redazione il torinese

Migliaia di presenze in centro città per Torino Flor 2015

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Promossa dalla Nuova Società Orticola del Piemonte

 

Flor, la manifestazione florovivaistica della città di Torino, ha animato nuovamente le vie del centro città il 10 e 11 ottobre  per la sua edizione autunnale, presenti migliaia di visitatori. Promossa dalla Nuova Società Orticola del Piemonte, Flor quest’anno è stata inserita nel calendario di “Nutrire le città”, cartellone promosso dalla città di Torino che raccoglie eventi e manifestazioni sul tema dell’alimentazione e della sostenibilità in stretta sinergia con Expo 2015. Manifestazione ad ingresso gratuito, nel pieno centro della città di Torino, Flor offre il meglio del florovivaismo italiano e dell’artigianato del mondo del verde, invitando vivai e professionisti del Piemonte e di tante regioni d’Italia: dagli arbusti ornamentali alle erbacee perenni, dalle piante alpine alle piante succulente.In collaborazione con la Libreria Bodoni / Spazio B, allo stand di Maurizio Feletig Simonetta Chiarugi ha presentato il suo libro “Buon Gardening” e insieme a Edoardo Santoro dell’associazione “Sguardo nel Verde”, un laboratorio . Laboratori infine non solo per bambini a Flor 15, con “Lo Scacciapensieri dell’autunno”, attività per tutta la famiglia .

La tavola italiana è sempre più green

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CAMPAGNA2Un’analisi della Coldiretti è stata presentata a Torino

 

Le denominazioni di origine unite al biologico e alla filosofia del chilometro zero hanno dato alla tavola degli italiani  una “svolta green”. Lo sostiene un’analisi della Coldiretti, che è stata presentata a Torino a margine della mostra mercato “Italia del Bio”. Quest’anno la spesa supera i 20 miliardi di fatturato, per effetto di un orientamento consapevole nel  fare scelte guidate, oltre che dal prezzo, da concetti di salubrità e naturalità dei prodotti alimentari.

 

(Foto: il Torinese)
   

Oltre le barriere: Torinodanza festival

torinodanza13

torinodanza 12Attraversare le barriere è una delle dimensioni caratteristiche del nostro tempo, di volta in volta accompagnata dal senso della scoperta e dell’opportunità, oppure della fuga e del dramma. Siamo impegnati in un continuo superamento dei limiti, uno sbilanciamento che ci porta alternativamente in alto o in basso, ci condanna al disequilibrio o ci regala un nuovo orizzonte

 

Torinodanza è rivolto verso chi ama scoprire universi curiosi e originali, anche al di là dei confini disciplinari della danza. Attraversare le barriere è una delle dimensioni caratteristiche del nostro tempo, di volta in volta accompagnata dal senso della scoperta e dell’opportunità, oppure della fuga e del dramma. Siamo impegnati in un continuo superamento dei limiti, uno sbilanciamento che ci porta alternativamente in alto o in basso, ci condanna al disequilibrio o ci regala un nuovo orizzonte.

 

Di questa condizione della contemporaneità troviamo oggi tracce evidenti nel lavoro degli artisti più sensibili, che ci narrano il loro percorso salvifico o il precipitare verso un buio che pare privo di speranze. E se quest’ultima è la faccia della realtà che più ci investe nel quotidiano, all’arte compete fortunatamente il simulare, se non realizzare, anche la ricostruzione di un senso di umanità e speranza, di bellezza. Inseguendo il gusto dell’ibridazione, caratteristico di Torinodanza, potremo scoprire una favola moderna, a metà tra cinema e danza, come Kiss & Cry, un capolavoro al quale dedichiamo le cinque sere inaugurali; ma anche il suo speculare e diversissimo gemello Kamp, che illumina invece il lato oscuro e doloroso dell’uomo, con una commozione che sale alta insieme alle invenzioni visive stupefacenti.

 

Se poi parliamo di quell’instancabile desiderio di trasfigurare chi appare sconfitto dal destino o dai propri fantasmi, ridandogli una nuova, inconsueta bellezza e serenità, allora pensiamo subito ad Alain Platel, che ci presenta un’altra straordinaria tappa della sua avventura umana e artistica, stavolta sostenuta da una quarantina di musicisti di una banda. Ed è proprio la banda la miglior metafora di una comunità normale, legata da passioni e amicizie speciali. L’edizione 2015 ci riporta anche al Teatro Regio, per offrire un palcoscenico adeguato all’impetuosa e poetica ispirazione di Sasha Waltz, qui con una delle sue più riuscite coreografie, delicata e potente. Un festival da scoprire, che ci offre la danza dinamica e pura di Foniadakis e Di Stefano con Aterballetto. O la danza ibridata con l’acrobazia, nella virtuosistica e misteriosa apparizione dei 22 interpreti di XY: lo spettacolo nel quale la metafora del rischio più si avvicina alla realtà.

