redazione il torinese

La lezione di Yoani Sanchez a Torino

yoani sanchez

ruliAUGUSTA TAURINORUM / di Augusta Montaruli

 

Il dissidente non è colui che non può esprimersi ma è chi, in un ambiente monopensiero, ha il coraggio di non conformarsi, di distinguersi, di andare contro corrente

 

La parola dissidente ha un’etimologia precisa. Deriva dal latino dissidere ovvero discordare. Il dissidente non è colui che non può esprimersi ma è chi, in un ambiente monopensiero, ha il coraggio di non conformarsi, di distinguersi, di andare contro corrente. Per questo e’ alquanto ridicola la scusa del pd torinese che ha bocciato la proposta di Maurizio Marrone avanzata in consiglio comunale. Oggi si è infatti negata la cittadinanza onoraria a yoani sanchez che secondo il pd non sarebbe meritevole dell’ onorificenza perché – tutto sommato – e’ riuscita ad esprimere il proprio pensiero. Yoani è una dissidente cubana, blogger tradotta da la Stampa con cui ho avuto l’onore di colloquiare in un mio viaggio all’Havana qualche anno fa.  Il merito di Yoani non è essere riuscita a dire, ma aver detto qualcosa di diverso dalla buonista retorica e ormai alquanto patetica propaganda castrista, del tutto coerente con la deriva del nostrano partito democratico.. Il merito sta nel coraggio. Ritrovo in un ragionamento che mi ha fatto Yoani la chiave di lettura della storia anche più recente di Torino. Mi ha detto che la dittatura e’ quel regime che ti fa credere di essere libero lasciandoti comportare secondo usi ritenuti regole consolidate, per poi comunicarti al momento più opportuno che quel comportamento era illegittimo: così  tu potrai essere ricattabile e piegare la testa garantendo il consenso a quel sistema o, contrariamente, dovrai sopportare  il peso di esser messo all indice quale grande criminale. Yoani non sarà cittadina torinese. A pensarci bene ci ha guadagnato lei.

Cinecittà, un maltese è il cane più bello

cani-foto 

All’esposizione canina internazionale, organizzata dall’Enci,  tenutasi a Torino nei padiglioni dell’Oval

 

“Cinecittà Ian Somerhalder All Cinecittà” è il nome del cane maltese che ha vinto il primo premio all’esposizione canina internazionale, organizzata dall’Enci,  tenutasi a Torino nei padiglioni dell’Oval. Appartiene all’allevatore romano Franco Prosperi. Ha battuto il levriero afgano Eleonor Rigby del Gran Palmir di Novara e il cocker spaniel inglese Francinis Daybyday All Francinis di Firenze.

Salvini-tour in Piemonte da Giaveno a Fubine, all'attacco di Renzi, Merkel e Chiamparino

salvini giaveno

“Il dato più preoccupante non è il debito pubblico ma il saldo demografico che lo scorso anno ha fatto registrare 500mila nascite in Italia e 600mila decessi.  Un dato simile ci ha riportato nel 1917, ma allora l’Italia era in guerra , l’esercito era sul Piave per non fare passare lo straniero”

 

“Con quello che è avvenuto in un paese normale si dovrebbe andare sicuramente a nuove elezioni. Del resto una firma di centro – destra, che sia falsa o taroccata non è diversa da una firma di sinistra, che sia falsa o taroccata. I motivi per i quali si sta indagando sono più gravi di quelli che sono avvenuti nella precedente elezione, in quanto le presunte irregolarità non riguardano una lista minore, ma lo stesso Partito Democratico”. Matteo Salvini,  in t – shirt bianca con la scritta Giaveno in verde, ha tuonato domenica sia in Valsusa che in Monferrato, a Fubine, contro la giunta di Sergio Chiamparino ed il governo nazionale. “Chiamparino – ha detto – aveva detto che avrebbe battuto i pugni con il Governo nell’interesse del Piemonte, invece, sono aumentati i tagli alle regioni, e quindi al Piemonte, ed è stato succube a Renzi, come Renzi è succube alla Merkel e di quelli che comandano a Bruxelles”.

