redazione il torinese

VENARIA REALE, SANITÀ PUBBLICA E TERRITORIO

L’ Amministrazione comunale è molto attenta alla salute dei cittadini venariesi e in questi venti mesi di legislatura ha attivato tavoli tecnici con la direzione dell’ASL To3 che hanno portato i seguenti risultati: dal 13 marzo presso l’ospedale di Venaria Reale è stata riattivata la TAC (Tomografia Assiale Computerizzata), ed è la prima volta che sul territorio un servizio sanitario riapre dopo esser stato chiuso: si pensi alla ginecologia, al reparto di pediatria, al pronto soccorso H24, per citarne solo alcuni tra i più noti.

Per ora, il nuovo servizio TAC opera sul nostro territorio tre giorni alla settimana e sarà presente il medico anestesista: in questo modo si consente lo sviluppo di esami con e senza metodo di contrasto, nei giorni di Lunedì e Martedì dalle ore 8:00 alle ore 16:00 e il Venerdì con orario 8:00 – 13:00, garantendo la consegna sia del referto cartaceo sia della versione informatizzata, già entro le 24 ore dalla esecuzione dell’esame stesso. La presenza in loco del medico anestesista a sua volta ha consentito la riapertura, seppure ora in misura limitata (ogni martedì dalle ore 12:00 alle ore 15:30), dell’ambulatorio di terapia antalgica. Questa attività negli anni passati ha avuto un riscontro notevole in termini di richieste, perché tratta quei pazienti che, per differenti cause, soffrono di algie (dolore) in modo cronico.

Vi è stato, poi, un potenziamento dell’offerta relativa alle ecografie, determinata dall’acquisto di nuova strumentazione dedicata agli esami diagnostici di eco-tomografia e dall��aggiunta di ulteriori sei ore (giovedì dalle ore 12:00 alle ore 18:00), che rappresentano un servizio aggiuntivo in grado di agevolare in particolare l’utenza “lavorativa”. A tutto ciò si aggiunge il già attivo sportello per la prenotazione esami diagnostici, presso la sede del Municipio, in piazza Martiri della Libertà 1, attivo lunedì e giovedì dalle 15:00 alle 18:00. Dichiara il sindaco Roberto Falcone «Questi solo alcuni degli aspetti legati alle attività ambulatoriali che come Amministrazione stiamo seguendo con la massima attenzione e che sicuramente nei mesi a venire, in collaborazione con l’ASL To3,  per quanto possibile, cercheremo ulteriormente di sviluppare secondo le necessità dei cittadini, considerando il prossimo trasferimento presso la nuova struttura sanitaria di Via Don Sapino».

 

Il progetto esecutivo della nuova struttura sanitaria, che attualmente è in fase di realizzazione e che dovrebbe essere consegnata entro il 2019, prevede infatti quattro piani con i servizi così suddivisi:

 

Piano seminterrato:

  1. a) mensa e spazi accessori
  2. b) Sert (servizio per le tossicodipendenze)
  3. c) deposito farmaceutico
  4. d) servizio mortuario
  5. e) spogliatoi
  6. f) locali tecnici
  7. g) depositi

 

Piano terra:

  1. a) zona di ingresso-hall
  2. b) punto prelievi
  3. c) attività day-hospital
  4. d) area di ristoro
  5. e) diagnosi per immagini
  6. f) punto di primo intervento
  7. g) guardia medica
  8. h) 118

 

Piano primo:

Le funzioni all’interno del piano primo sono:

  1. a) area ambulatoriale
  2. b) CAP (centro di assistenza primaria)
  3. c) endoscopia
  4. d) Direzione di Distretto

 

Piano secondo:

40 posti letto di continuità assistenziale.

