redazione il torinese

Incidente stradale mortale, otto denunce

Aveva provocato particolare sgomento nella comunità di Bistagno, nell’Alessandrino lo scorso 16 febbraio, l’incidente mortale in cui aveva perso la vita Carlo Cazzola, 65enne bistagnese, a seguito di scontro frontale della motocicletta da lui guidata con l’autovettura guidata da una donna.
I primi rilievi e testimonianze raccolte dai Carabinieri avevano evidenziato alcuni sospetti, poiché all’arrivo sul posto non era stato trovato nessun altro mezzo presente, ma le attività investigative permettevano di evidenziare che la vittima si trovava in compagnia di da altri otto motociclisti.
Le testimonianze dei vicini, le fotografie e i video sui social-network dei vari soggetti coinvolti nonché la testimonianza della donna che aveva avuto l’incidente con la moto hanno permesso di ricostruire il quadro degli eventi. CAZZOLA e gli altri motociclisti, dopo aver mangiato e probabilmente bevuto presso un esercizio pubblico di Bistagno, si erano allontanati in gruppo dal paese a bordo dei loro mezzi. Nelle curve tra Bistagno e Roncogennaro, alcuni dei motociclisti, per motivi ancora da chiarire, hanno iniziato a sorpassarsi gli uni con gli altri. Durante alcune di queste manovre, la moto del CAZZOLA era scivolata e, invadendo la corsia opposta, si era scontrata con l’autovettura guidata dalla donna. A seguito dell’incidente, mentre la donna, leggermente ferita, chiedeva di chiamare i soccorsi per l’uomo e per sé, gli altri motociclisti scappavano in tutta fretta dalla zona dello scontro.
Solo l’arrivo di un altro guidatore e di alcuni vicini che avevano sentito e visto l’incidente permetteva di chiamare il 118 e di intervenire sul posto. Vista la dinamica, chiarita anche da alcune foto e video rintracciati in rete, per gli 8 uomini, tutti della provincia astigiana e cuneese, è scattato il deferimento in stato di libertà per omissione di soccorso (avendo lasciato sul posto, senza chiamare i soccorsi, sia l’uomo deceduto sia la donna coinvolta) e, per due di essi, anche la più grave accusa di omicidio stradale avendo concorso a provocare la caduta della motocicletta del CAZZOLA.
 

Oro bianco, porcellane in mostra a Vinovo

Ancora due weekend, oltre al giorno di Pasquetta e al 25 aprile, per ammirare al Castello della Rovere di Vinovo le porcellane della Reale Manifattura di Vinovo nella mostra “Oro bianco, la ricerca della bellezza”
Sono esposte per la prima volta, tra le mura del castello, nel luogo dove furono create, oltre 200 porcellane e materiali provenienti da collezioni private, dalle raccolte di Palazzo Madama-Museo Civico d’Arte Antica e del Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, dall’Archivio di Stato di Torino e dall’Archivio Storico di Torino. La manifattura di Vinovo fu l’unica in Piemonte a essere fondata sotto l’egida della monarchia sabauda tanto da potersi fregiare del titolo di “Regia Fabbrica di Porcellane”. Fu aperta nel 1776 nel Castello di Vinovo affidato dal Re all’Ordine Mauriziano, grazie all’ingegnosità di un torinese, Giovanni Vittorio Brodel e di un ceramista di Strasburgo Pierre Antoine Hannong la cui conoscenza dell’impasto segreto della porcellana lo aveva condotto alla manifattura di Sèvres e poi a fondare le prime fabbriche di porcellana dura. Nella fabbrica di Vinovo era impiegato un gruppo di lavoratori francesi, tedeschi e italiani, che in pochi anni portarono la produzione a livelli di grande qualità. Tuttavia alcune difficoltà bloccarono le attività nel 1779 ma furono riprese l’anno successivo dal medico e chimico torinese Vittorio Amedeo Gioanetti che rilanciò la produzione mettendo a disposizione le proprie conoscenze nel settore chimico e geologico. Alla sua morte nel 1815 gli subentrò Giovanni Lomello, suo stretto collaboratore, il quale però non riuscì a replicare il successo ottenuto sotto la direzione Gioanetti e la manifattura chiuse definitivamente nel 1822. Un percorso espositivo guida i visitatori in cinque sezioni che ripercorrono cronologicamente i tre periodi di produzione dal 1776 al 1822 con la gestione Hannong- Brodel, quella di Gioanetti e infine quella di Lomello. La visita della mostra offre l’opportunità di dare un’occhiata al Castello della Rovere. È infatti visibile per la prima volta il ciclo dipinto con stemmi del Cinquecento recentemente restaurato nella torre nord del Castello mentre sono ancora in lavorazione le pareti su cui sono emerse importanti testimonianze storico-artistiche. Inoltre possono essere ammirati nel chiostro del castello gli affreschi di notevole valore artistico che decoravano la fascia superiore del primo ordine di arcate. La mostra è stata realizzata anche grazie al contributo della Compagnia di San Paolo ed è stata coordinata dal Comune di Vinovo, dallo storico vinovese Massimiliano Brunetto e dall’Associazione Amici del Castello. È aperta al pubblico ancora sabato 20 aprile ore 9.30/12.30 e 14.30/19.00, è chiusa il giorno di Pasqua e riapre lunedi 22 aprile (Pasquetta) con orario continuato 10-19, il 25 e 26 aprile (14.30-19), il 27 e il 28 aprile, giorno di chiusura.

