libreria, ma anche su Amazon.
Tommaso Lo Russo
Esteso a tutto il territorio nazionale il concorso lanciato in Piemonte nel 2017. 75mila euro al primo team classificato
Sono aperte le iscrizioni al concorso Mad for Science, promosso da DiaSorin, rivolto ai licei scientifici di tutta Italia che sono invitati a concorrere per vincere un premio in denaro da investire nell’implementazione del laboratorio di scienze del proprio istituto. Il Bando di Concorso 2018/2019 di Mad for Science invita gli studenti dei Licei scientifici a ideare una serie di esperienze didattiche di laboratorio coerenti con gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 promossa dall’ONU, e progettarne l’implementazione nel laboratorio scientifico della scuola. I progetti riguarderanno in concreto iniziative volte a promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico; conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile e proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Entro il 25 gennaio 2019 ciascun liceo dovrà caricare la scheda di progetto sul sito www.madforscience.it, indicando il team di lavoro composto da 5 studenti e il docente di Scienze referente del progetto. Una Commissione di esperti in ambito tecnico-scientifico valuterà le schede di progetto pervenute e selezionerà le 50 candidature migliori entro il 5 febbraio 2019. I progetti dei 50 Licei selezionati dovranno essere caricati sul sito www.madforscience.it entro e non oltre il16 aprile 2019. Entro il 10 maggio 2019 verranno selezionate le 8 proposte progettuali più
interessanti che presenteranno i loro progetti in occasione della Mad for Science Challenge 2019, che avrà luogo entro la fine di maggio di fronte a una Giuria composta da professionisti della comunicazione ed esponenti della comunità scientifica, che eleggerà i vincitori. I primi due licei classificati verranno premiati con l’implementazione del biolaboratorio (per un valore massimo rispettivamente di 50.000 e 25.000 euro) e la fornitura dei relativi materiali di consumo (fino a un massimo rispettivamente di 5.000 e 2.500 euro all’anno per 5 anni a partire dall’anno 2019). La Giuria assegnerà anche un Premio Speciale di Comunicazione al team che – tra gli 8 finalisti – si sarà distinto per la qualità della presentazione e le competenze di public speaking. Il premio consiste nell’assegnazione di 10.000 euro per l’acquisto di materiale vario da laboratorio. “Il mondo della scienza attraversa una fase contraddittoria. Da un lato sono sollevate critiche ingiustificate, frutto della non conoscenza; dall’altro, anche grazie alla tecnologia, ci sono opportunità incredibili per conoscere e contrastare gravi patologie. Questa iniziativa vuole offrire agli studenti italiani un’occasione per sviluppare lo studio e l’amore per la scienza e la tecnologia, confidando possano valutare le
opportunità universitarie che l’Italia è in grado di offrire. È per questo motivo che DiaSorin, leader mondiale nel settore della diagnostica in vitro, ha scelto di mettere la sua esperienza e le sue risorse a disposizione delle scuole con il progetto Mad for Science, offrendo agli scienziati di domani una possibilità concreta di crescere” ha ricordato Carlo Rosa, Amministratore delegato DiaSorin. Le prime due edizioni del Mad for Science sono state vinte dall’IIS Nicola Pellati (indirizzo liceo scientifico Galileo Galilei) di Nizza Monferrato (At) e dall’Istituto Statale Augusto Monti di Asti. Per ulteriori informazioni sul concorso, si rimanda al sito www.madforscience.it
Un mese di eventi per il compleanno di Eataly
Domenica 27 gennaio 2019 Eataly Torino Lingotto compie 12 anni: è iniziato così un mese ricchissimo di eventi ed iniziative speciali per festeggiare il compleanno nel migliore dei modiTanti eventi, cene e appuntamenti per festeggiare insieme il compleanno di Eataly!
In occasione del compleanno, una cena gourmet in compagnia di 12 chef, tra cui molti stellati Michelin, che proporranno 12 piatti studiati per l’occasione. Verranno a trovarci anche 12 cantine vinicole, 12 Maestri del Gusto di Torino e Provincia, 12 produttori dagli Eataly di tutta Italia!
