Un altro incidente sul lavoro, questa volta all’aeroporto di Torino Caselle, dove un uomo di 52 anni è morto mentre scaricava un muletto da una bisarca nel parcheggio del magazzino merci. I medici del 118 hanno tentato di rianimarlo, ma non è stato possibile salvarlo. Pare che il muletto si sia ribaltato e abbia schiacciato il 52enn dipendente di una cooperativa esterna allo scalo che si occupa di movimentazione. La Sagat, società di gestione dell’aeroporto, esprime cordoglio per l’accaduto.
(Foto: archivio)



aziende, privati, istituzioni e associazioni, radio con stazioni dedicate alle musiche natalizie e molto altro ancora… Nonostante le brutte notizie che, attraverso quotidiani e telegiornali, ci arrivano ogni giorno, ovunque ci siano persone durante il periodo natalizio si respira aria di Festa e di speranza, e poco importa se qualcuno dice: “Sono solo Feste commerciali che hanno l’unico scopo di farti spendere soldi”. Un saggio diceva “Se vuoi vivere bene, devi vedere il mondo con gli occhi del bambino” e siamone certi, il suo spirito è sempre vivo in noi, anche se talvolta facciamo di tutto per reprimerlo.
Antonio DE CAROLIS
Scrivevamo in altre recenti occasioni della riscoperta dell’Art nègre alle origini del secolo appena passato, dell’interesse che abbracciò alcuni dei nomi più interessanti delle manifestazioni artistiche dell’epoca
atmosfere soprattutto che filtrano dalle tante immagini riportate da villaggi, da panorami mozzafiato, da angoli non ancora contaminati. Su ogni immagine colta, sulla più o meno piccola statua, sugli aspetti religiosi che vanno al di là della bellezza del manufatto, sulla sua prima sensazione artistica, balza prepotente in primissimo piano, a testimoniare se stessa, quella genuinità da sempre messa in pericolo che spinge Bruno Albertino a riaffermare che “i nostri studi, i viaggi che compiamo, gli scambi che da sempre sviluppiamo con altri appassionati e studiosi ci dicono la necessità di testimoniare di un’Africa che lentamente si dilegua, travolta dal vortice della globalizzazione, dall’economia di mercato, dalle religioni importate e dal neocolonialismo economico”.
alla terracotta e alla pietra) e di tecniche, di visi e di posture, di composizioni e di forme, di colori e di intarsi. Le figure delle madri, stilizzate o no, levigate o agghindate, sedute o in piedi, rappresentate come unico personaggio o unite al proprio piccolo, abbracciato o tenuto in braccio, o a una coppia di gemelli (comunque diverso è sempre il valore formale della figura materna rispetto al bambino, che riveste sicuramente un ruolo secondario), imponenti o semplici, nere o rossastre, armonizzate o sgraziate, a sviluppare i temi della maternità e della fertilità molto rappresentati nell’arte africana come in tutte le arti figurative delle società umane (come quelli del lavoro agricolo e della cura degli animali affidati alle donne e ai bambini: traccia da cui sviluppare discorsi importanti, come la generazioni di molti figli, le giovani braccia e sane che non devono mai mancare, l’assoggettamento femminile ai maschi e agli anziani che delimitano e definiscono ogni cosa).
Un tema, quello della maternità nell’arte africana, che trova la propria realizzazione in un’ampia area, dall’Africa subsahariana a quella occidentale sino alle aree più inaccessibili di quella centro-equatoriale, e che si rispecchia nelle opere più geometriche, cubiste dei popoli Dagon e Bamana del Mali a quelle estremamente naturalistiche dei Baoulé, dei Dan e degli Attié della Costa d’Avorio e della Liberia. Balza agli occhi la qualità impeccabile nella figura materna (dove è tra l’altro assente un sentimento materno-filiale), mentre spesso il bambino è scolpito in modo informe, abbozzato, quasi a significare la condizione ancora imperfetta prima dei riti di iniziazione e sempre in pericolo per l’elevatissima mortalità infantile. L’immagine principe della madre appare come miracolosa e misteriosa generatrice di vita, scolpita con tratti ieratici, quasi divini, animata da una taumaturgica forza interiore, lontana dalle cure terrene, la forza di una madre che è capace di traghettare il proprio figlio dal mondo dei morti, un passaggio denso di pericoli, come insegna la tradizione africana.