Filippo Re


 

PROTEZIONE CIVILE  A PAESTUM:  VOLONTARI ED ENTI LOCALI PER LA RESILIENZA DEI TERRITORI MONTANI

Nei giorni scorsi  a Paestum erano oltre 300 i volontari e 50 i Sindaci campani che hanno incontrato e ascoltato il Capo Dipartimento Angelo Borrelli, in un incontro promosso da Uncem, con il Presidente della Delegazione Campania Vincenzo Luciano, il Presidente nazionale Marco Bussone e coordinato dal Sindaco di Aquara Antonio Marino. Uncem prosegue con il Dipartimento un’azione di formazione attorno alle novità del Codice nazionale di Protezione civile, un lavoro attorno alla prevenzione e all’efficientamento della seconda fase dell’emergenza, un impegno per sostenere i Comuni nella redazione dei Piani di Protezione civile che devono guardare all’intero territorio, anche oltre i confini dei paesi, essere georeferenziati e accessibili da tutti. “I Sindaci e i Presidenti delle Comunità montane – spiegano Bussone e Luciano – stanno comprendendo fino in fondo il loro nuovo ruolo assegnatogli dal Codice. Grazie a sistemi di allertamento della popolazione e a Piani di protezione civile efficaci, li possiamo sgravare anche di determinate ansie che spesso li affliggono quando ricevono bollettini con codici gialli e arancione. Sappiamo bene quello che è successo a Civita, a Viareggio, a Marta Vincenzi a Genova. Uncem vuole aiutare i Sindaci a non sentirsi soli. E questo lavoro va fatto con il Dipartimento guidato da Angelo Borrelli che ringraziamo per l’impegno e la vicinanza in particolare al volontariato organizzato, anima delle nostre comunità. Senza di loro, senza i volontari della Protezione Civile, degli Antincendi boschivi, non ci sarebbero i nostri paesi e non ci sarebbe il polmone verde che curiamo. Anche per questo vogliamo costruire, grazie alle Comunità montane, in accordo con la Regione, un sistema avanzato di operai forestali inseriti in un processo di crescita e sviluppo del settore forestale alla luce di quanto scrive il nuovo Testo unico delle foreste. C’è un grande lavoro da fare per assicurare prevenzione del dissesto, limitare il rischio di incendi boschivi, alzare le soglie di sicurezza collettiva. L’incontro di Paestum oggi conferma che la strada intrapresa è quella giusta. E siamo molto orgogliosi il Dipartimento abbia scelto la Campania, Pozzuoli, per l’esercitazione nazionale di Protezione civile a ottobre”

