Pronte le scuse del direttore Remo Guerra, imbarazzatissimo e probabilmente oggetto delle sfuriate di un Fassino inferocito per la gravissima gaffe
Le polemiche sulla scelta dell’Arabia saudita come prossimo paese ospite del Salone del Libro infuriavano da qualche giorno. Ma, forse, il clima non era sufficientemente infuocato. E così, con una buona dose di improvvisazione, sul periodico web “Cittagorà” del Consiglio comunale di Torino è stata pubblicata una bandiera ‘fake’ dell’Arabia, recante insulti pesanti all’Islam, al Corano e al Profeta Maometto. Pronte le scuse del direttore Remo Guerra, imbarazzatissimo e probabilmente oggetto delle sfuriate di un Fassino inferocito per la gravissima gaffe. Ormai la frittata era fatta. “E’ sconvolgente e inaccettabile”, ha dichiarato l’ambasciatore dell’Arabia in Italia, Rayed Krimly. Evidentemente il Comune di Torino non parla arabo.






Protagonista della serata Anthony Braxton con il suo Sonic Genome
Certo, la scelta fa saltare sulla sedia: perchè Picchioni e Ferrero hanno scelto l’Arabia Saudita, non esattamente Paese leader in fatto di libertà di stampa e di industria editoriale? Gusto della sfida o ricerca della provocazione?
Neanche il tempo di capire dove sia il suo ufficio, che la nuova Presidente è stata colta da un attacco della “sindrome Mogherini” (dal nome della Commissaria UE agli affari Esteri). La scelta dell’Arabia Saudita come Paese ospite del Salone torinese è al centro di serrate trattative che durano da quasi tre anni, non certo segrete perchè per loro natura richiedono il coinvolgimento di una moltitudine di soggetti istituzionali, compresi rispettivi governi e diplomazie. Tre anni in cui il dominus della manifestazione, un Sindaco di Torino che il caso vuole sia particolarmente interessato agli Affari Internazionali, non ha ritenuto di sollevare il problema. Un silenzio che suona come una conferma alla scelta di Picchioni e Ferrero.
Certo, la scelta fa saltare sulla sedia: perchè Picchioni e Ferrero hanno scelto l’Arabia Saudita, non esattamente Paese leader in fatto di libertà di stampa e di industria editoriale? Gusto della sfida o ricerca della provocazione? Ma perciò stesso ancora maggiore è la curiosità nel vedere cosa ci proporranno i Sauditi, dopo che quest’anno ci siamo pasciuti con Schiller, Goethe, Hoelderlin, Nietzsche e Brecht, ammanniti generosamente dalla Germania, Paese che ha il più grande mercato editoriale dell’UE. Insomma, le nuove “Iron Ladies” del Salone non hanno capito che non tutte possono essere Alto Rappresentante UE, Ministro degli Esteri o Laura Boldrini. Presidente e Direttore del Salone, in attesa di rivendicare un seggio da senatore a vita come premio di consolazione, facciano il loro mestiere, che attendiamo tutti fiduciosi. Possibilmente, senza altre alzate di ingegno che creano imbarazzi e confusione.
L’incontro, organizzato da Confartigianato Piemonte,
Confederazione nazionale Artigianato e piccola e media impresa (Cna) e Casartigiani, è stato occasione per far conoscere la campagna di sensibilizzazione che promuove uno sportello di ascolto 
La Procura aveva richiesto 5 anni e sei mesi
Permette di realizzare interventi con una precisione straordinaria, limitando la perdita di sangue