redazione il torinese

Sicurezza, la taglia sul rapinatore: ma l'Italia non è l'America

sicurezza sceriffoAVVISTAMENTI

Negli Stati Uniti un qualsiasi cittadino, esattamente come succede nei film western, può essere nominato sul campo “vicesceriffo”, con tutte le qualifiche di agente delle forze dell’ordine: nelle città di provincia ci sono armerie e caserme destinate proprio a queste occasioni. E non dimentichiamo che il privato cittadino, che assiste a un crimine commesso in flagranza, può fare uso della forza e operare il “citizen arrest”, costringendo fisicamente il perpetratore fino all’arrivo della polizia

 

Siamo arrivati alla taglia: il sindacato di polizia UGL ha promesso 300 Euro per informazioni utili alla cattura del rapinatore seriale che colpisce nella zona tra Corso Vittorio e Corso Racconigi. Le vittime hanno già fornito un identikit preciso: si tratterebbe di un nordafricano sulla trentina, alto circa 1.75, armato di coltello. Per fortuna al lavoro ci sono già investigatori e agenti sul territorio, mentre i loro colleghi stampano volantini. La brutta notizia, appunto,  è che un sindacato di poliziotti se ne esca con l’idea di una taglia, cioè uno strumento utilizzato in quelle società – come quella americana – in cui per tradizione compiti di difesa e di polizia fanno parte dei diritti/doveri del cittadino. Dando in qualche modo l’idea che da noi si possa fare lo stesso: non è così.sicurezza butler

 

I cacciatori di taglie negli Stati Uniti sono migliaia, una figura ben presente nella cultura pop: Dog, un vero cacciatore di taglie, è protagonista di un reality che è arrivato alla nona serie; e il simpatico Gerald Butler deve braccare la moglie – un evasore fiscale – nella commedia di successo nota in Italia con il titolo: “Il cacciatore di ex”. Ma gli Stati Uniti sono anche il Paese con il più alto indice di armi da fuoco per abitante (88%); il Paese in cui le leggi “stand your ground” consentono di abbattere senza troppi complimenti un presunto rapinatore che si introduce in casa vostra (da noi un orefice che, all’ennesima rapina, ferisca l’aggressore, viene processato per tentato omicidio); è il Paese in cui la larga disponibilità di armi ai privati (circa 300 milioni di pezzi in circolazione) e l’ampia licenza di difendersi in proprio produce il numero record di 33mila morti da arma da fuoco nell’ultimo anno censito.

 

sicurezza hunterUltimo ma non ultimo, negli Stati Uniti un qualsiasi cittadino, esattamente come succede nei film western, può essere nominato sul campo “vicesceriffo”, con tutte le qualifiche di agente delle forze dell’ordine: nelle città di provincia ci sono armerie e caserme destinate proprio a queste occasioni. E non dimentichiamo che il privato cittadino, che assiste a un crimine commesso in flagranza, può fare uso della forza e operare il “citizen arrest”, costringendo fisicamente il perpetratore fino all’arrivo della polizia. Quindi, cari sindacalisti di polizia, è chiaro il significato provocatorio dell’iniziativa, ma è troppo alto il rischio di mandare messaggi sbagliati a cittadini già troppo esposti a un mondo pericoloso, disordinato e disfunzionale.

 

Questo è un Paese in cui l’ordinamento assegna compiti esclusivi di sicurezza e il monopolio della forza a tutela dell’ordine pubblico ai corpi disicurezza armi polizia dello Stato. L’iniziativa della taglia è del tutto fuori contesto, semina confusione, e ricorda certi siparietti nelle nostre aule di giustizia, dove ingenui imputati, imbottiti di cattiva televisione, si rivolgono al magistrato chiamandolo “Vostro Onore” e appellandosi al Quinto Emendamento.

 

La cittadinanza è impaurita, dalla crisi oltre che dalla criminalità, e anche dalla criminalità generata dalla crisi (aumento dei delitti contro la persona, delle truffe, del crimine di strada). Da persone che vestono una divisa – con tutti i loro diritti di svolgere attività sindacale – forse ci si aspetterebbe maggiore serietà. Se si vuole davvero cambiare la gestione della sicurezza ci sono gli strumenti appositi, che non sono i talk-show in cui si mettono in parata le miserie, il crimine e le inquietudini della cittadinanza, ma sono il diritto di voto e un Parlamento che faccia leggi diverse.