Notre – Dame, una mostra a Torino

 L’esposizione torinese diventa un omaggio a questo simbolo storico e religioso che speriamo possa rinascere dopo l’incendio
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In mostra a Palazzo Madama sculture gotiche appartenute alla grande cattedrale parigina
SABATO 19 APRILE INGRESSO GRATUITO IN SEGNO DI SOLIDARIETA’
Architettura gotica per eccellenza, voluta dal vescovo di Parigi Maurice de Sully che fece partire i lavori per la sua edificazione nel 1160, la Cattedrale di Notre – Dame fa rivivere un pezzo importante e drammatico della sua storia nella “Sala Stemmi” di Palazzo Madama, a Torino, dove fino al 30 settembre prossimo, si possono ammirare quattro “teste in pietra” realizzate per la facciata della Cattedrale (che negli intenti del vescovo doveva sostituire, con un’ampiezza di ben cinque navate, due preesistenti basiliche rispettivamente del V e dell’VIII secolo) e concesse in prestito dal Musée de Cluny – Musée National du Moyen Age di Parigi che, come il Museo Civico d’ Arte Antica di Palazzo Madama, fa parte della Rete Europea dei Musei di Arte Medievale. Curata da Simonetta Castronovo, la mostra (“mostra-dossier”, innovativa e multimediale) accende i riflettori dell’arte e della storia su quattro opere di altissima qualità esecutiva, testimonianze preziose della scultura medievale europea e, in particolare, di quel “classicismo” o “naturalismo gotico” (secondo la definizione dello storico dell’arte Cesare Gnudi) che tanto influenzò, alla fine del Duecento, anche artisti del Gotico italiano, da Giotto a Nicola e a Giovanni Pisano o ad Arnolfo di Cambio. Quattro teste, si diceva. Dal portale dell’Incoronazione della Vergine (1200 – 1215), sulla facciata occidentale di “Notre– Dame”, proviene la “Testa d’Angelo”, mentre dal portale del braccio settentrionale del transetto, che nel Duecento immetteva nel chiostro della Cattedrale, provengono la “Testa di Re Mago”, la “Testa di uomo barbuto” e la “Testa di figura femminile” (allegoria di una virtù teologale), tutte realizzate fra il 1250 e il 1258 da Jean de Chelles. A presentarle al pubblico, é un coinvolgente allestimento audiovisivo, realizzato da Leandro Agostini, fatto di proiezioni e voci fuori campo che animano le quattro “teste”, raccontandone la storia e il destino che, in parte, tristemente le accomunò a molte altre opere della Cattedrale parigina, fatte rimuovere fra il 1793 e il 1794, all’epoca della Rivoluzione Francese, dal Comitato di Salute Pubblica guidato da Robespierre, in quanto considerate simbolo della feudalità, della monarchia – Luigi XVI e Maria Antonietta erano stati ghigliottinati all’inizio del ’93– e della religione. Rimosse, molte irrimediabilmente distrutte, ben 120 sculture furono a lungo abbandonate sul sagrato della Chiesa per essere poi cedute a impresari cittadini come materiale da costruzione. Solo una trentina d’anni dopo, in pieno clima neo-gotico ( e in virtù pur anche della “denuncia” sottilmente fatta propria da Victor Hugo nel suo “Notre Dame de Paris”, pubblicato nel 1831) fu posto in piena luce il disastro perpetrato ai danni della Cattedrale e lo stato di assoluto degrado di quella “vasta sinfonia di pietra” per cui si palesavano ormai inderogabili e imponenti lavori di restauro. Lavori che vennero condotti, fra il 1845 e il 1864, dagli architetti Eugène Viollet-le-Duc e Jean-Baptiste Lassus, che per realizzare le nuove sculture dovettero basarsi su disegni e incisioni antiche raffiguranti i portali, imitando il linguaggio delle sculture gotiche coeve di Chartres, Reims e Amiens. Ma il destino (provvido questa volta) bussò ancora una volta alle porte della storia. E, nel 1977, molte delle sculture originali di “Notre-Dame”, comprese le quattro opere esposte oggi a Palazzo Madama, furono rinvenute durante lavori di restauro alle fondamenta dell’ “Hotel Moreau” a Parigi, sede della Banque Francaise du Commerce Extérieur, che poi decise di donarle allo Stato per essere in seguito depositate al Musée de Cluny. Che le conserva dal 1980.

Gianni Milani

“Notre – Dame de Paris. Sculture gotiche dalla grande cattedrale”
Palazzo Madama – Sala Stemmi, piazza Castello, Torino; tel. 011/4433501 o www.palazzomadamatorino.it
Fino al 30 settembre
Orari: dal lun. alla dom. 10/18, chiuso il martedì
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Nelle foto

– “Testa di uomo barbuto”, 1250-1258; Photo (C) RMN-Grand Palais, Michel Urtaldo
– “Testa di Re Mago”, 1250-1258; Photo (C) RMN-Grand Palais, Michel Urtaldo
– “Testa femminile”, 1250-1258; Photo (C) RMN-Grand Palais, Michel Urtaldo
– “Testa d’Angelo”, 1210-1215  ca.; Photo (C) RMN-Grand Palais, Franck Raux

Muore tra le fiamme nell'appartamento una donna di 101 anni

Una donna di 101 anni è morta  nell’incendio della sua abitazione torinese, all’angolo tra via Villar e via principe d’Anhalt, in Borgo Vittoria. L’alloggio dell’anziana è stato distrutto dalle fiamme. Sono intervenuti i carabinieri,  il 118 e i vigili del fuoco La donna ha chiesto aiuto ma i vicini non sono riusciti a sfondare la porta. Le fiamme sono divampate dopo una forte esplosione.
 