 

Anche quest’anno non mancano sorprese e giochi visivi, come nell’incontro di hip hop e proiezioni in 3D dei Käfig, uno dei momenti più spettacolari del festival; o nel piccolo e prezioso Chut di Fanny de Chaillé, creazione dedicata a inquietudini o solitudini del nostro tempo, stavolta tratteggiati con una stupefatta ironia che ci rimanda a Buster Keaton o Charlie Chaplin. Maestra nel mescolare impianto visivo, musica e gesto è anche la giovane Louise Vanneste, a Torino per la prima volta. Ci dedichiamo ovviamente alla coreografia italiana in prospettiva storica, grazie al progetto RIC.CI, che presenta Valeria Magli e riscopre danze futuriste grazie a Silvana Barbarini, oltre che con una nuova produzione del giovane Daniele Ninarello.

 

Ancora in Italia, ed ecco una partita di pallamano giocata nel buio del deficit visivo da Alessandro Sciarroni, con un altro scarto rispetto ai canoni della danza contemporanea, come accade anche per l’immersione nel tango che ci regala Leonardo Cuello. Per concludere, Torinodanza compie il cerchio e torna verso quella danza più riconosciuta (e celebrata come tale) per una serata che accomuna Benjamin Millepied – oggi star del firmamento coreografico, grazie anche alla sua innovativa direzione del ballo all’Opéra di Parigi – e William Forsythe. Il nitido, struggente e bellissimo ciclo di caduta e rinascita di Quintett, uno dei suoi capolavori, è forse l’omaggio definitivo, esteticamente perfetto quanto commovente, al nostro essere perennemente divisi tra felicità e paura.

 

GIGI CRISTOFORETTI | Direttore Artistico Torinodanza festival.
www.torinodanzafestival.it

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONE COMMERCIALE

Librolandia e presunti scandaletti: l'orgoglio di Rolando, il vecchio leone

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SALONE 111“E’ a dir poco triste che chi ha tenuto alto il valore e il prestigio della Città riceva tanto ingrato ostracismo”

 

La legge che impera in questo nostro paese “non normale” è quella della ricerca dello scandalo ad ogni costo. E così il patron di Librolandia, tirato in ballo alla veneranda età di 79 anni  in un’inchiesta che sembra fatta apposta per dare titoloni di giornali in pasto al pubblico, reagisce con orgoglio all’ultimo presunto scandaletto degli  ingressi gonfiati al Salone del Libro, “elaborati da Società esterne”, e che sono sempre stati “pienamente accessibili”. E’ quanto dice  all’ANSA l’ex presidente Rolando Picchioni, un vecchio leone democristiano che non ci sta al gioco del massacro mediatico gratuito. “Quanto sta avvenendo – dice all’agenzia stampa – è un’assurda ricerca di un capro espiatorio del quale né il Salone né la Fondazione, per 15 anni vanto della Città, avevano bisogno”. “E’ a dir poco triste che chi ha tenuto alto il valore e il prestigio della Città riceva tanto ingrato ostracismo”. E ha pienamente ragione.

 

(Foto: il Torinese)

Mangia funghi velenosi e si salva con il trapianto di fegato

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In breve tempo, lanciato l’allarme per la ricerca di un fegato da parte di un donatore, l’organo si è reso disponibile: il fegato è arrivato la notte scorsa dall’ospedale Cardarelli di Napoli

 

L’intervento alle Molinette eseguito dal professor Mauro Salizzoni e dalla sua equipe ( nel reparto che ha compiuto 25 anni in questi giorni) ha salvato con un trapianto di fegato un uomo che aveva mangiato funghi velenosi, causa di  un’epatite fulminante. Si tratta di un muratore romeno di 54 anni della provincia di Torino, che aveva cenato con funghi mercoledì sera. E’ molto probabile che abbia mangiato dell’amanita falloide, fungo di altissima tossicità, Il giorno dopo ha iniziato a star male, fino al ricovero all’ospedale di Ivrea. Poi è stato trasferito alle Molinette. In breve tempo, lanciato l’allarme per la ricerca di un fegato da parte di un donatore, l’organo si è reso disponibile: il fegato è arrivato la notte scorsa dall’ospedale Cardarelli di Napoli e il 54enne è stato salvato.