Gli chef ospiti:
Alessandro Mecca | Ristorante Spazio7, Torino – 1 Stella Michelin

Andrea Larossa | Ristorante Larossa, Alba (CN) – 1 Stella Michelin
Cesare Grandi | Ristorante La Limonaia, Torino
Claudio Vicina | Ristorante Casa Vicina, Torino – 1 Stella Michelin
Fabrizio Tesse e Marco Miglioli | Ristorante Carignano, Torino – 1 Stella Michelin
Gigi Sanna | Gigi Cucina Urbana, Torino
Ivan Milani | Pont de Ferr, Milano
Lorenzo Careggio | EraGoffi, Torino
Marcello Trentini | Ristorante Magorabin, Torino – 1 Stella Michelin
Matteo Baronetto | Del Cambio, Torino – 1 Stella Michelin
Nicola Somma | Cannavacciuolo Bistrot, Torino – 1 Stella Michelin
Stefano Sforza | Les Petites Madeleines, Torino
Giovedì 24 gennaio – Ore 19.30
60 €, in promozione a 50 € fino all’11 gennaio
Due appuntamenti gratuiti a cura dei responsabili della Panetteria di Eataly: nel mese di gennaio, mani in pasta, vedremo come realizzare il pane Rustic e la focaccia Romana!
Il pane Rustic
Sabato 12 gennaio – Ore 17.30
La Romana
Sabato 26 gennaio – Ore 17.30
Due grandi appuntamenti a tavola, a cura di Nando Fiorentini e Giorgia Sasso, responsabili della Pescheria di Eataly. L’occasione per assaporare il migliore pesce fresco con il racconto e i suggerimenti degli Esperti.
La grande cena del pescatore
Giovedì 17 gennaio – Ore 20.00
50 €, vini inclusi
La polenta incontra il mare
Giovedì 31 gennaio – Ore 20.00
50 €, vini inclusi
A spasso per Eataly Un tour attraverso il negozio per celebrare la torinesità e la tradizione piemontese in 12 tappe con 12 degustazioni e 12 partecipanti: un’esperienza unica tra i reparti e i laboratori di produzione a vista per conoscere i nostri esperti che ti sveleranno i segreti del mestiere con tante degustazioni guidate!
Mercoledì 16 gennaio – Ore 18.30
Mercoledì 30 gennaio – Ore 18.30
20 €
Una cena speciale in collaborazione con La Granda e lo chef Alessandro Boglione: saranno proposti 7 tagli tipici del bollito alla piemontese, rigorosamente di carne di razza bovina Piemontese Fassona, Presidio Slow Food. Non mancheranno le salse di accompagnamento, i plin in brodo e un dolce tipico della nostra terra.
Giovedì 10 gennaio – Ore 20.00
40 €, vini inclusi Mani in pasta con… Plin!
Nel nuovo pastificio di Eataly Lingotto, potrai vestire i panni di uno sfoglino o una sfoglina per una sera: avrai la possibilità di entrare in laboratorio, mettere le mani in pasta e creare i celebri agnolotti piemontesi, da gustare poi al termine della lezione con un buon calice di vino!
Martedì 15 gennaio – Ore 19.30
Martedì 22 gennaio – Ore 19.30
Martedì 29 gennaio – Ore 19.30
35 €
Al Ristorante di pasta e pizza, il mercoledì troverai in Menu il grande fritto di pesce, con il pescato proveniente dal mar Mediterraneo: gamberi rosa, calamari, totani e acciughe per festeggiare insieme i 12 anni di Eataly
Mercoledì
15,50 €
Eataly, in collaborazione con Business France Italia (Agenzia Pubblica Francese per lo Sviluppo Internazionale delle aziende francesi) propone una lezione frontale con racconto e degustazione delle raffinate ostriche francesi. Le ostriche sono prodotti del mare unici, dall’ineguagliabile valore nutrizionale e frutto di un affinamento naturale: a Eataly Lingotto due appuntamenti imperdibili per scoprirle!
Sabato 12 gennaio – Ore 16.00
Domenica 13 gennaio – Ore 10.00
15 €
Quale modo migliore per festeggiare i 12 anni di Eataly se non con una buona e piemontesissima bagna cauda: ogni venerdì potrai partecipare ad una cena conviviale davvero originale, durante la quale degusterai due tipologie di bagna cauda: quella con le acciughe siciliane e quella con le acciughe del Mar Cantabrico. Il dessert sarà un gelato speciale allo zabaione.