 

A Fubine, poi, arrivato dopo le ventuno, e subito assediato da giornalisti, cacciatori di autografi,  padani e non,  Matteo “il capitano” come lo hanno acclamato i suoi, sul palco della Festa della Lega di un paese storicamente “rosso” (ha dato i natali ad uno storico segretario del Pci, Luigi Longo, successore a Botteghe Oscure di Palmiro Togliatti) nella stessa area dove si svolgevano – e si svolgono tuttora – le Feste dell’Unità, ha commentato positivamente il risultato del referendum in Grecia, e ha declinato le cose che farà, usando l’indicativo futuro e non il condizionale, andando al governo: “Cancellare la legge Fornero, un’infamia che ha cambiato la vita a migliaia di persone, cancellare gli studi di settore, non fare pagare l’Imu sui terreni agricoli,  sui capannoni e sui negozi sfitti”. In più ha assicurato che ci sarà il massimo impegno per togliere il reato di tortura, anche psicologica, recentemente introdotto nella legislazione nazionale, per consentire alle forze dell’ordine di operare serenamente. “Non prometto molte cose, ma poche che devono però essere realizzate. E siccome tutti qui avete uno apparecchio e potete registrarmi, posso andare immediatamente in rete,  potrete sempre dirmi se andremo al governo e non lo faremo, Salvini ma cosa stai facendo…”

 

Ha poi fatto un accenno alla situazione  dell’emergenza immigrazione, partendo da lontano: “Il dato più preoccupante non è il debito pubblico ma il saldo demografico che lo scorso anno ha fatto registrare 500mila nascite in Italia e 600mila decessi.  Un dato simile ci ha riportato nel 1917, ma allora l’Italia era in guerra , l’esercito era sul Piave per non fare passare lo straniero.  Oggi,invece,  gli stranieri li vanno prendere in  mare e li portano in albergo ad Alessandria”. Quindi la sua ricetta, semplice e “alla pancia” del pubblico: “Chi è rifugiato abbia permanenza in Italia in condizioni degne, non sotto un ponte o in una stazione, chi non lo è vada a casa”. Poi in chiusura l’abbraccio con il “suo popolo”.

Massimo Iaretti

(Foto: il Torinese)
 

M. V. BRAMBILLA: “PET THERAPY, UN REGALO PER I PICCOLI DEGENTI"

 

 

BRAMBILLA FATEBENEFRATELLI

Per la prima volta un’azienda ospedaliera mette a disposizione dei bambini che vogliono “giocare” con il loro cane un’area recintata e  attrezzata

 

“Una splendida idea, un vero regalo per tutti i piccoli malati del Fatebenefratelli”. Così l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, commenta l’iniziativa  “Ci vuole un amico”,  che consentirà ai pazienti ricoverati nel reparto pediatrico dell’ospedale milanese di avere uno spazio per interagire con i propri animali domestici e di usufruire (in convenzione con Frida’s Friends onlus) di un servizio di pet therapy.    Per la prima volta un’azienda ospedaliera mette a disposizione dei bambini che vogliono “giocare” con il loro cane un’area recintata e  attrezzata, di 6 metri per 2, con tappeto di erba artificiale lavabile,  mangiatoia in acciaio per cibo ed acqua, doccetta per la pulizia, paletta e contenitore per le deiezioni. Non un locale di ricovero, dunque, ma un vero e proprio “spazio per il gioco” nel giardino antistante la Casa Pediatrica, dove il piccolo paziente potrà recuperare una parte della sua “normalità” quotidiana con l’amico a quattro zampe. Il tutto nel pieno rispetto della sicurezza e delle basilari norme di igiene. 

 

Il Prof. Luca Bernanrdo, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale Fatebenefratelli e promotore del progetto, ha sottolineato  come questa iniziativa sia “un ulteriore passo avanti, a dimostrazione che sanità significa qualità ed attenzione alla persona e alle sue esigenze. I nostri pazienti arrivano non solo da Milano o dalla Lombardia ma da tutta Italia e perfino dall’Europa. Portare i propri animali in ospedale vuol dire evitare che il legame affettivo  si interrompa con la terapia o il muro dell’ospedale. Grazie alla collaborazione con l’associazione frida’s friends metteremo in campo dei progetti di pet therapy per i pazienti che hanno problemi comportamentali e neurologici.””Non per caso – spiega L’on. Michela Vittoria Brambilla – parlo di “regalo”. E’ ormai riconosciuto che il contatto e l’interazione con gli animali domestici generano benessere e migliorano la qualità della vita delle persone, sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Dopo l’esperienza di Levinson negli anni Cinquanta, si è diffuso in tutto il mondo l’apprezzamento per le potenzialità terapeutiche dell’antichissima relazione uomo-cane, sia nelle forme più semplici che nella pet therapy vera e propria. Studi e conferme si sono moltiplicati soprattutto per quanto riguarda i bambini, che dall’interazione con gli animali traggono benefici di vario genere, psicologici, per il rafforzamento del sistema immunitario e in generale per una crescita armoniosa. L’empatia, infatti, stimola la fantasia e favorisce i rapporti interpersonali, migliora la capacità espressiva e aiuta a controllare e canalizzare l’aggressività”.

