redazione il torinese

Al Trofeo Nazionale di Trento l’Ice Club continua a vincere

Nikita Dossena e Victoria Nobile d’oro. Annalisa Ursino d’argento
A Trento continua la scia di vittorie dell’Ice Club Torino
Nel Trofeo Nazionale FISG i pattinatori piemontesi hanno conquistato titoli e medaglie. Nella categoria Basic Novice maschile ha vinto la medaglia d’oro e il titolo di campione italiano Nikita Dossena, imponendosi sugli altri 10 atleti che si erano qualificati per questa competizione. Il pattinatore di Torino, allenato da Edoardo De Bernardis e Renata Lazzaroni, ha interpretato un medley di musiche francesi. Il titolo di Vicecampionessa italiana, nella categoria Basic Novice femminile, è stato vinto da un’altra torinese Annalisa Ursino. La pattinatrice ha conquistato la medaglia d’argento e a soli 10 anni ha eseguito in gara due doppi axel. La Ursino è allenata da Edoardo De Bernardis, Fabiana Di Natale e da Cristiana Di Natale. “Siamo molto soddisfatti – ha affermato Fabiana Di Natale – Annalisa in pochi mesi ha fatto grandi progressi e ha totalizzato il punteggio tecnico più alto di tutta la categoria”. Nella categoria junior ladies si è imposta la pattinatrice di Pinerolo Victoria Nobile, totalizzando il punteggio di 109.30 e conquistando la medaglia d’oro. Cristiana Di Natale ha commentato le prestazioni degli atleti dell’Ice Club Torino affermando: “Questi risultati sono la conferma di un grande lavoro di squadra. I nostri ragazzi sono seguiti in tutto con grande passione e determinazione”. La partecipazione al Trofeo Nazionale FISG si ottiene tramite qualificazione ed è ristretta ad un numero limitato di atleti. Numerosi sono stati i pattinatori dell’Ice Club Torino che sono riusciti ad accedere alle competizioni, gareggiando con ottimi risultati. Oltre ai medagliati sono scesi sul ghiaccio di Trento: Desiree Podda, Giulia Colagrosso, Elettra Girardi, Giulia Barucchi, Charlotte Coraducci, Irene Arsale, Giulia Ferraro, Giorgia Burin, Teresa Magnetti, Gaya Collura, Alice Blasotta, Giulia Iuorio.Al termine della stagione, che prevede ancora due gare, si terrà, il 26 maggio prossimo, al Pala Tazzoli lo spettacolo “Circus” e, poi, verranno organizzati gli allenamenti estivi a Fondo, in Trentino.

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A proposito del Caat: la parola a Lazzarino

Parla il Presidente del Centro Agro Alimentare di Torino dopo le notizie apparse sui giornali