Venerdì 18 gennaio – Ore 19.30
Venerdì 25 gennaio – Ore 19.30
Venerdì 1 febbraio – Ore 19.30
40 €
Il corso per i più piccoli: un compleanno di marzapane! Appuntamento speciale per i bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni. I piccoli partecipanti realizzeranno una torta da farcire con la crema e personalizzare con il marzapane, insieme alle Maestre della Didattica di Eataly Lingotto. A seguire una golosa merenda.
Domenica 20 gennaio – Ore 15.00
15 €
Ritorna per il compleanno la tradizionale sfida di pasticceria di Eataly Lingotto: quest’anno, per celebrare l’ultimo arrivato nella famiglia di Eataly, il nuovissimo Eataly Las Vegas inaugurato il 27 dicembre, i partecipanti dovranno preparare torte della tradizione americana, e una giuria di esperti valuterà tutte le proposte in gara!
Domenica 27 gennaio – Ore 10.30
10 €
Doppio appuntamento con la tradizionale asta di Eataly Lingotto: a gennaio potrai aggiudicarti a prezzi d’ingrosso la frutta e la verdura di stagione e il miglior pescato del giorno, palette alla mano!
Asta della frutta e verdura
Venerdì 18 gennaio – Ore 17.00
Asta del pesce
Mercoledì 30 gennaio – Ore 17.30
DALLA LIGURIA Un uomo residente nel Ponente ligure è stato condannato a 10 anni di reclusione per aver abusato della figlioletta della compagna. La ragazzina all’epoca dei fatti aveva meno di 14 anni. Per l’accusa di violenza sessuale aggravata, dal pm del tribunale di Imperia era giunta la richiesta di 6 anni e 6 mesi. Le violenze violenze sono state subite dalla bambina in Liguria e nel Lazio.
“Anche stavolta vorrei che il pubblico si divertisse molto”, aveva scritto Vincenzo Salemme presentando la sua nuova commedia Con tutto il cuore. Attore, commediografo, regista e sceneggiatore, cresciuto alla scuola di Eduardo e di Luca De Filippo, capocomico, una piccola attenzione in tre titoli di Moretti, e poi i Vanzina e Brizzi, Martone e Tornatore, un altro titolo, “Compromessi sposi”, in arrivo nei prossimi giorni, i successi teatrali e le trasposizioni cinematografiche, volto ormai notissimo, a sprazzi ospite del tavolo di Fazio crocevia di quanto di meglio possa oggi proporre la cultura (e la pubblicità) italiana, magari adesso s’è pure aperto un’altra strada, di romanziere, dando alle stampe per Baldini&Castoldi il giallo “La bomba di Maradona”. Insomma, un gran bel successo. E la gente lo riempie d’applausi, non può fare a meno della lucetta del telefonino ma torna immediatamente a lui, s’accalca sotto il palcoscenico per stringergli la mano, assorbe come una spugna ogni sua battuta.
Lo si è visto l’altra sera all’Alfieri (repliche sino a domenica13), dove Salemme è tornato dopo il successo degli scorsi anni e il divertimento s’è ripetuto. Perché Salemme ha teatralmente il potere della scrittura, fervida, torrenziale, spiritosissima, certo debordante, dove le battute azzeccate lasciano il posto ad altre dello stesso peso nel giro di una manciata di secondi e poi quella faccia che affoga nell’amarognolo anche quando le mani si rimbalzano tiri infuocati di trovate. E in quella faccia il pubblico si riconosce. Questa volta ha inventato un piccolo uomo, in quattro e quattr’otto un povero fesso, un datatissimo professore di lettere che contrariamente a quanto lui dice il preside e i colleghi vedono tutti come una enorme disgrazia, un omino che spaesato è entrato senza capirne nulla in un ingranaggio più grande di lui e pronto a inghiottirlo. Subisce un trapianto di cuore e non sa che quel cuore è quello di un delinquente, morto assassinato, che nelle ultime volontà sussurrate alla feroce genitrice s’è fatto promettere che il suo cuore possa vivere ancora in chi dovrà vendicarlo. Ottavio Camaldoli di carattere, buono, pacifico, remissivo, non ne ha che uno e quello vuol tenersi e non ha nessuna intenzione di trasformarsi in truce assassino. Già ha una moglie da cui vive separato ma che continua a spillargli arredamento e quattrini con l’aiuto del nuovo compagno, non raccoglie nemmeno gli affetti della figlia che vive con lui, si lascia prendere in giro da un tale che ignorando ogni cosa del corpo umano “fa” l’infermiere, si ritrova in casa una budinosa badante indiana che altri non è che Gennaro da Pozzuoli. E altre tristezze di contorno.