 

(Foto: il Torinese)

Il Museo del Cinema si apre alle scuole

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 In calendario progetti speciali al museo, al Cinema Massimo e alla Bibliomediateca Mario Gromo

 

Il Museo Nazionale del Cinema si propone anche quest’anno al pubblico giovane e conferma il proprio tradizionale  impegno per le scuole. L’esposizione permanente ospitata alla mole antonelliana presenta infatti ‘Scopri il cinema. Vivi il Museo’, rassegna delle attività didattiche per l’anno scolastico 2015-2016, per gli istituti di ogni ordine e grado. In calendario progetti speciali al museo, al Cinema Massimo e alla Bibliomediateca Mario Gromo. In programma anche nuove collaborazioni con le realtà culturali della città e del territorio.
    

 

(Foto: il Torinese)

Librai in crisi, Fassino e Chiamparino: "Cerchiamo soluzioni possibili"

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portici librilibriLe grandi catene di librerie, il sopravvento degli e-book e la crisi in generale sono temibili – a volte mortali – nemici delle botteghe tradizionali

 

Tante in questi ultimi anni le chiusure di librerie a Torino, una delle ultime la storica Fogola di piazza Carlo Felice: “Siamo disposti a farci carico delle richieste dei librai e a valutare insieme le possibili soluzioni”. L’ansa riporta così la dichiarazione di intenti del presidente della Regione Chiamparino e del sindaco Fassino, in visita a ‘Portici di carta’, la kermesse libraria di questo fine settimana. “In questa fase di riorganizzazione della Fondazione del Libro – dice ancora Chiamparino – si potrebbe immaginare la presenza di una rete di librai al suo interno”. “La Città – afferma Fassino – investe molto sul libro e vuole continuare a farlo, siamo pronti a esaminare le proposta dei librai”. Le grandi catene di librerie, il sopravvento degli e-book e la crisi in generale sono temibili – a volte mortali – nemici delle botteghe dei librai. Forse le istituzioni possono tentare di fare qualcosa.

 

(Foto: il Torinese)

Tanti giovani soci per il nuovo Rotary Club Torino Lagrange

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rotary l1rotary l3rotary l2Nonostante sia ancora in fasce, il nuovo sodalizio si è già attivato al fine di sostenere importanti progetti benefici per la città di Torino

 

Si è tenuta nella serata di ieri, sabato 10 ottobre alle ore 20.00, la Cerimonia di Consegna della Carta Costitutiva del nuovo Rotary Club Torino Lagrange. L’evento, che ha avuto luogo presso l’Aula della Camera Italiana al Museo Nazionale del Risorgimento, ha visto i riflettori puntati sul Governatore del Distretto Rotary 2031, Massimo Tosetti e soprattutto, sul neo Presidente del Rotary Club Torino Lagrange, Jonathan Bessone che ha ottenuto la consegna della Carta Costitutiva sotto gli occhi attenti di molte autorità e di oltre cento invitati.

 

L’atmosfera fortemente suggestiva ha creato una splendida cornice intorno all’apertura del nuovo Club (nato ufficialmente il 15 luglio scorso), che propone già da subito un impegno attivo, secondo le regole rotariane,  sia nel migliorare le condizioni di vita nelle rispettive comunità, sia nel promuovere la buona volontà internazionale tramite progetti, borse di studio, scambi culturali e sovvenzioni per iniziative umanitarie e di sviluppo.

 

Con la cerimonia di ieri, il Rotary International, la prima organizzazione di volontariato al mondo, ha esteso ulteriormente la sua presenza sul territorio torinese e lo ha fatto mettendo in risalto il punto di forza del 26° club: giovani soci, appartenenti a diverse categorie professionali che hanno come denominatore comune la volontà di costruire un progetto concreto per far del bene al servizio degli altri. Nonostante sia ancora in fasce, il nuovo Rotary Club Torino Lagrange, si è già attivato al fine di sostenere importanti progetti benefici per la città di Torino; un segnale che questa associazione, apolitica, aconfessionale e aperta a tutte le culture e fedi religiose, sia concretamente presente e continuerà ad esserci per contribuire al bene comune.