 

 

fv

Tornano a casa gli attivisti torinesi della carovana di aiuti in Siria

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Il gruppo, di cui facevano parte nove attivisti, aveva portato 55 chili di farmaci e 8mila euro

 

Dovrebbero tornare in Italia martedì i due attivisti vicini al mondo dei centri sociali, arrestati giovedì dalla polizia turca mentre stavano tornando da una missione umanitaria  a Kobane, la città  siriana accerchiata dall’Isis. I due, che avevano preso parte alla ‘Carovana per il Rojava’, che ha portato aiuti alla popolazione della città curda, hanno detto: “Non ci pentiamo di nulla, e saremo a Malpensa martedì”. Il gruppo, di cui facevano parte nove attivisti, aveva portato 55 chili di farmaci e 8mila euro per ricostruire l’ospedale cittadino: “La Turchia impedisce qualsiasi passaggio di aiuti alla popolazione – ha dichiarato a Repubblica uno dei promotori torinesi dell’iniziativa – Sia all’andata che al ritorno è stato necessario attraversare illegalmente il confine e i militari turchi hanno sparato un colpo di pistola e arrestato i due italiani e un ragazzo curdo che è stato picchiato a bastonate, privato delle scarpe e fatto rientrare dal lato del Rojava e colpito a pietrate”.

Moto tampona auto, muore una donna di 42 anni

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Era a bordo della Harley Davidson guidata dal fidanzato

 

E’ morta in un incidente sull’ex strada statale 24 a Caselette. Si tratta di una donna di 42 anni, Simona Pillon, di Torino. Era a bordo della Harley Davidson guidata dal fidanzato. Dalla ricostruzione dei carabinieri la moto ha tamponato una Fiat Punto che aveva rallentato davanti  a un autovelox. La donna è morta sul colpo e l’uomo ha riportato diverse fratture: è stato portato in elicottero al Cto in condizioni gravi. E’ invece rimasto illeso il conducente della Punto.

Il processo Eternit resta a Torino, ammesse tutte le parti civili

In particolare le pretese incostituzionalità del procedimento e quella di spostamento ad Ivrea per incompetenza territoriale sono state “cassate”

 

ETERNIT FABBRICAIl Gup del Tribunale di Torino nel processo Eternit bis, Federica Bompieri, nella terza udienza preliminare ha sgombrato il campo da alcune eccezioni che gli avvocati Alleva e Di Amato, difensori di Stephan Schmidheiny, avevano posto sul cammino processuale. In particolare le pretese incostituzionalità del procedimento e quella di spostamento ad Ivrea per incompetenza territoriale sono state “cassate”. Analogamente ha ammesso anche tutte le richieste di costituzione di parte civile e tra queste, oltre a quelle già ampiamente esposte (Comune di Casale Monferrato, Afeva, Osservatorio nazionale amianto) si sono registrate anche quelle di Provincia di Alessandria, Regione Piemonte e, quella molto attesa dello Stato, promessa a novembre dal premier Matteo Renzi nell’incontro avuto son il sindaco di Casale Titti Palazzetti e l’Afeva. “Queste decisioni dimostrano – ha scritto il primo cittadino eternit bandierecasalese in una nota – finalmente, ed in modo inequivocabile, che le Istituzioni a tutti i livelli, sono unite nel perseguire i responsabili e come si sia concretizzato l’impegno dello Stato nel colpire i reati ambientali. Ora tutti insieme proseguiamo con fermezza nella richiesta di giustizia anche per tutte le persone che nel resto d’Italia e nel mondo stanno subendo i danni dell’amianto”. A farle eco, da Roma, è il deputato Fabio Lavagno che evidenzia come la costituzione della Presidenza del Consiglio avvenga  “nella settimana in cui il Parlamento approva definitivamente la legge sugli ecoreati e ieri le Commissioni della Camera chiedono impegni concreti sul tema delle bonifiche, questa nuova notizia dimostra che sul tema dell’amianto si ha realmente scelto di intraprendere una nuova strada più decisa ed incisiva”.  E, a proposito dell’approvazione della nuova legge sui reati ambientali la presidente della Camera Laura Boldrini ha scritto a Titti Palazzetti per informarla del traguardo raggiunto a Montecitorio.