Un atto unico, un lungo atto unico, un’ora e cinquanta minuti di risate senza sosta. Un pubblico fragoroso e osannante. Se poi la prima ora è spesa dall’autore per stra/inquadrare la vita la morte e i miracoli del protagonista, se uno svolgimento che segua l’antefatto ammazzatorio che abbiamo visto davanti ad un antico sipario del “Barbiere” di Rossini tarda a venire, se il povero attore che interpreta lo pseudo infermiere è messo lì a far proprie quasi in pieno mutismo anche le vicende del nonno del pover’uomo, mentre Ottavio racconta e racconta e racconta ancora, non fa nulla. Prevalgono quelle risate, che a volte sono capaci di contagiare anche gli attori in scena. Insomma una grande festa. E se l’autore difetta nello stiracchiare una penna che non gli sta ferma tra le dita, l’attore non demorde, viene in suo soccorso alla grande, la vince su tutti i fronti. Per il resto della serata si tirano le fila del racconto e teatralmente il gioco s’aggiusta. Ma il pubblico non se n’è nemmeno accorto.
Elio Rabbione
La Scuola di Scultura dell’Accademia delle Belle Arti di Torino, su iniziativa del Direttore, Salvo Bitonti, è stata invitata a partecipare alla competizione internazionale per realizzazioni di sculture di ghiaccio durante l’annuale Festival che si svolge in questi giorni ad Harbin nel nord della Cina, denominato ” China Harbin Ice and Snow World” E’ la prima volta che a questa competizione viene invitata a partecipare un’Accademia di Belle Arti italiana, in una gara che vede impegnati partecipanti provenienti da tutte le parti del mondo. Il team, capitano dalla docente Maria Claudia Farina, si avvale di due studenti del corso di Tecniche del marmo scelti appositamente, Francesca Malvaso e Andrea Catolino. La squadra artistica si trova già da diversi giorni nella freddissima città di Harbin, dove le temperature possono toccare facilmente i meno 30 gradi di temperatura. Qui la
squadra dell’Albertina ha avuto modo di sperimentare la creazione artistica su ghiaccio, realizzando tre sculture di stile realistico, ( una grande poltrona, un accendino e un estintore) in rappresentanza dell’Italia, per la Mable Leaf Exhibition, una rassegna parallela al grande Festival del ghiaccio; la grande kermesse si è aperta ufficialmente il 5 gennaio e vede attrarre migliaia di visitatori per ammirare le incredibile architetture di ghiaccio alte come interi palazzi alcune di fantasia altre che riecheggiano edifici artistici da tutti i continenti. Quest’anno si
potrà vedere anche una porzione del Colosseo romano e la facciata del Duomo di Milano. L’idea della scultura che rappresenterà l’Accademia Albertina a questo concorso è una alta scala a gradini che si affaccia su una finestra aperta e sarà intitolata “Una finestra verso il futuro”. Realizzata con blocchi di ghiaccio provenienti dal fiume della città, impegna i realizzatori in una performance non solo artistica ma anche fisica per via del lavoro svolto all’aperto con temperature proibitive. La città di Harbin vanta anche un accordo di cooperazione con la Città di Torino da diversi anni.