(foto archivio)

Juventus-Ajax, non basta CR7


La Champions League è una questione di testa.
Non ci stancheremo mai di ripetere che per andare avanti in questa competizione servono, prima di tutto, la capacità di concentrazione e la rabbia agonistica, dal primo minuto al fischio finale.
Questo ancora prima di avere i campioni, gli schemi, l’esperienza internazionale: allo Stadium i ragazzini olandesi l’hanno ampiamente dimostrato.Dopo la memorabile gara di ritorno contro l’Atletico, il popolo bianconero ha pensato che, finalmente, tale concetto fosse stato inculcato a dovere nella squadra, visto il furore con cui Cristiano e compagni hanno liquidato gli avversari.E forse ha continuato a pensarlo anche per la prima mezz’ora di gioco, dato che la Juve è partita aggressiva anche nello stretto, ha attaccato con buona grinta i portatori di palla dell’Ajax, riuscendo a chiuderla nella propria metà campo per i primi dodici minuti, e al 27’ è passata in vantaggio con una bella incornata di Cristiano, un falco sul cross di Pjanic.
Ma l’Ajax, ben organizzata in ogni reparto, riesce a pareggiare al 34’ – seppur fortunosamente, grazie ad un tiraccio che poi è finito sui piedi di Van De Beek – e da lì tutto è cambiato. Tramortita dal goal subìto, la Juve si è sgonfiata come un palloncino bucato: sparita la pressione sugli avversari, sparita la convinzione nei propri mezzi, la Juve arretrava sempre più, lasciando possesso palla, campo ed iniziativa agli avversari.Emre Can – il migliore dei suoi – e CR7 tentavano in ogni modo di far avanzare la squadra, il primo anche bucando il centrocampo al 41’ con una sgroppata fino in area (atterrato, ma ci lascia la gamba e quindi nulla di fatto), il secondo cercando invano il dialogo con uno spento Bernardeschi, ostinato in alcune occasioni a tener palla anziché passarla a compagni meglio piazzati.
Il secondo tempo, poi, nonostante l’innesto di Kean per Dybala, ha visto il crollo totale della compagine bianconera: già al 51’ st, Szczesny viene costretto al miracolo, arpionando con il braccio sinistro un bel tiro di Ziyech, per poi ripetersi poco dopo, con un colpo di reni a sventare una conclusione di Van De Beek.
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Buio Juve
Gli olandesi spingono, attaccano da ogni parte, sembrano essere dotati di una forza inesauribile: al 62’ st è addirittura Pjanic che salva la propria porta, deviando un tiro di Ziyech con la punta del piede, ed ormai è chiaro a tutti che la Juve non ne ha più, infatti, al 66’ st l’Ajax trova il goal del vantaggio: saltano in due – Alex Sandro e Rugani – ma non riescono a fermare De Ligt, che di testa beffa un incolpevole Szczesny.Poco prima Cancelo subentrava a De Sciglio, ma il portoghese non riesce ad entrare in partita e commette molti errori, anche tecnici; all’80’ st dentro Bentancur per Bernardeschi, ma nulla può cambiare, con il morale a terra e le gambe chissà dove. L’Ajax accede meritatamente alle semifinali, impartendo una sonora lezione di calcio ad una Juventus che sempre più ricorda lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde: autorevole e rispettabile di giorno (in campionato), fa uscire il proprio lato peggiore nelle notti di Champions.
#finoallafine
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Rugiada Gambaudo
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Viaggia contromano sulla Torino-Milano per due km

Ha viaggiato in autostrada contromano  per due chilometri ed è stato fermato dalla polizia stradale  sulla Torino-Milano all’altezza di Verolengo. Alla guida di una Fiat Panda gli agenti hanno trovato un settantunenne del Biellese. L’uomo era entrato a Rondissone percorrendo la carreggiata sud, verso Milano, nella direzione opposta. A intervenire sono gli stati gli agenti della sottosezione di Novara. Gli è stata revocata la patente ed è scattato il sequestro amministrativo del veicolo per tre mesi.

