Juve-Milan: nel finale i bianconeri agguantano la vittoria con Kean

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Non importa la classifica: è e sempre sarà Juventus-Milan una delle sfide più affascinanti del nostro calcio: tanti i trofei in campo, tanta la storia di entrambe le squadre, tanti i campioni di ieri e di oggi a fare di questa gara un classico imperdibile

Ieri sera allo Stadium la partita è stata piacevole ed equilibrata: meglio il Milan nel primo tempo, che passa in vantaggio con Piatek, più incisiva la Juve nel secondo – grazie ai cambi, decisamente azzeccati -, che pareggia su rigore e nel finale agguanta la vittoria con l’ormai inarrestabile Kean.
In vista dell’imminente trasferta contro l’Ajax, la Juve parte un po’ rimaneggiata: difesa a tre con De Sciglio-Bonucci-Rugani, centrocampo a 5 ma senza Pjanic e Cancelo, Bernardeschi mezz’ala e davanti Dybala e Mandzukic. Gattuso invece opta per il 4-3-3, scelta che permette al Milan di giocare tranquillo e con sicurezza, tanto che sin dal primo minuto Suso può volare sulla sinistra e crossare in area per Piatek, che di testa manda di poco a lato. La Juve risponde con buone azioni propositive sulla sinistra di Bernardeschi e Spinazzola; ottima idea di Emre Can al 10′ , un bel lancio lungo sulla destra per De Sciglio, che però non aggancia a dovere. Al 25′ purtroppo Emre Can è costretto ad uscire dopo aver subito il secondo fallo, entra Khedira e il modulo diventa un 4-4-2 con Khedira e Bentancur in mezzo, ma il gioco della Juve ne risente e diventa sempre più vischioso a centrocampo, dove pesa anche l’assenza di Pjanic; cerca di spingere di più sulle fasce, ma concede molto al Milan, soprattutto a sinistra (rispetto a Szczesny). Il Milan continua a spingere, ed al 33′ l’episodio contestato: Alex Sandro in caduta tocca con il gomito un pallone crossato in area da Calhanoglu, ma dopo aver visto l’azione al VAR l’arbitro concede solo calcio d’angolo: la posizione del braccio è stata ritenuta consona perchè tende ad andare indietro, e non verso la palla o verso l’alto. Il buon momento del Milan si concretizza al 39′, quando Bonucci e Bentancur pasticciano e non riescono a leggere l’ottimo passaggio di Bakayoko a Piatek, che segna così il gol dell’1-0. Sul finale del primo tempo, si rivedono i bianconeri: sugli sviluppi di una punizione per fallo su Dybala, al 46′ Mandzukic inventa una splendida semirovesciata che impegna Reina in una gran parata, e poco dopo ancora il portiere del Milan respinge un bel tiro al volo della Joya. Le squadre vanno negli spogliatoi sull’1-0 per i rossoneri e sicuramente qualche riflessione da fare per la Juve, che dall’uscita di Emre Can si è trovata in serie difficoltà, con soli due tiri in porta in tutto il primo tempo. La ripresa inizia senza cambi, il Milan entra galvanizzato dal vantaggio e cerca di chiudere il match con il solito Piatek, la cui conclusione è però ben parata dall’attento Szczesny; dopo pochi minuti, ancora il portiere bianconero è chiamato in causa da un colpo di testa su punizione per il Milan dalla tre quarti, concessa per fallo di Rugani su Piatek. La Juve però non demorde, capisce che bisogna cambiar passo e lo fa con Dybala, che su lancio di Bonucci viene atterrato in area da Musacchio e poi trasforma il rigore concesso da Fabbri. Pareggiati i conti, Allegri prova a vincerla: al 16’st toglie Spinazzola per Pjanic, per dare (finalmente) maggior fluidità alla manovra, e poco dopo fa entrare Kean per Dybala; il doppio cambio giova decisamente alla Juve, che inizia a macinare gioco e creare occasioni pericolose, anche grazie allo spostamento in avanti di Bernardeschi, molto più attivo rispetto al primo tempo. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo Kean la gira in rete, ma il gol viene annullato per un precedente fallo di Bonucci; a questo punto la Juve capisce che il momento è buono e si riversa nella metà campo avversaria, creando lo scompiglio nella difesa rossonera, con Bernardeschi e Kean che si trovano alla grande. Al 39′ st arriva il 2-1 per la Juve: sale in cattedra Pjanic, arpiona una palla sulla tre quarti e la passa a Kean in area, che non aspetta altro e batte Reina con un gran destro; esulta lo Stadium, si abbracciano Nedved e Andrea Agnelli in tribuna, ad Asti hanno trovato il bomber del presente e del futuro.
 

Rugiada Gambaudo