“Risale a fine febbraio il concentrarsi dell’attenzione da parte di alcuni quotidiani  sul CAAT (Centro Agro Alimentare di Torino), citando nelle cronache – osserva il presidente, ingegner Marco Lazzarino –  “verbali falsificati e conflitti di interesse” che sarebbero emersi dalla relazione inviata ai soci da parte di una ex onsigliera di amministrazione, anche responsabile della trasparenza ed anticorruzione del CAAT stesso”.
Secondo Lazzarino “gli articoli pubblicati  hanno divulgato notizie non veritiere sul nostro Ente, oltre che gravemente diffamatorie nei confronti della mia persona in qualità di Presidente e dell’intero Cda del CAAT stesso, soltanto basandosi su di una relazione prodotta dalla consigliera di amministrazione, poi dimissionaria, relazione che, dal punto di vista teorico, avrebbe dovuto avere un carattere riservato ed essere destinata ai soli Soci”.
“La consigliera – afferma il presidente – era stata nominata nel Consiglio di amministrazione del CAAT già prima della riconferma avvenuta nel Cda nel settembre 2017, nominata dal Comune di Torino su indicazione di Ascom (Confcommercio) , associazione di categoria di cui peraltro fa parte. La consigliera, attaccando Presidente, Direttore Generale e lo stesso Cda, ha prodotto una relazione di una settantina di pagine in cui ha denunciato presunti falsi verbali, presunte decisioni in contrasto con l’interesse della società, presunte violazioni dello statuto sociale e presunti conflitti di interesse”.
“Questa relazione – osserva  Lazzarino – è stata indirizzata all’Organismo di Vigilanza (ODV) del CAAT, che l’ha trasmessa direttamente ai soci privati e pubblici. Queste accuse sono state poi riportate a mezzo stampa senza alcun contraddittorio con la Società e senza che i giornali in questione mi avessero contattato, in modo tale da consentire di rispondere alle accuse mosse nei miei confronti ed in quelli di tutto il Cda. Anche a seguito di una lettera di richiesta di rettifica, nulla è stato pubblicato dalle stesse testate”.
“Il Collegio Sindacale della Società – aggiunge il presidente Lazzarino – è stato poi chiamato dal principale socio pubblico del CAAT, il Comune di Torino, ad esprimersi, in seguito alla pubblicazione di questi articoli, sul contenuto della relazione diffusa e poi pubblicata dai giornali. Ha così prodotto un documento dettagliato in cui ha dimostrato come le accuse mosse dall’ex consigliera al Cda ed a me come Presidente fossero del tutto prive di fondamento ed ha certificato l’operato corretto del Cda stesso. Inoltre, Il Consiglio di Amministrazione di CAAT, alla presenza del Collegio Sindacale e dell’Organismo di Vigilanza, ha verificato come la relazione della consigliera  riportasse trascrizioni alterate e non integrali delle registrazioni dei Consigli di amministrazione”.
“Alle dimissioni della consigliera – aggiunge il presidente Marco Lazzarino – hanno fatto seguito quelle dello stesso Organismo di Vigilanza del CAAT. Probabile obiettivo di chi è stato autore della trasmissione  di queste informazioni agli organi di stampa era quello del discredito pubblico del CAAT e del suo Cda?  E si sarebbe potuta verificare  come conseguenza la rottura potenziale di una strategica negoziazione tra Comune di Torino e Camera di Commercio per la cessione del 5 per cento delle quote societarie?”.
” La consigliera – aggiunge Marco Lazzarino – d’altronde da fine dicembre 2018 non si presentava più ai consigli di amministrazione del CAAT, producendo solo più relazioni scritte. Il suo attacco è avvenuto dal punto di vista temporale dopo che gli organi direttivi hanno promosso una due diligence affidata ad un primario studio legale torinese, che ha evidenziato una serie di aree di intervento e modifiche da apportare all’”impalcatura legale” della Società, pregresso alla nomina dell’attuale Cda, avvenuta nel settembre 2017″”.
Lazzarino conclude dicendo che piena solidarietà gli è stata espressa, unitamente al management del CAAT, “da Stefano Cavaglia’, presidente dell’ Associazione Grossisti APGO (e socia Ascom), che riunisce da più di settanta anni i grossisti insediati presso il CAAT medesimo e dal Presidente di Fedagromercati nazionale Valentino di Pisa. I grossisti rappresentano una risorsa preziosa per il CAAT, non soltanto perché con i loro affitti concorrono al 90 per cento del bilancio della società consortile, ma perché costituiscono il motore effettivo che ne alimenta la sua funzione”.
 

La Sonnambula. La regia di Avogadro indaga la psicologia di Amina

Mauro Avogadro firma la regia dell’opera La Sonnambula di Vincenzo Bellini al teatro Regio di Torino, in scena da mercoledì 10 al 20 aprile prossimi. Ispirata ad una commedia dell’autore francese ottocentesco Scribe, su libretto di Felice Romani, andata in scena per la prima volta il 6 marzo 1831 al teatro Carcano di Milano, l’opera ha per protagonista Amina che, nella regia di Mauro Avogadro, viene presentata come una donna sofferente, dalla mente alterata, con disturbi relazionali, senza quella leggerezza tipica dei personaggi di Scribe.  Queste caratteristiche emergono evidenti già dalla prima aria operistica “Come per me sereno”, nella quale Amina invita la madre a toccarle il cuore per avvertire i suoi palpiti. Gli altri personaggi dell’opera sicuramente mostrano una maggiore leggerezzacome paesani che sono curiosi al limite del voyeurismo. Sono partecipi della festa, ma al tempo stesso anche pronti ad usare un forte ed acutsenso critico, unito ad una diffidenza al limite dell’invidia. Fa da sfondo al contrastato amore tra Amina ed Elvino una Svizzera da sogno, dove il sonnambulismo della protagonista è servito acompositore per esaltarne il virtuosismo vocaleL’opera culmina in una delle arie più sublimi per soprano, la nota “Ah non credeamirarti“, che Amina canta in uno stato di sonnambulismo alla presenza del conte. La Sonnambula di Bellini è  un’opera  che è  stata molto amata da famose soprano; la prima ad interpretarla fu Giuditta Pasta, in seguito Maria Malibran, poi la Divina, Maria Callas, e Joan Sutherland. Interpreti nel ruolo di Amina, orfanella raccolta da Teresa, la soprano Ekaterina Sadovnikova,  in quello di Elvino, ricco possidente del villaggioil tenore Antonino Siragusa ed in quello del conte Rodolfo il basso Nicola UlivieriOrchestra e Coro del Teatro RegioL’allestimento è in coproduzione con il Teatro La Fenice di Venezia.La musica della Sonnambula è caratterizzata  da una orchestrazione “leggera” e la sua forza espressiva è affidata soprattutto alle voci dei cantanti, con melodie di grande bellezza. La sua orchestrazione leggera apparve, tuttavia, povera a diversi critici, che erano, invece, affascinati dall’orchestrazione della musica del tempo, che aveva raggiunto il suo apice nella musica beethoveniana. In realtà Bellini scelse il suono più adatto ad esprimere il mondo pastorale in cui quest’opera era ambientata, rendendola l’espressione del belcanto” e decretando il suo successo indiscusso fino ai giorni nostri.