Military Erasmus alla Scuola di Applicazione

Trentatre studenti civili e militari provenienti da Europa e Stati Uniti hanno completato alla Scuola di Applicazione dell’Esercito un modulo di studio della durata di una settimana nell’ambito del cosiddetto Military Erasmus, organizzato dal Centro Studi sulle Operazioni di Post-Conflict in collaborazione con la Struttura Interdipartimentale di Scienze Strategiche dell’Università degli Studi di Torino. Condotto interamente in lingua inglese da docenti militari e civili, l’Erasmus “con le stellette” la cui denominazione corretta è Iniziativa europea per lo scambio di giovani ufficiali consiste nello scambio di allievi, sia civili che militari, fra scuole militari e atenei italiani e stranieri. Il piano di studi del modulo denominato Common Security and Defence Policy viene concepito dal Collegio Europeo di Sicurezza e Difesa, agenzia che opera sotto l’egida della European External Action Service (EAAS) di Bruxelles. Le modalità di apprendimento prevedono studi individuali e lavori di gruppo; ampio spazio è riservato allo studio a distanza attraverso programmi mirati di e-learning. Per questa edizione agli studenti civili e militari del corso di Scienze Strategiche di Torino si sono uniti ufficiali dell’Esercito francese, polacco, romeno, statunitense e dell’Aeronautica militare greca. Il superamento del modulo consente l’attribuzione di crediti formativi universitari riconosciuti a livello europeo e prevede il conferimento un diploma firmato dall’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, carica che dal 2014 è ricoperta dall’italiana Federica Mogherini. Attualmente sono seicento gli studenti dei corsi di laurea triennale e specialistica di Scienze Strategiche presso la Scuola di Applicazione di Torino, duecento dei quali civili, attratti dalla spiccata flessibilità e internazionalizzazione del piano di studi.

 

 

Sulla felicità

Dal latino felicitāte, la felicità è quello stato d’animo, quella emozione a cui molte dottrine morali e discipline come la psicologia, la filosofia, la sociologia si sono dedicate giungendo ad una opinione comune: la felicità non è una condizione stabile e durevole ma un senso di soddisfazione e di appagamento variabile e sfuggente.

Se ne sono occupati scrittori, filosofi, saggi, artisti, tutti con l’obiettivo di decifrarla, di darne, per quanto possibile, una definizione comprensibile ma soprattutto cercando di indicare, ognuno secondo la propria visione, una via per raggiungerla più facilmente, per afferrarla e non liberarsene più.

Margherite Yourcenar la definiva “un capolavoro che al minimo errore si incrina e si degrada”, un proverbio tibetano dice che “Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a nord”, e poi c’è Krishnamurti che asseriva che “C’è una grande felicità nel non volere, nel non essere qualcosa, nel non andare da qualche parte.”

Insomma la questione è complessa, il desiderio di una ricetta per la felicità non è esaudibile e non esiste un segreto per conquistarla definitivamente, questo anche perché ci sono fattori come la cultura a cui apparteniamo, l’educazione che ci è stata data, la società che ci circonda che ci propongono modelli diversi, inoltre i nostri bisogni e le nostre aspirazioni cambiano in base al nostro vissuto. Una buona notizia però c’è e sta nel fatto che quel rapimento meraviglioso che ci sorprende e ci catapulta, anche solo per poco tempo, in uno stato di appagamento totale è possibile anche attraverso le piccole cose, i gesti quotidiani, la straordinaria normalità. E poi ovviamente l’amore che è il centro di questo sentimento così intenso: amare, essere amati e vissuti con la cura e l’attenzione che desideriamo sono gli altri ingredienti essenziali per essere felici, il cuore attorno cui gravita la nostra beatitudine.

Secondo il World Happiness Report 2017 l’Italia purtroppo è solo al 48esimo posto nella classifica della felicità, siamo lontani, lontanissimi da paesi come Norvegia, Danimarca, Islanda, Svizzera, Finlandia, Paesi Bassi, Canada, Nuova Zelanda, Australia e Svezia che invece lo sono di più, molto di più. Chissà se questo risultato farà muovere il nostro paese in una nuova direzione nel futuro, intanto comunque possiamo celebrarla lo stesso la felicità, augurandoci che diventi contagiosa.