La Scuola di Scultura dell’Accademia delle Belle Arti di Torino, su iniziativa del Direttore, Salvo Bitonti, è stata invitata a partecipare alla competizione internazionale per realizzazioni di sculture di ghiaccio durante l’annuale Festival che si svolge in questi giorni ad Harbin nel nord della Cina, denominato ” China Harbin Ice and Snow World” E’ la prima volta che a questa competizione viene invitata a partecipare un’Accademia di Belle Arti italiana, in una gara che vede impegnati partecipanti provenienti da tutte le parti del mondo. Il team, capitano dalla docente Maria Claudia Farina, si avvale di due studenti del corso di Tecniche del marmo scelti appositamente, Francesca Malvaso e Andrea Catolino. La squadra artistica si trova già da diversi giorni nella freddissima città di Harbin, dove le temperature possono toccare facilmente i meno 30 gradi di temperatura. Qui la
squadra dell’Albertina ha avuto modo di sperimentare la creazione artistica su ghiaccio, realizzando tre sculture di stile realistico, ( una grande poltrona, un accendino e un estintore) in rappresentanza dell’Italia, per la Mable Leaf Exhibition, una rassegna parallela al grande Festival del ghiaccio; la grande kermesse si è aperta ufficialmente il 5 gennaio e vede attrarre migliaia di visitatori per ammirare le incredibile architetture di ghiaccio alte come interi palazzi alcune di fantasia altre che riecheggiano edifici artistici da tutti i continenti. Quest’anno si
potrà vedere anche una porzione del Colosseo romano e la facciata del Duomo di Milano. L’idea della scultura che rappresenterà l’Accademia Albertina a questo concorso è una alta scala a gradini che si affaccia su una finestra aperta e sarà intitolata “Una finestra verso il futuro”. Realizzata con blocchi di ghiaccio provenienti dal fiume della città, impegna i realizzatori in una performance non solo artistica ma anche fisica per via del lavoro svolto all’aperto con temperature proibitive. La città di Harbin vanta anche un accordo di cooperazione con la Città di Torino da diversi anni.
Atteso ritorno, dopo oltre vent’anni di assenza, sul podio del teatro Regio di Torino del maestro Daniel Oren, che dirigerà da stasera la “Madama Butterfly” di Puccini, opera in tre atti su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Sarà in scena fino a domenica 20 gennaio prossimo
L’opera è stata definita nel libretto e nello spartito “tragedia giapponese”, dedicata alla regina Elena del Montenegro, ed ideata dal maestro lucchese mentre si trovava a Londra, nel giugno del 1900, in occasione di alcune recite di Tosca. Una sera Puccini si recò al Duke of York’s Theatre per assistere al dramma intitolato “Madama Butterfly ” che David Belasco aveva tratto dal racconto di John Luther Long. Pur non conoscendo l’inglese, Puccini rimase affascinato dalla vicenda della giovane giapponese suicida per amore e, una volta tornato in Italia, si mise al lavoro sull’opera che debuttò nel 1904, il 17 febbraio, al teatro La Scala di Milano, dapprima rivelandosi un insuccesso e poi riscuotendo, invece, grandissimi consensi. Si assistette ad una sua vera e propria rinascita, in un ambiente meno saturo di odi e di passioni, come fu il Teatro Grande di Brescia, il 28 maggio 1904, con l’apporto di alcune modifiche, l’eliminazione di diverse macchiette e del colore locale nel primo atto, la divisione in tre atti e l’inserimento di una nuova aria per Pinkerton, “Addio, fiorito asil”. E fu il suo trionfo. Quello che non piacque della Butterfly al pubblico ed alla critica che assistettero alla prima rappresentazione scaligera del 1904 fu proprio ciò che dell’opera oggi apprezziamo di più. Sul soggetto e sul dramma di Belasco il compositore lucchese espresse tutto il suo entusiasmo. All’editore Giulio Ricordi , con qualche mese di anticipo rispetto alla prima del 1904, scrisse che “l’opera deve essere in due atti. Il rammarico deve correre fino alla fine senza interruzioni, serrato, efficace, terribile”. Il ruolo di Cio Cio San è stato nel corso della storia della lirica reso celebre dal tratto di puro espressionismo di Maria Callas e da un’altrettanto nota interprete, Mirella Freni. Qui risultano musicalmente impeccabili le arie “Vogliatemi bene”, “Un bel di’ vedremo” fino al tragico suicidio per amore, introdotto dal rabbrividente ” Con onore muore”. Si alterneranno nel ruolo di Cio Cio San le soprano Rebeka Lokar e Karan Son, in quello del tenente statunitense Pinkerton i tenori Murat Karahan e Massimiliano Pisapia, mentre Suzuki, la servente di Madama Butterfly sarà interpretata dal mezzosoprano Sofia Koberidze.
Mara Martellotta
Problemi muscolari alla gamba sinistra per Mandzukic
Mario Mandzukic nell’allenamento alla Continassa ha accusato un problema ai flessori della coscia sinistra. E’ così messa in dubbio la sua presenza in occasione della Supercoppa italiana che si disputerà tra sei giorni a Gedda, in Arabia Saudita, tra Juve e Milan. Il problema muscolare verrà valutato nei prossimi giorni e solo allora si avrà una risposta sulla partecipazione o meno dell’attaccante bianconero.