Mara Martellotta 

AGNOLOTTI DONATI, LA ‘MENSA DEI POVERI’ RINGRAZIA IL PASTIFICIO ‘VIRGILIO’

Le parole riconoscenti del sacerdote cottolenghino Don Adriano Gennari ai benefattori torinesi che hanno donato e preparato gratuitamente agnolotti per i senza cibo della città

E’ stata un successo, con bel oltre 600 porzioni preparate e servite, la prima delle quattro giornate solidali dal titolo ‘Agnolotti stellati per i senza cibo’, avente per promotore lo storico Pastificio torinese ‘Virgilio’, che ha da poco inaugurato un grande laboratorio artigianale anche a Rivoli (TO), da sempre attento alle realtà più bisognose del capoluogo piemontese.

Così Don Adriano Gennari, stimato sacerdote di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (Santo della Divina Provvidenza e primo Santo sociale piemontese la cui ricorrenza liturgica cade il prossimo 30 Aprile), che dal 2008 ha fondato e porta avanti l’impegno caritatevole della ‘Mensa dei Poveri’ in capo alla sua Onlus ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione: “Bisogna sempre confidare nel Signore e nella Sua Divina Provvidenza, che ci ha portato in dono i cari figlioli Anna Upinot e Davide Benedetto, e il loro altrettanto generoso staff. E’ grazie alla sensibilità profonda e generosa dei titolari di questa rinomato marchio artigianale torinese che per la prima volta nella storia della ‘Mensa dei Poveri’ di via Belfiore 12 in San Salvario, nel cuore di una Torino difficile, i senza cibo della città hanno potuto gustare e portar via con sé, debitamente confezionate, succulente porzioni di agnolotti artigianali di prima qualità riccamente condite. Ringrazio vivamente di vero cuore anche i loro dipendenti per il prezioso servizio offerto in Mensa nella preparazione degli stessi, e ringrazio il Signore per l’esempio vivo e lodevole di concreta carità cristiana che vede insieme in perfetta e toccante armonia, sullo stesso nobile piano e in un momento storicamente difficile e travagliato, imprenditori e maestranze: mossi tutti soltanto dal comune sentire per i più sfortunati“, conclude entusiasta Don Adriano Gennari, sacerdote altresì noto per le preghiere di intercessione a favore di poveri, malati e sofferenti, cui si uniscono in coro anche i vivissimi ringraziamenti di Maria Antonioli, Fausto Gennari e Nicola Cembalo Sambiase, nell’ordine Presidente, Vice Presidente e Segretario del ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione’ ONLUS (cui anche è possibile destinare in questi giorni il 5 x 1000, tutte le info su www.cenacoloeucaristico.it), in foto con l’équipe del Pastificio ‘Virgilio’.

La felice iniziativa verrà ripetuta da qui all’estate una volta al mese anche nelle domeniche 12 maggio, 16 Giugno e 14 Luglio.

 

NUOTO: Coppa Brema, si chiude la settimana tricolore

La lunga settimana di nuoto a Riccione si è conclusa domenica con le finali del Campionato Nazionale a Squadre – Coppa Caduti di Brema, disputate all’indomani dell’ultima giornata degli Assoluti. La vasca lunga è “diventata corta” per la tradizionale competizione dedicata alle migliori 16 società d’Italia, approdate alla finale tricolore grazie ai punteggi raccolti nella fase regionale di dicembre. Quattro le piemontesi ai blocchi di partenza, due in serie A1 (quindi tra le migliori otto) e altrettante in A2 (dal nono al 16esimo posto della fase regionale). In A1 maschile ha gareggiato il Centro Nuoto Torino, che dopo il terzo posto della passata stagione non è riuscito a confermarsi sul podio e ha chiuso in sesta posizione. In A1 femminile si è invece piazzata quinta la Rari Nantes Torino, tornata nella massima serie dopo un anno di assenza. In A2 femminile hanno gareggiato Centro Nuoto Torino e Dynamic Sport, rispettivamente settima e ottava. Ad aggiudicarsi il campionato italiano, per l’undicesima edizione consecutiva in campo maschile e per la decima in ambito femminile, è stato il Circolo Canottieri Aniene. L’articolo completo su https://www.federnuoto.piemonte.it/finpiemonte/home_new/appro_new.asp?id_info=20190407183028&area=1&menu=agonismo&read=nuoto