Maria La Barbera

 

 

Mirafiori, via la vecchia centrale: il calore si produrrà così

Iren, nellottica del rinnovamento e dellefficientamento energetico degli impianti e dei servizi erogati ai cittadini, ha avviato le operazioni di riconversione della centrale termoelettrica di Mirafiori Nord, ubicata in Corso Salvemini 5 a Torino.

I lavori di riqualificazione dell’area rappresentano il coerente completamento della dismissione dell’impianto, avvenuta in più fasi a partire dal 2007.

E’ iniziato lo smontaggio dei quattro camini della centrale, per poi passare gradualmente allo smantellamento delle restanti parti dell’impianto.

Una volta terminati i lavori, sullo stesso sito sarà realizzato un sistema di accumulo calore, costituito da tre serbatoi in pressione, a servizio della rete di teleriscaldamento torinese, per aumentarne ulteriormente l’affidabilità e consentire di proseguire nel piano di saturazione degli allacciamenti senza ulteriore produzione di energia termica.

“Con questo intervento innovativo alla rete del teleriscaldamento cittadino la distribuzione del calore sarà migliorata spiega la Sindaca Chiara Appendino . E’ una innovazione che favorirà il contesto urbano, con positive ricadute a vantaggio dei residenti anche sotto il profilo dell’impatto degli impianti e nella sostenibilità ambientale”.

L’istallazione di questo nuovo impianto consentirà di risparmiare circa 3 milioni di m3 di gas naturale, pari a circa 2.500 TEP (tonnellate di petrolio equivalenti) e di evitare emissioni in atmosfera pari a circa 3 tonnellate all’anno di ossidi di azoto (NOx) e 8 mila tonnellate all’anno di anidride carbonica (CO2).

Non solo. Nell’ottica della sostenibilità e della valorizzazione ambientale dell’area, Iren ha studiato un progetto che vede l’integrazione del nuovo sistema di accumulo calore con due tecnologie rinnovabili: solare termico e fotovoltaico.

L’impianto solare termico, della potenza di circa 400 kWt, sarà in grado di produrre energia termica pulita a “emissioni zero” da immettere direttamente nella rete di teleriscaldamento a servizio delle utenze cittadine.

L’impianto fotovoltaico, della potenza di circa 35 kWp, produrrà invece energia elettrica per gli ausiliari del sistema di accumulo e verrà installato sul tetto del nuovo edificio. L’energia elettrica così prodotta sarà, quindi, usata in loco per il funzionamento dell’impianto, riducendone sensibilmente il consumo energetico.

Grazie all’integrazione delle fonti rinnovabili si eviterà annualmente l’emissione in atmosfera di circa 80 tonnellate di anidride carbonica.

“Con questa operazione dice il Presidente di Iren Paolo Peverano l’azienda conferma l’attenzione ambientale per il territorio e la sua capacità di creare valore economico anche per il tessuto imprenditoriale locale, investendo circa 10 milioni di euro e avviando un cantiere che a regime occuperà mediamente 50 lavoratori

Lucrezia Beccari dell’Ice Club Torino incanta il palaghiaccio di Aosta

Medaglie d’oro anche per Sara Carli e Raffaele Zich

Ai Campionati Italiani Elite Giovanile di pattinaggio sul ghiaccio che si sono svolti ad Aosta lo scorso fine settimana l’Ice Club Torino, diretto da Claudia Masoero, si è distinto con la conquista di tre titoli nazionali, quelli di Lucrezia Beccari, Sara Carli e Raffaele Zich, di una medaglia d’argento con Viola Fois e di una medaglia di bronzo con Desiree Podda. La società torinese è stata quella, a livello, nazionale, ad aver vinto il maggior numero di ori in questo campionato.

Nella competizione Elite Novice Advanced ha brillato la talentuosa Lucrezia Beccari, 13 anni, che ha conquistato il primo posto, imponendosi sia nel programma corto, pattinato sulla musica del “Notturno” di Grieg, sia nel lungo nel quale ha interpretato una farfalla sulla colonna sonora di “Quinto Elemento”.