 

Nel nostro Paese, nonostante l’accordo Stato-Regioni recepito con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 28 febbraio 2003 e alcune iniziative legislative regionali, non esiste una disciplina nazionale che definisca figure professionali, standard e procedure. “Di qui – sottolinea l’on. Brambilla – la mia proposta di legge che punta a superare la fase dello spontaneismo, per tutelare adeguatamente i pazienti, gli operatori e gli animali stessi. La pet therapy, infatti, non è e non può essere “sfruttamento” degli animali. Al contrario, riconosce e valorizza una loro essenziale caratteristica, cioè la  capacità di stabilire un rapporto emozionale profondo con gli esseri umani. E’ un importante strumento di co-terapia che meriterebbe più attenzione da parte delle istituzioni. Faccio appello a tutti i colleghi parlamentari perché la mia pdl possa essere presto esaminata ed approvata. Nel frattempo mi auguro che il maggior numero possibile di aziende ospedaliere segua il positivo esempio del Fatebenefratelli”.  

Architetto finto attore porno adescava ragazzini al parco

stadio specchio

L’uomo è stato denunciato per due casi di molestie, aveva anche pedinato una delle vittime

 

Fingeva di essere un attore porno e adescava i ragazzini ai giardinetti, proponendo loro rapporti sessuali in cambio di  denaro. Un architetto di 50 anni residente in provincia di Torino, era già stato segnalato ai carabinieri come frequentatore del parco Cavalieri di Vittorio Veneto di piazza d’Armi. L’uomo è stato denunciato per due casi di molestie, aveva anche pedinato una delle vittime. Le segnalazioni sono numerose.

 

(Foto: il Torinese)

Alpinisti ma non solo al "Monte dei Cappuccini"

cAPPUCCINI RITLì dove un tempo c’era la pista da sci dei torinesi, oggi sorge all’ombra del celebre monastero l’omonimo ristorante. Per tutto l’anno vi delizia con vitello tonnato, ravioli e una tagliata di ginepro con contorno di patate al forno che è il vero piatto forte del posto

 

Un grazioso chalet con sedie spartane e pareti che parlano di grandi imprese come la scalata del k2 potrebbe essere il luogo ideale di alpinisti affaticati dal peso di un indispensabile zaino. Peccato che non siamo sulla vetta di una maestosa montagna ma sul più modesto monte dei Capuccini dove i clienti preferiscono a zaini e scarponi borsette chanel e comode hogan.

 

Lì dove un tempo c’era la pista da sci dei torinesi, oggi sorge all’ombra del celebre monastero l’omonimo ristorante. Il menù e’ gustoso ma monotono. Per tutto l’anno vi delizia con vitello tonnato, ravioli e una tagliata di ginepro con contorno di patate al forno che è il vero piatto forte del posto. Da provare assolutamente ma occhio a non scottarvi la lingua. La tagliata viene servita sul piatto ancora bollente con sale grosso a parte, da cospargere a piacere,  al fine di completare direttamente sulla vostra tavola la cottura.

 

D’estate scegliete un posticino nella terrazza. Solo il panorama merita la visita. Se poi siete dei golosoni puntate sulla piccola meringa, una montagna di panna con i marron glacé nella versione autunno inverno o con le fragole nel periodo caldo. Potrete così dimenticare di essere circondati dalla creme della torino che conta e sognare di essere ancora sulla neve almeno fino a quando non vi riporterà nella realtà lo splendido sorriso della proprietaria, gia’ nonna di un baby rampollo torinese. Astenersi arrampicatori, sociali.

 

 

 

Anita

 

Ristorante Monte dei Capuccini Salita al CAI Torino, 12 Torino
Tel. 011.6600302

 

Città e cattedrali in tre lingue sulla rete

DUOMO SINDONE

Una seconda fase del progetto mirata a raccontare a turisti e cittadini un patrimonio ancora poco noto secondo un piano di valorizzazione dei luoghi di storia e di arte sacra aperti e fruibili

 

Oltre 400 chiese di Piemonte e Valle d’Aosta in rete, 14 totem che trasmettono informazioni tramite Ipad in altrettanti cattedrali, una App Audioguida in tre lingue, una App georeferenziata con IBeacon sono le tecnologie all’avanguardia proposte dal progetto Città e Cattedrali, giunto al decimo compleanno, per promuovere il turismo nei luoghi sacri.  Nato da un’idea della Fondazione Crt, dopo anni di interventi tecnici e architettonici Città e Cattedrali è entrato in una seconda fase, mirata a raccontare a turisti e cittadini un patrimonio ancora poco noto secondo un piano di valorizzazione dei luoghi di storia e di arte sacra aperti e fruibili, organizzati in itinerari di visita geografici e tematici, praticabili anche attraverso la rete.