TORINO: IL CENTRO BENESSERE ‘ISUN’ RACCOGLIE FONDI PER LA ‘MENSA DEI POVERI’

Nel ricordo di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, per aiutare i senza cibo torinesi di Don Adriano Gennari

In Quaresima si moltiplicano le iniziative a favore degli indigenti e senza tetto della città. Come quella del tutto originale, dal titolo ‘Belli per i poveri’, che ha per protagonista ‘Isun’, neonato e moderno Centro Benessere inaugurato a Novembre 2017 a Collegno, in Corso Palmiro Togliatti 15/a, frutto di un’idea dell’imprenditore Luigi Carvelli tesa a creare un’oasi per il relax e la cura del corpo nel cuore del Quartiere Terracorta, da sempre uno dei più residenziali della cittadina dell’hinterland piemontese.

In un momento storico in cui, con la bella stagione già avanzata, diventa massima l’attenzione alla forma fisica e alla cura del corpo, ritengo sia importante rivolgere di cuore un pensiero anche a coloro che, invece, necessitano dei beni primari, e non voluttuari. Come i senza cibo torinesi, cui abbiamo deciso di devolvere parte dell’incasso a favore della ‘Mensa dei Poveri’ di Torino di Via Belfiore 12, fondata dal sacerdote cottolenghino Don Adriano Gennari, animatore della Onlus caritatevole ‘Cenacolo Eucaristico della Trasfigurazione’ che la porta avanti con dedizione e impegno quotidiani“, confida entusiasta Luigi Carvelli.

Che aggiunge: “Sono nato il 30 Aprile, giorno tradizionalmente dedicato in calendario alla memoria liturgica di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, il Santo della Divina Provvidenza che, primo tra i Santi sociali piemontesi, nella seconda metà dell’Ottocento pose l’attenzione al servizio dei poveri e degli ultimi. E questa iniziativa è anche un modo per celebrarne e onorarne concretamente il ricordo, e ribadirne l’esemplare condotta utile anche per i tempi presenti“.

Per tre mesi, nei giorni di Giovedì 11 e Venerdì 26 Aprile, Martedì 7 e Giovedì 23 Maggio, Mercoledì 5 e 19 Giugno, chiunque acquisterà qualsiasi trattamento o pacchetto-benessere, contribuirà alla raccolta fondi in favore della ‘Mensa dei Poveri’ cui verrà devoluto il 20% dell’incasso delle giornate solidali, sostenendo così una lodevole opera di carità cristiana e sociale che prosegue ininterrottamente dal 2008 a oggi.

Il corpo è un dono di Dio ed è la bellezza di ciascuno di noi: pertanto va preservato con attenzione e rispetto, e occorre prendersene cura. E’ specchio dell’anima, in cui si manifesta l’infinita bellezza di Dio. Ringrazio di vero cuore il caro figliolo Luigi Carvelli per aver amorevolmente pensato ai nostri poveri“, dichiara soddisfatto Don Adriano Gennari.

‘Isun’ (www.isunestetica.it) è un nuovo modo di guardare alla cura della persona: l’impiego e la scelta di peeling cosmetici realizzati solo ed esclusivamente con formule naturali idonei al rinnovamento cutaneo con annessa azione rigenerante e purificante tanto sullo strato corneo quanto su quello profondo della pelle, unitamente a un mix efficace e inedito di strumenti atti a capitalizzare i benefici effetti delle onde di calore a raggi infrarossi nelle terapie di dimagrimento (sulla scorta di quanto accadeva già anche nel 3.000 A.C., cui risale la prima notizia certa di un trattamento di tal genere ottenuto allora con ferri o pietre calde avvolte in canovacci di tessuto e foglie) costituiscono soltanto alcuni dei punti di forza innovativi delle soluzioni estetiche offerte, in un’ottica olistica vincente che considera la bellezza della persona quale risultato perfetto di armonia ed equilibrio funzionale in ogni sua singola componente.

Completano il quadro l’attenzione costante alla ricerca delle tecnologie più all’avanguardia di sicuro utilizzo nei percorsi benessere personalizzati, che fanno di ‘Isun’ la risposta efficace e ottimale al crescente e attuale bisogno di benessere personale.