 

Ricordiamo inoltre, come simbolo d’orgoglio del Rotary, la lunga battaglia sostenuta da più di 20 anni contro la poliomelite, contesto nel quale ha ottenuto importanti sovvenzioni anche dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Dalle dichiarazioni del neo presidente Jonathan Bessone, si può apprendere come unendo l’impegno, la passione e lo spirito di servizio di tutti e trenta i Soci Fondatori, si possa creare una nuova realtà atta a realizzare concreti e importanti progetti su tutto il territorio.

 

Simona Pili Stella

Genesi e custodia dei pensieri. Un viaggio nelle Biblioteche Civiche di Torino

Spogliatasi delle vesti di semplice contenitore, un po’ strette e stantie, la biblioteca è divenuta negli anni luogo di incontro e ha contribuito alla formazione di idee, senza limitarsi alla loro mera custodia

 

 

Una città non è una città senza una biblioteca. Magari pretende di chiamarsi città lo stesso, ma se non ha una biblioteca sa bene di non poter ingannare nessuno“.

 

biblioteca ozLo scrittore Neil Gaiman palesa con semplicità l’importanza di un luogo che risale a tempi ormai remoti, ma lo fa dipingendolo ai nostri occhi come un bene da preservare, tutt’altro che desueto. Spogliatasi delle vesti di semplice contenitore, un po’ strette e stantie, la biblioteca infatti è divenuta negli anni luogo di incontro e ha contribuito alla formazione di idee, senza limitarsi alla loro mera custodia. L’insieme delle realtà bibliotecarie che offre la città di Torino è estremamente articolato, ma per districarsi da quella che appare come una vera e propria matassa, iniziamo il nostro viaggio con un breve excursus delle Biblioteche Civiche che popolano la città, distribuendosi nelle dieci circoscrizioni che la compongono.

 

Se ci troviamo nel cuore di Torino, ad accogliere l’utente vi sono la Biblioteca civica centrale e la Biblioteca Torino Centro, entrambe situate in Via della Cittadella: la prima, com’è intuibile, svolge un ruolo fondamentale per l’intero sistema bibliotecario; la seconda, dal canto suo, si avvale di un vasto numero di libri parlati.

 

La zona di Santa Rita e Mirafiori Nord dispone di altre due sedi: Villa Amoretti in Corso Orbassano e la Biblioteca A. Passerin d’Entreves in Via Guido Reni. La villa nacque nella seconda metà del Settecento come residenza della famiglia Amoretti e la biblioteca fu inaugurata al suo interno nel 1977. Tra il 2005 e il 2007 è stato aperto al pubblico un nuovo padiglione e si sono conclusi i lavori di restauro della villa e dell’aranciera, gradevole area di sosta per la consultazione dei periodici. Il connubio fra passato e presente lo si respira anche nella seconda struttura citata, che occupa i luoghi adibiti a fienili dell’antica e settecentesca cascina Giaione. Nella Circoscrizione 3 in Via Monte Ortigara si trova la Biblioteca Luigi Carluccio, che dal 13 gennaio 2015 è però chiusa al pubblico per interventi tecnici seguiti ad atti vandalici.Torino, 12/06/03 Biblioteca del Consiglio regionale del Piemonte

 

Risalendo la città incontriamo il Punto Prestito Gabriele D’Annunzio in Via Saccarelli e la Biblioteca musicale A. Della Corte in Corso Francia, molto attiva, con ricche collezioni di musica a stampa, libretti d’opera, dischi e cd, oltre ad un’ampia documentazione sulla danza. Punto di forza la presenza di una sala musica di cui l’utente può usufruire per ideare, eseguire e registrare musica. A nord-ovest si ritaglia un suo spazio la Biblioteca Francesco Cognasso in Corso Cincinnato, sede a ottobre e novembre di due attività di lettura rivolte ai bambini dai 3 ai 10 anni.

 

Sul versante orientale, invece, vi sono ben quattro strutture: la Biblioteca Primo Levi in Via Leoncavallo, che offre proprio in queste settimane incontri sul ricamo e altri lavori con il filo, la Biblioteca Cascina Marchesa in Corso Vercelli, dove il 28 ottobre sarà possibile assistere ad una Tavola rotonda a cura dell’Associazione Infine sul tema dell’Alzheimer, la Biblioteca Don Lorenzo Milani in Via dei Pioppi, sede dei corsi Unitre, e infine la Biblioteca Rita Atria in Strada San Mauro, inaugurata di recente e intitolata a una giovanissima vittima della lotta contro la mafia. Proseguendo il nostro percorso incontriamo la Biblioteca Italo Calvino in Lungo Dora Agrigento, che nel 2013 è stata scelta, unico edificio in Italia, per la partecipazione al progetto europeo TRIBUTE, inerente lo sviluppo di un sistema di controllo dei consumi energetici degli edifici.