L’atleta, allenata e coreografata da Edoardo De Bernardis, è ritornata alle competizioni da poco tempo, a causa di un grave infortunio che l’ha tenuta lontana dal ghiaccio, e ha dimostrato classe, carattere, grinta e grandi capacità tecniche e interpretative, eseguendo in entrambi i segmenti di gara salti tripli e infrangendo il muro dei cento punti con 104,13 (il suo personal best era di 90 punti).

La giovane pattinatrice torinese si conferma come una bella certezza e sa regalare emozioni con l’eleganza e la leggerezza di un pattinaggio che sembra sfiorare appena la superficie ghiacciata e che risulta spontaneo e coinvolgente.

Il suo allenatore, Edoardo De Bernardis, al termine della gara, ha affermato: “Sono contento per la prestazione e per il titolo di Lucrezia che ha dimostrato di essere una lottatrice e di avere un carattere d’acciaio. Non ha mai mollato nemmeno nei momenti più difficili e questa medaglia rappresenta il premio per la sua caparbietà. È giovane e ha un ottimo potenziale. La attendono altri appuntamenti importanti nel futuro”.

Nella categoria Principianti si è imposto Raffaele Zich, conquistando la medaglia d’oro. L’atleta già campione italiano esordiente 2016, allenato da Edoardo De Bernardis e da Renata Lazzaroni e coreografato da Alessandro Piccoli, ha presentato musiche indiane di Bolliwood, totalizzando un punteggio di 41.54.

L’altro oro dell’Ice Club Torino porta la firma di Sara Carli che si è laureata Campionessa italiana nella Categoria Cadetti femminile, raggiungendo il punteggio di 57.66, con un programma pattinato su “Malaguena” e ottenendo, ancora una volta in questa stagione i requisiti per entrare nella Nazionale italiana. L’atleta è allenata dal trio vincente composto da Edoardo De Bernardis, Cristiana Di Natale e Fabiana Di Natale, allenatori che seguono anche la medaglia d’argento nella categoria principianti femminile, Viola Fois che ha pattinato sulle musiche di Rita Pavone. Il bronzo nella Categoria Cadetti femminile è andato a Desiree Podda, allenata da Miriam Brunero, che ha interpretato le musiche di “Evita”.

Il direttore dell’Ice Club Torino, l’allenatrice Claudia Masoero ha sottolineato che “Questi ragazzi ci hanno dato grandi soddisfazioni durante tutta la stagione. Hanno conquistato medaglie importanti in tutte le categorie. Voglio ringraziare tutti gli insegnanti che, quotidianamente, lavorano con noi, curando la tecnica, le coreografie, il balletto, la recitazione.: questi risultati sono merito di un gioco di squadra”.

 

Barbara Castellaro

“Piemonte Visual Contest” è online

Il Novecento in Piemonte e il suo impatto sul nuovo Millennio sono i temi al centro della quarta edizione del Piemonte Visual Contest. Come sempre, per raccontare le diverse sfaccettature (storiche, politiche, economiche, sociali, culturali) del Secolo Breve nel nostro territorio saranno coinvolte le comunità di creativi, storyteller, mappatori, sviluppatori, data scientist e designer. Le iscrizioni sono aperte fino al 15 maggio.

 