 

L'isola del libro

Rubrica settimanale sulle novità librarie
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Nona Fernàndez “La dimensione oscura” -Gran Via-   euro 16,00
 
La dimensione oscura è quella del destino delle vittime della dittatura cilena di Pinochet, catturate, torturate ed eliminate tra il 1973 e 1990. Al centro del libro c’è il pentito Andrés Valenzuela, agente dei servizi segreti che ha fatto parte degli squadroni della morte sguinzagliati alla ricerca e all’uccisione degli oppositori. Un giorno irrompe nella redazione di un giornale e racconta tutto l’orrore di cui è stato partecipe e testimone. La sua faccia angosciata, stampata sulla copertina del periodico, tormenta e ossessiona la giovane scrittrice cilena Nona Fernàndez, che ha dalla sua la forza delle parole, l’istinto del segugio e la volontà di affrontare la storia più buia. Nata a Santiago del Cile nel 1971, è sceneggiatrice e scrittrice poliedrica, con al suo attivo diversi romanzi, alcuni vincitori di premi prestigiosi, come “Mapocho” (pubblicato da Gran Via nel 2017). Decide di intraprendere il doloroso viaggio -tra cronaca, letteratura e diario personale- nel passato brutale del suo paese ed ecco “La dimensione oscura” con cui ha vinto il Premio Sor Juana Inés de la Cruz. Partendo dall’agghiacciante testimonianza di Valenzuela, soprannominato “ l’uomo delle torture”, la Fernàndez ricostruisce e ripercorre le esistenze delle persone che il regime ha voluto annientare. Entra nelle vite delle vittime, cerca le loro tracce in archivi e documenti… e dove questi si fermano, lei aggiunge e integra con l’immaginazione che a volte è persino più nitida della memoria. Poco più di 200 pagine che nel dettaglio raccontano sequestri di persona, confessioni estirpate con le più brutali torture e cadaveri cancellati dalla faccia della terra: è quanto accadeva negli anni governati dal dittatore Augusto Pinochet, responsabile di crimini contro l’umanità. Nonostante questo, è morto all’età di 91 anni nel 2006 nell’ospedale militare di Santiago, circondato dai suoi familiari e senza aver mai scontato una condanna giudiziaria in Cile.
 
 
Giacomo Papi “Il censimento dei radical chic” – Feltrinelli – euro 13,00
 
Il primo ad essere eliminato, ucciso a bastonate sull’uscio di casa, è il professor Giovanni Prospero: la sua colpa è aver citato Spinoza in un talk show. Ma è solo l’inizio della feroce caccia ai radical chic, gli intellettuali, ovvero una categoria che ha studiato e sembra una casta detestabile. Con feroce ironia Papi immagina un paese in cui ci si vergogna di essere colti e di aver approfondito gli studi, sono bandite e cancellate dal vocabolario tutte le parole difficili ed erudite, gli intellettuali sono denigrati e in alcuni casi anche ammazzati. Un mondo in cui il valore aggiunto è l’ignoranza, vista come forma di innocenza. Il romanzo sfiora il grottesco e dà da pensare. Un abile primo ministro sfrutta abilmente le paure del popolo, contro le élite intellettuali istituisce una lingua semplificata e scheda chi legge. Il governo crea il Registro Nazionale degli Intellettuali e dei Radical schic, individuati in base a criteri molto semplici, come la quantità di libri che possiedono. In teoria sarebbe per proteggerli. Una scusa bella e buona per censire quelli che si credono più intelligenti degli altri. E va sottolineato che nel libro questi radical chic sembrano spesso dei perfetti imbecilli. E’attraverso gli occhi della figlia del professore ucciso, Olivia, che da anni ormai vive a Londra e torna per seppellire il padre, che l’autore ci fa vedere un paese diventato incomprensibile, in cui le librerie vengono svuotate in tutta fretta e i maglioni di cachmere, status symbol di una categoria, vengono fatti sparire. Un modo di estremizzare tratti dell’attualità: per certi versi un romanzo politico che induce a riflettere sulla deriva odierna e butta l’amo ad un futuro da scongiurare.
 