 

 

Massimo Iaretti

 

Di seguito il testo della missiva inviata dal Presidente della Camera al sindaco di Casale Monferrato

AMIANTO LETTERA

 

La migliore gioventù, sportivi italiani in trincea nella Grande Guerra

Libro sport 

I luoghi e le battaglie della prima guerra mondiale  con gli occhi dei grandi sportivi dell’epoca

 

Le Dolomiti che svettano nel cielo terso di montagna, tanto blu da far male agli occhi. Difficile pensare che tanta bellezza sia stata funestata della Grande Guerra e che il sentiero che ora si percorre con l’adrenalina della salita sia stato teatro di morte. Le trincee feriscono ancora oggi le rocce, cosparse di schegge di bombe, proiettili di piombo e resti di gavette o di lanterne dei nostri soldati al fronte. Chi erano questi giovani? La guerra non guarda il nome sulla carta d’identità, né i traguardi raggiunti. Le fatiche e le gioie per conquistare un traguardo sul ring, in pedana, sul campo da calcio, in un circuito o sulla pista di atletica non hanno risparmiato a questi giovani gli orrori della guerra, dove la sfida principale, la vera vittoria, era la sopravvivenza.  Daniele Nardi e Dario Ricci, dopo In vetta al mondo si armano di piccozza e penna per raccontarci le storie de La migliore gioventù. Vita, trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra.Da Enzo Ferrari al mantovano Tazio Nuvolari, dal grande schermitore livornese Nedo Nadi a Virgilio Fossati, trascinatore dell’Inter e capitano della Nazionale azzurra di calcio, fino a protagonisti inattesi e sorprendenti arrivati al fronte da tutta Italia, sullo sfondo di quelle montagne che furono tra gli scenari più suggestivi e tragici della prima guerra mondiale.

 

“Nardi e Ricci si sono calati nella parte, sono tornati nei luoghi martoriati dalla guerra per omaggiare la memoria di chi non è più tra noi, hanno ricordato quel momento così buio da una prospettiva nuova, originale, che ci dà l’esatta concezione di cosa significhi davvero lo sport”. (Giovanni Malagò)

 

“La vicenda umana, militare e sportiva nell’emozionante testo di Nardi e Ricci s’intreccia con quella di (…) marciatori, calciatori, ginnasti, pugili, ciclisti, schermidori, canottieri, piloti automobilisti, ognuno con una storia di piccoli e grandi eroismi. Molti caduti sul campo. Tutti tornati a rivivere in questo libro senza retorica, onesto e obiettivo nel suo descrivere la Grande Guerra con un respiro ricco di veri, indimenticabili, momenti di gloria”. (Sergio Giuntini)

 

Gli autori


Daniele Nardi (1976) è originario di Sezze Romano (LT). Nella prima parte della sua carriera alpinistica si dedica a montagne di 8.000 metri salendo l’Everest, la cima middle dello Shisha Pangma in 19 ore dal campo base, il Nanga Parbat e il Broad Peak nella stessa estate. La vetta de K2 nel 2007 in due soli giorni e mezzo e la perdita di una amico sulla stessa montagna gli cambiano la vita. Rai2 trasmette il documentario “K2, il sogno, l’incubo”. Nel 2011 apre una nuova via di 1.200 metri sulla parete del Bhagirathi III in stile alpino, in India. Dedicata a Walter Bonatti e dopo 66 ore consecutive di scalata non raggiunge la vetta, ma la salita che vince il premio Paolo Consiglio per lo stile pulito con la quale è stata affrontata. Negli ultimi anni Daniele si dedica all’esplorazioni di pareti nuove tra Nepal, Pakistan e India. Testimonial sportivo per aziende internazionali, trasforma la montagna in metafora formativa e motivazionale. È ambasciatore dei diritti umani nel mondo e porta avanti progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan. Per informazioni:www.danielenardi.org

Con la nostra casa editrice ha pubblicato In vetta al mondo (2013) e La migliore gioventù (2015).