Amore e inganni – Commedia. Regia di Whit Stillman, con Kate Beckinsale e Xavier Samuel. Tratto da”Lady Susan” di Jane Austen. La storia di una scaltra vedova che, nel desiderio di venire a conoscenza di certi pettegolezzi che giorno dopo giorno prendono a circolare nell’alta società, si reca a Churchill, in una elegante tenuta proprietà della famiglia del marito. Soggiorno che sarà pure occasione per assicurarsi un buon nuovo consorte e un altrettanto buon partito che faccia la felicità della figlia. Ospiti della casa, tra gli altri invitati, saranno due gentiluomini forse adatti alle aspettative di milady. Durata 94 minuti. (Romano sala 1)
nord America, lontano da consumismi e conformismi imperanti in ogni altrove civilizzato. Radiata ogni tecnologia “non utile”, i rampolli si affidano allo sviluppo della mente e del corpo, ad una cultura che spazia liberamente dal classico al più futuribile, dalla costituzione americana ad un linguaggio estremamente ricco: se non si celebrerà il Natale insopportabilmente consumistico, si potrà sempre celebrare il compleanno di Noam Chomsky. Una sorta di ideale paradiso che una tragedia potrebbe definitivamente cambiare. Durata 118 minuti. (Ambrosio sala 2, Massimo 2)
anni Quaranta, la storia vera di Florence Foster Jenkins, del suo appartenere all’altoborghesia americana, delle sue ricchezze, della sua passione per il bel canto. Ma la signora era alquanto stonata: tuttavia gli amici fidati presenziavano ai suoi concerti in stato di estasi, i critici venivano zittiti dal marito-manager. L’apoteosi avvenne al Carnagie Hall, con un pubblico in visibilio. Sguardo del cinema hollywoodiano su un personaggio toccato con grazia e humour da quello francese, con “Marguerite”, nella scorsa stagione. Dal regista di “Philomena” e “The Queen”. Altra nomination per la Streep? Possibili riconoscimenti per un Grant in stato di grazia, capacissimo di tener testa con grande bravura alla diva di tanto calibro? Durata 111 minuti. (Ambrosio sala 1, Centrale V.O., Due Giardini sala Nirvana e Ombrerosse, Greenwich sala 1, The Space, Uci)
Nicole Kidman. Il piccolo Saroo, disubbidendo alla madre e cercando di seguire il fratello più grande, si addormenta su di un treno, nel buio della notte, e si ritrova a Calcutta, solo e incapace di spiegare da dove venga e quel che gli è successo. L’adozione da parte di una coppia australiana gli risparmia l’orfanotrofio: ma una volta arrivati i venticinque anni, il desiderio di rintracciare la sua vera famiglia lo condurrà ad una lunga ricerca. Tratto da una storia vera. Durata 120 minuti. (Centrale V.O., F.lli Marx sala Harpo, Romano sala 2, The Space, Uci)
Asa Butterfield, Samuel Jackson, Rupert Everett, Judy Dench, Terence Stamp. Il giovane Jacob, alla morte del nonno, scopre che quelle storie che aveva sempre sentito raccontare, sono vere: esiste veramente in una piccola isola lontana, nel Galles, un gruppo di bambini orfani, dal talento speciale di cui forze malvagie vorrebbero impadronirsi, che vivono nella casa della misteriosa Miss Peregrine. Jacob farà di tutto per proteggere quei bambini e sottrarli ai loro nemici. Tratto dal romanzo omonimo di Ransom Riggs, ancora l’universo fantastici del regista di “Edward mani di forbici”, “Big Fish” e Alice in Wonderland”. Durata 127 minuti. (Due Giardini sala Ombrerosse, Massaua, Ideal, Lux sala 3, Reposi, The Space, Uci anche 3D)