Il territorio sostiene il Regina Margherita

Un ricercatore e nuove apparecchiature per il trattamento di particolari patologie malformative delle vie aerodigestive superiori saranno a disposizione dell’Otorinolaringoiatria grazie alla sinergia tra Confindustria Piemonte e la Compagnia di San Paolo
Strutturare un nuovo percorso di eccellenza all’interno dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino grazie alla generosità del territorio. È questo l’obiettivo che ha guidato gli sforzi delle imprese piemontesi, coordinate da Confindustria Piemonte, e di Compagnia di San Paolo, grazie all’indirizzo ed al supporto della Onlus Io Sto Con Il Regina Margherita, che si è fatta regista del progetto. L’iniziativa di fundraising ha avuto come beneficiario il reparto di Otorinolaringoiatria pediatrica, diretto dal dottor Paolo Tavormina, ed è stata finalizzata ad innovare tutto il sistema di diagnosi, gestione e terapia in favore di bambini e neonati che presentano una serie di patologie malformative o espansive a carico delle vie aerodigestive superiori. Si tratta di pazienti che, spesso anche in età neonatale, devono essere sottoposti a delicati interventi chirurgici che necessitano successivamente di una lunga e laboriosa riabilitazione per il ripristino delle funzioni fonatorie e deglutitorie. Un settore di intervento nel quale il reparto dell’ospedale torinese è impegnato da circa dieci anni e che ha visto crescere progressivamente, anno dopo anno, il numero di diagnosi ed operazioni da gestire, con la conseguente necessità di aggiornare anche dotazioni tecnologiche e modelli di intervento. Nel 2018 l’Otorinolaringoiatria pediatrica del Regina Margherita ha trattato per questo genere di patologie 80 piccoli pazienti: in prevalenza giovanissimi di età da zero a dieci anni insieme a qualche caso che ha coinvolto preadolescenti. In dettaglio, l’impegno di un gruppo di imprese piemontesi, coinvolte da Confindustria Piemonte, ha permesso di raccogliere la cifra di circa 50.000 euro da destinare all’istituzione di una borsa di studio per un anno in favore di un giovane laureato in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Otorinolaringoiatria per la ricerca nell’ambito della terapia chirurgica e la riabilitazione dei bambini con patologie a carico delle vie aerodigestive superiori. Una opportunità che si è concretizzata con l’affidamento dell’incarico ad una giovane medico specialista, in servizio da metà marzo 2019. Il sostegno della Compagnia di San Paolo, pari a circa 160.000 euro, ha invece consentito l’acquisto di una nuova e sofisticata apparecchiatura per la videoendoscopia otorinolaringoiatrica e chirurgica, capace di migliorare notevolmente la qualità della gestione del paziente sia nella fase di esame e diagnostica, sia in quella successiva di terapia chirurgica. Il dottor Silvio Falco, Direttore generale AOU Città della Salute di Torino, ha dichiarato: “Ringraziamo Confindustria Piemonte, Compagnia di San Paolo e Io sto con il Regina Margherita per l’impegno profuso e per aver investito importanti risorse nelle eccellenze dell’ospedale Regina Margherita, che si conferma in numerose specialità punto di riferimento regionale e nazionale in campo pediatrico. Tutto questo conferma quanto crediamo e quanto continuiamo ad investire nelle eccellenze dell’ospedale Infantile per il presente e per il futuro per quello che sarà un cardine del futuro Parco della Salute”. “La responsabilità sociale è alla base di una visione etica del fare impresa che Confindustria sostiene – ha spiegato il Presidente di Confindustria Piemonte Fabio Ravanellied impegnarci in modo concreto in favore dell’ospedale Regina Margherita ci è sembrato un atto emblematico per sostenere una delle eccellenze del Sistema sanitario piemontese e, insieme, offrire un segnale di attenzione al sistema di ricerca e studio nel campo delle malattie del bambino, favorendo l’ingresso di un giovane ricercatore. Non dimentichiamo che la white economy rappresenta un settore di investimento ad alto potenziale in termini economici ed occupazionali e la capacità di coniugare ricerca scientifica, formazione, didattica ed operatività costituirà una delle chiavi di successo della sanità piemontese nei prossimi anni”.  “La Compagnia – ha aggiunto la dottoressa Franca Fagioli, Componente del Consiglio Generale della Compagnia di San Paolo – è da sempre attenta al miglioramento della qualità delle cure fornite ai piccoli pazienti: l’intervento presentato oggi è rivolto all’incremento della dotazione tecnologica di alto livello dell’ospedale Regina Margherita, polo di eccellenza della sanità regionale in ambito pediatrico. L’iniziativa, nel suo complesso, rappresenta, in continuità con il recente passato, un esempio di efficace e proficua collaborazione tra privati ed ente pubblico”. “Il Comitato Io sto con il Regina Margherita Onlus che rappresento – ha concluso il Presidente della Onlus Walter Ceresa –, sostiene e promuove la crescita e lo sviluppo dell’ospedale Infantile Regina Margherita di Torino attraverso donazioni mirate a garantire la qualità dei servizi e delle attrezzature per il benessere dei piccoli pazienti e delle loro famiglie. In questo caso dobbiamo ringraziare Confindustria che, a seguito di una campagna di sensibilizzazione, ha raccolto la cifra necessaria ad attivare un contratto libero professionale per un medico specialista in otorinolaringoiatria. Il ruolo della Onlus è fare da tramite tra i tanti sostenitori e le esigenze dell’ospedale realizzando concretamente i progetti che ci vengono proposti dalla Direzione aziendale”. “Sono molto contento dell’arrivo di queste due donazioni – ha aggiunto il responsabile del reparto di Otorinolaringoiatria dottor Paolo Tavormina – perché in un contesto come quello attuale ottenere da due istituzioni esterne l’attenzione e l’impegno per farci avere personale e strumentazione di un certo livello è un atto per il quale la riconoscenza è d’obbligo e non è scontata. Essere un ospedale di riferimento nazionale ci pone di fronte a situazioni complesse. Poterle affrontare con strumentazioni di avanguardia e personale dedicato significa fare un enorme regalo a tutta la comunità”.  Hanno contribuito con le proprie donazioni alla creazione della borsa di studio: Finsaa – Associazione per il finanziamento degli studi in Amministrazione aziendale, Mirato Spa, Comoli Ferrari & C. Spa, Esseco Group, Colines Spa, Igor Srl, Ponti Spa e Zschimmer e Schwarz Italiana Spa.
 