 

Dario Ricci (Roma, 1973) è una delle voci dello sport più note di Radio24-IlSole24Ore. Come inviato di Radio24 ha seguito gli europei di calcio 2004, le Olimpiadi invernali di Torino 2006, quelle di Pechino 2008, i Mondiali di nuoto di Roma 2009, i Mondiali di calcio del 2010 e del 2014, le Olimpiadi di Londra 2012. Ideatore e autore di diversi programmi, attualmente, sempre su Radio24, conduce Olympia-miti e verità dello sport.
Con la nostra casa editrice ha pubblicato In vetta al mondo (2013, con Daniele Nardi) e La migliore gioventù (2015).

 

Per informazioni: Infinito edizioni: 059/573079 – Maria Cecilia Castagna: 331/2182322

La migliore gioventù.
Vita, trincee e morte degli sportivi italiani nella Grande Guerra
€ 14 – pag. 204)

Di Daniele Nardi e Dario Ricci

Prefazione di Giovanni Malagò
Introduzione di Sergio Giuntini
Postfazione di David Baldini

 

 

 

 

Emozioni e paesaggi del Piemonte

La mostra è visitabile fino al 30 giugno dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18

 

PAESAGGI“Il Piemonte è una regione da ammirare in ogni tempo. Bella di vita e ricca di natura, ogni stagione la trasforma e le regala sfumature che la fanno amare. Uno dei compiti più alti cui è chiamata la politica è rendere migliore la vita dei cittadini e oggi è certamente più evidente di un tempo l’attenzione degli amministratori nei confronti del paesaggio”. Con queste parole il vicepresidente del Consiglio regionale Nino Boeti, delegato al Comitato Resistenza e Costituzione, ha inaugurato giovedì 7 maggio a Palazzo Lascaris la mostra “Ritratto di una terra – Emozioni e paesaggi del Piemonte”.Con il vicepresidente Boeti sono intervenuti il presidente dell’Associazione Energia, territorio, ambiente Enrico Gaspare e la curatrice dell’esposizione Rossella Seren Rosso, moderati dal direttore della Comunicazione dell’Assemblea regionale Domenico Tomatis. “Con questa mostra – ha sottolineato Gaspare – è possibile constatare come, nel corso dei secoli, la nostra terra abbia preso la forma che le ha impresso l’uomo e prendere atto che la tecnologia ha dato vita a indiscutibili innovazioni e a irrimediabili disastri”.“L’allestimento – ha concluso Seren Rosso – vuole anche raccontare attraverso immagini, parole di poeti e scrittori, ricordi e ricostruzioni storiche l’emozione che i paesaggi piemontesi hanno saputo suscitare nei viaggiatori che, nel corso dei secoli, hanno percorso il territorio descrivendo le loro sensazioni e impressioni. Lettere, poesie, dipinti, oggetti e immagini fotografiche offrono al visitatore frammenti di paesaggio che permettono di ricostruire, con gli occhi degli osservatori, luoghi reali che si trasformano in luoghi del cuore e dell’armonia in un microcosmo di culture, sapori, musiche e profumi. “Ritratto di una terra – Emozioni e paesaggi del Piemonte” è visitabile fino al 30 giugno dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18.

 

www.cr.piemonte.it

Muore investito da un tram sotto gli occhi di moglie e figlio

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Il manovratore è  in stato di choc. Lo hanno trasportato  in ospedale

 

La tragedia è avvenuta nel quartiere di Madonna di Campagna, in corso Grosseto, dove un uomo di 61 anni, Agostino Dimitri, un meccanico di San Gillio, è morto dopo essere stato investito da un tram fuori servizio. I vigili del fuoco sono intervenuti e hanno estratto il corpo da sotto il persante mezzo. Purtroppo i soccorsi sono stati inutili, le gambe erano state  tranciate. Ad assistere al dramma anche la moglie e il figlio della vittima. Il manovratore è  in stato di choc ed è stato portato  in ospedale. La polizia municipale sta cercando testimoni. In base a una prima ricostruzione dei fatti  l’uomo è passatao da un punto del percorso del tram vietato ai pedoni e protetto da un mancorrente.