È on line il regolamento del nuovo concorso “Piemonte Visual Contest”, giunto alla quarta edizione.Quest’anno vi partecipa anche il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale del Piemonte, di cui mi onoro di essere Presidente, perché  il tema, la memoria del Novecento,  ci riguarda da vicino e credo possa essere valorizzata in modi nuovi e più contemporanei. La partecipazione del Comitato si concretizzerà in un Premio speciale che ha lo scopo di valorizzare i progetti che sono più vicini alle tematiche del Comitato, ovvero i valori della Liberazione e della Carta costituzionale. Nelle prime tre edizioni, #piemonteviz ha sperimentato modalità innovative del racconto del territorio, esplorando le possibilità che arrivano dalle esperienze collaborative all’interno delle comunità legate agli open data, alle mappe open, al design e alla data visualization. In questi anni ha aggregato reti di innovatori che l’hanno reso un’esperienza di rilievo nazionale, un’iniziativa pionieristica che unisce tecnologie, storytelling, nuove forme di cultura digitale. Oggi il Piemonte è una regione in profondo cambiamento. Da territorio fortemente improntato all’industria e alla produzione, negli ultimi decenni sta accogliendo la sfida del cambiamento in ambito urbanistico, architettonico e paesaggistico fino a quello sociale, economico e culturale. Non a caso, la terza edizione del contest ha voluto indagare proprio queste trasformazioni, che affondano le radici nelle vicende del secolo scorso. E il secolo scorso resta al centro anche della quarta edizione edizione del contest, che prende il via lunedì 30 gennaio 2017 e si chiude il 15 maggio 2017. Piemonte Visual Contest – edizione 2017 si propone di indagare ad ampio spettro le vicende storiche, politiche, economiche, sociali e culturali che hanno caratterizzato il Novecento in Piemonte e il loro impatto sul nuovo Millennio. Il racconto dovrà svilupparsi utilizzando e integrando Data Visualization, Mappe Digitali, Storytelling e Data Journalism.

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Tutte le informazioni e il regolamento per la partecipazione sul sito ufficiale www.piemontevisualcontest.eu

Anche a Torino nasce il Comitato civico La Nostra Gente

Si è costituito anche a Torino il Comitato civico La Nostra Gente, collegato al coordinamento regionale dei comitati civici la Nostra Gente di Vercelli. Il responsabile del Comitato torinese  è il dottor Francesco Gallo, funzionario dell’ Assessorato regionale alla Sanità, e già consigliere comunale di Torino. ” La costituzione del Comitato civico La Nostra Gente -dice Francesco Gallo- è la volontà di dare voce ai cittadini sui grandi problemi sociali ed economici che toccano il Piemonte e la città di Torino. Siamo un soggetto sociale e politico ma lasciamo molta autonomia alle realtà locali come deve essere il vero civismo. Soprattutto vogliamo essere un punto di riferimento ai molti cittadini che non riescono più ad avere ascolto e risposte dalle istituzioni e dai partiti o da una società civile che spesso si lamenta ma non si espone quasi mai. Stando con i piedi per terra e senza farci illudere da vecchi o nuovi illusionisti della politica, non guarderemo l’ideologia ma l’ impegno concreto delle singole persone nelle istituzioni a favore della gente. Noi faremo critiche ma anche proposte perché solo contestare serve fino ad un certo punto. Vedremo quindi chi starà attento alle nostre critiche ma anche alle proposte di soluzione. Nessuno può fare miracoli ma il nostro territorio sta diventando sempre più povero. Non c’è lavoro e non si può pensare di sostituire la Fiat solo con la cultura e il turismo. Ci vuole anche, e soprattutto, un rilancio nel settore produttivo. Tutto ciò senza dimenticare i problemi della sanità e dell’assistenza agli anziani e disabili. C’è poi il problema della sicurezza: troppi anziani truffati o rapinati. La gestione dei migranti, ne arriveranno ancora!, rischia di provocare nuove tensioni in città. Purtroppo è una città che è diventata povera, dove il ceto medio è diventato povero e i poveri sono più poveri”.

 

Valanga in Val Pellice, ci sono feriti

Poteva essere una tragedia. Una valanga ha travolto tre alpinisti e ne ha feriti due in modo non grave, nel vallone del Pis in alta Val Pellice, nei pressi del rifugio Jervis a  Bobbio Pellice. Il  Soccorso Alpino, ha raggiunto a piedi  i 2.500 metri di quota del luogo dove si è staccata la valanga e ha prestato  soccorso ai feriti. Le cattive condizioni meteo hanno  impedito all’elicottero di levarsi in volo.