 

“Crediamo molto in questo progetto – dice l’assessore alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte, Antonella Parigi – perché animato da una logica di sistema sempre più necessaria. Oggi per noi è un progetto di punta, antesignano delle politiche più attuali, basate sulle sinergie tra tutti i soggetti a fronte di un marketing territoriale fallimentare. Nella messa a sistema del grande e prezioso patrimonio artistico e architettonico costituito dagli edifici ecclesiastici del Piemonte si esprime un pregevole esempio della modalità attraverso cui è possibile coniugare la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, due ambiti che troppo spesso vengono vissuti separatamente. Una scelta obbligata nella costruzione di quel Piemonte turistico a cui stiamo lavorando e che richiede l’attivazione proprio di modelli come questo, in cui esperienze e soggetti diversi si mettono in rete per aumentare l’efficienza e l’efficacia dell’azione promozionale del territorio”. Il vescovo di Pinerolo, Piergiorgio Debernardi, delegato dei vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta per i beni ecclesiastici, sottolinea come “le diocesi si riconoscano in questo grande progetto. Le chiese raccontano la storia del nostro Paese dal basso e attraverso la bellezza di questo immenso patrimonio passano i valori del pensiero cristiano”.

 

Soddisfatta anche Annapaola Venezia, vicesegretario generale della Fondazione CRT: “A dieci anni dall’avvio possiamo dire di essere andati ben oltre a quanto inizialmente immaginato, in quanto Città e Cattedrali ha saputo qualificarsi non solo come progetto di valorizzazione culturale, bensì anche come elemento di sviluppo sociale, economico, turistico grazie all’impegno profuso dai partner e dai volontari”.In questo periodo Città e Cattedrali e Museo della Sindone propongono inoltre “Le Strade della Sindone”, quattro itinerari di visita – La strada di San Carlo, La strada per Torino, La strada delle Alpi, La Strada del Mare – ideati in occasione dell’Ostensione ma non limitati all’evento, in quanto andranno a costituire un’offerta stabile nel tempo per pellegrini e visitatori.

 

ggennaro – www.regione.piemonte.it

Cena in bianco per 15 mila nella Reggia

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UNA MAREA DI FAZZOLETTI BIANCHI AL CIELO FANNO RIVIVERE LA MAGIA DELLA REGGIA

 

Neppure il caldo torrido di questi giorni è riuscito a fermare quello che da quattro anni a questa parte sta diventando uno degli eventi più attesi per la città di Torino. Si è tenuta domenica sera, all’interno della suggestiva Reggia di Venaria, la quarta edizione della Unconventional Dinner, più comenunemente conosciuta come la << Cena in Bianco>>. L’evento, ideato e come sempre organizzato dalla spumeggiante Antonella Bentivoglio d’Afflitto (recentemente eletta assessore alla cultura di Venaria), ha visto la partecipazione di oltre 15 mila persone che dalle ore 17 di ieri pomeriggio, hanno cominciato a prendere posto nel Gran Parterre dei giardini della Reggia, preparando ed allestendo “come neve al sole” le proprie tavole.

 

Intorno alle ore 21.00, le migliaia di persone rigorosamente vestite di bianco, hanno preso posto nei loro candidi tavoli imbanditi a festa e dopo l’ormai consueto rito del fazzoletto alzato verso il cielo, hanno dato il via alla cena tra risate e allegria. Uno scenario unico e suggestivo reso ancora più magico dal fatto che per oltre mezz’ora tutti i commensali hanno mangiato illuminati solo dalla luce di centinaia di candele senza che vi fosse alcuna illuminazione pubblica.Non è mancato nulla a questo straordinario ed incantevole pic-nic sotto le stelle che con l’eleganza, l’ilarità ed il rispetto che da sempre distingue questo evento, ha fatto rivivere la bellezza e la magnificenza della Reggia di Venaria.