Non c’è più religione – Commedia. Regia di Luca Miniero, con Alessandro Gassman, Claudio Bisio e Angela Finocchiaro. Ovvero non è più (infelicemente) tempo di presepi, quelli per intenderci cui papà e mamma ci hanno abituati parecchi anni fa. Oggi al posto del bue c’è il lama, la Madonna è buddista, il Bambino musulmano. Il mondo cambia, è già cambiato. Poi c’è il sindaco Bisio, l’italiano Gassman convertito per amore all’Islam, la monaca Finocchiaro attaccata come l’edera alle vecchie tradizioni. Il tutto su un’isoletta persa nel mare del sud Italia. Dal regista, premiatissimo al botteghino, di “Benvenuti al Sud” e “Benvenuti al Nord”. Riuscirà a ripetere, con i temi “difficili” di integrazione, amicizia, volemose bbbene?Durata 91 minuti. (Massaua, F.lli Marx sala Chico, Greenwich sala 2, Reposi, The Space, Uci)
basta, non certo alla ricerca del principe azzurro, la principessa Vaiana sogna di poter andare ben oltre la barriera corallina per avventurarsi nell’oceano. La sua prima sfida è salvare il suo popolo dalle malefatte del vanitosissime semidio Maui che per avere un giorno rubato il cuore di una dea rischia ora di portare quel paradiso terrestre all’aridità. Ma l’eroina è pronta combattere e a vincere. Durata 127 minuti. (Massaua, F.lli Marx sala Groucho, Ideal, Lux sala 1, Reposi, The Space, Uci anche V.O.)
Whitaker, Mads Mikkelsen e Felicity Jones. Un gruppo di eroi in missione per sottrarre i piani della più potente arma di distruzione di massa mai ideata dall’Impero Galattico, la Morte Nera. Primo film della serie “Star Wars Anthology”, una collezione di film a se stanti ambientati nell’universo di “Guerre stellari”. Durata 143 minuti. (Massaua, F.lli Marx sala Groucho e Chico, Ideal anche 3D, Lux sala 2, Reposi, The Space, Uci anche V.O. e 3D)
Sully – Drammatico. Regia di Clint Eastwood, con Tom Hanks, Aaron Eckart e Laura Linney. Ovvero la storia dell’eroe Sullenberger, che il 15 gennaio 2009 portò in salvo, alla guida del suo aereo, 155 passeggeri, facendolo ammarare nelle acque del fiume Hudson. Un’opera raccontata da Eastwood con una lucidità davvero geniale, essenziale, precisa nella descrizione dei fatti e dei sentimenti contrastanti del protagonista, un Tom Hanks partecipe e immedesimato come raramente lo ricordiamo, la sua sicurezza e la sua battaglia contro chi lo riderebbe un incompetente, lo sguardo sui giudici e la replica a quelle simulazioni di volo che, nel processo cui fu sottoposto Sully con il suo copilota, non tenevano assolutamente conto del fattore umano, di una decisione che andava presa nel giro di una manciata di minuti: ad ogni inquadratura facendo partecipare lo spettatore, ad ogni attimo della vicenda – le notti nella stanza d’albergo, le telefonate a casa alla moglie, i dubbi, i timori, la felicità tutta chiusa dentro nell’apprendere che tutti quei passeggeri sono sani e salvi, nessuno escluso – che pur ha, a quasi otto anni dal suo sviluppo, un esito conosciuto. Durata 95 minuti. (Ambrosio sala 3, Massaua, Eliseo rosso, F.lli Marx sala Chico, Romano sala 3, The Space, Uci)
Rinnovato l’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale – confermati, con 32 voti, il presidente
Sono 14 le persone arrestate dalla Policia nacional spagnola,
Se le spoglie di un grande scienziato riposano nel territorio di Verbania, troviamo più che giusto che un convegno sulla sua vita e sulle opere si svolga al Maggiore di Verbania
di Matematica all’Istituto Cobianchi di Verbania. A seguire, Lucio Coco ha illustrato le parti principali delle sua traduzione (dal tedesco, con la collaborazione di Silvia Torelli) della “Vita di Riemann”, di un altro autorevole matematico: Richard Dedekind: nel cui resoconto biografico compaiono le fasi salienti della breve esistenza dell’amico. L’intervento di Francesca Rigotti, già docente all’Università di Gottingen, ha vivacizzato il convegno: all’Università di Gottinga ha insegnato, per molti anni, lo stesso Riemann. La Rigotti, descrivendo le diapositive delle foto e delle stampe del tempo, ci ha fatto rivivere lo spirito e l’ambiente di quegli anni, nella grande