 

(Foto: archivio il Torinese)

Nosiglia: "Bisogna aprirsi all'accoglienza"

nosiglia e giovani

“Ai giovani dico di non rassegnarvi al mondo d’oggi, dove ancora troppe persone muoiono di fame e miseria”

 

L’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, nella festa di Maria Ausiliatrice, riprende le parole di papa Francesco: “è necessario aprirsi all’accoglienza di chi è vicino fisicamente ma a volte distante dal proprio cuore perché giudicato ‘diverso'” Ha detto ancora il vescovo: “Ai giovani dico di non rassegnarvi al mondo d’oggi, dove ancora troppe persone muoiono di fame e miseria, e dove chi tenta di sfuggire a queste tragedie trova la morte in mare o, per la sua situazione, viene addirittura considerato colpevole”.

Etnotango Festival, inno all'argentinità

TANGO

Appuntamenti che si svolgono nell’arco delle diverse giornate al mattino, al pomeriggio, alla sera e tutti gratuiti

 

E’ partito il 22 maggio Etnotango Festival,  un evento di spettacolo dedicato al mondo del tango ed all’argentinità. Le sue origini risalgono al 2007: è un festival autonomo e gratuito che avviene grazie a piattaforme generate dal fermento culturale e creativo della Città Metropolitana, con il coordinamento del direttore artistico Monica Mantelli. Dopo l’avvio nell’anbito di “The Green Theatre Park Day”, al Parco delle Vallere, il festival avrà appuntamenti ad Explorando il 30 maggio, alla Festa delle Fragole di San Mauro il 31 maggio, alla Festa dello Sport Città di Torino il 6 giugno, alla Notte Bianca Sanmaurese il 19 gugno, ai Festeggiamenti per San Giovanni a Torino il 20, al Festival Foat Architettura in Città il 2 luglio ed al Superga Park Tour il 13 settembre. Etnotango, che si distingue per la sua offerta di tango di strada, ha una serie di appuntamenti che si svolgono nell’arco delle diverse giornate al mattino, al pomeriggio, alla sera e tutti gratuiti. Per informazioni: etnotango@libero.it

 

(Foto: il Torinese)

Massimo Iaretti

Apidge contro bullismo e violenza

bulli giovani

A partire da settembre l’iniziativa sarà sviluppata sul territorio della Città di Torino nelle scuole e nelle circoscrizioni

 

“La violenza ed il bullismo si combattono e prevendono partendo dalla scuola” è il titolo dell’incontro educativo sulla violenza di genere ed il bullismo che si tiene nella Sala Sartorio dell’Istituto per l’enogastronomia  e l’ospitalità della scuola alberghiera Colombatto, in via Ada Negri 20, angolo via Gorizia. L’iniziativa  è a cura di Apidge – Associazione professionale insegnanti discipline giuridiche ed economiche, Sos bullismo, International observatory victims of violence e Comune di Torino e, dopo questo primo evento, a partire da settembre sarà sviluppata sul territorio della Città di Torino nelle scuole e nelle circoscrizioni. Intervengono l’avvocato Maria Giovanna Musone, dottore di ricerca in diritto privato e responsabile cultura Apidge che interverrà su “Importanza e prospettive dell’insegnamento del diritto e dell’educazone civica in relazione alla prevenzione della violenza di genere e del bullismo”. Seguono i contributi del crimonologo Massimo Giusio, segretario generale dell’Iovv, International observatory victims of violence e direttore di Sos Bullismo su “Relazione sul bullismo e strategie di intervento” e Sergio Audasso, psicosomatista , esperto delle dinamiche comportamentali e delle realzioni su “Alfabetizzazione emotiva e sviluppo competenze sociali”.

Massimo Iaretti