 

Simona Pili Stella

Si cena "in via" con Madian dei padri Camilliani

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Una bella iniziativa di solidarietà a favore della ricostruzione dell’orfanotrofio in Nepal

 

 Cena in via è la bella iniziativa di solidarietà promossa da Madian Orizzonti Onlus, in programma lunedì 13 luglio prossimo alle 20, nel pieno centro di Torino, a due passi dal Santuario di San Giuseppe, in via Camillo de Lellis ( nel tratto compreso  tra Via Pietro Micca e via Santa Teresa, per l’occasione chiuso al traffico). Il ricavato della cena,  il cui costo è di 45 euro, sarà destinato alla ricostruzione dell’orfanotrofio Caf,  Camillian Task Force, a Kathmandu,  in Nepal, distrutto dal terremoto lo scorso 25 aprile. La cena è promossa in collaborazione con il Ristorante del Circolo di Stefano Fanti e l’osteria Le Ramin-e di Steven Lazzarin. I vini sono offerti dalla cooperativa dei produttori di Erbaluce di Caluso.

 

Madian è la onlus dei religiosi Camilliani di Torino nata nel 1979, inizialmente per accogliere i barboni, quando l’unico dormitorio pubblico a Torino fu chiuso per un fatto di violenza. Ha ospitato fino al 1987 una media mensile di 30 persone senza fissa dimora. Nel 1986 la Comunità Madian, constatando le sofferenze degli extracomunitari dimessi dagli ospedali e dei senza fissa dimora, si è impegnata ad accoglierli e assisterli fino alla loro completa guarigione,  aprendo poi i suoi orizzonti, a partire dagli anni Novanta, anche ai minori, con la fondazione di diverse comunità di accoglienza destinate a loro.

 

Presente con le sue missioni ad Haiti, in Georgia,  Armenia, Filippine, India, Indonesia, Argentina, Kenya e Nepal, gestisce ospedali, centri  socio assistenziali per disabili, scuole, asili, mense per i poveri,  orfanotrofi e case famiglia per bambini malati di AIDS.

 

Mara Martellotta

Info e prenotazioni: 011539045, info@madian-orizzonti.it

Il Paesaggio di Mario Mazza

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MAZZA4MAZZA2Un suo dipinto “Il vento tra gli ulivi” si trova in permanenza nel museo di Crotone

 

Calabrese di nascita, trapiantato in Piemonte poco più che ventenne, pur memore della propria terra d’origine di cui dipinge spesso visioni nostalgiche del mitico mare, della selvaggia vegetazione, degli ulivi contorti e antropomorfi, Mario Mazza è altrettanto affascinato dal paesaggio in cui vive. Fedele al figurativo, genere a lui congeniale, l’artista. che si può considerare uno dei più attivi e costanti nel tema paesaggistico, non si è lasciato distrarre da facili soluzioni ripetitive di avanguardie tenendo sempre presente che c’è arte qualora ci sia sincerità d’animo che porta a stile personale. Per Mazza stile è unione di ispirazione e capacità tecnica che ha raggiunto dapprima seguendo le lezioni di due dei più importanti artisti casalesi del secondo novecento, Alberto Bertazzi e Giuseppe Campese per poi proseguire in solitaria con lo studio appassionato dei grandi paesaggisti del passato.

 

Hobbema, Poussin, Lorrain, Fontanesi, i Barbizonniers e gli Impressionisti lo hanno virtualmente accompagnato, di tutti ha fatto tesoro, cercando di coglierne i segreti senza mai imitarli conscio che l’arte passata deve essere conservata come base e stimolo per nuove soluzioni. L’affinità con l’Impressionismo si rivela nell’attenzione del plein air, delle ombre colorate, del palpitare dei riverberi in controluce così come un’attenta rifinitura in studio lo accosta ai dettami del Divisionismo inteso come neo-impressionismo scientifico.

 

Ne scaturisce quindi una visione del paesaggio non effimera e fuggitiva, al contrario gli fa assumere un valore non transitorio: i campi di grano e papaveri, le pinete, le colline con i vigneti non sono rappresentazioni di momenti particolari bensì l’idea, l’universalizzazione di quei temi e soggetti che appartengono ad archetipi. Molte le mostre prestigiose a Milano, Genova, Roma, Casale Monferrato (in particolare nel 2013 nel Castello, antico forte Paleologo e Gonzaghesco). Tanti i riconoscimenti basti pensare al premio “Campidoglio d’oro Internazionale Burkhardl 1996” a Roma. Un suo dipinto “Il vento tra gli ulivi” si trova in permanenza nel museo di Crotone.

 

Giuliana Romano Bussola