 

(foto: archivio)

Cerano e un capolavoro del Seicento lombardo

Musei Reali – Galleria Sabauda, Spazio confronti fino al 18 giugno 2017

E’  la Madonna dei Miracoli, così chiamata perché a lei viene attribuito il merito di aver debellato la pestilenza che affliggeva la città di Milano nel 1485, la protagonista del terzo appuntamento con Confronti, il ciclo di mostre allestite all’interno dell’omonimo spazio della Galleria Sabauda dedicato all’incontro tra opere.

Dopo il successo di Venere incontra Venere, dedicata ai due dipinti di Botticelli, e quello che vedeva protagonista i bambini di Boldini e Van Dyck, raccontando due modi di vedere l’infanzia a distanza di secoli uno dall’altro, è ora il momento di un capolavoro del Seicento lombardo di Giovan Battista Crespi detto il Cerano.

La pala raffigurante La Madonna dei Miracoli di Santa Maria presso San Celso venerata da san Francesco e dal beato Carlo Borromeo, realizzata a ridosso del 1610, è presentata all’interno dello spazio Confronti insieme al bozzetto in terracotta della Vergine, modellato da Cerano in età giovanile, di proprietà della Regione Piemonte in deposito alla Reggia di Venaria Reale. Il confronto consente di apprezzare il rapporto dialettico tra pittura e scultura e la poliedricità di uno dei massimi protagonisti del Seicento lombardo.

L’opera appartiene alle collezioni dei Savoia da quando nel 1632, due anni dopo la morte di Carlo Emanuele I di Savoia, protagonista della mostra Le meraviglie del mondo, il nuovo duca Vittorio Amedeo I acquistò la tela a Milano. Questa venne sistemata nell’anticamera dell’appartamento privato del duca, nell’antico Palazzo di San Giovanni, che sorgeva dove oggi è l’edificio che ospita la Galleria Sabauda.

 

La pala è ricordata nell’inventario del 1635 come “La Madonna di San Celso finta di marmo” e riproduce in pittura quasi fedelmente la celebre statua marmorea dell’Assunta realizzata da Annibale Fontana tra il 1583 e il 1586 per l’altare di Santa Maria presso San Celso, a cento anni esatti dal miracolo che aveva dato l’avvio al cantiere del santuario milanese, particolarmente caro ai fedeli. Per tradizione, infatti, le spose portano un mazzo di fiori a questa Madonna nel giorno del matrimonio, come voto di buon auspicio. Per questo l’altare è popolarmente chiamato “dei matrimoni”.

 

È probabile che Cerano, impegnato tra il 1603 e il 1607 nella decorazione della chiesa di Santa Maria presso San Celso, avesse voluto portare con sé il ricordo della celebre statua della Vergine di Annibale Fontana, riproducendola in un bozzetto che verrà riutilizzato poi, a distanza di qualche anno, nella stesura del dipinto. Nella rielaborazione del modello originale tuttavia, gli aspetti più vistosamente manieristi sono stati addolciti, affusolando la figura e cercando effetti intensamente espressivi.

 

La visita di Confronti/3: Pittura come scultura. Cerano e un capolavoro del Seicento lombardo è inclusa nel biglietto dei Musei Reali. La mostra sarà visitabile fino al 18 giugno 2017.

Viaggio virtuale nell’Africa selvaggia

Gianni Bauce, guida professionista, torna a Punto di partenza con un vero safari da guardare e ascoltare, per scoprire, attraverso i suoi racconti, le meraviglie della natura africana e per imparare un nuovo modo, più consapevole, di vivere l’Africa.  A Pinerolo. Ingresso gratuito