 
Björn Larsson “La lettera di Gertrud” –Iperborea- euro 19,50
 
Lo scrittore scandinavo in questo romanzo accantona l’amato mare per scrivere il suo libro forse più difficile. Si avventura in terreni complessi come l’identità ebraica, diverse questioni esistenziali e ideologiche legate alla ricerca di identità -che sia culturale, religiosa, etnica o nazionale-; ma anche all’odio e alla paura dell’altro, il peso del passato, il bisogno o il rifiuto di appartenenza. La storia inizia con Martin Brenner, genetista all’apice della carriera, marito e padre felice, che sparge le ceneri della madre e si accorge di non provare un autentico dolore; così si interroga sul loro legame e avverte che “.tra loro c’era come una pellicola, un velo sottile, un vetro appannato….”. Convocato da un avvocato scoprirà da una lettera della madre che lei in realtà era un’ebrea sopravvissuta al lager; non rivela chi era il suo padre biologico, in compenso racconta di essere fuggita dall’uomo che aveva sposato per dare sicurezza al figlio, ma che si era rivelato un fanatico nazista. Una storia tormentata che aveva nascosto per preservare Martin dal rischio del ripetersi delle persecuzioni e dell’odio razziale e per regalargli l’inestimabile dono del libero arbitrio. Lui può scegliere se essere ebreo oppure no. Se non lo dice a nessuno, non lo sarà, ma avrà un segreto nei confronti di amici e famiglia; se invece decide di essere ebreo, nessuno dovrebbe opporsi, a parte gli antisemiti che avranno un uomo in più su cui riversare odio e discriminazione. Quello che proprio non dovrebbe fare è dichiarare pubblicamente nel corso di un convegno scientifico che sua madre era ebrea, ma che lui non vuole esserlo. Invece è proprio la strada che sceglierà di percorrere attirandosi le ire di tutti, dando in escandescenze in una trasmissione tv e perdendo tutto quello che aveva costruito…

Leonardo e non solo con il Grand Tour

L’arrivo della primavera porta con sé la XI edizione del progetto curato dall’Associazione Abbonamento Musei che ogni anno realizza degli itinerari pensati per scoprire Torino e il Piemonte, un passo alla volta.

E’ disponibile il programma del Grand Tour dell’edizione 2019, articolato in due sezioni: la prima costruita cogliendo lo spunto delle celebrazioni per il V centenario della morte di Leonardo da Vinci; la seconda ideata a partire da appuntamenti culturali significativi e dalle eccellenze della regione Piemonte. Le iscrizioni sono aperte dal 28 marzo.
 
SULLE TRACCE DI LEONARDO.
Ispirati dal grande e poliedrico genio del Rinascimento, alcuni percorsi propongono visite tematiche, a partire dalla mostra Leonardo da Vinci – Disegnare il futuro che si terrà presso i Musei Reali di Torino: una passeggiata tra genio e creatività, per raccontare le incredibili ricerche del Maestro nelle scienze e nelle arti, attraverso lo strumento del disegno, tra cui il celebre Autoritratto.
 
Altri itinerari ripercorrono invece i luoghi del Piemonte che si ricollegano all’artista toscano, direttamente o grazie all’influenza esercitata. Ad esempio si potrà visitare, nella splendida e incontaminata cornice della Val Borbera, la Cooperativa che ancora oggi produce il Montebore, l’unico formaggio che Leonardo Da Vinci ammise al banchetto nuziale fra Isabella D’Aragona e Gian Galeazzo Sforza; o ancora, si potrà esplorare il Mombracco nella Valle Po, detto anche “la montagna di Leonardo”, di cui Leonardo tessé le lodi definendo la sua pietra estremamente dura, bianca e pura quanto il marmo di Carrara.
 
Eccezionalmente, in occasione delle celebrazioni milanesi dedicate al genio creativo di Leonardo, Grand Tour propone inoltre due appuntamenti speciali a Milano con bus riservato da Torino: un viaggio alla scoperta delle importantissime tracce del suo lavoro, tra il Castello Sforzesco, la Pinacoteca Ambrosiana e il centro storico.
 
 
UNA REGIONE DA SCOPRIRE
Altri itinerari rimandano all’influenza che Leonardo ha esercitato in vari settori sulle epoche successive, dall’arte alla scienza, per poi spaziare e interpretare il patrimonio della nostra regione guidati dal genio, dalla creatività e dalle scoperte che l’uomo ha sviluppato nei secoli.
Ecco allora che con questa edizione di Grand Tour si ha l’occasione di visitare le centrali idroelettriche di montagna di Valle Orco e di Valle Antigorio – vere e proprie cittadelle elettriche – palazzi e chiese dalle architetture ardite (come le false architetture dipinte a Carignano in località Valinotto o la cappella gentilizia di Villa Piossasco), antichi borghi e mulini idraulici, aziende specializzate come lo stabilimento I.C.P. di Castelnuovo Don Bosco, leader nella produzione di aerei ultra-leggeri, che ha fatto del volo e della perfezione del movimento nel cielo sognati da Leonardo un suo fiore all’occhiello.
 
L’edizione 2019 di Grand Tour si arricchisce inoltre di alcune proposte speciali che seguono i principali eventi della regione. Tra questi, una visita alla mostra La Magna Charta. Guala Bicchieri e il suo lascito. L’Europa a Vercelli nel Duecento in corso presso lo spazio Arca di Vercelli, in occasione degli 800 anni dalla fondazione della Abbazia di Sant’Andrea, che permetterà di conoscere la storia della chiesa, il ruolo del fondatore Guala Bicchieri e il patrimonio culturale e artistico dei musei cittadini.
 
