

Tagli, decisioni, interventi. Senza nessuna richiesta di parere. È l’amara sorte delle circoscrizioni torinesi. Utilissime a livello teorico, ridotte ad un guscio vuoto sul piano pratico. I colori in Comune sono cambiati, ma l’andazzo è lo stesso
di Giulia Ricci
IN COLLABORAZIONE CON www.ilcorsivocorsaro.it
Ilpiano periferie
Ieri è stato approvato a Palazzo Civico il fantomatico “AxTO”, un piano triennale di interventi sulle periferie torinesi che verrà presentato al Governo per accedere ad un finanziamento da 18 milioni di euro. La scelta dei luoghi si è basata su il livello di occupazione, il tasso di scolarità e il degrado edilizio abitativo. 44 opere, le più onerose il completamento del Parco Dora verso il nuovo viale della Spina e la creazione di incubatori e di un nuovo polo innovativo nell’ex Incet in Barriera di Milano, per le imprese e il sostegno alle start up. E poi più piccoli interventi di manutenzione straordinaria in 35 scuole, 41 strade, 18 mercati rionali; la creazione di 8 nuovi bike sharing, progetti educativi in 39 scuole, e così via. Senza dimenticare l’arrivo dei Bibliobus, per portare i libri lì dove non arrivano le biblioteche civiche – un’immagine un po’ da favelas più che da periferia di una grande città. Insomma, tutti interventi di piccola e media taglia atti a migliorare la vita del cittadino, a intervenire lì su annosi e quotidiani problemi che da anni investono il territorio cittadino.
AxTO
Le circoscrizioni sono l’ente di prossimità per eccellenza, il tramite tra il territorio, i cittadini e il Comune. E nessuno le ha interpellate, nemmeno lontanamente. <I più grandi interventi si trovano nell’area nord della città, la stessa area dove Chiara Appendino ha ricevuto il maggior numero di voti. Ma sono sicurissimo che sia tutta una coincidenza>. Questa la piccata polemica di Davide Ricca, presidente della Otto. Sul suo territorio, pochi interventi o niente. E nel frattempo le arcate dell’ex Moi, abbandonate e degradate da ormai dieci anni, attendono ancora un progetto serio che le riporti alla vita. Così come tanti altri luoghi torinesi, in degrado da tempo, non toccati dal piano, dallo Scalo Vallino al Palazzo del Lavoro. Un piano che i presidenti di circoscrizione hanno dovuto scaricare dal sito del Comune. E questo è tutto dire.
Il Po e le alghe
<Il dialogo noi lo cerchiamo e lo abbiamo cercato più volte – ha continuato Ricca -. Credo che la strategia del Movimento 5 Stelle sia quella di ignorare completamente il Pd: in questo quadro si inserisce il tentativo di ignorare del tutto le Circoscrizioni, tutte governate da amministratori del centro sinistra. Ma non si tratta solo del bando periferie: sul problema Po, invece di coinvolgere le tre coinvolte, ha preferito fare da sola, facendo in fretta e male. Non siamo più in campagna elettorale: in democrazia il riconoscimento dell’altro è fondamentale>.
Il Po infestato
Del Po e dell’infestazione da myrophyllum aquaticum si è tanto parlato. Un tappeto verde sulle acque del nostro amato fiume, chiamata alle armi di volontari per strappare le erbacce e risparmiare sul magro bilancio comunale, una parata di foto e sorrisi tra assessori e sindaca stessa armati di guanti e forza di volontà, l’amara scoperta che per abbattere la pianta infestante ci vuole una ditta specializzata, molti soldi e molto più tempo. Di nuovo: nessun colloquio con gli enti di prossimità.
I tagli