cs
 

Juve-Ajax, 54 tifosi olandesi denunciati dalla polizia

Si è svolto, ieri sera, presso l’Allianz Stadium, l’incontro di calcio “Juventus-Ajax”, valevole per il torneo di Champions League stagione 2018/2019, alla presenza di 41445 spettatori, di cui 2094 ospiti

I servizi di prevenzione predisposti dal Questore De Matteis in vista dell’incontro, già dalla giornata precedente, hanno consentito a personale della Polizia di Stato di denunciare 54 tifosi olandesi appartenenti al gruppo oltranzista “The Fifth”. Nella giornata di lunedì, infatti, durante un controllo operato su un minivan con 9 supporter olandesi a bordo, presso il casello autostradale di Settimo T.se, sono stati trovati, nella disponibilità di tre tifosi olandesi, guanti rinforzati e paradenti. In un successivo controllo operato su un pullman con 50 hooligans a bordo, personale DIGOS e del Reparto Mobile ha rinvenuto diverso materiale pericoloso occultato sotto i sedili e nelle cappelliere. In particolare i poliziotti hanno sequestrato un machete, tre coltelli, cinque torce a mano, quattro passamontagna, alcuni paradenti, guanti rinforzati, e due bombole a gas ad elio, quest’ultimo utilizzato per aumentare l’adrenalina in occasione di scontri con ultras rivali. Nel corso di un ulteriore controllo su un altro pullman, un cittadino olandese di 20 anni è stato trovato in possesso di un petardo. Tutti i 54 tifosi olandesi, molti dei quali sprovvisti di biglietto d’ingresso per la partita, sono stati denunciati in stato di libertà e nei loro confronti sono stati emessi DASPO per 4 anni. Per i 54 supporter olandesi, è stato anche adottato il provvedimento di allontanamento dal territorio nazionale per motivi di ordine pubblico. Le persone interessate dal provvedimento sono già state scortate presso il confine italo-francese del Monte Bianco.Nella giornata di ieri, nelle fasi di accesso allo stadio, personale della Divisione P.A.S. ha denunciato in stato di libertà 3 cittadini italiani: una persona per la vendita di biglietti contraffatti e due per la vendita di sciarpe contraffatte e per ricettazione. Uno di questi ultimi due è stato anche denunciato per non aver ottemperato a un foglio di via. Sempre personale della Divisione PAS ha denunciato i titolari di tre esercizi del centro città per non aver ottemperato al divieto di vendita di sostanze alcoliche.

M.Iar.