 

Nei pressi del Parco Michelotti in Corso Casale è situata la Biblioteca Alberto Geisser, promotrice in autunno di un gruppo di lettura rivolto agli amanti della letteratura classica, e in Via Cesare Lombroso completa l’assetto delle biblioteche civiche della Circoscrizione 8 la struttura intitolata a Natalia Ginzburg che, fra le numerose attività proposte, sino al 19 ottobre ospiterà ogni lunedì uno spazio gratuito di orientamento e di informazione contro la violenza.

 

LIBRO SALONEA chiudere la spirale che abbiamo ipoteticamente percorso accorrono la Biblioteca Dietrich Bonhoeffer in Corso Corsica, con un ampio ventaglio di iniziative, oltre alle sedi presenti nell’ultima circoscrizione: la Biblioteca Cesare Pavese in Via Candiolo, dove si terrà nel mese di ottobre un corso per la realizzazione delle pigotte a cura dell’Unicef, la Biblioteca Mirafiori in Corso Unione Sovietica e il Mausoleo della Bella Rosin in Strada Castello di Mirafiori. Quest’ultimo è gestito dalle biblioteche civiche torinesi, che vi organizzano molteplici eventi culturali, e durante il periodo estivo il parco diventa un piacevole giardino di lettura.

 

Per quanto corposo, come anticipato questo è solo uno scorcio del panorama bibliotecario di una città che da sempre presta molta attenzione al mondo dei libri, e non solo. Così come lo abbiamo iniziato, concludiamo questo viaggio con una citazione, questa volta di Susanna Tamaro: “Leggere, in fondo, non vuol dire altro che creare un piccolo giardino all’interno della nostra memoria. Ogni bel libro porta qualche elemento, un’aiuola, un viale, una panchina sulla quale riposarsi quando si è stanchi. Anno dopo anno, lettura dopo lettura, il giardino si trasforma in parco e, in questo parco, può capitare di trovarci qualcuno“. Buon viaggio e buona lettura.      

 

Lara Garibaldi

 

http://www.comune.torino.it/cultura/biblioteche/index/index.shtml

Rivoluzione dei quartieri, la nuova mappa di Torino ne prevede solo sette

CIRCOSCRIZIONI TORINO QUARTIERI

ll prossimo 19 ottobre la nuova suddivisione territoriale sarà formalizzata dal Consiglio comunale. Dapprima si pensava a sole sei circoscrizioni, ma un successivo accordo politico ha stabilito di crearne una in più, così da poter gestire meglio, in modo più capillare,  l’amministrazione dei quartieri

 

L’approvazione ufficiale avverrà a Palazzo Civico nei prossimi giorni, ma saranno  sette le circoscrizioni che suddivideranno il territorio urbano di Torino. Via libera al Lo scopo di questa razionalizzazione è quello della riduzione dei costi rispetto alle attuali dieci circoscrizioni, ognuna delle quali con una sua Giunta, Consiglio e relativi stipendi o gettoni. ll prossimo 19 ottobre la nuova mappa sarà formalizzata dal Consiglio comunale. Dapprima si pensava a sole sei circoscrizioni, ma un successivo accordo politico ha stabilito di crearne una in più, così da poter gestire meglio, in modo più capillare,  l’amministrazione dei quartieri.

 

Ecco la nuova mappa:  La circoscrizione Centro contiene l’attuale Uno, perde la Crocetta, ma conquista  Aurora, Valdocco e Rossini, con  Porta Palazzo; Santa Rita-Mirafiori comprende la Due, la Dieci e una parte della Nove a ovest della ferrovia; la San Paolo comprende la Tre, senzaCit Turin e guadagna la Crocetta; Parella rimane “titolare” della Quattro incorporando Cit Turin; la Cinque rimane come oggi; la Sei acquisisce Cimitero e Scalo Vanchiglia; la Collina unifica tutta la zona collinare, comprendendo la Otto (San Salvario), un pezzo della Nove a est della ferrovia (Nizza-Millefonti) e parte della Sette (Vanchiglia e Vanchiglietta).

 

Le nuove circoscrizioni saranno operative già con la nuova amministrazione municipale che uscirà dalle urne di maggio 2016.