città della Bassa Sassonia. Dell’ambito più squisitamente tecnico si è occupata poi la prof Emanuela Mattiuzzo insieme a Guido Boschini, Dirigente scolastico dell’Alto Verbano, nonché prof di Matematica. “Di cosa si occupa un matematico?” : di modelli e strutture della natura, di numeri, funzioni e figure, di previsioni e applicazioni” ha spiegato Mattiuzzo “In particolare Riemann si è occupato di Geometria, Funzioni e Analisi”. Dal canto suo, il prof Boschini ha illustrato un problema affascinante di cui si è occupato a lungo il grande matematico tedesco, chiamato “l’ipotesi di Riemann”. Nessuno è riuscito a dimostrarla, nonostante a questo obiettivo si siano rivolte alcune delle menti matematiche più geniali
degli ultimi due secoli. È un’ipotesi strettamente connessa ai numeri primi, ed essendo i numeri primi i “mattoncini” essenziali dell’intera aritmetica (qualunque numero può essere espresso come prodotto di primi), l’ipotesi è in realtà centrale alla matematica. Non solo: c’è una correlazione con problemi fisici (in particolare, con i livelli energetici di alcuni sistemi quantistici).Tornando alla vita di Riemann, chiudiamo con una frase dello stesso Dedekind: “I viaggi che Riemann fece in Italia, nonostante il triste motivo che li causarono (malattie ai polmoni ndr), costituirono per lui un momento affascinante: non solo per lo splendore del paese, della natura, dell’arte, eccetera, che gli procurarono felicità, ma per la libertà di cui ha potuto godere…..”. Il grande matematico morì a Selasca (VERBANIA) durante uno dei suoi soggiorni: una stele lo ricorda, all’interno del Cimitero di Biganzolo. L’incontro è stato organizzato da ARIED – Associazione per la ricerca Educativa e Didattica.
sospeso tra nouveau cirque e illusionismo contemporaneo, prodotto da Muvix Europa in collaborazione con il Circolo Amici della Magia di Torino. Fin dal suo titolo, WOW! si propone come meraviglia e stupore. Uno spettacolo che emozionerà gli adulti e che allo stesso tempo coinvolgerà e divertirà i più piccoli, che potranno così lasciarsi trasportare in un mondo onirico, quello che solo la magia ha il potere di ricreare nella veglia. Novanta minuti di pura illusione.Protagonista dello show sarà Luca Bono: considerato l’enfant prodige dell’illusionismo, oggi Luca è uno dei più apprezzati artisti della nuova magia, dinamica e divertente, capace di incantare i bambini, coinvolgere i ragazzi e affascinare gli adulti.Insieme a lui sul palcoscenico ci saranno gli straordinari artisti del Circolo Amici della Magia di Torino, la casa magica più vivace d’Italia, fucina di grandi nomi (come Brachetti, Berry, Alexander) e di nuovi campioni dell’illusionismo: Marco Aimone, artista poliedrico, prestigiatore, mimo e presidente del Circolo Amici della Magia; Sabrina Iannece, affascinante partner e punto di riferimento per Luca Bono; Diego Allegri, il principe delle ombre; Natalino Contini divertente e coinvolgente per i più piccoli e non solo; Lara D’Amelia performer con il cerchio aereo, armoniosa e spettacolare; Magic Willy che accoglierà il pubblico in un pre-spettacolo esilarante e coinvolgente.
L’attentato di Berlino ha inevitabilmente indotto le autorità, anche a Torino, ad innalzare le misure di sicurezza sotto le feste natalizie
betafence, i blocchi di cemento già usati in occasione del Salone del Gusto al Valentino, per impedire il passaggio ai camion. Le iniziative particolarmente “attenzionate” sotto la Mole? Naturalmente i mercatini in piazza Castello, Carlo Felice e la rassegna natalizia in piazza d’Armi. La macchina della sicurezza già rodata con successo proprio al Salone del Gusto, ma anche durante eventi ad alto rischi quali la visita di papa Francesco, a Torino è certamente efficiente.