Tra aprile e maggio due suggestivi appuntamenti tra la collina torinese e il nord astigiano condurranno alla scoperta delle architetture romaniche, a partire dalla Giornata del Romanico, istituita quest’anno dalla Regione Piemonte il 14 aprile: veri gioielli di storia e di arte da riscoprire in due percorsi tematici che si snodano tra le colline di Torino e la piana di Asti.
 
E poi ancora tre nuovi itinerari di BiblioTour, il progetto promosso dalla Regione Piemonte: a Ceva, dove il pubblico sarà guidato dallo scrittore piemontese Gianni Farinetti, che nei suoi romanzi ha ben dipinto l’Alta Langa, ad Alba tra antichi percorsi sotterranei e il Centro Studi Beppe Fenoglio, e tra i paesaggi canavesani di Villa Flecchia e il Castello di Masino.
 
Sono più di 40 quindi i nuovi percorsi dell’edizione 2019 di Grand Tour, pensati per lasciarsi guidare e stupire nuovamente in un Piemonte da (ri)scoprire, un passo alla volta.
Da lunedì 25 marzo è disponibile il programma completo, cartaceo e online. La prenotazione agli itinerari è obbligatoria e può essere effettuata a partire dalle ore 9 di giovedì 28 marzo collegandosi al sito internet piemonte.abbonamentomusei.it o tramite numero verde 800 329329 attivo tutti i giorni dalle 9 alle 18, o ancora recandosi presso Infopiemonte di via Garibaldi (angolo Piazza Castello) aperto tutti i giorni dalle 9 alle 18.