C’è una novità. In Sala Rossa si è deciso per una perizia che farà luce sui conti ereditati dalla vecchia amministrazione comunale, così da capire da dove ripartire. Ci vorrà quindi ancora un po’ di tempo. Due mesi fa, intanto, si parlava già di tagli. E dove? Sugli assessorati e sulle circoscrizioni: meno venticinquemila euro ciascuna, tra tagli alla cultura e al verde pubblico. Di nuovo: nessuna richiesta di parere alla circoscrizione, per lo meno su quale settore andare a fare ritocchi nella amara eventualità che il loro portafoglio, già sempre più scarno ogni anno che passa, debba essere ancora ridimensionato – basti pensare che, tra il 2013 e il 2014, i fondi per i quartieri sono diminuiti di 1,4 milioni di euro, quasi del 25%.Insomma. Otto circoscrizioni, 25 consiglieri, 4 presidenti di commissione, sedi, segreterie, incontri, litigi, discussioni, confronti, chiacchierate con i cittadini, pochi soldi, pochissima considerazione. Facebook IL CORSIVO CORSARO
La festa dell’Unità di Torino, che si terrà dall’1 al 12 settembre in piazza d’Armi vedrà la presenza di sei ministri: Boschi, Galletti, Poletti, Gentiloni, Madia e Orlando
STORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto
Chiedo ad un vecchio compagno di accompagnarmi alla conferenza stampa del segretario Fabrizio Morri per la presentazione del programma della Festa dell’Unità,pensando di fargli cosa gradita.
Appendino? Ecco il Fabrizio Morri galvanizzato. Preciso e dettagliato: Per l’opposizione ci pensa e penserà il nostro qualificato gruppo in Consiglio comunale. Per la Regione il nostro governatore Sergio Chiamparino. Nel rapporto tra forze politiche, visto che ci hanno costantemente insultato quando chiederanno scusa riprenderà il confronto. Mi permetto, riformulo la domanda : perché non avete invitato a un dibattito la Sindaca di Torino?. Trenta secondi di totale ed imbarazzato silenzio. Quattro relatori che hanno semplicemente taciuto. Conferenza stampa finita e lasciando la sala penso al vecchio compagno che non vuole farsi più vedere. Sarò della vecchia scuola ma sono convinto che i problemi si affrontano e non si evitano. Per ora, almeno per ora, le premesse non ci sono.
Nuove sfide attendono il Team studentesco Policumbent del Politecnico di Torino: il record italiano di 116,19 km/h stabilito nel settembre 2015 da Andrea Gallo sul prototipo PulsarR è stato infatti solo il punto di partenza per un percorso di crescita che gli studenti e i loro tutor stanno portando avanti con serietà ed entusiasmo
Ben cinque quintali di spaghetti, due di passata di pomodoro, 80 kg di guanciale per cucinare 5 mila piatti di ‘amatriciana solidale’
L’associazione culturale Pedaneus, insieme al Comune di Parella, al Castel Rosso di Loranzè
Il terremoto fa scendere in campo gli enti locali. Così l’Anci, che già si era mobilitata a livello nazionale lo fa anche in terra subalpina a supporto dei comuni del Centro Italia colpiti dal terribile sciame sismico.
Il Myriophyllum Aquaticum, la pianta verde che sta infestando il Po torinese venne “scoperta” dai tecnici dell’Ipla (Istituto per le piante da legno e l’ambiente) lo scorso mese di giugno
tentativo fallito della Giunta pentastellata di Chiara Appendino di rimuovere a mano la fastidiosa coltre verde creatasi sul Po, con l’intervento di una cinquantina di volontari, ora il Comune chiede l’intervento del Governo. Tanto più che una direttiva della Commissione Europea, il 16 luglio scorso , ha vietato la vendita e la diffusione della specie Myriophyllum Aquaticum nei Paesi dell’Unione, invitando alla eliminazione immediata della pianta.



Le fiamme e un’alta colonna di fumo nero sprigionatesi dalla Tecknoservice di Piossasco


“Le sezioni della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente sono in stato di mobilitazione e porteranno tutto l’aiuto possibile per soccorrere gli uomini e gli animali colpiti dal sisma che sta devastando l’Italia centrale. I nostri volontari sono determinati a garantire un aiuto concreto alle città colpite”.
La Città di Torino informa attraverso una nota che chiederà al Governo di escludere dall’applicazione della direttiva detta Bolkestein gli operatori ambulanti su area pubblica