Anche se non è necessario venire muniti di binocolo e di macchina fotografica lunedì 27 marzo al Circolo Sociale in Via del Duomo, 1 a Pinerolo, quello in cui ci conduce, a partire dalle 20.30, Gianni Bauce, è un vero safari. Gianni Bauce è una guida professionista, la sua attività principale in Africa australe, che frequenta dai primi anni ’90, consiste nel condurre safari personalizzati in Botswana, Zambia, Zimbabwe, Malawi e Mozambico, a stretto contatto con la natura e la fauna selvaggia. Si definisce un esploratore del III millennio in un continente dove non c’è più nulla di inesplorato eppure dove tutto è ancora così sconosciuto. Suoni, racconti e immagini per scoprire i grandi animali, le piante, le tracce, la conformazione del terreno, i piccoli dettagli che, guardati con altri occhi, rivelano storie antiche e inaspettate. La grande passione di Gianni Bauce per la sua terra d’adozione e la sua competenza maturata attraverso la formazione e l’esperienza, unita alla sua capacità di ricreare con le parole le atmosfere e le emozioni vissute in prima persona sono gli ingredienti di una serata in cui immergersi nelle meraviglie della natura africana.
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Prosegue nel 2017 “Punto di partenza – piccoli spettacoli fuori dagli sche(R)mi”, la serie di eventi realizzata dall’Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers in collaborazione con la Biblioteca Civica Alliaudi e il Comune di Pinerolo. Lo scopo di Punto di partenza è il racconto delle passioni, delle abilità, dell’impegno e delle competenze, sotto forma di piccoli spettacoli, dalla viva voce dei protagonisti. Un tema diverso viene proposto ogni settimana. Architettura, ambiente, musica, viaggi, lettura ad alta voce, fotografia, scrittura sono alcuni degli argomenti in programma.
Al termine di ciascun incontro, dopo il buffet gentilmente offerto da Bonifanti, al pubblico viene distribuito un foglietto di promemoria con i dettagli della serata, i consigli letterari della settimana e le notizie sui successivi appuntamenti.  TRS Radio è media partner di PUNTO DI PARTENZA e ogni settimana intervisterà gli ospiti dei diversi incontri. I dettagli degli appuntamenti sono pubblicati sulle pagine facebook Yowras Young Writers & Storytellers e Punto di partenza.

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Gianni Bauce è una guida professionista con esperienza naturalistica e del territorio. È accreditato presso la F.G.A.S.A., Field Guide Association of Southern Africa, (F.G.A.S.A. # 8061) della quale è membro dal 2000 con le qualifiche di Nature Guide e A.R.H. (Advanced Rifle Handling for Walking Safaris). È anche accreditato come guida professionista allo Zimbabwe Tourism Authority (Z.T.A. # TGD0663) dopo aver conseguito il titolo alla University of Zimbabwe di Harare. Si è specializzato nella cattura e manipolazione dei serpenti velenosi africani e nel trattamento del loro morso presso il centro African Reptiles and Venom di Johannesburg. Gianni è abilitato al soccorso paramedico dalla Croce Rossa Italiana e dell’Emergency Medical Service Sudafricano, ed è inoltre abilitato al soccorso paramedico con assistenza remota. Ha esperienza di antibracconaggio, animal & human tracking e ha partecipando a missioni di “survey”, “antipoaching” e training di unità antibracconaggio in Sudafrica. Nel 2009 è diventato il primo italiano a superare il corso d’addestramento presso la Ronin South Africa, conseguendo la qualifica di Operatore della Sicurezza (Ronin graduate # 200912GB) con licenza internazionale della Security Industry Authority (S.I.A licence # 0830 0128 1891 4882). Parla Italiano, Inglese, Spagnolo e un po’ di KiShona. Appassionato fotografo, è autore di numerosi libri e guide di viaggio sull’Africa, tra i quali le guide di viaggio Botswana & Zimbabwe e Mozambico e i libri di narrativa di viaggio Sozinho, viaggio in Mozambico e Kilimanjaro, prima che le nevi si sciolgano (Polaris Editore). Ha partecipato a trasmissioni televisive sui canali Nazionali Italiani e guidato troupe televisive impegnate nella realizzazione di documentari naturalistici.