La prima sconfitta di Erdogan

FOCUS INTERNAZIONALE  di Filippo Re
Anche il sultano della Mezzaluna può essere sconfitto. La crisi economica lo ha battuto nelle due principali città turche, Ankara e Istanbul. Nessun contraccolpo a livello nazionale ma nelle elezioni ammnistrative il super presidente è uscito ridimensionato e il suo strapotere incrinato
Potrà rifarsi prima o poi ma si tratta comunque di una pesante sconfitta dopo una lunga serie di vittorie e trionfi elettorali dal 2002 in avanti. Se la coalizione del presidente Erdogan, costituita dal suo partito, l’Akp (Partito islamico della giustizia e dello sviluppo, di ispirazione religiosa) e dagli ultra nazionalisti del Mhp, ha superato il 52% e l’Akp si è confermato primo partito della Turchia con il 45% dei consensi, la disfatta nella capitale e nella metropoli sul Bosforo è un segnale preoccupante per l’uomo forte di Ankara. Sul risultato della tornata elettorale (affluenza 84%) pesa come un macigno la crisi economica che ha visto calare vistosamente la crescita impetuosa del colosso anatolico e aumentare in modo drastico i prezzi dei generi alimentari. La vittoria dell’opposizione ad Ankara, dove l’Akp governativo non perdeva da 25 anni, e a Istanbul, cuore economico e commerciale della Turchia, dove Erdogan è nato, è stato sindaco e ha iniziato la sua inarrestabile ascesa politica, è una svolta storica. Una battuta d’arresto significativa originata dai timori della popolazione per i pessimi dati economici, un segnale preciso dei turchi al loro comandante in capo. Anche Izmir (Smirne), terza città e bastione laico, rimane saldamente nelle mani dell’opposizione del partito repubblicano Chp.
Festeggiano anche i curdi che hanno concentrato la campagna elettorale nelle regioni sud-orientali e si riprendono molte città, compresa Diyarbakir, il loro centro più importante. Buona l’affermazione del repubblicano Chp, secondo partito, sopra il 30% contro il 22% delle politiche dello scorso anno, che insieme agli alleati del partito Buono di centro-destra e gli islamici del Saader Partisi si avvicina al 40%. Perdere il controllo della sua amata Istanbul è stato un duro colpo per il capo dello Stato. Schierando come candidato il suo fedele ex premier Binali Yildirim, Erdogan pensava di avere la vittoria in pugno sull’uomo dell’opposizione Ekrem Imamoglu che ora, per 25.000 voti in più, è il nuovo sindaco della capitale economica. Il presidente annuncia ricorsi ma è una smacco che brucia, doloroso anche negli affetti personali. L’opposizione si è presa anche Adana, Antalya e Mersin togliendole al partito di governo Akp che mantiene il controllo politico nelle città anatoliche più conservatrici e religiose. Nessuno per ora sembra in grado di mandarlo a casa, ma l’esito della consultazione del 31 marzo costringerà Erdogan a fare più di due semplici conti e rivedere i cardini della sua politica economica che sta mettendo in crisi larghe fasce della popolazione. Dalle prime elezioni legislative del 2002 in poi Erdogan ha vinto tutte le consultazioni elettorali fino al successo nelle elezioni parlamentari e presidenziali dello scorso anno. Questa volta puntava tutto sulla sicurezza interna, sulla lotta al terrorismo curdo e jihadista, sul nazionalismo e sulla rinascita islamica per nascondere i guai economici. Non ce l’ha fatta, perdendo nelle grandi città. Dalle urne è uscita una forza politica indebolita e una leadership non più imbattibile. Gli indici economici parlano di crescita zero e l’inflazione ruota intorno al 20% con un’alta disoccupazione. È il rallentamento dell’economia a preoccupare i turchi e a non far dormire sonni tranquilli al presidente Erdogan. Il 2018 si è chiuso con un incremento del 2,6% contro il 7,5% del 2017. La Turchia è in recessione per la prima volta in dieci anni, con un deciso calo dei consumi e il crollo della lira turca che nel 2018 si è svalutata del 30% sul dollaro e dall’inizio dell’anno ha perso il 3%. Gli esperti prevedono che la recessione continui almeno fino alla metà dell’anno oltre alla possibilità di una nuova svalutazione della lira. La strada verso la ripresa dell’economia si presenta zeppa di ostacoli anche per la fuga di capitali esteri e la riduzione degli investimenti. Non si guarda con ottimismo al futuro. Molti turchi se ne vanno dalla Turchia non solo per la deriva autoritaria o per la crescente islamizzazione del Paese ma anche per la crisi economica e il caro vita. L’anno scorso almeno 110.000 persone hanno lasciato il Paese della Mezzaluna contro le 70.000 del 2017. Si tratta di oppositori nel mirino dei servizi segreti, attivisti dei diritti umani, seguaci del predicatore Gulen, in esilio volontario negli Stati Uniti, insegnanti ma anche tanta gente benestante che preferisce emigrare all’estero per trovare sicurezza e lavoro. A nulla è servita la promessa di Erdogan di trasformare Santa Sofia in moschea facendo leva sulla storia e sul sentimento religioso per recuperare i voti dei musulmani. I turchi non l’hanno seguito. Anche nel possesso di Santa Sofia (Aya Sofia in turco) e l’impazienza di riaprirla come moschea, c’è in Erdogan un richiamo alla storia ottomana che va oltre la provocazione, la propaganda ideologica e il tentativo di guadagnare più consensi alle elezioni. “Non diremo più Museo di Santa Sofia, ma Moschea di Santa Sofia” ha annunciato il presidente in diretta televisiva. Il sultano ama Santa Sofia esattamente quanto Maometto II era ossessionato dal desiderio di conquistare Costantinopoli ed entrare nella splendida Divina Sapienza poco più di 500 anni fa. Erdogan, che rispolvera le glorie del passato imperiale e vuole ispirarsi ai grandi sultani ottomani, promette già da anni di restituire Santa Sofia al culto islamico che attualmente è museo dal lontano 1935. Calato il sipario sulle amministrative, Erdogan deve affrontare le sfide interne che lo attendono se non vuole perdere il sostegno del suo elettorato. In primis, risollevare l’economia e mettere fine alla repressione degli oppositori dopo il fallito golpe del 15 luglio 2016 che colloca la Turchia al 157° posto su 180 Stati per la libertà di stampa. Le prossime elezioni si terranno nel 2023. Erdogan non potrà mancare all’anniversario del centenario della Repubblica turca.

 dal settimanale “La Voce e il Tempo”


 

Una nuova area giochi per bambini

Sabato 13 aprile alle ore 9.30 viene inaugurata una nuova area giochi per bambinidai 6 ai 12 anni, collocata in piazza Italia accanto alla zona destinata al mercato; l’opera comprende un castello con scivolo e altalena, la pavimentazione colorata in materiale antitrauma, panchine con tettoie ombreggianti e una fontanella d’acqua. «Quest’opera – sottolinea l’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Volpiano Andrea Cisotto – s’inserisce nell’ambito della programmazione sulle aree per il tempo libero, come il campo da basket, la copertura della piastra del Palazzetto dello sport e l’area picnic e sportiva di via Monviso». Commenta il sindaco Emanuele De Zuanne: «Nel 2015 pubblicammo la cartina delle aree verdi e sportive del paese; oggi quella fotografia è cambiata, grazie ai tanti interventi realizzati, tra i quali appunto questa nuova area giochi, collocata su un’area che all’epoca neppure esisteva, ovvero piazza Italia, a testimonianza delle trasformazioni avvenute in questi anni».